sabato 7 aprile 2012

Aspettando Lazio-Napoli


Cinque punti per quattro squadre e otto partite da giocare con una sesta squadra in agguato. La volata per il terzo posto promette un finale ad altissima tensione e ben cinque sfide cruciali fra le dirette contendenti. Il tutto condito da una forma precaria di diversi giocatori fondamentali e una sequela di infortuni che rischiano di diventare decisivi. In questo contesto, il Lazio-Napoli del Sabato Santo diventa un passaggio fondamentale: la Lazio, terza con 3 punti sugli azzurri e sull'Udinese, vincendo farebbe un salto in alto dal peso psicologico forse determinante. E per l'Udinese non ci sono alternative: battere il Parma per rimanere in corsa e tenere a distanza la Roma, arrivata a un punto dai friulani.

emergenza lazio — Ormai Edy Reja ci è abituato: da oltre quattro mesi una serie incredibile di infortuni, muscolari e traumatici, hanno messo in condizione i biancocelesti di dover fare di necessità virtù e portare in panchina una lunga lista di giocatori della Primavera, che a turno hanno fatto il loro debutto in serie A. Il tecnico della Lazio anche contro il Napoli, nel posticipo di sabato, deve inventare la sua formazione: Klose si è fermato e addirittura potrebbe non rientrare prima della fine del torneo, Dias si è stirato la coscia sinistra nella trasferta persa col Parma, Radu spera ma è a rischio e potrebbe non farcela, costringendo nel caso Konko ad occupare la fascia sinistra (anche Lulic è out e Garrido non convince) con Scaloni a destra. Diakité al centro con un acciaccato Biava sono gli ultimi centrali rimasti e a centrocampo ci sarà ancora spazio per un Hernanes in evidente fase calante, con Rocchi unica punta e un ballottaggio fra Gonzalez e Candreva dettato dalla stanchezza psicofisica dell'uruguaiano. Malandati anche Brocchi e Matuzalem, accanto a Ledesma ci sarà il ritorno di Cana, che si rivede in campo dopo quasi due mesi. Insomma, per la Lazio, che ha perso tre delle ultime quattro partite dilapidando un patrimonio, è più che mai la partita della vita. Reja: "Considerando la classifica e il valore delle due squadre questa partita riveste un valore particolare. Non è decisiva, ma sarà di fondamentale importanza. Non è un momento facile. In questo ultimo periodo abbiamo scontato la cattiva forma. Adesso pensiamo ad affrontare questa gara nel miglior modo possibile con convinzione e determinazione. Il Napoli ha assenze importanti come Maggio, Zuniga e Dossena, ma non risulteranno decisive. Mi aspetto un Napoli carico". Una spinta in più potrebbe arrivare dalla voglia di ricordare al meglio Giorgio Chinaglia, bandiera biancoceleste morto domenica scorsa. Il tecnico: "E' stato un trascinatore, uno dei giocatori più grandi della Lazio. La squadra è rimasta sorpresa e dispiaciuta. Cosa farei per ricordarlo? Una dedica di un campo, qualcosa che resti". E magari tre punti prima di Pasqua.

NAPOLI INCEROTTATO — Non sta messo meglio il Napoli, che si ritrova con Zuniga e Gargano squalificati, che si sono aggiunti agli infortuni di Maggio e Dossena, con quest'ultimo che stringe i denti e probabilmente andrà in panchina. Assenze pesanti sulle fasce, al punto da costringere il tecnico Walter Mazzarri a rivedere il modulo e passare al 4-3-1-2 con Pandev trequartista dietro Cavani e Lavezzi e Hamsik arretrato a centrocampo. In difesa ecco Britos per una sfida che segue il k.o. con la Juventus che ha lasciato danni non solo psicologici. Mazzarri, come suo solito, non si arrende: "Non siamo mai stati così in emergenza, a oggi non so se alcuni giocatori saranno recuperabili. Ma ho diverse soluzioni in mente, facendo la conta dei disponibili". Fra queste anche l'ipotesi di un 5-3-2 con spazio anche a Fernandez e a quel punto fuori uno fra Hamsik, Lavezzi o Cavani. Insomma: la vigilia è fatta soprattutto con i cerotti anche fra gli azzurri, palesemente spentisi mentalmente dopo l'eliminazione in Champions League col Chelsea.

