Visualizzazione post con etichetta europa league. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta europa league. Mostra tutti i post

venerdì 5 aprile 2013

Fenerbahce-Lazio 2-0


Una grande ingenuità di Onazi ad inizio ripresa condanna la Lazio sul campo del Fenerbahce, riaperto al pubblico dopo i due turni a porte chiuse. Finisce 2 a 0 per i turchi grazie ai goal di Webò su rigore e Kuyt nel finale. La prossima settimana, all’Olimpico (a porte chiuse) servirà una rimonta 'pazzesca', anche se non sarà facile, visto che lunedì la Lazio se la vedrà nel derby contro la Roma, che può valere l’ultimo treno per il terzo posto.

FORMAZIONI - In vista del derby, Petkovic lascia in panchina (almeno inizialmente) Biava, Ledesma, Mauri e Klose, affidandosi al bomber di Coppa Kozak, con Hernanes ed Ederson alle sue spalle. Il tecnico Kocaman risponde con un offensivo 4-2-3-1 con Webò unica punta supportato da Kuyt, Cristian e Sow.

PRIMO TEMPO - Inizia meglio la Lazio che al 9’ si fa vedere dalle parti di Demirel con un colpo di testa di Ederson, bloccato però senza problemi dal portiere turco. Al 12’ proteste vivaci dei biancocelesti per un contatto in area fra Ederson e Yobo, ma il direttore di gara lascia proseguire. Il Fenerbahce c’è e al 16’, alla prima palla goal, sfiora il vantaggio: errore grossolano di Lulic in fase difensiva, pallone che finisce sui piedi di Sow che calcia al volo dal limite, ma trova Marchetti che sfiora la sfera spedendola sul palo interno.

La Lazio sembra essere più ordinata in campo e al 24’ Ederson prova un colpo sotto dal limite deviato in angolo da un difensore turco. Il ritmo si abbassa e il match non regala emozioni prima del riposo, anche in virtù dell’altissima posta in palio.

SECONDO TEMPO - La ripresa si apre subito con il secondo giallo ad Onazi (47’), che commette un fallo gratuito in mezzo al campo ai danni di Cristian e va sotto la doccia. A questo punto i turchi provano ad alzare il muro e un minuto dopo Meireles dai venti metri colpisce il palo interno, con Marchetti che non sarebbe mai arrivato sulla sfera.

La Lazio soffre e Petkovic getta nella mischia Ledesma al posto di Ederson, passando di fatto ad un 4-4-1, ma è sempre il Fenerbahce a fare la partita, anche se Marchetti è attento sulle conclusioni di Mereiles e Sow. Al 77’ l’episodio che cambia il volto al match: pallone in area della Lazio che finisce sul braccio di Radu e Collum, su segnalazione dell’arbitro d’area assegna il rigore ai turchi. Dal dischetto (78’) va Webò che spiazza Marchetti. Nel finale Petkovic si gioca anche la carta Mauri, ma al 90’ la Lazio subisce il goal del 2-0 che pesa come un macigno. Punizione dai 35 metri di Topuz, Marchetti non trattiene e Kuyt sotto misura trova la rete. Finisce dopo 4’ di recupero. La prossima settimana servirà un miracolo per capovolgere la situazione.

CHIAVE - L’espulsione di Onazi (giusta) ad inizio ripresa che lascia la Lazio in dieci ed in balia del Fenerbahce, che ne approfitta trovando la via della rete in ben due occasioni, ipotecando la qualificazione alle semifinali.

MOVIOLA - Lo scozzese Collum non è sicuro e lascia a desiderare in più di un occasione. Nella prima frazione episodio molto dubbio in area turca: minuto 12’, contatto fra Yobo ed Ederson, ma sia assistente (ben posizionato) che arbitro lasciano correre tra i dubbi. Sempre nel primo tempo giusti i cartellini gialli sventolati ad Onazi e Kormak entrambi per gioco scorretto. Ad inizio ripresa, giustissimo il secondo giallo ad Onazi, che lascia la Lazio in dieci.

L’episodio chiave arriva al 78’ quando in collaborazione con l’arbitro d’area, assegna il rigore ai padroni di casa, per fallo di mano di Radu: è vero che il braccio del laziale è leggermente largo, ma la sfera gli carambola addosso dopo un colpo di testa ravvicinato di un giocatore turco; probabilmente a parti invertite non avrebbe assegnato un rigore che non pare esserci. Giusti i gialli a Radu (proteste), Webò (esultanza prolungata) e Mereiles (gioco pericoloso), mentre sono severi quelli sventolati a Marchetti per perdita di tempo e Mauri per gioco pericoloso (diffidato salterà il ritorno).

mercoledì 6 marzo 2013

Aspettando Stoccarda-Lazio



Tutto esaurito alla Mercedes Benz Arena di Stoccarda per la sfida tra i padroni di casa e la Lazio. A differenza del nome del loro stadio, però, i tedeschi non corrono, soprattutto in Bundesliga. Undicesimi in classifica, lontanissimi dalle posizioni che contano nonostante un passato glorioso. Gli uomini di Bruno Labbadia assomigliano molto a quelli del Borussia Mönchengladbach, eliminati nel turno precedente dalla Lazio. I biancocelesti partono favoriti nella sfida contro i tedeschi, ma arrivano da un periodo piuttosto negativo in campionato, dove hanno perso il terzo posto dopo il cappotto di Milano di sabato scorso.

COLONIA ITALIANA Nello Stoccarda giocano due italiani: Cristian Molinaro e Federico Macheda. Stoccarda, però, è anche la città della Germania con la più grande comunità italiana. Sono circa 120.000 i connazionali presenti in città e qualcuno vorrà di certo recarsi allo stadio per assistere al match.
Il terzino sinistro ex Juventus non è al meglio e dovrebbe partire dalla panchina, mentre è certa la presenza di Macheda. L'attaccante è caduto in disgrazia dopo lo strepitoso avvio di carriera. Tifoso laziale fin da bimbo, proprio a Formello ha mosso i primi passi da calciatore prima che il Manchester United strappasse lui e famiglia dall'Urbe. L'italiano dovrebbe far coppia con il bomber della squadra, il bosniaco Ibisevic tornato su buoni livelli dopo un gravissimo infortunio di un paio di stagioni fa. Il punto debole dei tedeschi è certamente la tenuta difensiva. Tra Bundesliga ed Europa League lo Stoccarda ha subito la bellezza di 50 gol in 34 gare. Una ghiotta occasione per le bocche di fuoco di Petkovic.

NO MAURI, FORSE FLOCCARI Nonostante il capitano della Lazio abbia recuperato dalla distorsione alla caviglia destra, Stefano Mauri non dovrebbe partire nell'undici titolare. Anzi, Petkovic potrebbe addirittura scegliere di non portarlo nemmeno in panchina in vista dei prossimi impegni. Al posto del capitano potrebbe essere rispolverato Ederson che agirebbe alle spalle dell'unica punta. Chi sarà a guidare l'attacco? Petkovic deve scegliere tra Floccari e Kozak. Il ceco sembra essere in vantaggio, anche perché nelle ultime settimane Floccari non è apparso brillante. In attesa di Klose, che tornerà a fine marzo, il ballottaggio continuerà anche per le prossime uscite. Galvanizzato Hernanes che, dopo la scialba prova di "San Siro", vuole festeggiare il ritorno in Nazionale. Il ct del Brasile, Felipe Scolari, lo ha infatti convocato per le amichevoli del 21 e 25 marzo contro Italia e Russia. L'aspetto emotivo avrà la sua importanza per sostituire quelle forze che al momento paiono mancare alla Lazio.

DOVE SEGUIRLA In tv giovedì 7 marzo ore 19.00 su Premium Calcio, SkyCalcio1 e SkySport1

PROBABILI FORMAZIONI


Stoccarda (4-4-2): Ulreich; G. Sakai, Tasci, Rüdiger, Boka; Harnik, Gentner, Okazaki, Traoré; Macheda, Ibisevic. All. Labbadia.

