sabato 10 novembre 2012
Formazioni per il derby!
Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Lulic; Candreva, Hernanes, Ledesma, Gonzalez, Mauri; Klose
A disp.: Bizzarri, Carrizo, Scaloni, Ciani, Radu, Cavanda, Cana, Onazi, Zarate, Floccari, Kozak, Rocchi. All.: Petkovic
Indisponibili: Ederson
Roma (4-3-3): Goicoechea; Piris, Marquinhos, Burdisso, Balzaretti; De Rossi, Tachtsidis, Florenzi; Lamela, Osvaldo, Totti A disp.: Svedkauskas, Taddei, Dodò, Castan, Romagnoli, Bradley, Perrotta, Marquinho, Pjanic, Lopez. All.: Zeman
Squalificati: Destro (1), Guberti (fino ad agosto 2015) Indisponibili: Lobont, Stekelenburg
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venerdì 9 novembre 2012
Lotito in vista del derby: "Conferenza congiunta? Non ci è arrivata nessuna proposta ufficiale. Io scaramantico? Sono un cattolico praticante, la scaramanzia è di matrice pagana"
Visibilmente soddisfatto per la bella vittoria della Lazio contro il Panathinaikos, il presidente biancoceleste, Claudio Lotito, nel dopo gara è tornato sulla querelle con la Roma riguardo all’idea di una conferenza congiunta dei due tecnici in vista del derby.
“Una conferenza congiunta Zeman-Petkovic? A me non è arrivata alcuna proposta ufficiale da parte della Roma”, ha affermato Lotito , che ha voluto replicare alle voci, circolate attraverso fonti giallorosse, di un presunto rifiuto della società biancoceleste.
“E comunque – ha aggiunto Lotito per mettere i puntini sulle i – l’idea l’avevo lanciata io nella passata stagione, ma la Roma mi disse di no”. Il discorso si è poi spostato sulla prestazione della squadra.
“Se sono soddisfatto? Siamo soddisfatti perché abbiamo portato a casa un risultato positivo. – ha sottolineato – Sono contento perché ho visto una squadra motivata, determinata e serena, che ha raggiunto la vittoria piena senza troppa difficoltà. Sono felice per il gruppo che ha vinto, dimostrando tutto il suo valore”.
Il patron biancoceleste preferisce non parlare dei singoli, ma si concede un’eccezione per Kozak. “Se mi è piaciuto qualcuno in particolare? Non voglio fare nomi, nella Lazio ci sono molti calciatori di valore e che sono messi nella condizione di poterlo esprimere. Kozak? Ha fatto un’ottima prestazione. È un ragazzo che ho voluto ardentemente, che ho portato alla Lazio, sul quale ho creduto e tra l’altro ritengo che alcuni tecnici lo abbiano utilizzato poco. È molto volitivo, uno che ha un’ansia di affermarsi e di migliorarsi”.
Poi sul derby di domenica: “I punti che contano sono quelli di domenica, speriamo che i punti di sutura messi a Kozak servano a suturare le ferite di qualcun altro (scherza ndr)… Non ho messaggi da lanciare, l’unico messaggio che voglio lanciare è che la gara sia giocata nei valori dello sport e il rispetto delle regole, dove prevalga un gruppo coeso e determinato ma allo stesso tempo umile”.
“Sappiamo – ha aggiunto – che è una partita fondamentale e noi dobbiamo fare una grande prestazione per dare soddisfazione ai nostri tifosi. Se sono scaramantico? Io sono un cattolico praticante, la scaramanzia è di matrice pagana e sono legato alla Divina Provvidenza”.
Infine una battuta contro l’uso particolare della lingua italiana che viene fatto nei Social Network. “Se uso Twitter? No non lo uso… – ha dichiarato – Purtroppo sono un amanuense, che preferisce le lingue antiche. La lingua italiana sta per essere dimentica proprio per l’utilizzo della tecnologia, in più questi social network creano dei danni incalcolabili”.
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LAZIO-PANATHINAIKOS 3-0
La Lazio batte il Panathinaikos 3-0 e torna a sorridere: decide il match la bella doppietta di Libor Kozak nel primo tempo e la rete di Floccari ad inizio ripresa. Bellissimo soprattutto il primo goal dell'attaccante ceco, che infila il portiere greco con un gran tiro a giro di destro nell'angolino alto.
Gli uomini di Petkovic dominano la partita per quasi tutti i 90' e non soffrono praticamente mai. Biancocelesti che adesso guidano in testa il gruppo J a quota 8 punti e si candidano seriamente per il passaggio del turno.
