domenica 26 aprile 2009

Probabili formazioni di Lazio-Atalanta


Le probabili formazioni di Lazio-Atalanta, partita della trentatreesima giornata del campionato di Serie A in programma domani alle ore 15:

LAZIO (4-4-2) - Muslera; De Silvestri, Siviglia, Rozehnal, Kolarov; Lichtsteiner, Ledesma, Brocchi, Foggia; Zarate, Rocchi. Allenatore: Delio Rossi.

ATALANTA (4-4-1-1) - Consigli; Garics, Talamonti, Manfredini, Bellini; Defendi, Guarente, Cigarini, Padoin; Doni; Floccari. Allenatore: Luigi Delneri.

Arbitro: Andrea

giovedì 23 aprile 2009

Zarate-Kolarov...E L'AQUILA VOLA IN FINALE!


La Lazio continua a coltivare il sogno Uefa grazie a questa (inaspettata) vittoria sul campo della Juventus, che vedeva nella Coppa Italia l’unico obbiettivo rimasto. I biancocelesti si schierano benissimo, bloccano i bianconeri e preparano le valige per la finale di Roma. E Ranieri traballa…

In campo – Rispetto alle formazioni previste, ci sono pochi cambi. Ranieri mette in campo Giovinco come esterno sinistro di centrocampo al posto di Nedved e in difesa schiera la coppia inedita Ariaudo-Mellberg. Delio Rossi, dato per partente in caso di eliminazione, si affida alla migliore formazione: Rocchi e Zarate formano il tandem d’attacco; Foggia e Brocchi partono da centrocampisti laterali, ma, in fase di possesso palla il primo va a fare il trequartista e l’ex Milan si accentra per formare un centrocampo a 3.

Si gioca – Come ha annunciato Rossi nelle conferenze precedenti al match, la Lazio non è venuta fino a Torino per difendere il 2-1 dell’andata; infatti i biancocelesti non si chiudono in attesa delle azioni dei padroni di casa, ma attuano sin dal primo minuto un pressing molto alto che non permette ai registi juventini di impostare il gioco. La Lazio, in questo modo, occupa benissimo gli spazi, chiudendo qualsiasi sbocco agli avversari; e sono proprio i ragazzi di Delio Rossi a passare in vantaggio con un gran tiro da fuori area di Zarate. Un tiro che va a togliere le ragnatele dall’incrocio dei pali alla sinistra dell’incolpevole Buffon. La reazione bianconera c’è, ma non è abbastanza per una squadra che deve segnare almeno due goal per sperare nella finale.

All’intervallo Ranieri effettua due cambi che, tatticamente, non modificano la situazione in campo, ma che possono apportare alla Juventus esperienza nel gestire queste difficili situazioni: dentro Nedved e Camoranesi, fuori Giovinco e Marchionni. Bianconeri più arrembanti, con più voglia di fare, ma, al 51’, arriva il goal che spezza le gambe: Kolarov fa partire un cross dalla sinistra, ma il pallone è deviato, si impenna e supera Buffon per il 2-0 laziale. Mentre dalla curva Scirea arrivano i primi cori contro l’attuale dirigenza, mister Ranieri cerca di richiamare i suoi all’attenzione in modo da evitare una figura che potrebbe essere anche peggiore: lo fa inserendo Del Piero in cambio di Iaquinta, che esce con un gesto di stizza. Sostituzione azzeccata perché il n. 10 bianconero, a soli 4 minuti dal suo ingresso in campo, accorcia le distanze con un tiro da posizione ravvicinata seguito a un cross di Camoranesi dalla destra. L’oriundo si rende protagonista anche di un brutto episodio quando, al 36’ della ripresa si fa ammonire per un fallo tattico su Matuzalem e poi, non essedo d’accordo con il direttore di gara, scaraventa il pallone sui teloni pubblicitari e si becca il rosso. Fino al 90’ si fa melina in mezzo al campo, con entrambe le squadre che non vedono l’ora di rientrare negli spogliatoi, chi per festeggiare, chi per vergogna.

martedì 21 aprile 2009

Torna Rocchi contro la Juve


Tommaso Rocchi, dai bookmakers la Juventus in finale è quotata 1,20. Sembra praticamente scontato. «Il bello delle scommesse è quando riesci a puntare sulle squa­dre che ti possono dare maggior guadagno...».

Secondo lei basterà il 2-1 dell’andata o dovrete segnare per arrivare in finale? «Penso che almeno un goal dovremo farlo».

Si è abituato a non essere più inamovibile nella Lazio? «Rimanere fuori non fa mai piacere, soprattutto in gare come il derby. L’importante è farsi trovare pronto quando vieni chia­mato in causa e rispettare le scelte dell’allenatore».

Questa è la risposta da bravo calciatore. La verità? «(ride) Lei vuole fare lo scoop. No, è chiaro che è una situazio­ne nuova, alla quale non ero abituato. Non me l’aspettavo an­che se questo è stato un anno particolare con l’infortunio pa­tito alle Olimpiadi. Poi il cambio di modulo. Insomma una se­rie di cose che non mi hanno fatto rendere al massimo».