Lazio (4-3-2-1): Marchetti; Pereirinha, Biava, Dias, Radu; Hernanes, Ledesma, Gonzalez; Candreva, Ederson; Kozak. All. Petkovic.

Arbitro: Tudor (Rom)

venerdì 22 febbraio 2013

Ottavi di Europa League: la Lazio affronterà lo Stoccarda



Dopo l'abbuffata di gare valevoli per i sedicesimi di finale, l'Europa League continua la propria opera di selezione verso la finale di Amsterdam. È ora il turno degli ottavi di finale, dove a rappresentare l'Italia ci saranno Inter e Lazio.

La squadra di Stramaccioni se la vedrà contro i temibili inglesi del Tottenham, che hanno eliminato negli ultimi secondi il Lione. Sfida che riporta alla mente la fase a gironi della Champions League 2010-11, quando Gareth Bale fece il fenomeno ridicolizzando Maicon e la difesa nerazzurra.

Per quanto riguarda i biancocelesti, ecco un'altra tedesca sulla strada verso la gloria: dopo aver eliminato il Borussia Mönchengladbach, è lo Stoccarda il prossimo avversario degli uomini di Petkovic. Ostacolo che non appare insormontabile.

Incerti gli accoppiamenti tra Anzhi e Newcastle e tra Benfica e Bordeaux, mentre Fenerbahce, Zenit e Rubin Kazan paiono aver qualcosa in più rispetto a Viktoria Plzen, Basilea e Levante, così come il Chelsea sulla Steaua Bucarest.

In totale, sono rimaste in corsa tre squadre inglesi e tre russe. L'Italia se la cava invece con due rappresentanti. Completano il quadro una squadra francese, una portoghese, una ceca, una svizzera, una spagnola, una romena, una turca e una tedesca.

venerdì 15 febbraio 2013

B. MONCHENGLADBACH- LAZIO 3-3



Finisce sul rocambolesco risultato di 3-3 il match tra Borussia Moenchengladbach e Lazio. Bella prestazione dei ragazzi di Petkovic, che vanno in svantaggio nel primo tempo e ribaltano il risultato nel secondo. L'arbitro fischia ben tre rigori per i padroni di casa, che vanno in vantaggio a pochi minuti dal termine. Ma in pieno recupero uno scatenato Kozak regala un pareggio che vale oro.

FORMAZIONI - Formazione solida ed equilibrata quella schierata dallo svizzero Favre: nel 4-4-2 i due centrali a protezione del giovane Ter Stegen sono l'olandese Brouwers e lo spagnolo Alvaro Dominguez, con due terzini molto
fisici come Stranzl e Wendt. A centrocampo gli esterni alti sono il turco Cigerci ed il venezuelano Arango, a supporto dei due mediani Nordtveit e Jantschke. Davanti la coppia è composta da Herrmann e Luuk de Jong.

La Lazio risponde con il classico 4-1-4-1. Petkovic sceglie la coppia difensiva Dias-Biava, con Konko e Radu sugli esterni. A centrocampo Lulic agisce da esterno destro, con Gonzalez spostato a sinistra e Candreva nel ruolo di mezz'ala destra. Hernanes e Ledesma completano la folta mediana. Davanti l'unica punta è Sergio Floccari.

PRIMO TEMPO - Nel gelo del Borussia Park il Gladbach affronta la Lazio con una cornice di pubblico da brividi. La partita comincia su ritmi non troppo elevati, con i padroni di casa che lasciano a sorpresa l'iniziativa agli uomini di Petkovic, aspettando nella propria metà campo con baricentro molto basso. Le due squadre si studiano e si rendono pericolose soltanto con conclusioni dalla distanza: da una parte è un ispiratissimo Arango a tentare fortuna da fuori area, dall'altra risponde Candreva. Ma al 16' arriva l'episodio che sblocca il match: contropiede fulmineo dei ragazzi di Favre, Herrmann entra in area e viene steso ingenuamente da Dias. Dal dischetto l'esperto Stranzl sceglie la soluzione potente e porta in vantaggio i suoi.

A questo punto il Borussia sembra prendere in mano il controllo della gara, con la Lazio che sbanda sulle veloci ripartenze degli attaccanti avversari. I biancocelesti provano comunque a reagire sfruttando i calci piazzati per penetrare nella folta difesa tedesca: ci provano prima Candreva e poi Hernanes, che creano non pochi pericoli alla porta di Ter Stegen. Ma in contropiede il 'Gladbach sfiora il raddoppio con De Jong, che sovrasta Konko di testa e sfiora il palo. Nel finale Floccari fa tremare i tifosi di casa con un gran colpo di testa su cross di Lulic ed è necessario uno strepitoso intervento del portiere tedesco per sventare il pareggio. Il match rimane comunque apertissimo e molto divertente, con continui ribaltamenti di fronte, ma sono i padroni di casa a sfiorare il raddoppio a quattro minuti dalla fine, quando Arango disegna una perfetta traiettoria su punizione e colpisce in pieno il palo.

SECONDO TEMPO - Nell'intervallo Petkovic gioca la carta Kozak al posto di Ledesma, per dare maggiore fisicità all'attacco nel tentativo di scardinare l'organizzatissima retroguardia tedesca. Il cambio tattico produce subito i suoi effetti e la Lazio preme sull'acceleratore con maggiore convinzione, costringendo i padroni di casa a ripiegare nella propria area di rigore. Al 57' arriva finalmente il pareggio con il solito Floccari, che non fa rimpiangere assolutamente l'assenza di Klose: stupendo cross dalla destra di Candreva e zampata al volo di destro del centravanti calabrese, che riporta in equilibrio la partita. Passano soltanto nove minuti e la squadra capitolina colpisce ancora: sempre dalle fasce arriva un bel cross di Lulic, il neo entrato Kozak anticipa tutti e batte ancora Ter Stegen, completando un uno-due terribile.

A questo punto la Lazio prova a controllare la partita, ma dopo soli quattro minuti arriva un'altra doccia fredda: Dias trattiene vistosamente Browuers in area e per l'arbitro è ancora penalty, con il difensore brasiliano che prende il secondo giallo e conclude anzitempo una serata da incubo. Ma questa volta Marchetti ipnotizza Stranzl e para con un gran tuffo, mantenendo in vantaggio la Lazio. Nell'azione successiva è lo stesso Stranzl che va vicino alla rete centrando in pieno il palo da ottima posizione. Nei minuti seguenti Petkovic inserisce Cana al posti di Candreva per dare più copertura davanti la difesa, mentre Favre getta nella mischia Marx, Xhaka e Hanke per un Borussia a trazione anteriore.

Questa sera però la difesa della Lazio è fin troppo fallosa ed arriva anche il terzo rigore per il Borussia: evidente trattenuta in area di Cana e per l'arbitro si va ancora dagli undici metri, dove Marx sigilla il risultato sul 2-2 battendo Marchetti. A due minuti dalla fine arriva anche la doccia fredda per la Lazio, con la perfetta esecuzione di Arango su punizione che batte Marchetti e porta in vantaggio i suoi. Ma quando tutto sembra già deciso, arriva a sorpresa il 3-3 finale di uno scatenato Libor Kozak, che insacca di testa su assist di Hernanes, regalando un risultato tanto emozionante quanto positivo per gli ospiti.

LA CHIAVE - L'inserimento di Kozak nell'intervallo produce sicuramente effetti positivi per la Lazio, che ribalta in pochi minuti il risultato con maggiore fisicità in attacco. La serata negativa e troppo fallosa dei difensori biancocelesti (Dias su tutti) condiziona la bella prestazione degli attaccanti di Petkovic.

