giovedì 26 novembre 2009

Per Ledesma niente reintegro: è ROTTURA TOTALE!


Quando sembrava che tutto potesse risolversi, ecco arrivare un altro colpo di scena nella questione Ledesma-Lazio. Il giocatore attendeva una chiamata da Lotito per discutere della possibilità del reintegro e del rinnovo del contratto. E non solo il patron laziale non ha chiamato, ma c'è stato un incontro tra l'agente del centrocampista e Tare che ha allontanato le parti. Il direttore sportivo laziale ha infatti chiesto che, come Stendardo, Ledesma si scusi ufficialmente per il suo comportamento, cosa che il giocatore non intende assolutamente fare.

Per questi motivi, secondo quanto riportato stamane sulla "Gazzetta dello Sport", si profila nuovamente la possibilità di uno scambio con Cigarini a gennaio col Napoli. Inoltre, a far precipitare la situazione, il fatto che ieri Ledesma, allenatosi con la prima squadra, è stato fatto giocare nel ruolo di centrocampista esterno. Circostanza che il giocatore ha preso come una provocazione, tanto che non è da eslcudere a questo punto che come Pandev possa decidere di rivolgersi al Collegio Arbitrale.

martedì 24 novembre 2009

Delio Rossi: "Palermo grande sfida"


PALERMO, 24 novembre - Non c'è atmosfera di festa al Renzo Barbera per la presentazione del nuovo tecnico Delio Rossi, che sostituisce Walter Zenga esonerato dopo il pareggio con il Catania. Maurizio Zamparini stringe la mano del tecnico ma non intende rispondere a nessuna domanda. È scuro in volto, fa un monologo e se ne va. «Rossi non ha bisogno di credenziali. È un giorno triste perchè ho dovuto esonerare Zenga - ha detto - Sono decisioni che adotto per il Palermo, sapendo accaparrarmi le ironie della stampa. L'organico è importante e i risultati non sono all'altezza, tutto qui. Le dichiarazioni su alcuni giovani rosanero non mi sono piaciute, hanno bisogno di tempo». Ma Zenga non ne ha avuto, vorrebbe aggiungere qualcuno, ma non c'è spazio. Zamparini taglia corto. «Spero che questa sia la decisione giusta - ha concluso - e che si sia conclusa la mia carriera di 'mangiallenatori'».

AUTONOMIA - In effetti Delio Rossi non sembra preoccupato. «Ascolterò il presidente anche perchè sarà sempre lui ad avere l'ultima parola - ha detto - ma sono stato chiamato per prendere decisioni e lo farò in autonomia. Il presidente ancora non lo conosco, ci ho parlato un pò mi sembra una persona entusiasta e molto innamorata della sua squadra. Sarò valutato in base ai risultati e sul gioco. Sono venuto qui con la mia professionalità. Penso solo a lavorare. Non sono il tipo che non va a fare il suo mestiere solo perchè il presidente ha la fama di 'mangiallenatorì».

L'ORGANICO DEL PALERMO - Dove può puntare il Palermo? «L'organico devo vederlo lavorare per valutarlo. È una squadra che può recitare un ruolo importante, poi vedremo quanto importante. Il campo sarà sempre l'ultimo giudice. Le cose prima vanno fatte e poi dette. Non vendo promesse, non sono un rappresentante».

CONTATTI - Rossi ha smentito contatti con la società in estate. «La prima chiamata è stata domenica sera - ha spiegato - quando il presidente mi ha chiesto se ero disposto ad allenare il Palermo. E sono qui per restarci. Non penso di essere un traghettatore, ho fatto sempre dei cicli importanti rimanendo diversi anni sulla stessa panchina». Sarà anche per questo che Rossi ricorda il suo predecessore. «In questo momento il mio pensiero va a Walter Zenga - ha ribadito - perchè so quanto sia lacerante un esonero».

