venerdì 1 febbraio 2013
Salta l'affare D.Kiev-Zarate che attacca Lotito: "Avevano accettato ma lui ha chiesto di più. Dovrò rimanere, è una scelta sua non mia"
Rischia clamorosamente di saltare in extremis il passaggio di Mauro Zarate dalla Lazio alla Dinamo Kiev. L'attaccante argentino, da tempo in rotta con la società, aveva deciso nelle scorse ore di accettare il trasferimento in Ucraina dopo che la società del presidente Surkis aveva raggiunto un'intesa di massima con Lotito sulla base di circa 8 milioni di euro.
Attraverso il proprio profilo Twitter ufficiale (@MAUZ10) il giocatore ha annunciato che la trattativa è saltata, attaccando pesantemente il presidente biancoceleste: "Nessun problema d clausola! Sono tutte cosa che inventa il vostro presidente! Che chiede una cosa questo viene accettata e dopo chiede di piu. (..) Vedo che pure lui vuole che rimanga 1 anno e mezzo in piu. Gente dovro rimanere !! Non e scelta mia. E dell presidente!!!"
Di fatto, secondo la ricostruzione di Zarate, Lotito, dopo che la Dinamo Kiev aveva dato la propria disponibilità a mettere sul piatto gli 8 milioni pattuiti, avrebbe alzato in extremis la richiesta, facendo così sfumare la possibilità per l'argentino di trasferirsi in Ucraina.
A rincarare la dose è arrivato anche il tweet di Natalie Weber, moglie dell'attaccante argentino, visibilmente infastidita dalla vicenda: "Sei un bugiardo come pochi e cativo comò nessuno!!!!!! tutto ti tornerà indietro,vedrai!!!!!". A Lotito staranno fischiando le orecchie...
martedì 15 gennaio 2013
Scommessopoli, la Lazio rischia il -5!
De Laurentiis ha tuonato, parlando di campionato falsato dopo i -2 rifilati al suo Napoli, ora in corsa per lo Scudetto dopo la mini-crisi a casa Juventus. Forse per questo motivo a inizio febbraio Genoa, Lecce e sopratutto Lazio, seconda in classifica, andranno a processo. Per garantire parità e regolare svolgimento.
La Procura federale ha già tutto in mano per far scattare i deferimenti relativi Lazio-Genoa 4-2 del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio 2-4 del 21 maggio, secondo l'accusa entrambe combinate. Ora la formazione biancoceleste trema. E con lei capitan Stefano Mauri.
Il centrocampista di Petkovic, ascoltato due volte dal procuratore Palazzi prima e dopo il suo arresto, nei guai insieme al Genoa, coinvolto a causa di Milanetto e al Lecce, anche il suo difensore Ferrario rifiutò la proposta di Zamperini.
Secondo 'Il Corriere dello Sport', la formazione capitolina rischia fino a 5 punti di penalizzazione nell'attuale classifica, vale a dire due partita più uno per le aggravanti, pluralità e consumazione del reato per responsabilità oggettiva.
Risultano esserci testimonianze, riscontri, verifiche fatte dallo Sco sulle celle agganciate dai cellulari, le ammissioni dello stesso giocatore, che ha sempre sostenuto di scommettere, ma su altri sport.
Si sarebbe servito di una scheda telefonica appartenente ad un’altra persona, definita dalla Procura di Cremona utilizzata on la finalità di eludere ogni tipo di investigazione per conseguire gli scopi illeciti.
Dagli accertamenti emerge che il giorno della partita, fra le 12.42 e le 12.45 circa, quella scheda fu usata da Mauri e quelle di Zamperini e Ilievski agganciano le celle telefoniche vicine al centro sportivo di Formello.
Ilievski andrà all'hotel Duke lo stesso giorno dove incontrerà Milanetto. La scheda di Mauri contatta centinaia di volte il cellulare di Zamperini la settimana precedente la partita.
Poi Lecce-Lazio: "Zamperini si mise in contatto con Mauri, non so quale sia stato il contatto per arrivare ai giocatori del Lecce" disse Gervasoni a riguardo. "Quello che posso dire è che tutte e due le squadre furono coinvolte. Gecic disse che aveva investito circa 400mila euro per pagare i giocatori di entrambe le squadre".
martedì 11 dicembre 2012
Matuzalem-Lazio: scritta la parola"fine"
Cronaca di un addio annunciato: la 'storia' tra Matuzalem e la Lazio è ormai ai titoli di coda. A confermarlo è lo stesso giocatore, intervistato in esclusiva da 'Lazionews.eu': "Voglio ringraziare tutti i tifosi della Lazio perché in tutti questi anni mi hanno sempre sostenuto ed applaudito. La Lazio mi resterà nel cuore, voglio però anche ringraziare per il sostegno il d.s. Igli Tare: mi è stato vicino e questo l'ho apprezzato molto. Mi dispiace concludere così la mia avventura in biancoleste ma ormai non poteva finire diversamente. Ho vissuto 4 anni meravilgiosi a Roma e la Supercoppa di Pechino resterà il ricordo più bello ed indelebile. Ho letto che il presidente Lotito dice che ho bisogno di iodio…..a lui consiglio invece una cura di fosforo…".
Manuel Auciello
venerdì 9 novembre 2012
Lotito in vista del derby: "Conferenza congiunta? Non ci è arrivata nessuna proposta ufficiale. Io scaramantico? Sono un cattolico praticante, la scaramanzia è di matrice pagana"
Visibilmente soddisfatto per la bella vittoria della Lazio contro il Panathinaikos, il presidente biancoceleste, Claudio Lotito, nel dopo gara è tornato sulla querelle con la Roma riguardo all’idea di una conferenza congiunta dei due tecnici in vista del derby.
