venerdì 8 ottobre 2010

Sognare con un colpo


E' davvero un momento positivo per la Lazio. La squadra biancoceleste si trova al primo posto in classifica dopo sei giornate di campionato, il periodo nero è totalmente alle spalle. L'organico a disposizione di Reja appare abbastanza competitivo per traguardi importanti ma le sorprese per i tifosi biancocelesti potrebbero non essere finite. Con ogni probabilità infatti, a gennaio potrebbe arrivare un tassello in grado di arricchire di maggiore qualità l'attacco. Nei giorni scorsi, alcuni quotidiani sportivi hanno ipotizzato il ritorno di Federico Macheda, attualmente alla corte di Sir Alex Ferguson al Manchester United, ma ex-prodigio del vivaio laziale, ma non è da sottovalutare la possibilità che la Lazio possa tornare alla carica per Santa Cruz, attaccante paraguaiano del City trattato a lungo la scorsa estate e poi sfumato.

-da goal.com-

lunedì 4 ottobre 2010

LAZIO-BRESCIA 1-0...L'Aquila è prima in classifica


Sotto gli occhi della “mamma” Olimpia i piccoli aquilotti inanellano la seconda vittoria consecutiva in campionato che regala la momentanea vetta solitaria in attesa di Inter - Juventus. Un Brescia agguerrito e carico a pallettoni si gioca una partita a viso aperto, tre punte e tanta corsa che toglie il fiato ai palleggiatori avversari. Ci pensa così Hernanes sul finale di tempo con una giocata da DVD che manda in porta Mauri a scardinare la gabbia bresciana e uno strepitoso Sereni, nella ripresa è l’altro estremo difensore Muslera a dire di no a Eder e mantenere un fondamentale goal di vantaggio. Vola l’aquila a inizio gara, volano gli aquilotti anche alla fine nonostante delle tignose rondinelle venute a Roma senza la paura di far parte della catena alimentare.

FORMAZIONI – Edy Reja coccola e lucida l’undici vittorioso sul difficile campo di Verona, Zarate confermatissimo al fianco di Floccari e Ledesma unico avvicendamento scontato al posto di Matuzalem. Terza panchina consecutiva per Rocchi. Beppe Iachini recupera il claudicante Diamanti sulla trequarti ma deve rinunciare a mezza difesa: indisponibili Zoboli, Zebina, Daprela e il lungodegente Mareco. Rinnovata la fiducia alla coppia offensiva Eder - Caracciolo.

PARTITA – Primi fase di gioco all’insegna dello studio, i moduli simili non fanno decollare il gioco né da una parte né dall’altra. Le rondinelle cercano di stanare l’aquila dal proprio nido con l’arma del contropiede, Zambelli prova ad impensierire Muslera senza successo. La Lazio non ha la solita padronanza di palleggio, Hernanes sembra appannato e Ledesma più impreciso del solito. E’ così Brocchi a scaldare i guanti a Sereni con un destro da fuori e proprio da lontano arrivano tutti i pericoli per la “tana” bresciana ben difesa dalla reattiva coppia Martinez – Bega. Al 35’ calcio piazzato di seconda dai 25 metri, Zarate calcia a giro sul tocco del compagno e costringe Sereni ad una prodezza difficilmente descrivibile a parole. La Lazio si espone spesso al contropiede lombardo, Eder è però spesso lontano dall’area mentre Caracciolo sportella senza costrutto con Biava. Negli ultimi minuti i romani si scatenano, Floccari stoppa e si gira in area, Bega in caduta stoppa incredibilmente con il piede la conclusione a botta sicura del calabrese. Ma il vantaggio è solo rimandato; Hernanes, in ombra per parecchio tempo, si inventa uno slalom speciale con annessa discesa libera e serve in area Mauri che si infila e col sinistro fredda Sereni sul secondo palo. 1-0, tutti sotto la doccia.
Ripresa più compassata sin dai primi minuti, la Lazio in vantaggio cerca sempre di abbassare i ritmi. Il Brescia non rinuncia mai ad attaccare, Iachini inserisce Possanzini al fianco di Eder. Il brasiliano si sveglia all’improvviso al quarto d’ora, fuga in velocità da Dias e destro strepitoso sul secondo palo, sensazionale il riflesso di Muslera che mette in corner. Celi espelle Diamanti e il Brescia in dieci perde slancio offensivo. Hetemaj non perde la fame neanche in inferiorità, chiude ovunque e cerca di ripartire, addirittura sfiorando il clamoroso pareggio con una saetta dalla distanza. Il resto del tempo è palleggio e accademia dei capitolini, con il solito Hetemaj guerriero mai domo ma impossibilitato a risolvere la partita da solo.

