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giovedì 28 marzo 2013

FORMELLO - Radu, Cana ed Hernanes in gruppo, solo palestra per Kozak e Mauri



AGGIORNAMENTO ORE 17.20 - È appena terminato anche l'allenamento pomeridiano della banda Petkovic. La squadra si è ritrovata poco prima delle 16 per la seconda seduta della giornata, durante la quale il gruppo ha utilizzato una partitella, con tanto di porticine, come riscaldamento. Poco dopo tutti agli ordini di Paolo Rongoni per un buon lavoro atletico, caratterizzato per circa mezz'ora da ripetute di 50 metri. Continua, quindi, il richiamo di preparazione da parte dello staff biancoceleste per rimettere benzina nelle gambe dei calciatori. Sul finale partita a campo ridotto 8 contro 8: da una parte Bizzarri, Stankevicius, Cana, Radu, Rozzi, Onazi, Candreva e Klose; dall'altra Strakosha, Pereirinha, Ciani, Lulic, Ledesma, Hernanes, Ederson e Saha. Tornano in gruppo, quindi, i nazionali Cana, Radu ed Hernanes. Contro il Catania tutti e tre partiranno dal primo minuto, i primi due dovrebbero formare l'inedita coppia centrale difensiva vista la squalifica di Ciani, il forfait di Dias e le non perfette condizioni fisiche di Biava. Ieri pomeriggio l'ex Genoa aveva abbandonato l'allenamento per un trauma al polpaccio: come rende noto lo staff sanitario biancoceleste sul sito ufficiale, il centrale ha "riportato un parziale miglioramento clinico e ha quindi svolto un blando lavoro atletico in palestra". Domani il numero 20 verrà valutato dallo staff medico, si spera di escludere una lesione alla zona interessata. Soltanto palestra per Kozak, tornato dopo la vittoria della sua Repubblica Ceca sul campo dell'Armenia. Stesso discorso per Mauri e Marchetti: il brianzolo rischia di saltare il match di sabato pomeriggio, nelle migliore delle ipotesi sarà inserito da mister Petkovic nella lista dei convocati. La ripresa è prevista per domani alle ore 11.

FORMELLO - "Avanti Lazio, non c'è tempo da perdere". Potrebbe essere questo il pensiero ricorrente nella testa di Petkovic. O almeno da una settimana a questa parte. Il tecnico non risparmia i suoi, anche il programma di oggi prevede due sedute. L'allenatore raddoppia le fatiche, è "stanco" dei passi falsi in campionato. La sosta per le Nazionali è alle spalle, il match con il Catania si avvicina, è ora di mettere a fuoco il mirino e puntarlo fisso sulla squadra di Maran.

PROVE DI CROSS E TIRI - Alle 11 è scattato il primo allenamento della giornata. Inizialmente sul terreno di gioco del "Fersini" si sono visti soltanto Ledesma, Ederson e Pereirinha, insieme ai tantissimi giovani della Primavera. Il gruppo ha effettuato un riscaldamento caratterizzato da balzi e scatti bravi, mentre il resto della squadra è sceso in campo dopo una mezz'ora piena di palestra. Di seguito, la seduta mattutina ha visto andare in scena alcune esercitazioni di cross e tiri dove Ederson e Keita si sono esaltati nelle conclusioni a rete. Ha partecipato all'intero allenamento anche Miro Klose, ormai riaggregatosi definitivamente al resto dei compagni. Differenziato, invece, per Mauri: il brianzolo ha lavorato a parte insieme al preparatore atletico Alessandro Fonte svolgendo prima una corsa blanda intorno al perimetro del centro sportivo, poi effettuando esercizi tecnici con il pallone. Assenti Dias e Biava (alle prese con una lesione all'adduttore destro e con un trauma contusivo al polpaccio), mentre Konko e Floccari hanno proseguito con i rispettivi protocolli riabilitativi.

