sabato 28 febbraio 2009

Lazio-Bologna: probabili formazioni


Le probabili formazioni di Lazio-Bologna in programma oggi alle 18.

Lazio (4-4-2): 86 Muslera, 2 Lichtsteiner, 13 Siviglia, 25 Cribari, 3 Kolarov, 5 Brocchi, 24 Ledesma, 8 Matuzalem, 17 Foggia, 10 Zarate, 19 Pandev. (1 Carrizo, 32 Radu, 22 Rozehnal, 68 Manfredini, 6 Dabo, 11 Mauri, 18 Rocchi). All.: D. Rossi.

Bologna (4-5-1): 1 Antonioli, 21 Zenoni, 6 Britos, 19 Terzi, 23 Lanna, 7 Valiani, 26 Mudingayi, 5 Volpi, 8 Mingazzini, 10 Bombardini, 9 Di Vaio. (15 Colombo, 14 Castellini, 84 Belleri, 4 Amoroso, 25 Mutarelli, 11 Bernacci, 41 Marazzina). All.:Mihajlovic.

venerdì 27 febbraio 2009

Due innesti per reparto


Al termine del campionato mancano ancora tre mesi, ma la Lazio dopo la stagione non certo esaltante ha intenzione di farsi trovare pronta a rafforzare l'organico con innesti mirati e di qualità, necessari per far meglio.

Il Corriere dello Sport, oggi, fa un excursus di ruolo in ruolo dei progetti biancocelesti, partendo dai portieri, ruolo in cui dovrebbero essere confermati Carrizo e Muslera.

In difesa l'obiettivo numero uno è sempre Branislav Ivanovic, nonostante il difensore del Chelsea sia ad un passo dalla Fiorentina. L'alternativa si chiama Edu Dracena, brasiliano del Fenerbahce del quale si parla in chiave Lazio già da gennaio, rimandendo viva la pista Miranda. Il nome nuovo è invece quello dell'ascolano Bellusci.

A centrocampo, al di là dei numerosi nomi che vengono fatti, le piste percorribili sembrano essere quelle che portano a McDonald Mariga, centrocampista keniota del Parma e a Juan Sebastian Veron, che a giugno potrebbe lasciare l'Estudiantes per tornare a Roma.

In avanti, è evidente, ciò che serve a questa Lazio è una punta di peso, capace di sfruttare al meglio il lavoro dei vari Pandev, Zarate, Rocchi e Foggia. Il nome ricorrente è quello di Sergio Floccari, ma la trattativa è parecchio difficile soprattutto per via della concorrenza di Roma e Juve. E allora, i biancocelesti potrebbero virare su Odemwingie, 27enne attaccante nigeriano in forza al Lokomotiv Mosca, con passaporto russo.

giovedì 26 febbraio 2009

TOTOPANCHINA


I più importanti potrebbero verificarsi sulle panchine dove ci si aspetta un vero e proprio valzer a giugno. La Juve, se non dovesse vincere né scudetto né Champions potrebbe ricorrere ad un avvicendamento in panchina. La soluzione che affascina di più sarebbe la suggestiva ipotesi Gasperini, tecnico che oltre ad essere cresciuto nella Juve sta dimostrando di essere grandissimo al Genoa. Insieme al mister potrebbero arrivare Diego e uno fra Floccari e Cassano con il barese nettamente favorito sull’orobico, già in contatto con la Roma.

La Lazio starebbe già cercando il sostituto di Delio Rossi, il quale non avrebbe convinto l’entourage biancoceleste. Tre le ipotesi per la panchina capitolina: Stefano Colantuono, ex tecnico di Palermo e Atalanta e laziale doc, Sinisa Mihajlovic ex biancoceleste e attuale mister del Bologna e Max Allegri, l’allenatore dei miracoli a Cagliari.

