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mercoledì 27 febbraio 2013

LAZIO-PESCARA 2-0



Nel Monday Night tutto facile per la Lazio di Petkovic, che con il minimo sforzo porta a casa 3 punti che le permettono di tornare al terzo posto solitario ed accorciare sul Napoli secondo in classifica. Partita 'tranquilla' per i biancocelesti, gestita ottimamente e chiusa con due eurogol dalla distanza. Il Pescara non deve certo trovare punti in questo tipo di partite e forse non ci prova neanche più di tanto, vista la prestazione anonima degli uomini di Bergodi.

FORMAZIONI - Lazio e Pescara si presentano a questa sfida con molti problemi di formazione. Tra i biancocelesti, che ritornano al modulo classico di inizio stagione (4-1-4-1), ancora out Mauri e Klose per infortunio e Ciani che sconta un turno di squalifica. Fuori per un turno di riposo dopo gli sforzi di coppa Biava che lascia il posto a Cana in coppia con Dias davanti a Marchetti, mentre sugli esterni ci sono Radu e Konko. Rientra Ledesma a far da boa tra difesa e centrocampo lasciando la manovra nelle mani di Hernanes coaudiuvato da Gonzales al centro, con Candreva e Lulic sugli esterni. Confermato ancora in attacco come unica punta Floccari.

Assenze pesanti anche per il Pescara che deve fare a meno di Zanon, Blasi e Weiss per squalifica oltre che di Quintero, Sforzini e Togni per problemi fisici. Prudente lo schieramento di mister Bergodi che si presenta all'Olimpico con un 5-3-2 con la novità Pelizzoli tra i pali dietro i centrali Capuano, Bocchetti e Cosic, esterni bassi Zauri (ex Lazio) e Balzano. Centrocampo affidato al trio Cascione, Bjarnason, Rizzo, in avanti Celik affianca Abbruscato.

PRIMO TEMPO - In un'Olimpico semi-deserto, Lazio e Pescara iniziano la gara studiandosi a vicenda, ma la formazione biancoceleste perde dopo 4 minuti Konko per una botta al ginocchio, al suo posto Pereirinha. Prima palla-goal per i biancocelesti al 13', con Floccari che in piena area di rigore va vicino alla rete con una bella rovesciata che sfila vicino al palo della porta difesa da Pelizzoli.

Gara avara di vere emozioni ma solo di sporadiche conclusioni da fuori area senza mai impensierire i due estremi difensori. Il dominio della Lazio è comunque netto e a sbloccare la partita ci pensa al 29' Radu, al suo primo goal in Serie A, che approfitta di un gran cambio gioco dalla destra, Lulic controlla e appoggia apppena fuori area dove il difensore rumeno fa partire un sinistro che si infila sotto l'incrocio di pali.

Sbloccata la gara la Lazio comincia a gestire il gioco ed approfittando del Pescara ormai in confusione, sigla la seconda rete, questa volta con Lulic che dopo l'assist dell'1-0 al 35' calcia di destro ancora all'incrocio fulminando l'incolpevole portiere abruzzese. Dieci minuti finali del primo tempo in completo controllo della formazione di Petkovic, che non corre alcun pericolo.

SECONDO TEMPO - La ripresa inizia come era finito il primo tempo, con ritmi bassissimi e Lazio pronta ad approfittare di eventuali svarioni della difesa del Pescara, che con due clamorosi errori regala alla Lazio le occasioni per portare a tre le proprie segnature, ma Lulic e Floccari non ne approfittano.

Girandola di sostituzioni nell'ultima mezzora di gara, con il ritorno al calcio giocato di Peppe Sculli per il Pescara e minutaggio nella Lazio per Onazi ed Ederson. Completa gestione senza problemi del risultato sino al 93' per la Lazio, con la partita che non regala altre emozioni.

LA CHIAVE - L'infortunio di Konko ha portato la Lazio a sfruttare maggiormente la fascia sinistra non avendo grande fluidità di manovra sulla destra con Pereirinha ed è proprio da quella parte che arrivano i 2 goal dei biancocelesti, con anche un Lulic quasi ritrovato.

MOVIOLA - Forse non capita spesso in Serie A, ma in questi 93' non ci sono stati clamorosi o curiosi casi da moviola.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Lulic. Inizia con qualche balbettio ma poi trova un missile per far vedere al compagno Radu che lui non è da meno. Nella ripresa continua a scartavetrare la fascia sinistra. Ottimo match per lui.

IL PEGGIORE - Abbruscato. Non s'intende col compagni di reparto. Sempre solo, cerca poche volte di farsi vedere.

venerdì 22 febbraio 2013

Lazio-Borussia M'Gladbach 2-0



Bastava il pari, la Lazio non si è accontentata. Complice una difesa del Borussia Monchegladbach traballante, la formazione biancoceleste ha battuto il club tedesco per 2-0 grazie alle reti di Candreva e Gonzalez qualificandosi agli ottavi di Europa League, dove affronterà lo Stoccarda. Una vittoria che risolleva il morale dopo il k.o di campionato.

FORMAZIONI - Con Mauri out per un problema al polpaccio, Vlad Petkovic schiera un 4-1-4-1 con Floccari unica punta. Recuperato Radu in difesa, insieme al rumeno Biava, Konko e Cana. Davanti alla difesa, edesma, centrocampo folto con Hernanes e Candreva.

Gli ospiti di Favre si affidano al 4-4-2; De Jong ed Herrmann di punta, Arango, Cigerci e Marx a centrocampo. Tra i pali uno dei portieri più desiderati del continente, ter Stegen mentre Wendt e Dominguez in difesa come da vigilia.

PRIMO TEMPO - Primi minuti di gioco molto equilibrati, con i tedeschi a giostrare in mezzo al campo e i biancocelesti a tentare lo sfondamento attraverso le fasce. Il match, però, cambia radicalmente al decimo minuto, causa erroraccio degli ospiti.

Dominguez si fa rubare palla da Candreva sulla propria trequarti con l'ex juventino ad involarsi rapidamente, ed indisturbatamente, verso la porta, insaccando alle spalle dell'incolpevole ter Stegen. Borussia che non riuscirà a riprendersi dopo tale episodio.

Lulic e Gonzalez tentano la conclusione da fuori trovando la risposta dell'estremo difensore o la curva dello stadio Olimpico, fino al minuto 33: discesa di Radu e conclusione respinta dal portiere, Gonzalez bravissimo a scagliarsi sul pallone aiutato da una difesa Gladbach completamente ferma.

SECONDO TEMPO - Si riparte con gli stessi ventidue e i padroni di casa sempre più pericolosi rispetto al club di Arango. Un Arango completamente ingabbiato come il resto dei suoi compagni. Si decide così per il cambio, fuori il venezuelano, dentro il giovane Younes.

Ed è proprio il 20enne appena entrato a creare pericoli alla difesa capitolina, dribbling e controdribbling con botta, però, sull'esterno della rete. Dopo l'ora di gioco Marchetti effettua la prima parata sulla conclusione di Stranzl.

La Lazio non corre pericoli, Petko decide di far rifiatare l'autore del secondo goal Gonzalez per Onazi, recude dal successo in Coppa d'Africa. Fuori anche Cigerci, deludente, e Floccari, stanco: Hanze e Kozak in campo per il rush finale, a parte un salvataggio di Lulic su Herrmann all'80', senza emozioni. 2-0 Aquila e ottavi di finale.

CHIAVE - Ha subito cinque goal nelle due gare dei sedicesimi, il club di Favre. L'allenatore svizzero non sarà affatto soddisfatto dei suoi dopo una sfida colma di errori come quella odierna: Dominguez spezza in due il match, il resto della retroguardia è troppo disattenta nel secondo goal.

MOVIOLA - L'arbitro Gocek controlla bene la partita senza troppi patemi, sopratutto in una prima frazione senza il minimo cartellino. Primo giallo al minuto 77: Younes si butta senza essere toccato, simulazione e giusta sanzione.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Candreva. Fondamentale il suo goal, che sul piano mentale permette ai biancocelesti di giocare con scioltezza. Buona prova.

IL PEGGIORE - Dominguez. Ha sulla coscienza il goal che sblocca l’incontro. Imperdonabile l’errore apre la strada al vantaggio biancoceleste.

martedì 19 febbraio 2013

Siena-Lazio 3-0



Passo falso per la Lazio in ottica terzo posto, battuta con un perentorio 3-0 dal Siena 'ammazzagrandi' di Iachini. Di Emeghara (doppietta) e Rosina i goal dei bianconeri che ora, nonostante la penalizzazione di sei punti, credono ancor di più alla salvezza e agganciano il Pescara a quota 21 punti, relegando all'ultimo posto solitario il Palermo.

FORMAZIONI - Iachini schiera ancora una volta dal primo minuto il trio offensivo Rosina-Sestu-Emeghara, che tanto bene ha fatto due settimane fa contro l'Inter. In difesa c'è il portoghese Texeira. Petkovic ha invece a che fare con i problemi muscolari di Radu che viene sostituito da Dias e, sempre in difesa, dà spazio a Ciani. In attacco il duo Kozak-Floccari.

PRIMO TEMPO - Il tridente d'attacco dei bianconeri mette in croce, sin dai primi minuti, la difesa laziale che soffre in modo clamoroso le percussioni di Rosina&Co., lasciando di fatto ampi spazi per la manovra degli avanti di Iachini che trovano il vantaggio dopo appena sette minuti con un colpo di testa del nigeriano naturalizzato svizzero Emeghara: Rosina serve Rubin sulla fascia sinistra, il laterale a sua volta lascia partire un cross perfetto per l'incornata del centravanti che anticipa Ciani.

La Lazio è in chiara difficoltà e il centrocampo fatica a servire palloni giocabili di una certa pericolosità a Kozak e Floccari, che non riescono a trovare spazi. Ci prova Candreva con un tiro da fuori area abbastanza velleitario che Pegolo battezza senza problemi sul fondo. Rosina è l'incubo giornaliero di Ciani che si becca un cartellino giallo per aver colpito duramente il piccolo fantasista senese che, poco dopo, sfrutta un altro assist dalla fascia sinistra di uno scatenato Rubin (che aveva ricevuto la palla dopo un delizioso colpo di tacco di Emeghara) e batte da pochi passi Marchetti anticipando ancora una volta un imbarazzante Ciani, completamente fuori forma.