ASPETTANDO I NAZIONALI - Petkovic recupera qualche pezzo dalle Nazionali impegnate nelle qualificazioni mondiali. Nel quartier generale di Formello si sono rivisti, infatti, Candreva, Marchetti ed Hernanes. L'esterno di Tor de Cenci, ieri utilizzato dal ct Prandelli negli ultimi 30 minuti della partita con Malta, ha svolto senza alcun tipo di problema l'intera seduta mettendo dentro traversoni a ripetizione dall'out di destra. Soltanto scarico in palestra per gli altri due: mentre Marchetti ha seguito da "spettatore" i due match dell'Italia, il Profeta ha disputato entrambe le amichevoli del suo Brasile totalizzando 180 minuti di impiego. Con ogni probabilità il brasiliano si riunirà al gruppo a partire da oggi pomeriggio. Intanto a bordo campo presente anche il ds Igli Tare.

mercoledì 23 gennaio 2013

Coppa Italia: JUVE-LAZIO 1-1


Spettacolo e goal non sono mancati nella semifinale d’andata tra la Juventus e la Lazio: allo Juventus Stadium finisce 1-1. Chi andrà in finale si deciderà martedì prossimo in occasione del ritorno, ma se i biancocelesti sono vivi lo devono a Federico Marchetti che, come era già successo in campionato, salva il risultato con almeno due interventi prodigiosi, specialmente quello al minuto 80’ sul colpo di testa di Vidal.

La Juventus, in emergenza, non sfigura, ma la Lazio di Petkovic si dimostra squadra quadrata e rocciosa e, anche quando sembra “sprofondare”, riesce a recuperare con il suo capitano Mauri. Martedì prossimo alla Juventus serve vincere o pareggiare con almeno due gol (l’1 a 1 porterebbe ai supplementari), ma la missione si preannuncia difficile.

FORMAZIONI - Conte opta per il 3-5-1-1 con Matri unica punta supportato da Marchisio. Confermato in mezzo al campo Pogba, autore di una straordinaria doppietta nella gara di sabato contro l’Udinese, mentre in porta va Storari al posto di Buffon. Sull’altra sponda, Petkovic non recupera Klose e deve fare a meno di Dias (squalificato), quindi si affida ad un prudente 4-5-1 con Floccari punta di riferimento.

PRIMO TEMPO - Avvio senza grandi emozioni allo Juventus Stadium, anche a causa dell’alta posta in palio. Nei primi 25’ si registrano solamente azioni su calci da fermo, anche se i due portieri non vengono quasi mai chiamati in causa. La vera ed unica palla gol della prima frazione arriva al minuto 35’ quando Marrone sbaglia un intervento e per poco Mauri non batte Storari: tempestivo l’intervento di Barzagli quasi sulla linea di porta che nega la gioia del gol al capitano della Lazio.

Prima del riposo (44’) da segnalare l’uscita dal campo per infortunio di Bonucci: al suo posto Conte getta nella mischia Caceres.

SECONDO TEMPO - La ripresa si apre con la Juventus che va subito all’attacco e al 54’ Matri da ottima posizione ci prova con un bel piattone destro, ma sulla sua strada trova Marchetti che devia in angolo. La Lazio sembra soffrire e al 63’ subisce il goal dei padroni di casa: Giaccherini crossa da sinistra, Peluso salta “su” Lulic e con un bel colpo di testa batte Marchetti, che protesta (insieme a Petkovic) per un presunto fallo dell’ex atalantino.

Sospinta dal proprio tifo, la Juve al 72’ sfiora il 2-0 con Vidal che di esterno destro da buona posizione colpisce il palo a Marchetti battuto. Petkovic prova a cambiare, inserendo Candreva al posto di uno spento Ledesma, ma è sempre la Juventus a fare la partita, con la Lazio in difficoltà, tant’è che al minuto 80’ ci vuole un super Marchetti a dire di no a Vidal che aveva colpito di testa. Nel finale, la Lazio prova il tutto per tutto e a sorpresa al minuto 86’ trova il pareggio con Mauri, che sugli sviluppi di un corner anticipa De Ceglie e batte da due passi un incerto Storari.

CHIAVE - La prodezza di Marchetti al minuto 80’ che nega il 2-0 alla Juventus e tiene in vita la Lazio, visto che poi ci pensa Mauri a trovare il gol del pari. Il portiere ex Cagliari si esalta sempre contro la Juventus, considerando che anche in campionato allo Juventus Stadium era risultato il migliore in campo.

