domenica 8 luglio 2012

Diakitè, "Se rinnovo? Non lo so. Zarate? Io dico che rimane alla Lazio.."

"Se solo in alcune situazioni, riuscisse a contenere tutta la sua energia, sarebbe davvero perfetto" Questo il commento più in voga fra i tifosi Laziali quando parlano di Modibo Diakitè, l'esplosivo difensore Biancoceleste che nell'ultima stagione nella Capitale si è confermato fra i giocatori più promettenti della Lazio che verrà. Ospite a Castiglioncello, dove è stato ospite in seguito alla premiazione come uno dei calciatori top11 di TMW, ha rilasciato una breve intervista in cui ha fatto il punto su vari argomenti legati al mondo Lazio.

"L'obiettivo per il prossimo anno, è quello di migliorare rispetto alla scorsa stagione. Se rinnoverò il contratto, questo ancora non lo so, sono appena ritornato dalla vacanze. Quello che è sicuro, è che mi piacerebbe giocare di più. Il nuovo mister farà benissimo, mi ha fatto una buona impressione. Per quanto riguarda Reja, non mi aspettavo il suo addio. Pensavo restasse, con noi ha sempre avuto un ottimo rapporto. Mi è dispiaciuto il suo addio, ora ripartiamo con Petkovic che avrà a disposizione una Lazio a cui non manca davvero niente, perchè in squadra rientreranno giocatori forti come Zarate, Foggia, Sculli e Floccari che ci daranno una grossa mano. Maurito? All'Inter quando ha giocato ha fatto bene. È uno che si dà da fare. Io dico che resta alla Lazio..."

Roberto Maccarone - Cittaceleste.it

giovedì 5 luglio 2012

Niente Lazio per BRENO, condannato a 4 anni di carcere

Addio Lazio. L’ex difensore del Bayern Monaco Breno, promesso ai biancocelesti, è stato condannato in primo grado a quattro anni e nove mesi di carcere dai giudici del tribunale di Monaco di Baviera per aver provocato l’incendio che distrusse la sua villa nel settembre del 2011. Il direttore sportivo biancoceleste Igli Tare ha commentato la sentenza: “Dispiace per come sia andata a finire, la sua vita ora è distrutta. Meritava una seconda possibilità”.

Il calciatore ha dato fuoco alla propria abitazione in preda allo sconforto e alla depressione per un lungo e doloroso infortunio al ginocchio. Il punto è: era cosciente al momento del gesto o, per abuso di alcol o farmaci, non era in grado di intendere e di volere?

Per l’accusa Breno sapeva quello che stava facendo, mettendo a repentaglio in preda a un raptus la propria sicurezza e quella dei suoi cari. I giudici tedeschi hanno creduto a questa versione. La villetta monacense, in cui viveva in affitto, è andata completamente distrutta e il proprietario avrebbe chiesto quasi un milione di euro di danni.

“Non si tratta di un criminale comune – spiega il presidente della commissione giudicante, Rosi Datzmann – perché è ricco, possiede beni in Brasile e ha una famiglia. La giustizia però deve trattarlo come tutti gli altri. Si è macchiato di una grave colpa”.

Colpo di scena. La sentenza, attesa non prima del 17 luglio, è arrivata in breve tempo. In caso di condanna non superiore ai due anni, Breno avrebbe usufruito della condizionale ed evitato il carcere. La Lazio lo attendeva braccia aperte per concedergli una nuova possibilità. Non è andata così e i biancocelesti ora dovranno trovare un altro difensore. Il calciatore nei prossimi sei mesi tenterà d ribaltare il verdetto nel processo di appello.

Il d.s. dei capitolini ha detto la sua sulla decisione della corte: “La pena è eccessiva. Una punizione simile, forse, dovrebbe essere applicata per casi ben più gravi. Sono molto dispiaciuto per Breno – ammette Tare a ‘Sport1’ - sta vivendo momenti terribili. Avrebbe meritato una seconda chance”.