MOVIOLA - Serata ricca di episodi per l'arbitro che fischia ben tre rigori in favore della squadra di casa. Netto il primo fallo di Dias nel primo tempo, che entra ingenuamente in ritardo su Herrmann, con relativa ammonizione. Nella ripresa sembra leggermente generoso il secondo fallo fischiato allo stesso brasiliano in area, con conseguente secondo giallo, anche se la trattenuta è comunque prolungata. Sacrosanto invece il terzo rigore provocato da Cana, per una trattenuta molto più evidente.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Kozak. E' lui l'uomo dell'Europa in casa Lazio. Entra e spacca in due la partita, fa impazzire la difesa del Gladbach col suo strapotere fisico e segna due goal da grandissimo attaccante.

IL PEGGIORE - Dias. Se la Lazio non torna da Gladbach con un successo la colpa è sua. Serata decisamente no, provoca due rigori e finisce anzitempo sotto la doccia.

giovedì 14 febbraio 2013

Borussia Monchengladbach-Lazio: le probabili formazioni




Petkovic recupera capitan Mauri a centrocampo. Il peso dell'attacco sempre sulle spalle di Floccari

MONCHENGLADBACH (Germania) - Queste le probabili formazioni di Borussia Monchengladbach-Lazio, match d'andata dei sedicesimi di Europa League, in programma stasera alle ore 21.05 al 'Borussia-Park' di Monchengladbach:

Borussia (4-4-2):
Stegen; Alvaro Dominguez, Jantschke, Brouwers, Wendt; Arango, Xhaka, Nordtveit, Herrmann; Hanke, de Jong. All.: Favre.

Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Ciani, Radu; Candreva, Ledesma, Hernanes, Gonzales, Mauri; Floccari. All.: Petkovic.

Arbitro: Karasev (Russia).


G.M.

venerdì 7 dicembre 2012

Classifiche finali dei gironi e possibili avversari per la Lazio

Può essere l'anno del riscatto in Europa League. L'Italia arriva alla fase ad eliminazione diretta con tre italiane su quattro pronte a dare battaglia. Dal 14 febbraio 2013, Lazio, Inter e Napoli proveranno a dare l'assalto ad un trofeo che manca da troppi anni al nostro calcio.

Il 20 dicembre, alle 14.00, nel quartier generale Uefa di Nyon si definiranno gli accoppiamenti de sedicesimi di finale (ampia copertura in diretta su Goal.com). Le 24 squadre qualificate, alle quali si aggiungono le otto retrocesse dalla Champions, saranno divise in due gruppi: le vincenti dei gironi più le migliori quattro retrocesse e le seconde classificate più le peggiori retrocesse.

La griglia si compone dunque così:
La procedura del sorteggio è la solita della fase post-gironi: non potranno essere accoppiate squadre della stessa nazione o provenienti dal medesimo gruppo. Semplice, dunque, tracciare la lista delle possibili avversarie delle nostre rappresentanti.
La Lazio, unica ad essersi qualificata come prima, potrebbe essere clamorosamente beffata con un sorteggio scomodo. Occhio all'Atletico Madrid - detentore del trofeo già affrontato la passata stagione -, temibili anche Anzhi, Newcastle e Bayer Leverkusen. Tra le retrocesse dalla Champions attenzione speciale per l'Ajax. Preoccupa di meno, oggi, la polveriera Zenit.


MARIBOR-LAZIO 1-4...è primo posto


Goleada, tanto divertimento, e un primo posto in cassaforte: la Lazio conferma il proprio magic moment anche in Slovenia, travolge il malcapitato Maribor e chiude al comando il gruppo J. Grande partita di Floccari: il centravanti segna due goal, di cui uno – il secondo – fenomenale. Il resto lo fanno Kozak, Radu e un eccellente Ederson. Handanovic, poi, limita un passivo che per i padroni di casa avrebbe potuto assumere proporzioni gigantesche, prima che nel finale Marcio Tavares segni l’inutile 1-4. Insomma, questa Lazio è solo allegria.

FORMAZIONI – Milanic si affida a un 4-2-3-1: Beric è l’unica punta, dietro di lui agiscono i talentuosi e mobili Marcio Tavares, Mezga e Ibrahimi. In porta c’è Jasmin Handanovic, cugino dell’interista Samir ed ex numero 1 di Empoli e Mantova. Petkovic fa turnover e dà una chance in attacco a Floccari e Kozak. Cana ancora centrale difensivo con Ciani, Ederson titolare in mezzo al campo. Out Ledesma.

PRIMO TEMPO – Che per il Maribor sarà un disastro non lo si capisce sin da subito. Gli sloveni tentano di costruire gioco, anche se si arenano immancabilmente una volta giunti nei pressi della difesa laziale. Mentre la formazione di Petkovic è mortifera là davanti: 16’, assist al bacio di Ederson e Kozak supera Jasmin Handanovic con un lob morbidissimo per l’1-0.

È l’inizio di una valanga che si scatenerà sui malcapitati sloveni. Tempo altri 16 minuti e Radu, di testa, indirizza in rete il calcio d’angolo di Hernanes, scaturito da una parata di Handanovic sullo scatenato Ederson. Non basta? Ecco il 3-0 del 38’: contropiede veloce della Lazio, tocco di Ederson per Floccari che segna col sinistro e manda un messaggio a Petkovic.

La gara, come si può capire, è già chiusa prima che le squadre rientrino nell’intervallo. Solo negli ultimi minuti del primo tempo, comunque, il Maribor trova la forza per rendersi pericoloso: Bizzarri dice di no al lanciato Marcio Tavares, poi Cvijanovic colpisce la traversa con una conclusione da fuori area dopo un uscita sbagliata del numero 1 argentino.

SECONDO TEMPO – Un goal nel finale di prima frazione degli sloveni avrebbe forse riaperto l’incontro, chi lo sa. A chiuderlo a doppia mandata ci pensa ancora Floccari: strepitoso il secondo goal messo a segno dall’ex parmense, che parte dalla propria metà campo, supera tutti gli avversari che gli si parano di fronte e batte ancora Handanovic con un preciso sinistro.

Da lì, la Lazio pensa soprattutto a non prendere goal e a divertirsi. La squadra di Petkovic giostra il pallone a proprio piacimento e sfiora ancora la rete: Floccari, Ciani, Cana e Ederson attentano alla porta del povero Handanovic, che si salva come può. Il collega Bizzarri non è da meno: grande, la sua respinta sulla conclusione da fuori del neo entrato Dodlek.

Nel finale il Maribor va in goal, ma non esulta nessuno: la soddisfazione personale se la prende il brasiliano Marcio Tavares, tra i meno peggio tra i padroni di casa, che batte Bizzarri dopo una bella azione a tutto dribbling. Non serve a nulla, se non all’onore. La Lazio si prende tutto: dopo la qualificazione c’è l’ennesimo trionfo, e pure un primo posto da non sottovalutare in chiave sorteggi.

CHIAVE – Il tremendo uno-due di Radu e Floccari chiude un match forse mai davvero aperto, ma fino a quel momento il Maribor qualche ambizione poteva anche metterla in mostra. Dopo, non più.

MOVIOLA – Un paio di offside mal fischiati agli avanti laziali all’inizio di partita, ma per il resto l’ungherese Vad non ha difficoltà nell’arbitrare una gara senza storia.

Dalle pagelle

IL MIGLIORE - Floccari. La rete del 4-0 è uno spettacolo di potenza, tecnica e velocità: se l'avesse fatto Messi se ne parlerebbe per una settimana. Imprendibile per tutta la partita.

IL PEGGIORE - Beric. Calcia verso la porta solo una volta: destro parato senza problemi da Bizzarri. Dato che spiega tutto.

mercoledì 5 dicembre 2012

Petko non si accontenta «Vincere per arrivare in testa al girone»


ROMA - «Giocheremo contro una squadra forte in Slovenia, il Maribor darà tutto per vincere e noi dovremmo essere pronti per prendere questi tre punti e il primato nel girone. Dobbiamo giocare con intelligenza». La Lazio è già qualificata per i sedicesimi di Europa League, ma il tecnico Vladimir Petkovic non si accontenta e giovedì vuole chiudere in testa il girone J.

