martedì 29 dicembre 2009

Floccari è (quasi) della Lazio


Sergio Floccari alla Lazio non è più solo una voce di mercato o una suggestione natalizia, ma è realtà. Il 28enne attaccante romano nelle prossime ore passerà in biancoceleste con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a favore della Lazio. L'affare tra la società capitolina e il Genoa è definito in tutti i dettagli ed a confermarlo è proprio il presidente ligure Enrico Preziosi che, contattato in esclusiva da la redazione de lalaziosiamonoi.it ha rilasciato brevi, ma molto significative battute: "Con la Lazio è tutto fatto: abbiamo raggiunto l'accordo per il prestito oneroso per sei mesi. Se il giocatore ha già raggiunto un accordo con la Lazio? Una volta che si trova un punto di incontro tra le società il resto è naturale". Dunque, la società capitolina ha messo a segno un vero e proprio colpo di mercato, assicurandosi, almeno per sei mesi, le prestazioni di uno degli attaccanti più importanti del nostro campionato. Al termine del prestito, se la Lazio vorrà potrà riscattarlo versando un compenso già stabilito dai due club che si aggira intorno ai 10 milioni di euro.

Zarate: "Totti parla molto, si dimentica che è già finito"


L'attaccante argentino della Lazio, Mauro Zarate, al canale sportivo Espn di Buenos Aires ha parlato del momento della Lazio e del suo sogno di giocare nella nazionale argentina nonostante il passaporto italiano. Ma ci sono anche delle frecciatine a Francesco Totti. "E' una cosa strana essere così lontani dalle zone alte della classifica, dopo l'anno scorso che è stato positivo con la vittoria in Coppa Italia e la Supercoppa. Stiamo attraversando un momento difficile. Ma sono sempre motivato. Giocare in Italia e nella Lazio dà sempre grandi motivazioni".

Sulla nazionale argentina e sulla possibilità di giocare per l'Italia
"Mia mamma è italiana, ho nazionalità italiana e non ho giocato per la nazionale maggiore argentina, ma il mio desiderio è di giocare per il mio paese, non ho dubbi.Vorrei giocare il Mondiale con l'Argentina".

Su Totti
"Totti parla molto, si dimentica che è già finito, sarà da dieci derby che non segna un gol. Mi sembra strano che mi attacchi sempre. Io non gli rispondo e faccio quello che devo fare che è giocare e segnare".

lunedì 28 dicembre 2009

Mou vuole anche Kolarov


Goran Pandev potrebbe non essere l'unico biancoceleste a vestire a gennaio la maglia dell'Inter. Nella lista della spesa di Mourinho c'è infatti anche l'esterno sinistro Kolarov, in scadenza di contratto nel 2012 e già deciso a lasciare la Lazio, magari anche attraverso il ricorso all'articolo 17, a giugno. Ecco perché i nerazzurri intendono accelerare, presentando a Lotito, scottato dal caso Pandev, un'offerta allettante (8 milioni di euro).

Inutile trattenere a tutti i costi un giocatore che ha già deciso di non rinnovare il contratto in essere. Lezione che il presidente della Lazio dovrebbe aver capito, visto l'esito del braccio di ferro con Pandev, pronto a emigrare alla corte di Mourinho dopo il via libera ottenuto dall'arbitrato della Lega Calcio.

Ecco perché l'affare Kolarov si potrebbe fare subito, consentendo all'Inter di spostare definitivamente Chivu al centro, con Cordoba destinato al ricongiungimento con Roberto Mancini, che lo ha chiamato al Manchester City. Il fronte di mercato nerazzurro è dunque caldo, mentre la squadra si prepara alla partenza per Abu Dhabi per il mini-ritiro invernale.

domenica 27 dicembre 2009

BARRETO domani arriva a Formello


Domani pomeriggio a Formello la Lazio tornerà ad allenarsi dopo la pausa natalizia. Sono attesi tutti alle 15 e tra i giocatori ci sarà un volto nuovo, si tratta di Gonzalo Barreto, il baby bomber uruguayano che si allenerà con i nuovi compagni. Inizialmente farà la spola tra la prima squadra e la primavera, poi il 22 gennaio compirà 18 anni potrà essere tesserato e sarà a disposizione di mister Ballardini.
Si è parlato molto di lui da qualcuno definito come il nuovo Zarate “ Quando l’abbiamo visto non c’è voluto molto per decidere di inserirlo in prima squadra. Un talento così non si vede tutti i giorni.Le sue caratteristiche sono un po’ quelle dell’argentino, è molto tecnico, ha un ottimo dribbling e il gol gli scorre nelle vene. Barreto lo trovo simile a Zarate e Chevanton”queste le parole di Jeorge Giordano il tecnico del Danubio che l’ha fatto debuttare tra i grandi.
Barreto, quinto uruguaiano della storia della Lazio, si è messo in mostra proprio nelle giovanili del Danubio e con la nazionale uruguaiana under 17 dove nella prima partita disputata si è conquistato il calcio di rigore con il quale la squadra vinse la partita. E’ reduce da un problema agli adduttori che ultimamente non l’ha fatto brillare come al suo solito.
E’ stato in prova al Chelsea e al Real Madrid due dei club più ricchi ed importanti del mondo. In Italia si è interessato al giocatore il Genoa mentre la Lazio lo seguiva in segreto, muovendosi nell’ombra, ha deciso di investire in lui circa tre milioni di euro.
E’ una scommessa per la società biancoceleste, un giocatore dai grandi colpi. E c’è grandissima curiosità in tutto l’ambiente di vederlo al lavoro sul campo. Giovanissimo, chi lo consoce bene dice che non ha paura di giocare in Italia e la Lazio sarà la squadra che gli permetterà di consacrarsi a livello internazionale.

mercoledì 23 dicembre 2009

PANDEV E' LIBERO!


Goran Pandev e' un giocatore libero. Lo ha stabilito il collegio arbitrale della Lega Calcio che ha emesso il lodo sulla vicenda che vedeva contrapposto l'attaccante macedone alla Lazio. A darne notizia e' stato il legale del giocatore, Mattia Grassani: "La conoscenza della decisione - afferma a Sky Sport 24 Grassani - e' avvenuta nei modi canonici, ovvero attraverso un fax arrivato alle 14.30 a me, in qualita' di legale di Pandev e a Gian Michele Gentile, avvocato della Lazio. Ci sono circa 7-8 pagine, ma non le ho ancora lette tutte. Il dispositivo del lodo decreta che Pandev e' un giocatore libero dalla Lazio e condanna la societa' al pagamento di 160 mila euro netti oltre al pagamento delle spese legali. Adesso in base a questa pronuncia Pandev e' un giocatore privo di vincoli con la Lazio. Da adesso puo' negoziare le proprie prestazioni con qualsiasi club. Pandev aveva perso fiducia? Il procedimento ha avuto improvvisi arresti e nel corso dei mesi il giocatore si domandava come funzionasse la giustizia sportiva per una materia cosi' delicata. Da quando l'arbitrato e' cominciato, ovvero l'11 dicembre con la prima udienza - ha concluso Grassani - direi che Pandev ha avuto la certezza che il suo iter si concludesse in tempo utile per l'apertura del mercato di gennaio".

martedì 22 dicembre 2009

(Quasi) FATTA PER MAXI LOPEZ


Dopo l'incontro della scorsa settimana a Roma con i dirigenti della Lazio, si fa sempre più concreta la possibilità che l'attaccante Maxi Lopez approdi al club biancoceleste da gennaio. A darne ulteriore conferma oggi è l'agenzia argentina, 'Telam', che ribadisce come l'affare sia praticamente cosa fatta. Il 25enne argentino passerà alla Lazio che verserà 3,5 mln di euro nelle casse del Gremio. Il giocatore avrebbe firmato già venerdì il contratto che lo legherà ai biancocelesti per tre stagioni: un milione di euro all'anno l'ingaggio. Il Gremio riscatterà Maxi Lopez nei prossimi giorni dall'Fc Mosca, proprietaria del cartellino, per poi girarlo, appunto alla Lazio.

...è iniziato il 'fuggi fuggi': potrebbero partire BIZZARRI, CRUZ E ROCCHI


La Lazio stenta a decollare, in classifica è a ridosso della zona retrocessione, Ballardini è continuamente in discussione e in più ci sono due attaccanti finiti nel mirino della società e del tecnico, i quali ora non sono più sicuri se restare o meno.

Uno è Julio Cruz, arrivato in estate a costo zero ma con ben altre intenzioni ed aspettative. Ha segnato poco, solamente tre goal in campionato, ed ha deluso un po' le aspettative di Lotito, complice pure i tanti infortuni. Lui nonostate i suoi 35 anni vuole giocare ancora, si sente bene, e per questo sarebbe disposto a cambiare aria da subito, da gennaio, per rimettersi di nuovo in gioco.

L'altro è un 'senatore', il capitano Tommaso Rocchi che ormai non è più intoccabile come qualche anno fa. Come scrive il 'Corriere dello Sport' Rocchi vorrebbe rimanere e chiudere la carriera alla Lazio, ma il periodo no della squadra, il suo utilizzo a fasi alterne (vedi panchina nel derby) e l'interesse sempre vivo della Fiorentina, lo fanno riflettere.

Chi è sicuro invece di voler andare via, infine, è Albano Bizzarri. L'esplosione di Muslera non gli ha lasciato lo spazio che si sarebbe aspettato...

lunedì 21 dicembre 2009

Inter-Lazio 1-0


Dopo il rinvio di mezza giornata di Serie A ci si chiede come sia possibile che a Milano si giochi Inter – Lazio. La temperatura segna meno sette gradi e in campo i giocatori ne soffrono visibilmente. Nel gelo totale spunta la zampata vincente di Samuel Eto’o, abituato a ben altro clima ma freddissimo nel ribadire in goal la prima respinta del reattivo Muslera. Dopo il vantaggio la Lazio priva di Zarate prova a combinare qualcosa di buono ma trova in Lucio e Cordoba due ostacolo invalicabili per gli abulici attaccanti biancocelesti. Inutili le mosse di Ballardini, Inter che si accontenta e va in vacanza con tre punti d’oro per la galoppata scudetto.

In campo – Il contestato Josè Mourinho deve rinunciare allo squalificato Sneijder oltre agli infortunati Samuel, Quaresma e Santon. Il tecnico portoghese non schiera il chiacchierato tridente con Balotelli ma piazza Stankovic alle spalle delle due punte Eto’o e Milito, dietro c’è spazio per Ivan Ramiro Cordoba. Davide Ballardini è messo decisamente peggio, la squadra ha ritrovato la vittoria ma ha perso molte pedine. Il gioiello Zarate è squalificato e il suo naturale sostituto Foggia si è rotto il menisco venerdì, raggiungendo in infermeria Matuzalem, Dabo, Brocchi e Inzaghi. Ledesma e Pandev ancora a casa con le famiglie.

