martedì 28 febbraio 2012

EL PROYECTO CONTINUA.. poi la confessione di Luis"SE LA ROMA HA VINTO SOLO 3 TITOLI NELLA SUA STORIA, UN MOTIVO CI SARA'...."


“El proyecto continúa”.. Già, il progetto prosegue e poco importa se anche ieri è arrivato l’ennesimo schianto della stagione. Quattro gol rifilati dalla squadra allenata da Colantuomo, apparsa ieri unica padrona del campo. Nel converso, una piccola Roma si è dovuta arrendere alla forza arrembante dei bergamaschi che a colpi di contropiede letale, hanno scritto le pagine del nuovo dramma sportivo della squadra giallorossa. Il resto è un film già visto: “Tutta colpa di Luis e dell’esclusione di De Rossi”.

Sicuramente l’esclusione di “capitan futuro 6mln” ha contribuito, eppure da quello che si è visto ieri, difficilmente con De Rossi in campo, ci sarebbe stato un finale diverso. Quella che si è RIvista ieri è stata una squadra senza idee, senza organizzazione e con gravi difficoltà difensive. E mentre una settimana fa i cugini giallorossi irridevano e canzonavano i tifosi laziali per via dei 5 gol incassati a Palermo, puntuale come un orologio svizzero è arrivata l’ennesima “contro purga”( per usare un termine tanto caro a Osvaldo).

Poi la seconda doccia fredda della giornata per i "tifosi della lupa", arriva da Luis Enrique che con molta onestà professionale, nel commentare la sconfitta dei suoi uomini fa un importante precisazione: “ La Roma è una squadra che nella sua storia ha vinto solo 3 titoli e un motivo ci sarà.. io sto cercando di costruire una squadra..”

E adesso ci mancava solo Lucho a sconfessargli la loro “gloriosa” storia… è proprio vero: “MAI NA GIOIA PER I TIFOSI DELLA MAGGGGICA!”

Ramona Marconi

Cittaceleste.it

Emergenza Lazio: si ferma anche LULIC


Lo ha già anticipato ieri ai microfoni dei giornalisti Edy Reja dopo la vittoria contro la Fiorentina. Sarà difficile poter allestire l'undici della Lazio che domenica affronterà la Roma nel derby capitolino. La sequenza di infortuni ha colpito anche Lulic, vittima di un sospetto stiramento alla coscia sinistra che gli farà anche saltare la convocazione per l'amichevole Bosnia-Brasile.

Non recupereranno quasi sicuramente nemmeno Konko e Radu (c'è qualche piccola speranza in più solamente per il rumeno), Garrido ieri ha lasciato anzitempo il campo a causa di un affaticamento muscolre. In difesa quindi ci saranno Dias, Biava, Scaloni e Zauri. A centrocampo ci sarà il rientro di Matuzalem, che farà presumibilmente coppia con Ledesma.

In avanti possibile il trio Hernanes, Mauri, Gonzalez a sostegno di Klose. Spera di poter essere disponibile, almeno per la panchina, capitan Rocchi, alle prese con il recupero dall'infortunio muscolare subito a Marassi contro il Genoa. Niente da fare invece per Brocchi, la cui strada in vista del ritorno in campo è ancora in salita.

LAZIO-FIORENTINA 1-0



La Lazio ed i suoi tifosi ringraziano ancora una volta Miro Klose: il gol dell'attaccante permette di superare i viola, troppo arrendevoli nel primo tempo, e lascia intatte le speranze di raggiungere l'Europa che conta, nonostante le tante assenze ed un gioco non brillante.

FORMAZIONI - Abbiamo di fronte due tra le squadre più incerottate del campionato, e questa partita ne è la conferma. Reja schiera il 4-2-3-1, con Scaloni e Garrido terzini e l'inedita coppia Ledesma-Gonzalez davanti alla difesa. Klose unica punta, con Mauri, Hernanes e Lulic a supporto. Anche Rossi ha i suoi problemi con l'infermeria: dopo il recente forfait di Amauri, i viola si schierano con un prudente 4-4-2, con il duo di attacco Liajic-Jovetic e la novità Romulo sulla destra a centrocampo. La difesa è la migliore possibile, con i centrali Natali e Nastasic e De Silvestri e Pasqual come terzini.