speranze udinese — La giornata potrebbe essere ideale per l'Udinese, terzo incomodo, che deve affrontare il Parma e che vincendo guadagnerebbe in ogni caso punti preziosi sui rivali. Ma anche Guidolin deve affrontare la sua emergenza, che acuisce una situazione di difficoltà legata alla condizione della squadra, in chiaro calo, con tre punti conquistati nelle ultime cinque partite. Guidolin: "E' meglio pensare al Parma che ci ha battuto tre volte su tre e concentrarci su un avversario alla volta come abbiamo sempre fatto. Non pensiamo al terzo posto, ma alla partita. Vinciamo solo se facciamo la partita perfetta. Dobbiamo essere bravi noi, è questa la cosa che conta di più. Il Parma è un'ottima squadra da un punto di vista dell'organico, ve lo posso garantire. Ci sono ragazzi che con me hanno fatto un campionato importante, il primo anno dopo la promozione dalla serie B. Abbiamo lottato insieme a lungo per le coppe europee, fino a febbraio. Poi abbiamo avuto un brutto periodo durante la pausa invernale, però eravamo quinti in classifica a Natale. Siccome il Parma non è ancora tranquillo sarà molto dura, ma dobbiamo essere pronti. Con la Lazio i crociati hanno meritato di vincere e adesso contano tanto gli aspetti nervosi. Contano tanto le forze fisiche, le forze rimaste, la tattica, ma contano molto di più le motivazioni. Noi domani dobbiamo essere al 110%".
Gasport

domenica 1 aprile 2012

E' morto Giorgio Chinaglia



MILANO - Giorgio Chinaglia, ex attaccante della Lazio dei tempi d'oro e della nazionale, è morto domenica primo aprile in Florida. Dopo il ricovero per problemi cardiaci, era tornato a casa da qualche giorno. La notizia è stata data da Umberto Gandini, dirigente del Milan. «Mio padre Giorgio Chinaglia è morto questa mattina» ha confermato più tardi al telefono Anthony, figlio dell'ex calciatore.

I GUAI CON LA GIUSTIZIA - Dal gennaio 2011 Chinaglia era ambasciatore insieme a Carlos Alberto dei New York Cosmos, sua ex squadra, con l'obiettivo di rilanciare la società insieme al presidente Pelé e al direttore tecnico Eric Cantona. Nel 2008 era stato emesso nei suoi confronti un mandato di arresto per riciclaggio con l'aggravante mafiosa richiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Era stato accusato di gravi irregolarità nella scalata per l'acquisto della Lazio, a cui avrebbero concorso anche esponenti del clan camorristico dei Casalesi. Un'altra ordinanza nei suoi confronti era stata emessa nel 2006 per estorsione e aggiotaggio.

Chinaglia gli anni d'oro in nazionale Chinaglia gli anni d'oro in nazionale Chinaglia gli anni d'oro in nazionale Chinaglia gli anni d'oro in nazionale Chinaglia gli anni d'oro in nazionale Chinaglia gli anni d'oro in nazionale

LA CARRIERA - Nato a Carrara, il 24 gennaio 1947, Chinaglia si trasferì con la famiglia a Cardiff all'età di nove anni. La sua carriera ebbe quindi inizio in Galles con lo Swansea City, con cui disputò le stagioni 1964-1965 e 1965-1966. Quindi il ritorno in Italia alla Massese, Serie C, e poi all'Internapoli, sempre in C, per passare alla Lazio (neopromossa in Serie A) nell'annata 1969-1970. Nella stagione 1971-1972 vince la classifica cannonieri della serie cadetta e contribuisce con i suoi 21 gol al ritorno dei laziali in A. Anche nella massima serie continua a segnare gol a grappoli: 24 nella stagione 73-74. E sarà l'annata dello scudetto bianco-azzurro.

LA CARRIERA AMERICANA - Nuovamente emigrato, ma questa volta negli Stati Uniti, Giorgio Chinaglia è stato il miglior marcatore della storia della North American Soccer League: in sette anni segnò 193 gol in 213 partite, di cui 53 in 43 incontri di playoff. Negli ultimi tempi era tornato nel giro del Cosmos, la sua ex squadra di New York, con incarichi dirigenziali.