Si gioca – La temperatura scandinava non giova assolutamente allo spettacolo, squadre ghiacciate e poco propositive. Il primo sussulto del match è del nuovo centrale di centrocampo Kolarov che irrompe in area nerazzurra ma sul suo sinistro è pronto Julio Cesar. Sul successivo corner la Lazio perde palla al limite dell’area e i padroni di casa scappano in contropiede sulla destra con Stankovic, cross preciso per Eto’o che calcia a botta sicura, miracolo di Muslera che però non può nulla sul tap-in del camerunese. 1-0 Inter. Ci si aspetta il dominio dei capoclassifica e invece ecco uscire fuori i ragazzi di Ballardini; contropiede sulla corsia mancina orchestrato da Del Nero e Mauri, palla dentro per Rocchi che gira sul fondo ma nello stesso momento viene abbattuto da Cordoba, Russo sorvola come in precedenza su un contatto Radu – Maicon. Al 23’ si fa male Muntari con una svirgolata di tacco ed entra Vieira dopo ben tre minuti. Al 35’ ancora proteste per un fallo di mano di Maicon in area, Russo sorvola su un’involontarietà molto dubbia. I nerazzurri si vedono qualche minuto dopo con un tiraccio di Milito, i capitolini hanno l’ennesima palla buona sui piedi di Mauri che in area calcia malamente. Finisce il primo tempo col freddo e l’arbitro Russo protagonisti in negativo.

Non ci sono cambi nell’intervallo da ambo i lati. Primi quindici minuti di totale innocuità da entrambe le parti, da segnalare solo due tiracci sbilenchi di Eto’o e Stankovic. Come in precedenza è Kolarov a suonare la sveglia in campo, sinistro di contro balzo che chiude all’improvviso e quasi beffa Julio Cesar sul palo lontano. I nerazzurri si rendono pericolosi al 22’ con una bella punizione di Cambiasso che sfiora il sette alla sinistra di Muslera. Verso la metà di tempo si scalda una partita fredda come l’azoto liquido; prima una mischia in area laziale viene sbrogliata da Baronio, poi Milito lanciato a rete subisce la perfetta chiusura di un sontuoso Radu e sul capovolgimento di fronte Cruz scivola in piena area di rigore. Girandola di cambi nella parte finale del match, Ballardini inserisce Firmani e Makinwa mentre Mourinho inserisce Balotelli e Materazzi. Non succede più niente, finisce una partita gelida dominata dal freddo e dalla voglia di ferie natalizie…

La chiave – Il contropiede che porta al goal Eto’o è l’episodio decisivo di un match privo di spunti particolari e di azioni pericolose. Dal 15’ in poi non si è quasi più giocato…

La chicca – In una partita dai contenuti scarni e scontati spicca la maglietta a maniche corte di un giocatore in campo, esattamente Stephan Lichtsteiner che da buon svizzero onora il ricordo di Heidi e i suoi amici sulle Alpi…

Top&Flop – Bene Lucio e Cordoba impeccabili su Rocchi e Cruz, Maicon si accende a sprazzi. Muntari in pochi minuti da terzino ne combina troppe, quasi peggio riesce a fare il suo sostituto Vieira. Nella Lazio bene Radu, impeccabile su Milito, sopra le righe le prestazioni di Kolarov e Lichtsteiner. Rocchi non ne vede una davanti, Cruz fa quasi tenerezza facendo fatica a stare in piedi…

Massimo Culello

domenica 20 dicembre 2009

Formazioni di Inter-lazio


Inter-Lazio
Inter (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Cordoba, Chivu; Zanetti, Cambiasso, T. Motta; Stankovic; Eto'o, Milito.
A disposizione: Toldo, Donati, Materazzi, Vieira, Muntari, Suazo, Balotelli.
All.: Mourinho
Squalificati: Sneijder (1)
Indisponibili: Santon, Quaresma, Obi, Samuel

Lazio (3-4-2-1): Muslera; Siviglia, Stendardo, Radu; Lichtsteiner, Firmani, Baronio, Kolarov; Meghni; Foggia, Rocchi.
A disposizione: Berni, Cribari, Diakite, Scaloni, Perpetuini, Eliseu, Makinwa.
All. Ballardini.
Squalificati: Zarate (1)
Indisponibili: Perpetuini, Matuzalem, Manfredini, Inzaghi, Brocchi, Dabo, Cruz.

venerdì 18 dicembre 2009

Triangolo di mercato: Lazio-napoli-Udinese


Incredibile incrocio di mercato tra Napoli, Roma e Udine, che potrebbe portare a tre trasferimenti quasi clamorosi, che vedrebbero Ledesma con la maglia del Napoli, D'Agostino con quella della Lazio e Cigarini con quella dell'Udinese.

L'input all'operazione, secondo quanto riportato oggi sul "Corriere dello Sport", lo dovrebbe dare la presenza di una pendenza al Collegio Arbitrale tra il club del presidente Pozzo e D'Agostino ed il fatto che negli ultimi tempi, dopo un periodo estivo abbastanza concitato per il giocatore (sul quale si erano catapultate come noto sia la Juventus che il Real Madrid), i rapporti, causa anche le dichiarazioni poco concilianti di D'Agostino sulla gestione societaria, si sono abbastanza raffreddati e sono tutt'altro che idilliaci.

Ed ecco che, nonostante la società friulana non abbia alcuna intenzione di svendere (ma il prezzo di 20 milioni deve necessariamente scendere a 15), questa situazione ingolosisce Lotito, da sempre estimatore del ragazzo. Chiaramente però, per il patron laziale è necessario prima incassare del denaro proveniente dalla cessione di Ledesma. Ed ecco che entra in scena De Laurentiis: il presidente partenopeo considera l'argentino l'elemento ideale da affiancare a Gargano e sta valutando la situazione. In questo discorso si inserisce anche Cigarini che, avendo ancora più concorrenti sotto il Vesuvio, cambierà sicuramente aria e potrebbe trovare proprio ad Udine la possibilità di rilanciarsi.

Nei confronti dell'argentino della Lazio c'è l'interesse del Genoa e della Fiorentina, così come per il giocatore dell'Udinese ci sono anche offerte dall'estero (Schalke 04 e Atletico Madrid). Al momento però la soluzione del "triangolo" appare con la più plausibile. Si realizzerà?

Lazio-Levski Sofia 0-1


Un Levski Sofia che gioca al piccolo trotto e una Lazio imbottita di ragazzini giocano l’ultima giornata del girone di Europa League; sono i bulgari a vincere, grazie al primo goal in assoluto nella competizione. La Lazio non può oggettivamente fare di più, a causa della mancanza di esperienza da parte dei giovani in campo. Così quella di stasera si traduce in una partita da registrare e far vedere a chi soffre d’insonnia…

In campo – Partita che non conta più nulla nell’economia del girone dell’Europa League: entrambe le squadre sono ormai matematicamente eliminate. Allora Ballardini decide di fa fare esperienza internazionale ai tanti giovani che compongono la rosa laziale. Dal turn-over vengono risparmiati solo Muslera, Cribari e Baronio. Il Levski manda in campo i suoi titolari e durante la partita la differenza tra le due compagini sarà evidente anche in considerazione di questo fatto.

Si gioca – Il 1° tempo è piuttosto noioso: il Levski gioca per cancellare lo “0” dalla casella dei goal segnati, la Lazio dovrebbe avere qualche motivazione in più ma all’atto pratico nessuna delle 2 squadre entra in campo con la necessaria concentrazione. Nella Lazio comunque ben figurano Sevieri, Luciani e Scaloni, i quali cuciono piuttosto bene i raccordi tra centrocampo e reparto avanzato. Alla fine, però, sono ben poche le azioni degne di nota. Va vicino al goal il Levski con Yovov, al12’, con un bel sinistro che Muslera respinge di pugno. Risponde la Lazio al 25’ con un bel cross di Sevieri, sul quale Eliseu prova una rovesciata che Mitrev non ha difficoltà a parare. Ben poco altro succede nel primo tempo, che si chiude senza nemmeno un secondo di recupero.

La ripresa vede un Levski giocare con ben altre motivazioni, e questo sorprende un po’ la Lazio che si vede schiacciata nella propria metà campo e non è in grado di imbastire alcuna azione offensiva. Dopo qualche azione di alleggerimento, il Levski va in vantaggio al 60’: Yovov riceve da Tasevski al limite dell’area, fa 2 passi e sull’uscita di Muslera lo scavalca con un tocco “sotto” che manda il pallone a depositarsi nel sacco. Solo a questo punto la Lazio prova a mettere il naso fuori, ma l’iniziativa rimane nelle mani dei bulgari (e senza elementi d’esperienza in campo non poteva essere altrimenti). Bulgari che al 72’ potrebbero raddoppiare: Sarmov scaglia un destro da fuori area che si stampa sulla traversa alla sinistra di Muslera, praticamente immobile. Da qui in poi non succede in pratica più nulla; il Levski si limita a controllare, la Lazio fa esordire anche Lorenzo Cinque, classe ’91. Dopo 2 minuti scarsi di recupero, l’arbitro fischia la fine di questa partita, che almeno ha avuto il merito di permettere ai bulgari di segnare almeno 1 goal nell’Europa League.

La chiave – Tatticamente c’è ben poco da dire: tra due squadre deluse ha vinto chi almeno ha schierato una squadra più esperta e abituata a giocare in Europa.

La chicca – Il goal di Yovov è pregevole per l’assist di Tasevski e per il tocco morbido dello stesso Yovov: ma forse Muslera si è seduto troppo presto.

Top&Flop –
Buoni Yovov e Tasevski; tra i giovani della Lazio hanno ben impressionato Sevieri e Luciani (almeno nel 1° tempo), Perpetuini invece ha sbagliato gara: forse era emozionato.

Marco Sanvito

giovedì 17 dicembre 2009

Probabile formazione contro il Levski


La Lazio chiude questa sera la sua Europa League 2009-2010. I capitolini sono infatti già fuori dai giochi e scenderanno in campo all’Olimpico di Roma con una formazione ampiamente rimaneggiata. Ballardini getta nella mischia Makinwa dal primo minuto e alle sue spalle Eliseu e Sevieri. Preservati i migliori uomini in vista dell’importante sfida di campionato contro l’Inter.