Arrivato in Germania nel 2004 dal San Paolo, e svinvolatosi dai bavaresi a fine campionato, il ragazzo era ritenuto una delle promesse del calcio brasiliano. I tanti problemi fisici e alcune difficoltà nell’ambientamento ne hanno frenato la crescita. E' ancora molto giovane: ha solo 22 anni.

mercoledì 4 luglio 2012

Ufficiale: EDERSON è biancoceleste!

Dopo un corteggiamento durato tre estati ed una trattativa estenuante è arrivata finalmente l'ufficialità. Nella prossima stagione l'ex-centrocampista del Lione Ederson indosserà la maglia della Lazio. E' stata la società biancoceleste a darne l'annuncio sul proprio sito ufficiale.

"La S.S. Lazio comunica di aver raggiunto un accordo economico con il calciatore Ederson Honorato Campos per le prossime 5 stagioni sportive". Il brasiliano, classe 1986, approda quindi nel campionato italiano dopo aver disputato cinque stagioni con la maglia della squadra francese (ha giocato anche nel Nizza dal 2004 al 2008).

Ederson, essendo andato in scadenza di contratto con il suo vecchio club, arriva a parametro zero e, come detto, ha firmato un contratto per le prossime cinque stagioni. Staremo a vedere in che posizione di campo e che ruolo vorrà assegnargli il nuovo tecnico Petkovic nella prossima annata biancoceleste.

Di sicuro potrà essere impiegato sia come centrocampista centrale che da trequartista, ruolo che però a Roma sponda Lazio viene occupato dal Profeta Hernanes. Saranno comunque da valutare le sue condizioni fisiche, visto che ha saltato praticamente tutta la scorsa stagione a causa di un brutto infortunio al ginocchio.

lunedì 2 luglio 2012

SPAGNA-ITALIA 4-0

Il sogno è finito. Ma, almeno, è finito all'ultimo atto. La Spagna ha vinto Euro 2012 grazie al 4-0 sull'Italia. Due reti nella prima frazione e due goal nel finale, Kiev, l'Europa e il secondo trofeo consecutivo sono tutti della 'Roja di Del Bosque. Applausi per il torneo italico, finale con iberici sciolti e squadra di Prandelli sfortunata: azzurri in dieci per l'ultima mezzora dopo l'infortunio capitato al neo entrato Motta. Dopo 20' anche Chiellini costretto a lasciare il campo. Risultato troppo pesante, comunque, per Buffon e compagni.

FORMAZIONI - Prandelli ripropone la squadra che ha battuto la Germania e in generale quella delll'Europeo: unica novità il ritorno di Abate a destra al posto di Balzaretti. In avanti Cassano e Balotelli, alle loro spalle Montolivo. Del Bosque non mischia le carte, in campo ancora Fabregas come finto centravanti. Ai suoi lati Silva e Iniesta, Xabi e Xavi a centrocampo con Busquets davanti alla difesa.

PARTITA - Si parte con le 'Furie rosse' più propositive, solita palla bassa e grande velocità negli scambi. Le prime due occasioni spagnole arrivano dai piedi (e dalla testa) di Sergio Ramos: punizione dai 30 metri e zuccata da centro area sono comunque velleitarie e ampiamente alte. Al 10' ci prova Fabregas con la difesa azzura in difficoltà, botta alta.

Di fatto il vantaggio, meritato, arriva al 14'. Fabregas fuma Chiellini sulla destra mettendo al centro per Silva: solissimo il giocatore del City, colpo di testa e 1-0. Lo stesso difensore bianconero si infortunia al 20': dentro, sulla fascia sinistra, Balzaretti. Il primo squillo italico, anche se impreciso, è al 16': punizione a giro di Pirlo abbondantemente a lato.

Minuto 29, prima parata di Casillas: facile a terra l'intervento del portiere iberico sulla conclusione di Cassano, al tiro dopo un bel contropiede sulla sinistra. Il barese ci riprova al 33', respinta coi pugni dall'estremo difensore del Madrid. Cinque minuti dopo si sveglia anche Balotelli, dribbling e contro dribbling per un destro da fuori area che termina, però, alle stelle.