FORMAZIONI - Petkovic opta per il turn over, anche in vista del derby, ma non rinuncia ad un assetto piuttosto offensivo e cambia il modulo, trasformandolo in un 4-3-1-2. Torna in porta Marchetti, protetto da una linea difensiva inedita: torna Radu titolare sulla fascia sinistra, a destra ci sarà Scaloni.
La coppia centrale è tutta nuova con Ciani e Cana, che ha già ricoperto questo ruolo nella nazionale albanese. Il vertice basso dei tre di centrocampo è Ledesma, con Gonzalez e Onazi a supporto. In attacco altra occasione per l'argentino Zarate, che agirà da trequartista, alle spalle di Floccari e Kozak, per una Lazio a trazione anteriore.
I greci rispondono con un 4-3-3, con Karnezis in porta, Seitaridis, Velazquez, Vyntra e Spyropoulos in difesa. Centrocampo tecnico con lo spagnolo Vitolo, il portoghese Zeca e Chouchomis, avanzato nel ruolo di mezz'ala. Il trio d'attacco è formato da Christodoulopoulos, dallo spagnolo Tochè e dal ghanese Quincy.
PRIMO TEMPO - Il match comincia con ritmi blandi, con gli uomini di Petkovic che partono leggermente contratti, in attesa di trovare le giuste intese in una formazione fortemente rimaneggiata. I greci tentano un buon possesso palla, ma non riescono mai ad impensierire il rientrante Marchetti.
I primi venti minuti scivolano via senza particolari occasioni da rete, con le squadre molto corte, che lottano principalmente a centrocampo. Ma al 23' arriva la prodezza di Libor Kozak, che tira fuori dal cilindro una traiettoria perfetta con un gran destro a giro nell'angolino, spezzando gli equilibri della partita.
A questo punto il Panathinaikos accusa il colpo e non riesce a reagire, lasciando il pallino del match ai padroni di casa. Aumenta il nervosismo in campo e fioccano anche alcuni cartellini gialli, a dimostrazione di un incontro molto muscolare sulla mediana.
Passa un altro quarto d'ora e la Lazio raddoppia, ancora con Kozak: l'attaccante ceco stavolta sfrutta l'assist involontario di Chouchoumis e da grande opportunista infila il portiere greco con un sinistro di prima nell'angolino basso. Gli uomini di Petkovic arrivano quindi all'intervallo nel migliore dei modi.
SECONDO TEMPO - La ripresa comincia con lo stesso copione del primo tempo: Lazio che continua a fare la partita e greci che non riescono a reagire. La posizione di Zarate, che agisce tra le linee, mette in grande difficoltà la retroguardia in maglia verde, con l'argentino che sembra molto vivace e riesce anche a strappare i primi applausi ai tifosi dell'Olimpico.
Proprio da un calcio di punizione ben eseguito da 'Maurito' arriva il tris biancoceleste: grande stacco in area di Floccari e Lazio che chiude virtualmente il match.
Le seconde linee di Petkovic mostrano grande personalità e continuano ad essere totali padroni del campo, sfiorando anche in più di un'occasione la quarta segnatura. Solo un paio di ottimi interventi di Karnezis evitano un passivo più pesante alla compagine greca.
Ad un quarto d'ora dalla fine arriva un timido tentativo da fuori di Christoudopoulos, che non impegna però Marchetti. Nel finale il più attivo è sempre Zarate, che cerca a tutti i costi un goal che significherebbe molto a livello personale. Gli ultimi minuti di gioco concedono un ritmo molto basso, complice anche l'ottima gestione della palla dei padroni di casa, che mostrano una superiorità tecnica imbarazzante sui rivali ellenici.
LA CHIAVE - La traiettoria inventata da Kozak nel primo tempo è tanto bella quanto decisiva, nell'indirizzare il match sui binari giusti per la Lazio. La serata di grazia dell'attaccante ceco, che segna una doppietta e crea sempre pericoli alla difesa avversaria, regala i tre punti a Petkovic.
MOVIOLA - Partita molto combattuta a centrocampo, specialmente nei primi minuti di gioco, ma l'arbitro tiene bene in pugno la situazione e le sanzioni fischiate sembrano tutte giuste. Nessun episodio rilevante comunque per il direttore di gara.
Dalle pagelle:
IL MIGLIORE - Kozak. Grande serata per il centravanti laziale, sostituisce degnamente Klose con una fantastica doppietta. Favolosa la prima realizzazione.
