mercoledì 30 maggio 2012

La camorra puntava sui match della Lazio, Sculli e il massaggiatore Papola con l'ex Banda della Magliana

Evocata fin qui come un fantasma, sussurrata in un paio di intercettazioni telefoniche, la criminalità organizzata entra ufficialmente nell’inchiesta di Cremona sul calcioscommesse. Lo fa in grande stile, con due nomi e cognomi molto pesanti: Angelo Senese, esponente di spicco del clan Moccia. E Massimo Carminati, “Er cecato” della Banda della Magliana. Due personaggi che spingono questa parte dell’inchiesta dalla procura lombarda alla Dda di Roma, cui presto dovrebbero essere trasmessi gli atti.

I SENESE

Gli investigatori sono convinti che il clan abbia investito nello scorso campionato su due gare della Lazio: quella interna con il Genoa e sulla trasferta di Lecce. Sono le due partite degli Zingari. Il contatto è con Alessandro Zamperini, l’ex calciatore amico di Mauri che tentò di corrompere il giocatore del Gubbio, Farina. L’11 maggio, dunque tre giorni prima di Lazio-Genoa, Zamperini si sente tre volte al telefono con Senese e poi i due si incontrano ai Parioli. L’incontro non è registrato. Ma analizzando i tabulati di Zamperini si scopre che i due si risentono e si rivedono in occasione di Lecce-Lazio, l’altra partita truccata secondo gli inquirenti di Cremona. Il giorno prima dell’incontro, infatti, c’è un vorticoso giro di sms tra Zamperini e Ilievski in cui si inserisce una telefonata dell’ex giocatore con Senese. Anche in questo caso gli inquirenti sospettano che l’oggetto delle conversazioni fosse la combine della partita.

ER CECATO E ROMA-GENOA

Dell’inchiesta si occupa la divisione dello Sco che abitualmente segue la criminalità organizzata: indagano sui latitanti più pericolosi d’Italia, e invece si trovano a seguire Zamperini e Sculli. «Le tecniche investigative sono però le stesse» ha spiegato il direttore del Servizio, Gilberto Caldarozzi. E forse anche i risultati. È il 19 marzo del 2011. Sculli è a Roma in occasione di Roma-Genoa. Non è stato convocato, ma il giocatore scende comunque nella capitale. Viene intercettato mentre parla al telefono con un ‘‘fratellino’’. Prendono appuntamento all’hotel degli Aranci, sede del ritiro del Genoa, per poi andare insieme a vedere la partita. Il ‘‘fratellino’’, accertano gli investigatori, altri non è che Romano Massimo Papola, massaggiatore della Lazio. L’uomo arriva all’albergo a bordo di una Smart con un’altra persona — «un uomo di circa 40/45 anni, con capelli rasati a zero» scrivono gli investigatori — e poi i tre entrano nell’hotel. Il dato «piuttosto curioso che emerge — si legge negli atti — è che la stessa vettura era stata controllata a Roma con a bordo il noto estremista di destra legato ai Nuclei armati rivoluzionari (Nar) e vicino agli ambienti della malavita organizzata Massimo Carminati, soprannominato ‘er cecato’ per via di un’evidente menomazione all’occhio sinistro (permanente conseguenza di un pregresso scontro a fuoco con i carabinieri risalenti all’anno 1981)». «Si ricorda — proseguono gli investigatori — che Carminati è stato affiliato alla Banda della Magliana ed accusato di aver garantito il legame tra l’organizzazione criminale romana e il mondo dell’eversione di destra e della criminalità organizzata romana». Quando viene fermato, Carminati è in auto con Giovanni De Carlo, ‘‘campione italiano classe ‘B’ di kick boxing’’. Ed è questo personaggio, concludono gli investigatori, che «verosimilmente si incontra con Sculli» e Papola nell’albergo del ritiro del Genoa.