Lotito: tutto deciso, a giugno via Reja dalla Lazio e dentro Zola


La Lazio perde male a Parma, molto male al di là del risultato finale, ed incassa la terza sconfitta nelle ultime quattro partite. Non basta il 'brodino' della vittoria striminzita contro il Cagliari, inframmezzata tra le due scoppole con Bologna e Catania e la disfatta di ieri al Tardini, per tranquillizzare un Lotito che teme sempre più di perdere beffardamente terzo posto e Champions League proprio sul filo di lana, esattamente come l'anno scorso.

La rabbia del presidente biancoceleste è tale che - secondo il 'Corriere dello Sport' - ormai la decisione di mandare via il tecnico goriziano a fine stagione è già presa e irrevocabile. Il prossimo allenatore della Lazio sarà con certezza Gianfranco Zola, da tempo bloccato da Lotito. Non a caso il sardo sta rifiutando tutte le offerte di lavoro che gli stanno arrivando soprattutto dall'Inghilterra. Neanche il terzo posto, se centrato, farebbe cambiare idea al patron dell'Aquila: occorre una sterzata decisa che dia corpo alle sue ambizioni.

Non ha giovato a far salire le quotazioni di Reja la scelta di mandare in panchina Hernanes, che in assenza di Klose e Lulic è certamente il giocatore più decisivo nell'intero organico biancoceleste: pur senza il bomber tedesco, il tecnico ha optato per il rombo e le due punte, con Mauri avanzato nella sua antica posizione di trequartista al posto del 'Profeta'. Una soluzione che ha dato esiti negativi, mentre il brasiliano - entrato nella ripresa - sembrerebbe aver accusato il colpo dell'esclusione, della quale non ha capito il motivo. E nella Capitale sono già partiti i processi...

PARMA-LAZIO 3-1


Sergio Floccari non aveva passato notti insonni a cercare il velenoso gol dell'ex, trova però i due goal che rallentano bruscamente la corsa della Lazio verso l'Europa che conta, portando la vittoria invece al Parma che non vinceva da 8 turni consecutivi. Reja aveva chiesto alla sua squadra di non perdere usando forza fisica e mentale, Lotito aveva promesso acquisti importanti per una Lazio migliore; i protagonisti della serata sono invece i gialloblu che sanno portarsi in vantaggio subito, resistono quando la Lazio alza il baricentro e chiudono proprio nel momento in cui sembravano dover soffrire fino alla fine.

FORMAZIONI - Mister Donadoni schiera la sua classica difesa a tre potendo anche contare a differenza della scorsa settimana sull'esperienza di Zaccardo (centesima gara con i gialloblu per lui), appena rientrato dalla squalifica.A centrocampo di nuovo Biabiany sulla fascia nonostante le incertezze sulla sua condizione. Per continuare la difesa del terzo posto la Lazio può finalmente affidarsi alla sua linea difensiva titolare, evento raro in questa stagione, quindi Konko Biava Dias e Radu davanti a Marchetti; centrocampo a rombo con Mauri al posto di Hernanes. Aspettando il rientro del Panzer Miro Klose, nel reparto offensivo Reja si affida alle sue bocche da fuoco Rocchi e Kozak,prima partita da titolare per quest'ultimo in stagione.

PARTITA - Il Match parte col botto: al 5' minuto cross dalla sinistra per l'ex Floccari che svetta di testa trovando un Marchetti superlativo, poi Mariga spiazza sulla ribattuta il portiere laziale portando in vantaggio la squadra di casa. Il brio iniziale dei romagnoli non finisce qui,perché la Lazio non riesce ad arrivare in area avversaria e su l'angolo successivo il Parma si fa trovare pronto con Floccari che trasforma in oro il tiro-suggerimento di Paletta. Al 16' anche la sfortuna colpisce la squadra di Reja : Dias infortunato e Scaloni costretto a sostituirlo. Passano i minuti ed i biancocelesti cominciano a crescere con un Reja che da indicazioni continue ai suoi.