IL PEGGIORE - Chouchoumis. Gravissimo l'errore sul secondo goal di Kozak.
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domenica 4 novembre 2012
CATANIA-LAZIO 4-0
La settimana che precede il derby inizia nel peggiore dei modi per la Lazio. Gli uomini di Petkovic affondano al Massimino sotto i colpi di un Catania in versione argentina cui riesce tutto a meraviglia. Biancocelesti che si ritrovano già sotto di tre goal in appena mezz’ora. Sugli scudi Gomez, autore di una doppietta. Sconfitta senza appello per una Lazio quasi mai in partita e surclassata sul piano del gioco dagli uomini di Maran. Il Catania si gode la quarta vittoria in campionato e il sesto posto in campionato.
FORMAZIONI – Maran ritorna al 4-3-3. In difesa rientrano Legrottaglie al fianco di Spolli, e Marchese sulla sinistra, mentre a destra c’è con Alvarez al posto di Rolin. In mezzo al campo, confermati Izco, Lodi e Almiron. In attacco, il tridente Barrientos –Bergessio-Gomez.
Al ‘Massimino’Petkovic ripropone il 4-5-1. Il tecnico biancoceleste perde Klose per squalifica, ma ritrova Hernanes e Ledesma dal primo minuto. In attacco Rocchi preferito a Floccari.
PRIMO TEMPO – Catania che comincia alla grande. Pronti via, è Gomez a portare gli etnei in vantaggio. Dopo appena otto minuti, l’argentino, servito da Spolli, con un sinistro fulminate, appena dentro l’area, sorprende Bizzarri non immune da responsabilità. Eppure in avvio era stata la Lazio con Rocchi a rendersi pericolosa. Il goal non scuote i biancocelesti che non riescono a rendersi pericolosi dalle parti di Andujar. Rocchi appare troppo isolato nonostante Petkovic provi a ruotare i centrocampisti per ridurre la distanza tra i reparti.
Ma c’è solo una squadra in campo. I rossazzurri, dopo una bella occasione di Barrientos, raddoppiano. Al venticinquesimo l’arbitro fischia un rigore a favore dei padroni di casa per un fallo di mano di Dias. E dal dischetto Lodi non perdona. La Lazio va in apnea, condizionata anche mentalmente dal grave errore di Bizzari in avvio. E prima della mezz’ora capitola. Marchese scappa via dalla sinistra, mette al centro una palla d’oro che Gomez mette dentro (Biava prova invano a salvarla sulla linea). Tre goal in appena mezz’ora: la Lazio, sulle gambe e incapace di reagire, va al tappeto. Primo tempo che si chiude in anticipo.
SECONDO TEMPO – Nella ripresa Petkovic passa al 4-3-1-2. Bocciati Cavanda e Hernanes, dentro Brocchi e Floccari, con Mauri spostato in posizione da trequartista. La Lazio prova a scuotersi dal torpore grazie all’orgoglio e alla rabbia accumulata nel corso di un primo tempo “orribile”. Non bastano, però, per riaprire una gara ormai compromessa. Il Catania contiene e in contropiede cala il poker.
Al venticinquesimo c’è gloria anche per Barrientos, servito da Gomez dopo una fuga sulla corsia di sinistra. Passivo che potrebbe essere più pesante; prima Lodi e poi Castro mancano la quinta marcatura. Per la Lazio una giornata da dimenticare e in fretta. Giovedì c’è l’impegno casalingo in Europa League e poi il derby contro la Roma che dirà di più sulle reali ambizioni di un gruppo, oggi, allo sbando.
LA CHIAVE – L’errore di Bizzarri, in occasione del goal del vantaggio etneo, condiziona oltremodo i biancocelesti che vanno al tappeto nel giro di trenta minuti.
MOVIOLA – Netto il fallo di mano di Dias che spinge Mazzoleni a fischiare il penalty in favore dei padroni di casa. Quanto al terzo goal, la palla oltrepassa nettamente la linea di porta, nonostante il disperato salvataggio di Biava.
Dalle nostre pagelle:
IL MIGLIORE - Alejandro Gomez. Anche il pubblico resta per un attimo interdetto quando il pallone sferrato dal suo sinistro si infila incredibilmente alle spalle di Bizzarri, da applausi anche l'assist per Barrientos e il tocco che vale il 2-0 per gli etnei, standing ovation per l'assist a favore di Barrientos per il 4-0 e al momento dell'uscita dal campo.
IL PEGGIORE - Abdoulay Konko. Il funambolo Gomez lo mette subito alle corde, soffre per gran parte del confronto.
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