PARTITA - Primo tempo che in pratica possiamo riassumere nell'ultimo quarto d'ora, dato che per i primi 30 minuti, lo spettacolo lascia molto a desiderare, con entrambe le squadre molto attente ad evitare errori e penalizzate dalle tante assenze nel reparto offensivo.
Il primo tiro in porta della gara è un tentativo velleitario di Liajic da fuori area, con Marchetti pronto a bloccare senza alcun problema. Subito dopo la Lazio passa in vantaggio, grazie al solito Klose che, ben imbeccato sulla linea del fuorigioco da Hernanes, supera Boruc e deposita la palla nella porta sguarnita. Ci troviamo praticamente nel miglior momento della gara e della Lazio, che subito dopo sfiora il 2-0, grazie ad una bella azione, ancora di Klose; il tedesco si libera sull'esterno e mette un bel pallone basso in mezzo all'area, raccolto dall'accorrente Garrido, la cui conclusione però va ad impattare sulla traversa. La prima frazione si conclude praticamente qui.

Il secondo tempo inizia con la Fiorentina che tenta di invertire la rotta e di attaccare maggiormente verso la porta di Marchetti, ma i pericoli veri e propri sono pochi. In teoria i viola raggiungerebbero il pareggio, ma il gol di Cerci di testa è annullato per fuorigioco. Il copione di questa parte di gioco vede un vero e proprio controllo della squadra di Rossi, mentre la Lazio, man mano che i minuti scorrono, si chiude in 'trincea', badando a mantenere l'esiguo vantaggio. Tattica che funziona perchè la Fiorentina pressa i biancocelesti, ma non entra quasi mai nell'area avversaria, creando pochi grattacapi a Marchetti; per la disperazione citiamo una conclusione di Lazzari, bloccata senza problemi dal portiere laziale. Non succede più nulla fino alla fine della gara, quando Candreva, ben servito da Gonzalez, dà a Kozak la possibilità di raddoppiare, ma il tiro del gigante ceco, viene respinto in extremis da un difensore viola. Termina qui la gara, con la Lazio che guadagna tre punti fondamentali per la corsa verso l'Europa, e la Fiorentina che dovrà reagire per evitare di rimanere invischiata nella lotta per non retrocedere.

CHIAVE - In una partita così bloccata è fondamentale la giocata del campione: il gol della Lazio arriva grazie ad un grande assist di Hernanes, il cui tocco con il destro, trova Miro Klose tra le maglie della difesa viola. Al bomber tedesco spetta il compito di concludere la giocata del compagno, e di dare altri tre punti alla Lazio.

CHICCA - Ancora non c'è feeling tra Candreva ed i tifosi laziali: ad ogni errore del centrocampista, il pubblico si scatena contro di lui, fischiandolo a ripetizione. La cosa non aiuta il giocatore, che sembra soffrire la cosa, non giocando con la necessaria tranquillità. Peccato che il suo assit per Kozak non sia stato concluso in rete: la cosa magari lo avrebbe aiutato.

TATTICA - Le squadre, anche a causa delle tante assenze, giocano una partita attenta, con poco spazio per l'inventiva; a centrocampo c'è poco tempo per effettuare giocate e, soprattutto, passaggi precisi che permettano di arrivare in porta. Nel secondo tempo, la Lazio si chiude, evidenziando questa mancanza di spazi; infatti, la densità creata dai difensori impedisce alla Fiorentina di raggiungere il pari.

MOVIOLA - Protesta la Lazio per un presunto rigore su Klose, liberato in area da Mauri: il contatto con Nastasic c'è, ma non sembra tanto importante da giustificare la concessione della massima punizione. Regolare il gol del vantaggio laziale: Klose è perfettamente in linea con l'ultimo difensore viola. Nel secondo tempo, giusto annullare il gol di Cerci: il giocatore si trova leggermente in fuorigioco sul tocco del compagno. Complimenti al guardalinee per aver azzeccato questa decisione. Per il resto accade poco.

