venerdì 12 settembre 2008

Lazio-N.Tor Tre Teste 8-0...Zarate in gran spolvero


Si è conclusa 8 a 0 l’amichevole infrasettimanale tra Lazio e Nuova Tor tre teste (eccellenza), di fronte a un migliaio di spettatori.Importanti indicazioni tattiche da parte di Rossi, che ripropone il modulo a rombo, con Mauri vertice alto e Meghni al fianco di Ledesma e Brocchi. Ottima la prova del francese , che sembra trovarsi sempre più a suo agio nel ruolo di mezzala sinistra.
Comincia a integrarsi nei nuovi schemi anche Brocchi che, con De Silvestri, ha formato una martellante fascia destra. Il protagonista di giornata, però, è stato Zarate, autore di tre gol e di una grande partita, accompagnata dagli incessanti cori dei sostenitori. Nella ripresa spazio alle riserve, con la coppia Mendicino/Inzaghi sugli scudi.
Rientrati i nazionali Lichtsteiner, Pandev e Rozenhal, si aspetta l’arrivo di Radu e di Carrizo.
Ancora lavoro a parte per Dabo, Rocchi, Del nero e Firmani.

Questo il tabellino:

Lazio (primo tempo): Muslera; De Silvestri, Siviglia, Cribari, Kolarov; Brocchi, Ledesma, Meghni; Mauri; Foggia, Zarate.

Lazio (secondo tempo): Muslera; Diakite, Tuia (Pisa Di Monterosa), Cribari, Belleri; Cinelli, Mutarelli, Manfredini; Mendicino, Inzaghi, Makinwa.

Nuova Tor Tre Teste: Galassi, Sarrecchia, Marongiu, Gazzella, Petrangeli, Ielasi, Piro, valerio , Settanni, Marchetti, Toscano. A disp. Core, Zampetti, Cuozzo, Illustrazione, Quadrini, Vulpiani, Gubinelli, Desideri, Basili.

Marcatori: Zarate, Mauri, Zarate, Zarate (pt), Mendicino, Inzaghi, Mendicino, Inzaghi (st)

-Francesco Tomei-

mercoledì 10 settembre 2008

"Quattro idee per la Lazio in vendita"


“Rebus sic stantibus”. Un modo originale per cominciare a parlare di una squadra di calcio, meno se quella squadra è la Lazio e se il suo presidente, Claudio Lotito, ama deliziare i suoi interlocutori con frasi in latino .

“Stando così le cose, allo stato attuale…”, dicevamo. Sembra, dunque, che il calcio italiano non abbia nessuna voglia di farsi “conquistare” dagli stranieri. Eppure in giro per il mondo ce ne sono di Paperon de Paperoni interessati ad investire. Russi, arabi , americani , solo per citarne alcuni. Il problema è che quando arrivano al confine del Bel Paese i piccoli ostacoli si traformano in muri insormontabili. Da un lato manca una reale voglia di cederle queste squadre di calcio, dall’altra c’è sempre un qualsivoglia “potere forte” che preferisce che le cose restino come sono. “Non alziamo asticelle che fa male a tutti”, diceva qualcuno.

Se l’Inghilterra sta diventando l’Eldorado del tifoso di calcio, con tycoon che si soffiano giocatori a suon di miliardi, l’Italia resta legata al suo “orticello”. Ma prima o poi anche questo stato di cose potrebbe cambiare. E’ il mercato, baby!

Non si può pensare di rimanerne fuori per sempre. Per ora i primi veri attacchi sono stati rispediti al mittente. Ma chissà se davanti ad offerte “irrinunciabili” tutti sapranno dire di no, come ha fatto Rosella Sensi per la Roma rifiutando George Soros.
Dicevamo “Offerta Irrinunciabile”. Due paroline che solo qualche giorno fa sono state pronunciate da un insospettabile: Claudio Lotito. Il presidente della Ss Lazio non ha mai neppure lasciato intravedere una sua possibile disponibilità a passare la mano. E adesso invece…potrebbe pensarci, riflettere, soppesare.

Mai dire mai. Ovviamente non si tratta di un’apertura vera e propria, ma solo di un piccolo spiraglio che prima o poi potrebbe diventare fessurina. Il problema, però, resta un altro: capire chi davvero potrebbe mettere sul piatto tutti questi soldi. E’ difficile fare dei nomi senza rischiare di finire nel mirino della Consob, accusati di aggiotaggio. La Lazio è sempre una società quotata. Ma si potrebbero delineare semplicemente degli identikit. Ci siamo permessi di farne quattro. Qualcuno ritorna, qualcuno ci è già passato, qualcuno potrebbe arrivare. Anche se “rebus sic stantibus” la parola, l’ultima, spetterà sempre a Lotito.