Roma, stadio Olimpico, ore 21.05

PROBABILE FORMAZIONE
LAZIO (3-4-2-1): Muslera, Diakite, Cribari, Luciani, Cavanda, Scaloni, Baronio, Perpertuini, Eliseu, Sevieri, Makinwa. All: Ballardini
A disposizione: Innarilli, Siviglia, Radu, Lichtsteiner, Kolarov, Meghni, Cinque.
Squalificati: Foggia, Zarate
indisponibili: Brocchi, Cruz, Dabo, Matuzalem, Mauri

mercoledì 16 dicembre 2009

INTERVISTA A MAURITO


Ciao Maurito, come va’?
Tutto bene, più o meno, in realtà potrebbe andare meglio. Non abbiamo fatto bene in questa prima metà di stagione. Non parlo solo per me, ma per tutta la squadra.”

Però l ultima partita è andata meglio…
“ Si si erano gia visti miglioramenti nel derby contro la Roma. Abbiamo avuto un po’ di sfiga: prima la mmia occasione, subito dopo quella di Mauri. Almeno una delle due sarebbe potuta entrare. ..”

Quanto ha inciso nelle vostre prestazioni avere episodi sfortunati in questa lunga serie negativa?
“Si hanno inciso parecchio. Per esempio anche con il Bologna abbiamo provato tre o quattro volte nel primo tempo, ma la palla non voleva proprio entrare. E quando ti capita cosi spesso è normale che ti butti un po’ giu.”

Da Napoli però avete cambiato e preso confidenza con un nuovo modulo.
“ La squadra si sta esprimendo bene con questo 3 4 3 e contiamo di migliorare ancora.”

Nel derby però hai giocato unica punta. Ti sei trovato bene o preferisci essere affiancato da un compagno di reparto?

“ A me non cambia molto, mi sono trovato comunque bene, anche da unica punta. La verità unica è che non ho fatto la partita che volevo disputare e non siamo riusciti a vincere.”

I tifosi sono molto preoccupati cosa ti senti di dir loro da giocatore più importante della squadra?
“ No innanzitutto io credo che in questa squadra siamo tutti importanti. Quello che posso dire ai tifosi è che la Lazio finirà molto più in alto in classifica”

E’ vero che hai avuto una crisi di pianto dopo il derby nello spogliatoio?
“ Stavo male. Non ho potuto segnare: il derby per noi è una partita importante. Avevo promesso che avrei segnato e invece non ci sono riuscito.”

Hai gia disputato tre derby. Hai finalmente capito cosa vuol dire questa sfida?
“ La sento moltissimo. La prima volta pensavo fosse una gara normale. Adesso mi accorgo che è diventata una partita speciale, non solo per i tifosi. E’ una partita diversa anche per me. Adesso ho capito veramente cosa significa il derby di Roma”

Quanto ti dispiace saltare l ‘Inter?
“ Moltissimo. A me piace giocare queste grandi sfide: Juve, Inter, Milan e il derby. Ho gia perso la Juve quest’anno, ora salterò anche l Inter in questa metà di stagione sono stato sfortunato in questo senso.”

Nell’episodio che ti è costato il giallo domenica non avevi torto a lamentarti..

“ Quando mi ha preso per la maglietta la prima volta, ho pensato che sarei arrivato ugualmente in porta e invece quando mi ha trattenuto per la seconda volta, mi sono fermato, mi ha raggiunto e tolto la palla. Credevo che l’arbitro fischiasse.”

Come chiudi il tuo bilancio prima della sosta natalizia?
“ Ora il mio primo pensiero sarà quello di tornare a casa. Cosi potrò tornare più tranquillo, non pensare al calcio e dedicarmi alla mia famiglia, pronto a ricaricarmi e ripartire più forte”

Pochi gol in questo campionato (solo 2), come si può spiegare? Eppure sei il giocatore che calcia di più verso la porta…
“ Non lo so. Quest’anno non vuole entrare, ma è così. Non ci posso fare niente. Ho avuto anche qualche problema fisico, per esempio prima di affrontare la Juve. Poi al mio rientro non ho sempre giocato al meglio della mia condizione, ma da quando è tornato Pablo ( Dolce, suo preparatore atletico personale), sono migliorato moltissimo. Ma c’è stata tanta sfiga.”

Cosa ti aspetti dal 2010?
“ Una Lazio che migliorerà la sua classifica, abbiamo ancora una coppa Italia da disputare e da vincere anche quest’anno. Io ci terrei molto a rivincerla.”

Con Ballardini come vanno le cose? Il mister è stato molto criticato ed è stato ritenuto in bilico, a rischio esonero. La squadra ha piena fiducia in lui?

“ Io mi trovo bene con Ballardini. Non ho mai discusso con lui. Molti danno la colpa al mister del nostro campionato, ma non credo sia giusto. Siamo noi invece che dobbiamo crescere: un allenatore sceglie chi deve giocare, poi tocca ai calciatori.”

Ti aspetti dal mercato di gennaio qualche rinforzo? La difesa sembra un reparto affidabile, potrebbero servire innesti a centrocampo e in attacco?
“ Non lo so. Abbiamo già una buona squadra. Dobbiamo trovare il modo di fare meglio. Ne siamo in grado già noi.”

Ti piace il campionato italiano? Spesso viene sottostimata la qualità del calcio che si gioca in Italia. Sei d’accordo?

“ A me invece diverte e da sempre molti stimoli. Certo che giocare le grandi sfide dà emozioni più forti. All’Olimpico mi emoziono sempre, a volte in trasferta un po’ meno, però se penso alla finale con la Samp in coppa Italia…neanche in Champions League si vede un pubblico così!”

Che rapporto hai con il pubblico della Lazio?
“ Da parte mia molto buono. Posso tranquillamente dire che il primo vero motivo per restare qui a Roma è proprio il pubblico della Lazio.”

Attorno a noi ci sono molte foto di Maradona, simbolo del calcio mondiale, ma che allo stesso tempo ha fatto grande e vincente una piazza come Napoli, con la quale ancora viene associato in maniera indissolubile. Ti piace l’idea di poter realizzare con la Lazio una storia simile?
“ Magari accadesse. Poter ripetere con la Lazio quello che ha fatto Maratona a Napoli sarebbe magnifico. Ma Maradona è unico perché ha saputo vincere praticamente da solo…a me già piacerebbe rivincere le coppe che abbiamo vinto in questo 2009.”

C’è il rischio che la Lazio possa andare stretta ad un talento come Mauro Zarate?
“ No…qua sto bene. Se un giorno dovessi andar via, non lo so. Ma ora e almeno per i prossimi cinque anni voglio restare qui .”

Come ti trovi con Lotito?
“ Il presidente è fatto così: a volte ti saluta sorridente, a volte passa via veloce un po’ scuro in volto…ma io ho un rapporto normale con lui, come con tutti.”

E’ il Presidente che ti ha voluto qui?
“ Il primo anno sì, per questo secondo anno ho scelto anche io la Lazio, che ha poi ha sfruttato la clausola che avevo per acquistarmi.”

Capitolo Totti. Il capitano della Roma dice che sei un gran bel giocatori ma non un vero campione. Cosa ne pensi di questo suo giudizio e di Totti calciatore?
“ Io non parlo di altri giocatori. Parlo solo di me.”

Avrai però imparato a stimare alcuni protagonisti del nostro campionato…

“Sì, fenomeni come Kakà, anche se ora non c’è più. Quest’anno vedo bene Milito…

…Vedresti Milito in Nazionale?
“ Certo, come no, però decide Maradona e se la vede lui.”

Possiamo chiarire sulla questione nazionale: chi scegli tra l’Italia e l’Argentina?
“ Mamma italiana, potrei scegliere, ma io sono argentino e voglio giocare per l’Argentina.”

Ci racconti il tuo rapporto con la città di Roma’
“ Perfetto. Ora la conosco un po’di più, ho scelto dapprima per la città, ora che però ho imparato a conoscere la storia del club e la sua tifoseria voglio restare a lungo qua.”

Il tuo rapporto con il gruppo?
“ Il gruppo sta bene, parliamo continuamente tra di noi per uscire da questa situazione e ci chiediamo ancora perché siamo messi così male in classifica.”

Il tuo rapporto con la Roma e i romanisti?
“ Con loro ho un buon rapporto. Sento parlare bene di me e mai mi è capitato di sentire delle critiche e questo mi sembra un po’ strano: io quando sento parlare un laziale di Totti noto che non è la stessa cosa. A me riempie di orgoglio perché sono un giocatore di calcio. Io non odio la Roma, ma amo la Lazio. Non festeggio quando la Roma perde, ma festeggio quando vince la Lazio.”

E pensare che potevi finire alla Roma….Zarate-Totti sarebbe stata la coppia più forte del mondo?
“ No non penso….Zarate-Pandev semmai….Potevo finire alla Roma, ma io so che non hanno voluto loro, penso che sia stato il loro Direttore Sportivo. Ero in prestito in Qatar e non costavo tanto…però meglio così”

martedì 15 dicembre 2009

COPPA ITALIA: Lazio-Palermo il 14 Gennaio


La Lega Calcio ha reso noto il calendario degli ottavi di finale di Coppa Italia. Si parte il prossimo 16 dicembre con la sfida di San Siro tra l'Inter di Mourinho e il Livorno di Cosmi.Ecco il programma completo e gli orari:

16 Dicembre: Inter - Livorno ore 21.00
12 Gennaio: Roma - Triestina ore 21.00
13 Gennaio: Milan - Novara ore 16.00
13 Gennaio: Genoa - Catania ore 18.30
13 Gennaio: Juventus - Napoli ore 20.45
14 Gennaio: Fiorentina - Chievo ore 16.00
14 Gennaio: Udinese - Lumezzane ore 18.30
14 Gennaio: Lazio - Palermo ore 21.00

...e se tornasse la "Brujita" ?


Il successo di domenica scorsa contro il Genoa ha un po’ risollevato il morale della Lazio che a gennaio punta a sistemare la rosa. Oltre alle probabili partenze di alcuni giocatori, in primis Pandev e Ledesma, dovrebbero andare via pure Foggia, Cribari, Eliseu e Makinwa, ma il presidente Lotito ha in serbo pure qualche colpo in entrata.

Come si legge sulla 'Gazzetta dello Sport', il primo acquisto sara’ quello del difensore brasiliano del Gremio Humberto Rever che costa 5 milioni di euro: “Sul costo del giocatore c’è già l'accor­do tra le due società – ha spiegato il procuratore del giocatore - l’unica questione rimasta aperta è la formula del pagamento”.