PROMOSSI & BOCCIATI - Nella Lazio citiamo Klose per il gol decisivo, ma non vanno dimenticate le prove 'tutto cuore', di Gonzalez, Hernanes e Ledesma; non in grande forma Mauri, ancora lontano dalla miglior condizione, e Candreva, che sembra soffrire una situazione ambientale, per lui pesante. Nella Fiorentina, difficile trovare buone prestazioni; Jovetic è lasciato inizialmente troppo solo, ma nella seconda frazione migliora, pur non incidendo. Non male neanche Behrami, e Cerci, che con il suo ingresso ha vivacizzato la manovra viola. Insufficiente la prova di Liajic, grande delusione di questa squadra, e di Montolivo.

sabato 25 febbraio 2012

Reja resta alla Lazio


"La mia avventura continua": Edy Reja resta l'allenatore della Lazio. Quando ormai sembrava ad un passo l'arrivo di Gianfranco Zola - pare che il presidente Claudio Lotito avesse trovato con "Magic Box", giunto a Roma dall'Inghilterra, un accordo sino al 2013 dopo oltre tre ore di confronto - ecco il 'coup de theatre' che chiude una settimana a dir poco turbolenta per la società biancoceleste.

Intorno alle 20.20, con circa tre ore di ritardo rispetto all'orario in cui era stata fissata la conferenza stampa - che non si sapeva chi avrebbe tenuto - il tecnico goriziano si è presentato nella sala stampa di Formello per comunicare la pace, sancita nel colloquio di oltre un'ora con Lotito, giunto nel centro sportivo biancoceleste poco prima delle 19. Un confronto richiesto dallo stesso tecnico goriziano nel post-partita con l'Atletico Madrid giovedi' sera, all'indomani delle dimissioni presentate per iscritto e poi respinte dalla società. Reja, del resto, aveva altre volte minacciato o dato le dimissioni, sia alla Lazio sia quando era al Napoli.

"Nell'ultimo periodo qualcosa si era incrinato e ho sentito perdere la fiducia nei miei confronti - ha spiegato Reja -, ma adesso abbiamo chiarito e pertanto la mia avventura continua. Ci tengo a questa squadra, a questa società e a questi colori. In tutte le famiglie ci sono dei problemi, noi abbiamo chiuso questi argomenti. Dimentichiamo questa settimana ricca di eventi negativi e puntiamo al terzo posto". Che peraltro la Lazio gia' occupa, ex aequo con l'Udinese a 42 punti.

Sembra quindi che i mal di pancia siano tutti guariti dopo il faccia a faccia di stasera e Reja è pronto a mettersi il tutto alle spalle. Sino al termine della stagione. E forse anche oltre. Riconoscendo un po' di avventatezza in quelle dimissioni presentate ufficialmente mercoledi' alle 14, a poche ore dalla partenza della squadra per Madrid per affrontare, nel ritorno dei sedicesimi di Europa League, l'Atletico, che ha poi eliminato i biancocelesti.

"Qualche volta vado anche oltre il seminato. Non mi sembrava giusto chiudere il mio ruolo in questa società andandomene cos dando le dimissioni. La società le ha rifiutate, ci siamo detti tutto quello che dovevamo dirci. L'avventura continua, e secondo quello che dice il presidente, anche per il futuro. Lotito l'ha detto anche nello spogliatoio, 'questo è l'allenatore di ora e per il futuro'", ha rivelato Reja, smentendo peraltro le indiscrezioni che legavano una sua permanenza all'allontanamento del ds Igli Tare. "Non ho mai fatto questa richiesta - ha precisato -. Magari qualche scambio di opinioni c'è sempre, qualche incazzatura c'è sempre, fa parte del rapporto tecnico- direttore sportivo, ma queste aiutano a maturare, a dire 'ho sbagliato"".

Il giallo che ha accompagnato negli ultimi giorni la società biancoceleste si chiude quindi senza vittime n‚ assassini. Ma rimane comunque un thriller sceneggiato alla perfezione, con continui colpi di scena e comparsa di allenatori come De Canio (ieri sembrava che Lotito avesse in mano l'accordo sino a fine anno), Zola e Lippi (che ha subito rifiutato il copione dichiarando di non voler allenare più in Italia). Nonostante tutto, Reja ha continuato a recitare la sua parte presentandosi oggi a guidare l'allenamento, anche quando fuori Formello il toto-allenatore impazzava.

"Certo che di fronte alle mie dimissioni è logico che si guardino intorno. Io però ho dei vincoli di fronte alla società. Sono rimasto sempre costantemente al mio posto nonostante avessi dato le dimissioni. Se la società avesse accettato, avrebbe scelto qualche altro allenatore. Era nel diritto sacrosanto di vedere altre persone".

L'avventura della Lazio con il 66enne Reja continua, ma è sconsigliabile ai deboli di cuore.