“Una conferenza congiunta Zeman-Petkovic? A me non è arrivata alcuna proposta ufficiale da parte della Roma”, ha affermato Lotito , che ha voluto replicare alle voci, circolate attraverso fonti giallorosse, di un presunto rifiuto della società biancoceleste.
“E comunque – ha aggiunto Lotito per mettere i puntini sulle i – l’idea l’avevo lanciata io nella passata stagione, ma la Roma mi disse di no”. Il discorso si è poi spostato sulla prestazione della squadra.
“Se sono soddisfatto? Siamo soddisfatti perché abbiamo portato a casa un risultato positivo. – ha sottolineato – Sono contento perché ho visto una squadra motivata, determinata e serena, che ha raggiunto la vittoria piena senza troppa difficoltà. Sono felice per il gruppo che ha vinto, dimostrando tutto il suo valore”.
Il patron biancoceleste preferisce non parlare dei singoli, ma si concede un’eccezione per Kozak. “Se mi è piaciuto qualcuno in particolare? Non voglio fare nomi, nella Lazio ci sono molti calciatori di valore e che sono messi nella condizione di poterlo esprimere. Kozak? Ha fatto un’ottima prestazione. È un ragazzo che ho voluto ardentemente, che ho portato alla Lazio, sul quale ho creduto e tra l’altro ritengo che alcuni tecnici lo abbiano utilizzato poco. È molto volitivo, uno che ha un’ansia di affermarsi e di migliorarsi”.
Poi sul derby di domenica: “I punti che contano sono quelli di domenica, speriamo che i punti di sutura messi a Kozak servano a suturare le ferite di qualcun altro (scherza ndr)… Non ho messaggi da lanciare, l’unico messaggio che voglio lanciare è che la gara sia giocata nei valori dello sport e il rispetto delle regole, dove prevalga un gruppo coeso e determinato ma allo stesso tempo umile”.
“Sappiamo – ha aggiunto – che è una partita fondamentale e noi dobbiamo fare una grande prestazione per dare soddisfazione ai nostri tifosi. Se sono scaramantico? Io sono un cattolico praticante, la scaramanzia è di matrice pagana e sono legato alla Divina Provvidenza”.
Infine una battuta contro l’uso particolare della lingua italiana che viene fatto nei Social Network. “Se uso Twitter? No non lo uso… – ha dichiarato – Purtroppo sono un amanuense, che preferisce le lingue antiche. La lingua italiana sta per essere dimentica proprio per l’utilizzo della tecnologia, in più questi social network creano dei danni incalcolabili”.
venerdì 26 ottobre 2012
AD Fiorentina, "Lotito? Un modello da non imitare"
FIRENZE - "Domenica contro la Lazio sarà una partita importante e difficile, ci auguriamo un arbitro all'altezza, sarebbe auspicabile vedere non ripetersi certi errori, comunque siamo convinti che sarà una gara ben diretta". Lo ha detto l'amministratore delegato della Fiorentina Sandro Mencucci, come riportato dal corrieredellosport.it, a margine dell'iniziativa dell'organizzazione Save the Cildren, che il club viola sostiene dal 2009, e che oggi ha fatto tappa a Firenze, in piazza Santa Croce: vi hanno partecipato i bambini della scuola elementare Vittorio Veneto, una delegazione di giocatori della Fiorentina e il vicesindaco Dario Nardella che in rappresentanza del sindaco Matteo Renzi ha aderito alla campagna "Every One" firmandone il manifesto. "Come Fiorentina - ha continuato - speriamo che ci sia sempre maggiore collaborazione tra i vari arbitri in campo, come società siamo anche favorevoli all'introduzione di strumenti informatici, proprio per evitare discussioni e polemiche. Le dichiarazioni del presidente laziale Lotito? Ecco, il suo fa parte di un modo di fare calcio che non ci appartiene, che non vogliamo fare. Quando, dopo la partita col Chievo, abbiamo fatto presente di certi errori arbitrali a nostro avviso commessi in quell'occasione, non era per mettere le mani avanti in vista della sfida con la Lazio. Volevamo solo sottolineare certi errori, che oltre tutto sono stati evidenziati anche da persone esterne e da altri addetti ai lavori".
Rob.Ma. - Cittaceleste.it
venerdì 19 ottobre 2012
Lotito è pronto alla costruzione del nuovo stadio: "Aspetto solo la legge", ma non parlategli del Flaminio: "E che ce fai? Con quello la Lazio chiude"
da goal.com
La questione stadi è una delle piaghe del calcio italiano. Per realizzarne di nuovi ci vogliono dei tempi burocratici lunghissimi, ed anche per quanto riguarda il famoso 'Stadio delle Aquile', ipotetica nuova casa della Lazio, la situazione è in stand by come conferma il presidente Claudio Lotito.
''Io sono ancora rimasto alla legge che deve essere approvata - ha affermato il patron biancoceleste - , e' vero che l'amministrazione comunale ha degli strumenti come l'accordo di programma per consentire la realizzazione degli stadi come abbiamo in testa noi ma e' anche chiaro che l'iter e' molto lungo''.
E alla domanda su che fine abbia fatto il suo progetto per lo 'Stadio delle Aquile', risponde così: "E chi lo ha mai presentato? Lei lo ha visto? Comunque io sono sempre pronto, h24'. Lo stadio lo potremo avere in cinque, sei anni. Rimarco il fatto che aspetto ancora legge sugli stadi che in 180 giorni consente di avere la concessione''.