LA SCELTA - Di qualificazione in Champions e di obiettivi specifici, Rossi non ne vuole sentire parlare. «Sulle possibilità del Palermo - ha sottolineato - per dare le valutazioni li devo vedere allenare questi ragazzi. Il presidente non mi ha chiesto niente di particolare, mi ha detto solo di dare un'anima a questa squadra ed è quello che cercherò di fare. Sosterrò i miei giocatori, soprattutto i giovani e spero che il pubblico faccia lo stesso». Rossi ha confermato di aver 'scelto' Palermo. «Ho avuto una decina di offerte e le ho declinate - ha detto - perchè non sentivo la stessa passione che ho percepito qui. Mi deve scattare dentro qualcosa per accettare una proposta. Spero di essere all'altezza del aspettative della città e del presidente. Di sicuro non ho la bacchetta magica, ma credo in tre cose: lavoro, lavoro, lavoro».

domenica 22 novembre 2009

Napoli-Lazio 0-0


Le due squadre affrontano la partita con pressioni decisamente diverse, Napoli sulle ali dell’entusiasmo e Lazio in serie negativa quasi infinita. I due allenatori si affidano a moduli offensivi ma i risultati sono alterni e abulici. Nell’avvio di match Maggio ha la grande occasione ma Muslera risponde da campione, successivamente Saccani nega un rigore alla Lazio per mani di Rinaudo. Nella ripresa ci provano Lavezzi con un sinistro alle stelle, Saccani sorvola ancora su un episodio in area napoletana e Diakitè nel finale sfiora il goal vittoria impegnando De Sanctis nell’unica parata della sua partita. Ebbene sì, queste sono le uniche emozioni di una sfida che è parsa più una corsa campestre illegale che un incontro di calcio…

In campo – Walter Mazzarri e Davide Ballardini schierano lo stesso modulo, un 3-4-2-1 a trazione anteriore. Nella formazione campana c’è a sorpresa Pazienza in campo a scapito di Cigarini, davanti solito tridente Hamsik – Lavezzi – Quagliarella. Modulo novità per i capitolini chiamati ad uscire da un periodo di crisi nera, il tecnico schiera Stendardo per la prima volta in stagione e fa fuori Rocchi in favore di Cruz. Matuzalem non recupera, idem per lo svizzero Lichtsteiner.

Si gioca – Inizia con qualche minuto di ritardo la partita del San Paolo. Napoli che cerca subito di imporre il proprio gioco, Lavezzi svaria su tutto il fronte offensivo mentre Hamsik cerca di cucire il gioco tra centrocampo e attacco. All’ 8’ grande verticalizzazione di Pazienza per Maggio che controlla splendidamente su Kolarov, tocco basso su Muslera in uscita che con i piedi compie la prima prodezza giornaliera. Il primo sussulto del Napoli coincide anche con l’ultimo della prima frazione partenopea. La Lazio prende le misure ai campani e comincia a macinare gioco. Le occasioni però faticano ad arrivare, Foggia si perde sempre dopo il primo dribbling e Cruz gioca spesso spalle alla porta. Ci pensa così Zarate ad accendere il match, le accelerazioni del funambolo aprono varchi ma fruttano poco al tiro. Lo stesso argentino dopo averci provato dalla distanza riceve palla sul dischetto del corner, punta e salta abilmente due avversari e scarica di destro a rete, Rinaudo alza il gomito e respinge ma Saccani da due passi non concede un penalty netto e scatena le ire dei giocatori laziali. Succede poco nei minuti rimanenti, Napoli imballato e Lazio pressante ma inconcludente.

