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lunedì 11 marzo 2013

LAZIO-FIORENTINA 0-2



La Fiorentina ha battuto la Lazio per 2-0 allo Stadio Olimpico, superando i biancocelesti al quarto posto, a meno tre dal Milan e a meno sei dal Napoli. Viola cinici e attenti, una rete per tempo contro una formazione di Petkovic poco decisa. Jovetic apre, Ljajic chiude.

FORMAZIONI - Nessuna novità, undici iniziali confermati come da vigilia: Petkovic si affida ancora una volta a Floccari prima punta nel 4-5-1, supportato da un centrocampo di classe con Ederson ed Hernanes.

In difesa c'è Dias, Ledesma davanti alla difesa. Dall'altra parte Cuadrado torna nel tridente insieme a Ljajic e Jovetic, Migliaccio dal 1' con Tomovic e Pasqual nella retroguardia a quattro di Montella.

PRIMO TEMPO - Dopo i dubbi del pre-gara, visto il diluvio su Roma, si scende in campo all'Olimpico. Primi minuti nello stadio laziale che vedono entrambe le compagini studiarsi, 15' iniziali che passano velocemente, ci prova solo la Fiorentina con Cuadrado dal limite e con un Jovetic pescato in ritardo dalla sinistra.

Devono passare altri cinque minuti perchè la gara si sblocchi. In maniera grandiosa. Ljajic lavora sulla sinistra, stupenda fina di Borja Valero al limite e botta di prima da parte di Jovetic su cui Marchetti nulla può. Vantaggio e 12esimo centro del montenegrino.

Montella chiede ai suoi più decisione, grinta e attenzione nell'ultimo passaggio. Ma gli avanti toscani sono anticipati facilmente al momento del tocco finale, Marchetti non corre più pericoli a differenza di Viviano: portiere viola attento su Floccari ed Ederson, centrocampisti e punta laziale poco cattivi in area capitolina.

SECONDO TEMPO - Si riparte con un cambio, Petkovic sceglie Kozak per dare più peso all'attacco biancocelste. A trovare il goal, però, è ancora la Fiorentina: è Ljajic a raddoppiare, conclusione a giro velenosa, Marchetti indeciso nel tuffarsi troppo in ritardo alla sua sinistra.

Goal shock per la Lazio, Petkovic mugugna e medita un secondo cambio: dentro anche Onazi per Hernanes, con il brasiliano che aveva impegnato Viviano su punizione qualche secondo prima. Portiere ex Bologna decisivo anche sulla girata di Floccari da centro area.

Fiorentina in controllo, capitolini che cercano di dare una scossa con gli ingressi di Onazi e Mauri ma con il gioco di prima degli ospiti c'è ben poco da fare, sopratutto vista la poca grinta e due goal da rimontare. Finisce 2-0, Montella al quarto posto.

CHIAVE - Fiorentina cinica, Lazio poco decisa nell'ultimo passaggio e tagliata in due dalle accelerazioni di Cuadrado: sul secondo goal pesa l'indecisione di Marchetti. Centrocampo di casa coeso solo a tratti, più squadra la compagine di Montella.

MOVIOLA - Nessun episodio di rilievo in area di rigore, c'è la punizione da cui scaturisce il raddoppio del club toscano. Giusta la segnalazione di fuorigioco a Cana nella prima frazione.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Borja Valero. Quando arrivò dal Villarreal si sollevarono ooh di stupore. E lui stupisce in ogni gara, silenzioso, decisivo. Il velo per il goal di Jovetic è da laurea in atti sublimi.

IL PEGGIORE - Kozak. Un gigante fantasma. 45' di nulla, rispetto all'Europa League è un altro giocatore.

domenica 3 marzo 2013

MILAN-LAZIO 3-0



Milan che centra l'obiettivo sorpasso ed ora mette nel mirino il Napoli di Mazzarri. Partita dominata dai rossoneri dal minuto 16' quando la Lazio è stata costretta a giocare in 10 per l'espulsione di Antonio Candreva e non ha avuto la forza di contrastare l'ottimo momento di forma dei rossoneri. Mattatore della sera Gianpaolo Pazzini che sfrutta a pieno il forfait di Balotelli. Tra le due reti del Pazzo il ritorno al goal in campionato di Boateng ancora una volta condito da una gran bella prestazione.

FORMAZIONI - Rossoneri con il 4-3-3 che recuperano Flamini e subito spedito in campo da Allegri. Assente Mexes per squalifica sostituito dall'ex Chievo Yepes, mentre sulla fascia confermato De Sciglio. In avanti Balotelli non è stato convocato: SuperMario ha ancora dolore alla tibia, al suo posto giocherà Pazzini. Infine qualche linea di febbre per El Shaarawy non gli impedisce comunque di essere in campo.

I biancocelesti perso Konko per 6 settimane sono obbligati a schierare l'esterno d'attacco Pereipinha sulla destra. Solito 4-1-4-1 e solite defezioni per i romani che recuperano all'ultimo momento Floccari che aveva avuto problemi al ginocchio con Kozak in preallarme.

PRIMO TEMPO - Inizio ricco di emozioni con le due formazioni che giocano a viso aperto ed alternano ripartenze molto veloci. Il Milan però va più volte vicino al gol con El Shaarawy solo grazie ad un'ottimo Marchetti. Sembra in ottima serata Pazzini che crea i presupposti per il gol all'11' quando serve un assist per El Shaarawy anticipato solo all'ultimo momento da Pereirinha.

Al 16' su una grande azione di El Sharawy diretto in rete, Candreva lo stende al limite dell'area di rigore (il Milan reclama il penalty), l'arbitro RIzzoli coaudiuvato dal collaboratore di linea espelle il n° 87 laziale per chiara occasione da gol. La Lazio in 10 cerca di rispondere alle offensive del Milan che si rendono sempre più pericolosi sugli esterni e centralmente. Al minuto 31 Pazzini reclama un rigore per un contatto con Radu ma viene ammonito per reazione nei confronti del difensore rumeno.

Campanelli che gridano al gol che arriva puntuale al 39' dopo un'azione confusa in area di rigore (con un intervento dubbio di El Shaarawy su Pereirinha) e Pazzini a porta vuota mette dentro per l'1-0.Continua a spingere il Milan che dopo soli 5 minuti trova il raddoppio sugli sviluppi di un angolo, incornata di Pazzini, grande intervento di Marchetti e tap-in di K.P.Boateng che chiude il primo tempo.

SECONDO TEMPO - ripresa che inizia con 2 sostituzioni (1 per parte). Cana prende il posto di Pereirinha nella lazio e Zaccardo sostiutisce Zapata nel MIlan. Dopo aver messo al sicuro il risultato nel primo tempo e con un uomo in più il Milan gestisce la ripresa in modo ordinato e senza sprecare energie. Pressing e ripartenza è la parola d'ordine del Milan che su un disimpegno maldestro di Radu trova il 3-0 ancora una volta di Pazzini in serata di grazia.

La gara continua a scivolare con giro palla del Milan ed arriva vicino al gol del 4-0 prima con Pazzini (destro al volo) e poi con El Sharawy. Affondi d'orgoglio di una Lazio che getta nella mischia negli ultimi 20' il brasiliano Ederson al posto del Profeta Hernanes. mentre Allegri regala la standing ovation a Pazzini facendo entrare il giovane Niang. Ultimi cambi, per la Lazio Saha preleva Floccari mentre Robinho sostituisce Boateng. La gara si chiude con una punizione dal limite per i biancocelesti con Saha che inquadra la porta ma Abbiati fa buona guardia.

CHIAVE - L'espulsione di Candreva ha pesato troppo su un'incontro che doveva vedere due squadre giocarsi il terzo posto alla pari ma che ha visto quasi subito l'incontro indirizzato verso la formazione rossonera che già rinfrancata dalle ultime buone prestazioni non ha avuto difficoltà ad avere la meglio sugli uomini di Petkovic.

MOVIOLA - L'episodio principale riguarda l'espulsione di Candreva che ha incautamente abbattuto El Shaarawy all'ingresso dell'area di rigore al 16'. Giusta la punizione dal limite, da esaminare attentamente la chiara occasione da gol. Pazzini reclama un calcio di rigore per un fallo di Radu che si attacca all'avversario mentre cerca di girare in porta una palla arrivata dalle sue parti. Sull' 1-0 del Milan da osservare l'intervento di El Shaarawy su Pereirinha nel momento in cui il difensore laziale prova a rinviare il pallone, da quell'intervento la palla arriva a Pazzini che mette la palla in rete.

Dalle Pagelle

IL MIGLIORE - Pazzini. Doveva sostituire Balotelli ed è riuscito a non farlo rimpiangere: il Pazzo trascina il Milan con una doppietta, mettendo lo zampino su tutti e tre i goal. Allegri gli regala la standing ovation, sarà fondamentale non solo in Champions...