E non parlategli dell'ipotesi Flaminio..."Col Flaminio che ce fai? Se uno vuole che la Lazio dopo uno, due anni chiuda, allora questa e' la soluzione''. Lotito il nuovo stadio se lo immagina così: "Polifunzionale aperto h24 e dove i bisogni delle persone vengano soddisfatti quotidianamente''.
Poco prima si era espresso sull'argomento anche il sindado di Roma Gianni Alemanno: "Noi siamo tutti disponibili, abbiamo accompagnato tutta l'istruttoria e fatto le sollecitazioni. Ora sta alle squadre che devono dirci quale area hanno scelto e presentarci un progetto per chiudere la questione anche perche' si tratta di un'iniziativa privata come privati sono i fondi. Attendo una risposta da un momento all'altro per poter dare il piu' presto possibile un annuncio'', le parole del primo cittadino raccolte dall'agenzia 'Asca'.
mercoledì 16 maggio 2012
Incognita sul futuro di Reja
Clima da ultimo giorno di scuola, partitella in famiglia e un piccolo buffet. La Lazio ha salutato così l'annata prima del rompete le righe. L'appuntamento è stato un'occasione di incontro anche tra il presidente Claudio Lotito e il tecnico Edy Reja, ma al momento non ci sarebbe stata nessuna fumata bianca per il rinnovo di un contratto in scadenza il 30 giugno. In campo a Formello c'erano tutti: dai massaggiatori ai magazzinieri, il ds Igli Tare in attacco e i giocatori (con l'eccezione di Gonzalez volato a casa e Klose, già in ritiro con la Germania) protagonisti di questo campionato che ha visto la Lazio conquistare il quarto posto e l'Europa League. Un campionato in cui la squadra biancoceleste ha sfiorato anche la qualificazione in Champions League. Reja, invece, ha vestito i panni dell'arbitro. Soltanto nella partitella, però.
Al termine del rinfresco, in cui si è festeggiato anche il compleanno di Dias, quando ormai tutti i giocatori avevano lasciato il centro sportivo, l'allenatore goriziano si è chiuso in una stanza insieme al presidente Lotito e al ds Tare per discutere del futuro. Nonostante il rammarico per la mancata qualificazione nell'Europa che conta, Reja ha dalla sua la crescita costante di una squadra presa due anni fa sull'orlo del baratro e portata per due stagioni consecutive a competere in Europa League. Contro di lui rema, invece, proprio la delusione per quel sogno Champions da cui la Lazio e i suoi tifosi si sono dovuti svegliare troppo presto e quella rottura con Lotito che aveva spinto il goriziano a presentare le dimissioni alla vigilia della partita con l'Atletico Madrid. Da allora il tecnico ha dovuto convivere con l'ombra di Gianfranco Zola, prima scelta di Lotito in caso di una rottura già a campionato in corso.
A "Magic Box", in questi ultimi giorni, si è affiancato poi il nome di Roberto Di Matteo. Bisognerà attendere però ancora qualche giorno per capire chi guiderà la squadra biancoceleste nel prossimo campionato: una decisione non è ancora stata presa. Il goriziano sarebbe rimasto deluso dalle critiche maturate nel corso del campionato, in cui la squadra ha pagato a caro prezzo la lunga lista di infortunati. La Lazio sarebbe oggi disposta a continuare il rapporto per un altro campionato, ma le due parti dovranno incontrarsi nuovamente. Nel frattempo, Reja avrebbe svuotato già il suo armadietto di Formello. La parola "fine" in questa storia d'amore e di contrasti non sembra ancora stata scritta.
giovedì 10 maggio 2012
Concessa la licenza UEFA a 12 club, la Lazio gioca a Palermo
La Commissione di primo grado delle Licenze Uefa, dopo aver esaminato la documentazione presentata per la stagione sportiva 2012-13, ha deciso oggi di concedere l’autorizzazione a partecipare alle coppe europee a dodici club italiani.
Fra le big licenza accordata anche alla Juve, che il prossimo anno disputerà la Champions League dopo diversi anni di assenza. Le altre 11 società italiane cui è stata concessa la licenza sono l’Atalanta, la Fiorentina, l’Inter, la Lazio, il Milan, il Napoli, il Palermo, la Roma, la Sampdoria e l’Udinese. Per gli etnei si tratta della prima autorizzazione in assoluto.
Va evidenziato che tre club, ovvero Atalanta, Catania e Lazio, hanno avuto la licenza Uefa per giocare in altre città: i bergamaschi per Modena, i rossazzurri per Udine e i biancocelesti a Palermo.
domenica 1 aprile 2012
Lotito: tutto deciso, a giugno via Reja dalla Lazio e dentro Zola

La Lazio perde male a Parma, molto male al di là del risultato finale, ed incassa la terza sconfitta nelle ultime quattro partite. Non basta il 'brodino' della vittoria striminzita contro il Cagliari, inframmezzata tra le due scoppole con Bologna e Catania e la disfatta di ieri al Tardini, per tranquillizzare un Lotito che teme sempre più di perdere beffardamente terzo posto e Champions League proprio sul filo di lana, esattamente come l'anno scorso.
La rabbia del presidente biancoceleste è tale che - secondo il 'Corriere dello Sport' - ormai la decisione di mandare via il tecnico goriziano a fine stagione è già presa e irrevocabile. Il prossimo allenatore della Lazio sarà con certezza Gianfranco Zola, da tempo bloccato da Lotito. Non a caso il sardo sta rifiutando tutte le offerte di lavoro che gli stanno arrivando soprattutto dall'Inghilterra. Neanche il terzo posto, se centrato, farebbe cambiare idea al patron dell'Aquila: occorre una sterzata decisa che dia corpo alle sue ambizioni.