Ripresa con gli stessi effettivi. Il canovaccio è lo stesso del primo tempo con il Napoli vivo e voglioso di spingere sull’acceleratore. Il più in palla è sicuramente Lavezzi che si muove molto e porta sempre palla sulle fasce mettendo in difficoltà la difesa a tre laziale. Le occasioni da goal però scarseggiano come nel primo tempo, le conclusioni di Lavezzi e Quagliarella sono velleitarie e non creano tremori a Muslera. La Lazio cerca di recuperare metri ma la squadra fatica vistosamente e sembra in condizioni atletiche poco brillanti. Al 30’ altro episodio in area partenopea, ancora con Rinaudo protagonista; scaramuccia con Cruz, tirata di capelli e gancio al volto dell’attaccante argentino, per Saccani è tutto regolare. Girandola di cambi e crampi, il gioco si spezzetta e Saccani continua con alcuni misteriosi “non” fischi fino al 91’ quando Diakitè sfiora il goal partita con una bella girata in area. Partita bruttina, tanta corsa ma poca qualità.

La chiave – Le difese blindate mettono il segno “X” alla partita. Le chiusure di Campagnaro e Rinaudo da una parte e Stendardo e Radu dall’altra blindano le porte dei rispettivi portieri e distribuiscono perfettamente la posta in gioco…

La chicca – Difficile trovare una giocata degna della nostra rubrica, le uniche emozioni le regalano Lavezzi e Zarate con le loro accelerazioni impazzite. Peccato che i compagni non li seguano mai…

Top&Flop – Bene nei partenopei Campagnaro e Lavezzi, Maggio fa bene a metà mentre Hamsik e Quagliarella non si rendono mai pericolosi. Nella Lazio spiccano Stendardo, strepitoso ed eroico il suo rientro, e Radu, sempre attento a chiudere le falle dei compagni. Male Foggia, fumoso e inconcludente, Cribari ha sempre l’errore nel caricatore…

Massimo Culello

sabato 21 novembre 2009

Aspettando Napoli-lazio...


Ritiro segreto, la vigilia. Prosegue ad Agnano la blindatissima preparazione della squadra biancoceleste, in vista dell’impegnativo incontro di domani pomeriggio contro il Napoli. Questa mattina (inizio alle 11), il tecnico Ballardini ha diretto l’ultima rifinitura nel silenzioso ed isolato “bunker” della Nato. Lontano dai taccuini dei cronisti, il tecnico ravennate ha affilato armi e contromosse da opporre alla lanciata truppa di Mazzarri, che contro i capitolini va a caccia del sesto risultato utile consecutivo (3 successi e 2 pareggi). E’ stata una sessione prettamente tecnica (breve riscaldamento, esercitazione sul possesso di palla e test in famiglia), che ha confermato le indicazioni di formazione delle ultime ore. Anche quest’oggi, Pasquale Foggia si è regolarmente allenato con il resto del gruppo, rinnovando le certezze circa la sua disponibilità. Sarà in campo nel “suo San Paolo”, farà la spola tra centrocampo e attacco sul settore di destra. Il folletto partenopeo sarà l’ago della bilancia di una squadra vogliosa di ritrovare una chiara identità tattica. Stando alle ultime indicazioni, sulla sua corsia di competenza viaggerà veloce Jesus Datolo (in ballottaggio con Zuniga), esterno di corsa e qualità rinato grazie alla cura Mazzarri. Dovrà prestare attenzione in fase difensiva, quindi, garantendo allo stesso tempo un apporto costante a Mauro Zàrate e Tommaso Rocchi, che completeranno il reparto offensivo. Probabilmente non ci sarà Julio Cruz (possibilità per la panchina). Il centravanti argentino è ancora alle prese con un affaticamento muscolare, tanto che anche questa mattina si è allenato in modo differenziato. Conferme positive anche nel reparto difensivo, dove Stephan Lichtsteiner sembra aver del tutto smaltito la lombalgia. Il terzino svizzero si è allenato con il resto della compagnia ed è stato inserito nella formazione dei fratinati. Con la pettorina dei titolari anche Guglielmo Stendardo che per l’ennesima volta è stato provato al fianco di Stefan Radu. A questo punto, la sensazione è che il centrale napoletano abbia del tutto scalzato la concorrenza di Emilson Cribari.