CHIAVE – Come accade di consueto in questo inizio di stagione, a fare la differenza sono i letali inserimenti senza palla di Stefano Mauri. Il brianzolo si infila come una lama calda nel burro nella difesa lombarda, poi ferisce e perisce di sciabola contro l’ostacolo apparentemente insormontabile a nome Sereni.

CHICCA – La giocata di Hernanes sul goal partita è di quelle che fanno leccare i baffi anche ai palati più fini. Giocata stretta tra i due piedi e dribbling secco, progressione verticale e cioccolatino ripieno filtrante per il “goloso” Mauri che insacca.

MOVIOLA – Al 19’ della ripresa Mauri calcia di collo verso lo specchio della porta, Martinez respinge nettamente con il gomito ma Celi non concede il calcio di rigore. Al 28’ della ripresa secondo giallo per Diamanti, non un fallo cattivo ma la classica “sommatoria” di falli.

TATTICA – Reja ripropone il 4-3-1-2 con “O Profeta” Hernanes a galleggiare sulla trequarti, Ledesma regista basso e Mauri finto interno sinistro di centrocampo con licenza di fare male. Il Radu terzino sinistro consente in fase offensiva a Lichtsteiner di fare l’ala pura, col rumeno centrale aggiunto. L’inserimento successivo di Bresciano per Hernanes solidifica la linea mediana. Iachini risponde con un modulo a specchio, Diamanti rifinitore ma centrocampo e difesa molto più bloccati rispetto ai biancocelesti. La mossa Possanzini per Caracciolo dà più velocità ad un attacco poco mobile nella prima parte, Kone per Baiocco è per giocarsi il tutto per tutto nel finale.

PROMOSSI&BOCCIATI – Nella Lazio eccellente prova complessiva della difesa nella quale spicca un super Biava (Voto 7), sempre ben affiancato dall’elegante Dias (Voto 6.5). Leggermente sotto i suoi standard il profeta Hernanes (Voto 6.5), comunque sopra la sufficienza grazie alla straordinaria azione che decide il match. Mauri (Voto 7) è l’anima della squadra, Ledesma (Voto 5.5) invece fa rimpiangere Matuzalem. Nel Brescia Hetemaj (Voto 7) è una furia implacabile, Sereni compie un paio di parate che portano a pensare come un portiere del genere abbia fatto solo una carriera di medio livello. Malissimo Diamanti (Voto 4.5), spesso fuori dal gioco, impreciso e meritevole del cartellino rosso, Eder (Voto 6) quando si accende è pericoloso ma lo fa troppo poco nell’arco dei novanta minuti.

domenica 3 ottobre 2010

Probabile formazione per Lazio-Brescia


Sarà Zarate ad affiancare Floccari domani contro il Brescia. L’allenamento di rifinitura, svolto nel pomeriggio a Formello, ha sciolto l’ultimo dubbio che si portava dietro Reja in vista della sfida con i lombardi. L’argentino titolare, dunque, e Rocchi ancora in panchina. Per il resto il tecnico conferma la formazione di Verona con l’unica eccezione di Ledesma che prende il posto di Matuzalem: il brasiliano è ancora alle prese col risentimento muscolare al polpaccio e non sarà neppure convocato.

venerdì 1 ottobre 2010

SPECIALE SU HERNANES 'IL PROFETA' di Niccolò Faccini


Lo guardi in faccia e vedi un brasiliano vero, lo vedi forte e determinato, lo vedi correre e noti che non è come gli altri, che ha un passo diverso, che danza col pallone; lo vedi giocare e scorgi uno di quei giocatori che hanno solamente un nome, che possono essere chiamati solamente in un modo, uno di quelli a cui ben presto si appiccica l’etichetta “campione”. Gli guardi gli scarpini e vedi che sono in costante movimento, che la palla c’è e non c’è, provi a vedere a chi l’ha passata e gli è già ritornata.