LA TATTICA DEGLI IDRANTI

Come tutte le associazioni «mafiose» che si rispettino, anche quelle che avevano messo le mani sul calcio italiano potevano contare su un controllo del territorio a dir poco capillare. Nelle carte dell’inchiesta fa capolino la descrizione di un “espediente” utilizzato più volte per manipolare partite «all’ultimo minuto» grazie all’intervento degli inservienti. Ne parla Gervasoni quando racconta di una partita di fine stagione Ancona-Mantova, ovviamente combinata. Il problema è che occorreva sapere le combinazioni di risultati dagli altri campi per decidere come far finire il match: “…ricordo che quel giorno c’erano diversi risultati in bilico per decidere le retrocessioni e che ci fu, mi pare, un tentativo con degli idranti, di fare slittare di qualche minuto il termine di una delle partite in questione». Gli idranti esplosero, la partita fu interrotta, e durante la pausa si decise come farla finire: «Mi ricordo che qualcuno ideò in qualche altra partita l’espediente di fare funzionare gli idranti».

IL CORRIERE CAMIONISTA

Dagli interrogatori cominciati ieri cominciano ad arrivare le prime conferme alle ipotesi dell’accusa. Le più nette sono quelle dell’autotrasportatore Vittorio Gatti, amico di Carobbio, che ha ammesso tutto. In particolare, ha detto di aver conosciuto gli Zingari grazie a Carobbio e di essersi prestato a fare viaggi per loro conto «dietro compenso, per ritirare vincite di scommesse». Due i viaggi: uno a Bari per ritirare da Iacovelli il denaro della mancata combine tra Palermo e Bari (250 mila euro) e uno vicino a Pescara per avere dal tabaccaio Erodiani 40 mila euro, poi consegnati a Ilievski a Cernobbio. «In tutto ho incassato 600 euro di compenso»

martedì 29 maggio 2012

Petkovic-Lazio, ci siamo! Il ds del Sion conferma tutto

Vladimir Petkovic ha sorpassato tutti nella volata per la panchina della Lazio. Conferme importanti arrivano anche dal Sion, suo attuale club, per bocca del direttore sportivo Marco Degennaro: "Domani Petkovic avrà un incontro con la Lazio, se dovesse trovare un accordo noi non ci opporremo".

Il tecnico è legato agli svizzeri da un accordo, "ma è pur vero che quando la Lazio chiama è difficile trattenere chiunque. A me farebbe molto piacere vedere Petkovic in un grande club come la Lazio, gli auguro un gran bene", le parole del ds ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, nel corso della trasmissione 'C'è calcio per te'.

A dirla tutta, la società biancoceleste non si sarebbe fatta avanti direttamente con il Sion, "ma va bene così, quando un grande club chiama non ci mettiamo di traverso, anche perché è giusto per la carriera del giocatore o dell’allenatore di turno. Petkovic è arrivato da noi da soli 15 giorni e non ci sono problemi. Non è stato tradotto nulla su carta, ci sono solo strette di mano tra il presidente e l’allenatore".

Queste le caratteristiche di 'Vlado': "E' un allenatore con un grande carisma, è capace e ha molta personalità. Tatticamente è molto preparato, meticoloso e studia molto per cercare di vincere le partite. E’ un ottimo motivatore, sa toccare le corde giuste dei giocatori. Ha tutte le caratteristiche per fare bene. Predilige il calcio offensivo, utilizza sempre il 3-4-3 con queste ali molto propositive. Lulic, per esempio, è un prodotto proprio di Petkovic. Con noi, in poco tempo, si è adattato ad un 4-2-3-1 producendo un bel calcio".

In carriera non ha mai allenato grandissime squadre, Degennaro spiega il perchè: "Dal 2006 ha iniziato a lavorare in modo professionistico, in club che militavano in Serie A. In Svizzera con lo Young Boys ha fatto bene anche nelle coppe europee. Il grande pubblico lo ha iniziato a conoscere 2-3 anni fa. Prima, al Bellinzona, c’era poca cassa di risonanza".

lunedì 28 maggio 2012

Vladimir Petkovic a un passo dalla panchina

Svolta per la panchina. Nelle ultime ore il candidato a sorpresa Vladimir Petkovic ha scavalcato il favorito Carlos Dunga. Petkovic, di origini croate ma di passaporto svizzero, è attualmente legato al Sion (proprio oggi ha ottenuto la salvezza ai playout), ma può liberarsi in qualsiasi momento. In passato Petkovic ha allenato lo Young Boys e, nell’ultima stagione, i turchi del Samsunspor. L’accordo è dietro l’angolo, potrebbe essere siglato già nelle prossime ore e l’annuncio potrebbe arrivare tra domani e dopodomani. Nell’attesa resiste pure la candidatura di Dunga, il cui arrivo però è ormai sempre più lontano.

