domenica 11 maggio 2008

Probabili formazioni di Genoa Lazio


Le probabili formazioni di Genoa-Lazio, valida per la 37.a giornata di serie A, in programma oggi alle 15.00 .

Genoa (3-4-3): 83 Rubinho, 24 Konko, 3 Bovo, 16 Lucarelli, 7 Rossi, 77 Milanetto, 28 Juric, 29 Fabiano, 11 Leon, 22 Borriello, 14 Sculli. A disp. 73 Scarpi, 34 De Rosa, 33 Santos, 8 Danilo, 15 Raggio Garibaldi, 9 Figueroa, 38 Wilson. All.:Gasperini.

Lazio (4-3-3): 32 Ballotta; 29 De Silvestri, 13 Siviglia, 7 Rozehnal, 3 Kolarov; 4 Firmani, 24 Ledesma, 5 Mutarelli; 19 Pandev, 9 Bianchi, 18 Rocchi. A disp. 1 Muslera, 8 Zauri, 25 Cribari, 26 Mudingayi, 6 Dabo, 11 Mauri, 17 Tare). All. Rossi

Arbitro: Pierpaoli di Firenze.

-Manuel-

venerdì 9 maggio 2008

Ferrajolo: Lotito ha rotto il legame con i tifosi

Nel fallimento di una Stagione , le colpe non sono mai di uno solo. Vale anche per la Lazio e sarebbe grave fornire comodi alibi alla squadra e al Tecnico . Dunque, anche lo­ro devono farsi perdonare molte cose. Ma non c’è dubbio che le colpe maggiori siano della società, cioè di Lotito, perché mai come in questo caso, la società non si articola in diversi ruoli ma si identifi­ca esclusivamente nel suo presidente accentratore.
Quali sono queste colpe? Di­verse. Partiamo dalla più vi­stosa. Con una superficialità imperdonabile, Lotito si è presentato all’inizio di una stagione che pote­va diventare esaltante, grazie all’insperato tuffo nella Champions, con una Lazio addirit­tura meno forte, o se preferite, più debole, ri­spetto alla stagione precedente. Con una La­zio priva di Oddo e Peruzzi, che non sono sta­ti sostituiti nemmeno decorosamente. Lotito per sfidare le grandi in Europa e soprattutto per affrontare una stagione terribile con una partita ogni tre giorni, a Delio Rossi ha rega­lato Scaloni e Del Nero, Meghni e Artipoli, e soprattutto Muslera. La superficialità con cui è stato affrontato l’acquisto di Carrizo e quel­lo di Kolarov, bruciando l’unico posto dispo­nibile per l’extracomunitario, è stata imper­donabile.
Questi errori hanno compro­messo in Partenza la stagione della Lazio, che infatti è arri­vata ultima nel suo girone di Champions, presentandosi in Europa anche con giocatori zoppi, e quattordicesima, con appena 19 punti, in campio­nato.
Ma non solo: le sconfitte hanno creato tensioni nello spogliatoio, tra il tecnico e la squadra, si è smarrito il gioco che l’anno prima era stato il vero punto di forza. Un bilancio disastroso che poi ha spinto tar­divamente Lotito a correre ai ripari. Se inve­ce che a gennaio, avesse acquistato Bianchi, Radu e compagnia ad agosto, la Lazio non sa­rebbe partita ad handicap e ora racconterem­mo un’altra Storia . Le dimissioni del ds Saba­tini a fine campagna acquisti sono state solo un espediente, nemmeno tanto geniale, per addossare ad una sola Persona responsabili­tà del presidente e della società.
Ma il malessere della Lazio oggi è ancora più ampio, più grave. Trattative sfibranti con i giocatori per i vari prolungamenti del contrat­to, una perenne tensione tra la società e i propri tesserati non hanno aiutato la squadra a crescere, a dare quanto avrebbe dovuto. E anche sotto questo aspetto il bilancio per Lotito è disastroso. Non perde occasione per esaltare le doti morali, l’attaccamento alla maglia, il senso di lealtà, co­me valori fondanti della sua Lazio. Eppure la squadra , dopo aver raccolto i punti salvezza e aver vinto il derby, lo ha smentito in modo inequivocabile, mollando completamente, an­dando in vacanza con grande anticipo e infi­schiandosene dei doveri e dei valori morali indicati dal suo presidente. Lotito è parso a tutti un patetico predicatore nel deserto.
Il suo fallimento poi si completa nel rap­porto ormai conflittuale e insanabile con i ti­fosi. I quali non si identificano nel loro presi­dente, non si sentono rappresentati da Lotito. Sarà ingiusto, sarà sbagliato, ma in ogni caso è così. Una società di calcio non è una impre­sa delle pulizie, è fatta anche di passione, di adesione, di slanci e di un feeling indispensa­bile. In un’azienda il dipen­dente non è tenuto ad aderire col cuore e con passione, fa il suo lavoro e basta. I tifosi in­vece hanno una fede, alimen­tano una passione, possono anche sopportare le sconfitte ma pretendono che la squa­dra dia tutto e soprattutto che il presidente sia uno di loro. Oggi Lotito per la gran parte dei tifosi laziali è un estraneo, peggio, a volte, un nemico. E questo è il fallimento peggiore che ci possa essere per un presidente di calcio. E attenzio­ne, perché dopo i tanti errori di questi mesi, Lotito potrebbe commetterne ancora un al­tro: licenziare Delio Rossi. Speriamo che ci risparmi almeno questo.