MOVIOLA - Partita tranquilla per Damato di Barletta e i suoi collaboratori. Nella prima frazione giusta l’ammonizione ad Hernanes per un fallo a metà campo ai danni di Vidal. Nella ripresa, l’episodio dubbio avviene al 63’ in occasione del vantaggio della Juventus, che fa “infuriare” Petkovic e Marchetti: Peluso si appoggia su Lulic, ma il contatto è minimo e fa bene Damato ad assegnare il goal. Nel finale proteste di Vucinic per un contatto in area, ma anche in questo caso il direttore di gara fa bene a non fischiare. Giusto il giallo anche a Ciani nel recupero. Nel complesso sufficiente la prova della terna.

domenica 20 gennaio 2013

PALERMO-LAZIO 2-2


Dal paradiso all’inferno. O viceversa. Al Barbera finisce 2-2 tra Palermo e Lazio al termine di una partita spettacolare e che lascia l’amaro in bocca a entrambe le formazioni. Primo tempo ad appannaggio dei biancocelesti che gestiscono il vantaggio fino al 24’ della ripresa. Poi due accelerazioni dei siciliani mandano al tappeto gli uomini di Petkovic che nel giro di 120 secondi si ritrovano clamorosamente in svantaggio.

Allo scadere, poi, la Lazio agguanta il pareggio su rigore; nel secondo tempo annullato a Floccari il goal del possibile 2-0 per un fuorigioco inesistente. Capitolini che infilano il 15esimo risultato consecutivo – eguagliato il record di Delio Rossi – siciliani che respirano in fondo alla classifica.

FORMAZIONI - Poche le alternative per Gasperini costretto a una formazione obbligata e con l’acqua alla gola. Unica defezione l’assenza di Brienza. Sulla trequarti rientra Ilicic alle spalle della coppia Dybala-Miccoli.

Nella Lazio, Pektovic, deve rinunciare a Konko e Klose. In difesa c’è Ciani che vince il ballottaggio con Dias, a centrocampo parte titolare Lulic, preferito a Candreva. In avanti Floccari, unica punta.

PRIMO TEMPO - Pronti via, la Lazio impone la legge del più forte. Al 9’ i biancocelesti sono già in vantaggio. Lancio di Ledesma per la testa di Floccari che insacca all’incrocio dei pali. Ujkani può solo guardare la palla entrare e recriminare per la traiettoria beffarda. La reazione del Palermo solo è in un bolide di Miccoli che al ventesimo da dentro l’area piccola esalta i riflessi di Marchetti.

La manovra dei rosanero si scontra contro l’ottima organizzazione tattica della Lazio, che gioca (quasi) a memoria imponendo ritmo e possesso palla. Di contro, Gasperini, oltre l’inversione di ruolo tra Dybala e Ilicic, non riesce a imprimere velocità alla manovra. Né bastano le fiammate offensive di Miccoli. La Lazio chiude in avanti, Hernanes impegna il portiere rosanero che smanaccia in corner, ma il risultato non cambia.

SECONDO TEMPO - Si comincia con un cambio tattico nei siciliani: Munoz per Aronica. L’ingresso dell’argentino vivacizza la manovra dei siciliani, più attenti in fase d’impostazione, cui manca, però, l’ultimo passaggio. Al 17’ la Lazio raddoppia, ancora Floccari su assist di Mauri. Ma l’arbitro annulla il goal per un fuorigioco inesistente.

Al Palermo, però, bastano due minuti per ritrovarsi dall’inferno al paradiso. Rios e Dybala dal 24’ ribaltano la Lazio nel giro di 120 secondi. Prima il pareggio dell’uruguagio che su cross di Dessena dalla sinistra, sorprende la difesa laziale e insacca. Poi il vantaggio dell’argentino servito sull’asse Miccoli- Ilicic che riporta in quota i rosanero. Ossigeno puro per i siciliani, una doccia fredda per i capitolini. Il tecnico serbo allora mette dentro Candreva per Radu nel tentativo di arginare lo strapotere rosanero. La reazione della Lazio si concretizza al 39’. Munoz atterra Floccari in area: Rocchi indica il dischetto e Hernanes trasforma.