Stefano Cieri

Scommesse: arrestato Mauri. Procura: "cinque partite truccate"

(AGI) - Cremona, 28 mag. - Si allarga a macchia d'olio lo scandalo del calcioscommesse. Il calciatore Domenico Criscito non partira' con gli azzurri per gli europei di calcio. Oggi blitz della polizia che ha arrestato Stefano Mauri, capitano della Lazio e Omar Milanetto, gia' calciatore del Genoa, attualmente in forza al Padova. Sono 19 i destinatari dei provvedimenti restrittivi emessi nell'ambito dell'inchiesta "New Last Bet".

Custodia cautelare in carcere (in Italia) per Paolo Domenico ACERBIS, calciatore del Vicenza; Cristian BERTANI, calciatore della Sampdoria, ex del Novara; Vittorio GATTI, ritenuto favoreggiatore del gruppo slavo-singaporiano; Matteo GRITTI, calciatore del Bellinzona, ex dell'Albinoleffe; Stefano MAURI, calciatore della Lazio; Omar MILANETTO, calciatore del Padova, ex del Genoa; Alessandro PELLICORI, ex calciatore di Mantova e Torino; Ivan TISCI, ex calciatore; Marco TURATI, calciatore del Modena, ex dell'Ancona. Custodia cautelare in carcere (in campo internazionale) per Istvan BORGULYA, esponente del gruppo ungherese; Zoltan KENESEI, esponente di vertice del gruppo ungherese; Matyas LAZAR, detto "Lecso", esponente del gruppo ungherese; Laszlo SCHULTZ, esponente del gruppo ungherese; Laszlo STRASSER, esponente del gruppo ungherese. Arresti domiciliari per Luca BURINI, esponente del gruppo bolognese riferibile a Giuseppe Signori; Jose' Inacio JOELSON, calciatore del Pergogrema, ex di Albinoleffe e Grosseto; Daniele RAGONE, esponente del gruppo bolognese riferibile a Giuseppe Signori. Obbligo di presentazione per Kewullay CONTEH, gia' calciatore di Piacenza, Grosseto ed Albinoleffe; Francesco RUOPOLO, calciatore del Padova.

Sarebbero almeno 5 le partite di serie A e B manipolate la scorsa stagione da parte dell'organizzazione smantellata oggi dalle squadre mobili di Cremona, Alessandria, Brescia e Bologna. Si tratta di Brescia-Lecce, Palermo-Bari, Lazio-Genoa 4-2, Lecce-Lazio 2-4 e Novara-Siena 2-2. Sarebbe stata pari a due milioni di euro la vincita realizzata in seguito alle scommesse sulla partita Lecce-Lazio nel 2011. Per la stessa partita, secondo gli investigatori, sarebbero stati spesi 600mila euro per la corruzione dei calciatori. La polizia e' giunta anche nel ritiro della nazionale a Coverciano. Coinvolto nell'inchiesta Domenico Criscito. Il difensore, attualmente in forza allo Zenit San Pietroburgo, risulta indagato per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva e alla truffa. Criscito in ritiro con la Nazionale di Calcio a Coverciano sarebbe stato perquisito dagli agenti. Gli uomini della Digos di Firenze hanno lasciato il centro tecnico federale di Coverciano intorno alle 9,40, dopo avere notificato l'avviso di garanzia al giocatore. Secondo quanto si e' appreso, il calciatore si sarebbe limitato a firmare il documento di notifica, senza rilasciare alcuna dichiarazione. La nazionale italiana di calcio ha iniziato la seduta di allenamento in un clima visibilmente teso. C'e' anche Antonio Conte, allenatore della Juventus, fra gli indagati nell'operazione New Last Bet.

La procura di Cremona, intanto, "non esclude il coinvolgimento" anche "delle dirigenze" di alcune squadre nell'inchiesta sul calcioscommesse. Lo ha detto il procuratore Roberto Di Martino nel corso di una conferenza stampa in Questura. Perquisita questa mattina dalla polizia nell'ambito dell'inchiesta sul Calcioscommesse, la casa dell'attaccante dell'Ascoli (serie B) Andrea Soncin. Il calciatore e' indagato a piede libero per vicende legate al campionato 2010-2011, quando giocava nel Grosseto.