di Luigi Ferrajolo

giovedì 8 maggio 2008

Bufera dopo l'eliminazione..addio a Persichetti,Sabatini e Berhami

Dopo la sconfitta di ieri contro l’Inter, prime scosse di terremoto in casa Lazio. Si è dimesso il segretario generale Persichetti. Verso l’addio anche il direttore sportivo Walter Sabatini.

Valon Behrami giocherà la prossima Stagione nella Liga Spagnola:il centrocampista della Lazio ha ormai deciso ed addirittura pianificato il suo Futuro “personale”, organizzando già il trasloco verso l’estero. Diversi i Club interessati a lui: nei prossimi giorni il giocatore kosovaro dovrebbe scegliere la sua destinazione per poi far accordare la società biancoceleste con il suo nuovo club.

mercoledì 7 maggio 2008

Stasera c'è l'Inter


Facciamo che è “la partita”. Non la partita della vita, perché ne verranno altre, più importanti.Non la partita della Stagione perché un’altra speriamo ce ne sia, il 24 maggio, con una coppa in palio. Facciamo che la Lazio gioca da Lazio, come contro il Real, come nel derby vinto contro ogni pronostico, come contro l’Inter capolista in campionato. Facciamo che l’Olimpico ha gli Occhi azzurri, da stropicciarsi. E mani da battere e fiato da regalare. Facciamo, per una sera, come i bambini che giocano con i sogni.
Facciamo che poi comunque ci svegliamo. Che ripensiamo a questa stagione senza voglia di ricordarla, solo di tracciare una linea grossa che faccia da spartiacque. Chi ha sbagliato, ha sbagliato. Ha sbagliato dietro una Scrivania o appeso a un cellulare, ha sbagliato nello scegliere un giocatore, ha sbagliato preparando una partita, ha sbagliato un gol fondamentale, ha sbagliato un’uscita elementare. Non è buonismo, è esattamente il contrario. E’ voglia di ricominciare in fretta, di agire in fretta, di arieggiare la casa e decidere subito dove ridipingere e il mobilio da cambiare. Voglia di rivincita.
Facciamo che non ci si illude per una finale e neanche per una coppa. Facciamo che non c’è Guerra se si perde. Facciamo che ognuno fa il suo gioco, fa le Valigie o rimane, che ci sono strade chiare e non vicoli tortuosi, che il presidente sceglie lo staff e lo staff i giocatori. E se allo staff non vanno bene le scelte, arrivederci e grazie. Facciamo che si lotta insieme per avere uno stadio proprio ma non si aspetta lo stadio per rifare grande la Lazio. Grande abbastanza da battere a volte anche le grandi e da farsi temere da tutte le altre. Facciamo che poi allo stadio ci vanno in tanti, ricordando che ci sono stati anche tempi peggiori. Facciamo che i bambini chiedono ai genitori la maglietta di Rocchi e poi ci vanno al campetto senza doversi vergognare un po’, perché è tarocca e Laziostore non ce ne sono, neanche in centro.
Facciamo che, comunque vada, domani si riparte.

-V.C.-