Nel finale Miccoli potrebbe fare esplodere lo stadio, ma manda alle stelle l’ultimo pallone della partita. Finisce 2-2. Tra rimpianti e sorrisi: la Lazio resta a -2 dalla Juve, il Palermo non si schioda dal fondo della classifica.

LA CHIAVE - In due minuti il Palermo si ritrova dall’inferno al paradiso, grazie al pareggio di Rios e al vantaggio di Dybala. Gioia che poi si spegne dopo la rete di Floccari su rigore.

MOVIOLA - Allo scadere del primo tempo appare regolare un leggero contatto in area tra Cavanda e Rios: Rocchi giustamente non fischia. Nella ripresa, da segnalare un goal regolare annullato a Floccari per un fuorigioco inesistente.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Dybala: Questo è un giocatore da seguire con grandissima attenzione. Inizia seconda punta poi passa trequartista per ritornare davanti, ma dovunque lo metti è sempre pericolossismo. Il goal premia la sua grandissima prova.

IL PEGGIORE - Aronica: Doveva essere l’acquisto per rinsaldare una difesa in grande difficoltà ed invece è lui ad andare subito in affanno. Gasperini lo toglie all’intervallo e la difesa ne beneficia.

mercoledì 9 gennaio 2013

LAZIO-CATANIA 3-0...voliamo in semifinale



La Lazio ha fatto tredici. Battendo 3-0 il Catania nei quarti di Coppa Italia. Rete di Radu nel primo tempo e doppietta di Hernanes nel secondo. Diventano così, appunto, tredici i risultati utili per la squadra di Petkovic, che in semifinale affronterà la vincente di Juventus-Milan, in programma mercoledì sera a Torino. Lazio cinica, che ha rischiato all'inizio dei due tempi, assistita anche da un pizzico di fortuna quando Izco ha colpito il palo sullo 0-0, trovando poi sempre il bersaglio alla prima occasione creata. Ma Lazio compatta e in salute, col morale alto, capace di vincere pure con Klose e Mauri risparmiati, neanche in panchina. Il Catania si conferma frizzante, ma leggerino davanti, dove manca un goleador implacabile.

Radu gol — La Lazio rischia subito, nel primo tempo. Sul destro violento di Izco da fuori area: palla che colpisce il palo alla sinistra di Bizzarri. Il Catania, in campo con tanti titolari, Maran limita al minimo il turn over, va dunque subito vicino al vantaggio. La Lazio, però, solida, compatta, carbura con il passare dei minuti. Non sarà brillante, ma non concede più nulla, e poi fa la partita. Il gol arriva di testa, grazie a Radu, che, appostato nell'area piccola, anticipa Izco su un angolo calciato da destra. La Lazio poi sfiora il raddoppio con l'unica punta, Floccari, il cui diagonale trova pronto alla replica Frison. All'intervallo Lazio avanti di un gol.

Doppio hernanes — Il Catania parte meglio pure nella ripresa. Con l'nterno destro appena alto di Almiron, l'argentino aveva cercato la conclusione ad effetto, una magia, fuori di un nulla. I rossazzurri insistono: bel sinistro, con grande facilità di calcio, di Bergessio, su assist di Gomez, bravissimo Bizzarri ad alzare sopra la traversa. Al 16' arriva però il raddoppio di Hernanes. Perchè il Catania il gol lo sfiora, la Lazio lo trova, sempre al primo tentativo, come nei primi 45'. Stavolta con un tocco di destro, di giustezza e classe del Profeta, su assist da sinistra, dal fondo, di Floccari. Poi nel recupero il Profeta - lodato da Petkovic a fine gara - brasiliano segna ancora, ancora di classe, stavolta di sinistro. Lazio, l'ultima volta sconfitta proprio dal Catania, 0-4 vindicato stasera, che si gode il momento magico: la semifinale di Coppa Italia ne è lo specchio più brillante.

Riccardo Pratesi