Lo stesso discorso fatto per la Juve vale per il Milan: se non si riuscisse a vincere in Europa o in Italia Carlo Ancelotti uscirebbe di scena dopo tantissimi anni in rossonero. E' quindi ballottaggio Donadoni-Frank Rijkaard. Il rapporto fra De Laurentiis e Reja sembra ormai alla frutta e probabilmente non si arriverà nemmeno a fine stagione. Per giugno si starebbe sondando il terreno per Marco Giampaolo. Se Reja dovesse saltare adesso potrebbe essere scelta una soluzione provvisoria, o un traghettatore alla Galeone o Zaccheroni.

Tutto sembra incerto e le uniche panchine salde sembrano quelle di Ballardini a Palermo, Prandelli a Firenze, Delneri a Bergamo e Zenga a Catania.

-Salvo Ferrara-

domenica 22 febbraio 2009

Lecce-Lazio 0-2


Incredibile ma vero, la Lazio “gioca” anche il primo tempo e mette le mani su una partita facile fino ad un certo punto. Un Lecce statico e impreciso è costretto ad inseguire dal decimo minuto del primo tempo, grazie al goal di Foggia, una Lazio finalmente in giornata sì. Ledesma e Matuzalem dominano a metà campo e costringono gli avversari agli straordinari e di conseguenza all’imprecisione. Kolarov chiude la partita con un sinistro siderale mentre i salentini riescono solo a far tremare i pali della porta difesa da Muslera con i legni colpiti da Cacia, Tiribocchi e Ariatti.

In campo – Situazioni delicate per entrambi gli allenatori, classifica poco entusiasmante e allora in campo spazio alla fantasia. Beretta dispone della rosa al completo e propone Giacomazzi dietro l’accoppiata Cacia-Tiribocchi, Caserta arretra sulla linea mediana. Infermeria semideserta anche in casa biancoceleste, assenti il solito Del Nero e l’ottimo Meghni di questo scorcio di stagione. Tridente Foggia-Zarate-Pandev, Ledesma recupera e si posiziona in mezzo al campo con Brocchi e Matuzalem ai fianchi.

Si gioca – Squadre offensive significa occasioni da goal. E così al 1’ Cacia, assistito splendidamente da Caserta, schianta il palo alla sinistra di Muslera. Inizio incubo per la Lazio che però oggi ritrova il talento infinito di Mauro Zarate. Proprio l’argentino al 7’ parte da metà campo, salta due avversari, triangola stretto con Pandev e lascia partire un destro immediato che incoccia la traversa a Benussi battuto. Sale bene la squadra di Rossi con l’ennesima discesa di Lichtsteiner: cross dello svizzero per Foggia che prova il sinistro al volo, Stendardo devìa e spiazza Benussi per lo 0-1. Lecce intontito dallo svantaggio, Pandev al 17’ trova il colpo del ko, ma l’assistente dell’arbitro segnala un fuorigioco che non c’è. I ritmi calano leggermente, Zarate continua a seminare il panico nella retroguardia avversaria ben assistito in copertura da uno straordinario Matuzalem. Al 28’ azione confusa in area laziale, Tiribocchi si gira in un fazzoletto, ma il suo diagonale trova ancora il palo del fortunato Muslera. La reazione del Lecce è sporadica, prima della chiusura di tempo sono i capitolini a sfiorare il goal con una bella combinazione tra Foggia e Pandev, sventata in corner da Benussi.

Rientrano le squadre in campo ma il copione non cambia. Al 6’ Kolarov sale per la prima volta nella partita sulla fascia e scambia con Pandev, entra in area e scarica un sinistro terrificante sul secondo palo per il raddoppio biancoceleste. Partita congelata, Beretta si sbizzarrisce con i cambi di giocatori e modulo ma non si vedono gli effetti. Lecce lento e irritante, il pubblico fischia ripetutamente una squadra spenta e senza gioco. La Lazio controlla facilmente e sfiora il terzo goal con Foggia ma è bravo Benussi. Gervasoni fischia la fine, a Lecce è notte fonda.