«I ragazzi hanno avuto due giorni di riposo, ci sarà un turnover ragionato, come prima del derby. Adesso voglio una squadra per competere e vincere», dichiara il bosniaco ai microfoni di Lazio Style Radio, commentando anche il match in programma tra Tottenham e Panathinaikos, l'altra sfida del girone. «Contro il Panathinaikos la favorita è il Tottenham - rileva -, ma i greci arrivano in un momento positivo e non è da escludere una sorpresa perchè con il cambio di allenatore sono in forma. Gli inglesi rimangono comunque in vantaggio e stanno andando bene anche in campionato. Sarà importante la preparazione mentale per una partita decisiva come questa».

Tra gli indisponibili per la trasferta slovena c'è anche Miroslav Klose che, dopo la visita in Germania che ha scongiurato un lungo stop, oggi è tornato a Formello a curare il risentimento muscolare alla coscia destra: l'obiettivo è recuperare almeno per il big match con l'Inter del 15 dicembre. «I dolori e guai muscolari sono sempre pieni di insidie, deve sentirsi al meglio e decidere quando rientrare - spiega Petkovic -. Mi ha assicurato che non è niente di grave, ci ho parlato ieri. Lui sa accorgersi dei problemi del suo corpo per evitare problemi più gravi».

Gli infortuni. Contro il Maribor non ci saranno neanche gli infortunati Dias, Brocchi e Konko. I tre oggi sono stati sottoposti a una visita di controllo in Paideia: il brasiliano spera di tornare a disposizione prima del 2013 mentre l'ex centrocampista di Milan e Fiorentina punta alla sfida con i nerazzurri. Konko, invece, soffre ancora per un'infiammazione a un piede ed è in dubbio anche per il posticipo di lunedì con il Bologna. Con l'auspicio di ben figurare giovedì in Europa, l'allenatore di Sarajevo si gode intanto il buon momento della sua Lazio battagliera. «È il mio spirito e cerco di trasmetterlo alla squadra - le sue parole -. Dobbiamo ancora migliorare e alzare ancora di piu l'asticella, ma questo equilibrio psico fisico è importante per ottenere risultati, per l'entusiasmo e per rialzarsi dopo una sconfitta importante come quella di Catania».

Fase positiva. Da quel match in poi i biancocelesti hanno inanellato, tra Europa e campionato, una striscia di sei risultati utili consecutivi: l'ultimo è stato il 2-1 rifilato a un Parma «in difficoltà, che si è giocato il tutto per tutto ma è stato comunque merito nostro aver concesso una sola occasione». Ma l'obiettivo è allungare la striscia sino in Slovenia.

Manuel Auciello

giovedì 22 novembre 2012

Lazio già qualificata


LAZIO-TOTTENHAM 0-0


La Lazio non va oltre lo 0-0 contro il Tottenham ma riesce comunque ad ottenere la qualificazione ai sedicesimi di finale. La squadra di Petkovic domina per tutti i 90' ma non riesce a trovare il gol, un po' per la mancanza di precisione di Kozak, un po' per un paio di miracoli operati da Lloris.

Il Tottenham, al contrario, gioca una gara davvero deludente. I vari Adebayor,Dempsey,Sandro deludono tantissimo, Bale gioca a sprazzi. La squadra di Vilas-Boas non sembra in grado di fare il salto di qualità richiestole.

FORMAZIONI - Petkovic sceglie il 4-1-4-1 con Kozak unica punta. Ledesma è l'uomo davanti alla difesa, a completare il centrocampo ci sono Mauri,Hernanes,Gonzalez e Lulic. In difesa spazio per il giovane Cavanda e per il francese Ciani che sostituisce l'infortunato Dias.

Vilas Boas opta per un 4-5-1 con l'americano Dempsey a fare da sostegno all'unica punta Adebayor. A centrocampo c'è il giovane Carroll insieme a Sandro, sugli esterni Bale e Sigurdsson. In difesa turno di riposo per Gallas, al suo posto c'è Caulker, che ha da poco debuttato in nazionale. Giovani anche sugli esterni difensivi con Naughton e Walker.

PRIMO TEMPO - La Lazio parte subito molto aggressiva, tenendo la linea di difesa molto alta e aggredisce molto i portatori di palla del Tottenham. Questa tattica, però, porta anche a dei rischi dietro e, infatti, dopo sei minuti Bale si infila tra le maglie biancocelesti e segna, ma il guardalinee ferma tutto per la posizione di fuorigioco dell'ala gallese.

I biancocelesti reagiscono subito e creano una grande occasione con Ledesma, il centrocampista argentino prova una gran botta dalla distanza e Lloris la manda sul palo, con uno stile tutt'altro che impeccabile. La squadra di Petkovic continua ad insistere e porta per due volte Kozak molto vicino al gol, in entrambi i casi Lloris si supera e salva il risultato.

L'attaccante polacco, che sostituisce Klose, sembra molto coinvolto nel gioco e in grado di far soffrire la retroguardia degli Spurs. Il Tottenham si fa vedere soprattutto in fase di ripartenza, grazie alle sgroppate di Bale, una spanna sopra tutti i compagni.

Mauri e Ledesma sono molto bravi a dettare i tempi a centrocampo, dando il giusto ritmo e la giusta aggressività alla squadra. Il primo tempo si chiude sullo 0-0, sostanziale equilibrio nei primi 45' ma Lazio capace di creare più pericoli rispetto agli inglesi.

SECONDO TEMPO - La Lazio inizia la ripresa in modo un po' sonnacchioso, lasciando troppo campo al Tottenham. Nonostante i primi minuti di appannamento, i biancocelesti creano una grande palla gol al 60', sfruttando un errore difensivo degli Spurs, Kozak, però, sbaglia clamorosamente a tu per tu con Lloris, con il portiere francese che aveva lasciato un angolo della porta completamente sguarnito.

Dopo questa grande occasione torna un grande equilibrio, la Lazio cerca soprattutto verticalizzazioni per Kozak, giocando un calcio complessivamente migliore, mentre il Tottenham di Vilas-Boas gioca solo ed esclusivamente in ripartenza, senza riuscire a creare grossi fastidi alla retroguardia della Lazio.

Il tecnico portoghese, allora, decide di dare maggiore brio al suo reparto offensivo e dalla panchina fa entrare Defoe e Lennon, al posto degli spenti Dempsey e Sigurdsson. Arriva un cambio anche nella Lazio, con l'ingresso in campo di Ederson al posto di un opaco Hernanes.

Ederson riesce a dare subito grande vivacità alla manovra della Lazio, muovendosi su tutto il fronte d'attacco. La gara, però, continua a non sbloccarsi. La squadra di Petkovic gioca decisamente meglio del Tottenham ma non riesce a trovare il gol, anche a causa di un paio di grandi interventi di Lloris, compreso quello arrivato al 84' su un colpo di testa di Ciani.

Petkovic prova il tutto per tutto ed inserisce Floccari e Candreva al posto di Kozak e Lulic. Ultimo cambio anche nel Tottenham: dentro Dembelè, al ritorno dopo l'infortunio, fuori Carroll. Nel finale la Lazio sfiora ancora il gol con Floccari ma il risultato resta inchiodato sullo 0-0. La Lazio passa il turno con questo punto ma resta un po' di rammarico per non aver vinto una partita dominata fin dall'inizio.

CHIAVE - Le geometrie di Ledesma e Mauri sono davvero preziose per la prestazione della Lazio. I due centrocampisti dettano tutti i tempi alla squadra e giocano una gara impeccabile, peccato non aver trovato il gol contro un Tottenham decisamente inferiore ai biancocelesti.