IL PEGGIORE - Pereirinha. Il portoghese viene travolto dall'asse El Shaarawy-De Sciglio, Petkovic lo lascia negli spogliatoi all'intervallo

mercoledì 27 febbraio 2013

LAZIO-PESCARA 2-0



Nel Monday Night tutto facile per la Lazio di Petkovic, che con il minimo sforzo porta a casa 3 punti che le permettono di tornare al terzo posto solitario ed accorciare sul Napoli secondo in classifica. Partita 'tranquilla' per i biancocelesti, gestita ottimamente e chiusa con due eurogol dalla distanza. Il Pescara non deve certo trovare punti in questo tipo di partite e forse non ci prova neanche più di tanto, vista la prestazione anonima degli uomini di Bergodi.

FORMAZIONI - Lazio e Pescara si presentano a questa sfida con molti problemi di formazione. Tra i biancocelesti, che ritornano al modulo classico di inizio stagione (4-1-4-1), ancora out Mauri e Klose per infortunio e Ciani che sconta un turno di squalifica. Fuori per un turno di riposo dopo gli sforzi di coppa Biava che lascia il posto a Cana in coppia con Dias davanti a Marchetti, mentre sugli esterni ci sono Radu e Konko. Rientra Ledesma a far da boa tra difesa e centrocampo lasciando la manovra nelle mani di Hernanes coaudiuvato da Gonzales al centro, con Candreva e Lulic sugli esterni. Confermato ancora in attacco come unica punta Floccari.

Assenze pesanti anche per il Pescara che deve fare a meno di Zanon, Blasi e Weiss per squalifica oltre che di Quintero, Sforzini e Togni per problemi fisici. Prudente lo schieramento di mister Bergodi che si presenta all'Olimpico con un 5-3-2 con la novità Pelizzoli tra i pali dietro i centrali Capuano, Bocchetti e Cosic, esterni bassi Zauri (ex Lazio) e Balzano. Centrocampo affidato al trio Cascione, Bjarnason, Rizzo, in avanti Celik affianca Abbruscato.

PRIMO TEMPO - In un'Olimpico semi-deserto, Lazio e Pescara iniziano la gara studiandosi a vicenda, ma la formazione biancoceleste perde dopo 4 minuti Konko per una botta al ginocchio, al suo posto Pereirinha. Prima palla-goal per i biancocelesti al 13', con Floccari che in piena area di rigore va vicino alla rete con una bella rovesciata che sfila vicino al palo della porta difesa da Pelizzoli.

Gara avara di vere emozioni ma solo di sporadiche conclusioni da fuori area senza mai impensierire i due estremi difensori. Il dominio della Lazio è comunque netto e a sbloccare la partita ci pensa al 29' Radu, al suo primo goal in Serie A, che approfitta di un gran cambio gioco dalla destra, Lulic controlla e appoggia apppena fuori area dove il difensore rumeno fa partire un sinistro che si infila sotto l'incrocio di pali.

Sbloccata la gara la Lazio comincia a gestire il gioco ed approfittando del Pescara ormai in confusione, sigla la seconda rete, questa volta con Lulic che dopo l'assist dell'1-0 al 35' calcia di destro ancora all'incrocio fulminando l'incolpevole portiere abruzzese. Dieci minuti finali del primo tempo in completo controllo della formazione di Petkovic, che non corre alcun pericolo.

SECONDO TEMPO - La ripresa inizia come era finito il primo tempo, con ritmi bassissimi e Lazio pronta ad approfittare di eventuali svarioni della difesa del Pescara, che con due clamorosi errori regala alla Lazio le occasioni per portare a tre le proprie segnature, ma Lulic e Floccari non ne approfittano.

Girandola di sostituzioni nell'ultima mezzora di gara, con il ritorno al calcio giocato di Peppe Sculli per il Pescara e minutaggio nella Lazio per Onazi ed Ederson. Completa gestione senza problemi del risultato sino al 93' per la Lazio, con la partita che non regala altre emozioni.

LA CHIAVE - L'infortunio di Konko ha portato la Lazio a sfruttare maggiormente la fascia sinistra non avendo grande fluidità di manovra sulla destra con Pereirinha ed è proprio da quella parte che arrivano i 2 goal dei biancocelesti, con anche un Lulic quasi ritrovato.

MOVIOLA - Forse non capita spesso in Serie A, ma in questi 93' non ci sono stati clamorosi o curiosi casi da moviola.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Lulic. Inizia con qualche balbettio ma poi trova un missile per far vedere al compagno Radu che lui non è da meno. Nella ripresa continua a scartavetrare la fascia sinistra. Ottimo match per lui.

IL PEGGIORE - Abbruscato. Non s'intende col compagni di reparto. Sempre solo, cerca poche volte di farsi vedere.

martedì 19 febbraio 2013

Siena-Lazio 3-0



Passo falso per la Lazio in ottica terzo posto, battuta con un perentorio 3-0 dal Siena 'ammazzagrandi' di Iachini. Di Emeghara (doppietta) e Rosina i goal dei bianconeri che ora, nonostante la penalizzazione di sei punti, credono ancor di più alla salvezza e agganciano il Pescara a quota 21 punti, relegando all'ultimo posto solitario il Palermo.

FORMAZIONI - Iachini schiera ancora una volta dal primo minuto il trio offensivo Rosina-Sestu-Emeghara, che tanto bene ha fatto due settimane fa contro l'Inter. In difesa c'è il portoghese Texeira. Petkovic ha invece a che fare con i problemi muscolari di Radu che viene sostituito da Dias e, sempre in difesa, dà spazio a Ciani. In attacco il duo Kozak-Floccari.

PRIMO TEMPO - Il tridente d'attacco dei bianconeri mette in croce, sin dai primi minuti, la difesa laziale che soffre in modo clamoroso le percussioni di Rosina&Co., lasciando di fatto ampi spazi per la manovra degli avanti di Iachini che trovano il vantaggio dopo appena sette minuti con un colpo di testa del nigeriano naturalizzato svizzero Emeghara: Rosina serve Rubin sulla fascia sinistra, il laterale a sua volta lascia partire un cross perfetto per l'incornata del centravanti che anticipa Ciani.

La Lazio è in chiara difficoltà e il centrocampo fatica a servire palloni giocabili di una certa pericolosità a Kozak e Floccari, che non riescono a trovare spazi. Ci prova Candreva con un tiro da fuori area abbastanza velleitario che Pegolo battezza senza problemi sul fondo. Rosina è l'incubo giornaliero di Ciani che si becca un cartellino giallo per aver colpito duramente il piccolo fantasista senese che, poco dopo, sfrutta un altro assist dalla fascia sinistra di uno scatenato Rubin (che aveva ricevuto la palla dopo un delizioso colpo di tacco di Emeghara) e batte da pochi passi Marchetti anticipando ancora una volta un imbarazzante Ciani, completamente fuori forma.

Petkovic si accorge che così non si può andare avanti e sostituisce il malcapitato difensore francese con Pereirinha. I biancocelesti cercano di reagire ancora una volta con Candreva ma il suo tiro centrale viene respinto da Pegolo. Da segnalare, nel finale di tempo, un infortunio alla testa di Kozak, colpito in modo involontario da Felipe: per lui una vistosa fasciatura al capo.

SECONDO TEMPO - La Lazio entra in campo con un piglio decisamente diverso rispetto a quello adottato nel primo tempo, apparso decisamente troppo arrendevole e rinunciatario. Nonostante l'apparente padronanza del campo, gli uomini di Petkovic, però, non riescono a trovare conclusioni degne di nota verso la porta di Pegolo.

Iachini decide di sostituire Sestu con Valiani ed è proprio l'ex Parma al quarto d'ora, a cercare Emeghara con un pallone sul quale Biava sembrava essere nettamente in vantaggio. Emeghara, però, brucia incredibilmente sullo scatto il difensore laziale e anticipa anche l'intervento di Marchetti in uscita siglando il goal del 3-0. Per la Lazio questa è una vera e propria mazzata: nel frattempo entra in campo anche Saha che sostituisce Candreva. Iachini concede la standing ovation ad Emeghara che lascia il campo per far spazio a Bogdani.

I biancocelesti cercano il goal della bandiera con uno splendido calcio di punizione di Hernanes su cui è altrettanto splendido Pegolo che vola per deviare in corner. Ci prova anche il neo-entrato Ederson, dapprima con una conclusione che colpisce la parte superiore della traversa spegnendosi sul fondo, poi con un colpo di testa ravvicinato che trova però la pronta risposta di Pegolo che riesce a mantenere inviolata la propria porta fino alla fine.

CHIAVE - Pessima la prestazione di Ciani, colpevole sui primi due goals del Siena e in netto ritardo negli altri interventi. Petkovic se ne accorge e lo sostituisce dopo appena trenta minuti. Merito naturalmente anche al Siena che sull'asse Rubin-Rosina-Emeghara sta costruendo passo passo la sua salvezza. Strepitosa la prestazione dell'ex Lorient che con 4 goals in 3 gare si candida ad essere la sorpresa più lieta del calciomercato invernale.

