martedì 27 aprile 2010

LOTITO 'INTERISTA'? :"mi offendo"


Claudio Lotito non ci sta. L'attenzione dei media dirottata di colpo sulla Lazio dà un po' fastidio al presidente. Domenica arriva l'Inter, una sfida ultradelicata sul piano della classifica. Se i nerazzurri vincessero a Roma, avrebbero più di mezzo scudetto in tasca.

Di fronte alle tante ipotesi di scarso impegno degli uomini di Reja (allo scopo di sfavorire la Roma nella corsa scudetto, ndr), Lotito ha reagito con forza: "E' una domanda che mi offende. Io appartengo a un'altra categoria di persone: chi ha dubbi significa che pensa e applica queste cose, mentre io non le ho mai applicate. Questo è un Paese che consente a tutti di parlare - ha commentato Lotito prima di un incontro in Lega Calcio -. Sulla scorta di questo ognuno può esprimere i propri giudizi e le proprie considerazioni, che talvolta non rispondono alla realtà, anzi molto spesso".

Anche Luca Toni aveva 'suggerito' alla Lazio di impegnarsi al massimo per fermare la corsa dei Campioni d'Italia. A Formello certe pregiudizi non sono affatto piaciuti.

GENOA-LAZIO 1-2


Il sogno Europa League da una parte, quello salvezza dall’altra. Genoa – Lazio è tutta in queste motivazioni e a vincere tra le due è stata la voglia di Serie A della squadra di Edy Reja. Il Genoa, subito in vantaggio con Palacio, è sembrato rinunciatario e svogliato, soprattutto in alcuni protagonisti annunciati come Palladino e Acquafresca. Grande reazione della squadra capitolina con un mostruoso Andrè Dias che realizza il goal del pareggio e annulla gli avanti avversari, poi con il grande ex Floccari che non perdona mai dentro l’area di rigore. La ripresa è un continuo tentativo dei grifoni di arrivare al pareggio ma, tra imprecisione ed espulsione di Bocchetti, il goal non arriva. Tre punti pesantissimi per la Lazio che può quasi festeggiare la salvezza, ennesima delusione per un Genoa poco propenso a fare il salto di qualità.

In campo – Gianpiero Gasperini deve rinunciare agli infortunati Rossi, Suazo e Jankovic e allo squalificato Dainelli. L’allenatore di Grugliasco è alle prese con la roulette dei ballottaggi, Scarpi batte Amelia, Tomovic ha la meglio su Mesto e Palladino ruba il posto a Beppe Sculli. Edy Reja ha decisamente meno fortuna del collega ligure, il giudice sportivo toglie Ledesma e Kolarov mentre l’infermeria registra il tutto esaurito con Matuzalem, Cruz e Stendardo oltre ai soliti Meghni, Bizzarri e Makinwa. Spazio al 3-5-2 classico, davanti Rocchi affianca lo shockato Floccari e Del Nero si piazza a sinistra.

Si gioca – Primi minuti di gioco con la Lazio che dà l’impressione di avere il pallino del gioco e su azione di calcio d’angolo sfiora subito il vantaggio con Dias. Al primo guizzo passano però i grifoni; punizione dal limite per fallo di Radu, biancocelesti tutti fermi a discutere, palla a Palacio che da fuori area indovina il diagonale killer che fredda Muslera, è 1-0. Doccia gelata, ma la squadra di Reja c’è. Prima è Floccari a sfiorare il goal di testa, poi Mauri conclude una splendida discesa di Radu con un sinistro al volo che fa la barba all’incrocio dei pali. Al 25’ la spinta laziale viene premiata, corner di Baronio e stacco imperioso di Dias che sovrasta Criscito e insacca in rete il goal dell’ 1-1. Gasperini è una furia e ne ha ben donde. Al 32’ il neo entrato Mesto si addormenta e offre palla in area a Floccari, controllo e esterno destro dell’attaccante che piazza la classica zampata dell’ex e fa 1-2. La reazione dei rossoblu è affidata a Palacio, troppo discontinuo, una sua giocata propizia la sponda di Acquafresca per Palladino che calcia a botta sicura ma trova la risposta d’istinto di Muslera. Sul ribaltamento di fronte è Del Nero ad offrire una magia sulla fascia che lancia Floccari, taglio perfetto del bomber che appoggia per Rocchi, destro a colpo sicuro del veneziano e palla che si stampa sull’incrocio dei pali! Nell’ultimo minuto di gioco Mesto commette l’ennesimo erroraccio, Floccari ne approfitta ma tarda la conclusione sulla quale Scarpi riesce a rispondere efficacemente.