Petkovic si accorge che così non si può andare avanti e sostituisce il malcapitato difensore francese con Pereirinha. I biancocelesti cercano di reagire ancora una volta con Candreva ma il suo tiro centrale viene respinto da Pegolo. Da segnalare, nel finale di tempo, un infortunio alla testa di Kozak, colpito in modo involontario da Felipe: per lui una vistosa fasciatura al capo.

SECONDO TEMPO - La Lazio entra in campo con un piglio decisamente diverso rispetto a quello adottato nel primo tempo, apparso decisamente troppo arrendevole e rinunciatario. Nonostante l'apparente padronanza del campo, gli uomini di Petkovic, però, non riescono a trovare conclusioni degne di nota verso la porta di Pegolo.

Iachini decide di sostituire Sestu con Valiani ed è proprio l'ex Parma al quarto d'ora, a cercare Emeghara con un pallone sul quale Biava sembrava essere nettamente in vantaggio. Emeghara, però, brucia incredibilmente sullo scatto il difensore laziale e anticipa anche l'intervento di Marchetti in uscita siglando il goal del 3-0. Per la Lazio questa è una vera e propria mazzata: nel frattempo entra in campo anche Saha che sostituisce Candreva. Iachini concede la standing ovation ad Emeghara che lascia il campo per far spazio a Bogdani.

I biancocelesti cercano il goal della bandiera con uno splendido calcio di punizione di Hernanes su cui è altrettanto splendido Pegolo che vola per deviare in corner. Ci prova anche il neo-entrato Ederson, dapprima con una conclusione che colpisce la parte superiore della traversa spegnendosi sul fondo, poi con un colpo di testa ravvicinato che trova però la pronta risposta di Pegolo che riesce a mantenere inviolata la propria porta fino alla fine.

CHIAVE - Pessima la prestazione di Ciani, colpevole sui primi due goals del Siena e in netto ritardo negli altri interventi. Petkovic se ne accorge e lo sostituisce dopo appena trenta minuti. Merito naturalmente anche al Siena che sull'asse Rubin-Rosina-Emeghara sta costruendo passo passo la sua salvezza. Strepitosa la prestazione dell'ex Lorient che con 4 goals in 3 gare si candida ad essere la sorpresa più lieta del calciomercato invernale.

MOVIOLA - In una partita tranquilla e corretta c'è poco lavoro per Giannoccaro che non ha problemi a gestirla. Giusto il giallo a Ciani, in netto ritardo su Rosina nel primo tempo.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Emeghara. Arrivato dal nulla si sta dimostrando un craque. Quattro reti in tre match con vittime Inter, Bologna e Lazio. Imprendibile in velocità. Cinico davanti alla porta. Da tenere d'occhio. Gran colpo della dirigenza senese.

IL PEGGIORE - Ciani. Un disastro totale. In mezzora raccatta tre falli, un giallo, due buchi difensivi che constano due reti e una meritatissimo sostituzione. Serata da dimenticare il prima possibile anche se non sarà facile.

venerdì 15 febbraio 2013

B. MONCHENGLADBACH- LAZIO 3-3



Finisce sul rocambolesco risultato di 3-3 il match tra Borussia Moenchengladbach e Lazio. Bella prestazione dei ragazzi di Petkovic, che vanno in svantaggio nel primo tempo e ribaltano il risultato nel secondo. L'arbitro fischia ben tre rigori per i padroni di casa, che vanno in vantaggio a pochi minuti dal termine. Ma in pieno recupero uno scatenato Kozak regala un pareggio che vale oro.

FORMAZIONI - Formazione solida ed equilibrata quella schierata dallo svizzero Favre: nel 4-4-2 i due centrali a protezione del giovane Ter Stegen sono l'olandese Brouwers e lo spagnolo Alvaro Dominguez, con due terzini molto
fisici come Stranzl e Wendt. A centrocampo gli esterni alti sono il turco Cigerci ed il venezuelano Arango, a supporto dei due mediani Nordtveit e Jantschke. Davanti la coppia è composta da Herrmann e Luuk de Jong.

La Lazio risponde con il classico 4-1-4-1. Petkovic sceglie la coppia difensiva Dias-Biava, con Konko e Radu sugli esterni. A centrocampo Lulic agisce da esterno destro, con Gonzalez spostato a sinistra e Candreva nel ruolo di mezz'ala destra. Hernanes e Ledesma completano la folta mediana. Davanti l'unica punta è Sergio Floccari.

PRIMO TEMPO - Nel gelo del Borussia Park il Gladbach affronta la Lazio con una cornice di pubblico da brividi. La partita comincia su ritmi non troppo elevati, con i padroni di casa che lasciano a sorpresa l'iniziativa agli uomini di Petkovic, aspettando nella propria metà campo con baricentro molto basso. Le due squadre si studiano e si rendono pericolose soltanto con conclusioni dalla distanza: da una parte è un ispiratissimo Arango a tentare fortuna da fuori area, dall'altra risponde Candreva. Ma al 16' arriva l'episodio che sblocca il match: contropiede fulmineo dei ragazzi di Favre, Herrmann entra in area e viene steso ingenuamente da Dias. Dal dischetto l'esperto Stranzl sceglie la soluzione potente e porta in vantaggio i suoi.

A questo punto il Borussia sembra prendere in mano il controllo della gara, con la Lazio che sbanda sulle veloci ripartenze degli attaccanti avversari. I biancocelesti provano comunque a reagire sfruttando i calci piazzati per penetrare nella folta difesa tedesca: ci provano prima Candreva e poi Hernanes, che creano non pochi pericoli alla porta di Ter Stegen. Ma in contropiede il 'Gladbach sfiora il raddoppio con De Jong, che sovrasta Konko di testa e sfiora il palo. Nel finale Floccari fa tremare i tifosi di casa con un gran colpo di testa su cross di Lulic ed è necessario uno strepitoso intervento del portiere tedesco per sventare il pareggio. Il match rimane comunque apertissimo e molto divertente, con continui ribaltamenti di fronte, ma sono i padroni di casa a sfiorare il raddoppio a quattro minuti dalla fine, quando Arango disegna una perfetta traiettoria su punizione e colpisce in pieno il palo.

SECONDO TEMPO - Nell'intervallo Petkovic gioca la carta Kozak al posto di Ledesma, per dare maggiore fisicità all'attacco nel tentativo di scardinare l'organizzatissima retroguardia tedesca. Il cambio tattico produce subito i suoi effetti e la Lazio preme sull'acceleratore con maggiore convinzione, costringendo i padroni di casa a ripiegare nella propria area di rigore. Al 57' arriva finalmente il pareggio con il solito Floccari, che non fa rimpiangere assolutamente l'assenza di Klose: stupendo cross dalla destra di Candreva e zampata al volo di destro del centravanti calabrese, che riporta in equilibrio la partita. Passano soltanto nove minuti e la squadra capitolina colpisce ancora: sempre dalle fasce arriva un bel cross di Lulic, il neo entrato Kozak anticipa tutti e batte ancora Ter Stegen, completando un uno-due terribile.

A questo punto la Lazio prova a controllare la partita, ma dopo soli quattro minuti arriva un'altra doccia fredda: Dias trattiene vistosamente Browuers in area e per l'arbitro è ancora penalty, con il difensore brasiliano che prende il secondo giallo e conclude anzitempo una serata da incubo. Ma questa volta Marchetti ipnotizza Stranzl e para con un gran tuffo, mantenendo in vantaggio la Lazio. Nell'azione successiva è lo stesso Stranzl che va vicino alla rete centrando in pieno il palo da ottima posizione. Nei minuti seguenti Petkovic inserisce Cana al posti di Candreva per dare più copertura davanti la difesa, mentre Favre getta nella mischia Marx, Xhaka e Hanke per un Borussia a trazione anteriore.

Questa sera però la difesa della Lazio è fin troppo fallosa ed arriva anche il terzo rigore per il Borussia: evidente trattenuta in area di Cana e per l'arbitro si va ancora dagli undici metri, dove Marx sigilla il risultato sul 2-2 battendo Marchetti. A due minuti dalla fine arriva anche la doccia fredda per la Lazio, con la perfetta esecuzione di Arango su punizione che batte Marchetti e porta in vantaggio i suoi. Ma quando tutto sembra già deciso, arriva a sorpresa il 3-3 finale di uno scatenato Libor Kozak, che insacca di testa su assist di Hernanes, regalando un risultato tanto emozionante quanto positivo per gli ospiti.

LA CHIAVE - L'inserimento di Kozak nell'intervallo produce sicuramente effetti positivi per la Lazio, che ribalta in pochi minuti il risultato con maggiore fisicità in attacco. La serata negativa e troppo fallosa dei difensori biancocelesti (Dias su tutti) condiziona la bella prestazione degli attaccanti di Petkovic.

MOVIOLA - Serata ricca di episodi per l'arbitro che fischia ben tre rigori in favore della squadra di casa. Netto il primo fallo di Dias nel primo tempo, che entra ingenuamente in ritardo su Herrmann, con relativa ammonizione. Nella ripresa sembra leggermente generoso il secondo fallo fischiato allo stesso brasiliano in area, con conseguente secondo giallo, anche se la trattenuta è comunque prolungata. Sacrosanto invece il terzo rigore provocato da Cana, per una trattenuta molto più evidente.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Kozak. E' lui l'uomo dell'Europa in casa Lazio. Entra e spacca in due la partita, fa impazzire la difesa del Gladbach col suo strapotere fisico e segna due goal da grandissimo attaccante.