MOVIOLA - In una partita tranquilla e corretta c'è poco lavoro per Giannoccaro che non ha problemi a gestirla. Giusto il giallo a Ciani, in netto ritardo su Rosina nel primo tempo.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Emeghara. Arrivato dal nulla si sta dimostrando un craque. Quattro reti in tre match con vittime Inter, Bologna e Lazio. Imprendibile in velocità. Cinico davanti alla porta. Da tenere d'occhio. Gran colpo della dirigenza senese.

IL PEGGIORE - Ciani. Un disastro totale. In mezzora raccatta tre falli, un giallo, due buchi difensivi che constano due reti e una meritatissimo sostituzione. Serata da dimenticare il prima possibile anche se non sarà facile.

domenica 10 febbraio 2013

LAZIO-NAPOLI 1-1


Floccari ci ha provato in tutti i modi a fare a pieno il favore alla Juventus, ma alla fine si è dovuto accontentare di lasciare un punto al Napoli. La Lazio tiene il vantaggio fino a due minuti dalla fine, ma poi Campagnaro segna un goal da Play Station e riporta in quota gli uomini di Mazzarri.

Tutto in parità alla fine, anche i legni, l'ultimo colpito da Floccari pochi istanti del fischio finale. Dopo il quale si può dire che il Napoli non muore mai, ma la Juve è comunque a +5.

FORMAZIONI - Petkovic conferma il 4-1-4-1 della vigilia: Biava e Dias tornano dalla squalifica e riprendono il loro posto al centro della difesa, Hernanes recupera e parte dal primo minuto grazie anche all'ausilio di un caschetto protettivo. Davanti, con Klose che ne avrà per due mesi, c'è Floccari a sostenere il peso dell'attacco.

Consueto 3-5-2 per il Napoli: nel terzetto difensivo ritorna Campagnaro, mentre Maggio ce la fa soltanto per la panchina, al suo posto Mesto. Behrami-Inler il tandem in mediana, vista l'assenza dell'altro svizzero Dzemaili.

PRIMO TEMPO - La Lazio parte forte, Mazzarri si arrabbia e si stira anche un polpaccio a furia di richiamara i suoi, troppo schiacciati dal pressing asfissiante della squadra di Petkovic. Dopo 11 minuti, infatti, i biancocelesti sono già avanti: Konko mette in mezzo per Floccari, che ha tutto il tempo di girarsi nel nulla ed impallinare De Sanctis.

Capitan Mauri esulta troppo per il goal del vantaggio ed è addirittura costretto ad uscire a causa di una botta fortuita alla caviglia. La Lazio continua intanto a giocare bene: Candreva costringe alla gran parata De Sanctis, ed il Napoli non riesce ad uscire. Per lo meno fino a quando non decide di svegliarsi Cavani.

Il Matador si fa trovare prontissimo in area di rigore e di tesa coglie in pieno la traversa con pallone che rimbalza pericolosamente vicino alla linea di porta. Dall'altra parte, però, Floccari non vuole essere da meno e colpisce il palo con una gran conclusione da fuori area che De Sanctis non avrebbe mai preso.

SECONDO TEMPO - I ritmi calano ed aumenta l'agonismo. I cartellini gialli fioccano e la partita non concede altre emozioni. Almeno fino al 75', quando Hamsik - chiuso all'ultimo istante da un grandissimo Marchetti - fa partire la giostra.

Dieci minuti dopo la Lazio risponde con Lulic, ma il bosniaco fa tutto bene tranne la conclusione. Sarà un'occasione che rimpiangerà. Inler fa le prove generali del goal con una botta dalla distanza che fra Marchetti e traversa finisce in angolo. Angolo dal quale scaturisce il goal del pari. E che goal: Campagnaro riceve il pallone al limite dell'area e lascia partire un destro tremendo che buca un incredulo ed incolpevole Marchetti.

Il Napoli a quel punto ci crede e si fa ancora pericoloso con Pandev, ma nel recupero è la Lazio ad avere per due volte la palla del match point. Prima con Floccari che colpisce il quarto legno della serata, e poi con Candreva che con un gran diagonale stava per far venire giù l'Olimpico.

E' l'ultimo brivido di una gran partita: Lazio e Napoli si dividono un punto. Ma la più felice è la Juventus, che allunga in vetta a +5 sugli azzurri.

CHIAVE - Il Napoli non muore mai. Anche quando mancano le giocate ed i goal di Hamsik e Cavani, la squadra di Mazzarri riesce a non cadere. Stasera ci ha pensato Campagnaro con un goal assolutamente fuori dal suo repertorio. Domare il Ciuccio è davvero un'impresa.

MOVIOLA - Orsato si merita una piena sufficienza per la sua direzione di gara. I cartellini gialli sono stati distribuiti nel modo giusto, ed è giusto anche il fuorigioco fischiato a Cavani - a cui poi Marchetti ha comunque parato la conclusione - su filtrante di Insigne. Infine è nettamente fuori dalla porta il rimbalzo dopo il colpo di testa dello stesso Cavani finito sulla traversa.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Floccari. In stato di grazia, l'attaccante calabrese è letteralmente scatenato. Prima firma l'1-0 con un gran goal, poi centra il palo con un tiro a giro da fuori, infine, negli ultimi minuti di gara, colpisce anche una traversa su colpo di testa.

IL PEGGIORE - Behrami. Gioca quasi tutto il primo tempo, e soffre molto le giocate e la classe di Hernanes. Poi si fa male da solo ed è costretto a uscire.

domenica 3 febbraio 2013

GENOA-LAZIO 3-2



Appena arrivato e già decisivo all'ultimo respiro. Si presenta così Marco Rigoni, con una deviazione vincente al 94' a frustrare la faticosa risalita di una Lazio che, giunta all'intervallo sotto nel gioco e nel passivo per le reti di Borriello (16') (sempre a segno nelle ultime quattro gare contro i biancocelesti) e Bertolacci (22'), agguanta il momentaneo pari grazie a Floccari (58') e ad un contestatissimo rigore realizzato da Mauri nel finale (81'). Gara molto intensa giocata bene dal Genoa, ad intermittenza dagli ospiti e diretta in maniera assai approssimativa da Tagliavento di Terni.

FORMAZIONI: L'undici di Ballardini, schierato col 3-5-1-1, prevede Frey a protezione della porta; Granqvist, Manfredini e Portanova in difesa; Moretti, Cassani, Kucka, Rossi e Matuzalem a infoltire il centrocampo con Bertolacci ad agire alcuni metri alle spalle di Borriello elemento più avanzato ma con il compito di sacrificarsi anche in ripiegamento.

Quasi speculare (3-5-2) è lo schema proposto da Petkovic: davanti a Marchetti stazionano Ciani, Cana e Radu; Konko, Gonzalez, Ledesma, Mauri e Lulic; in attacco vanno Floccari e Klose.

PRIMO TEMPO - Genoa bello e propositivo subito premiato da una girata di sinistro di Borriello che va ad infrangersi sotto la traversa. La Lazio fatica a reagire ed è punita ancora una manciata di minuti dopo quando Bertolacci raddoppia con un'imparabile mancino da venti metri.

Cassani regge poco e, per infortunio, viene rilevato da Ferronetti. Più duratura è invece la tenuta del campo dei Grifoni che, ben indottrinati da mister Ballardini, sono bravi a interrompere sistematicamente le azioni in profondità degli ospiti per poi imbastire ripartenze spesso lucide. In questa frazione l'unica vera chance concessa ai capitolini è un corner spazzato via con i pugni da Frey.

SECONDO TEMPO - Klose, acciaccato, resta negli spogliatoi sostituito da Kozak. La Lazio si ripresenta più aggressiva, ma a sfiorare la rete sono Borriello, con una sforbiciata all'altezza del dischetto, e Bertolacci murato da Marchetti.

La paura scuote gli ospiti che accorciano le distanze su tocco ravvicinato di Floccari. Petkovic cerca idee e energie per aumentare la pressione richiama Ledesma inserendo Brocchi a sua volta sostituito, causa infortunio, dall'esordiente Pereirinha. Dall'altra parte il braccio di ferro prevede anche la presenza del neo-acquisto Rigoni e di Olivera al posto di Rossi e Bertolacci a corto di fiato.

Il Genoa si raccoglie per chiudere spazi e trovare coraggio di fronte alla crescita laziale che, a seguito di una corta respinta di Frey, potrebbe andare a segno con Konko. A dieci dal termine Tagliavento concede un generoso rigore agli ospiti (Cana va per terra toccato da Borriello) che Mauri trasforma spiazzando il portiere.

Il Genoa, toccato nell'orgoglio, reagisce e dopo aver colto la parte superiore della traversa con Kucka, mette sotto i riflettori il neo-acquisto Rigoni che in pieno recupero prima costringe al miracolo in angolo Marchetti e poi lo trafigge di testa mandando in estasi i rossoblù.

CHIAVE - La voglia di riscatto mostrata dal Genoa nella tana della Juve trova ulteriore evoluzione contro una Lazio fin troppo sorpresa dalle reti iniziali subite e che impiega decine di minuti prima di ritrovarsi. Sfida bellissima.