Gli ospiti continuano a prendere metri guadagnando calci d'angolo e punizioni che però non sortiscono l'effetto sperato. Al 31' Giovinco mette i brividi a Reja in contropiede : lancio preciso per la formica atomica che sbaglia di poco alla sinistra di Marchetti. Al 36' la Lazio dimostra di essere ancora in partita con Kozak che riceve palla e la smista sulla fascia destra, Scaloni arriva da dietro e fredda Mirante dalla distanza. La prima frazione di gara termina con una bell' azione del Parma cominciata da Giovinco e conclusa con Galloppa che gira in elevazione di pochissimo al lato sfiorando il terzo goal.

Nel secondo tempo la squadra di Reja comincia meglio riportandosi in area avversaria con pericolosità; Parma che non rimane a guardare e cerca di allargare il vantaggio con un importante tiro di Floccari che vorrebbe sorprendere Marchetti ma si spegne sopra la traversa. Si spengono i riflettori del Tardini per qualche minuto, alla ripresa sembra non cambiare il registro della partita perché è la Lazio a tenere il campo sfiorando su angolo la rete con Kozak che schiaccia ti testa verso la porta ma non prende lo specchio.

Invece è la regola del gol dell'ex a condizionare ulteriormente la gara a favore del Parma: cross di Giovinco e Floccari che buca con forza la porta di Marchetti, è il colpo di testa che vale il 3 a 1. Poco prima Reja aveva fatto entrare Hernanes. 34' minuto : parte Giovinco in contropiede, salta con classe il primo difensore avversario, si fa tutto il campo, finta su Scaloni e tiro sul primo palo che si infrange sul portiere.E' lui, il piccolo fantasista a dar fastidio di continuo alla retroguardia avversaria. I minuti finali sono un maggiore possesso del campo della Lazio che prova ad aggiustare miracolosamente la gara.

CHIAVE - In molti pensavano che sarebbe stato il centrocampo la chiave del match : Lazio che avrebbe giocato sulla forza, Parma sul giropalla e le giocate dei suoi centrocampisti; nella prima parte di gara la vera protagonista è invece la difesa della Lazio, troppo distratta per andare a bloccare la ribattuta di Mariga prima e la correzione in gol di Floccari poi, condannando la propria squadra ad inseguire. Nel secondo tempo Lazio che quindi attacca ma apparte poche occasioni non impensierisce negli ultimi metri i padroni di casa, Klose è assente e si vede. Parma bravo a sfruttare i contropiede con un Giovinco in grande spolvero ed a concretizzare la punizione che chiude il match.

CHICCA - Non si può non sottolineare la coreografia significativa con cui i tifosi emiliani hanno accolto l'inizio della gara : una dedica a Matteo Bagnaresi, tifoso del Parma tragicamente investito durante una trasferta a Torino contro la Juve nel 2008. Già nel pomeriggio i Boys gialloblu avevano organizzato un'importante camminata commemorativa in ricordo del loro compagno. Partita interrotta nel secondo tempo perché il settore distinti rimane al buio rendendo impossibile il proseguimento del match.

TATTICA - Avendo ali ottime Donadoni punta forte sulle fasce ed i primi '15 minuti di gioco gli danno ragione, ospiti in difficoltà sulle aggressioni iniziali provenienti dai lati; Lazio che cerca di riparare le distrazioni difensive schiacciando gli avversari nella propria metacampo, provando a dar fastidio soprattutto sui calci piazzati, specialità della casa biancoceleste che spesso l'ha aiutata a sbrogliare situazioni complicate.

MOVIOLA - La partita non è molto complicata per l'arbitro ed i suoi ,anche se qualche situazione incerta c'è: Kozak appena prima dell'assist per Scaloni è in situazione di offside millimetrico, al 43' Gobbi da una manata al suo diretto avversario ma l'arbitro non vede: fallo involontario ma pur sempre pericoloso. Da elogiare invece la concessione del primo gol di Floccari che sembrava erroneamente in offside.

PROMOSSI&BOCCIATI - Far partire la propria squadra con un handicap di due gol è la colpa del reparto difensivo della Lazio che non gli permette di essere promossi. Importante la prestazione della coppia d'attacco Giovinco-Floccari : Il primo fa traballare la difesa laziale ogni volta che tocca il pallone, il secondo bravo a buttando dentro soprattutto il secondo pallone chiudendo di fatto la partita.