Ripresa senza cambiamenti. Il Genoa prova a riorganizzare le idee ma la manovra è lenta e gli interpreti appannati. Palladino arricchisce la personale compilation di fischi con un continuo caracollare che lo porta al cambio, l’unico che prova a inventare qualcosa è Palacio ma non viene seguito da nessuno. La Lazio aspetta intelligentemente e prova a ripartire in contropiede. Le uniche occasioni per i grifoni arrivano da un sinistro con poche pretese di Fatic e un colpo di testa di Criscito che da centro area consegna la palla alle braccia di Muslera. L’ultima occasione della sterile reazione genoana arriva da una sponda involontaria di Morganti che “serve” Palacio, palla per Sculli che al volo calcia però altissimo. Non succede più nulla complice anche la giusta espulsione di Bocchetti, vittoria meritata per la compagine capitolina.

La chiave – La differente solidità difensiva delle due squadre determina il risultato finale. Il tridente Palacio – Acquafresca – Palladino sbatte sempre contro il muro laziale, mentre la coppia Floccari – Rocchi, ben supportata da Mauri, trova sempre spazio tra le maglie rossoblu e tiene alta la squadra.

La chicca – Nonostante l’inferiorità numerica finale, il Genoa si ritrova improvvisamente di nuovo in undici contro undici. In una delle concitate azioni nel finale è infatti Morganti a stoppare il rilancio di Biava e servire Palacio per il quasi goal del 2-2. Ovviamente involontario, chissà cosa sarebbe successo se Sculli avesse segnato…

Top&Flop –
Nel Genoa si salvano un tosto Papastathopoulos e un poco preciso ma vivace Palacio. Male il resto della difesa, Palladino irritante, Mesto spaesato. Negli ospiti grandissima prestazione di Andrè Dias, Floccari si conferma bomber di razza anche a Marassi. Muslera riscatta la poca reattività sul goal di Palacio con due ottime parate, Zarate trova pochi spunti nella mezzoretta scarsa concessagli da Reja.

Massimo Culello

domenica 25 aprile 2010

Aspettando Genoa-Lazio...


Eccoci ritrovati con il tradizionale appuntamento al sabato con le probabili formazioni alla vigilia della sfida tra Genoa e Lazio, che si giocherà domenica alle ore 15, valevole per la 35a giornata del massimo campionato.
Una sfida interessante, che può aprire numerosi scenari alle due compagini. Tre punti in palio, così pesanti che possono cambiare l’esito del campionato in corso. Il Genoa nutre ancora speranze di raggiungere l’Europa League, traguardo importantissimo per la prossima stagione. La squadra di Gasperini vorrebbe bissare il successo di domenica scorsa contro il Parma per fare un passo deciso verso Juventus e Napoli che distano rispettivamente tre e quattro lunghezze. La Lazio, dal canto suo, dopo la sconfitta nel derby è ancora invischiata nella lotta per non retrocedere e si trova ad appena tre punti dall’Atalanta, squadra terz’ultima in classifica. Reja è alla disperata ricerca di punti e riuscire a prenderne almeno uno al Marassi sarebbe un risultato fondamentale. Un pareggio non servirebbe a nessuno, perciò a quattro giornate dalla fine, ci aspettiamo una partita accesa, dove le due squadre si affronteranno a viso aperto per ottenere il massimo risultato. Vediamo nel dettaglio condizione e probabili formazioni dei due schieramenti.

Genoa- Emiliano Moretti al posto dello squalificato Dainelli; si teme che per quest’ultimo il campionato possa finire anzitempo a causa di un infortunio al ginocchio riscontrato nell’allenamento di mercoledì che potrebbe interessare i legamenti. Juric recuperato siederà in panchina, mentre per rivedere Kharja è necessario aspettare ancora 7 giorni. Sculli ha smaltito l’influenza che l’aveva tenuto fuori negli ultimi giorni ed è pienamente arruolabile. Formazione confermata rispetto a quella annunciata giovedì:

Genoa (3-4-3): Scarpi; Papasthatopoulos, Bocchetti, Moretti; Mesto, Milanetto, Zapater, Criscito; Palacio, Acquafresca, Palladino. A disposizione: Amelia, Tomovic, Fatic, Juric, Lazarevic, Boakye, Sculli. Allenatore: Gasperini.
Indisponibili: Jankovic, Suazo, Rossi, Kharja
Squalificati: Dainelli (1). Diffidati: Palacio, Acquafresca, Zapater, Suazo, Scarpi