PROBABILE FORMAZIONE ANTI NAPOLI (4-3-2-1): MUSLERA, LICHTSTEINER, STENDARDO, RADU, KOLAROV; BROCCHI, BARONIO, MAURI; FOGGIA, ZARATE; ROCCHI.

LLSN

martedì 17 novembre 2009

Ecco la verità sul caso Kasami, il talento svizzero escluso dalla Lazio


Tutti aspettavano Gonzalo Barreto, ma ad esplodere ai Mondiali Under 17 in Nigeria è stato Pajtim Kasami. Due stelline di casa Lazio dal futuro assicurato, ma con due storie ben diverse. L’uruguaiano che, seppure non abbia illuminato la scena, non vede l’ora di arrivare a Formello. Lo svizzero che, invece, dopo aver vinto il torneo ed essere stato inserito tra i primi dieci migliori giocatori della competizione, non vede l’ora di chiudere la sua storia con la Lazio. E in modo definitivo, tanto da essere ricorso alla Fifa per chiedere la rescissione del contratto. All’inizio tutto filò lisciò, con tanto di firma di un contratto di tre anni, ma con il passare del tempo qualcosa non andò più per il suo verso. Kasami si allenava con la Primavera, spesso addirittura con Pandev e compagni, ma non giocava, né ha mai giocato una partita ufficiale. Strano ma vero. E questo perché, seppur avesse un contratto economico con la Lazio, dalla Figc non sarebbe mai arrivata la liberatoria per tesserarlo poiché la società biancoceleste non avrebbe ancora pagato il premio preparazione al Grassophers (c’è ancora tempo). Si parla di una cifra intorno ai 100.000 euro. Un caso Macheda al contrario. In più, racconta chi gli sta vicino, si sentiva “trascurato e un po’ abbandonato dalla società”. Era spesso da solo in un albergo a cinque chilometri dal centro sportivo. “Kasami è nostro e qui dovrà tornare, prima o poi”, dice la Lazio. “A Formello non ci metteremo più piede, anche se dovessero chiederci scusa”, ha assicurato Zarra, il suo procuratore. La parola finale spetta alla Fifa... Altro giro, altra causa!

lunedì 16 novembre 2009

Agente Arnautovic: "Non escludo la Lazio"


Lazio-Arnautovic si farà o non si farà? Ancora non si sa. O meglio, stando alle parole del suo agente Robert Groener, raggiunto telefonicamente da lalaziosiamonoi.it, “La situazione è stabile e a noi per ora va bene così com’è. Marko non vuole cambiare, vuole rimanere all’Inter e combattere per una maglia da titolare”. L'impressione però (sempre telefonica) è che Groener non abbia voglia di chiudere la porta in faccia a nessuno. Neanche alla Lazio.

Lei però non crede che la concorrenza in attacco all'Inter sia troppo alta al momento con Eto’o, Milito e Balotelli?
Sì, so che la concorrenza è alta, ma dipenderà tutto da Marko: se si allena bene, allora giocherà e lo farà anche bene.

Santon e Balotelli hanno la stessa età di Marko e dopo un primo anno molto buono, adesso stanno accusando qualche problema di crescita. Difficile emergere con Mourinho, no?
Credo di sì, ma a Marko fa tutto bene: Mourinho è un allenatore professionista e vuole vincere. E anche Marko vuole vincere, perciò siamo in sintonia.

Ma lei non crede che se Arnautovic alla fine della stagione avrà giocato poche partite, potrebbe svalutarsi?
Non lo so, Marko è a Milano soltanto da tre mesi. Non me la sento di giudicare la sua situazione in questo momento. Credo sia giusto lasciargli del tempo per fare bene. Sono ottimista per il futuro e lo è anche lui.