IL PROFETA
Il suo nome è Anderson Hernanes de Carvalho Andrade Lima, è conosciuto come Hernanes, lo chiamano il Profeta. E’ sicuramente la sorpresa di questo inizio di campionato, nonché il miglior acquisto della campagna estiva della Lazio di Lotito. E’ sbarcato a Roma col sorriso sulle labbra e ha detto di puntare a vincere tutto il possibile. Eccola là, la sfrontatezza di chi sa di essere un campione e deve solo dimostrarlo davanti ai suoi nuovi tifosi. Pronti, via e Hernanes già incanta. Soffiato dalla Lazio alle milanesi, entra in campo a Genova e fa capire di essere superiore, di essere un talento: riceve palla e non ha alcun timore, non la passa subito, anzi se ne impossessa, supera un avversario e tira in porta, la palla esce di un soffio. Niente da fare, la squadra perde, ma il Profeta non cambia idea, vuole arrivare in alto. C’è chi gli rimprovera di essere un po’ lento, mai sensazione fu più sbagliata.

LA PRIMA GIOIA
Seconda giornata, tra le mura amiche vuole confermare ciò che ha fatto a Genova all’esordio in campionato, gioca una grande gara e segna un il primo gol in A su rigore: è freddo e dal dischetto non sbaglia. Poi si ripete a Firenze, e all’Olimpico contro il Milan si scatena: prende palla, se ne va in velocità saltando gli avversari come birilli, supera Nesta e mette sul piede di Floccari un assist perfetto che l’attaccante della Lazio sfrutta al meglio. Ma il gol è praticamente suo, del Profeta che corre a festeggiare sotto la sua curva. Lui lo sa, sa di poter arrivare in alto, sa di potersi migliorare, sa che la strada è lunga ma mostra una serenità e un’eleganza nel toccare il pallone che conquista subito tutti. E appena lo vedono giocare, tutti sono consapevoli che questo talento brasiliano abbia arricchito il nostro campionato, abbia portato un po’ di qualità in più. Hernanes sa di dover convincere gli scettici che avevano qualche dubbio sulla sua posizione in campo, ma il brasiliano gioca da trequartista dietro le punte e quella è la sua posizione: smista palloni per 90 minuti e ha una resistenza pazzesca che gli permette di giocare al massimo dall’inizio alla fine.

IL FARO DELLA SELECAO
I palloni che tocca non sono mai banali, quando gli arriva la palla nessuno sa cosa aspettarsi da questo fuoriclasse, nessuno sa dove andrà a finire il pallone, ma tutti lo incitano e si stropicciano gli occhi: con quegli occhi stanno ammirando le giocate di un gioiello brasiliano che è destinato a diventare fondamentale nello scacchiere della sua Nazionale, non una Nazionale qualunque ma quella brasiliana. Non ha paura, nel suo sguardo c’è tanta cattiveria sportiva, tanta voglia di stupire. Entra in campo a Verona e fa impazzire la difesa gialloblù. Non è il giocatore più veloce al mondo ma è molto intelligente e salta sempre almeno due uomini, poi passa la palla e si ripropone immediatamente. Non ha bisogno di fare la giocata per essere applaudito, se fa la giocata la fa perchè vuole arrivare in porta e vuole gonfiare la rete, vuole far esultare i tifosi. Sa di poter cambiare la partita da solo, lo sanno i tifosi quando lo vedono giocare. E lui vuole continuare a stupire. Se lo volevano le migliori squadre d’Europa evidentemente c’era un motivo.

LA PROSSIMA PROFEZIA
Oggi l’Italia quel motivo l’ha capito. I tifosi laziali e in generale gli amanti del bel calcio aspettano soltanto di godersi la prossima profezia del 25enne di Recife. Se Hernanes continua così ci sarà poco da fare per le difese avversarie. Destro, sinistro, qualità e quantità, potenza fisica, tiro esplosivo e grande grande classe. Questo è il suo repertorio, queste sono le qualità di un giocatore di cui forse molti ancora non si sono accorti. Queste sono le caratteristiche di un centrocampista straordinario che in prospettiva può davvero diventare un fenomeno. Questo è solo l’inizio, il bello deve ancora venire. La serie A è il palcoscenico su cui può esibirsi un giocatore che può solo migliorare, un giocatore che farà ancora parlare di sé per la sua agilità, per le sue accelerazioni, per la sua umiltà. Un grande giocatore diventa un campione solo se resta umile e si mette a servizio della squadra. In prospettiva, ma non troppo, il nostro campionato ha scovato un mago. Uno che per farsi notare non ha bisogno della bacchetta magica. Fa miracoli con i piedi.