MOVIOLA - Non appare in uno dei suoi pomeriggi migliori Tagliavento. L'arbitro di Terni dirige in maniera insufficiente affidandosi costantemente al supporto dei propri assistenti, cambiando spesso idea e non sempre optando per la soluzione più corretta.

Cervellotica la concessione del penalty alla Lazio per un leggero contatto Borriello-Cana. Nel primo tempo è probabilmente involontario un tocco di Lulic col braccio nella propria area. Nel finale grazia con il giallo Lulic, ultimo uomo, che atterra Olivera involtatosi verso Marchetti.

IL MIGLIORE - Granqvist. Grande prestazione per il difensore svedese:in difesa è insuperabile e i palloni alti sono tutti suoi, ci mette lo zampino sul primo goal di Borriello e sul goal di Rigoni con l'assist di testa.

IL PEGGIORE - Ciani. Soffre molto Borriello nel primo tempo, sempre impreciso e disattento nelle chiusure difensive.

venerdì 1 febbraio 2013

Formazioni di Genoa-Lazio


Nel Genoa è squalificato Antonelli, Ballardini non potrà contare neanche su Jankovic, Vargas e Floro Flores infortunati. Tra i nuovi acquisti, partiranno titolari, Manfredini, Pisano, Matuzalem e Olivera. Pochi i dubbi di formazione per Ballardini, che schiererà il Grifone con un 4-4-2: Frey in porta, difesa composta da Granqvist e Manfredini al centro, con Pisano e Moretti esterni. A centrocampo Matuzalem e Olivera in mediana con Kucka e Rossi sulle corsie laterali. In attacco la coppia Borriello-Immobile. Nella Lazio, squalificati Dias e Biava, mancheranno anche Ederson ed Hernanes infortunati, con Onazi impegnato nella Coppa d’Africa. Per Petkovic difesa da inventare, i centrali dovrebbero essere Ciani e Cana. Klose sarà titolare, con Floccari che siederà in panchina. Con Hernanes fuori Gonzales farà l’interno di centrocampo e sulle fasce agiranno Candreva e Lulic. La formazione biancoceleste dovrebbe presentarsi con il 4-4-1-1: Marchetti tra i pali. In difesa Konko, Ciani, Cana, Radu. A centrocampo Ledesma e Gonzalez in regia con Lulic e Candreva esterni. Mauri a supporto dell’unica punta Klose.

Genoa-Lazio, probabili formazioni

Genoa (4-4-2): Frey; Pisano, Granqvist, Manfredini, Moretti; Kucka, Matuzalem, Olivera, Rossi; Borriello, Immobile. A disp.: Tzorvas, Ferronetti, Bertolacci, Nadarevic, Said, Jorquera, Tozser, Donnarumma. All.: Ballardini. Squalificati: Antonelli. Indisponibili: Jankovic, Vargas, Floro Flores.

Lazio (4-4-1-1): Marchetti; Konko, Ciani, Cana, Radu; Candreva, Ledesma, Gonzalez, Lulic; Mauri; Klose. A disp: Carrizo, Bizzarri, Cavanda, Stankevicius, Brocchi, Lulic, Zauri, Rozzi, Kozak, Floccari. All.: Petkovic. Squalificati: Biava, Dias. Indisponibili: Onazi, Ederson, Hernanes.

domenica 27 gennaio 2013

LAZIO-CHIEVO 0-1


Il Chievo frena la corsa scudetto della Lazio. Un goal di Paloschi permette ai clivensi di sbancare l’Olimpico e affondare gli uomini di Pektovic in giornata tutt’altro che positiva. Si chiude cosi la serie positiva dei biancocelesti che durava da 16 giornate. Determinanti le assenze dall'undici iniziale di Mauri ed Hernanes che hanno impoverito la manovra dei capitolini. Il Chievo, bestia nera dei biancocelesti, sale a 28 punti, Lazio che resta a 43 punti.

FORMAZIONI – Lazio ancora senza Klose che risente della contrattura ai flessori della coscia sinistra. Petkovic conferma in difesa Konko a destra e Radu a sinistra, e come centrali la coppia Biava-Dias. A centrocampo rifiatano Hernanes e Mauri, sostituiti da Gonzalez e Brocchi. In avanti Floccari.

Poche variazioni di formazione nel Chievo. Corini conferma lo stesso undici che domenica ha pareggiato con il Parma. Assenti Dramè e Luciano mentre tornano in gruppo Hetemaj e Frey. In porta, al posto di Sorrentino passato al Palermo, c’è Puggioni. In attacco Thereau e Paloschi.

PRIMO TEMPO – Lazio in cerca della settima vittoria casalinga. Nella prima frazione di gioco, però, si assiste a una partita bloccata e non c’è traccia della voracità laziale. Cosi i primi venti minuti scorrono via senza grosse emozioni, eccetto un tiro di Konko respinto da Puggioni, preceduto dal ‘lampo’ di Paloschi che da metà campo prova a sorprendere Marchetti.

Le assenze di Mauri ed Hernanes (turn-over in vista della semifinale di Coppa Italia contro la Juventus) tolgono qualità al centrocampo laziale che fatica a trovare soluzioni in attacco. Di fatto, Floccari, troppo isolato, non vede palla nei primi 45 minuti. Il Chievo resiste grazie all’ottima disposizione tattica e chiude a reti bianche.

SECONDO TEMPO – Pronti via, Petkovic mette dentro Mauri per Brocchi. Il tentativo di aggiungere più qualità in mezzo al campo si rivela però infruttuoso. Il Chievo difende con otto uomini mostrando tutte le difficoltà biancocelesti in fase d’impostazione. Ma al primo tentativo Paloschi punisce la Lazio. Da un’incursione di Thereau sulla sinistra, l’ex milanista insacca dopo una traversa di Jokic.

Il goal subito scuote i biancocelesti, complice l’ingresso di Hernanes per Gonzalez. Prima della mezzora entra anche Kozak per Radu. Aumenta la pressione di padroni di casa ma non cambia l’inerzia della gara. Al 31’ Mauri sciupa la migliore delle occasioni sparando sopra la traversa. La Lazio – in giornata negativa - chiude in avanti, ma il goal non arriva. Il Chievo incassa tre punti pesantissimi, la Lazio interrompe la serie positiva dopo 16 giornate rimandando ogni sogno scudetto.

LA CHIAVE – Le scelte di Pektovic pagano dazio. Le assenze di Mauri e Hernanes – in panchina per buona parte del match - penalizzano i biancocelesti che giocano senza idee né qualità.

MOVIOLA – Non c’è fuorigioco in occasione del vantaggio clivense: Gonzalez tiene in gioco Paloschi. Da rivedere, invece, l’ammonizione di Hernanes per simulazione.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Thereau: Il migliore in campo. Gestisce ogni pallone con intelligenza ed eleganza: i meriti del goal-partita sono per gran parte suoi.

IL PEGGIORE - Mauri: Entra ad inizio ripresa e sembra essere l'uomo della svolta: capitano a lui i palloni buoni per trovare il goal, ma li divora in maniera incredibile.

domenica 20 gennaio 2013

PALERMO-LAZIO 2-2


Dal paradiso all’inferno. O viceversa. Al Barbera finisce 2-2 tra Palermo e Lazio al termine di una partita spettacolare e che lascia l’amaro in bocca a entrambe le formazioni. Primo tempo ad appannaggio dei biancocelesti che gestiscono il vantaggio fino al 24’ della ripresa. Poi due accelerazioni dei siciliani mandano al tappeto gli uomini di Petkovic che nel giro di 120 secondi si ritrovano clamorosamente in svantaggio.

Allo scadere, poi, la Lazio agguanta il pareggio su rigore; nel secondo tempo annullato a Floccari il goal del possibile 2-0 per un fuorigioco inesistente. Capitolini che infilano il 15esimo risultato consecutivo – eguagliato il record di Delio Rossi – siciliani che respirano in fondo alla classifica.

FORMAZIONI - Poche le alternative per Gasperini costretto a una formazione obbligata e con l’acqua alla gola. Unica defezione l’assenza di Brienza. Sulla trequarti rientra Ilicic alle spalle della coppia Dybala-Miccoli.

Nella Lazio, Pektovic, deve rinunciare a Konko e Klose. In difesa c’è Ciani che vince il ballottaggio con Dias, a centrocampo parte titolare Lulic, preferito a Candreva. In avanti Floccari, unica punta.

PRIMO TEMPO - Pronti via, la Lazio impone la legge del più forte. Al 9’ i biancocelesti sono già in vantaggio. Lancio di Ledesma per la testa di Floccari che insacca all’incrocio dei pali. Ujkani può solo guardare la palla entrare e recriminare per la traiettoria beffarda. La reazione del Palermo solo è in un bolide di Miccoli che al ventesimo da dentro l’area piccola esalta i riflessi di Marchetti.

La manovra dei rosanero si scontra contro l’ottima organizzazione tattica della Lazio, che gioca (quasi) a memoria imponendo ritmo e possesso palla. Di contro, Gasperini, oltre l’inversione di ruolo tra Dybala e Ilicic, non riesce a imprimere velocità alla manovra. Né bastano le fiammate offensive di Miccoli. La Lazio chiude in avanti, Hernanes impegna il portiere rosanero che smanaccia in corner, ma il risultato non cambia.