Quindi lei crede che magari potrebbe giocare in Champions League…?
Beh, come ho detto prima tutto dipende da lui. La situazione non cambia per ora perché se si allena bene può fare bene. Lui è fiducioso e crede di potercela fare, crede nelle sue potenzialità.

In un futuro, esclude assolutamente la Lazio quindi, anche se dovesse avanzare in Europa League (competizione in cui Arnautovic, peraltro si è fatto apprezzare molto con la maglia del Twente lo scorso anno, ndi)?
No, ma adesso le cose vanno bene così e la situazione non è in evoluzione, né sta cambiando, anzi mi sembra piuttosto stabile.

Cosa dovrebbe accadere perché la situazione cambiasse allora?
Come ho già detto, Marko lotterà per giocare più partite possibile con la maglia dell’Inter. È questo il cambiamento che mi auguro.

LLSN

sabato 14 novembre 2009

NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO


"Siamo tifosi, non clienti". E' solo uno degli slogan che sono risuonati a piazza Bocca della Verita', a Roma, al termine del corteo organizzato da circa 300 tifoserie italiane per protestare contro la cosiddetta "tessera del tifoso" che dall'anno prossimo sara' obbligatoria per seguire la propria squadra in trasferta.
Una mattina a sfilare per le strade di Roma, portando all'esterno i canti e i cori che risuonano ogni domenica negli stadi. Gli ultras scesi oggi in piazza hanno sorpreso quanti si attendevano incidenti. Certo, non sono mancati cori ingiuriosi contro il ministro dell'Interno Roberto Maroni e contro le forze dell'ordine, i petardi ormai rari all'interno degli stadi (merito della disciplina che prevede multe salatissime per le societa' ospitanti), ma per il resto la manifestazione si e' svolta in maniera ordinata. Di piu': gli ultras sono rimasti "irregimentati" per tutta la durata del percorso, da piazza dell'Esquilino a Bocca della Verita', grazie al lavoro del servizio d'ordine predisposto dagli organizzatori e al quale hanno preso parte tifosi del Latina e del Viterbo. Societa' piccole, certo, ma che insieme ad altre come Gubbio, Recanati, Fermo, hanno portato in piazza la stragrande maggioranza dei tifosi presenti oggi. Tra i club piu' blasonati si sono fatti notare gli interisti e gli juventini (questi ultimi sono stati quelli a dare piu' filo da torcere al servizio d'ordine), mentre "giocavano in casa" laziali e romanisti, con i biancocelesti in netta maggioranza.
I cori dedicati a Gabriele Sandri, ricordato per tutto il corteo - 'Giustizia per Gabriele' e 'Gabriele uno di noi' - hanno portato la famiglia Sandri a scrivere un messaggio di ringraziamento letto in piazza Bocca della Verita' e seguito da un lunghissimo, commosso applauso. Cori, quasi al termine della manifestazione, anche per Stefano Cucchi, il ragazzo morto all'ospedale Sandro Pertini pochi giorni dopo il suo arresto: "Stefano, Stefano" ritmato dal battito di migliaia di mani e "Giustizia per Stefano" sono stati i cori dedicati al ragazzo di Torpignattara.
"Non si capisce perche' la tessera per entrare allo stadio debba essere ricaricabile e dotata di punti fedelta'", ha spiegato un organizzatore. "Noi siamo tifosi non clienti: la nostra fedelta' la dimostriamo ogni domenica andando allo stadio". "Ci vogliono utenti", ha ribadito Paolo Cento presente alla manifestazione, "espropriandoci del ruolo di protagonisti che svolgiamo allo stadio con la nostra passione".

giovedì 12 novembre 2009

Intitolato a Gabbo la pinetina del Belsito a P.della Vittoria


ROMA (11 novembre) - Sono trascorsi due anni dalla morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso nell'area di servizio A1 di Badia al Pino (Arezzo). Sandri fu colpito da un colpo di pistola sparato da un agente di polizia di Stato, Luigi Spaccarotella, condannato in primo grado a sei anni per omicidio colposo.