Non ha giovato a far salire le quotazioni di Reja la scelta di mandare in panchina Hernanes, che in assenza di Klose e Lulic è certamente il giocatore più decisivo nell'intero organico biancoceleste: pur senza il bomber tedesco, il tecnico ha optato per il rombo e le due punte, con Mauri avanzato nella sua antica posizione di trequartista al posto del 'Profeta'. Una soluzione che ha dato esiti negativi, mentre il brasiliano - entrato nella ripresa - sembrerebbe aver accusato il colpo dell'esclusione, della quale non ha capito il motivo. E nella Capitale sono già partiti i processi...
sabato 25 febbraio 2012
Reja resta alla Lazio

"La mia avventura continua": Edy Reja resta l'allenatore della Lazio. Quando ormai sembrava ad un passo l'arrivo di Gianfranco Zola - pare che il presidente Claudio Lotito avesse trovato con "Magic Box", giunto a Roma dall'Inghilterra, un accordo sino al 2013 dopo oltre tre ore di confronto - ecco il 'coup de theatre' che chiude una settimana a dir poco turbolenta per la società biancoceleste.
Intorno alle 20.20, con circa tre ore di ritardo rispetto all'orario in cui era stata fissata la conferenza stampa - che non si sapeva chi avrebbe tenuto - il tecnico goriziano si è presentato nella sala stampa di Formello per comunicare la pace, sancita nel colloquio di oltre un'ora con Lotito, giunto nel centro sportivo biancoceleste poco prima delle 19. Un confronto richiesto dallo stesso tecnico goriziano nel post-partita con l'Atletico Madrid giovedi' sera, all'indomani delle dimissioni presentate per iscritto e poi respinte dalla società. Reja, del resto, aveva altre volte minacciato o dato le dimissioni, sia alla Lazio sia quando era al Napoli.
"Nell'ultimo periodo qualcosa si era incrinato e ho sentito perdere la fiducia nei miei confronti - ha spiegato Reja -, ma adesso abbiamo chiarito e pertanto la mia avventura continua. Ci tengo a questa squadra, a questa società e a questi colori. In tutte le famiglie ci sono dei problemi, noi abbiamo chiuso questi argomenti. Dimentichiamo questa settimana ricca di eventi negativi e puntiamo al terzo posto". Che peraltro la Lazio gia' occupa, ex aequo con l'Udinese a 42 punti.
Sembra quindi che i mal di pancia siano tutti guariti dopo il faccia a faccia di stasera e Reja è pronto a mettersi il tutto alle spalle. Sino al termine della stagione. E forse anche oltre. Riconoscendo un po' di avventatezza in quelle dimissioni presentate ufficialmente mercoledi' alle 14, a poche ore dalla partenza della squadra per Madrid per affrontare, nel ritorno dei sedicesimi di Europa League, l'Atletico, che ha poi eliminato i biancocelesti.
"Qualche volta vado anche oltre il seminato. Non mi sembrava giusto chiudere il mio ruolo in questa società andandomene cos dando le dimissioni. La società le ha rifiutate, ci siamo detti tutto quello che dovevamo dirci. L'avventura continua, e secondo quello che dice il presidente, anche per il futuro. Lotito l'ha detto anche nello spogliatoio, 'questo è l'allenatore di ora e per il futuro'", ha rivelato Reja, smentendo peraltro le indiscrezioni che legavano una sua permanenza all'allontanamento del ds Igli Tare. "Non ho mai fatto questa richiesta - ha precisato -. Magari qualche scambio di opinioni c'è sempre, qualche incazzatura c'è sempre, fa parte del rapporto tecnico- direttore sportivo, ma queste aiutano a maturare, a dire 'ho sbagliato"".
Il giallo che ha accompagnato negli ultimi giorni la società biancoceleste si chiude quindi senza vittime n‚ assassini. Ma rimane comunque un thriller sceneggiato alla perfezione, con continui colpi di scena e comparsa di allenatori come De Canio (ieri sembrava che Lotito avesse in mano l'accordo sino a fine anno), Zola e Lippi (che ha subito rifiutato il copione dichiarando di non voler allenare più in Italia). Nonostante tutto, Reja ha continuato a recitare la sua parte presentandosi oggi a guidare l'allenamento, anche quando fuori Formello il toto-allenatore impazzava.
"Certo che di fronte alle mie dimissioni è logico che si guardino intorno. Io però ho dei vincoli di fronte alla società. Sono rimasto sempre costantemente al mio posto nonostante avessi dato le dimissioni. Se la società avesse accettato, avrebbe scelto qualche altro allenatore. Era nel diritto sacrosanto di vedere altre persone".
L'avventura della Lazio con il 66enne Reja continua, ma è sconsigliabile ai deboli di cuore.
mercoledì 22 febbraio 2012
Reja si è dimesso ma Lotito non ci sta

Edy Reja ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico di allenatore della Lazio. Nel giro di qualche giorno si è passati da uno scenario remoto ad una clamorosa realtà in seguito ai contrasti tra l'allenatore friulano e Claudio Lotito dovuti ai recenti risultati della formazione biancoceleste e al modo in cui il club ha gestito la campagna acquisti invernale.
Secondo quanto riportato da 'Sky Sport 24', nelle scorse ore Reja ha comunicato la propria decisione alla società via fax. La dirigenza laziale si è però opposta, respingendo le dimissioni. L'impressione è che comunque non sia stata ancora scritta la parola fine della vicenda, con la posizione del tecnico ancora poco definita.