SECONDO TEMPO - Si comincia con un cambio tattico nei siciliani: Munoz per Aronica. L’ingresso dell’argentino vivacizza la manovra dei siciliani, più attenti in fase d’impostazione, cui manca, però, l’ultimo passaggio. Al 17’ la Lazio raddoppia, ancora Floccari su assist di Mauri. Ma l’arbitro annulla il goal per un fuorigioco inesistente.

Al Palermo, però, bastano due minuti per ritrovarsi dall’inferno al paradiso. Rios e Dybala dal 24’ ribaltano la Lazio nel giro di 120 secondi. Prima il pareggio dell’uruguagio che su cross di Dessena dalla sinistra, sorprende la difesa laziale e insacca. Poi il vantaggio dell’argentino servito sull’asse Miccoli- Ilicic che riporta in quota i rosanero. Ossigeno puro per i siciliani, una doccia fredda per i capitolini. Il tecnico serbo allora mette dentro Candreva per Radu nel tentativo di arginare lo strapotere rosanero. La reazione della Lazio si concretizza al 39’. Munoz atterra Floccari in area: Rocchi indica il dischetto e Hernanes trasforma.

Nel finale Miccoli potrebbe fare esplodere lo stadio, ma manda alle stelle l’ultimo pallone della partita. Finisce 2-2. Tra rimpianti e sorrisi: la Lazio resta a -2 dalla Juve, il Palermo non si schioda dal fondo della classifica.

LA CHIAVE - In due minuti il Palermo si ritrova dall’inferno al paradiso, grazie al pareggio di Rios e al vantaggio di Dybala. Gioia che poi si spegne dopo la rete di Floccari su rigore.

MOVIOLA - Allo scadere del primo tempo appare regolare un leggero contatto in area tra Cavanda e Rios: Rocchi giustamente non fischia. Nella ripresa, da segnalare un goal regolare annullato a Floccari per un fuorigioco inesistente.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Dybala: Questo è un giocatore da seguire con grandissima attenzione. Inizia seconda punta poi passa trequartista per ritornare davanti, ma dovunque lo metti è sempre pericolossismo. Il goal premia la sua grandissima prova.

IL PEGGIORE - Aronica: Doveva essere l’acquisto per rinsaldare una difesa in grande difficoltà ed invece è lui ad andare subito in affanno. Gasperini lo toglie all’intervallo e la difesa ne beneficia.

venerdì 18 gennaio 2013

Formazioni di Palermo-Lazio


PROBABILI FORMAZIONI PALERMO LAZIO - Nel Palermo, mancheranno gli infortunati Hernandez e Mantovani, a loro si aggiunge l’assenza per squalifica di Barreto. Kurtic dovrebbe sostituire lo squalificato Barreto, ritorna Ilicic, dopo il turno di stop per squalifica. Miccoli si riprende il posto da titolare. Per Gasperini pochi dubbi, la formazione palermitana dovrebbe scendere in campo con il 3-4-2-1: Ujkani tra i pali, difesa composta da Aronica, Von Bergen e Munoz. A centrocampo Kurtic e Anselmo in mediana con Morganella e Dossena sulle fasce. In attacco Ilicic e Brienza a supporto di Miccoli. Nella Lazio c’è un’assenza pesante, quella di Klose, che si è fermato mercoledì in allenamento. Oltre all’attaccante tedesco, mancheranno Ederson, Gonzalez e Onazi (impegnato nella Coppa d’Africa). Dias dovrebbe prendere il posto da titolare al fianco di Biava. In attacco Floccari andrà a sostituire Klose. La formazione biancoceleste dovrebbe schierarsi con il 4-5-1: Marchetti a difendere la porta, difesa con Biava e Dias al centro e con Radu e Konko esterni. A centrocampo Candreva, Ledesma, Mauri, Hernanes e Lulic. In attacco, a far reparto da solo c’è Floccari.

Palermo-Lazio, probabili formazioni

Palermo (3-5-2): Ujkani; Garcia, Von Bergen, Aronica; Morganella, Anselmo, Kurtic, Dossena; Brienza, Ilicic; Miccoli. A disp.: Benussi, Brichetto, Donati, Munoz, Viola, Sanseverino, Donati, Rios, Dybala, Budan. All.:Gasperini
Squalificati: Barreto (1). Indisponibili: Hernandez, Mantovani

Lazio (4-1-4-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Ledesma; Candreva, Mauri, Hernanes, Lulic; Floccari. A disp.: Bizzarri, Carrizo, Stankevicius, Scaloni, Diakité, Ciani, Zauri, Cavanda, Brocchi, Cana, Rozzi, Kozak. All.: Petkovic. Squalificati: nessuno. Indisponibili: Ederson, Gonzalez, Onazi (Coppa d’Africa), Klose

domenica 13 gennaio 2013

LAZIO-ATALANTA 2-0...siamo a -3 dalla vetta!


Allo stadio 'Olimpico' di Roma, nel match valido per la ventesima giornata di Serie A, la Lazio supera per 2-0 l'Atalanta non senza polemiche, e si porta a soli tre punti dalla Juventus capolista. Dopo un pessimo primo tempo, i biancocelesti sbloccano la gara al 68' con un contestatissimo goal del subentrato Floccari, e la chiudono grazie ad una clamorosa autorete di Brivio al 77'. Nel finale Atalanta in dieci per il rosso a Carmona.

FORMAZIONI- Petkovic conferma il tradizionale 4-1-4-1, recupera Marchetti ma deve rinunciare a Dias, sostituito da Ciani, che farà coppia con Biava al centro della retroguardia biancoceleste, sulle fasce spazio a Konko e Radu. Ledesma in cabina di regia. Lulic, Hernanes, Mauri e Candreva giostreranno alle spalle del bomber Klose, out Gonzalez. Colantuono schiera la sua Atalanta con il classico 4-4-1-1, debutto dal primo minuto per i nuovi acquisti Canini e Giorgi. Carmona comporrà la mediana orobica insieme a Cigarini, Bonaventura largo a sinistra. Moralez farà da spalla all'unica punta Denis.

PRIMO TEMPO- Il match parte su buoni ritmi, la Lazio fatica a costruire gioco, l'Atalanta pressa furiosamente, rubando spesso palla ai biancocelesti e provando rapide ripartenze con il duo Moralez-Denis. Gli orobici però esercitano una sterile supremazia in mezzo al campo e si rendono pericolosi solo in un paio di occasioni con l'ottimo Brivio che però si vede negare il gran goal da uno strepitoso intervento di Marchetti al 38'.

Poco o nulla da segnalare in fase offensiva per la Lazio, che si fa vedere dalle parti di Consigli con due conclusioni dalla distanza del brasiliano Hernanes, entrambe piuttosto sbilenche. Il primo tempo, davvero inguardabile, si chiude sul risultato di 0-0.

SECONDO TEMPO- Pronti via Petkovic rivolta la Lazio come un calzino. Out gli inguardabili Lulic e Candreva, dentro Cana e Floccari. La partita cambia subito volto, e i padroni di casa sfiorano il vantaggio per ben due volte tra il 62' e il 64', ma l'Atalanta si salva. Il goal però è nell'aria ma arriva nel modo più rocambolesco possibile. Al 68' Radu s'invola in area sulla sinistra, e spara a centro area, Stendardo devia sulla traversa, Floccari raccoglie la palla con la mano e mette dentro.

L'Atalanta prova la reazione d'orgoglio, ma dopo dieci minuti un folle colpo di testa all'indietro di Brivio regala il raddoppio alla Lazio. La gara si incattivisce, fioccano i gialli e all'83' arriva l'atteso rosso per Carmona. Gli ospiti chiudono in dieci e furiosi, la Lazio colpisce una traversa con Hernanes all'89' e centra una fondamentale vittoria che la catapulta a soli tre punti dalla Juve capolista.

CHIAVE- La mossa di Colantuono, abile a schierare Moralez su Ledesma e Carmona su Hernanes, inaridisce le poche fonti di gioco della Lazio. La squadra di Petkovic smarrisce il filo, e costringe il tecnico a rivoluzionare l'undici iniziale già nell'intervallo.

MOVIOLA- Non convince la direzione di gara, l'intervento di Floccari in occasione dell'1-0 sembra irregolare, seppur involontario. Il goal era probabilmente da annullare.

domenica 6 gennaio 2013

LAZIO-CAGLIARI 2-1



Allo stadio 'Olimpico' di Roma, nel match valido per la diciannovesima e ultima giornata del girone d'andata di Serie A, la Lazio supera per 2-1 il Cagliari, si porta momentaneamente a -5 dalla capolista Juventus, ed eguaglia il record di punti risalente alla gestione Eriksson. I biancocelesti vanno sotto al 62' a causa di una chirurgica conclusione di Sau, ma trovano il pareggio in mischia con Konko. A decidere il match nel finale è un rigore di Candreva, concesso per un dubbio fallo commesso da Agazzi su Klose. Il Cagliari chiude in nove.