IL PEGGIORE - Dias. Se la Lazio non torna da Gladbach con un successo la colpa è sua. Serata decisamente no, provoca due rigori e finisce anzitempo sotto la doccia.

giovedì 14 febbraio 2013

Borussia Monchengladbach-Lazio: le probabili formazioni




Petkovic recupera capitan Mauri a centrocampo. Il peso dell'attacco sempre sulle spalle di Floccari

MONCHENGLADBACH (Germania) - Queste le probabili formazioni di Borussia Monchengladbach-Lazio, match d'andata dei sedicesimi di Europa League, in programma stasera alle ore 21.05 al 'Borussia-Park' di Monchengladbach:

Borussia (4-4-2):
Stegen; Alvaro Dominguez, Jantschke, Brouwers, Wendt; Arango, Xhaka, Nordtveit, Herrmann; Hanke, de Jong. All.: Favre.

Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Ciani, Radu; Candreva, Ledesma, Hernanes, Gonzales, Mauri; Floccari. All.: Petkovic.

Arbitro: Karasev (Russia).


G.M.

domenica 10 febbraio 2013

LAZIO-NAPOLI 1-1


Floccari ci ha provato in tutti i modi a fare a pieno il favore alla Juventus, ma alla fine si è dovuto accontentare di lasciare un punto al Napoli. La Lazio tiene il vantaggio fino a due minuti dalla fine, ma poi Campagnaro segna un goal da Play Station e riporta in quota gli uomini di Mazzarri.

Tutto in parità alla fine, anche i legni, l'ultimo colpito da Floccari pochi istanti del fischio finale. Dopo il quale si può dire che il Napoli non muore mai, ma la Juve è comunque a +5.

FORMAZIONI - Petkovic conferma il 4-1-4-1 della vigilia: Biava e Dias tornano dalla squalifica e riprendono il loro posto al centro della difesa, Hernanes recupera e parte dal primo minuto grazie anche all'ausilio di un caschetto protettivo. Davanti, con Klose che ne avrà per due mesi, c'è Floccari a sostenere il peso dell'attacco.

Consueto 3-5-2 per il Napoli: nel terzetto difensivo ritorna Campagnaro, mentre Maggio ce la fa soltanto per la panchina, al suo posto Mesto. Behrami-Inler il tandem in mediana, vista l'assenza dell'altro svizzero Dzemaili.

PRIMO TEMPO - La Lazio parte forte, Mazzarri si arrabbia e si stira anche un polpaccio a furia di richiamara i suoi, troppo schiacciati dal pressing asfissiante della squadra di Petkovic. Dopo 11 minuti, infatti, i biancocelesti sono già avanti: Konko mette in mezzo per Floccari, che ha tutto il tempo di girarsi nel nulla ed impallinare De Sanctis.

Capitan Mauri esulta troppo per il goal del vantaggio ed è addirittura costretto ad uscire a causa di una botta fortuita alla caviglia. La Lazio continua intanto a giocare bene: Candreva costringe alla gran parata De Sanctis, ed il Napoli non riesce ad uscire. Per lo meno fino a quando non decide di svegliarsi Cavani.

Il Matador si fa trovare prontissimo in area di rigore e di tesa coglie in pieno la traversa con pallone che rimbalza pericolosamente vicino alla linea di porta. Dall'altra parte, però, Floccari non vuole essere da meno e colpisce il palo con una gran conclusione da fuori area che De Sanctis non avrebbe mai preso.

SECONDO TEMPO - I ritmi calano ed aumenta l'agonismo. I cartellini gialli fioccano e la partita non concede altre emozioni. Almeno fino al 75', quando Hamsik - chiuso all'ultimo istante da un grandissimo Marchetti - fa partire la giostra.

Dieci minuti dopo la Lazio risponde con Lulic, ma il bosniaco fa tutto bene tranne la conclusione. Sarà un'occasione che rimpiangerà. Inler fa le prove generali del goal con una botta dalla distanza che fra Marchetti e traversa finisce in angolo. Angolo dal quale scaturisce il goal del pari. E che goal: Campagnaro riceve il pallone al limite dell'area e lascia partire un destro tremendo che buca un incredulo ed incolpevole Marchetti.

Il Napoli a quel punto ci crede e si fa ancora pericoloso con Pandev, ma nel recupero è la Lazio ad avere per due volte la palla del match point. Prima con Floccari che colpisce il quarto legno della serata, e poi con Candreva che con un gran diagonale stava per far venire giù l'Olimpico.

E' l'ultimo brivido di una gran partita: Lazio e Napoli si dividono un punto. Ma la più felice è la Juventus, che allunga in vetta a +5 sugli azzurri.

CHIAVE - Il Napoli non muore mai. Anche quando mancano le giocate ed i goal di Hamsik e Cavani, la squadra di Mazzarri riesce a non cadere. Stasera ci ha pensato Campagnaro con un goal assolutamente fuori dal suo repertorio. Domare il Ciuccio è davvero un'impresa.

MOVIOLA - Orsato si merita una piena sufficienza per la sua direzione di gara. I cartellini gialli sono stati distribuiti nel modo giusto, ed è giusto anche il fuorigioco fischiato a Cavani - a cui poi Marchetti ha comunque parato la conclusione - su filtrante di Insigne. Infine è nettamente fuori dalla porta il rimbalzo dopo il colpo di testa dello stesso Cavani finito sulla traversa.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Floccari. In stato di grazia, l'attaccante calabrese è letteralmente scatenato. Prima firma l'1-0 con un gran goal, poi centra il palo con un tiro a giro da fuori, infine, negli ultimi minuti di gara, colpisce anche una traversa su colpo di testa.

IL PEGGIORE - Behrami. Gioca quasi tutto il primo tempo, e soffre molto le giocate e la classe di Hernanes. Poi si fa male da solo ed è costretto a uscire.

domenica 3 febbraio 2013

GENOA-LAZIO 3-2



Appena arrivato e già decisivo all'ultimo respiro. Si presenta così Marco Rigoni, con una deviazione vincente al 94' a frustrare la faticosa risalita di una Lazio che, giunta all'intervallo sotto nel gioco e nel passivo per le reti di Borriello (16') (sempre a segno nelle ultime quattro gare contro i biancocelesti) e Bertolacci (22'), agguanta il momentaneo pari grazie a Floccari (58') e ad un contestatissimo rigore realizzato da Mauri nel finale (81'). Gara molto intensa giocata bene dal Genoa, ad intermittenza dagli ospiti e diretta in maniera assai approssimativa da Tagliavento di Terni.

FORMAZIONI: L'undici di Ballardini, schierato col 3-5-1-1, prevede Frey a protezione della porta; Granqvist, Manfredini e Portanova in difesa; Moretti, Cassani, Kucka, Rossi e Matuzalem a infoltire il centrocampo con Bertolacci ad agire alcuni metri alle spalle di Borriello elemento più avanzato ma con il compito di sacrificarsi anche in ripiegamento.

Quasi speculare (3-5-2) è lo schema proposto da Petkovic: davanti a Marchetti stazionano Ciani, Cana e Radu; Konko, Gonzalez, Ledesma, Mauri e Lulic; in attacco vanno Floccari e Klose.

PRIMO TEMPO - Genoa bello e propositivo subito premiato da una girata di sinistro di Borriello che va ad infrangersi sotto la traversa. La Lazio fatica a reagire ed è punita ancora una manciata di minuti dopo quando Bertolacci raddoppia con un'imparabile mancino da venti metri.

Cassani regge poco e, per infortunio, viene rilevato da Ferronetti. Più duratura è invece la tenuta del campo dei Grifoni che, ben indottrinati da mister Ballardini, sono bravi a interrompere sistematicamente le azioni in profondità degli ospiti per poi imbastire ripartenze spesso lucide. In questa frazione l'unica vera chance concessa ai capitolini è un corner spazzato via con i pugni da Frey.

SECONDO TEMPO - Klose, acciaccato, resta negli spogliatoi sostituito da Kozak. La Lazio si ripresenta più aggressiva, ma a sfiorare la rete sono Borriello, con una sforbiciata all'altezza del dischetto, e Bertolacci murato da Marchetti.

La paura scuote gli ospiti che accorciano le distanze su tocco ravvicinato di Floccari. Petkovic cerca idee e energie per aumentare la pressione richiama Ledesma inserendo Brocchi a sua volta sostituito, causa infortunio, dall'esordiente Pereirinha. Dall'altra parte il braccio di ferro prevede anche la presenza del neo-acquisto Rigoni e di Olivera al posto di Rossi e Bertolacci a corto di fiato.

Il Genoa si raccoglie per chiudere spazi e trovare coraggio di fronte alla crescita laziale che, a seguito di una corta respinta di Frey, potrebbe andare a segno con Konko. A dieci dal termine Tagliavento concede un generoso rigore agli ospiti (Cana va per terra toccato da Borriello) che Mauri trasforma spiazzando il portiere.

Il Genoa, toccato nell'orgoglio, reagisce e dopo aver colto la parte superiore della traversa con Kucka, mette sotto i riflettori il neo-acquisto Rigoni che in pieno recupero prima costringe al miracolo in angolo Marchetti e poi lo trafigge di testa mandando in estasi i rossoblù.

CHIAVE - La voglia di riscatto mostrata dal Genoa nella tana della Juve trova ulteriore evoluzione contro una Lazio fin troppo sorpresa dalle reti iniziali subite e che impiega decine di minuti prima di ritrovarsi. Sfida bellissima.

MOVIOLA - Non appare in uno dei suoi pomeriggi migliori Tagliavento. L'arbitro di Terni dirige in maniera insufficiente affidandosi costantemente al supporto dei propri assistenti, cambiando spesso idea e non sempre optando per la soluzione più corretta.

Cervellotica la concessione del penalty alla Lazio per un leggero contatto Borriello-Cana. Nel primo tempo è probabilmente involontario un tocco di Lulic col braccio nella propria area. Nel finale grazia con il giallo Lulic, ultimo uomo, che atterra Olivera involtatosi verso Marchetti.

IL MIGLIORE - Granqvist. Grande prestazione per il difensore svedese:in difesa è insuperabile e i palloni alti sono tutti suoi, ci mette lo zampino sul primo goal di Borriello e sul goal di Rigoni con l'assist di testa.