A centrocampo torna di moda il nome dell’ex Juan Sebastian Veron. L’argentino era vicino alla Lazio gia’ un anno fa ma poi l’accordo salto per l’ingaggio troppo alto. Ora arrivando a gennaio potrebbe accontentarsi di una cifra decisamente piu’ bassa visto che dopo il Mondiale per club in svolgimento ad Abu Dhabi vorrebbe terminare la sua esperienza all’Estudiantes.

domenica 13 dicembre 2009

LAZIO-GENOA 1-0


Una squadra rimaneggiata e in crisi nera contro una compagine collaudata e al completo, il risultato sarebbe presto fatto se non fosse per il cuore che viene messo in campo. La Lazio ci mette l’anima per riconquistare tre punti e li trova grazie ad una prodezza individuale di Aleksandar Kolarov, giunta al 39’ di un primo tempo in cui i protagonisti sono stati Muslera e Scarpi, decisivi rispettivamente su Rossi e Zarate. Ripresa veramente brutta, in stile Oktagon, tantissimi i falli e gli episodi da moviola su cui Celi sbaglia più volte. Il Genoa sfiora il pareggio con Juric e Biava ma finisce per perdere ai punti dopo il sinistro da ko della prima ripresa firmato Kolarov.

In campo – Davide Ballardini è costretto a rinunciare a Francelino Matuzalem, infortunatosi nel derby, oltre agli squalificati Cruz, Mauri e Baronio. Novità del giorno è Firmani, reintegrato e titolare, non c’è traccia di Ledesma. Giampiero Gasperini cambia poco rispetto l’ultima uscita, unica novità è Biava titolare con Palacio in panchina.

Si gioca – Parte molto convinta la Lazio alla disperata ricerca del goal che manca ormai da centinaia di minuti, al 5’ Meghni scodella al centro una palla d’oro che Zarate da due passi mette a lato clamorosamente di testa. Il Genoa è squadra offensiva, concede molto e crea altrettanto nei pressi dell’area avversaria, Milanetto è ispirato in regia e su un lancio verticale del playmaker Muslera chiude in uscita prodigiosa su Rossi e pareggia i conti per le occasioni mancate. La maledizione (o tafazzismo) colpisce anche Brocchi e al suo posto entra Del Nero, spazio al 4-4-2 con conseguente spostamento di Siviglia nel ruolo di terzino destro. I rossoblu provano a forzare il ritmo con alterni risultati, Sculli prova a beffare Stendardo e Muslera di testa e colpisce la parte alta della traversa, Zarate si fa invece vedere con un traversone mancino deviato su cui Scarpi deve volare per mettere fuori il pallone. Si fa male l’ottimo Milanetto, Gasperini inserisce Zapater e i liguri perdono forza a centrocampo; al 39’ Kolarov va via di prepotenza su Moretti, entra in area e scarica un diagonale perfetto che trafigge Scarpi, 1-0 e maledizione finita. Prima del finire di tempo Zarate sfiora il raddoppio con un calcio piazzato che passa a meno di un centimetro dall’incrocio dei pali.

Un Gasperini palesemente scontento inserisce Palacio al posto di Mesto. Come nella prima frazione è la Lazio a rendersi subito pericolosa, la punizione bomba di Kolarov dai 25 metri viene respinta dall’ottimo Scarpi. Poco dopo Zarate va via in solitaria e viene trattenuto da Bocchetti, l’argentino non si ferma e perde palla protestando veemente contro Celi: giallo e squalifica con l’Inter. La squadra di Ballardini vive sulle bordate dalla distanza di Kolarov, ispiratissimo, il Genoa arranca e colleziona cartellini a iosa. Palacio è l’unico in palla dei rossoblu, al 20’ il suo cross trova Juric che colpisce di testa a botta sicura, Muslera con le dita manda sul palo! Nel minuto successivo capita di tutto, Kolarov tocca di mani in area facendo gridare al rigore, poi Bocchetti abbatte Rocchi lanciato a rete e si becca il rosso diretto. Veramente impressionante il numero di falli fischiati da Celi, una pioggia di cartellini impressionante. Nonostante l’inferiorità numerica il Genoa ha la possibilità di pareggiare, sugli sviluppi di un corner Biava si ritrova sul destro il pallone giusto ma lo calcia clamorosamente alto sopra la traversa. Finisce così il match, tre punti di platino per la Lazio di Ballardini.

La chiave –
L’ infortunio di Brocchi costringe Ballardini a spostare in posizione più avanzata Kolarov che risponde con una splendida prestazione farcita dal goal vittoria. L’inserimento di Del Nero terzino regala spinta e solidità sulla fascia, costringendo poi Gasperini alla sosituzione di Mesto e all’arretramento di Rossi.

La chicca – Il goal partita di Kolarov è frutto di una splendida giocata personale basta su forza fisica, volontà e tecnica. Dapprima salta un po’ fortunosamente il primo avversario, poi sposta il pallone e con velocità e forza sorpassa Moretti prima di insaccare in rete con un sinistro chirurgico. Davvero un gran goal per bellezza e importanza…

Top&Flop – Lichtsteiner, Kolarov e Del Nero sono i migliori per i biancocelesti, premio da suddividere equamente con l’allenatore Ballardini che ridisegna in modo ottimale una Lazio totalmente rappezzata. Poco pungenti le punte capitoline, ma comunque sufficienti, a causa soprattutto delle maniere forti usate da un pacchetto difensivo ospite troppo falloso e approssimativo. Nei grifoni si salvano in pochi, Juric e Palacio costruiscono l’unica nitida palla goal della partita.

-Massimo Culello-

sabato 12 dicembre 2009

Caso Pandev: per Lotito NON era fuori rosa


E' terminato il primo round della controversia in sede di Collegio Arbitrale della Lega Calcio fra la Lazio e Goran Pandev, che ha chiesto la rescissione unilaterale del contratto.
Dopo varie vicissitudini, si è tenuta ieri pomeriggio la prima udienza, che è durata un paio d'ore durante le quali le parti hanno esposto le proprie ragioni.

Il giocatore ha chiesto la rescissione del contratto perchè messo fuori rosa senza motivazioni tecniche ma solo come 'ripicca' legata a divergenze riguardo il rinnovo del contratto. Dal canto suo il presidente Lotito ha invece negato che il giocatore sia stato messo fuori rosa; la Lazio tra l'altro ha presentato, nei confronti di Pandev, richiesta di risarcimento economico per i presunti danni che il comportamento del calciatore avrebbe causato alla società.

Il presidente del Collegio Arbitrale ha poi accolto l'istanza di procedere con rito abbreviato presentata dalla difesa di Pandev, così che la prossima udienza si terrà il 21 dicembre, con la presenza anche di alcuni testimoni (Ballardini e il team manager Maurizio Manzini per la Lazio; De Silvestri e Firmani per Pandev), e già in questa sede potrebbe essere emesso il verdetto.

venerdì 11 dicembre 2009

PANDEV vs LOTITO...Oggi primo round


Non subirà altro slittamento la prima udienza della querelle Lazio-Pandev, che si svolgerà nella giornata di domani davanti al Collegio Arbitrale della Lega Calcio. Il presidente del Collegio ha infatti respinto l'istanza di ricusazione del giudice Mario Fezzi, avanzata dalla Lazio perchè scelto dall'Assocalciatori e quindi a modo di vedere della società capitolina non sereno nell'emissione di un parere sulla vicenda.

Oggi sarà quindi esaminata per la prima volta la domanda presentata dall'attaccante macedone, che lo scorso 25 settembre ha chiesto la rescissione del contratto con la società del presidente Lotito. La Lazio ha invece chiesto il risarcimento dei danni patiti a causa del comportamento del giocatore.

mercoledì 9 dicembre 2009

Lazio in cerca di punte


9 goal in 15 partite sono davvero troppo pochi. Se la Lazio naviga in posizioni di classifica poco gratificanti, le ragioni sono da ricercare nell'incapacità di andare a segno dei "punteri" biancocelesti.

Pandev è sempre ai margini della squadra (nel pomeriggio si dovrebbe avere qualche novità in merito alla causa per risarcimento danni intentata dal macedone alla società), Rocchi, Zarate e Cruz hanno collezionato un totale di 6 goal. Pochi, anzi pochissimi!

In questa prospettiva, la società biancoceleste dovrà muoversi in chiave mercato per fornire a Ballardini almeno un rinforzo in avanti e il nome più quotato sembra essere quello di Marko Arnautovic. Lotito è intenzionato a chiedere all'Inter la comproprietà dell'attaccante austriaco prelevato dal Twente e praticamente mai utilizzato da Mourinho ma, in alternativa, si fa largo un altro nome molto gradito al tecnico, vale a dire quello di Robert Acquafresca.

L'attaccante italo-polacco è stato vicino alla Lazio in estate, ma poi finì all'Atalanta dove adesso però si trova chiuso da un super Tiribocchi e dove a gennaio arriverà anche Javier Ernesto Chevanton. L'attaccante potrebbe dunque decidere di cambiare squadra, cercando per di più spazi maggiori in biancoceleste. Il cartellino di Acquafresca è di proprietà del Genoa e dunque l'accordo non è facile, dato che implicherebbe un'intesa tra numerose parti.

Un ultimo nome suggerito oggi dal 'Corriere dello Sport' è quello di Edinson Cavani. L'attaccante uruguaiano del Palermo, quest'anno in crisi e duramente contestato dai tifosi, ha manifestato la voglia di lasciare la Sicilia dopo il tentativo di aggressione subìto in strada. La Lazio aspetta e chissà...

lunedì 7 dicembre 2009

Ballardini: "Lazio superiore alla Roma"


Alla Lazio non si danno ancora pace per la sconfitta subita nel derby di ieri sera contro la Roma. Il più rammaricato, per diversi motivi, è il tecnico Davide Ballardini che, dalle pagine della "Gazzetta dello Sport", analizza il match e recrimina per qualche decisione arbitrale di Rizzoli a suo modo di vedere discutibile.

"Ieri sera siamo stati superiori alla Roma, non meritavamo assolutamente di perdere, siamo scesi in campo con il piglio giusto. Alla fine ho ringraziato i ragazzi uno per uno. Il modulo? Non era una formazione prudente, solo che non volevo dare loro alcun punto di riferimento. C'erano sempre Mauri e Matuzalem pronti ad inserirsi".

Sul gol della Roma: "C'era un fallo evidente in partenza di Totti su Brocchi, ma Rizzoli non l'ha visto. La situazione non è bella, ma se giochiamo come abbiamo fatto con la Roma penso che usciremo presto da questo tunnel". Il presidente Lotito intanto ha deciso di confermare la fiducia al tecnico sino a Natale: saranno quindi decisive per il futuro del "Balla" le partite contro il Genoa e contro l'Inter. Gli eventuali candidati per la sostituzione sono Camolese e De Biasi.

Roma-Lazio 1-0


Grande attesa all’Olimpico per il derby. La Roma cercava la definitiva conferma di essere tornata una squadra di alta classifica in grado di tornare in lotta per la Champions League, dato che con una vittoria sarebbe arrivata ad un solo punto dal Parma quarto in classifica. La Lazio, al contrario, voleva riscattarsi dopo una serie infinita di pessime prestazioni ed allontanarsi da quel quint'ultimo posto che ora comincia a fare davvero paura. Ne esce una partita tesa e a tratti noiosa, decisa da un bel goal di Cassetti, che condanna Lotito e Ballardini.

