sabato 12 maggio 2012

Formazioni di Lazio-Inter

Lazio-Inter all'ultima giornata non evoca certamente ricordi piacevoli ai tifosi nerazzurri, che tuttavia arrivano alla sfida dell'Olimpico sull'onda del brillante successo del derby, che è valso quantomeno la qualificazione all'Europa League. Per la Champions, sono poche le speranze per la banda di Stramaccioni: serve vincere, sperando in una mancata affermazione del Napoli in casa col Siena e in una sconfitta dell'Udinese a Catania.

PROBABILI FORMAZIONI

Lazio (4-2-3-1): Bizzarri; Konko, Diakitè, Biava, Scaloni; Gonzalez, Ledesma; Candreva, Mauri, Lulic; Klose. A disposizione: Berardi, Garrido, Zauri, Cana, Onazi, Makinwa, Kozak. All.: Reja. Squalificati: Marchetti (2), Dias (1) Indisponibili: Alfaro, Rocchi, Radu, Stankevicius, Brocchi, Crescenzi, Matuzalem, Hernanes

Inter (4-3-2-1): Castellazzi; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Guarin, Cambiasso, Zanetti; Alvarez, Sneijder; Milito. A disposizione: Orlandoni, Ranocchia, Cordoba, Faraoni, Poli, Zarate, Pazzini. All.: Stramaccioni. Squalificati: Julio Cesar (1) Indisponibili: Castaignos, Chivu, Stankovic, Obi, Forlan

giovedì 10 maggio 2012

Concessa la licenza UEFA a 12 club, la Lazio gioca a Palermo

La Commissione di primo grado delle Licenze Uefa, dopo aver esaminato la documentazione presentata per la stagione sportiva 2012-13, ha deciso oggi di concedere l’autorizzazione a partecipare alle coppe europee a dodici club italiani.

Fra le big licenza accordata anche alla Juve, che il prossimo anno disputerà la Champions League dopo diversi anni di assenza. Le altre 11 società italiane cui è stata concessa la licenza sono l’Atalanta, la Fiorentina, l’Inter, la Lazio, il Milan, il Napoli, il Palermo, la Roma, la Sampdoria e l’Udinese. Per gli etnei si tratta della prima autorizzazione in assoluto.

Va evidenziato che tre club, ovvero Atalanta, Catania e Lazio, hanno avuto la licenza Uefa per giocare in altre città: i bergamaschi per Modena, i rossazzurri per Udine e i biancocelesti a Palermo.

mercoledì 9 maggio 2012

Gasperini: "io alla Lazio? Parlerò a fine campionato"

Una battuta, un rumors e un nome pronunciato a mezza bocca. Il nome è quello di Giampiero Gasperini, il rumors è quello che indica l’ex tecnico nerazzurro come nuovo allenatore biancoceleste. L’idea sembra balenata dalla mente di Edy Reja che a quanto pare si è fatto da tramite fra società e tecnico piemontese. Sul futuro in panchina nella Lazio è ancora tutto da definire. Quel che appare certo, nonostante le smentite di rito però, è l’addio di Edy Reja. L’allenatore Goriziano con tutta probabilità guiderà per l’ultima volta dalla panchina la sua Lazio e lo farà proprio nel match casalingo contro l’Inter. Sfida nella sfida, che scherzo del destino pone di fronte l’ultima squadra del Gasp, con quella che potrebbe diventare il suo futuro imminente. La candidatura piovuta sul tavolo del presidente Lotito è al vaglio di riflessioni e valutazioni. C’è stato un contatto tra la Lazio e l’ex allenatore dell’Inter. Ed ovviamente ha trovato il benestare del tecnico di Gugliasco. Gasperini è un gran lavoratore che non lascia nulla al caso. La cura dei dettagli all’ennesima potenza e il grosso lavoro tattico e atletico a cui sottopone i suoi ragazzi ne ha fatto le fortune con il grifone sul petto. Dalla smania di crescita all’ombra di Marassi alla pancia piena dei campioni nerazzurri. La sintesi di una disfatta annunciata è presto fatta, ma la battuta d’arresto con l’Inter formato mangia allenatori, non ha scalfito affatto la voglia di rivalsa del Gasp. A Formello intanto tutto tace e nessuno tocca l’argomento: allenatore. Si pensa all’Inter, si pensa alla chiusura di un campionato che ancora conserva chance di Champions. Intanto però nelle segrete stanze di Villa San Sebastiano si riflette sul da farsi. Sul piatto della bilancia due nomi a confronto. La duplice candidatura che vede da un lato Gianfranco Zola (il prediletto di Tare, già interpellato a Febbraio, ndr), e dall’altro quella di Gian Piero Gasperini. Quest’ultimo piace molto a Lotito. Il patron biancoceleste oltre alle belle parole di Reja ha incassato conferme sul valore del tecnico piemontese, anche dall’amico Preziosi. A Genoa il Gasp ha lasciato molti cuori infranti, tant’è vero che di lui si parlò anche in chiave blucerchiata, qual’ora la Samp. fosse salita di categoria. Fasi di studio, momenti di riflessione, che rendono fitto l’intrigo Zola-Lazio-Gasperini. L’attesa silenziosa in casa biancoceleste è quasi un obbligo al quale anche il tecnico di Gugliasco non si sottrae: “Io alla Lazio? Per ora solo voci. State tranquilli – ha spiegato Gasperini in ESCLUSIVA a Lalaziosiamonoi.it – Ho deciso di non parlare fino al termine del campionato, ma ho visto lo ’06…’ ed ho richiamato”. Sorride Gasp, ha una gran voglia di Roma, ma soprattutto di Lazio: “Stiamo parlando di un club di primo livello. Reja ha fatto un ottimo lavoro e poi siamo amici, quindi non posso che parlarne bene….”. l’accento romano che per un verso lo attrae e la straripante voglia di fantasticare sul suo futuro, lo terrebbero a conversare cordialmente per ore. Ma una promessa è una promessa, specialmente se stipulata con se stesso: “Ripeto parlerò solo dopo Lazio – Inter. Anche in passato mi hanno accostato alla Lazio, ma sono voci. Non ho parlato con nessuno, non ho sentito dirigenti biancocelesti”. È il mistero che si infittisce. È l’enigma che attrae. Il futuro sulla panchina laziale resta secretato a doppia mandata nel quartier generale di Formello. Reja glissa, Lotito non si sbilancia, mentre i sogni di Zola e Gasperini si sfidano a distanza.