IL PEGGIORE - Ciani. Soffre molto Borriello nel primo tempo, sempre impreciso e disattento nelle chiusure difensive.

domenica 27 gennaio 2013

LAZIO-CHIEVO 0-1


Il Chievo frena la corsa scudetto della Lazio. Un goal di Paloschi permette ai clivensi di sbancare l’Olimpico e affondare gli uomini di Pektovic in giornata tutt’altro che positiva. Si chiude cosi la serie positiva dei biancocelesti che durava da 16 giornate. Determinanti le assenze dall'undici iniziale di Mauri ed Hernanes che hanno impoverito la manovra dei capitolini. Il Chievo, bestia nera dei biancocelesti, sale a 28 punti, Lazio che resta a 43 punti.

FORMAZIONI – Lazio ancora senza Klose che risente della contrattura ai flessori della coscia sinistra. Petkovic conferma in difesa Konko a destra e Radu a sinistra, e come centrali la coppia Biava-Dias. A centrocampo rifiatano Hernanes e Mauri, sostituiti da Gonzalez e Brocchi. In avanti Floccari.

Poche variazioni di formazione nel Chievo. Corini conferma lo stesso undici che domenica ha pareggiato con il Parma. Assenti Dramè e Luciano mentre tornano in gruppo Hetemaj e Frey. In porta, al posto di Sorrentino passato al Palermo, c’è Puggioni. In attacco Thereau e Paloschi.

PRIMO TEMPO – Lazio in cerca della settima vittoria casalinga. Nella prima frazione di gioco, però, si assiste a una partita bloccata e non c’è traccia della voracità laziale. Cosi i primi venti minuti scorrono via senza grosse emozioni, eccetto un tiro di Konko respinto da Puggioni, preceduto dal ‘lampo’ di Paloschi che da metà campo prova a sorprendere Marchetti.

Le assenze di Mauri ed Hernanes (turn-over in vista della semifinale di Coppa Italia contro la Juventus) tolgono qualità al centrocampo laziale che fatica a trovare soluzioni in attacco. Di fatto, Floccari, troppo isolato, non vede palla nei primi 45 minuti. Il Chievo resiste grazie all’ottima disposizione tattica e chiude a reti bianche.

SECONDO TEMPO – Pronti via, Petkovic mette dentro Mauri per Brocchi. Il tentativo di aggiungere più qualità in mezzo al campo si rivela però infruttuoso. Il Chievo difende con otto uomini mostrando tutte le difficoltà biancocelesti in fase d’impostazione. Ma al primo tentativo Paloschi punisce la Lazio. Da un’incursione di Thereau sulla sinistra, l’ex milanista insacca dopo una traversa di Jokic.

Il goal subito scuote i biancocelesti, complice l’ingresso di Hernanes per Gonzalez. Prima della mezzora entra anche Kozak per Radu. Aumenta la pressione di padroni di casa ma non cambia l’inerzia della gara. Al 31’ Mauri sciupa la migliore delle occasioni sparando sopra la traversa. La Lazio – in giornata negativa - chiude in avanti, ma il goal non arriva. Il Chievo incassa tre punti pesantissimi, la Lazio interrompe la serie positiva dopo 16 giornate rimandando ogni sogno scudetto.

LA CHIAVE – Le scelte di Pektovic pagano dazio. Le assenze di Mauri e Hernanes – in panchina per buona parte del match - penalizzano i biancocelesti che giocano senza idee né qualità.

MOVIOLA – Non c’è fuorigioco in occasione del vantaggio clivense: Gonzalez tiene in gioco Paloschi. Da rivedere, invece, l’ammonizione di Hernanes per simulazione.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Thereau: Il migliore in campo. Gestisce ogni pallone con intelligenza ed eleganza: i meriti del goal-partita sono per gran parte suoi.

IL PEGGIORE - Mauri: Entra ad inizio ripresa e sembra essere l'uomo della svolta: capitano a lui i palloni buoni per trovare il goal, ma li divora in maniera incredibile.

mercoledì 23 gennaio 2013

Coppa Italia: JUVE-LAZIO 1-1


Spettacolo e goal non sono mancati nella semifinale d’andata tra la Juventus e la Lazio: allo Juventus Stadium finisce 1-1. Chi andrà in finale si deciderà martedì prossimo in occasione del ritorno, ma se i biancocelesti sono vivi lo devono a Federico Marchetti che, come era già successo in campionato, salva il risultato con almeno due interventi prodigiosi, specialmente quello al minuto 80’ sul colpo di testa di Vidal.

La Juventus, in emergenza, non sfigura, ma la Lazio di Petkovic si dimostra squadra quadrata e rocciosa e, anche quando sembra “sprofondare”, riesce a recuperare con il suo capitano Mauri. Martedì prossimo alla Juventus serve vincere o pareggiare con almeno due gol (l’1 a 1 porterebbe ai supplementari), ma la missione si preannuncia difficile.

FORMAZIONI - Conte opta per il 3-5-1-1 con Matri unica punta supportato da Marchisio. Confermato in mezzo al campo Pogba, autore di una straordinaria doppietta nella gara di sabato contro l’Udinese, mentre in porta va Storari al posto di Buffon. Sull’altra sponda, Petkovic non recupera Klose e deve fare a meno di Dias (squalificato), quindi si affida ad un prudente 4-5-1 con Floccari punta di riferimento.

PRIMO TEMPO - Avvio senza grandi emozioni allo Juventus Stadium, anche a causa dell’alta posta in palio. Nei primi 25’ si registrano solamente azioni su calci da fermo, anche se i due portieri non vengono quasi mai chiamati in causa. La vera ed unica palla gol della prima frazione arriva al minuto 35’ quando Marrone sbaglia un intervento e per poco Mauri non batte Storari: tempestivo l’intervento di Barzagli quasi sulla linea di porta che nega la gioia del gol al capitano della Lazio.

Prima del riposo (44’) da segnalare l’uscita dal campo per infortunio di Bonucci: al suo posto Conte getta nella mischia Caceres.

SECONDO TEMPO - La ripresa si apre con la Juventus che va subito all’attacco e al 54’ Matri da ottima posizione ci prova con un bel piattone destro, ma sulla sua strada trova Marchetti che devia in angolo. La Lazio sembra soffrire e al 63’ subisce il goal dei padroni di casa: Giaccherini crossa da sinistra, Peluso salta “su” Lulic e con un bel colpo di testa batte Marchetti, che protesta (insieme a Petkovic) per un presunto fallo dell’ex atalantino.

Sospinta dal proprio tifo, la Juve al 72’ sfiora il 2-0 con Vidal che di esterno destro da buona posizione colpisce il palo a Marchetti battuto. Petkovic prova a cambiare, inserendo Candreva al posto di uno spento Ledesma, ma è sempre la Juventus a fare la partita, con la Lazio in difficoltà, tant’è che al minuto 80’ ci vuole un super Marchetti a dire di no a Vidal che aveva colpito di testa. Nel finale, la Lazio prova il tutto per tutto e a sorpresa al minuto 86’ trova il pareggio con Mauri, che sugli sviluppi di un corner anticipa De Ceglie e batte da due passi un incerto Storari.

CHIAVE - La prodezza di Marchetti al minuto 80’ che nega il 2-0 alla Juventus e tiene in vita la Lazio, visto che poi ci pensa Mauri a trovare il gol del pari. Il portiere ex Cagliari si esalta sempre contro la Juventus, considerando che anche in campionato allo Juventus Stadium era risultato il migliore in campo.

MOVIOLA - Partita tranquilla per Damato di Barletta e i suoi collaboratori. Nella prima frazione giusta l’ammonizione ad Hernanes per un fallo a metà campo ai danni di Vidal. Nella ripresa, l’episodio dubbio avviene al 63’ in occasione del vantaggio della Juventus, che fa “infuriare” Petkovic e Marchetti: Peluso si appoggia su Lulic, ma il contatto è minimo e fa bene Damato ad assegnare il goal. Nel finale proteste di Vucinic per un contatto in area, ma anche in questo caso il direttore di gara fa bene a non fischiare. Giusto il giallo anche a Ciani nel recupero. Nel complesso sufficiente la prova della terna.

domenica 20 gennaio 2013

PALERMO-LAZIO 2-2


Dal paradiso all’inferno. O viceversa. Al Barbera finisce 2-2 tra Palermo e Lazio al termine di una partita spettacolare e che lascia l’amaro in bocca a entrambe le formazioni. Primo tempo ad appannaggio dei biancocelesti che gestiscono il vantaggio fino al 24’ della ripresa. Poi due accelerazioni dei siciliani mandano al tappeto gli uomini di Petkovic che nel giro di 120 secondi si ritrovano clamorosamente in svantaggio.

Allo scadere, poi, la Lazio agguanta il pareggio su rigore; nel secondo tempo annullato a Floccari il goal del possibile 2-0 per un fuorigioco inesistente. Capitolini che infilano il 15esimo risultato consecutivo – eguagliato il record di Delio Rossi – siciliani che respirano in fondo alla classifica.

FORMAZIONI - Poche le alternative per Gasperini costretto a una formazione obbligata e con l’acqua alla gola. Unica defezione l’assenza di Brienza. Sulla trequarti rientra Ilicic alle spalle della coppia Dybala-Miccoli.

Nella Lazio, Pektovic, deve rinunciare a Konko e Klose. In difesa c’è Ciani che vince il ballottaggio con Dias, a centrocampo parte titolare Lulic, preferito a Candreva. In avanti Floccari, unica punta.

PRIMO TEMPO - Pronti via, la Lazio impone la legge del più forte. Al 9’ i biancocelesti sono già in vantaggio. Lancio di Ledesma per la testa di Floccari che insacca all’incrocio dei pali. Ujkani può solo guardare la palla entrare e recriminare per la traiettoria beffarda. La reazione del Palermo solo è in un bolide di Miccoli che al ventesimo da dentro l’area piccola esalta i riflessi di Marchetti.