In campo – Tridente mascherato da 4-2-3-1 per Ranieri. Dietro Totti agiscono Vucinic e Menez sulle ali e Perrotta come trequartista. Torna De Rossi, con tanto di maschera protettiva, in mezzo al campo al fianco di Pizarro, mentre Juan si riappropria del ruolo di centrale difensivo. Ballardini decide di coprirsi, rinunciando all’“uomo derby” Rocchi e schierando uno strano 3-5-1-1, con Zarate unica punta. Liechsteiner e Kolarov vengono spostati a centrocampo dove Brocchi, Baronio e Mauri formano la diga, mentre Matuzalem agisce come trequartista.

Si gioca – Non si fa in tempo ad assaporare il clima derby, a gustare i ritmi iniziali forsennati e a godere delle prime giocate di Totti, che la partita al 12’ viene interrotta a causa del numero eccessivo di bombe carta lanciate dalle tribune. Dopo qualche minuto di empasse si riparte, ma la gara non decolla. Il gioco è troppo spezzettato e a farla da padrone sono gli errori e la frenesia. La prima occasione degna di nota arriva al 27’ quando Menez approfitta di una respinta corta della difesa laziale su angolo e scaglia un buon fendente rasoterra che avrebbe potuto far molto male, ma una doppia deviazione permette ai biancocelesti di tirare un sospiro di sollievo. Qualche minuto dopo è un cross di Matuzalem non toccato da nessuno a mettere in difficoltà Julio Sergio che si fa trovare pronto. La Roma perde il suo baluardo difensivo Mexes per infortunio e dopo due minuti di recupero finisce un primo tempo in cui la noia e la tensione sono state le protagoniste assolute.

La ripresa comincia senza uno spento Menez, al suo posto Brighi, e Matuzalem che aveva accusato qualche problemino nel finire della prima frazione di gara, al suo posto Foggia. Finalmente al 61’ la partita trova uno dei suoi indiscussi protagonisti: Julio Sergio. La sua parata sulla ribattuta ravvicinata di Mauri, dopo il palo colpito da Zarate, è inenarrabile. Le parole rovinerebbero il meraviglioso colpo di reni con il quale il portiere brasiliano balza da terra per negare un goal ormai praticamente fatto. Passano solo cinque minuti e Muslera non vuole essere da meno del rivale. Anche il suo intervento sul colpo di testa ravvicinato di Perrotta è da applausi. Finalmente la gara si sveglia. La Lazio ha più grinta e più voglia di vincere, ma fa fatica a rendersi pericolosa e così viene punita al 78’ da chi non ti aspetti: Cassetti. Grande inserimento dell’esterno giallorosso che sfrutta alla perfezione un bel cross di Vucinic, infilando Muslera con un destro al volo. Ballardini decide di affidarsi al suo capitano Rocchi, ma è la Roma ad andare vicina al 2-0: dopo una splendida azione Riise sfodera un sinistro al volo su cui il portiere uruguaiano deve compiere un nuovo grande intervento. I giallorossi sembrano in controllo, ma Pizarro commette l’enorme ingenuità di farsi espellere per doppia ammonizione, lasciando in difficoltà i compagni. La Lazio però non si rende più pericolosa e la Curva Sud può esplodere al triplice fischio di Rizzoli.

La chiave – I cinque, se non sei, centrocampisti di Ballardini assolvono al meglio il loro compito impedendo alla Roma di imporre il proprio gioco. La mancanza di punte si fa sentire, però, e la Lazio fa fatica a rendersi pericolosa. Se poi quando vi riesce ci si mettono il palo e Julio Sergio, allora andare in rete diventa impossibile.

La chicca – La Lazio non segna più. Dall’autorete di Thiago Silva in Lazio-Milan i tifosi biancocelesti non hanno più potuto gioire. L’idea di lasciare Rocchi in panchina diventa, a maggior ragione, poco condivisibile, nonostante la squadra di Ballardini abbia fatto meglio degli avversari.

Top&Flop – I protagonisti che non ti aspetti decidono la gara: Julio Sergio e Cassetti. Strepitoso il portiere con un intervento storico, fondamentale il terzino che con la sua rete diventa il match winner. Muslera e Diakitè sono i milgliori in una Lazio in cui Zarate brilla poco.

Marco Muzii

sabato 5 dicembre 2009

ASPETTANDO IL DERBY


ROMA, 5 dicembre 2009 - Si può debuttare ed essere emozionati anche con i capelli bianchi, le rughe che ti segnano il viso e 58 anni nella carta d’identità. Claudio Ranieri è il grande esordiente del derby romano: grande per età e curriculum. "I miei ricordi sono legati ai derby di quando ero ragazzino e andavo in curva. Nella Sud convivevano ancora romanisti e laziali. C’era lo sfottò, che è il sale di una città come Roma. Mi auguro che si torni allo spirito di allora: sfottò, ma niente violenza". Non ha mai giocato i derby romani, Ranieri, a parte quelli del settore giovanile. Non li ha mai vissuti da allenatore. Ma ha una vasta esperienza di quelli internazionali: "A Madrid, quando guidavo l’Atletico, andammo a vincere al Bernabeu, in casa del Real. A Londra è tutto un derby. I più sentiti sono quelli tra Tottenham ed Arsenal e tra Chelsea e Fulham. Questo romano è un derby imprevedibile. Non esistono punti di riferimento. Si dice che vince chi è sfavorito, ma io non credo ad una Lazio sfavorita anche perché non vedo differenze tra noi e loro. Abbiamo perso lo stesso numero di partite. Noi abbiamo vinto di più e loro hanno pareggiato di più. Ma la Lazio ha la quarta difesa del campionato, mentre noi becchiamo regolarmente almeno un gol e questa storia mi dà fastidio".

la romanita' — Nella Roma tre romani (Totti, De Rossi e Ranieri), nella Lazio zero romani – c’è Firmani, ma è lontano dalla prima squadra -: può essere uno svantaggio, per i giallorossi? "Noi sicuramente sentiamo di più il derby – dice Ranieri -. La differenza in questa sfida è nella determinazione. Chi sarà più determinato, vincerà. Io di sicuro mi aspetto una Lazio molto determinata. Non credo ad una squadra in crisi". Totti ha ribadito in settimana un concetto espresso anche la scorsa stagione: Zarate non è ancora un campione, per ora è un buon giocatore che può fare la differenza: "Zarate ha il patentino per diventare un campione", il pensiero dell’allenatore romanista.

la formazione — Ranieri dovrebbe confermare il tridente Menez-Vucinic-Totti: "Stanno giocando bene insieme. Mi garantiscono qualcosa in più dal punto di vista tecnico e per me è una cosa importante". L’unico vero dubbio riguarda la maglia dell’esterno destro in difesa. In allenamento Ranieri ha provato Motta, ma il favorito resta Burdisso: "Nell’Inter ha giocato in tutti i ruoli della difesa e persino a centrocampo". La Roma è stata incoraggiata da sessanta tifosi che hanno atteso ed acclamato i giocatori al termine dell’allenamento. Da copione, giornata libera fino alle 19.45. Alle 20, si cena a Trigoria e comincia il ritiro. Di più: comincia il derby.

qui lazio — L'ultima spiaggia in un giorno di inizio dicembre: così Ballardini arriva al suo primo derby della capitale. In silenzio, perché così vuole la società. E in bilico, perché così vuole la logica per una squadra che non vince in campionato dal 30 agosto e che in classifica si trova a lottare in zona retrocessione. La Lazio si aggrappa a questo derby per rimettere insieme i cocci di una stagione che era iniziata con una Supercoppa alzata a Pechino.

il bivio — Sono passati quattro mesi, sembrano quattro secoli. Ballardini si gioca la panchina: in caso di k.o. Lotito potrebbe decidere di sostituirlo e le azioni di Camolese in queste ore sono in rialzo. Il tecnico è orientato a confermare la difesa a tre, imbattuta nelle ultime due partite. E ha un dubbio grande così: dare fiducia a Rocchi, che in campionato non segna dalla prima giornata, oppure coprirsi con Zarate unica punta e un Mauri in più a centrocampo.

giovedì 3 dicembre 2009

Ballardini-Lotito il rapporto scricchiola


In campionato le cose vanno malissimo, in Europa League peggio. Dopo l’eliminazione di ieri ad opera del Salisburgo la Lazio sembra essere sempre piu’ in crisi ed il tecnico Ballardini, se dovesse fallire anche nel derby contro la Roma, potrebbe rischiare di perdere il posto.

“Ho visto una Lazio viva, che ha combattuto e gio­cato bene. Ma che non è stata fortunata nei momenti chia­ve”, queste parole della conferenza stampa del tecnico sono state diffuse in diretta alla Red Bull Arena di Salisbur­go. Parole che non sono piaciute ai 500 tifosi laziali, che a fine gara erano ancora negli spalti per motivi di sicurezza, che hanno sonoramente fischiato le parole del tecnico. Il tecnico gia’ nel pregara, come si legge sul Messaggero, aveva avuto qualche problema con i supporter laziali: "Mister, tirate fuori le palle". "Cominciate a tirarle fuori voi", la risposta di Ballardini...

Per la prima volta poi il tecnico biancoceleste sembra prendere le distanze dalla societa’, che forse non ha fatto tutto cio’ che si aspettava: “Perché ci ritroviamo in questa situazione dopo aver co­minciato la stagione con il trionfo in Supercoppa? Dopo l’8 agosto era stato fatto un cer­to programma che poi, dopo il 31 agosto, cioè alla chiusura del mercato, abbiamo dovuto cambiare...”, le parole di Ballardini riportate dalla Gazzetta dello Sport.

Salisburgo-Lazio 2-1...la Lazio è fuori


La Lazio perde anche a Salisburgo e saluta l’Europa League. La contemporanea vittoria del Villarreal a Sofia, infatti, rende superflua l’ultima giornata del girone. La squadra di Ballardini non aggredisce come dovrebbe e s’inchina al contropiede letale di Tchoyi. Gli altri goal portano la firma di Afolabi e Foggia. Finisce 2-1 nel tripudio austriaco.

In campo – Ballardini è senza scrupoli e manda in campo gli uomini migliori. Le mosse a sorpresa si chiamano Zarate e Foggia, che prendono il posto degli annunciati Rocchi e Makinwa. Conferma per la difesa a 3 con Diakite, Radu e Cribari. Nel Salisburgo spazio per una sola punta: Janko. Ma il centrocampo di Stevens è folto.