Reja è così partito per Madrid, dove domani la Lazio si giocherà le poche chances di passaggio del turno in Europa League in casa dell'Atletico. All'aereoporto il tecnico, visibilmente infastidito, ha risposto così ai giornalisti: "Avete fatto le vostre riprese, adesso basta. E' possibile avere un po' di privacy?". Proprio con il 3-1 subito all'Olimpico dalla compagine iberica, assieme alla cinquina incassata domenica in casa contro il Palermo, si è aperta la crisi dell'Aquila.
Già ad inizio stagione Edy Reja aveva rassegnato le sue dimissioni durante un altro momento delicato dell'annata biancoceleste. In quella circostanza furono i dissidi con la piazza a spingere l'allenatore verso una decisione inaspettata. I giocatori, allora, riuscirono a farlo desistere dal mollare la panchina laziale.
Stavolta sembra un'impresa impossibile, nonostante il veto della Lazio.
martedì 14 febbraio 2012
Un clamoroso 'fuori onda' conferma l'inconfessabile segreto di Lotito: è romanista! "Ho preso la Lazio perchè me lo hanno chiesto..."

Claudio Lotito romanista, verità storica o leggenda metropolitana? Le voci su un passato (?) da 'lupacchiotto' del presidente della Lazio non hanno mai smesso di circolare a Roma, alimentando pepati sfottò da parte giallorossa verso i 'cugini'.
Ed ora - ad aggiungere un'ulteriore testimonianza al presunto cuore romanista del patron biancoceleste - arrivano le frasi 'carpite' off-records a Mauro Baldissoni, consigliere d'amministrazione della Roma e legale del presidente DiBenedetto, noto per essere stato colui che ha curato l'acquisto della società capitolina per conto della cordata americana.
Ecco il contenuto della chiacchierata informale avvenuta giovedì scorso, a margine della conferenza stampa di presentazione del libro 'Fuori gioco' di Gianfranco Turano, dedicato per l'appunto ai presidenti di Serie A, e registrata 'di soppiatto' da un inviato di 'Radio Centro Suono Sport'.
"La prima volta che ho incontrato Lotito ero con un cliente che conosceva e gli ha detto: 'Ma Claudio, hai comprato la Lazio e sei tifoso della Roma?' e la risposta di Lotito: 'Faccio quello che mi dicono le istituzioni'.
'E se poi le istituzioni ti dicono: sì ma devi pagare?'. Lui dice: 'Ma che vuoi, io ti ho fatto un favore, sono venuto qua, me l'hai chiesto, l'ho comprata, ho messo dei soldi, anche se è un euro...'. E' lo stesso discorso di Ciarrapico, quando si prese la Roma coi soldi di Geronzi".
Baldissoni poi svela anche un succoso retroscena sui primi tempi dell'avventura italiana di DiBenedetto, che ha capito fin da subito di trovarsi in un mondo ben diverso da quello americano... "Ha incontrato Alemanno, Zingaretti e Polverini, dietro pressanti, insistenti, inquietanti richieste. Immediatamente dopo aver incontrato il sindaco, subito 'Oddio perchè non incontri il Presidente della Regione, oddio perchè non incontri la Provincia', ed era una costante richiesta per velocizzare. E poi proposte dirette e indirette di incontrare il premier e il Sottosegretario. Parliamo del precedente governo...".
Nella serata di ieri è arrivata la (parziale) rettifica di Baldissoni: "Il senso corretto delle mie parole non può evincersi se estrapolato fuori dal contesto, incluse le frasi riferite al presidente della Lazio Claudio Lotito, di cui non ho una conoscenza approfondita. Peraltro, detto commento ha avuto luogo alla fine del dibattito e di fronte a un numero circoscritto di persone tra cui non erano presenti giornalisti".
da goal.com
martedì 15 novembre 2011
Calciopoli: niente cariche sportive per Lotito

E' arrivata nella serata di ieri la sentenza di primo grado su Calciopoli. I giudici hanno confermato l'esistenza di una piccola cupola che ha governato il calcio italiano, alla base della quale c'era Luciano Moggi, condannato a 5 anni e 4 mesi di pena.
I giudici però non hanno accolto le richieste dei Pm relativamente ai temi delle 'schede svizzere' e delle designazioni fraudolente e delle ammonizio pro-Juve. Poco peso è invece stato dato alla «scoperta» delle telefonate «dimenticate», quelle dell'Inter e delle squadre non coinvolte nei processi sportivi.
Solamente per l'ex-direttore sportivo bianconero si è parlato di associazione a delinquere. Hanno 'partecipato' a questa associazione Paolo Bergamo (3 anni e 8 mesi), Innocenzo Mazzini (2 anni e 2 mesi), Pier Luigi Pairetto (1 anno e 11 mesi, lo «sconto» più forte rispetto a quanto chiedeva l'accusa, 4 anni e 6 mesi) e Massimo De Santis (1 anno e 11 mesi).
Con il passaggio in giudicato della sentenza saranno applicate le pene accessorie: Moggi è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici ed ha anche una sorta di DASPO, il divieto di frequentare eventi sportivi. Questi divieti valgono anche per gli altri condannati.
Tra di loro ci sono anche Andrea e Diego Della Valle (e Mencucci) ed il presidente della Lazio Claudio Lotito, rei di aver contribuito ai salvataggi di Fiorentina e Lazio (le partite incriminate sono Chievo-Fiorentina 1-2, Chievo-Lazio 0-1, Lazio-Parma 2-0 e il famoso Lecce-Parma 3-3). Condannato a un anno e sei mesi anche il patron della Reggina Lillo Foti. Assolti invece Mariano Fabiani e Maria Grazia Fazi, che i pm vedevano come parte integrante dell'associazione. Nessuna responsabilità è stata attribuita invece alla Juventus.