MOVIOLA - Gara gestita bene dall'arbitro, pochi episodi dubbi. Giusta la decisione del guardalinee sul gol annullato a Bale, anche se di poco il gallese è in fuorigioco. Un solo cartellino giallo a Vertonghen in una partita molto corretta.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Lloris. L'unica incertezza su un tiro dalla distanza di Ledesma poi cala la saracinesca a para tutto. L'intervento contro Ciani nel finale di partita è strepitoso. Kozak un paio di volte lo grazia e lui ringrazia

IL PEGGIORE - Kozak. Lotta, combatte ma un centroavanti deve buttarla dentro. Lui ha tante occasioni, un paio clamorose ma non riesce mai a buttarla dentro. Con Klose sarebbe stata una storia diversa

mercoledì 21 novembre 2012

Lazio-Tottenham, ultime e formazioni


Domani sera alle ore 19 allo stadio “olimpico” la Lazio si giocherà la qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League affrontando il Tottenham di Andrè Villas Boas. Il gruppo biancoceleste eviterà il turnover proprio per cercare di arrivare alla vittoria.

La squadra londinese non è certo l’ultima delle arrivate visto che in squadra vanta nomi come quelli di Bale, Defoe e Dempsey. Il tecnico laziale Vladimir Petkovic per difendere la porta della squadra si affiderà a Federico Marchetti, che già contro la Juventus ha dimostrato di essere in una condizione fenomenale.

La difesa sarà in parte rivisitata anche se in campo andranno giocatori di sicura affidabilità. Il quartetto arretrato infattivedrà una linea composta da Konko, Biava, Radu e Lulic. A centrocampo ci saranno invece Candreva, Ledesma e Gonzalez con Hernanes che agirà vicino al capitano Mauri e a Miroslav Klose, unica punta.

Un successo contro gli “Hotspurs” garantirebbe ai romani l’automatico passaggio del turno come prima della classe. Attenzione comunque allo “Special Two”. Villas Boas schiererà i suoi con un 4-3-3 con l’obiettivo di tornare a “White Hart Lane” con una vittoria rigenerante.

Probabili formazioni:

LAZIO (4-1-4-1): Marchetti; Konko, Biava, Radu, Lulic, Candreva, Hernanes, Ledesma, Gonzalez, Mauri, Klose. All.: Petkovic.

TOTTENHAM (4-3-3): Lloris; Walker, Caulker, Vertonghen, Naughton, Huddlestone, Sandro, Dempsey; Lennon, Defoe, Bale. All.: Villas Boas.

venerdì 9 novembre 2012

LAZIO-PANATHINAIKOS 3-0


La Lazio batte il Panathinaikos 3-0 e torna a sorridere: decide il match la bella doppietta di Libor Kozak nel primo tempo e la rete di Floccari ad inizio ripresa. Bellissimo soprattutto il primo goal dell'attaccante ceco, che infila il portiere greco con un gran tiro a giro di destro nell'angolino alto.

Gli uomini di Petkovic dominano la partita per quasi tutti i 90' e non soffrono praticamente mai. Biancocelesti che adesso guidano in testa il gruppo J a quota 8 punti e si candidano seriamente per il passaggio del turno.

FORMAZIONI - Petkovic opta per il turn over, anche in vista del derby, ma non rinuncia ad un assetto piuttosto offensivo e cambia il modulo, trasformandolo in un 4-3-1-2. Torna in porta Marchetti, protetto da una linea difensiva inedita: torna Radu titolare sulla fascia sinistra, a destra ci sarà Scaloni.

La coppia centrale è tutta nuova con Ciani e Cana, che ha già ricoperto questo ruolo nella nazionale albanese. Il vertice basso dei tre di centrocampo è Ledesma, con Gonzalez e Onazi a supporto. In attacco altra occasione per l'argentino Zarate, che agirà da trequartista, alle spalle di Floccari e Kozak, per una Lazio a trazione anteriore.

I greci rispondono con un 4-3-3, con Karnezis in porta, Seitaridis, Velazquez, Vyntra e Spyropoulos in difesa. Centrocampo tecnico con lo spagnolo Vitolo, il portoghese Zeca e Chouchomis, avanzato nel ruolo di mezz'ala. Il trio d'attacco è formato da Christodoulopoulos, dallo spagnolo Tochè e dal ghanese Quincy.

PRIMO TEMPO - Il match comincia con ritmi blandi, con gli uomini di Petkovic che partono leggermente contratti, in attesa di trovare le giuste intese in una formazione fortemente rimaneggiata. I greci tentano un buon possesso palla, ma non riescono mai ad impensierire il rientrante Marchetti.

I primi venti minuti scivolano via senza particolari occasioni da rete, con le squadre molto corte, che lottano principalmente a centrocampo. Ma al 23' arriva la prodezza di Libor Kozak, che tira fuori dal cilindro una traiettoria perfetta con un gran destro a giro nell'angolino, spezzando gli equilibri della partita.

A questo punto il Panathinaikos accusa il colpo e non riesce a reagire, lasciando il pallino del match ai padroni di casa. Aumenta il nervosismo in campo e fioccano anche alcuni cartellini gialli, a dimostrazione di un incontro molto muscolare sulla mediana.

Passa un altro quarto d'ora e la Lazio raddoppia, ancora con Kozak: l'attaccante ceco stavolta sfrutta l'assist involontario di Chouchoumis e da grande opportunista infila il portiere greco con un sinistro di prima nell'angolino basso. Gli uomini di Petkovic arrivano quindi all'intervallo nel migliore dei modi.

SECONDO TEMPO - La ripresa comincia con lo stesso copione del primo tempo: Lazio che continua a fare la partita e greci che non riescono a reagire. La posizione di Zarate, che agisce tra le linee, mette in grande difficoltà la retroguardia in maglia verde, con l'argentino che sembra molto vivace e riesce anche a strappare i primi applausi ai tifosi dell'Olimpico.

Proprio da un calcio di punizione ben eseguito da 'Maurito' arriva il tris biancoceleste: grande stacco in area di Floccari e Lazio che chiude virtualmente il match.

Le seconde linee di Petkovic mostrano grande personalità e continuano ad essere totali padroni del campo, sfiorando anche in più di un'occasione la quarta segnatura. Solo un paio di ottimi interventi di Karnezis evitano un passivo più pesante alla compagine greca.

Ad un quarto d'ora dalla fine arriva un timido tentativo da fuori di Christoudopoulos, che non impegna però Marchetti. Nel finale il più attivo è sempre Zarate, che cerca a tutti i costi un goal che significherebbe molto a livello personale. Gli ultimi minuti di gioco concedono un ritmo molto basso, complice anche l'ottima gestione della palla dei padroni di casa, che mostrano una superiorità tecnica imbarazzante sui rivali ellenici.

LA CHIAVE - La traiettoria inventata da Kozak nel primo tempo è tanto bella quanto decisiva, nell'indirizzare il match sui binari giusti per la Lazio. La serata di grazia dell'attaccante ceco, che segna una doppietta e crea sempre pericoli alla difesa avversaria, regala i tre punti a Petkovic.

MOVIOLA - Partita molto combattuta a centrocampo, specialmente nei primi minuti di gioco, ma l'arbitro tiene bene in pugno la situazione e le sanzioni fischiate sembrano tutte giuste. Nessun episodio rilevante comunque per il direttore di gara.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Kozak. Grande serata per il centravanti laziale, sostituisce degnamente Klose con una fantastica doppietta. Favolosa la prima realizzazione.

IL PEGGIORE - Chouchoumis. Gravissimo l'errore sul secondo goal di Kozak.

giovedì 25 ottobre 2012

Amaro in bocca per Petkovic: "Dovevamo chiudere prima la gara"


Sfuma nel finale la possibile seconda vittoria nei gironi di Europa League per la Lazio di Vlad Petkovic. Solo pari col Panathinaikos, risultato che comunque mantiene i biancocelesti in cima al girone J con cinque punti conquistati.

"Amaro in bocca? Sì, dovevamo gestire meglio la gara. Da queste cose vediamo che non siamo ancora abbastanza maturi" le parole del tecnico a 'Sky Sport'. "Abbiamo avuto occasioni per chiudere la partita, dovevamo essere più furbi. E' un preavviso, dobbiamo giocare per novanta minuti".