FORMAZIONI- Petkovic conferma il classico 4-1-4-1, Dias affianca Biava al centro della retroguardia, Konko e Radu agiscono invece sulle fasce. Ledesma opera in cabina di regia. Mauri, Gonzalez, Hernanes e Lulic si disimpegnano alle spalle dell'unica punta Klose. Pulga, in piena emergenza difensiva, schiera il suo Cagliari con il tradizionale 4-3-1-2. Al centro della linea a quattro ecco il giovanissimo Del Fabro, in coppia con Rossettini. Capitan Conti rientra dalla squalifica e riprende il suo posto in mezzo al campo. Nainggolan invece giostra alle spalle delle due punte, Ibarbo e Sau.

PRIMO TEMPO- La gara parte su buoni ritmi, il Cagliari pressa alto senza paura, la Lazio fatica a costruire il gioco. I biancocelesti però sfiorano il vantaggio al 17', quando una bellissima punizione di Hernanes si stampa sulla parte alta della traversa. Un minuto dopo sono invece gli ospiti a rendersi pericolosi in contropiede, Marchetti in uscita ipnotizza Nainggolan e sventa la minaccia.

Il match si trascina stancamente senza grosse emozioni fino al 38', quando è nuovamente la Lazio ad andare vicinissima all'1-0 con Klose che, servito deliziosamente da una perfetta verticalizzazione di Hernanes, supera Agazzi in uscita ma spreca tutto allargando troppo la conclusione. La prima frazione si chiude così sullo 0-0, risultato sostanzialmente giusto.

SECONDO TEMPO- Nella ripresa, pronti via la Lazio colpisce un altro legno con Radu. Al 62' ci pensa Sau a gelare l'Olimpico, l'attaccante sardo di presenta al limite dell'area biancoceleste e fulmina Marchetti con una conclusione chirurgica sul primo palo. La Lazio annaspa, ma al 79' trova l'insperato pareggio con Konko, lesto ad appoggiare in rete su ottima sponda aerea di Biava.

Gli uomini di Petkovic a quel punto ci credono e attaccano a testa bassa, il goal vittoria arriva però solo all'86' grazie ad un generoso penalty concesso dal signor Orsato per un'avventata uscita del portiere ospite che travolge Klose, già liberatosi del pallone. L'arbitro sventola il rosso ad Agazzi, e fa il bis con Cossu, punito con la doccia anticipata a causa delle eccessive proteste. Dal dischetto si presenta Candreva, Avramov intuisce ma la palla finisce in rete: è 2-1, il volo dell'Aquila continua. La Juventus è avvertita.

CHIAVE- La mossa di Pulga, che schiera a sorpresa Nainggolan dietro le due punte, mette in serie difficoltà l'undici biancoceleste, inaridendo soprattutto l'illuminata regia di Ledesma. A decidere la gara però alla fine sono gli episodi.

MOVIOLA- Orsato non convince in occasione del rigore che fissa il risultato finale, fiscale il rosso a Cossu. Nel complesso la prova arbitrale appare discutibile.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE- Radija Nainggolan: nettamente il migliore in campo, specie nel primo tempo è l'uomo ovunque dei sardi. Morde le caviglie avversarie ma non disdegna la giocata di qualità.

IL PEGGIORE- Andrea Cossu: Entra e si vede sventolare il rosso per proteste. L'arbitro forse sbaglia, lui di più.

martedì 25 dicembre 2012

Mauri: "Forse ora parleranno anche di noi"


Il secondo posto raggiunto in solitaria dalla Lazio nel turno che ha chiuso il 2012 galvanizza Stefano Mauri, che approfitta del 'magic moment' dei biancocelesti di Petkovic per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Il centrocampista ha fatto gli auguri ai tifosi, accompagnando il messaggio da una frecciata ai 'detrattori'.

"Tre punti in trasferta su un campo non facile, sorpasso all'Inter e 2° posto... Una grande Lazio, così forse cominceranno a parlare anche di noi... Forse...", questo il messaggio apparso sul sito ufficiale di Mauri in giornata e rivolto a chi non credeva nei capitolini.

Dopo aver lanciato la 'stoccata', per il numero sei assicura: "Auguro un buon Natale di cuore a tutti voi e ci rivediamo nel 2013... Pronti a ripartire alla grande!".

SAMPDORIA-LAZIO 0-1


Sotto l'albero Petkovic si regala la piazza d'onore del campionato. La sua Lazio “sgambetta” anche l'ex-Delio Rossi rendendogli amaro il debutto sulla panchina di una Sampdoria volitiva ma dai limiti evidenti in ogni reparto. Un goal di Hernanes dopo 28' è più che sufficiente a sigillare il risultato. La sfida si consuma nei limiti dei padroni di casa e nella quadratura di ospiti che non devono fare gli straordinari per portarsi a casa quei tre punti che in trasferta gli mancavano dal viaggio a Pescara dello scorso 7 ottobre.

FORMAZIONI - Delio Rossi si presenta riportando in panchina Palombo (accolto da ovazioni) e proponendo un 4-3-1-2: Romero in porta; Berardi, Rossini, Gastaldello e Costa a sua diretta protezione, linea mediata composta da Munari, Krsticic e Obiang con Poli a ridosso del duo Eder-Icardi.

Petkovic schiera un 4-5-1 che prevede il portiere Marchetti sostenuto da Konko, Dias, Biava e Radu; a centrocampo vanno Hernanes, Mauri, Ledesma, Gonzalez e Luljc a supporto dell'unica punta Klose.

PRIMO TEMPO - Avvio attento, concentrato e vispo della Samp che cerca di affrettare i tempi impegnando seriamente Marchetti con tentativi di Krsticic e Eder. Per gran parte del tempo a spaventare i padroni di casa è solo Lulic: saetta di poco alta. Alla mezz'ora, però, proprio il bosniaco filtra in area surclassando Berardi e mettendo in mezzo un pallone sul quale si avventa Hernanes, rasoterra e rete che vale lo 0-1.

Lo svantaggio shakera le poche idee doriane e la reazione è più istinto che raziocinio. Di meglio gli ospiti non possono chiedere concedendosi il lusso di regalare a Gastaldello una chance, mal sfruttata, su azione d'angolo.

SECONDO TEMPO - Soriano rileva Krsticic seguito da Berardi sostituito da De Silvestri. La Samp, a cui ormai gli avversari sembrano aver preso le misure, gira spesso a vuoto. Icardi stavolta senza sostanza pare esserne l'emblema e Rossi provvede a cambiarlo con Pozzi.

Lui se non altro scalpitante al punto da dare, ad una ripresa tutt'altro che spettacolare, il primo vero sussulto: violento diagonale di destro a fil di palo. Sono appena trascorsi 30' minuti di un bolso braccio di ferro. Nel finale Petkovic fa rifiatare Hernanes dando spazio a Cavanda. L'occasione più nitida capita sui piedi di Konko, murato da Rossini al momento di colpire a colpo sicuro. Si vedono anche Ciani e Floccari per Mauri e Klose. Ma si tratta di comparsate o poco più.

CHIAVE - La smania dei blucerchiati di ben figurare innanzi al nuovo tecnico si scioglie contro il pragmatismo laziale.

MOVIOLA - Dirige senza troppi patemi, Rizzoli di Bologna. Parsimonioso nello dispensare i cartellini e adeguatamente supportato dai suoi assistenti.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Senad Lulic. Sostituisce con grande impeto lo squalificato Candreva confezionando l'assist per la rete di Hernanes dopo una pregievole giocata.

IL PEGGIORE - Nenad Krsticic. Prova opaca per il serbo che non riesce a trovare la giusta collocazione in campo.

a cura di Manuel Auciello

venerdì 21 dicembre 2012

Formazioni Lazio-Sampdoria


Sembrava finito il momento difficile della Sampdoria dopo le vittorie contro Genoa e Bologna e il bel punto strappato a Firenze, ma le ultime due sconfitte con Udinese e Catania hanno fatto ripiombare i blucerchiati vicino alla zona rossa. Oggi i liguri vogliono chiudere l'anno solare della promozione in A facendo punti contro una Lazio in gran forma che non perde in campionato dai primi giorni di novembre e che ha affondato l'Inter seconda in classifica nell'ultimo turno.

I biancocelesti però devono fare i conti con una sorta di maledizione che non li vede vincitori a Marassi da più di 8 anni (settembre 2004): era la prima di campionato e quel giorno decise una rete di Di Canio, ma da quella volta si sono giocate altre sei partite tra Sampdoria e Lazio e la squadra genovese ha vinto cinque incontri e pareggiato una volta. In totale però i precedenti sono più equilibrati: nelle 46 sfide complessive i successi doriani sono 17 contro i 13 dei laziali, 16 i pareggi

QUI SAMPDORIA - Delio Rossi può far affidamento sull'intera rosa, eccezion fatta per lo squalificato Tissone e Maxi Lopez, ancora impegnato nel proprio iter riabilitativo. Al centro della difesa blucerchiata rientra dal 1' Gastaldello, Costa tornerà pertanto ad agire sulla fascia mancina.