LO STRANIERO - “Yes we can”, se fossimo in America, sarebbe lo slogan più in voga in queste settimane. Siamo in Italia, dove spesso non si può fare. Eppure qualche straniero si è affacciato alla finestra del calcio italiano. Ma non è riuscito ad andare oltre. Però questo potrebbe non averne fatto passare la voglia.
Perché un gruppo straniero dovrebbe essere interessato alla Lazio? Sicuramente perché si tratta di una società con un grande bacino di tifosi, perché si tratta di Roma e perché ha notevoli prospettive di crescita. L’identikit potrebbe essere quello di un importante gruppo, arabo o statunitense, che ha due obiettivi fondamentali: la costruzione dello stadio e il ritorno di immagine.
Lo stadio resta al momento l’elemento chiave per attrarre capitali stranieri. Si sono già mossi fondi arabi e statunitensi per sondare la possibilità di costruire uno stadio a Roma. A questo punto potrebbero anche decidere di fare un passo successivo e presentare un’offerta “irrinunciabile” per l’intero pacchetto. Lazio e stadio. Una cifra possibile? 400-500 milioni di dollari. Il ritorno di immagine non mancherebbe. Resta da capire se davanti ad una proposta di questo tipo non si solleverebbero nuovamente i dubbi di “italianità”. La Lazio deve restare nelle mani di italiani.

IL ROMANTICO - Ernesto Bertarelli. Mister Alinghi. Residente in Svizzera, ma laziale doc. Dopo aver venduto la sua società, la Serono nel 2006, può contare su un patrimonio personale di oltre 10 miliardi di dollari. Al 75esimo posto nella classifica Forbes potrebbe essere definito un “romantico dello sport”. Ha legato il suo nome alla Coppa America, ma in passato viene ricordato dai tifosi biancocelesti per un suo “flirt” con il club.
Era il 2004 e nonostante le numerose smentite in molti ci hanno creduto. Sarebbe stato un ottimo investimento per lui e probabilmente la piazza lo avrebbe accettato come post-Cragnotti come il “timoniere” oltre che salvatore della Patria. La sua passione per la Lazio non è mai tramontata, ma dovrebbe convincersi che il calcio è diventato o può diventare un investimento redditizio. Altrimenti perché spendere tanti soldi? Bertarelli potrebbe anche metterci una passione, quella per i colori, per la maglia, che i gruppi stranieri non hanno.

IL NOSTALGICO - Sergio Cragnotti. Di lui i tifosi della Lazio non dimenticano nulla. Neppure che la sua data di nascita (9 gennaio) coincide con la data della fondazione della Società Sportiva Lazio. Un vero segno del destino. Imprenditore e tifoso, Cragnotti è stato presidente dal 1992 al 2003. E soprattutto ha fatto vincere alla Lazio lo scudetto nel 2000. Resta anche colui che ha fatto sbarcare una società di calcio a Piazza Affari. Per i tifosi della Lazio è “indimenticabile”. E forse anche lui, che dopo numerose vicissitudini giudiziarie, ora vive un periodo di relativa quiete, potrebbe essere interessato a tornare in tribuna Monte Mario. Magari non direttamente, ma mettendo suo figlio Massimo a capo di una cordata di amici imprenditori pronta a rilevare il club. Ma Lotito accetterebbe?

L’OUTSIDER - E alla fine potrebbe anche uscire dal cilindro un imprenditore romano. Un costruttore che vede nel progetto stadio un conveniente ritorno di capitali. In questo caso la lista non sarebbe molto lunga e si potrebbe pensare di entrare nell’azionariato della Lazio con una quota di minoranza, attraverso un aumento di capitale, per poi gradualmente salire e magari alla fine sostituirsi a Lotito. E’ solo un’idea che circola negli ambienti che contano. Ma in questo caso servirebbe capire se il presidente Lotito sia disposto o meno a dividere onori ed onori.