Si dimentica l’esplosione di Zarate. Lei lo riscatterebbe? «E’ un giocatore bravo, di prospettiva, quindi sì, lo riscatterei».

Il rinnovo di Pandev, il riscatto di Zarate. Rocchi resta? «Ho un contratto per altri 4 anni. La mia scelta è stata quel­la di legarmi a vita alla Lazio. Poi nel calcio non si sa mai».

Cosa cambia nel far coppia con Pandev o con Zarate? «Goran svaria di più, può fare la seconda punta. Io e Mauro siamo attaccanti centrali con lui che cerca molto il dribbling».

Troppo, forse? «E’ giovane ed ha grandi qualità. Più matura in fretta, più di­venta forte».

Vincere la coppa Italia cosa rappresenterebbe? «Il nostro obiettivo in questa stagione era tornare in Europa. Tornarci vincendo la coppa sarebbe fantastico: la miglior sta­gione degli ultimi anni».

Anche di quella che culminò con la Champions? «Sì, perché un trofeo rimane nella storia».

sabato 18 aprile 2009

Genoa-Lazio 0-1...ci pensa Maurito


Doveva essere la giornata della consacrazione per il Genoa di Gasperini contro una Lazio già con la testa alla Coppa Italia ma gli dei del calcio giocano un brutto scherzo alla Genova rossoblu. I padroni di casa stentano a creare gioco nonostante una prima frazione di gioco all’insegna del totale equilibrio. La Lazio aspetta sorniona nella propria metà campo e cerca di ripartire in contropiede trovando in Zarate una micidiale arma. L’argentino sblocca il match al 65’ con un gran diagonale e spegne i sogni dei genoani, incapaci di reagire e di creare palle goal nitide nella rimanente mezzora di gioco.

In campo –
Coach Gasperini conferma in blocco la formazione anti Juventus, tridente offensivo con Palladino, Jankovic e Sculli. Mesto recupera dalla ferita alla testa e si piazza in mediana sulla destra, a fianco del ricercatissimo Thiago Motta. Delio Rossi butta invece un occhio alla Coppa Italia e, complice le squalifiche di Brocchi e Matuzalem, fa un discreto turnover lanciando nella mischia Diakitè, De Silvestri, Dabo e Mauri. Coppia d’attacco Zarate-Pandev con Tommaso Rocchi ancora una volta in panchina.

Si gioca – Il Genoa motivatissimo parte subito forte, sugli sviluppi di un calcio piazzato svetta Biava in area avversaria ma Muslera si oppone con una parata fenomenale. Neanche il tempo per i rimpianti che al 5’ Sculli riceve palla al limite dell’area, sinistro secco e palla che sfiora l’incrocio dei pali. La squadra rossoblu perde vistosamente campo nel corso della frazione, soprattutto a centrocampo; Ledesma al 27’ si inventa uno slalom sulla fascia sinistra, irrompe in area e assiste Pandev, Rubinho respinge la botta del macedone coi pugni. La partita rimane apertissima, Criscito scalda le mani a Muslera ma è Pandev che ben servito da Mauri prova il tocco morbido respinto da un muro di nome Rubinho. Gasperini dispensa urlacci e consigli, Palladino prova a dargli ascolto lanciando nello spazio Sculli, gran controllo dell’ala calabrese e dribbling sventato da una grande uscita di Muslera.

Ripresa senza cambiamenti, prima occasione di marca genovese al 12’ con il cross di Criscito per Sculli, Kolarov salva tutto in corner. I biancocelesti sono però pungenti, Zarate prova un paio di serpentine che creano il panico nella difesa avversaria ma non producono azioni da goal. Ma al 20’ lo stesso folletto argentino riceve un lancio eccezionale di Kolarov, controlla in velocità, brucia Bocchetti e incrocia uno splendido destro sul secondo palo dove Rubinho non può arrivare: 0-1. Zarate non ne vuole saperne di fermarsi, al 25’ ruba palla a Criscito e cerca il dribbling su Rubinho, eccezionale ancora una volta il portiere brasiliano. Al 28’ terzo infortunio per la Lazio, dopo Pandev e Diakitè si fa male anche Dabo. Genoa sotto shock, la Lazio spreca più contropiede nel giro di pochi minuti in cui uno scatenato De Silvestri mette in mostra delle doti atletiche impressionanti. Il Genoa non trova il modo di graffiare, Gasperini le prova tutte ma non è serata. Mauri sciupa più volte lo 0-2 pasticciando con il pallone tra i piedi, al 47’ Rocchi ancora in contropiede cerca l’assist provocando un quasi autogoal di Ferrari con palla che incoccia il palo. Non succede più nulla, pesante sconfitta per il Genoa in chiave Champions.

La chiave – Il 4-4-2 di Delio Rossi ingabbia le fasce alla squadra genoana e prende controllo della zona mediana del campo. Thiago Motta soffre il pressing di Ledesma e soci, Criscito e Mesto sbattono rispettivamente su De Silvestri e Kolarov. Pesa tantissimo l’assenza di Milito, unico giocatore della rosa di Gasperini in grado di tenere su la squadra in una simile situazione di sofferenza a centrocampo.

-Manuel-