QUI LAZIO - In occasione del match esterno contro la Sampdoria, Petkovic è intenzionato a confermare l'11 vittorioso contro l'Inter. A centrocampo verrà riproposto Lulic per via della squalifica inflitta a Candreva, mentre al centro della retroguardia Ciani è favorito su Dias. Durante l'allenamento del giovedì Biava ha rimediato una contusione al ginocchio ma dovrebbe essere regolarmente in campo. Nuovamente a disposizione Cavanda e Kozak.

PROBABILI FORMAZIONI

Sampdoria (4-4-2): Romero; Berardi, Rossini, Gastaldello, Costa; Krsticic, Maresca, Obiang, Poli; Eder, Icardi
A disp.: Da Costa, Berni, De Silvestri, Castellini, Mustafi, Soriano, Renan, Pozzi, Palombo, Poulsen, Estigarribia, Juan Antonio.
All.: Rossi
Squalificati: Tissone (1)
Indisponibili: Maxi Lopez, Munari

Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Ciani, Radu; Gonzalez, Hernanes, Ledesma, Mauri, Lulic; Klose
A disp.: Bizzarri, Carrizo, Scaloni, Dias, Cavanda, Diakite, Cana, Onazi, Floccari, Brocchi, Zarate, Kozak.
All.: Petkovic
Squalificati: Candreva (1)
Indisponibili: Ederson, Rocchi

domenica 16 dicembre 2012

Ledesma: "Mentalità giusta"


Soffertissima, ma alla fine la vittoria che proietta la Lazio al terzo posto è arrivata. Klose 'mata' l'Inter e non spegne i sogni biancocelesti d'altissima classifica. L'entusiasmo regna sovrano, come quello di Cristian Ledesma.

"Credo sia una vittoria meritata - dice a 'Sky' il centrocampista italo-argentino - nel primo tempo abbiamo sbagliato qualche occasione di troppo, nella ripresa abbiamo creato altre palle goal. Siamo più squadra dell'Inter, che punta molto sulle individualità".

Ancora una volta, la Lazio vola appoggiandosi sulle spalle - e sui piedi - di Miro Klose. "Ma non siamo dipendenti da lui - dice ancora Ledesma - e se Petkovic lo ha detto non credo che lo pensasse veramente. L'importante è metterlo nelle condizioni giuste per segnare".

"Stiamo bene - continua il laziale - e abbiamo acquisito la mentalità giusta, questa è la cosa più importante. Partita dopo partita stiamo dimostrando che lassù ci possiamo stare anche noi. La Juve? Non esistono partite facili, nemmeno per loro".

LAZIO-INTER 1-0...ci pensa Miro


Finisce col risultato di 1-0 il match dell’Olimpico tra Lazio e Inter. Dopo un primo tempo noioso, la ripresa è più bella da vedere e sorride alla formazione di casa, che conquista i tre punti in virtù di un goal di Miroslav Klose. Tante occasioni da goal per l’Inter, che ha colpito due pali, ma zero punti.

FORMAZIONI - Il tecnico biancoceleste Petkovic conferma il 4-5-1. Mauri, Gonzalez, Ledesma, Hernanes e Lulic supportano l’unica punta Klose. Niente tridente per l’Inter. Stramaccioni tiene fuori Palacio e, nel 4-3-1-2, consegna a Guarìn le chiavi della trequarti alle spalle di Milito e Cassano.

PRIMO TEMPO - Entrambe le squadre provano a fare la partita senza, però, riuscire a rendersi pericolose prima del 26’, minuto in cui Ledesma non inquadra la porta con un tiro dalla distanza. Pochi minuti dopo l’Inter va vicina al goal su palla inattiva con un bel colpo di testa di Ranocchia.
E’, in teoria, l’ultima azione di un primo tempo abbastanza noioso, che ha visto una leggera supremazia territoriale da parte dei padroni di casa ma poche occasioni degne di nota.

SECONDO TEMPO - Dopo circa 10 noiosi minuti della seconda frazione le squadre cominciano ad allungarsi. Prova ad approfittarne Guarìn con una giocata personale conclusa con una conclusione di mancino che termina a lato. Lo stesso colombiano colpisce il palo di destro a metà tempo. Stessa sorte per il tiro di Cassano di qualche minuto più tardi, sul quale è provvidenziale Marchetti, che compie poi un miracolo sulla successiva conclusione a botta sicura di Nagatomo. A provarci è anche Palacio, che di piatto sfiora il palo. L’Inter produce il suo massimo sforzo, ma la Lazio si salva con fortuna.

I biancocelesti non stanno a guardare e rispondono con Klose. Il campione tedesco sbaglia due volte sottoporta ma alla terza palla che capita sui suoi piedi in area batte Handanovic con un diagonale chirurgico, siglando il goal che decide la gara.

CHIAVE - Dopo un primo tempo particolarmente equilibrato, la ripresa ha offerto maggiore spettacolo. L’Inter ha avuto diverse occasioni ma non ha saputo sfruttarle. La Lazio, al contrario, è riuscita a trovare il goal con Klose e a portare a casa l’intera posta in palio.

MOVIOLA - Al 40’ episodio dubbio: su un cross lungo, Klose inciampa sui piedi di Pereira. L’arbitro Mazzoleni lascia giustamente proseguire: il danno procurato c’è ma è involontario e non provocato da eccesso di foga. Nella ripresa proteste dell'Inter per un tre contro due fermato dall'arbitro per un fallo di Milito su Biava.

Le Pagelle

IL MIGLIORE - Klose. Lotta e sgomita contro l'intera difesa nerazzurra. Sbaglia una volta davanti ad Handanovic, non la seconda che permette alla Lazio di portare a casa il bottino pieno.

IL PEGGIORE - Milito. Gira molto a largo alla ricerca di qualche palla giocabile che puntualmente non arriva. Anche lui, però, non si dà molto da fare.

martedì 11 dicembre 2012

BOLOGNA-LAZIO 0-0


Congelate sullo 0-0, Bologna e Lazio pensano più a coprirsi che ad attaccare. erano 22 anni che le due squadre non pareggiavano. Espulso per doppia ammonizione Kozak. Bologna più pimpante dei biancocelesti.

FORMAZIONI - Bologna con la difesa a 4 e Kone e Diamanti dietro a Gilardino. Lazio con Klose in panchina e Kozak in campo. Lunga per entrambi la lista degli infortunati, ma perlomeno nessuno squalificato.

PRIMO TEMPO - Nella notte gelida del Dall'Ara anche il risultato tra Bologna e Lazio resta congelato. Taider si sistema su Ledesma sin dalle prime battute di gioco per cercare subito la marcatura a uomo. Passano tre minuti quando Gilardino imbecca Diamanti, solo a centro area, il quale si coordina bene, ma manda fuori di poco. Il Bologna é coraggioso e pressa molto alto per buona parte del primo tempo. Pioli l'ha pensata bene quella di lasciare un uomo fisso su Ledesma, dato che l'intera impostazione di gioco della Lazio ne risente. Candreva fa sentire che anche la Lazio c'é, impegnando Agliardi nella prima parata della serata al quarto d'ora.

Buono il lavoro svolto dai due centrali difensivi del Bologna, che di fatto arginano le manovre dei due centrocampisti avanzati di Petkovic e bloccano le incursioni degli attaccanti. Stesso discorso per Biava e Ciani che annullano qualsiasi intenzione di Gilardino. Al 44' Agliardi salva il risultato su Biava che si è improvvisato centravanti in un'azione un po' confusa. Bella prova di riflessi del portiere bolognese, piccato ultimamente dalle voci di mercato.

SECONDO TEMPO - La Lazio si fa attendere sul campo e una bordata di fischi l'accoglie al suo ritorno dagli spogliatoi. Perez non ce la fa e al suo posto entra Guarente. L'atteggiamento offensivo del Bologna é proprio quello che vuole Pioli, la Lazio dal canto suo non riesce ad aumentare il ritmo e resta schiacciata indietro, salvo alterne incursioni nell'area rossoblù. La difesa laziale si lamenta con il proprio centrocampo reo di non fare abbastanza filtro. Guarente, su spunto delizioso di Gilardino, colpisce di collo pieno dalla distanza, ma non centra lo specchio della porta.

Bologna ancora pericolosissimo con Taider e Gilardino che confezionano un'altra golosa occasione, che però mancano di un soffio. Hernanes dà il là al risveglio laziale che in due azioni ravvicinate mette in guardia la retroguardia bolognese. Lulic al posto di Gonzalez che gioca esterno a sinistra facendo accentrare Mauri.

Entra Klose (al posto di Candreva) e Pioli passa alla difesa a tre, esce anche Kone ed entra Morleo. Bologna ancora più pericoloso della Lazio all'82', con Gilardino che fa stendere tutto Marchetti. Kozak incappa nel secondo giallo con un brutto fallo su Taider e viene espulso. Pioli se la gioca subito facendo entrare un giocatore offensivo come Pasquato e togliendo Krhin. E proprio il neoentrato Pasquato costringe Marchetti ad una super parata su tiro dalla distanza per evitare di prendere goal.