"Tentavamo di vincere la partita, ma senza sforzi al 100%. Ho fatto riposare i giocatori che giocano tanto, ma bisogna sfruttare le occasioni. Altrimenti non si riesce a rubare il posto in squadra..." la stilettata del mister alle seconde linee.

Lacrimogeni che hanno disturbato i primi istanti di gara: "Bruciavano gli occhi, non si capiva perchè. Bizzarri ha chiesto spiegazione, ma non sapevamo bene che stesse succedendo".

Miro Klose è andato in tribuna senza essere stato convocato: "E' un professionista, ha dimostrato attaccamento alla squadra e ha lavorato con noi. A disposizione domenica? Non so ancora, vedremo".

PANATHINAIKOS-LAZIO 1-1


La Lazio pareggia ad Atene contro il Panathinaikos 1-1 ed è un risultato che lascia l'amaro in bocca. Apre i conti l'incredibile autorete di Seitaridis al 25': fatale il retropassaggio del difensore, con il portiere fuori posizione. Pareggio di Toche allo scadere, con gli uomini di Petkovic che calano vistosamente dal punto di vista fisico nel finale.

FORMAZIONI - Petkovic schiera il solito 4-5-1 con Bizzarri al posto di Marchetti tra i pali, difesa composta da Konko, Ciani, Dias e Cavanda. Il folto centrocampo è confermato con i titolarissimi di sempre: Ledesma regista davanti la difesa, con Hernanes e Gonzalez a supporto. Le fasce sono occupate da Candreva e Mauri, con Floccari che prende il posto di Klose nel ruolo di unica punta.

Ferreira schiera i suoi con un 4-3-3. In porta Karnezis, la linea dei difensori è composta da Seitaridis, Pinto, Velazquez e Spyropoulus. Centrocampo dalla buona tecnica formato dallo spagnolo Vitolo, dal portoghese Zeca e dal baby Fourlanos. Il tridente offensivo è formato dal giovanissimo ivoriano Sissoko, dall'uruguaiano Bruno Fornaroli e da Christodoulopoulos.

PRIMO TEMPO - Primo tempo avaro di emozioni ad Atente. Parte bene la Lazio che tenta subito di mettere sotto pressione la difesa avversaria con conclusioni dalla distanza. Particolarmente ispirato Candreva che scalda subito i guantoni di Karnezis dopo appena due minuti, ma è bravo il portiere greco a farsi trovare pronto. Al minuto 18 arriva la grande occasione per gli uomini di Petkovic, con Dias che stacca benissimo in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo e centra in pieno il palo.

A questo punto il Panathinaikos tenta timidamente di reagire, ma riesce a rendersi pericoloso soltanto con un bel tiro a giro di Sissoko, ben respinto dallo stesso Dias sulla linea. Al 25' di gioco arriva l'episodio che ha del clamoroso: Seitaridis effettua uno sciagurato retropassaggio al proprio portiere, senza accorgersi che Karnezis è totalmente fuori posizione e la palla si insacca per il più incredibile degli autogoal. I padroni di casa non accennano a reagire e la partita si avvia all'intervallo senza troppe emozioni.

SECONDO TEMPO - Nella ripresa Petkovic inserisce Zarate al posto di Mauri, per dare più imprevedibilità alla manovra offensiva. L'argentino si rende subito pericoloso in un paio di occasioni e la Lazio ricomincia il match tenendo il pallino del gioco. Al 52' la Lazio va vicina al raddoppio con Floccari che si vede respingere un bel colpo di testa in area di rigore, su bel cross di Konko. La partita procede con ritmi molto bassi e la sensazione sembra essere di totale controllo per i biancocelesti, ma ad un quarto d'ora dalla fine i padroni di casa si scuotono e producono due pericolose palle goal, con due conclusioni da fuori finite a fil di palo.

Particolarmente pericoloso risulta il neo entrato Quincy, che mette in difficoltà l'intera retroguardia laziale. A dieci minuti dalla fine Bizzarri deve intervenire miracolosamente in uscita rasoterra su Toche, ben imbeccato dallo stesso Quincy. Nel finale la Lazio cala fisicamente e trema in più di una occasione. La rete dei padroni di casa è nell'aria, fino al 90' quando Toche approfitta di una mischia su calcio d'angolo e beffa Bizzarri, per agguantare un pareggio che sembrava insperato. Nei minuti di recupero l'Aquila prova a reagire con le ultime forze della disperazione, ma ormai è troppo tardi e la partita finisce sul risultato di 1-1.

LA CHIAVE - L'incredibile autorete di Seitaridis sembrava aver spianato la strada ai biancocelesti, ma l'evidente calo fisico che gli uomini di Petkovic patiscono nel finale di gara risulta decisivo, fino al pari in extremis di Toche.

MOVIOLA - Partita molto corretta e dai ritmi molto blandi, che favoriscono nettamente l'operato dell'arbitro. Nessun episodio rilevante da analizzare, il direttore di gara gestisce bene i singoli falli e le sanzioni nel complesso.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Cristian Ledesma. Partita stupenda dell metronomo biancoceleste: abbina quantità e qualità con un'efficacia unica, aggiunge alla sua prestazione anche inserimenti senza palla e tiri dalla distanza. Ottimo anche in fase di interdizione.

IL PEGGIORE - Giourkas Seitaridis. La clamorosa disattenzione in occasione dell'autogoal è tanto assurda quanto pesante. Da quel momento non si riprende più.

Formazioni di Panathinaikos-Lazio


Nessuna sorpresa nella formazione della Lazio che scenderà in campo contro il Panathinaikos, ad Atene, in una sfida chiave per il prosieguo dell'Europa League dei biancocelesti.

Petkovic conferma il turnover moderato: si rivedono Ciani, Cavanda e Floccari, ma per il resto gli uomini sono gli stessi che tanto bene stanno facendo in campionato. Tra i pali, con Marchetti ko, tocca a Bizzarri.

I greci si schierano con un 4-3-3 che vede l'ex sampdoriano Bruno Fornaroli titolare e principale terminale offensivo.

PANATHINAIKOS (4-3-3): Karnezis; Seitaridis, Pinto, Velazquez, Spyropoulos; Zeca, Vitolo, Fourlanos; Sissoko, Fornaroli, Christodoulopoulos. A disp.: Kapino, Chouchoumis, Marinos, Mavrias, Lagos, Tochè, Owusu-Abeyie. All. Ferreira

LAZIO (4-1-4-1): Bizzarri; Konko, Ciani, Dias, Cavanda; Ledesma; Candreva, Hernanes, Gonzalez, Mauri; Floccari. A disp.: Scarfagna, Scaloni, Biava, Cana, Onazi, Zarate, Kozak. All. Petkovic

venerdì 5 ottobre 2012

Ederson: "Volevamo il primato, adesso avanti così"



La Lazio batte gli sloveni del Maribor nel secondo turno di Europa League e si porta in testa al girone J. A decidere il match è stata la rete di Ederson, il quale ha rivelato tutta la sua gioia per il bel momento che sta vivendo, dopo il brutto infortunio di inizio stagione.

Intervistato ai microfoni di 'Sky', il brasiliano confida di continuare su questa strada: "Tutta la squadra ha fatto bene, abbiamo cercato di fare una bella partita perchè sapevamo che vincendo saremmo potuti arrivare primi nel girone, ora è fatta e vogliamo continuare così".

Ederson era già andato in rete nel primo tempo, ma in posizione irregolare: "Ero contentissimo e me ne sono accorto che è stato annullato solo quando sono rientrato in campo. Ma non abbiamo mollato ed abbiamo cercato questa vittoria che penso sia meritata".

Un'esultanza, quella del brasiliano che mima il volo dell'aquila, nata tanti anni fa: "Sin da quando ero ragazzo esultavo così, più per dire che mi sentivo libero come un'aquila in campo. Arrivare alla Lazio che ha questo simbolo è bellissimo, sono stato accolto bene da tutti".

