venerdì 24 dicembre 2010
giovedì 23 dicembre 2010
KLOSE tenta la Lazio

Le difficoltà della Lazio a trovare un attaccante potrebbero essere presto solo un ricordo. Dalla Germania infatti arrivano le dichiarazioni della punta della Germania e dell'attaccante Miroslav Klose, il quale si è espresso in termini molto positivi sulla società biancoceleste.
"Sto seguendo con attenzione il campionato della Lazio, è una squadra che sta facendo molto bene. Roma è una bella città e non nego che un giorno mi piacerebbe poterci giocare. Non conosco ancora alla perfezione il mio futuro, ma so che alla fine della stagione lascerò il Bayern Monaco".
martedì 21 dicembre 2010
ADDIO A BEARZOT

MILANO, 21 dicembre 2010 - Il “vecio” se n’è andato. Enzo Bearzot, il commissario tecnico del trionfo in Spagna nel 1982, è morto. Curiosamente si è spento proprio il 21 dicembre, come Vittorio Pozzo, il c.t. che vinse i due Mondiali prima di lui, nel 1934 e 1938, scomparso il 21 dicembre di 42 anni fa. Aveva 83 anni. Ci lascia in eredità una straordinaria avventura, maturata in un’estate rovente, costruita pezzo dopo pezzo all’insegna del gruppo. Nomi che sono diventati leggende. Zoff, Collovati, Scirea, Cabrini, Gentile, Bergomi, Oriali, Conti, Tardelli, Graziani, Rossi, Altobelli, Antognoni. Chissà quante volte avrà ripetuto questi nomi. Tutti figli suoi.
la carriera — Enzo Bearzot nasce ad Aiello del Friuli il 27 settembre 1927. E' un mediano con spiccate doti difensive e gioca nella squadra locale. Ma nel 1946 qualcuno si accorge di lui e vola in serie B nelle fila della Pro Gorizia. Davvero bravo; così tanto da passare all’Inter. Quindi tre anni al Catania ancora tra i cadetti e poi nel Torino dove costruisce la sua carriera: 164 presenze, dal 1957 al 1964. La Nazionale ? Una sola presenza nel 1955. L’addio al calcio coincide con l’ultimo anno al Toro in cui prende in mano le giovanili granata per poi diventare assistente di Nereo Rocco e Edmondo Fabbri. Dopo una breve esperienza al Prato, il primo impatto con l’azzurro: era il 1969. Resterà alla guida dell’Under 23 fino al 1975; il trampolino di lancio per la Nazionale maggiore. Dopo il fallimento in Germania nel 1974 condivide la panchina con Fulvio Bernardini fino al 1977.
mundial 82 — Il resto è storia. L'Italia conquista il quarto posto in Argentina nel 1978, grazie anche a scelte coraggiose; come le convocazioni dei giovani Paolo Rossi e Antonio Cabrini. Proprio Rossi, convocato nel 1982 dopo la famosa squalifica, sarà l’artefice del trionfo spagnolo; una conquista strepitosa contro avversari fortissimi (Brasile, Argentina e Germania), contro la feroce critica della stampa italiana contro la quale Bearzot "inventò" il silenzio stampa. Meno fortunato il prosieguo sulla panchina azzurra: nel 1986 i campioni del Mondo escono agli ottavi contro la Francia. Bearzot si dimette dopo 104 panchine. Più di Vittorio Pozzo che ne collezionò 97. Il suo resterà un record ancora imbattuto.
lunedì 20 dicembre 2010
LAZIO-UDINESE 3-2