LA CHIAVE - Entrambe le squadre hanno fatto più attenzione alla fase difensiva che a quella offensiva.

MOVIOLA - Ciani reclama per un fallo di Cherubin in area, ma viene ignorato, Cavanda ammonito deve saltare la prossima partita contro l'Inter, nessuno protesta sulla doppia ammonizione che porta all'espulsione di Kozak.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Agliardi. Aveva abituato i propri tifosi a prestazione tutt'altro che entusiasmanti, ma oggi l'estremo bolognese non ha sbagliato un intervento dando sicurezza a tutto il reparto.

IL PEGGIORE - Kozak. Peggiore in campo. Bloccato dalla coppia nordica Sorensen-Antonsson non ne azzecca una. Non è quello che ci ha finora deliziato in Europa League. Petkovic inspegabilmente lo premia facendogli giocare tutti i 90 minuti ma lui, testardo, preferisce essere il primo dei suoi ad entrare negli spogliatoi e si prende un doppio giallo a tre dal termine.

domenica 9 dicembre 2012

Aspettando Bologna-Lazio...


Pioli ritrova Sorensen, Petkovic deve decidere se rischiare Klose: queste le principali novità sulle probabili formazioni di Bologna-Lazio, in programma domani sera al Dall’Ara. Messo in cassaforte il primo posto nel girone di Europa League con il poker di Maribor, i biancocelesti si rituffano in campionato con l’obiettivo di dare continuità ai recenti risultati positivi: sfruttando gli scontri diretti di Milano e Roma, Mauri e compagni potrebbero riavvicinarsi alle zone altissime della classifica. Il Bologna, però, è squadra da prendere con le molle, soprattutto davanti ai propri tifosi: dopo il ko di fine ottobre contro l’Inter, in casa i rossoblù hanno sempre fatto bene, raccogliendo sette punti in tre partite. Fischio d’inizio domani alle ore 21, arbitro Antonio Damato di Barletta. Diretta tv su Sky Sport 1, Sky SuperCalcio, Sky Calcio 1 e Premium Calcio.

Bologna – Salvo sorprese dell’ultim’ora, Sorensen farà parte dell’undici titolare: con il recupero del centrale danese, Pioli tornerà alla difesa a tre. Rispetto al match con l’Atalanta, il tecnico ritrova sia Garics (che ha superato i guai muscolari) che Morleo (che ha scontato la squalifica): il primo dovrebbe soffiare il posto a Motta sull’out di destra, il secondo si muoverà dalla parte opposta. Senza Gabbiadini, appiedato dal Giudice Sportivo, Gilardino agirà da unica punta: alle sue spalle ci sarà Diamanti, con Kone pronto a dare una mano.
Questa la probabile formazione (3-4-2-1): Agliardi; Antonsson, Sørensen, Cherubin; Garics, Taider, Perez, Morleo; Diamanti, Kone; Gilardino.
A disposizione: Stojanovic, Malagoli, Motta, Carvalho, Radakovic, Krhin, Abero, Pulzetti, Pazienza, Guarente, Pasquato, Paponi. All. Pioli.
Squalificati: Portanova (fino al 10/12/2012), Gabbiadini (1).
Indisponibili: Gimenez, Acquafresca, Curci, Lombardi, Natali.

Lazio – Lo schieramento con tre difensori, adottato in Europa League, è pronto a tornare in soffitta: al Dall’Ara Petkovic si affiderà al consueto modulo con quattro difensori, cinque centrocampisti ed una punta. Rispetto alla sfida contro il Parma, il tecnico rischia di dover rinunciare a Klose: il tedesco ha ripreso ad allenarsi con i compagni e potrebbe stringere i denti, ma Floccari e Kozak restano in preallarme. Per il resto, confermata la squadra di domenica scorsa: Cavanda e Ciani sostituiranno gli infortunati Konko e Dias, in mezzo al campo ci sarà ancora Gonzalez.
Questa la probabile formazione (4-5-1): Bizzarri; Cavanda, Biava, Ciani, Radu; Candreva, Gonzalez, Ledesma, Hernanes, Mauri; Klose.
A disposizione: Carrizo, Scarfagna, Zauri, Diakité, Scaloni, Ederson, Stankevicius, Cana, Onazi, Lulic, Floccari, Kozak, Rozzi. All. Petkovic.
Squalificati: nessuno.
Indisponibili: Brocchi, Zarate, Dias, Rocchi, Marchetti, Konko.

domenica 2 dicembre 2012

LAZIO-PARMA 2-1



Ripetersi è sempre più difficile, come si suol dire. La Lazio ce la fa: dopo il 3-0 di martedì all’Udinese, arriva anche il 2-1 al Parma. Ma che sofferenza: Biava e Klose sembrano chiudere il match già nel primo tempo, poi la squadra di Petkovic si svuota dopo l’uscita per infortunio del tedesco e rischia, nella ripresa, con il goal di Belfodil. Ma porta a casa i 3 punti e si issa, in attesa della Fiorentina, al quarto posto. L’Aquila vola sempre più in alto.

FORMAZIONI – Petkovic conferma il 4-1-4-1 che tante soddisfazioni ha dato fin qui. Due soli i cambi rispetto alla formazione che ha demolito l’Udinese: Bizzarri in porta al posto dell’infortunato Marchetti, Hernanes di nuovo titolare in luogo del connazionale Ederson. In avanti, ovviamente, Miro Klose. Donadoni non ha a disposizione Rosi e lo rimpiazza con Benalouane. Musacci titolare in mezzo al campo, nemmeno panchina per Valdes. Davanti, nel tridente, c’è anche Sansone, carnefice dell’Inter.

PRIMO TEMPO – Per 25 minuti, all’Olimpico vince la noia. A tentare con più convinzione è la Lazio, che imprime costantemente velocità e verticalità alle proprie iniziative. Ma i biancocelesti non superano l’attenta retroguardia piazzata da Donadoni, nonostante un Hernanes in palla. I ducali, dal canto loro, si avvicinano raramente all’area presidiata da Mirante

Poi, d’un tratto, due lampi accendono il match. Il primo, appunto, del 25’: calcio d’angolo di Candreva, e Biava è il più lesto a uscire da una mischia e scagliare il pallone sotto la traversa di Mirante; il secondo dopo 9 minuti, quando Klose mette in mostra ancora una volta il proprio killer instinct, anticipando il numero 1 gialloblu su illuminante tocco in profondità di Gonzalez.

Il Parma prova a reagire soltanto nel finale di tempo, ma sbatte costantemente contro il muro formato dalla difesa laziale. Semmai, i ducali possono recriminare per un paio di episodi in area. Nel più chiaro, Klose (uscito poi a poco dall’intervallo a causa di un guaio muscolare) colpisce la palla con la mano, ma Guida non assegna un rigore sacrosanto.

SECONDO TEMPO – L’inizio di ripresa pare non promettere nulla di buono per il Parma, in odore di goleada al passivo: Mirante è strepitoso nel ribattere la conclusione potente di Candreva, che sarebbe valsa i titoli di coda sul match. E proprio la parata del numero 1 gialloblu ridà fiato e speranze agli emiliani, che iniziano ad architettare progetti di rimonta.

Il primo mattone, in questo senso, viene posto al minuto 66: Sansone dribbla in slalom mezza retroguardia laziale e, in area di rigore, viene sgambettato da Mauri. Rigore solare, che compensa il Parma di quello non concesso nel primo tempo. Belfodil, incaricatosi della battuta nonostante il rigorista sia Marchionni, si fa murare da Bizzarri ma segna sulla ribattuta.

Il portiere argentino è fondamentale, qualche minuto dopo, nel negare il pari agli ospiti. Riflesso felino ancora su Belfodil, servito in area da Gobbi, e vantaggio conservato. Il 2-1 dura fino al termine, perché il Parma pecca di precisione in avanti e la Lazio non ha la forza di organizzare contropiedi veloci. E al 93’, quando Guida fischia tre volte, l’Olimpico esplode.

CHIAVE – I tifosi della Lazio devono ringraziare Albano Bizzarri. Il sostituto di Marchetti neutralizza la zampata a colpo sicuro di Belfodil, che qualche minuto prima aveva realizzato – su ribattuta – il rigore dell’1-2. Senza quell’intervento miracoloso, i biancocelesti si sarebbero trovati a ricostruire tutto daccapo.

MOVIOLA – Brutta prestazione, quella dell’arbitro Guida. I ducali protestano per un intervento sospetto in area di Ciani su Biabiany, ma soprattutto per un presunto rigore non concesso per mani di Klose. Solare l’altro penalty, quello che consente a Belfodil di andare a segno.

Dalle Pagelle

IL MIGLIORE - Candreva. Ci prova sempre, e da ogni posizione. Non trova il goal solo per difetto di mira e per una grande parata di Mirante.

IL PEGGIORE - Amauri. Un fantasma. Tocca pochissimi palloni, fa poco movimento, non è mai pericoloso dalle parti di Bizzarri. Donadoni lo toglie a inizio ripresa.