Infine un commento sul ruolo ricoperto in campo e sull'intesa con il compagno di squadra e connazionale Hernanes: "Io nasco prima punta ma crescendo non ho mantenuto il fisico giusto per giocare li, a Nizza e Lione sono stato messo trequartista e mi è servito tanto nella mia carriera. Se posso giocare con Hernanes? Certo, lo abbiamo dimostrato stasera, e più il tempo passa più acquisiamo gli automatismi giusti".

LAZIO-MARIBOR 1-0


Arriva la prima vittoria europea per la Lazio di Petkovic, che ha battuto per 1-0 il Maribor grazie alla rete realizzata dal brasiliano Ederson al 62' minuto. I padroni di casa sbagliano anche un rigore con Hernanes, ma portano a casa i tre punti soffrendo.

FORMAZIONI - Petkovic sceglie Floccari come vice Klose al centro dell'attacco. Alle sue spalle un centrocampo folto con Ederson e Candreva sulle fasce, in mezzo al campo Cana rileva Ledesma ed è affiancato da Hernanes e Gonzalez. In difesa la coppia di centrali è formata da Andrè Dias e Ciani, con Konko e Cavanda sulle fasce. Turnover anche in porta dove Marchetti lascia spazio a Bizzarri.

Il Maribor schiera il giovane Beric come perno offensivo, con il brasiliano Tavares a supporto. In porta gioca Jasmin Handanovic, cugino dell'interista Samir; in difesa Milec, Rajevic, Vidovic e Mejac formano la linea a quattro. Nella mediana Filipovic e Mertelj, con Cvijanovic e Ibraimi sulle fasce.

PRIMO TEMPO - Match subito vivo già dai primi minuti di gioco, con la Lazio che prova a fare la partita e gli sloveni del Maribor pronti a ripartire in contropiede. Le occasioni non mancano con continui ribaltamenti di fronte e Bizzarri deve già salvare il risultato in due occasioni intorno al quarto d'ora: prima respinge sulla traversa un insidiosissimo colpo di testa di Filipovic, poi ipnotizza Cvijanovic lanciato a rete.

Ma la Lazio risponde colpo su colpo e colpisce due legni con Candreva, ispiratissimo sull'out di destra. Annullato anche un goal a Ederson per fuorigioco.

SECONDO TEMPO - Nella ripresa il copione non cambia: la Lazio fa la partita ed il Maribor si mostra pericoloso in fase di ripartenza. Le occasioni cominciano a fioccare ancora, ma i padroni di casa spingono con maggiore convinzione, fino a trovare il vantaggio con il brasiliano Ederson, bravo a realizzare dopo una magia di Floccari in area di rigore.

Quindici minuti più tardi la Lazio ha l'occasione di chiudere il match, quando lo stesso Floccari viene steso in area di rigore da Vidovic, che provoca il rigore e viene espulso. Dal dischetto Handanovic ipnotizza Hernanes e respinge in tuffo, confermando l'ottima predisposizione di famiglia nel parare i rigori. Nel finale i padroni di casa controllano il possesso di palla, sfruttando bene la superiorità numerica. Non basta agli ospiti l'ultima buona occasione creata allo scadere su calcio d'angolo.

LA CHIAVE - Stop vellutato a seguire con dribbling incluso e conclusione immediata: la giocata di Floccari che porta al vantaggio laziale è per palati fini, ma è decisivo anche il gran fiuto del goal di Ederson, che realizza ancora dopo la rete annullata del primo tempo.

MOVIOLA - Nel primo tempo annullato un goal a Ederson: al momento del cross di Candreva il brasiliano è oltre la linea difensiva slovena. Nel secondo tempo sembra netto il rigore concesso alla Lazio per fallo di Vidovic su Floccari, giusta anche l'espulsione del difensore sloveno.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Candreva. Prende un palo e una traversa. Attacca e difende. Imprescindibile. Ma veramente la Nazionale di Prandelli non ha bisogno di uno come lui?

IL PEGGIORE - Vidovic. Soffre troppo Floccari. Chiude con l'espulsione che segna in modo indelebile la sua partita

mercoledì 3 ottobre 2012

Formazioni di Lazio-Maribor, Ederson titolare anche in coppa




Europa League, probabili formazioni Lazio-Maribor: Ederson titolare anche in Europa League. Il Maribor non fa paura – E’ una Lazio ritrovata, che forse in realtà non si era mai persa, quella che affronterà Giovedì il Maribor per la seconda giornata della fase a gironi di Europa League. Ederson, il brasiliano che aveva fatto perdere le tracce di sé per un problema muscolare è poi riuscito a prendere per mano la Lazio domenica contro il Siena trovando il gol del vantaggio di testa. Una buona prestazione del brasiliano che per tornare in forma giocherà anche contro il Maribor dal primo minuto.

Sarà il turno anche per Sergio Floccari di dimostrare qualcosa in più, giocare l’Europa League non è sicuramente qualcosa di meno rispetto a giocare il campionato o meglio cosi è forse visto da noi ma all’estero questa coppa è giocata quasi come la Champions League. Questo è il motivo del deficit nel ranking Uefa che l’Italia paga nei confronti delle altre nazioni. Sottovalutare l’Europa League è stata proprio la causa primaria della perdita del posto in Champions League e molte delle squadre che oggi la sottovalutano saranno quelle che poi magari non riusciranno a qualificarsi. Non è il caso della Lazio, non è il caso di Vladimir Petkovic.

Queste le probabili formazioni

Lazio: Marchetti; Konko, Ciani, Biava, Cavanda; Candreva, Ederson, Zarate, Onazi, Mauri; Floccari.

Maribor: Handanovic J.; Mejac, Rajcevic, Argus, Trajkovski; Tavares, Mertelij, Mezga; Ibraimi, Beric.

venerdì 21 settembre 2012

TOTTENHAM-LAZIO 0-0


La Lazio continua la striscia positiva anche in Europa resistendo ala fisicità del Tottenham. Gli Spurs recriminano su tre gol annullati: il primo per offside di Dempsey nella prima parte di gara, il secondo a gioco fermo sempre per offside di Bale; il terzo per fallo in mischia da parte del realizzatore Caulker. Episodi da rivedere, come da rivedere è il gran tiro al volo di Gonzalez, sul finire del primo tempo, che scuote la traversa a portiere battuto e che resta il gesto tecnico più importante del match. Arrivato non a caso da uno dei migliori in senso assoluto.

FORMAZIONI – En plein in campionato nelle prime tre gare per la squadra di Petkovic che, puntando forte sulla manifestazione internazionale, schiera la migliore formazione possibile. Rispetto alla squadra che domenica scorsa ha violato il Bentegodi di Verona non ci sono Konko e Candreva, al loro posto giocano Lulic (Cavanda si sposta sul lato destro) e il giovane Onazi come centrocampista esterno.

Il Tottenham, multinazionale di Villas Boas non partita benissimo in Premier, deve rinunciare ad alcuni top players come Adebayor o l’intellettuale Assou Ekotto, porta in panchina Gallas e dà spazio ad alcuni giovani. Titolare in difesa è Caulker, la panchina si completa con Townsend e Mason. Dirige l’incontro il rumeno Halegan.

PRIMO TEMPO – Sfida dal sapore di Champions, tutto esaurito (ed è una consuetudine) al White Hart Lane. Il calcio d’avvio è degli inglesi. Permetteteci di dire che la nuova divisa arbitrale dell’Uefa è oscena, sotto l'aspetto estetico.

Si parte a ritmi bassi con una Lazio ben coperta, gli Spurs fanno girare il pallone a caccia di un varco; Lennon è una spina nel fianco mentre Petkovic, rispetto alle ultime esibizioni della Lazio, ha invertito gli esterni: capitan Mauri agisce sulla destra mentre sulla sinistra davanti a Lulic c’è Gonzalez. Gli ospiti hanno la prima occasione di andare in vantaggio con Klose, poi diventano insidiosi gli Spurs con Bale di testa.

I ritmi si alzano. L’undici di AVB insiste soprattutto sulle fasce grazie alla rapidità dei funambolici Lennon e Bale e al 21’ il gallese pesca Dempsey che in tuffo di testa mette il pallone in rete. Si festeggia, ma è fuorigioco.