La manovra dei rosanero si scontra contro l’ottima organizzazione tattica della Lazio, che gioca (quasi) a memoria imponendo ritmo e possesso palla. Di contro, Gasperini, oltre l’inversione di ruolo tra Dybala e Ilicic, non riesce a imprimere velocità alla manovra. Né bastano le fiammate offensive di Miccoli. La Lazio chiude in avanti, Hernanes impegna il portiere rosanero che smanaccia in corner, ma il risultato non cambia.

SECONDO TEMPO - Si comincia con un cambio tattico nei siciliani: Munoz per Aronica. L’ingresso dell’argentino vivacizza la manovra dei siciliani, più attenti in fase d’impostazione, cui manca, però, l’ultimo passaggio. Al 17’ la Lazio raddoppia, ancora Floccari su assist di Mauri. Ma l’arbitro annulla il goal per un fuorigioco inesistente.

Al Palermo, però, bastano due minuti per ritrovarsi dall’inferno al paradiso. Rios e Dybala dal 24’ ribaltano la Lazio nel giro di 120 secondi. Prima il pareggio dell’uruguagio che su cross di Dessena dalla sinistra, sorprende la difesa laziale e insacca. Poi il vantaggio dell’argentino servito sull’asse Miccoli- Ilicic che riporta in quota i rosanero. Ossigeno puro per i siciliani, una doccia fredda per i capitolini. Il tecnico serbo allora mette dentro Candreva per Radu nel tentativo di arginare lo strapotere rosanero. La reazione della Lazio si concretizza al 39’. Munoz atterra Floccari in area: Rocchi indica il dischetto e Hernanes trasforma.

Nel finale Miccoli potrebbe fare esplodere lo stadio, ma manda alle stelle l’ultimo pallone della partita. Finisce 2-2. Tra rimpianti e sorrisi: la Lazio resta a -2 dalla Juve, il Palermo non si schioda dal fondo della classifica.

LA CHIAVE - In due minuti il Palermo si ritrova dall’inferno al paradiso, grazie al pareggio di Rios e al vantaggio di Dybala. Gioia che poi si spegne dopo la rete di Floccari su rigore.

MOVIOLA - Allo scadere del primo tempo appare regolare un leggero contatto in area tra Cavanda e Rios: Rocchi giustamente non fischia. Nella ripresa, da segnalare un goal regolare annullato a Floccari per un fuorigioco inesistente.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Dybala: Questo è un giocatore da seguire con grandissima attenzione. Inizia seconda punta poi passa trequartista per ritornare davanti, ma dovunque lo metti è sempre pericolossismo. Il goal premia la sua grandissima prova.

IL PEGGIORE - Aronica: Doveva essere l’acquisto per rinsaldare una difesa in grande difficoltà ed invece è lui ad andare subito in affanno. Gasperini lo toglie all’intervallo e la difesa ne beneficia.

domenica 13 gennaio 2013

LAZIO-ATALANTA 2-0...siamo a -3 dalla vetta!


Allo stadio 'Olimpico' di Roma, nel match valido per la ventesima giornata di Serie A, la Lazio supera per 2-0 l'Atalanta non senza polemiche, e si porta a soli tre punti dalla Juventus capolista. Dopo un pessimo primo tempo, i biancocelesti sbloccano la gara al 68' con un contestatissimo goal del subentrato Floccari, e la chiudono grazie ad una clamorosa autorete di Brivio al 77'. Nel finale Atalanta in dieci per il rosso a Carmona.

FORMAZIONI- Petkovic conferma il tradizionale 4-1-4-1, recupera Marchetti ma deve rinunciare a Dias, sostituito da Ciani, che farà coppia con Biava al centro della retroguardia biancoceleste, sulle fasce spazio a Konko e Radu. Ledesma in cabina di regia. Lulic, Hernanes, Mauri e Candreva giostreranno alle spalle del bomber Klose, out Gonzalez. Colantuono schiera la sua Atalanta con il classico 4-4-1-1, debutto dal primo minuto per i nuovi acquisti Canini e Giorgi. Carmona comporrà la mediana orobica insieme a Cigarini, Bonaventura largo a sinistra. Moralez farà da spalla all'unica punta Denis.

PRIMO TEMPO- Il match parte su buoni ritmi, la Lazio fatica a costruire gioco, l'Atalanta pressa furiosamente, rubando spesso palla ai biancocelesti e provando rapide ripartenze con il duo Moralez-Denis. Gli orobici però esercitano una sterile supremazia in mezzo al campo e si rendono pericolosi solo in un paio di occasioni con l'ottimo Brivio che però si vede negare il gran goal da uno strepitoso intervento di Marchetti al 38'.

Poco o nulla da segnalare in fase offensiva per la Lazio, che si fa vedere dalle parti di Consigli con due conclusioni dalla distanza del brasiliano Hernanes, entrambe piuttosto sbilenche. Il primo tempo, davvero inguardabile, si chiude sul risultato di 0-0.

SECONDO TEMPO- Pronti via Petkovic rivolta la Lazio come un calzino. Out gli inguardabili Lulic e Candreva, dentro Cana e Floccari. La partita cambia subito volto, e i padroni di casa sfiorano il vantaggio per ben due volte tra il 62' e il 64', ma l'Atalanta si salva. Il goal però è nell'aria ma arriva nel modo più rocambolesco possibile. Al 68' Radu s'invola in area sulla sinistra, e spara a centro area, Stendardo devia sulla traversa, Floccari raccoglie la palla con la mano e mette dentro.

L'Atalanta prova la reazione d'orgoglio, ma dopo dieci minuti un folle colpo di testa all'indietro di Brivio regala il raddoppio alla Lazio. La gara si incattivisce, fioccano i gialli e all'83' arriva l'atteso rosso per Carmona. Gli ospiti chiudono in dieci e furiosi, la Lazio colpisce una traversa con Hernanes all'89' e centra una fondamentale vittoria che la catapulta a soli tre punti dalla Juve capolista.

CHIAVE- La mossa di Colantuono, abile a schierare Moralez su Ledesma e Carmona su Hernanes, inaridisce le poche fonti di gioco della Lazio. La squadra di Petkovic smarrisce il filo, e costringe il tecnico a rivoluzionare l'undici iniziale già nell'intervallo.

MOVIOLA- Non convince la direzione di gara, l'intervento di Floccari in occasione dell'1-0 sembra irregolare, seppur involontario. Il goal era probabilmente da annullare.

mercoledì 9 gennaio 2013

LAZIO-CATANIA 3-0...voliamo in semifinale



La Lazio ha fatto tredici. Battendo 3-0 il Catania nei quarti di Coppa Italia. Rete di Radu nel primo tempo e doppietta di Hernanes nel secondo. Diventano così, appunto, tredici i risultati utili per la squadra di Petkovic, che in semifinale affronterà la vincente di Juventus-Milan, in programma mercoledì sera a Torino. Lazio cinica, che ha rischiato all'inizio dei due tempi, assistita anche da un pizzico di fortuna quando Izco ha colpito il palo sullo 0-0, trovando poi sempre il bersaglio alla prima occasione creata. Ma Lazio compatta e in salute, col morale alto, capace di vincere pure con Klose e Mauri risparmiati, neanche in panchina. Il Catania si conferma frizzante, ma leggerino davanti, dove manca un goleador implacabile.

Radu gol — La Lazio rischia subito, nel primo tempo. Sul destro violento di Izco da fuori area: palla che colpisce il palo alla sinistra di Bizzarri. Il Catania, in campo con tanti titolari, Maran limita al minimo il turn over, va dunque subito vicino al vantaggio. La Lazio, però, solida, compatta, carbura con il passare dei minuti. Non sarà brillante, ma non concede più nulla, e poi fa la partita. Il gol arriva di testa, grazie a Radu, che, appostato nell'area piccola, anticipa Izco su un angolo calciato da destra. La Lazio poi sfiora il raddoppio con l'unica punta, Floccari, il cui diagonale trova pronto alla replica Frison. All'intervallo Lazio avanti di un gol.

Doppio hernanes — Il Catania parte meglio pure nella ripresa. Con l'nterno destro appena alto di Almiron, l'argentino aveva cercato la conclusione ad effetto, una magia, fuori di un nulla. I rossazzurri insistono: bel sinistro, con grande facilità di calcio, di Bergessio, su assist di Gomez, bravissimo Bizzarri ad alzare sopra la traversa. Al 16' arriva però il raddoppio di Hernanes. Perchè il Catania il gol lo sfiora, la Lazio lo trova, sempre al primo tentativo, come nei primi 45'. Stavolta con un tocco di destro, di giustezza e classe del Profeta, su assist da sinistra, dal fondo, di Floccari. Poi nel recupero il Profeta - lodato da Petkovic a fine gara - brasiliano segna ancora, ancora di classe, stavolta di sinistro. Lazio, l'ultima volta sconfitta proprio dal Catania, 0-4 vindicato stasera, che si gode il momento magico: la semifinale di Coppa Italia ne è lo specchio più brillante.

Riccardo Pratesi

domenica 6 gennaio 2013

LAZIO-CAGLIARI 2-1



Allo stadio 'Olimpico' di Roma, nel match valido per la diciannovesima e ultima giornata del girone d'andata di Serie A, la Lazio supera per 2-1 il Cagliari, si porta momentaneamente a -5 dalla capolista Juventus, ed eguaglia il record di punti risalente alla gestione Eriksson. I biancocelesti vanno sotto al 62' a causa di una chirurgica conclusione di Sau, ma trovano il pareggio in mischia con Konko. A decidere il match nel finale è un rigore di Candreva, concesso per un dubbio fallo commesso da Agazzi su Klose. Il Cagliari chiude in nove.

FORMAZIONI- Petkovic conferma il classico 4-1-4-1, Dias affianca Biava al centro della retroguardia, Konko e Radu agiscono invece sulle fasce. Ledesma opera in cabina di regia. Mauri, Gonzalez, Hernanes e Lulic si disimpegnano alle spalle dell'unica punta Klose. Pulga, in piena emergenza difensiva, schiera il suo Cagliari con il tradizionale 4-3-1-2. Al centro della linea a quattro ecco il giovanissimo Del Fabro, in coppia con Rossettini. Capitan Conti rientra dalla squalifica e riprende il suo posto in mezzo al campo. Nainggolan invece giostra alle spalle delle due punte, Ibarbo e Sau.