Una partita inverosimile per lo standard del campionato italiano, decisa dal regalo di Babbo Natale Zapata, riporta la Lazio al secondo posto solitario in classifica, in attesa dei match pomeridiani. Lo spettacolo frenetico offerto da Lazio e Udinese ha fatto raffreddare la pasta ai telespettatori e reso indigesto il dolce ai tifosi friulani nel finale di partita. Biancocelesti che esultano per i tre punti prenatalizi, bianconeri sconfitti ma con tanti ottimi spunti da cui ripartire per un 2011 migliore.
FORMAZIONI – Tra infortuni e squalifiche Reja perde Floccari, Brocchi e Radu, rimpiazzati da Rocchi, Ledesma e a sorpresa Diakitè. In porta confermato Muslera nonostante le incertezze di Torino. Guidolin ha a disposizione praticamente quasi tutta la rosa, eccetto i lungodegenti Basta, Cuadrado e Ferronetti. Coppia d’attacco formata da Sanchez e Di Natale.
PARTITA – Fischio d’inizio di Gervasoni quasi corrispondente al vantaggio laziale, Rocchi riceve in profondità e appoggia per Hernanes che non ci pensa su nemmeno un nanosecondo e con il sinistro trova l’angolino lontano. Lo svantaggio è una scossa tellurica per i bianconeri, Di Natale in contropiede solitario si divora il pareggio, Isla e Armero lo imitano alla perfezione graziando anch’essi Muslera a pochi metri dalla porta. La partita è intensa, veloce, Zarate riceve da Rocchi la palla del raddoppio ma calcia centralmente, Hernanes prende tavolozza e pennelli e disegna un sinistro di rara bellezza che si stampa in pieno sulla traversa. L’Udinese non sta mai a guardare, Sanchez non può essere fermato se non fallosamente, Armero è generosissimo e si inserisce molto bene in area, sfiorando però i limiti della sciagura in fase conclusiva. Nei minuti finali i friulani tentano il suicidio regalando un contropiede cinque contro uno a Rocchi, assist perfetto del veneziano per Lichtsteiner che a tu per tu con Handanovic gli calcia addosso, sulla ribattuta di Hernanes è ancora il portierone sloveno a dire di no. Primo tempo da infarto!
Inizia la ripresa, Udinese subito arrembante con il solito stantuffo Isla che non trova Asamoah al centro dell’area. E’ il preludio al goal che arriva al 5’, Di Natale pennella un esterno stupendo che Sanchez non spreca insaccando di testa tra le statuine Lichtsteiner e Diakitè. La partita è in pieno stile Premier League, non c’è un secondo di tregua e la Lazio trova il pareggio dopo nemmeno due minuti; corner di Zarate per la testa di Dias, sponda e girata da centravanti di Biava che fulmina Handanovic per il 2-1. Muslera salva il risultato sull’ennesimo contropiede del bomber Di Natale, poi è il collega Handanovic a dire di no a Zarate. Guidolin prova il tutto per tutto inserendo Denis per Asamoah e proprio il Tanque argentino incorna a rete un cross di Isla su cui Muslera scivola goffamente regalando il pareggio ai bianconeri. Periodaccio per il portiere uruguayano. La partita perde vivacità, Reja decide di togliere Zarate per Kozak guadagnandosi i rimbrotti dello stupito Olimpico. Hernanes continua a bombardare da tutte le posizioni l’attento Handanovic, bravissimo a respingere una seppur centrale perla di Mauri. Quando tutto sembra incanalarsi su un giusto pareggio, arriva il colpo del ko che riporta i capitolini al secondo posto solitario; corner di Ledesma, Zapata anticipa Kozak ma dalla parte sbagliata, Handanovic è battuto per la gioia dei tifosi romani.
CHIAVE – Gli ingressi degli arieti portano in dote il goal del 2-2 e quello del definitivo 3-2. Dubbi e incertezze al momento dei cambi dei due allenatori, poco da dire invece a bocce ferme sulla bontà delle scelte dei tecnici…
CHICCA – Sul finire di primo tempo Di Natale ferma un’azione offensiva dei suoi alzando le braccia al cielo per permettere ai sanitari di soccorrere Dias infortunato. Armero mette fuori, rimessa per la Lazio che rilancia a vuoto appositamente verso Handanovic. Grande dimostrazione di fair play e “contro” fair play…
MOVIOLA – Poco da segnalare, gialli giusti e partita sostanzialmente corretta.
TATTICA – Difficile da interpretare in numeri lo schieramento biancoceleste, vicino al 4-2-3-1 ma con Rocchi centravanti atipico e una linea di trequartisti che non dà riferimenti. Diakitè terzino sinistro implica la difesa a tre in fase offensiva, con Lichtsteiner ala aggiunta anche per spegnere le velleità di spinta di Armero. L’ingresso di Kozak per Zarate toglie il gioco palla a terra e dà “fiato” ai lanci lunghi. Guidolin conferma il 3-5-2 rapido, Sanchez e Di Natale attaccanti di movimento a tutto campo con Armero e Isla sempre pronti a spingere sulle fasce. L’ingresso di Denis per Asamoah cambia il modo di giocare dei friulani che si appoggiano sempre sulle sponde del Tanque.
PROMOSSI&BOCCIATI – Clamorosa l’ennesima indecisione di Muslera, la parola sfortuna comincia a sembrare una scusa inaccettabile per un portiere del suo livello. Applausi per le scelte di Guidolin, la coppia Sanchez – Di Natale è infermabile e l’ingresso di Denis corrisponde al pareggio immediato dei suoi. Reja stecca ancora il vice Radu e toglie Zarate dal forcing finale, Kozak lo salva risultando decisivo sull’autogoal di Zapata.
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