martedì 30 ottobre 2007

Totti non gioca il derby!..sarà vero o è la solita finta???

Il capitano della Roma non è stato convocato per la sfida di domani sera contro la Lazio: l'infortunio al collo del piede destro rimediato contro lo Sporting Lisbona in Champions non è stato ancora superato. Nessun problema per Mirko Vucinic

Niente derby per Francesco Totti. Il capitano della Roma non ha superato l'infortunio al collo del piede destro rimediato contro lo Sporting Lisbona in Champions e non è stato convocato da Luciano Spalletti per la gara contro la Lazio di domani sera. Quindi,in avanti avrà ancora spazio Mirko Vucinic. L'attaccante montenegrino è regolarmente nella lista dei convocati, nonostante il fastidio all'inguine sinistro riportato durante la sfida di domenica con il Milan.
I CONVOCATI - Questa la lista dei ventuno convocati: Antunes, Barusso, Bertagnoli, Brighi, Cassetti, Curci, Cicinho, De Rossi, Doni, Esposito, Ferrari, Giuly, Juan, Mancini, Mexes, Panucci, Perrotta, Pit, Pizarro, Tonetto, Vucinic.
-Manuel-

Zauri:la Lazio può riemergere!


"I derby si vincono col carattere e la grinta","Abbiamo le capacita' per riemergere". Cosi' il capitano della Lazio Luciano Zauri suona la carica a due giorni dal derby."In questo momento - dice - sembra tutto nero. L'inizio di stagione non e' stato dei migliori ma questo non vuol dire che adesso siamo da buttare via". Zauri spera di prendersi una bella soddisfazione nella stracittadina. "Come classifica e rosa la Roma ci e' superiore ma nei derby il risultato lo fanno il carattere la grinta e la voglia di vincere".

domenica 28 ottobre 2007

Lazio-Udinese 0-1..l'ennesima figuraccia!

LA PARTITA:E' uno spettacolo degradante quello offerto ai poco più dei 20mila dell'Olimpico (sempre de meno!)...Una partita giocata in modo blando e lento da entrambe le squadre. L'Udinese fà il suo solo a fine primo tempo e nella ripresa, la Lazio poco cinica sotto porta e sempre troppo imprecisa nell'ultimo passaggio che a tratti è superiore ai friulani ma lenta e svogliata..Baronio sostituisce bene Ledesma ma non ha personalità (caratteristica che manca anche all'argentino), Mudingay è roccioso ma in fase di impostazione è inguardabile e Mutarelli si muove pochissimo in avanti e copre poco in fase difensiva causando anche qualche svarione...l'unico "salvabile" è Manfredini che forse risente ancora dell'ondata "positiva" della trasferta a Brema.
Nella difesa da sottolineare la caparbietà, la sicurezza e l'esperienza del sempre più titolare Marco Ballotta.Il "Gatto di Casalecchio" prende molti tiri, esce bene (eccezion fatta per un "aggancio dell'aria" su un calcio d'angolo) e non si fa intimorire dal pressing friulano rischiando anche qualcosa di troppo, cmq il migliore in campo, Scaloni preso di mira dall'arbitro si vede negare due rigori, da il meglio di sè e rimedia anche un giallo discutibilissimo. Stendardo e Cribari sono da 6 politico come sempre e De Silvestri e Kolarov da 5 come sempre. De Silvestri non copre e non la prende di testa in occasione del gol, mentre Kolarov lascia scoperta la sua fascia praticamente per tutta la gara. In attacco abbastanza mobile Rocchi anche se sembra aver perso lo smalto di un tempo e Pandev abulico. Makinwa il solito "imbranato" che non azzecca uno stop o un passaggio e che vedere come sprecati quei 9 o 10 milioni di euro dati all'Atalanta!

L'ARBITRO:Vorrei parlare di Pierpaoli di Firenze che pure essendo di Firenze è stato mandato più volte a "quel Paese", che ha arbitrato in modo indegno e che ha negato più di un fallo (fra cui un rigore netto su Scaloni) alla Lazio, ha regalato forse troppo all'Udinese e ha concesso un paio di ammonizioni discutibili sia da una parte che dall'altra!

LOTITO:Contestazioni per Lotito (tanto pe cambià!) soprattutto dopo il match-goal friulano, lo striscione appeso in tribuna tevere(da Lotito stesso) si è scollato guarda caso proprio sulla frase inneggiante a Lotito e per buona parte della gara l'unica frase visibile era "Forza Lazio!"...sarà un segno del destino???Comunque stavolta il "boss" la partita se l'è vista tutta, anche se uscendo è stato subito circondato da i soliti scimmioni certamente pagati di più dei giocatori della Lazio!
RAGAZZI SVEJA!...MERCOLEDì C'è IL DERBY!!!!