PRIMO TEMPO- La gara parte su buoni ritmi, il Cagliari pressa alto senza paura, la Lazio fatica a costruire il gioco. I biancocelesti però sfiorano il vantaggio al 17', quando una bellissima punizione di Hernanes si stampa sulla parte alta della traversa. Un minuto dopo sono invece gli ospiti a rendersi pericolosi in contropiede, Marchetti in uscita ipnotizza Nainggolan e sventa la minaccia.

Il match si trascina stancamente senza grosse emozioni fino al 38', quando è nuovamente la Lazio ad andare vicinissima all'1-0 con Klose che, servito deliziosamente da una perfetta verticalizzazione di Hernanes, supera Agazzi in uscita ma spreca tutto allargando troppo la conclusione. La prima frazione si chiude così sullo 0-0, risultato sostanzialmente giusto.

SECONDO TEMPO- Nella ripresa, pronti via la Lazio colpisce un altro legno con Radu. Al 62' ci pensa Sau a gelare l'Olimpico, l'attaccante sardo di presenta al limite dell'area biancoceleste e fulmina Marchetti con una conclusione chirurgica sul primo palo. La Lazio annaspa, ma al 79' trova l'insperato pareggio con Konko, lesto ad appoggiare in rete su ottima sponda aerea di Biava.

Gli uomini di Petkovic a quel punto ci credono e attaccano a testa bassa, il goal vittoria arriva però solo all'86' grazie ad un generoso penalty concesso dal signor Orsato per un'avventata uscita del portiere ospite che travolge Klose, già liberatosi del pallone. L'arbitro sventola il rosso ad Agazzi, e fa il bis con Cossu, punito con la doccia anticipata a causa delle eccessive proteste. Dal dischetto si presenta Candreva, Avramov intuisce ma la palla finisce in rete: è 2-1, il volo dell'Aquila continua. La Juventus è avvertita.

CHIAVE- La mossa di Pulga, che schiera a sorpresa Nainggolan dietro le due punte, mette in serie difficoltà l'undici biancoceleste, inaridendo soprattutto l'illuminata regia di Ledesma. A decidere la gara però alla fine sono gli episodi.

MOVIOLA- Orsato non convince in occasione del rigore che fissa il risultato finale, fiscale il rosso a Cossu. Nel complesso la prova arbitrale appare discutibile.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE- Radija Nainggolan: nettamente il migliore in campo, specie nel primo tempo è l'uomo ovunque dei sardi. Morde le caviglie avversarie ma non disdegna la giocata di qualità.

IL PEGGIORE- Andrea Cossu: Entra e si vede sventolare il rosso per proteste. L'arbitro forse sbaglia, lui di più.

martedì 25 dicembre 2012

SAMPDORIA-LAZIO 0-1


Sotto l'albero Petkovic si regala la piazza d'onore del campionato. La sua Lazio “sgambetta” anche l'ex-Delio Rossi rendendogli amaro il debutto sulla panchina di una Sampdoria volitiva ma dai limiti evidenti in ogni reparto. Un goal di Hernanes dopo 28' è più che sufficiente a sigillare il risultato. La sfida si consuma nei limiti dei padroni di casa e nella quadratura di ospiti che non devono fare gli straordinari per portarsi a casa quei tre punti che in trasferta gli mancavano dal viaggio a Pescara dello scorso 7 ottobre.

FORMAZIONI - Delio Rossi si presenta riportando in panchina Palombo (accolto da ovazioni) e proponendo un 4-3-1-2: Romero in porta; Berardi, Rossini, Gastaldello e Costa a sua diretta protezione, linea mediata composta da Munari, Krsticic e Obiang con Poli a ridosso del duo Eder-Icardi.

Petkovic schiera un 4-5-1 che prevede il portiere Marchetti sostenuto da Konko, Dias, Biava e Radu; a centrocampo vanno Hernanes, Mauri, Ledesma, Gonzalez e Luljc a supporto dell'unica punta Klose.

PRIMO TEMPO - Avvio attento, concentrato e vispo della Samp che cerca di affrettare i tempi impegnando seriamente Marchetti con tentativi di Krsticic e Eder. Per gran parte del tempo a spaventare i padroni di casa è solo Lulic: saetta di poco alta. Alla mezz'ora, però, proprio il bosniaco filtra in area surclassando Berardi e mettendo in mezzo un pallone sul quale si avventa Hernanes, rasoterra e rete che vale lo 0-1.

Lo svantaggio shakera le poche idee doriane e la reazione è più istinto che raziocinio. Di meglio gli ospiti non possono chiedere concedendosi il lusso di regalare a Gastaldello una chance, mal sfruttata, su azione d'angolo.

SECONDO TEMPO - Soriano rileva Krsticic seguito da Berardi sostituito da De Silvestri. La Samp, a cui ormai gli avversari sembrano aver preso le misure, gira spesso a vuoto. Icardi stavolta senza sostanza pare esserne l'emblema e Rossi provvede a cambiarlo con Pozzi.

Lui se non altro scalpitante al punto da dare, ad una ripresa tutt'altro che spettacolare, il primo vero sussulto: violento diagonale di destro a fil di palo. Sono appena trascorsi 30' minuti di un bolso braccio di ferro. Nel finale Petkovic fa rifiatare Hernanes dando spazio a Cavanda. L'occasione più nitida capita sui piedi di Konko, murato da Rossini al momento di colpire a colpo sicuro. Si vedono anche Ciani e Floccari per Mauri e Klose. Ma si tratta di comparsate o poco più.

CHIAVE - La smania dei blucerchiati di ben figurare innanzi al nuovo tecnico si scioglie contro il pragmatismo laziale.

MOVIOLA - Dirige senza troppi patemi, Rizzoli di Bologna. Parsimonioso nello dispensare i cartellini e adeguatamente supportato dai suoi assistenti.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Senad Lulic. Sostituisce con grande impeto lo squalificato Candreva confezionando l'assist per la rete di Hernanes dopo una pregievole giocata.

IL PEGGIORE - Nenad Krsticic. Prova opaca per il serbo che non riesce a trovare la giusta collocazione in campo.

a cura di Manuel Auciello

giovedì 20 dicembre 2012

LAZIO-SIENA 1-1 (4-1 d.c.r.)



Continua la mala sorte del Siena all’Olimpico in cui non ha mai battuto la Lazio: il sogno s’infrange al 95’ quando Ciani riporta le squadre sul pareggio. L’eroe della serata non può che essere Juan Pablo Carrizo che parando due rigori su tre conferma la sua fama di para-rigori (9 su 24 in carriera). Iachini stecca la prima con molto rammarico: Larrondo si divora il possibile 0-2 al 93’, e capitan Vergassola sciupa un’altra nitidissima occasione al 109’. Alla fine saranno i laziali a passare il turno, ai quarti di finale incontreranno il Catania.

FORMAZIONI – Ampio turnover per entrambe le formazioni. Petković sperimenta la difesa a tre con Diakité-Cana-Ciani a proteggere Carrizo, a centrocampo spazio per Brocchi e Onazi, ma il tecnico non vuole rinunciare a Hernanes, incursore alle spalle di Floccari e Kozák. Da segnalare la mancata convocazione di Mauro Zarate ormai fuori rosa.

Il primo Siena del subentrante Iachini, all’esordio sulla panchina toscana, si presenta con un 5-3-2, evoluzione della difesa a tre di Cosmi con l’inserimento di Belmonte e Del Grosso sulle fasce, D’Agostino a sviluppare il gioco per la coppia offensiva Bogdani-Reginaldo.

PRIMO TEMPO – La sceneggiatura è quella di un film visto troppe volte, la Lazio di Petković vuole essere padrona del campo mentre il piccolo Siena non può che chiudersi a riccio e sperare in qualche contropiede, ma il gioco fatica a decollare. Quel che più si avvicina a una situazione da rete arriva sempre da palla inattiva. Il colpo di testa di Ciani al 7’ arriva da un corner e si spegne lentamente sul fondo, al quarto d’ora ci prova D’Agostino su punizione, ma il suo sinistro termina ampiamente a lato.

Per assistere a qualcosa di veramente buono bisogna avvolgere il nastro alla mezz’ora quando un invitante lancio di Brocchi lancia Floccari, l’attaccante laziale lascia sfilare il pallone e libera un gran tiro sul primo palo. Ma è decisiva la deviazione del romano Farelli che sventa il pericolo. Poco altro nel finale.

SECONDO TEMPO – Stavolta la grande noia s’interrompe al 56’ quando Valiani spaventa Carrizo con un tiro ravvicinato ma la risposta dell’argentino è tempestiva, sul pallone vagante spazza Ciani ma il suo rinvio colpisce Cana e il pallone carambola nella propria rete. Così il Siena si porta in vantaggio e inizia a creare qualcosa di interessante.

Prima ci prova Larrondo, appena subentrato, ma il suo tiro è troppo centrale; pochi minuti dopo è il turno di Belmonte che si ritrova solo in area e calcia al volo su un traversone da sinistra ma il suo tiro esce dalle parti della bandierina. I padroni di casa si affacciano al 69’ quando Cavanda ci prova di testa, ma la Lazio del secondo tempo sembra un’altra squadra, poco dopo è ancora la Robur a sfiorare il raddoppio.

Reginaldo tenta il destro, il portiere laziale non trattiene, si avventa sulla sfera Larrondo ma Carrizo riesce a bloccare il pallone in due tempi. Nel finale i laziali si sbilanciano, Petković all’83’ toglie Diakité e inserisce il giovane attaccante Rozzi ma la manovra s’impantana nella torbida difesa toscana. Al 93’ Reginaldo sfrutta un pertugio nella compagine capitolina per lanciare a rete Larrondo ma nel face-to-face con Carrizo l’attaccante del Siena non sa fare di meglio che tirargli addosso. Errore pesantissimo, a 30’’ dalla fine Cavanda crossa per la testa di Ciani che indisturbato può realizzare il pareggio.