lunedì 7 maggio 2012

ATALANTA-LAZIO 0-2

Importantissimo successo della Lazio, che nel penultimo turno di campionato espugna il campo dell’Atalanta e – complice il ko del Napoli – torna a sperare nel terzo posto. Di Kozak (al 35’ del primo tempo) e Cana (al 45’ della ripresa) le firme sul successo della formazione di Reja, brava a contenere le sfuriate dei padroni di casa per poi colpire nei momenti topici della sfida. In classifica, a questo punto, Mauri e compagni (che oggi festeggiano anche il ritorno di Klose) si trovano al quarto posto a -2 dall’Udinese e domenica prossima si giocheranno tutto nel match con l’Inter all’Olimpico.

FORMAZIONI – Per l’ultima uscita casalinga della stagione, Colantuono presenta quella che è in pratica la formazione tipo con Schelotto e Bonaventura sugli esterni e Moralez in appoggio a Denis. Sull’altro fronte, ben diversa la situazione vissuta da Reja che tra squalificati (Marchetti, Biava, Dias e Ledesma) ed infortunati (Hernanes, Rocchi, Matuzalem, Brocchi e Radu) ricorre all’ennesimo undici inedito. Scaloni fa coppia con Diakité nel cuore della difesa, Gonzalez affianca Cana in mezzo mentre Candreva-Mauri-Lulic è il terzetto alle spalle di Kozak. In panchina si rivede Klose.

PARTITA – L’Atalanta gioca, la Lazio segna. Si può riassumere in questo modo il primo tempo di un match in cui per 20’ i padroni di casa sono assoluti padroni del campo grazie alla pulizia della manovra orchestrata da Cigarini e rifinita dai vari Schelotto, Bonaventura e Moralez.

Dopo un evidente rigore non assegnato per fallo di Diakité ai danni di Denis, al 24’ la Lazio va vicina al vantaggio con un gran destro di Gonzalez che incoccia la traversa a Frezzolini battuto. Ma l’appuntamento col goal è solo rimandato, visto che al 35’ Kozak approfitta di un rinvio sbagliato da Peluso e col destro – complice una deviazione di Manfredini – sigla l’1-0.

Decisamente brutto il secondo tempo, in cui l’Atalanta spinge sull’acceleratore ma produce solo un paio d’occasioni: sulla prima Moralez si fa ribattere il destro da Diakité, sulla seconda Stendardo trova solo l’esterno della rete.

A suggellare il perfetto pomeriggio dei capitolini ci pensa l’eurogoal di Cana, che al 45’ spedisce la palla all’incrocio dei pali con un bolide dalla distanza.

CHIAVE – Il guizzo di Kozak, che regala all’attaccante ceco il terzo sigillo stagionale e alla Lazio nuove speranze di centrare il terzo posto utile per i preliminari di Champions League.

CHICCA – Reduce da 5 sconfitte consecutive in trasferta, 8 nelle ultime 9 uscite ufficiali lontano dall’Olimpico, la Lazio torna ad assaggiare il piacevole gusto del successo fuori casa proprio nell’occasione più importante della stagione e ad oltre 2 mesi di distanza dall’ultimo blitz risalente al 29 gennaio 2012 col 3-0 rifilato al Chievo al Bentegodi.

TATTICA – L’Atalanta resta fedele ai principi basilari del suo 4-4-2 molto offensivo: a Cigarini il compito di innescare sugli esterni Schelotto a destra e Bonaventura e sinistra con Moralez bravo a ricamare alle spalle di Denis. La Lazio, invece, risponde con un 4-2-3-1 in cui i vari Candreva, Mauri e Lulic cercano di sfruttare gli spazi che i bergamaschi lasciano sulla trequarti o sulle fasce per il mancato rientro degli esterni alti. Nella ripresa, Colantuono osa di più inserendo Gabbiadini al posto di Bonaventura con Moralez largo a sinistra.

MOVIOLA – Al 17’, brutto errore di Rocchi che non vede il netto fallo da rigore di Diakité ai danni di Denis. Qualche minuto dopo, invece, è involontario il tocco di mano di Konko sul sinistro (tra l’altro deviato) di Stendardo. Al 36’, cartellino rosso per lo stesso difensore nerazzurro, reo di un polemico applauso al direttore di gara dopo un fallo su Mauri.

PROMOSSI&BOCCIATI – Solida, tutta di grinta e sostanza la prestazione della Lazio. Per i biancocelesti sugli scudi Diakité – che concede poco e nulla a Denis – assieme a Konko, Gonzalez e Cana che merita mezzo voto in più solo per il gran goal del 2-0. Positivo anche il rientro di Lulic. Tra i padroni di casa da segnalare la prova di Moralez e Cigarini, mentre Bonaventura parte molto bene per poi spegnersi alla distanza mentre Denis è generoso ma non sempre preciso. Male Schelotto, ingabbiato alla perfezione da Konko.