Per loro, secondo quanto affermato anche dall'avvocato Mattia Grassani, ci sarà d'ora in poi l'impossibilità di rappresentare le loro società in ambito sportivo: "Le condanne non avranno effetto sin quando la sentenza non passerà in giudicato. E comunque queste pene detentive non porteranno mai i soggetti in carcere. I dirigenti condannati sono però sospesi con effetto immediato dalle loro cariche sportive".
Ragione per cui Claudio Lotito dovrà lasciare il Consiglio federale, la presidenza della Lazio e non potrà partecipare a riunioni in Lega; Andrea Della Valle e Sandro Mencucci dovranno lasciare le loro cariche nella Fiorentina e non potranno partecipare a riunioni in Lega (Diego Della Valle già non ricopriva cariche direttive).
martedì 20 settembre 2011
Reja: dimissioni respinte Dicono no Lotito e la squadra

FORMELLO (Roma), 19 settembre 2011
Vertice in casa Lazio dopo la volontà del tecnico di lasciare. Il presidente e il gruppo hanno fiducia nel suo lavoro. Lotito: "Dimissioni? Tutte balle". Martedì alle 12 conferenza stampa
Gli strascichi di una domenica di polemiche continuano a mantenere caldo l'ambiente a Formello. La Lazio battuta dal Genoa e contestata dai tifosi, furiosi con il tecnico Edy Reja, è in fibrillazione. Al punto che la panchina - a sorpresa - è già traballante dopo due partite di campionato. Nella serata di lunedì si è concluso un vertice a Formello con il presidente Lotito, Reja e la squadra. Il colloquio doveva essere solo fra Lotito e Reja, ma il patron biancoceleste ha fatto richiamare al centro sportivo anche tutti i giocatori ad allenamento finito. Perché la squadra se ne era andata convinta di non trovare più il suo alenatore già da martedì. Infattti dopo l'ennesima contestazione dei tifosi di domenica, Reja aveva fatto capire di essere pronto a lasciare la squadra. Ed effettivamente le dimissioni sono state presentate da un allenatore che si era presentato determinato, e in borghese, con la ferma intenzione di mollare.
Inamovibile — L'allenamento non era stato nemmeno diretto dal tecnico biancoceleste, ma dal suo vice Lopez. Reja era dunque ben deciso e la squadra si era di fatto trovata senza tecnico. Ma le dimissioni sono state respinte sia da Lotito, piombato a Formello per parlare con un tecnico scuro in volto, sia dalla squadra, convocata dal presidente e richiamata indietro a fine seduta. Fiducia ribadita da Lotito ("Non ho accettato dimissioni: resta con noi") e con forza da tutti i giocatori biancocelesti, rimasti al centro sportivo di Formello fino al tramonto per confrontarsi col presidente. Martedì alle 12 il tecnico, a questo punto rimasto in sella rafforzato dagli attestati di stima dei suoi uomini, terrà una conferenza stampa già programmata in quanto è la vigilia di Cesena-Lazio. Ma ora l'incontro assumerà ben altro valore dopo questi due giorni caldissimi.
Reja: dimissioni respinteDicono no Lotito e la squadra
Voci false per destabilizzare l'ambiente. Nessuna dimissione di Reja
LOTITO NEGA — In tutto questo Claudio Lotito nega con forza i fatti emersi nel pomeriggio e minaccia querele: "C'è chi mette in giro voci artatamente false e destabilizzanti per arrecare danno alla squadra e alla società. Oggi sono tornato a Formello dopo la fine del mio periodo di inibizione di 44 giorni, che mi ha impedito di svolgere il mio ruolo di dirigente sportivo. Ho incontrato la squadra e il tecnico per fare il punto. Ci siamo chiariti sulla situazione, sul progetto e sulle prospettive, ma non c'è stato altro. Intendo quindi combattere questo sistema, che con voci e notizie artatamente false tenta di avviare un processo di destabilizzazione. Sono pronto anche ad adire le vie legali".
Gasport
martedì 5 luglio 2011
LOTITO: "Il colosseo e l'aquila sulle maglie"

Il presidente Claudio Lotito, come evidenza 'La Gazzetta dello Sport', ha presentato ieri il nuovo progetto che riguarda l'intera Polisportiva biancoceleste, che oltre alla Lazio Calcio comprenderà altre 47 discipline sportive: "L'obiettivo è riunire tutta la famiglia in un’unica casa - ha spiegato il presidente laziale -. Il nuovo stadio che vogliamo costruire è in realtà una cittadella dello sport in cui troveranno posto anche le strutture per le altre discipline della Polisportiva".
Lotito ha avuto modo di parlare del nuovo emblema del club, con la classica aquila che volerà sullo sfondo del Colosseo e l'orgogliosa scritta sul colletto della maglia da gioco "Lazio, prima squadra della capitale". Ad annunciare il clamoroso cambio di look è stato il presidente in persona: "Vogliamo avere un emblema della nostra città. Lo ha fatto la Roma trasformando il lupachiotto originario nella Lupa di Romolo e Remo - ha dichiarato il patron -. A maggior ragione possiamo farlo noi che siamo la prima squadra della capitale essendo nati 27 anni prima".
martedì 28 giugno 2011
Per il "caso Olimpico" DEFERITO LOTITO

Il 'caso Olimpico', con la Lazio debitrice di circa 2 milioni di euro nei confronti del Coni, che dal canto suo aveva posto l'aut-aut al club biancoceleste per il pagamento altrimenti non avrebbe potuto disputare le partite casalinghe nello stadio capitolino, hanno innescato una guerra fra il club biancoceleste e lo stesso Coni.