Gli uomini di Del Bosque riescono, così, a trovare anche il raddoppio: Fabregas lancia Jordi Alba in avanti, inserimento tra le (ferme) maglie azzurre e Buffon battuto in uscita con un preciso tocco. La reazione è tutta nel destro di Montolivo, ancora respinta coi pugni da parte di Casillas.

Ripresa che si apre con il secondo cambio italiano: dentro Di Natale per Cassano, piccolo problema muscolare anche per l'attaccante del Milan. Nuova sofferenza al 48', Fabregas in slalom fa impazzire Balzaretti, tocco con la punta e Buffon attento a mettere il guantone prima che il pallone rotoli in rete.

Il neo entrato Di Natale pericolosissimo al 51': Casillas però è un muro, girata di Totò sventata. Il napoletano, il più pericoloso tra gli azzurri, aveva staccato di testa qualche minuto prima, mandando la sfera alta sulla traversa. Girandola di cambi, dentro Motta da una parte e Pedro dall'altra. Spagna più forte, Italia più sfortunata.

Passano 120 secondi dall'ingresso di Thiago in campo: scontro fortuito con Silva e centrocampista costretto ad uscire. Finiti i cambi, azzurri in dieci fino al termine del match. Spagna che amministra la gara, tra tocchi di prima e attacchi senza troppa convinzione da entrambe le parti. Lotta, poco più degli altri, Mario Balotelli.

Per le 'Furie Rosse' arriva anche il 3-0, a firma Fernando Torres. Solissimo l'attaccante del Chelsea al minuto 84, destro all'angolino su cui Buffon nulla può. Troppo dura la quarta rete, festeggia anche Mata su assist del Nino all'89'. Tocco facile facile da due passi e tifo iberico alle stelle. La Spagna è Campione d'Europa.

CHIAVE - Difesa disattenta, centrocampo spento: gli spagnoli, senza troppo sudare, sono riusciti a portare a casa partita, finale e coppa contro un'Italia prandelliana, stanca e indecisa in ogni zona del campo. 'Roja', tra l'altro, che ha saputo tramutare in goal le prime due vere conclusioni. Essere cinici premia. La sfortuna, intesa come infortunati, non è alibi. Ma ha comunque inciso.

CHICCA - La Spagna è l'unica squadra ad aver vinto l'Europeo per due edizioni consecutive, con Aragones prima e con Del Bosque ora. La Germania Ovest, da canto suo, era riuscita nell'impresa di giocare tre finali di fila dal '72 al 1980. Perse solo nel '76.

TATTICA - 4-3-1-2 per l'Italia, Montolivo a cercare di far da collante tra centrocampo e attacco. Spinta di Balzaretti sulla sinistra, un centrocampista esterno avanzato più che un difensore. Come costume spagnolo, non esiste un vero centravanti: Silva riesce così a farsi trovare pronto, da punta centrale, per il vantaggio. 4-3-3 per Del Bosque.

MOVIOLA - Giusto il primo giallo per Pique, regolare il secondo goal iberico: Alba scatta in maniera perfetta sul filo del fuorigioco. Al 49' colpo di testa di Ramos verso la porta e mano di Bonucci: rigore negato alla Spagna.

PROMOSSI&BOCCIATI - Chiellini sbaglia sul primo goal e rischia due minuti dopo: infortunato, sostituito, fuori forma. Male anche Marchisio, Balzaretti cerca di dare la scossa sulla sinistra senza riuscirci. Alba in goal a tutto campo, Fabregas centravanti ed esterno slalomista: decisivo con due assist.

Casillas, come al solito, muro e sicurezza. Di Natale pericoloso una volta entrato, i compagni azzurri non fanno in egual maniera. Il tiki-taka di Xabi, Xavi e il resto del centrocampo nuovamente protagonista. Torres gioca un quarto d'ora, segna e sforna un assist. Un trionfo.