SUPPLEMENTARI – Dopo un monologo biancoceleste, al 95’ Reginaldo riceve palla a due passi dal portiere e senza marcatura alcuna, ma il brasiliano (in posizione di fuorigioco non ravvisata) colpisce male e manda il pallone alle stelle. Al 109’ il Siena ha un’altra nitida occasione da goal, ancora Reginaldo manda Vergassola a tu per tu con Carrizo, ma il centrocampista della Robur si allunga il pallone e Carrizo chiude lo specchio della porta respingendo il tiro ritardato di Vergassola.

RIGORI – Decisivo Carrizo che sul 2-1 per la Lazio para su Vergassola e subito dopo sul lato opposto smanaccia il tiro di Larrondo che finisce sul palo. Il tiro della vittoria è di Kozák: Farelli respinge il pallone che però rotola nella porta. Continua la tradizione vincente del portiere argentino della Lazio che salva la Lazio.

CHIAVE – Iachini dopo un paio di allenamenti non avrebbe mai avuto il tempo di dare un’identità alla sua squadra, si è limitato a modularla con un atteggiamento difensivo: copertissimo al centro e rapido nei contropiedi, la cosa ha funzionato per 94 minuti. Negli ultimi minuti nella Lazio erano saltati tutti gli schemi, e il tutto per tutto.

MOVIOLA – Giacomelli lascia scorrere al 79’ quando Contini colpisce Kozák al limite dell’area disinteressandosi del pallone, poteva starci la punizione (da valutare se il contatto fosse dentro o fuori area). Stessa decisione un paio di minuti più tardi sul contatto Paci-Kozak, ma l’impressione è che l’intervento possa essere considerato lecito. Idem all’85’: Floccari cade marcato da Neto, sembra esserci una lieve trattenuta, ma bisognerebbe esaminarne l’entità. Probabilmente nel complesso potrebbe essere considerato almeno un rigore negato ai padroni di casa.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Carrizo. E' l'eroe di giornata: mantiene a galla i suoi nei primi 90 minuti ed è decisivo poi su Vergassola nei supplementari; Nei rigori dice di no a Vergassola e Larrondo.

IL PEGGIORE - Larrondo. Riesce a dare maggiore vivacità all'attacco bianconero rispetto a Bogdani, ma non sfrutta poco prima del goal di Ciani, un'occasione davanti a Carrizo che alla fine, gli devia sul palo uno dei calci di rigore finali.

domenica 16 dicembre 2012

LAZIO-INTER 1-0...ci pensa Miro


Finisce col risultato di 1-0 il match dell’Olimpico tra Lazio e Inter. Dopo un primo tempo noioso, la ripresa è più bella da vedere e sorride alla formazione di casa, che conquista i tre punti in virtù di un goal di Miroslav Klose. Tante occasioni da goal per l’Inter, che ha colpito due pali, ma zero punti.

FORMAZIONI - Il tecnico biancoceleste Petkovic conferma il 4-5-1. Mauri, Gonzalez, Ledesma, Hernanes e Lulic supportano l’unica punta Klose. Niente tridente per l’Inter. Stramaccioni tiene fuori Palacio e, nel 4-3-1-2, consegna a Guarìn le chiavi della trequarti alle spalle di Milito e Cassano.

PRIMO TEMPO - Entrambe le squadre provano a fare la partita senza, però, riuscire a rendersi pericolose prima del 26’, minuto in cui Ledesma non inquadra la porta con un tiro dalla distanza. Pochi minuti dopo l’Inter va vicina al goal su palla inattiva con un bel colpo di testa di Ranocchia.
E’, in teoria, l’ultima azione di un primo tempo abbastanza noioso, che ha visto una leggera supremazia territoriale da parte dei padroni di casa ma poche occasioni degne di nota.

SECONDO TEMPO - Dopo circa 10 noiosi minuti della seconda frazione le squadre cominciano ad allungarsi. Prova ad approfittarne Guarìn con una giocata personale conclusa con una conclusione di mancino che termina a lato. Lo stesso colombiano colpisce il palo di destro a metà tempo. Stessa sorte per il tiro di Cassano di qualche minuto più tardi, sul quale è provvidenziale Marchetti, che compie poi un miracolo sulla successiva conclusione a botta sicura di Nagatomo. A provarci è anche Palacio, che di piatto sfiora il palo. L’Inter produce il suo massimo sforzo, ma la Lazio si salva con fortuna.

I biancocelesti non stanno a guardare e rispondono con Klose. Il campione tedesco sbaglia due volte sottoporta ma alla terza palla che capita sui suoi piedi in area batte Handanovic con un diagonale chirurgico, siglando il goal che decide la gara.

CHIAVE - Dopo un primo tempo particolarmente equilibrato, la ripresa ha offerto maggiore spettacolo. L’Inter ha avuto diverse occasioni ma non ha saputo sfruttarle. La Lazio, al contrario, è riuscita a trovare il goal con Klose e a portare a casa l’intera posta in palio.

MOVIOLA - Al 40’ episodio dubbio: su un cross lungo, Klose inciampa sui piedi di Pereira. L’arbitro Mazzoleni lascia giustamente proseguire: il danno procurato c’è ma è involontario e non provocato da eccesso di foga. Nella ripresa proteste dell'Inter per un tre contro due fermato dall'arbitro per un fallo di Milito su Biava.

Le Pagelle

IL MIGLIORE - Klose. Lotta e sgomita contro l'intera difesa nerazzurra. Sbaglia una volta davanti ad Handanovic, non la seconda che permette alla Lazio di portare a casa il bottino pieno.

IL PEGGIORE - Milito. Gira molto a largo alla ricerca di qualche palla giocabile che puntualmente non arriva. Anche lui, però, non si dà molto da fare.

martedì 11 dicembre 2012

BOLOGNA-LAZIO 0-0


Congelate sullo 0-0, Bologna e Lazio pensano più a coprirsi che ad attaccare. erano 22 anni che le due squadre non pareggiavano. Espulso per doppia ammonizione Kozak. Bologna più pimpante dei biancocelesti.

FORMAZIONI - Bologna con la difesa a 4 e Kone e Diamanti dietro a Gilardino. Lazio con Klose in panchina e Kozak in campo. Lunga per entrambi la lista degli infortunati, ma perlomeno nessuno squalificato.

PRIMO TEMPO - Nella notte gelida del Dall'Ara anche il risultato tra Bologna e Lazio resta congelato. Taider si sistema su Ledesma sin dalle prime battute di gioco per cercare subito la marcatura a uomo. Passano tre minuti quando Gilardino imbecca Diamanti, solo a centro area, il quale si coordina bene, ma manda fuori di poco. Il Bologna é coraggioso e pressa molto alto per buona parte del primo tempo. Pioli l'ha pensata bene quella di lasciare un uomo fisso su Ledesma, dato che l'intera impostazione di gioco della Lazio ne risente. Candreva fa sentire che anche la Lazio c'é, impegnando Agliardi nella prima parata della serata al quarto d'ora.

Buono il lavoro svolto dai due centrali difensivi del Bologna, che di fatto arginano le manovre dei due centrocampisti avanzati di Petkovic e bloccano le incursioni degli attaccanti. Stesso discorso per Biava e Ciani che annullano qualsiasi intenzione di Gilardino. Al 44' Agliardi salva il risultato su Biava che si è improvvisato centravanti in un'azione un po' confusa. Bella prova di riflessi del portiere bolognese, piccato ultimamente dalle voci di mercato.

SECONDO TEMPO - La Lazio si fa attendere sul campo e una bordata di fischi l'accoglie al suo ritorno dagli spogliatoi. Perez non ce la fa e al suo posto entra Guarente. L'atteggiamento offensivo del Bologna é proprio quello che vuole Pioli, la Lazio dal canto suo non riesce ad aumentare il ritmo e resta schiacciata indietro, salvo alterne incursioni nell'area rossoblù. La difesa laziale si lamenta con il proprio centrocampo reo di non fare abbastanza filtro. Guarente, su spunto delizioso di Gilardino, colpisce di collo pieno dalla distanza, ma non centra lo specchio della porta.

Bologna ancora pericolosissimo con Taider e Gilardino che confezionano un'altra golosa occasione, che però mancano di un soffio. Hernanes dà il là al risveglio laziale che in due azioni ravvicinate mette in guardia la retroguardia bolognese. Lulic al posto di Gonzalez che gioca esterno a sinistra facendo accentrare Mauri.

Entra Klose (al posto di Candreva) e Pioli passa alla difesa a tre, esce anche Kone ed entra Morleo. Bologna ancora più pericoloso della Lazio all'82', con Gilardino che fa stendere tutto Marchetti. Kozak incappa nel secondo giallo con un brutto fallo su Taider e viene espulso. Pioli se la gioca subito facendo entrare un giocatore offensivo come Pasquato e togliendo Krhin. E proprio il neoentrato Pasquato costringe Marchetti ad una super parata su tiro dalla distanza per evitare di prendere goal.

LA CHIAVE - Entrambe le squadre hanno fatto più attenzione alla fase difensiva che a quella offensiva.

MOVIOLA - Ciani reclama per un fallo di Cherubin in area, ma viene ignorato, Cavanda ammonito deve saltare la prossima partita contro l'Inter, nessuno protesta sulla doppia ammonizione che porta all'espulsione di Kozak.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Agliardi. Aveva abituato i propri tifosi a prestazione tutt'altro che entusiasmanti, ma oggi l'estremo bolognese non ha sbagliato un intervento dando sicurezza a tutto il reparto.

