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martedì 2 aprile 2013

Papa Franceso tifa Lazio. Gonzalez: "E' il nostro orgoglio"


Papa Francesco I è un grande appassionato di calcio e non ha mai nascosto le proprie simpatie per il San Lorenzo, la squadra argentina di cui è un grandissimo tifoso. Ad una settimana esatta dal derby, però, come sottolineato anche dall’Osservatore Romano, quotidiano molto vicino allo Stato Pontificio, si scopre che il pontefice è tifoso della Lazio. Alla fine degli anni '60 padre Bergoglio, infatti, insegnava filosofia a Santa Fé e aveva come "perpetua" Isabela Pianta Gussones. La donna, oggi 96enne, è la sorella di Eulalia Pianta Gussones, che ha sposato Marco Enzo Castroman, il nonno del centrocampista che tra il 2001 e il 2003 ha militato nella Lazio. Ed è proprio in quegli anni, grazie anche a una visita a Formello, che l’attuale capo della chiesa cattolica è diventato un fedele sostenitore della squadra biancoceleste. Intanto, ieri mattina, in Piazza San Pietro erano presenti, tra gli altri, Scaloni e Gonzalez che hanno voluto rendere omaggio al papa. "Siamo stati lì per salutare Papa Francesco nel giorno di Pasqua. E' stato molto emozionante", ha raccontato il mediano uruguaiano. E ha aggiunto: "Per noi è un motivo d'orgoglio avere il Papa sudamericano".

venerdì 22 febbraio 2013

Lazio-Borussia M'Gladbach 2-0



Bastava il pari, la Lazio non si è accontentata. Complice una difesa del Borussia Monchegladbach traballante, la formazione biancoceleste ha battuto il club tedesco per 2-0 grazie alle reti di Candreva e Gonzalez qualificandosi agli ottavi di Europa League, dove affronterà lo Stoccarda. Una vittoria che risolleva il morale dopo il k.o di campionato.

FORMAZIONI - Con Mauri out per un problema al polpaccio, Vlad Petkovic schiera un 4-1-4-1 con Floccari unica punta. Recuperato Radu in difesa, insieme al rumeno Biava, Konko e Cana. Davanti alla difesa, edesma, centrocampo folto con Hernanes e Candreva.

Gli ospiti di Favre si affidano al 4-4-2; De Jong ed Herrmann di punta, Arango, Cigerci e Marx a centrocampo. Tra i pali uno dei portieri più desiderati del continente, ter Stegen mentre Wendt e Dominguez in difesa come da vigilia.

PRIMO TEMPO - Primi minuti di gioco molto equilibrati, con i tedeschi a giostrare in mezzo al campo e i biancocelesti a tentare lo sfondamento attraverso le fasce. Il match, però, cambia radicalmente al decimo minuto, causa erroraccio degli ospiti.

Dominguez si fa rubare palla da Candreva sulla propria trequarti con l'ex juventino ad involarsi rapidamente, ed indisturbatamente, verso la porta, insaccando alle spalle dell'incolpevole ter Stegen. Borussia che non riuscirà a riprendersi dopo tale episodio.

Lulic e Gonzalez tentano la conclusione da fuori trovando la risposta dell'estremo difensore o la curva dello stadio Olimpico, fino al minuto 33: discesa di Radu e conclusione respinta dal portiere, Gonzalez bravissimo a scagliarsi sul pallone aiutato da una difesa Gladbach completamente ferma.

SECONDO TEMPO - Si riparte con gli stessi ventidue e i padroni di casa sempre più pericolosi rispetto al club di Arango. Un Arango completamente ingabbiato come il resto dei suoi compagni. Si decide così per il cambio, fuori il venezuelano, dentro il giovane Younes.

Ed è proprio il 20enne appena entrato a creare pericoli alla difesa capitolina, dribbling e controdribbling con botta, però, sull'esterno della rete. Dopo l'ora di gioco Marchetti effettua la prima parata sulla conclusione di Stranzl.

La Lazio non corre pericoli, Petko decide di far rifiatare l'autore del secondo goal Gonzalez per Onazi, recude dal successo in Coppa d'Africa. Fuori anche Cigerci, deludente, e Floccari, stanco: Hanze e Kozak in campo per il rush finale, a parte un salvataggio di Lulic su Herrmann all'80', senza emozioni. 2-0 Aquila e ottavi di finale.

CHIAVE - Ha subito cinque goal nelle due gare dei sedicesimi, il club di Favre. L'allenatore svizzero non sarà affatto soddisfatto dei suoi dopo una sfida colma di errori come quella odierna: Dominguez spezza in due il match, il resto della retroguardia è troppo disattenta nel secondo goal.

MOVIOLA - L'arbitro Gocek controlla bene la partita senza troppi patemi, sopratutto in una prima frazione senza il minimo cartellino. Primo giallo al minuto 77: Younes si butta senza essere toccato, simulazione e giusta sanzione.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Candreva. Fondamentale il suo goal, che sul piano mentale permette ai biancocelesti di giocare con scioltezza. Buona prova.