Si gioca – La Lazio parte bene: sa di dover vincere e attacca. Le primissime occasioni, infatti, sono di marca biancoceleste. Eliseu, visto raramente in campionato, si libera al tiro, ma la conclusione angolata è parata da Gustafsson. Al 6’ ci prova anche Mauri: la botta dalla distanza termina alta senza impensierire il portiere avversario. Il gioco degli uomini di Ballardini, però, subisce un involuzione col passare dei minuti. Il Salisburgo prende le misure e domina nel possesso palla. Gli unici lampi laziali arrivano da Zarate e Foggia: quest’ultimo è bravo a disimpegnarsi da un paio di avversari, ma il tiro è ribattuto in partenza. Gli austriaci pungono solo con iniziative sporadiche. Dal 17’ al 19’, ad esempio, Schwegler rimette lungo con le mani e Janko, approfittando di due dormite della difesa biancoceleste, è libero di svettare: la prima volta il pallone finisce alto, la seconda a fil di palo, facendo tremare Muslera. E’ proprio l’estremo difensore laziale ad animare la contesa, quando, al 32’ si fionda su Janko per reagire ad un fallo poco ortodosso dell’attaccante. La gara s’innervosisce e la Lazio sta al gioco. Male. La foga non serve per arrivare al goal.

La ripresa non si apre sotto i migliori auspici. Dopo appena 7’ il Salisburgo va in vantaggio con una colpo di testa di Afolabi, bravo a piazzarsi in area e impattare un calcio di punizione proveniente da sinistra. Un goal che sa tanto di eliminazione anticipata. La Lazio deve scuotersi e Ballardini si gioca la seconda carta dalla panchina: Rocchi. Il capitano porta densità negli ultimi sedici metri e il Salisburgo lascia il gioco agli ospiti. Zarate si mette in proprio: guadagna palla ai 30 metri, scarta tre avversari e scarica la sua foga su Gustaffson. Il portiere respinge, ma Foggia arriva da dietro e piazza la zampata del pari. Il momento è propizio: Mauri, però, non riesce a ribadire in rete un pallone teso di Rocchi. Ma è solo pochi minuti dopo, al 70’, che la Lazio si divora un’occasionissima: Rocchi ruba palla in pressione, ma scarica su Gustafsson, Zarate va sulla respinta ma il tiro è fuori dallo specchio. Le ripartenze del Salisburgo, però, fanno cambiare musica al match. Leitgeb si divora un goal semplice impattando sul palo, ma al 78’ Tchoyi è fenomenale: finta e contro finta su Cribari, poi un tocco sotto delizioso che infila Muslera. Il 2-1 è difficile da digerire. Anche se la Lazio è ancora capace di creare grattacapi agli avversari: Makinwa, appena entrato, stacca alla perfezione sull’evoluzione di un corner, ma è sfortunato e colpisce in pieno il legno. Tuttavia è il Salisburgo a rischiare il tris con Janko. Il resto è la triste conclusione di un inizio di stagione inglorioso.

La chiave –
La Lazio non tiene benissimo il campo e aumenta il forcing solo dopo il goal del pari. Ma a quel punto succede l’irreparabile: la squadra di Ballardini, già in difficoltà con la difesa a tre, scuce i reparti e lascia spazio ai contropiedi avversari. Da uno di essi nasce il goal di Tchoyi, ma sul piano del risultato poteva andare addirittura peggio.

La chicca – Al 32’ del primo tempo si consuma la sceneggiata di Janko: l’attaccante, visibilmente provocatore, entra a gamba tesa su Muslera. Poi stramazza quando il portiere va a chiedergli spiegazioni col petto gonfio di rabbia. Il risultato? Un'inspiegabile ammonizione per il laziale. Ma un gigante come Janko non può crollare così facilmente.

Top&Flop –
La Lazio ha paura e non aggredisce la partita: Lichtsteiner e Kolarov non spingono come sanno e Mauri è un corpo estraneo. Zarate è decisivo sul goal, ma finisce per incaponirsi spesso. Nel Salisburgo bene Gustafsson. Tchoyi s’inventa un ‘golazo’, Janko è roccioso.

Paolo Mandarà

domenica 29 novembre 2009

Lazio-Bologna 0-0...SVEJA!DOMENICA C'E' ER DERBY!


In campo – Davide Ballardini conferma il modulo presentato a Napoli, difesa a tre e due mezze punte in appoggio al centravanti. Novità di giornata è Diakitè al posto di Cribari, Rocchi rileva davanti lo squalificato Cruz. Franco Colomba apporta diverse modifiche dopo la sconfitta interna contro l’Inter, fuori Raggi (infortunato) e Britos, dentro Zenoni e Moras. A centrocampo spazio all’ex Mudingayi.

Si gioca – La Lazio ha una gran voglia di riscatto e nei primi minuti di gioco mette letteralmente alle corde i rossoblu. Il più vivace è Rocchi che prima sfiora il goal di testa e successivamente appoggia un ottimo pallone per Matuzalem che col destro impegna seriamente Viviano. Padroni di casa tambureggianti, complice un pubblico rumorosissimo, Zarate si scuote e al 12’ regala uno dei suoi pezzi preferiti, slalom speciale da metà campo, ingresso in area e ancora Viviano chiude la porta del vantaggio laziale respingendo con i piedi. Il Bologna cerca di pungere in contropiede, Adailton si muove spesso tra le linee con alterne fortune mettendo confusione nella difesa capitolina. Al 18’ Stendardo combina un mezzo pasticcio regalando palla in area a Di Vaio che salta Muslera, si defila e poi calcia a lato con la porta chiusa da tre giocatori biancocelesti. Passa meno di un minuto e la Lazio è già pericolosa dalle parti di Viviano, Foggia cerca e trova il movimento in area di Rocchi che gira al volo di destro mettendo alto di poco sopra la traversa. La squadra di Ballardini paga il pesante sforzo iniziale con una seconda metà di tempo poco costruttiva. Gli emiliani dal canto loro spingono poco sull’acceleratore, una bella discesa di Guana sprecata da Zalayeta è però l’unico vero guizzo degno di nota. Nient’ altro da segnalare, finisce così la prima frazione.

Nella ripresa ci si attende la svolta ad una partita che per larghi tratti è parsa essere legata ad un sottile filo. Invece non sarà così, squadre abuliche, stanche all’apparenza e prive di idee utili a gonfiare la rete. Vanno vicini alla rete Foggia, Kolarov e Meghni, ma le conclusioni, spalmate nell’arco di ben cinquanta minuti di gioco, sfiorano sempre i pali della porta difesa da Viviano. Il Bologna è spettatore non pagante, Di Vaio non è mai pericoloso e Zalayeta litiga con il pallone. L’ingresso di Osvaldo e Bombardini dovrebbe portare più vivacità ma soprattutto l’attaccante argentino riesce a fare peggio del compagno sostituito calciando sempre malamente e rendendosi protagonista di una simulazione dopo un testa a testa con Radu. Finisce così il match dopo un deprimente secondo tempo, un punto a testa e zona retrocessione ancora a distanza.

La chiave – Il centrocampo di entrambe le squadre è statico e privo di idee, da una parte Baronio rallenta il gioco e non esce mai dalla propria mattonella, Matuzalem prova ad inventare qualcosa ma predica nel deserto. In casa bolognese il trio Mudingayi – Guana – Casarini pensa sempre a contenere le sortite avversarie e mai a costruire gioco.

La chicca –
In uno 0-0 trovare la chicca della giornata è come trovare una spiaggia in Groenlandia. Oggi premiamo la sostanza della tifoseria biancoceleste che, nonostante una squadra in netta difficoltà, sostiene per tutti i novanta minuti i ragazzi in campo.

Top&Flop –
Radu è un muro invalicabile per gli attaccanti ospiti, il resto della difesa guadagna la sufficienza grazie anche alla sterilità dell’attacco ospite. Bene Matuzalem in mezzo al campo, l’unico lucido dei mediani in canpo, male invece lo statico Baronio e un vivace ma fumoso Foggia. Nel Bologna ottimo un attento Viviano, Portanova è insuperabile di testa, davanti disastrosi Zalayeta, Di Vaio e Osvaldo.

Massimo Culello

sabato 28 novembre 2009

Aspettando Lazio-Bologna...


Mister Ballardini si giocherà probabilmente domenica, nella sfida interna con il Bologna, le ultime chance per rimanere sulla panchina della Lazio. L’ex allenatore del Palermo è pronto ad una mini rivoluzione: albero di Natale con Rocchi unica punta e Zarate e Foggia trequartisti.
Centrocampo a tre con Mauri, Baronio e Brocchi. In difesa si rivede Stendardo che sostituirà l’infortunato Siviglia. Out Cruz per squalifica. Emiliani con la formazione tipo con Zalayeta-Di Vaio coppia d’attacco e Adailton in posizione di trequartista.

Roma, stadio Olimpico, domenica ore 15

PROBABILE FORMAZIONE

LAZIO (4-3-2-1): Muslera; Lichtsteiner, Stendardo, Radu, Kolarov; Brocchi, Baronio, Mauri; Zarate, Foggia; Rocchi. All.: Ballardini.
A disposizione: Berni, Cribari, Diakité, Dabo, Del Nero, Meghni, Makinwa.
Squalificati: Cruz
Indisponibili: Bizzarri, Siviglia, Perpetuini, Matuzalem

giovedì 26 novembre 2009

Per Ledesma niente reintegro: è ROTTURA TOTALE!


Quando sembrava che tutto potesse risolversi, ecco arrivare un altro colpo di scena nella questione Ledesma-Lazio. Il giocatore attendeva una chiamata da Lotito per discutere della possibilità del reintegro e del rinnovo del contratto. E non solo il patron laziale non ha chiamato, ma c'è stato un incontro tra l'agente del centrocampista e Tare che ha allontanato le parti. Il direttore sportivo laziale ha infatti chiesto che, come Stendardo, Ledesma si scusi ufficialmente per il suo comportamento, cosa che il giocatore non intende assolutamente fare.