Oggi il fratello Cristiano ha parlato ai microfoni di CNRmedia riaffermando ciò che in questi due anni la famiglia del giovane ha sempre ribadito. «L'omicida di mio fratello ha sempre detto che non sapeva se si trattava di tifosi, persone che litigavano per motivi stradali, o altro. Collocare quella morte in ambiente da stadio ha fatto sì che molta gente con giudizi superficiali abbia potuto pensare che Gabriele se la fosse cercata. E per questo in qualche modo si è annacquata la responsabilità di chi ha commesso il reato. Riguardo il caso Cucchi, preferisco non parlarne. Posso solo dire che su Stefano Cucchi c'è un'inchiesta della magistratura in corso, ma anche in altri fatti di cronaca in cui sono imputati esponenti delle forze dell'ordine, questi vengono liquidati con troppa facilità con il solito discorso delle mele marce. Forse bisognerebbe iniziare a fare una conta».

La ricostruzione dell'omicidio. Era l'11 novembre 2007, domenica mattina. Alle 9, nell'area di servizio dell'A1 di Badia al Pino (Arezzo), il 26enne tifoso laziale Gabriele Sandri, che stava andando a Milano con degli amici per vedere Inter-Lazio, viene ucciso da un colpo di pistola. Il colpo viene sparato dalla carreggiata opposta, dall'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella. Il proiettile centra Gabriele al collo, mentre è seduto sul sedile posteriore dell'auto. Lo sparo, dirà Spaccarotella, era per colpire le gomme del veicolo e fermarlo, visto che poco prima gli occupanti avevano dato vita a una piccola rissa con dei tifosi juventini.

L'agente della Polstrada è stato condannato a 6 anni per omicidio colposo il 14 luglio di quest'anno, con l'aggravante della colpa cosciente. Il pm di Arezzo, Giuseppe Ledda, aveva chiesto la condanna a 14 anni per omicidio volontario con dolo eventuale. «Faremo ricorso in appello» aveva preannunciato quel giorno, subito dopo la sentenza, il signor Giorgio Sandri, padre della vittima. La difesa del poliziotto lavora invece per una riduzione della pena: «Riteniamo che ci possa essere una riduzione della pena – afferma l'avvocato Francesco Molino, difensore di Spaccarotella - Non condividiamo alcune parti delle motivazioni. Chiederemo che il processo si svolga con il rito abbreviato, come abbiamo fatto in primo grado».

Oggi, in occasione del secondo anniversario della morte del tifoso laziale, è stato intitolato
“Gabriele Sandri ”la Pinetina del Belsito, nel parco della Vittoria, alla Balduina. Ad inauguarare la targa all'interno del parco, presenti la famiglia di Gabbo e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. La famiglia Sandri attende «giustizia» dalla sentenza della Corte di assise di appello di Firenze: «Il 14 luglio, quando è uscita la sentenza, eravamo tutti delusi e sconcertati - ha detto il padre Giorgio - adesso ci rimbocchiamo le maniche e aspettiamo la sentenza di appello di Firenze, sperando che vi sia giustizia per Gabriele, per tutti noi e per i cittadini».

«Non vogliamo che l'imputato sia condannato ad 1 o 2 anni in più - ha aggiunto il fratello Cristiano - ma che siano accertati i fatti per come sono andati. Sparando contro l'autovettura l'imputato si è assunto il rischio di quello che faceva e quindi si tratta di omicidio volontario con dolo eventuale».

«Su Gabriele Sandri vogliamo verità e giustizia - ha detto Alemanno - perché non siamo soddisfatti delle sentenze che ci sono state fino a adesso. Anche per Cucchi è necessario avere giustizia, Roma non può chiudere gli occhi di fronte a nessuna violenza perpetrata a danno dei suoi cittadini».