-Alessia Ciampi-

sabato 6 settembre 2008

Abbonamenti alle stelle


La Lazio di quest’anno è tutta un’altra storia . Una scarica di adrenalina negli ultimi cinque giorni: mille abbonamenti venduti da lunedì a venerdì. Il boom si chiama effetto vittoria. E la quota totale s’è impennata fino ad arrivare a 23.000 tessere totali. Dopo Cagliari-Lazio s’è riaccesa d’incanto la corsa al botteghino e sarà possibile ancora per un’altra settima­na intera. Il termine della campagna abbonamenti 2008/09, dopo l’ultimo rinvio, resta fissato a sabato 13 settembre: al giorno della vigilia di Lazio-Sampdoria (venerdì 12, ore 17,30, è la data limite per sottoscrive­re invece gli abbonamenti presso la biglietteria della Curva Nord).

L’ENTUSIASMO -I due gol di Maurito Zarate, la rete di Pandev, il sigillo di Foggia, l’1-4 in terra sarda e i tre punti che hanno battezzato la prima classifica. L’entu­siasmo coinvolgente ha spinto all’acquisto della tessera altri mille tifosi biancocelesti. Nelle ultime settimane s’era registrato un calo nell’affluenza, uno stop che sembrava defini­tivo. Ma l’exploit di Caglia­ri e lo spostamento della chiusura delle vendite hanno fatto sì che la distri­buzione riprendesse a buon ritmo. E non è anco­ra detta l’ultima parola. La settimana conclusiva s’è appena aperta e promette bene. Le richieste conti­nuano ad esserci, le previ­sioni inducono all’ottimi­smo, la voglia di Lazio aumenta.

LA SOGLIA -23.000 sono i fedelissimi che hanno già un posto prenotato all’Olimpico. Il sogno sarebbe arriva­re a quota 25.000 per stracciare tutti i record delle sta­gioni recenti e fare il botto. La proiezione più realisti­ca s’assesta intorno ai 24.000 abbonamenti. La società non si pronuncia ma spera di poter incrementare an­cora di più i dati così da poter riempire meglio lo sta­dio, apparso troppo spesso desolato e desolante nel campionato scorso.

lunedì 1 settembre 2008

L'editoriale del Lunedì (Ausk-83)


Note dal campionato.Colpaccio del Bologna 2-1 a San Siro dove Ronaldinho
vale il prezzo del biglietto dispensa classe ed assist ma nessuno la butta dentro,tranne Di Vaio.
II Torino aiuta Cairo nel giustificare un mercato senza nè capo nè coda,si ritrova Bianchi.
Udine sempre rivelazione col furetto di Natale,strapazza l'armata Brancaleone di Colantuono la cui panchina già traballa dopo l'eliminazione col Ravenna In Coppa Italia.
Mascara con la sua dentatura ed i suoi gol fa sorridere Zenga e Catania.
L'anticipo Sampdoria -Inter regala applausi ai blucerchiati e qualche minuto di gloria a Mazzarri a Controcampo su Rete4 (bah).
Chievo-reggina 2-1 è la foto di uno scontro salvezza che ogni anno coinvolge un numero sempre maggiore di squadre.
Posticipo Fiorentina-Juventus 1-1 con Amauri sottotono,Nedved e Camoranesi in grande spolvero,e Gilardino figliol prodigo di Prandelli che all'89' tira fuori le castagne dal fuoco per i viola.
Bell'incontro tra due squadre avanti nella preparazione a causa dei preliminari di Champions.
Risalendo il tevere troviamo il barcone dei Peperones guidato da Albertone Aquilani che impatta 1-1 coi "gemellati" del Napoli,che sotto di un gol in 10 pareggia gioca bene e osserva il piedino fatato di Baptista(gran colpo ...altro che Mutu) ed il nuovo Zidane Menez mangiarsi un gol da 2 metri.Che Roma ... 30 milioni di euro spesi benone ...loro si che,oltre ai faraonici ingaggi, possono permetterseli....Intanto fuori dallo stadio Fratelli coltelli.
La lazietta del gestore sotto di 1 gol (Larrivey infila il non proprio incolperevole Carrizo al 31')nel secondo tempo mette seduto quel brocco di Brocchi, inserisce Pasqualino e cambia marcia. Pareggio di Zarate su rigore,raddoppio sempre dell'argentino su morbido cucchiaio in area,terzo centro di Foggia che non esulta chiude il poker la girata mancina del solito Pandev all'84'.
3 punti per la salvezza ,da registrare qualcosina in difesa e sulle fasce soprattutto nel primo tempo, ma Rossi ora,complice la sosta ,potrà lavorare tranquillo.


-Ausk-83-