IL PEGGIORE - Dominguez. Ha sulla coscienza il goal che sblocca l’incontro. Imperdonabile l’errore apre la strada al vantaggio biancoceleste.

mercoledì 30 gennaio 2013

LAZIO-JUVE 2-1: é finale!


Una semifinale dall'epilogo incredibile quella tra Lazio e Juventus. Al 53' il goal di Gonzalez sembrava aver chiuso definitivamente i conti, ma al 91' il goal di Vidal faceva pensare a tutti che questa Juve non muore mai. Pensiero sbagliato, almeno stasera. La squadra di Petkovic voleva fortemente la finale di Coppa Italia, ed in pochi secondi Floccari fa riaprire gli occhi ai tifosi biancocelesti come dopo un brutto sogno. Poi Marchisio perde l'ultimo treno, allora all'Olimpico è festa.

FORMAZIONI - Petkovic schiera la difesa a tre ed avanza Radu e Konko sulla linea dei centrocampisti, completata da Ledesma, Gonzalez ed Hernanes. In avanti Mauri a supporto di Klose, recuperato pienamente dall'infortunio e subito schierato titolare.

Nei bianconeri Conte rinuncia a molti dei suoi big: fuori Buffon, Pirlo, Marchisio e Pogba, dentro Storari, Padoin, Marrone e Giaccherini. In difesa si rivede Peluso, preferito a Caceres, mentre a centrocampo chance per Isla. Davanti il tandem Giovinco-Quagliarella, con Matri e Quagliarella in panchina.

PRIMO TEMPO - Per sopperire alla mancanza di spettacolo, i primi 45 minuti regalano una bella dose di polemiche. Si inizia appena al 10': Isla lancia Vucinic, che viene steso in area di rigore da Marchetti. Banti ci pensa un pò, ma poi decide che non ci sono gli estremi per il calcio di rigore. Le proteste si scatenano.

La partita si incattivisce e viene spezzata dai continui fischi del direttore di gara. Tatticamente, invece, la Lazio si chiude bene e concede pochissimi spazi alle offensive juventine. Un buon taglio di Isla mette in apprensione la difesa biancoceleste al 25', ma Marchetti è bravo ad abbrancare la sfera in uscita bassa.

Alla mezz'ora, però, che succede? Altre polemiche. Klose aggancia bene in area di rigore, Isla lo sgambetta, ma il tedesco prova con grande sportività a tenersi in piedi senza fortuna. Banti si fa trarre in inganno, ed anche questa volta non concede un penalty sacrosanto.

La prima frazione si conclude con il risveglio improvviso della Juve, che nei minuti di recupero impegna finalmente Marchetti con Vucinic prima e Giovinco poi. La Formica Atomica, a dire il vero, avrebbe potuto fare decisamente meglio.

SECONDO TEMPO - Le emozioni, tornando dagli spogliatoi, arrivano subito. Al 53' Ledesma apre il compasso e trova in area di rigore Gonzalez, che si tuffa ed inzucca perfettamente alle spalle di Storari il pallone dell'1-0 Lazio. Assolutamente non pervenuta la difesa della Juventus.

Passano i minuti, ma la reazione della Juve non arriva. Conte manda dentro Pirlo, Marchisio e Quagliarella, mentre Petkovic è costretto a togliere Hernanes andato al tappeto dopo un brutto scontro con Marrone. Nel frattempo Giovinco cade due volte in area di rigore, ma stavolta la decisione di Banti appare decisamente corretta.

In avanti la squadra di Conte non riesce proprio a pungere. Si vede soltanto qualche tiro dalla distanza e poco più, per la difesa laziale è un gioco da ragazzi contenere le offensive e mantenere il preziosissimo 1-0. Almeno fino al 91', quando succede di tutto.

In meno di sessanta secondi arriva prima il pari di Vidal che sfrutta un regalo di Radu, e poi il 2-1 di Floccari che fa andare letteralmente in estasi l'Olimpico. Finita qui? Non ancora.

C'è il tempo di vedere il goal clamoroso mangiato da Marchisio a porta vuota, dopo una parata altrettanto clamorosa di Marchetti su Giovinco. E' l'ultimo brivido, dopo di che l'Aquila può spiccare il volo verso la finale.

CHIAVE - La Lazio ci ha creduto di più, voleva fortemente questa finale. Il pari di Vidal al 91', praticamente alle prima occasione del secondo tempo, avrebbe spezzato le gambe a chiunque. Invece Floccari si è prontamente rialzato per saltare e colpire di testa il pallone dell'immediato raddoppio. La Juve ha commesso comunque troppi errori, clamoroso quello di Marchisio che avrebbe potuto rimettere incredibilmente la partita in equilibrio.

MOVIOLA - Non serviva probabilmente nemmeno l'aiuto del replay per capire che i falli di Marchetti su Vucinic e Isla su Klose erano da calcio di rigore. Per Banti non è stata affatto una partita facile.