Per questi motivi, secondo quanto riportato stamane sulla "Gazzetta dello Sport", si profila nuovamente la possibilità di uno scambio con Cigarini a gennaio col Napoli. Inoltre, a far precipitare la situazione, il fatto che ieri Ledesma, allenatosi con la prima squadra, è stato fatto giocare nel ruolo di centrocampista esterno. Circostanza che il giocatore ha preso come una provocazione, tanto che non è da eslcudere a questo punto che come Pandev possa decidere di rivolgersi al Collegio Arbitrale.

martedì 24 novembre 2009

Delio Rossi: "Palermo grande sfida"


PALERMO, 24 novembre - Non c'è atmosfera di festa al Renzo Barbera per la presentazione del nuovo tecnico Delio Rossi, che sostituisce Walter Zenga esonerato dopo il pareggio con il Catania. Maurizio Zamparini stringe la mano del tecnico ma non intende rispondere a nessuna domanda. È scuro in volto, fa un monologo e se ne va. «Rossi non ha bisogno di credenziali. È un giorno triste perchè ho dovuto esonerare Zenga - ha detto - Sono decisioni che adotto per il Palermo, sapendo accaparrarmi le ironie della stampa. L'organico è importante e i risultati non sono all'altezza, tutto qui. Le dichiarazioni su alcuni giovani rosanero non mi sono piaciute, hanno bisogno di tempo». Ma Zenga non ne ha avuto, vorrebbe aggiungere qualcuno, ma non c'è spazio. Zamparini taglia corto. «Spero che questa sia la decisione giusta - ha concluso - e che si sia conclusa la mia carriera di 'mangiallenatori'».

AUTONOMIA - In effetti Delio Rossi non sembra preoccupato. «Ascolterò il presidente anche perchè sarà sempre lui ad avere l'ultima parola - ha detto - ma sono stato chiamato per prendere decisioni e lo farò in autonomia. Il presidente ancora non lo conosco, ci ho parlato un pò mi sembra una persona entusiasta e molto innamorata della sua squadra. Sarò valutato in base ai risultati e sul gioco. Sono venuto qui con la mia professionalità. Penso solo a lavorare. Non sono il tipo che non va a fare il suo mestiere solo perchè il presidente ha la fama di 'mangiallenatorì».

L'ORGANICO DEL PALERMO - Dove può puntare il Palermo? «L'organico devo vederlo lavorare per valutarlo. È una squadra che può recitare un ruolo importante, poi vedremo quanto importante. Il campo sarà sempre l'ultimo giudice. Le cose prima vanno fatte e poi dette. Non vendo promesse, non sono un rappresentante».

CONTATTI - Rossi ha smentito contatti con la società in estate. «La prima chiamata è stata domenica sera - ha spiegato - quando il presidente mi ha chiesto se ero disposto ad allenare il Palermo. E sono qui per restarci. Non penso di essere un traghettatore, ho fatto sempre dei cicli importanti rimanendo diversi anni sulla stessa panchina». Sarà anche per questo che Rossi ricorda il suo predecessore. «In questo momento il mio pensiero va a Walter Zenga - ha ribadito - perchè so quanto sia lacerante un esonero».

LA SCELTA - Di qualificazione in Champions e di obiettivi specifici, Rossi non ne vuole sentire parlare. «Sulle possibilità del Palermo - ha sottolineato - per dare le valutazioni li devo vedere allenare questi ragazzi. Il presidente non mi ha chiesto niente di particolare, mi ha detto solo di dare un'anima a questa squadra ed è quello che cercherò di fare. Sosterrò i miei giocatori, soprattutto i giovani e spero che il pubblico faccia lo stesso». Rossi ha confermato di aver 'scelto' Palermo. «Ho avuto una decina di offerte e le ho declinate - ha detto - perchè non sentivo la stessa passione che ho percepito qui. Mi deve scattare dentro qualcosa per accettare una proposta. Spero di essere all'altezza del aspettative della città e del presidente. Di sicuro non ho la bacchetta magica, ma credo in tre cose: lavoro, lavoro, lavoro».

domenica 22 novembre 2009

Napoli-Lazio 0-0


Le due squadre affrontano la partita con pressioni decisamente diverse, Napoli sulle ali dell’entusiasmo e Lazio in serie negativa quasi infinita. I due allenatori si affidano a moduli offensivi ma i risultati sono alterni e abulici. Nell’avvio di match Maggio ha la grande occasione ma Muslera risponde da campione, successivamente Saccani nega un rigore alla Lazio per mani di Rinaudo. Nella ripresa ci provano Lavezzi con un sinistro alle stelle, Saccani sorvola ancora su un episodio in area napoletana e Diakitè nel finale sfiora il goal vittoria impegnando De Sanctis nell’unica parata della sua partita. Ebbene sì, queste sono le uniche emozioni di una sfida che è parsa più una corsa campestre illegale che un incontro di calcio…

In campo – Walter Mazzarri e Davide Ballardini schierano lo stesso modulo, un 3-4-2-1 a trazione anteriore. Nella formazione campana c’è a sorpresa Pazienza in campo a scapito di Cigarini, davanti solito tridente Hamsik – Lavezzi – Quagliarella. Modulo novità per i capitolini chiamati ad uscire da un periodo di crisi nera, il tecnico schiera Stendardo per la prima volta in stagione e fa fuori Rocchi in favore di Cruz. Matuzalem non recupera, idem per lo svizzero Lichtsteiner.

Si gioca – Inizia con qualche minuto di ritardo la partita del San Paolo. Napoli che cerca subito di imporre il proprio gioco, Lavezzi svaria su tutto il fronte offensivo mentre Hamsik cerca di cucire il gioco tra centrocampo e attacco. All’ 8’ grande verticalizzazione di Pazienza per Maggio che controlla splendidamente su Kolarov, tocco basso su Muslera in uscita che con i piedi compie la prima prodezza giornaliera. Il primo sussulto del Napoli coincide anche con l’ultimo della prima frazione partenopea. La Lazio prende le misure ai campani e comincia a macinare gioco. Le occasioni però faticano ad arrivare, Foggia si perde sempre dopo il primo dribbling e Cruz gioca spesso spalle alla porta. Ci pensa così Zarate ad accendere il match, le accelerazioni del funambolo aprono varchi ma fruttano poco al tiro. Lo stesso argentino dopo averci provato dalla distanza riceve palla sul dischetto del corner, punta e salta abilmente due avversari e scarica di destro a rete, Rinaudo alza il gomito e respinge ma Saccani da due passi non concede un penalty netto e scatena le ire dei giocatori laziali. Succede poco nei minuti rimanenti, Napoli imballato e Lazio pressante ma inconcludente.

Ripresa con gli stessi effettivi. Il canovaccio è lo stesso del primo tempo con il Napoli vivo e voglioso di spingere sull’acceleratore. Il più in palla è sicuramente Lavezzi che si muove molto e porta sempre palla sulle fasce mettendo in difficoltà la difesa a tre laziale. Le occasioni da goal però scarseggiano come nel primo tempo, le conclusioni di Lavezzi e Quagliarella sono velleitarie e non creano tremori a Muslera. La Lazio cerca di recuperare metri ma la squadra fatica vistosamente e sembra in condizioni atletiche poco brillanti. Al 30’ altro episodio in area partenopea, ancora con Rinaudo protagonista; scaramuccia con Cruz, tirata di capelli e gancio al volto dell’attaccante argentino, per Saccani è tutto regolare. Girandola di cambi e crampi, il gioco si spezzetta e Saccani continua con alcuni misteriosi “non” fischi fino al 91’ quando Diakitè sfiora il goal partita con una bella girata in area. Partita bruttina, tanta corsa ma poca qualità.

La chiave – Le difese blindate mettono il segno “X” alla partita. Le chiusure di Campagnaro e Rinaudo da una parte e Stendardo e Radu dall’altra blindano le porte dei rispettivi portieri e distribuiscono perfettamente la posta in gioco…

La chicca – Difficile trovare una giocata degna della nostra rubrica, le uniche emozioni le regalano Lavezzi e Zarate con le loro accelerazioni impazzite. Peccato che i compagni non li seguano mai…

Top&Flop – Bene nei partenopei Campagnaro e Lavezzi, Maggio fa bene a metà mentre Hamsik e Quagliarella non si rendono mai pericolosi. Nella Lazio spiccano Stendardo, strepitoso ed eroico il suo rientro, e Radu, sempre attento a chiudere le falle dei compagni. Male Foggia, fumoso e inconcludente, Cribari ha sempre l’errore nel caricatore…

Massimo Culello

sabato 21 novembre 2009

Aspettando Napoli-lazio...


Ritiro segreto, la vigilia. Prosegue ad Agnano la blindatissima preparazione della squadra biancoceleste, in vista dell’impegnativo incontro di domani pomeriggio contro il Napoli. Questa mattina (inizio alle 11), il tecnico Ballardini ha diretto l’ultima rifinitura nel silenzioso ed isolato “bunker” della Nato. Lontano dai taccuini dei cronisti, il tecnico ravennate ha affilato armi e contromosse da opporre alla lanciata truppa di Mazzarri, che contro i capitolini va a caccia del sesto risultato utile consecutivo (3 successi e 2 pareggi). E’ stata una sessione prettamente tecnica (breve riscaldamento, esercitazione sul possesso di palla e test in famiglia), che ha confermato le indicazioni di formazione delle ultime ore. Anche quest’oggi, Pasquale Foggia si è regolarmente allenato con il resto del gruppo, rinnovando le certezze circa la sua disponibilità. Sarà in campo nel “suo San Paolo”, farà la spola tra centrocampo e attacco sul settore di destra. Il folletto partenopeo sarà l’ago della bilancia di una squadra vogliosa di ritrovare una chiara identità tattica. Stando alle ultime indicazioni, sulla sua corsia di competenza viaggerà veloce Jesus Datolo (in ballottaggio con Zuniga), esterno di corsa e qualità rinato grazie alla cura Mazzarri. Dovrà prestare attenzione in fase difensiva, quindi, garantendo allo stesso tempo un apporto costante a Mauro Zàrate e Tommaso Rocchi, che completeranno il reparto offensivo. Probabilmente non ci sarà Julio Cruz (possibilità per la panchina). Il centravanti argentino è ancora alle prese con un affaticamento muscolare, tanto che anche questa mattina si è allenato in modo differenziato. Conferme positive anche nel reparto difensivo, dove Stephan Lichtsteiner sembra aver del tutto smaltito la lombalgia. Il terzino svizzero si è allenato con il resto della compagnia ed è stato inserito nella formazione dei fratinati. Con la pettorina dei titolari anche Guglielmo Stendardo che per l’ennesima volta è stato provato al fianco di Stefan Radu. A questo punto, la sensazione è che il centrale napoletano abbia del tutto scalzato la concorrenza di Emilson Cribari.

PROBABILE FORMAZIONE ANTI NAPOLI (4-3-2-1): MUSLERA, LICHTSTEINER, STENDARDO, RADU, KOLAROV; BROCCHI, BARONIO, MAURI; FOGGIA, ZARATE; ROCCHI.