-Manuel-

28 ottobre 1979, moriva Vincenzo Paparelli



28 ottobre 1979, Roma-Lazio, una stracittadina che nelle ultime occasioni aveva già fatto registrare allarmanti segnali di alta tensione tra gli opposti schieramenti. [...] Le opposte fazioni si scontrano passando per la tribuna Tevere, con le forze dell'ordine a rinforzare i punti più caldi, e quando tutto sembra tornare alla calma... arriva il dramma!Dalla Sud una scia nera sibillante parte nei pressi dello striscione "Club Somalia" verso la Curva Nord, ma la traiettoria cambiata dal vento fa slittare il mortaio sopra il tabellone. Poi un altro "fischio". Parabola diversa. Va fuori lo stesso. Infine un terzo, sempre un razzo antigrandine. Questa volta con traiettoria tesa, senza parabola. Fa un percorso di 150/160 metri nell'aria...
"Ho visto arrivare il razzo dalla Sud con la scia nera, lunghissima, filava veloce, credevo che andasse in alto come gli altri, ma all'improvviso è arrivato verso di noi. Istintivamente mi sono scanzato e in quell'istante m'è arrivato del sangue in faccia", racconta rabbrividito un testimone dell'atroce domenica, quando un razzo va ad infilarsi proprio nella testa di un tifoso della Curva Nord. "Quell'uomo aveva un panino tra le mani e lo stava mangiando; poi la moglie ha cominciato a urlare, e lui, rosso di sangue, cominciò a rotolarsi mentre tutti scappavano".
I primi a soccorrerlo sono dei medici: "Quel razzo era entrato nell'occhio sinistro dell'uomo. Metà razzo gli fu tolto da un ragazzone. Pensate che dalla testa continuava ad uscirgli il fumo, una scena orribile". Sulle verdi panchine ora macchiate di rosso sangue s'odono per un attimo solo le strazianti grida di una donna sconvolta: "No, non morire, non puoi morire, abbiamo due figli!", è la moglie dell'uomo. "Corsi subito nella parte alta della curva dove la gente s'agitava freneticamente, andai verso quell'uomo, vidi il razzo nel suo occhio e lo tolsi nella speranza di salvarlo: s'era conficcato proprio dentro la testa. Non dimenticherò mai di che colore diventò la mia camicetta. Uno spettacolo assurdo, straziante... non si può morire così!"
Arriva l'urlo lacerante di una sirena. La corsa al Santo Spirito. Un inutile battaglia contro il tempo, per un responso scritto sul registro dell'ospedale: quell'uomo arrivato dallo stadio è registrato con il numero 6220, l'atto di una fredda fase burocratica che gli sancisce la morte dinnanzi alla legge. Sono le 13.45 quando la prima fila della gradinata Nord, sopra l'ingresso 57 nell'angolo accanto al passaggio, viene piantonata da 4 carabinieri con elmetto e fucile intenti a proteggere gli addetti che effettuano i rilevamenti sul luogo ove la morte s'è fermata. Quell'uomo si chiamava VINCENZO PAPARELLI, 33 anni, di professione meccanico, abitante a Mazzalupo, vicino Casalotti. Era venuto allo stadio in compagnia della moglie Wanda, ma un razzo per imbarcazioni, gli stronca la vita[...].
Le reti di Zucchini e Pruzzo passano inosservate, anche se la Sud continua ostinata nei suoi "ROMA, ROMA", mentre la Nord si accanisce persino su un pallone che erroneamente arriva in curva, rigettato in campo squarciato dalla lama di un coltello. Al fischio finale le violenze si riversano per le vie della città[...]. "Ad incitare chi sparò addosso a Paparelli -scrisse il "Il Corriere dello Sport" riportando le testimonianze dei tifosi presenti in Sud- furono in molti.
A pochi metri c'era anche un servizio d'ordine con tanto di fascette di riconoscimento legate al braccio, ma nessuno disse niente, anzi tutti l'applaudirono, e tutti hanno visto quel razzo finire tra la gente della Nord. Qualcuno urlava ai Laziali "MORIRETE", invece altri alzavano bare di cartone, poi quando si seppe che una persona era morta, tutti gridarono a quel ragazzo "ASSASSINO, ASSASSINO" e lui è scappato piangendo".
-testo tratto da "Nobiltà Ultras"-