Decisione molto dubbia. Lazio in affanno nella prima mezz’ora: il Tottenham ha preso in mano il pallino del gioco e i biancocelesti sono tutti nella propria metà campo abbastanza passivi. Lennon fa il bello e il cattivo tempo, Bale spreca delle punizioni infrante sulla barriera, possesso palla largamente favorevole al Tottenham che continua insistentemente a lavorare ai fianchi la difesa laziale palesando, tuttavia, svarioni difensivi causati in particolar modo da Vertonghen.

Quando provano a uscire, i biancocelesti sono fluidi nelle ripartenze ma sprecano, nonostante un caparbio Klose. Allo scadere dei primi 45’ è la Lazio a sfiorare il goal: cross dalla sinistra di Lulic, Verthongen mette il pallone fuori, Gonzalez arriva di gran carriera e prova la conclusione al volo. La sfera grazia Lloris infrangendosi sul legno. Con la Lazio in attacco termina il primo tempo a reti bianche.

SECONDO TEMPO – Si riparte senza alcun cambio nelle due squadre. Curiose le scaramucce fra Defoe ed André Dias che per difendere il pallone scaraventa l’attaccante contro i tabelloni pubblicitari. Torniamo al calcio giocato, perché al 50’ la Lazio sciupa una splendida palla goal messa da Klose per Mauri, il quale manca l’attimo decisivo.

Ci prendono gusto Klose e compagni, ma il Tottenham non scherza quando Bale triangola con Dempsey e al 56’ Defoe insacca a porta vuota vedendosi, tuttavia, annullare il goal dall’arbitro perché il gallese era in posizione di offside.

Quanto succede al 70’ e nei due minuti seguenti ha dell’incredibile: all’ennesimo angolo dei padroni di casa, si perde tempo perché mancano i palloni in campo e un delegato Uefa è costretto ad andare negli spogliatoi per recuperarne uno. Battuto il corner, Caulker stacca e segna su ostacolo di Mauri, le mani del difensore sono sul giocatore della Lazio e l’arbitro annulla.

I dubbi non mancano neanche qui, tra l’altro è il terzo goal annullato agli Spurs di AVB. Si rivede a tratti la Lazio, riconquistando campo dopo la delicata fase centrale della ripresa, ma dura poco, giusto il tempo per buttare al vento l’ennesimo match point. Nel finale riprende il possesso del pallone il Tottenham, a caccia del guizzo tanto cercato quanto vicino, costringendo addirittura Klose a sacrificarsi in difesa (magistrale la prestazione del tedesco).

Tra un cambio e l’altro le squadre non demordono rischiando la beffa finale prima i padroni di casa, poi i biancocelesti che si salvano grazie a un clamoroso errore di Sigurdsson. Mentre Townsend prova a fare il John Wayne di turno nell’uno contro tutti, l’arbitro dice che può bastare. Un punto a testa, la Lazio esce dal White Hart Lane a testa alta.

LA CHIAVE – Il Tottenham ci prova, la Lazio anche, entrambe giocano bene, manca solo il goal. Gli inglesi che prevalgono sotto l'aspetto territoriale e gli ospiti si rivelano pericolosi nelle ripartenze, ma sprecano troppo. I numerosi errori hanno in sostanza deciso il match terminato a reti bianche.

MOVIOLA – Intervento durissimo al 6’ di Ledesma su Sandro, l’arbitro grazia il regista della Lazio che poteva meritare il cartellino giallo. Dubbia la decisione di Halegan nell’annullare il goal degli Spurs: Dempsey sembrava in linea.

Al 28’ Lennon si sposta sul lato opposto, Biava lo stende all'ingresso in area: ammonizione giusta. Al 56’ giusta la decisione del segnalinee che blocca Bale che aveva triangolato con Dempsey ma è scattato in offside. Inutile il tocco di Defoe a porta sguarnita.

Al 63’ Ledesma perde palla, Dias commette un fallo su Bale evitando così la ripartenza veloce del Tottenham. Ammonizione sacrosanta. Sarà oggetto di discussioni l’arbitraggio del rumeno inerente ai goal annullati, ma sugli episodi da giallo Halegan è stato esemplare.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Biava. Rende invisibile Defoe, rendendosi protagonista di ottime chiusure ed anticipi. Molto sicuro stasera l'ex Palermo

IL PEGGIORE - Defoe. Tocca pochissimi palloni e non riesce mai a trovare il guizzo giusto. Partita totalmente anonima dell'attaccante inglese, chiuso nella morsa della difesa laziale

giovedì 20 settembre 2012

Tottenham-Lazio, le formazioni. Petkovic schiera l’11 migliore




GASPORT (S. Cieri) – La conferma e la rivincita. Vlado Petkovic cerca l’una e l’altra stasera nella tana del Tottenham. La conferma, innanzitutto: che la sua sorprendente Lazio non sia una meteora, ma una realtà capace di affermarsi anche oltre i confini italici. E poi la rivincita, quella assolutamente personale, perché al White Hart Lane due anni fa si spezzarono sul più bello i sogni europei del suo Young Boys. Agosto 2010, preliminare di Champions tra il favorito Tottenham e la poco accreditata squadra svizzera allenata da un tecnico croato. All’andata gli svizzeri vincono per 3-2, ma meriterebbero un risultato più ampio. Al ritorno, però, si abbatte su di loro la furia del Tottenham che li spazza via con un 4-0 che non ammette repliche.
Voglia d’Europa Petko torna stasera sul luogo del delitto con una squadra e una dimensione diversa. Non è più un tecnico sconosciuto, tanto che si è conquistato il palcoscenico della Serie A. E non guida più una squadra giovane e inesperta. Insomma, le premesse per consumare la vendetta ci sono tutte. «Ma il Tottenham resta una grandissima squadra — avverte lui —. Ha una impressionante forza sulle fasce, ma non solo in quel settore. E poi quando gioca in casa si esalta sempre». Villas Boas, che l’Europa League l’ha già vinta col Porto, considera questa manifestazione alla portata della sua squadra. Petkovic preferisce invece compiere un passo alla volta: «Loro hanno l’ambizione di arrivare fino in fondo. Noi per ora abbiamo solo l’obiettivo di vincere sul loro campo». Ma fare tanta strada in Europa è un’aspirazione che ha pure la Petko-Lazio. «Non vogliamo fare proclami, ma una cosa la possiamo dire senz’altro. Per noi l’Europa League ha la stessa importanza del campionato. So che in Italia questa competizione è stata spesso snobbata, anche se negli ultimi 2-3 anni questa tendenza è andata sparendo. In ogni caso noi la affronteremo con la massima concentrazione. Perché è una manifestazione che merita considerazione e perché confrontarsi con il calcio estero accresce la forza di un gruppo».
Turn over, no grazie Parole buttate lì tanto per fare bella figura? Assolutamente no. Petkovic all’Europa League ci tiene davvero. La riprova è la formazione che il tecnico di Sarajevo manderà in campo stasera a Londra. Sarà quella migliore, con l’unica eccezione di Scaloni al posto di Konko, ma solo perché quest’ultimo è indisponibile (contrattura al polpaccio sinistro). Niente turn over, dunque, a differenza di quanto faranno gli allenatori delle altre tre squadre italiane impegnate stasera in Europa League. «Per me — osserva Petkovic — in questa fase della stagione non ha alcun senso cambiare. Il turn over lo farò anch’io, ma più avanti quando vedrò che qualche elemento avrà un calo di rendimento e allora lo sostituirò con chi è più fresco». In campo dunque la squadra che ha vinto le prime tre gare di campionato. Anche la panchina sarà la stessa con l’eccezione di Cana che è febbricitante e dovrebbe restare in albergo. Al White Hart Lane la Lazio migliore, dunque. Per confermarsi sorpresa anche fuori dal Bel Paese e per regalare a Petkovic quella rivincita che attende da due anni.