IL PEGGIORE - Kozak. Peggiore in campo. Bloccato dalla coppia nordica Sorensen-Antonsson non ne azzecca una. Non è quello che ci ha finora deliziato in Europa League. Petkovic inspegabilmente lo premia facendogli giocare tutti i 90 minuti ma lui, testardo, preferisce essere il primo dei suoi ad entrare negli spogliatoi e si prende un doppio giallo a tre dal termine.

venerdì 7 dicembre 2012

MARIBOR-LAZIO 1-4...è primo posto


Goleada, tanto divertimento, e un primo posto in cassaforte: la Lazio conferma il proprio magic moment anche in Slovenia, travolge il malcapitato Maribor e chiude al comando il gruppo J. Grande partita di Floccari: il centravanti segna due goal, di cui uno – il secondo – fenomenale. Il resto lo fanno Kozak, Radu e un eccellente Ederson. Handanovic, poi, limita un passivo che per i padroni di casa avrebbe potuto assumere proporzioni gigantesche, prima che nel finale Marcio Tavares segni l’inutile 1-4. Insomma, questa Lazio è solo allegria.

FORMAZIONI – Milanic si affida a un 4-2-3-1: Beric è l’unica punta, dietro di lui agiscono i talentuosi e mobili Marcio Tavares, Mezga e Ibrahimi. In porta c’è Jasmin Handanovic, cugino dell’interista Samir ed ex numero 1 di Empoli e Mantova. Petkovic fa turnover e dà una chance in attacco a Floccari e Kozak. Cana ancora centrale difensivo con Ciani, Ederson titolare in mezzo al campo. Out Ledesma.

PRIMO TEMPO – Che per il Maribor sarà un disastro non lo si capisce sin da subito. Gli sloveni tentano di costruire gioco, anche se si arenano immancabilmente una volta giunti nei pressi della difesa laziale. Mentre la formazione di Petkovic è mortifera là davanti: 16’, assist al bacio di Ederson e Kozak supera Jasmin Handanovic con un lob morbidissimo per l’1-0.

È l’inizio di una valanga che si scatenerà sui malcapitati sloveni. Tempo altri 16 minuti e Radu, di testa, indirizza in rete il calcio d’angolo di Hernanes, scaturito da una parata di Handanovic sullo scatenato Ederson. Non basta? Ecco il 3-0 del 38’: contropiede veloce della Lazio, tocco di Ederson per Floccari che segna col sinistro e manda un messaggio a Petkovic.

La gara, come si può capire, è già chiusa prima che le squadre rientrino nell’intervallo. Solo negli ultimi minuti del primo tempo, comunque, il Maribor trova la forza per rendersi pericoloso: Bizzarri dice di no al lanciato Marcio Tavares, poi Cvijanovic colpisce la traversa con una conclusione da fuori area dopo un uscita sbagliata del numero 1 argentino.

SECONDO TEMPO – Un goal nel finale di prima frazione degli sloveni avrebbe forse riaperto l’incontro, chi lo sa. A chiuderlo a doppia mandata ci pensa ancora Floccari: strepitoso il secondo goal messo a segno dall’ex parmense, che parte dalla propria metà campo, supera tutti gli avversari che gli si parano di fronte e batte ancora Handanovic con un preciso sinistro.

Da lì, la Lazio pensa soprattutto a non prendere goal e a divertirsi. La squadra di Petkovic giostra il pallone a proprio piacimento e sfiora ancora la rete: Floccari, Ciani, Cana e Ederson attentano alla porta del povero Handanovic, che si salva come può. Il collega Bizzarri non è da meno: grande, la sua respinta sulla conclusione da fuori del neo entrato Dodlek.

Nel finale il Maribor va in goal, ma non esulta nessuno: la soddisfazione personale se la prende il brasiliano Marcio Tavares, tra i meno peggio tra i padroni di casa, che batte Bizzarri dopo una bella azione a tutto dribbling. Non serve a nulla, se non all’onore. La Lazio si prende tutto: dopo la qualificazione c’è l’ennesimo trionfo, e pure un primo posto da non sottovalutare in chiave sorteggi.

CHIAVE – Il tremendo uno-due di Radu e Floccari chiude un match forse mai davvero aperto, ma fino a quel momento il Maribor qualche ambizione poteva anche metterla in mostra. Dopo, non più.

MOVIOLA – Un paio di offside mal fischiati agli avanti laziali all’inizio di partita, ma per il resto l’ungherese Vad non ha difficoltà nell’arbitrare una gara senza storia.

Dalle pagelle

IL MIGLIORE - Floccari. La rete del 4-0 è uno spettacolo di potenza, tecnica e velocità: se l'avesse fatto Messi se ne parlerebbe per una settimana. Imprendibile per tutta la partita.

IL PEGGIORE - Beric. Calcia verso la porta solo una volta: destro parato senza problemi da Bizzarri. Dato che spiega tutto.

domenica 2 dicembre 2012

LAZIO-PARMA 2-1



Ripetersi è sempre più difficile, come si suol dire. La Lazio ce la fa: dopo il 3-0 di martedì all’Udinese, arriva anche il 2-1 al Parma. Ma che sofferenza: Biava e Klose sembrano chiudere il match già nel primo tempo, poi la squadra di Petkovic si svuota dopo l’uscita per infortunio del tedesco e rischia, nella ripresa, con il goal di Belfodil. Ma porta a casa i 3 punti e si issa, in attesa della Fiorentina, al quarto posto. L’Aquila vola sempre più in alto.

FORMAZIONI – Petkovic conferma il 4-1-4-1 che tante soddisfazioni ha dato fin qui. Due soli i cambi rispetto alla formazione che ha demolito l’Udinese: Bizzarri in porta al posto dell’infortunato Marchetti, Hernanes di nuovo titolare in luogo del connazionale Ederson. In avanti, ovviamente, Miro Klose. Donadoni non ha a disposizione Rosi e lo rimpiazza con Benalouane. Musacci titolare in mezzo al campo, nemmeno panchina per Valdes. Davanti, nel tridente, c’è anche Sansone, carnefice dell’Inter.

PRIMO TEMPO – Per 25 minuti, all’Olimpico vince la noia. A tentare con più convinzione è la Lazio, che imprime costantemente velocità e verticalità alle proprie iniziative. Ma i biancocelesti non superano l’attenta retroguardia piazzata da Donadoni, nonostante un Hernanes in palla. I ducali, dal canto loro, si avvicinano raramente all’area presidiata da Mirante

Poi, d’un tratto, due lampi accendono il match. Il primo, appunto, del 25’: calcio d’angolo di Candreva, e Biava è il più lesto a uscire da una mischia e scagliare il pallone sotto la traversa di Mirante; il secondo dopo 9 minuti, quando Klose mette in mostra ancora una volta il proprio killer instinct, anticipando il numero 1 gialloblu su illuminante tocco in profondità di Gonzalez.

Il Parma prova a reagire soltanto nel finale di tempo, ma sbatte costantemente contro il muro formato dalla difesa laziale. Semmai, i ducali possono recriminare per un paio di episodi in area. Nel più chiaro, Klose (uscito poi a poco dall’intervallo a causa di un guaio muscolare) colpisce la palla con la mano, ma Guida non assegna un rigore sacrosanto.

SECONDO TEMPO – L’inizio di ripresa pare non promettere nulla di buono per il Parma, in odore di goleada al passivo: Mirante è strepitoso nel ribattere la conclusione potente di Candreva, che sarebbe valsa i titoli di coda sul match. E proprio la parata del numero 1 gialloblu ridà fiato e speranze agli emiliani, che iniziano ad architettare progetti di rimonta.

Il primo mattone, in questo senso, viene posto al minuto 66: Sansone dribbla in slalom mezza retroguardia laziale e, in area di rigore, viene sgambettato da Mauri. Rigore solare, che compensa il Parma di quello non concesso nel primo tempo. Belfodil, incaricatosi della battuta nonostante il rigorista sia Marchionni, si fa murare da Bizzarri ma segna sulla ribattuta.

Il portiere argentino è fondamentale, qualche minuto dopo, nel negare il pari agli ospiti. Riflesso felino ancora su Belfodil, servito in area da Gobbi, e vantaggio conservato. Il 2-1 dura fino al termine, perché il Parma pecca di precisione in avanti e la Lazio non ha la forza di organizzare contropiedi veloci. E al 93’, quando Guida fischia tre volte, l’Olimpico esplode.

CHIAVE – I tifosi della Lazio devono ringraziare Albano Bizzarri. Il sostituto di Marchetti neutralizza la zampata a colpo sicuro di Belfodil, che qualche minuto prima aveva realizzato – su ribattuta – il rigore dell’1-2. Senza quell’intervento miracoloso, i biancocelesti si sarebbero trovati a ricostruire tutto daccapo.

MOVIOLA – Brutta prestazione, quella dell’arbitro Guida. I ducali protestano per un intervento sospetto in area di Ciani su Biabiany, ma soprattutto per un presunto rigore non concesso per mani di Klose. Solare l’altro penalty, quello che consente a Belfodil di andare a segno.

Dalle Pagelle

IL MIGLIORE - Candreva. Ci prova sempre, e da ogni posizione. Non trova il goal solo per difetto di mira e per una grande parata di Mirante.

IL PEGGIORE - Amauri. Un fantasma. Tocca pochissimi palloni, fa poco movimento, non è mai pericoloso dalle parti di Bizzarri. Donadoni lo toglie a inizio ripresa.

mercoledì 28 novembre 2012

Gonzalez: "Abbiamo giocato da grande squadra"


La sua rete, quella dell'1-0, ha aperto la strada al facile successo della Lazio contro l'Udinese. Anche contro la squadra di Guidolin Alvaro Gonzalez ha dato tutto in campo, risultato come spesso gli capito uno di quelli che hanno fatto il maggior numero di chilometri.

Ecco che cosa ha affermato ai microfoni di Sky Sport 24: "Abbiamo giocato da grande squadra, anche se l'Udinese era un avversario tosto. Ho esultato con il gesto della scarpa per cercare in questo modo di mandare un messaggio alla mia famiglia, che non vedo da un po' di tempo, spero abbiano sentito (ride, ndr)".

Gonzalez ha poi concluso: "Abbiamo recuperato al meglio dal punto di vista fisico dalla partita di Europa League, abbiamo giocato a buon ritmo non concedendo praticamente niente agli avversari. Stimolo in più per aver perso l'anno scorso la Champions contro i bianconeri? Un motivo in più è stato sicuramente questo, di solito abbiamo fatto sempre molta fatica a giocare contro di loro".