martedì 31 marzo 2009

LOTITO-ZARATE: "Vado in Qatar a rinegoziare"


Qualche giorno fa il patron della Lazio Claudio Lotito aveva lanciato una specie di aut-aut alla società dell'Al Sadd che, entro il 30 aprile, dovrebbe definire assieme ai capitolini la posizione contrattuale del giocatore argentino.
Dovrebbe, perché stando alle ultime affermazioni del presidente biancoceleste ci potrebbe essere un cambio di programma. Quello che sembrava certo (il pagamento della clausola per trasformare il prestito in cessione definitiva) del riscatto potrebbe lasciare spazio ad una nuova possibilità.

"Non parlo di mercato - ha detto il patron della società biancoazzurra come riportato oggi dalla Gazzetta dello Sport - perché ora ho altri problemi". Non è tutto, però, perché sul tema Zarate Lotito ha dato una piccola, ma sostanziosa, chicca. "Cosa farò quando andrò in Qatar per parlare di Maurito? - ha risposto nella giornata di ieri - Andrò a rinegoziare l'accordo con la società che attualmente possiede il cartellino del giocatore".

Eccola, la chicca: rinegoziare. Che significa? Che la Lazio prolungherà il prestito del giocatore? Oppure che i termini e le cifre dell'accordo verranno modificate? Qualche giorno, al massimo un paio di settimane, e sapremo...

domenica 29 marzo 2009

LOTITO-CARRIZO: "E' scontento? Ma 'ndo va?"


La Lazio e Juan Pablo Carrizo: due mondi sempre più lontani con il passare dei giorni. Da una parte i biancocelesti, con le scelte tecniche di Delio Rossi dal sapore di bocciatura per il portiere argentino. Dall'altra JP, deluso dalla sua avventura italiana e desideroso di riscattarsi con la Seleccion, in attesa, magari, di cambiare squadra in estate.

Proprio dinanzi a quest'eventualità, divenuta più credibile dopo l'ultimo sfogo dell'ex numero uno del River Plate, Claudio Lotito è sbottato: "Ma 'ndo va? Ma 'ndo vuole andà? C'ha un contratto, quindi resta alla Lazio", ha commentato il presidente della Lazio al termine della prima giornata del congresso fondativo del Pdl.

Lotito ha poi cercato di ammorbidire i toni: "Carrizo forse, non conoscendo perfettamente la lingua italiana, ha interpretato in modo errato alcune scelte legate esclusivamente ad aspetti tecnici". Ma la frattura, ormai, sembra insanabile...

-Manuel-

martedì 24 marzo 2009

I Fantastici 4!


Tuia, Faraoni, Cinelli e Mendicino. Sono quattro, come i moschettieri, ma forse, vista la loro età e il loro valore, sarebbe meglio definirli fantastici. Sì, come i “fantastici quattro”. Magari esageriamo un po’ con l’aggettivo, ma per la Lazio del futuro questo rappresentano. Sono giovani sì, molto anche, ma già professionisti, e quel che conta, pronti al gran salto.Vacanze sulla neve! C’è la soluzione ideale in ogni reparto. Per la difesa Tuia e Faraoni. Il primo, classe ’90, è un centrale difensivo puro, bravissimo con i piedi, di testa e anche nell’anticipo. Elegante nei movimenti, tant’è che a qualcuno ricorda un po’ Nesta. L’altro, classe ’91, gioca su entrambe le fasce, ma anche lui è nato come centale di difesa. Poi c’è Cinelli, ’89, per il centrocampo. Regista con ottima tecnica e visione di gioco, bravo nelle verticalizzazioni, nel rubar palloni e grinta da vendere. Infine, Mendicino, classe ’90, l’unico tra questi che ha già esordito in A. Il ragazzo si muove bene come punta centrale ed è bravo a giocare sull’esterno, ma il suo miglior pregio è che vede la porta da qualsiasi angolazione. In questo elenco potevano, o forse dovevano starci anche i neo giallorossi D’Alessandro e Malomo, ma per il generale Coletta non erano abbastanza bravi.

domenica 22 marzo 2009

CATANIA-LAZIO 1-0


Un Catania tosto e ben organizzato rimanda a Roma la squadra di Delio Rossi con zero punti e una miriade di punti di domanda. Basta un golletto di Paolucci al 24’ per mettere in ghiaccio la sfida e portare a casa una vittoria fondamentale per una squadra che non può più parlare di salvezza. La Lazio non c’è, gli uomini in campo faticano e non riescono a creare situazioni di gioco pericolose. Nelle poche occasioni in cui i biancocelesti si presentano davanti ad Albano Bizzarri trovano un ostacolo insormontabile nel portierone argentino, capace addirittura di neutralizzare un calcio di rigore di Goran Pandev.

In campo – Walter Zenga non si smentisce e per l’ennesima volta stravolge la formazione annunciata. A sorpresa spazio al 4-3-3 con il tridente composto dal mago balistico Beppe Mascara e più avanzati Martinez e Paolucci. Ancora out il promettente giapponese Takayuki Morimoto insieme al tenace Baiocco. Deio Rossi è costretto a rivoluzionare il centrocampo, Matuzalem non ce la fa e spazio quindi a Manfredini. Zarate si accomoda in panchina, difesa confermata con il solo inserimento di Radu al posto dello squalificato Kolarov. .

Si gioca – Avvio illusorio per gli ospiti, Pandev si muove tra le linee e crea un po’ di apprensione alla difesa catanese come al 9’ quando il macedone salta due avversari ma spara altissimo sopra la traversa. Cartucce che finiscono subito. Il Catania di Zenga è messo benissimo in campo e chiude tutti gli spazi. Mascara comincia a prendere la mira con due piazzati fuori di poco, poi dà il via all’azione del vantaggio servendo Pablo Ledesma che in area strozza troppo il tiro ma ne nasce un assist perfetto per Paolucci che, dimenticato da tutti, insacca l’ 1-0 a porta vuota. Lazio colpita nel segno, spenta, senza anima e a tratti irritante nel cercare sempre soluzioni poco consone al giocop della squadra di Rossi. Rossoblu che controllano facilmente la partita finchè Lichtsteiner, al minuto 42, sgroppa sulla fascia e centra per Foggia che di testa sfiora il palo alla sinistra di Bizzarri. Prima della chiusura di tempo ancora il nazionale svizzero che avanza ed esplode il destro, Bizzarri a fatica mette in angolo.

Lazio che inizia forte la ripresa, al 1’ Foggia sfiora il goal con un bel sinistro da fuori e subito dopo Pandev va in goal ma l’assistente dell’arbitro ferma tutto per un fuorigioco dubbio di Rocchi. Al 4’ Ledesma prova una punizione a giro dai 25 metri, Bizzarri vola e toglie la palla dal sette. Il Catania è alle corde, al quarto d’ora il neo entrato Mauri serve Pandev in area, Silvestre lo atterra e Brighi fischia il rigore. Sul dischetto va il macedone che si fa parare il penalty da un eccellente Bizzarri. Finisce praticamente qui il forcing, la squadra di Zenga controlla a proprio piacimento, Rossi tarda con i cambi e la Lazio scivola ancora una volta nella mediocrità del centro classifica.