Le dichiarazioni rilasciate venerdì scorso dal patron laziale, Claudio Lotito in merito alla vicenda e alla richiesta, formulata al Coni di una ridiscussione del contratto d'affito dell'impianto hanno portato il Procuratore Federale della Figc a deferite alla Commissione Disciplinare sia Lotito che la Lazio, per responsabilità oggettiva.
Le dichiarazioni di Lotito, in particolare la frase "Questa è un'estorsione del Coni", sono state giudicate "lesive del presidente e dei dirigenti del Coni muniti di poteri decisionali in ordine alla locazione dello Stadio Olimpico, nonché del prestigio, della reputazione e dell'onorabilità dell'Istituzione stessa nel suo complesso".
La Lazio, comunque, non correrà il rischio di non disputare le gare interne nel suo stadio, visto che lo stesso Coni, sempre venerdì scorso, aveva spiegato che "grazie al decreto del tribunale civile sul debito della società romana abbiamo la ragionevole certezza di soddisfazione del credito, pertanto la squadra di Lotito può iscriversi al campionato in base alla convenzione d'uso accettata il 28 aprile scorso".
mercoledì 15 giugno 2011
Lazio-Coni, niente tregua. PETRUCCI: "La Roma ha già pagato, se lo farà anche la Lazio giocherà all'Olimpico, altrimenti..."

Roma - Una polemica che non accenna a smettere quella tra la Lazio ed il Coni ed in particolare tra Claudio Lotito e Gianni Petrucci. Sembrano ormai tempi lontani quelli in cui i due presidenti si salutavano amabilmente nella tribuna d’onore dello stadio Olimpico durante i match dei biancocelesti. Ai saluti ed ai buffetti hanno lasciato il campo le minacce e le bordate mediatiche che i due si continuano a lanciare in merito alla faccenda affitto dell’Olimpico per la prossima stagione. Le dichiarazioni infatti sono ancora tutt’altro che concilianti, ieri Lotito aveva ribadito a Sky la sua posizione: “C’è una faccenda da risolvere, il contratto con il Coni che avrà inizio il 1 luglio, secondo la Lazio è da rivedere perchè non siamo d'accordo su una serie di problematiche. Chiediamo soltanto che venga rivisitato. L'interlocutore parte dal presupposto che il contratto è già stato rinnovato, ma così non è. Spero che il buon senso prevalga, da parte nostra c'è tutta l'intenzione di trovare un accordo”, parole che evidentemente non sono piaciute a Petrucci, che in mattinata parlando all’Ansa rifila un’altra staffilata alla Lazio: “ C’è un debito di 2 milioni di euro del club biancoceleste nei confronti del Coni per l'uso dello stadio. Quando si firma un contratto, bisogna rispettarlo - ha detto intimato il numero uno del Coni - Firenze? Il campionato la Lazio deve giocarlo a Roma se paga lo farà, altrimenti no. La Roma ha pagato e giocherà all'Olimpico”
martedì 7 giugno 2011
LOTITO: "Muslera è libero di andare"

All'ingresso in Lega Calcio, Claudio Lotito è stato oggetto delle domande dei cronisti presenti a Milano. Inevitabili le domande relative al calciomercato, date le più che probabili partenze di Muslera e Mauri.
"Se Muslera deciderà di andare via, vedremo - ha risposto il presidente della Lazio - Sono dell'idea che se un giocatore non vuole rimanere, è libero di andare. Se non vuole restare, ne prendo atto". Il portierino uruguayano è sempre più vicino al Galatasaray.
Diverso invece il discorso relativo a Mauri, accostato di recente all'Inter: "Non ce l'ha richiesto nessuno". Sul mercato in entrata, dichiarazione diplomatica in merito a Papastathopoulos: "Potrebbe interessarci..."
venerdì 27 maggio 2011
LOTITO: "Pronti a valutare un offerta per Zarate"

ROMA - Non è più incedibile. Oppure dev’essere considerato incedibile perché non sono arrivate offerte. Mauro Zarate è in bilico come non era mai stato sinora. Lotito valuterà eventuali proposte, a patto che siano importanti, questo è l’elemento nuovo. Non è poco, perché mai il presidente della Lazio si era esposto così. Sembra quasi scaduto il tempo per il talento argentino a Formello. Le tensioni, passate e recenti, con squadra e/o allenatori (Ballardini e Reja, in misura minore anche Rossi) ci sono sempre state in questi tre anni. E’ la prima volta, però, che Lotito tratta con freddezza il suo gioiello. L’ha pagato a peso d’oro e non è stato ricambiato, anzi. Gli squilibri (tattici e di spogliatoio) spesso hanno frenato la Lazio. E nel nuovo progetto tecnico potrebbe non rientrare Zarate. Questo ha fatto capire Lotito, raggiunti gli uffici milanesi della Lega. « Avendo una grande rosa, anche di giocatori importanti, qualora qualcuno di questi giocatori non rientrasse più nei parametri o in quello che viene chiamato progetto sarebbe messo nelle condizioni di poter esprimere le proprie potenzialità in altri club previo compenso» . Qui è scattata la domanda fatale. Quanto costa Zarate? Lotito ha risposto in contropiede: « Non ho ricevuto offerte. Quando riceverò delle offerte, valuterò se sono ricevibili e se ne vale la pena. Nella vita ci sono dei giocatori che sono incedibili e diventano incedibili solo nel momento in cui non vengono fatte offerte» . Non ha detto che non lo vende, ha spiegato di non aver ricevuto offerte congrue.