LLSN

martedì 17 novembre 2009

Ecco la verità sul caso Kasami, il talento svizzero escluso dalla Lazio


Tutti aspettavano Gonzalo Barreto, ma ad esplodere ai Mondiali Under 17 in Nigeria è stato Pajtim Kasami. Due stelline di casa Lazio dal futuro assicurato, ma con due storie ben diverse. L’uruguaiano che, seppure non abbia illuminato la scena, non vede l’ora di arrivare a Formello. Lo svizzero che, invece, dopo aver vinto il torneo ed essere stato inserito tra i primi dieci migliori giocatori della competizione, non vede l’ora di chiudere la sua storia con la Lazio. E in modo definitivo, tanto da essere ricorso alla Fifa per chiedere la rescissione del contratto. All’inizio tutto filò lisciò, con tanto di firma di un contratto di tre anni, ma con il passare del tempo qualcosa non andò più per il suo verso. Kasami si allenava con la Primavera, spesso addirittura con Pandev e compagni, ma non giocava, né ha mai giocato una partita ufficiale. Strano ma vero. E questo perché, seppur avesse un contratto economico con la Lazio, dalla Figc non sarebbe mai arrivata la liberatoria per tesserarlo poiché la società biancoceleste non avrebbe ancora pagato il premio preparazione al Grassophers (c’è ancora tempo). Si parla di una cifra intorno ai 100.000 euro. Un caso Macheda al contrario. In più, racconta chi gli sta vicino, si sentiva “trascurato e un po’ abbandonato dalla società”. Era spesso da solo in un albergo a cinque chilometri dal centro sportivo. “Kasami è nostro e qui dovrà tornare, prima o poi”, dice la Lazio. “A Formello non ci metteremo più piede, anche se dovessero chiederci scusa”, ha assicurato Zarra, il suo procuratore. La parola finale spetta alla Fifa... Altro giro, altra causa!

lunedì 16 novembre 2009

Agente Arnautovic: "Non escludo la Lazio"


Lazio-Arnautovic si farà o non si farà? Ancora non si sa. O meglio, stando alle parole del suo agente Robert Groener, raggiunto telefonicamente da lalaziosiamonoi.it, “La situazione è stabile e a noi per ora va bene così com’è. Marko non vuole cambiare, vuole rimanere all’Inter e combattere per una maglia da titolare”. L'impressione però (sempre telefonica) è che Groener non abbia voglia di chiudere la porta in faccia a nessuno. Neanche alla Lazio.

Lei però non crede che la concorrenza in attacco all'Inter sia troppo alta al momento con Eto’o, Milito e Balotelli?
Sì, so che la concorrenza è alta, ma dipenderà tutto da Marko: se si allena bene, allora giocherà e lo farà anche bene.

Santon e Balotelli hanno la stessa età di Marko e dopo un primo anno molto buono, adesso stanno accusando qualche problema di crescita. Difficile emergere con Mourinho, no?
Credo di sì, ma a Marko fa tutto bene: Mourinho è un allenatore professionista e vuole vincere. E anche Marko vuole vincere, perciò siamo in sintonia.

Ma lei non crede che se Arnautovic alla fine della stagione avrà giocato poche partite, potrebbe svalutarsi?
Non lo so, Marko è a Milano soltanto da tre mesi. Non me la sento di giudicare la sua situazione in questo momento. Credo sia giusto lasciargli del tempo per fare bene. Sono ottimista per il futuro e lo è anche lui.

Quindi lei crede che magari potrebbe giocare in Champions League…?
Beh, come ho detto prima tutto dipende da lui. La situazione non cambia per ora perché se si allena bene può fare bene. Lui è fiducioso e crede di potercela fare, crede nelle sue potenzialità.

In un futuro, esclude assolutamente la Lazio quindi, anche se dovesse avanzare in Europa League (competizione in cui Arnautovic, peraltro si è fatto apprezzare molto con la maglia del Twente lo scorso anno, ndi)?
No, ma adesso le cose vanno bene così e la situazione non è in evoluzione, né sta cambiando, anzi mi sembra piuttosto stabile.

Cosa dovrebbe accadere perché la situazione cambiasse allora?
Come ho già detto, Marko lotterà per giocare più partite possibile con la maglia dell’Inter. È questo il cambiamento che mi auguro.

LLSN

sabato 14 novembre 2009

NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO


"Siamo tifosi, non clienti". E' solo uno degli slogan che sono risuonati a piazza Bocca della Verita', a Roma, al termine del corteo organizzato da circa 300 tifoserie italiane per protestare contro la cosiddetta "tessera del tifoso" che dall'anno prossimo sara' obbligatoria per seguire la propria squadra in trasferta.
Una mattina a sfilare per le strade di Roma, portando all'esterno i canti e i cori che risuonano ogni domenica negli stadi. Gli ultras scesi oggi in piazza hanno sorpreso quanti si attendevano incidenti. Certo, non sono mancati cori ingiuriosi contro il ministro dell'Interno Roberto Maroni e contro le forze dell'ordine, i petardi ormai rari all'interno degli stadi (merito della disciplina che prevede multe salatissime per le societa' ospitanti), ma per il resto la manifestazione si e' svolta in maniera ordinata. Di piu': gli ultras sono rimasti "irregimentati" per tutta la durata del percorso, da piazza dell'Esquilino a Bocca della Verita', grazie al lavoro del servizio d'ordine predisposto dagli organizzatori e al quale hanno preso parte tifosi del Latina e del Viterbo. Societa' piccole, certo, ma che insieme ad altre come Gubbio, Recanati, Fermo, hanno portato in piazza la stragrande maggioranza dei tifosi presenti oggi. Tra i club piu' blasonati si sono fatti notare gli interisti e gli juventini (questi ultimi sono stati quelli a dare piu' filo da torcere al servizio d'ordine), mentre "giocavano in casa" laziali e romanisti, con i biancocelesti in netta maggioranza.
I cori dedicati a Gabriele Sandri, ricordato per tutto il corteo - 'Giustizia per Gabriele' e 'Gabriele uno di noi' - hanno portato la famiglia Sandri a scrivere un messaggio di ringraziamento letto in piazza Bocca della Verita' e seguito da un lunghissimo, commosso applauso. Cori, quasi al termine della manifestazione, anche per Stefano Cucchi, il ragazzo morto all'ospedale Sandro Pertini pochi giorni dopo il suo arresto: "Stefano, Stefano" ritmato dal battito di migliaia di mani e "Giustizia per Stefano" sono stati i cori dedicati al ragazzo di Torpignattara.
"Non si capisce perche' la tessera per entrare allo stadio debba essere ricaricabile e dotata di punti fedelta'", ha spiegato un organizzatore. "Noi siamo tifosi non clienti: la nostra fedelta' la dimostriamo ogni domenica andando allo stadio". "Ci vogliono utenti", ha ribadito Paolo Cento presente alla manifestazione, "espropriandoci del ruolo di protagonisti che svolgiamo allo stadio con la nostra passione".

giovedì 12 novembre 2009

Intitolato a Gabbo la pinetina del Belsito a P.della Vittoria


ROMA (11 novembre) - Sono trascorsi due anni dalla morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso nell'area di servizio A1 di Badia al Pino (Arezzo). Sandri fu colpito da un colpo di pistola sparato da un agente di polizia di Stato, Luigi Spaccarotella, condannato in primo grado a sei anni per omicidio colposo.

Oggi il fratello Cristiano ha parlato ai microfoni di CNRmedia riaffermando ciò che in questi due anni la famiglia del giovane ha sempre ribadito. «L'omicida di mio fratello ha sempre detto che non sapeva se si trattava di tifosi, persone che litigavano per motivi stradali, o altro. Collocare quella morte in ambiente da stadio ha fatto sì che molta gente con giudizi superficiali abbia potuto pensare che Gabriele se la fosse cercata. E per questo in qualche modo si è annacquata la responsabilità di chi ha commesso il reato. Riguardo il caso Cucchi, preferisco non parlarne. Posso solo dire che su Stefano Cucchi c'è un'inchiesta della magistratura in corso, ma anche in altri fatti di cronaca in cui sono imputati esponenti delle forze dell'ordine, questi vengono liquidati con troppa facilità con il solito discorso delle mele marce. Forse bisognerebbe iniziare a fare una conta».

La ricostruzione dell'omicidio. Era l'11 novembre 2007, domenica mattina. Alle 9, nell'area di servizio dell'A1 di Badia al Pino (Arezzo), il 26enne tifoso laziale Gabriele Sandri, che stava andando a Milano con degli amici per vedere Inter-Lazio, viene ucciso da un colpo di pistola. Il colpo viene sparato dalla carreggiata opposta, dall'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella. Il proiettile centra Gabriele al collo, mentre è seduto sul sedile posteriore dell'auto. Lo sparo, dirà Spaccarotella, era per colpire le gomme del veicolo e fermarlo, visto che poco prima gli occupanti avevano dato vita a una piccola rissa con dei tifosi juventini.

L'agente della Polstrada è stato condannato a 6 anni per omicidio colposo il 14 luglio di quest'anno, con l'aggravante della colpa cosciente. Il pm di Arezzo, Giuseppe Ledda, aveva chiesto la condanna a 14 anni per omicidio volontario con dolo eventuale. «Faremo ricorso in appello» aveva preannunciato quel giorno, subito dopo la sentenza, il signor Giorgio Sandri, padre della vittima. La difesa del poliziotto lavora invece per una riduzione della pena: «Riteniamo che ci possa essere una riduzione della pena – afferma l'avvocato Francesco Molino, difensore di Spaccarotella - Non condividiamo alcune parti delle motivazioni. Chiederemo che il processo si svolga con il rito abbreviato, come abbiamo fatto in primo grado».

Oggi, in occasione del secondo anniversario della morte del tifoso laziale, è stato intitolato
“Gabriele Sandri ”la Pinetina del Belsito, nel parco della Vittoria, alla Balduina. Ad inauguarare la targa all'interno del parco, presenti la famiglia di Gabbo e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. La famiglia Sandri attende «giustizia» dalla sentenza della Corte di assise di appello di Firenze: «Il 14 luglio, quando è uscita la sentenza, eravamo tutti delusi e sconcertati - ha detto il padre Giorgio - adesso ci rimbocchiamo le maniche e aspettiamo la sentenza di appello di Firenze, sperando che vi sia giustizia per Gabriele, per tutti noi e per i cittadini».

«Non vogliamo che l'imputato sia condannato ad 1 o 2 anni in più - ha aggiunto il fratello Cristiano - ma che siano accertati i fatti per come sono andati. Sparando contro l'autovettura l'imputato si è assunto il rischio di quello che faceva e quindi si tratta di omicidio volontario con dolo eventuale».

«Su Gabriele Sandri vogliamo verità e giustizia - ha detto Alemanno - perché non siamo soddisfatti delle sentenze che ci sono state fino a adesso. Anche per Cucchi è necessario avere giustizia, Roma non può chiudere gli occhi di fronte a nessuna violenza perpetrata a danno dei suoi cittadini».

mercoledì 11 novembre 2009