-Lazio- Baronio e Del Nero rispettivamente al posto degli squalificati Ledesma e Kolarov. Reja ha deciso di lasciare in panchina Zarate e di dare spazio al duo offensivo Rocchi-Floccari. Biava riprende il suo posto al centro della difesa, Stendardo è ancora ko per il colpo al naso rimediato nel derby e Radu soffre di una fastidiosa tallonite, ma dovrebbe esserci. In caso di problemi durante la rifinitura Diakité è pronto a subentrare al rumeno. Foggia non recupererà in tempo per il match al Marassi, quindi non va nemmeno in panchina.

Lazio (3-5-2): Muslera; Biava, Dias, Radu; Lichtsteiner, Brocchi, Baronio, Mauri, Del Nero; Rocchi, Floccari. A disposizione: Berni, Diakite, Siviglia, Hitzlsperger, Firmani, Cruz, Zarate. Allenatore: Reja.
Indisponibili: Stendardo, Meghni, Manfredini, Matuzalem, Bizzarri, Foggia
Squalificati: Kolarov (1), Ledesma (2).
Diffidati: Foggia, Baronio, Rocchi, Floccari, Ledesma, Cruz
Altri: Bonetto, Luciani, Makinwa, S. Inzaghi, Dabo
Arbitro: Emidio Morganti di Ascoli Piceno

Emanuele Ballacci

mercoledì 21 aprile 2010

PARLA STENDARDO


Una scarpata di Toni ha spedito al tappeto Stendardo dopo appena sei minuti di derby. Frattura esposta e plurima al setto nasale e domenica sera è stato operato dal professor Cascone alla clinica Paideia. Il dolore lo sente ancora, giovedì gli saranno tolti i tamponi e gli occhi inizieranno a sgonfiarsi. Quasi certamente Guglielmo salterà il Genoa, gli verrà consegnata una mascherina di protezione che dovrà indossare per un mese. I segni sono visibili anche nei suoi pensieri. Domenica attraverso Brocchi, nell’intervallo della partita, Toni gli ha mandato le scuse e lunedì lo ha cercato mandandogli un sms.
Stendardo, però, c’è rimasto male “Non accetto le sue scuse. Perché non è la prima volta che entra così, solo che in questa occasione mi sono fratturato il naso”. Due giorni dopo il derby la sua rabbia non è ancora sbollita “Io penso che no sia giusto giocare così. Se uno cerca il gol, deve trovarlo in un altro modo. Non facendo male agli avversari. Con Toni succede spesso, è il suo modo di giocare”
Uno accanto all’altro a caccia del pallone lanciato da Vucinic. Stendardo si è tuffato per mandare la palla in angolo e salvare una possibile occasione da gol, Toni ha alzato il piede, forse cercava il pallonetto per liberarsi dalla marcatura o cercava di tirare. L’impatto tra il suo piede destro e il naso di Willy è stato fortissimo. Lui non è completamente convinto che si sia trattato di uno scontro fortuito “Io ero in netto anticipo, davanti a lui. E mi ha visto benissimo che stavo andando di testa. Ha provato lo stesso a tirare e mi ha ridotto così e possiamo anche dire che ha condizionato il derby perché il mister è stato costretto subito ad una sostituzione”. Non accetta le scuse di Toni e si sta informando sulla possibilità o meno di ricorrere alle vie legali, ma è uno scontro di gioco e un tesserato deve chiedere la deroga alla Figc per la clausola compromissoria. “Sto valutando con i miei legali. Intanto denuncio il suo modo di giocare, è un gioco pericoloso. E’ già successo un’altra volta”. Si riferisce al gol decisivo segnato da Toni nel dicembre 2006 durante Fiorentina-Lazio con una zampata sopra la testa di Stendardo. Quella volta Stendardo non si fece male, ma Rossi protestò con veemenza discutendo sulla regolarità del gol.
Ora Willy combatterà per rientrare in tempi rapidissimi. Molto difficile che ci sia a Marassi contro il Genoa perché è complicato che possa allenarsi a pieno regime per la fine della settimana. Qualche possibilità in più per la sfida contro l’Inter o contro il Livorno il 9 maggio. E dipenderà anche da Reja che almeno in difesa si sente coperto a sufficienza con Andrè Dias, Biava, Diakitè e Siviglia.