UTILI -Zarate in bilico, ma non ci sono motivi per pensare che la Lazio abbia necessità di fare cassa. Ipotesi respinta da Lotito:« Non mi risulta che la Lazio abbia mai messo in vendita dei propri giocatori. Non mi risulta che la Lazio abbianecessità economiche. A differenza di altri club che escono con pesanti perdite la Lazio esce in utile, quindi non ha nessun problema di vendere. Se vende, vende solo per accrescere il potenziale tecnico e la qualità della squadra. Tanti giocatori? Quando ho preso la Lazio ne ho trovati solo nove. Oggi ne abbiamo tantissimi, tutti di proprietà, a parte la compartecipazione di Sculli, ma non ci sono problemi perché i patti tra me e Preziosi sono molto chiari e c’è anche un ottimo rapporto».
CONFERMA -Sta nascendo la nuova Lazio. Reja ha firmato il contratto e condiviso la strategia con Lotito.«Reja è confermato. Mai avuti dubbi. Tra gentiluomini esistono patti non scritti che vengono rispettati. Ho riconfermato lo staff. Squadra che vince non si cambia. La classifica è daquarto posto, non bisogna sottovalutarla. Guardo il rendimento. La Lazio è stata, a parte il Milan che ha vinto lo scudetto, la squadra più costante. E’ sempre stata tra le prime quattro, poi nelle ultime tre partite sono successe cose anche non imputabili alla nostra volontà che ci hanno penalizzato. Questo ha comportato lo spareggio con l’Udinese, che ha avuto un vantaggio nell’economia della differenza reti perché ha vinto una partita 7-0 e un’altra 5-0, ma lo scarto è stato minimo, i punti sono gli stessi e non penso ci fosse tutta questa differenza tecnica. Questo è stato il risultato più importante degli ultimi anni dai tempi di Eriksson, non penso che sia poco».
EUROLEAGUE -Nel progetto della nuova Lazio, c’è l’ambizione di andare avanti in Europa League.«Avremmo meritato unpaloscenico diverso, la Champions comporta introiti e investimenti diversi. Accettiamo il verdetto, ora ci batteremo in Europa League per cercare di fare il massimo. Questo rientra nel Dna della società e del sottoscritto». Ha già cominciato a lavorare sul mercato:«Sappiamo dove mettere le mani e cosa fare, abbiamo degli obiettivi. Se qualcuno ritiene di non essere più presente alla Lazio, noi cercheremo di accontentarlo e verrà adeguatamente sostituito cercando di rinforzare la squadra e non indebolendola ».
BIG -Ci sono alcuni giocatori importanti in bilico. La Juve tratta Lichtsteiner, entrato anche nel mirino del City. Lo svizzero ha chiesto di andare via?«Non mi risulta, personalmente non mi sono arrivate richieste in tal senso. Ha una clausolarescissoria. In qualsiasi momento, il giocatore potrebbe valutare l’ipotesi di andare via se avesse un club disposto a pagare la clausola ». Reja ha chiesto quattro acquisti, ma la lista dei potenziali obiettivi è lunghissima.«I giocatori che mi piacciono sono diversi. Sono tanti, ma devono essere funzionali all’impostazione tecnica che daremo alla squadra ». Parziale ammissione su Gilardino:«I giocatori attenzionati dalla Lazio sono diversi, nell’ambito di questi faremo le nostre valutazioni ». Lotito non ha escluso la pista Papastathopoulos.«Torno a ripetere, i giocatori che possono entrare a far parte dell’organico della Lazio sono diversi, poi faremo le nostre scelte in funzione dei famosi tre parametri: capacità tecniche, compatibilità economica, moralità ».
Rassegna stampa a cura di Lazialità.it tratta da "Il Corriere dello Sport"
martedì 5 aprile 2011
LOTITO vs NAPOLI: "La Lazio ha 111 anni di storia, il Napoli l'ha persa ripartendo dalla C!"

Non si placa l'ira del presidente della Lazio Claudio Lotito dopo la sconfitta subita dalla sua squadra domenica al San Paolo contro il Napoli. Il patron biancoceleste si è nuovamente soffermato sugli errori arbitrali e sul suo rapporto con De Laurentiis, col quale ha avuto un acceso scambio d'opinioni sui diritti televisivi.
"Non ho affatto detto che è già tutto deciso, ma che certi errori arbitrali possono stravolgere la classifica - ha dichiarato al 'Messaggero' -; ho visto difformità di giudizio nell'ambito della stessa giornata di campionato. Non capisco perchè se un giocatore sbaglia va in panchina e invece se un arbitro sbaglia non viene mandato a casa. Non ho mai scritto agli arbitri e non lo farò neanche stavolta, ma esigo che ci sia uniformità di giudizio. Cavani si è tuffato e gli hanno assegnato un calcio di rigore. Zanetti ha commesso fallo su Cassano ed è stato ammonito, Biava è stato espulso... L'unico modo per migliorare le cose è rivolgersi alla tecnologia".
Poi l'argomento diventano i diritti tv: "Oggi come oggi un piazzamento vale diversi milioni rispetto ad un altro. La settimana scorsa mi hanno chiamato molti azionisti molto preoccupati: dovessimo entrare in Champions League potremmo incassare dai 15 ai 70 milioni. Ci hanno proposto 49 milioni di euro per i diritti tv, ma io mi chiedo su che base, perchè deve rimetterci solamente la Lazio. Se a Napoli avessimo giocato in un orario diverso lo share sarebbe stato differente. Non conta nulla il fatto che noi siamo una squadra della Capitale? Non conta il fatto che abbiamo una storia? La Lazio ha 111 anni, nelle ultime stagioni ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa. Le altre non mi pare. E si è sempre chiamata Lazio, non Napoli Soccer. Facile ripartire dalla C e non sanare i debiti pregressi come ho fatto io. Però la storia, almeno quella, la perdi".







