martedì 31 gennaio 2012

Candreva non sta nella pelle: "E' un sogno, torno a casa e la Lazio è un top club!"


“Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura. Arrivo in un Top club”. Sono le parole di Antonio Candreva, nuovo acquisto della Lazio, intervenuto questa sera attraverso le frequenze di Radio Manà Sport nella trasmissione “C’e’ calcio per te”. Tanta l’emozione, un sogno che si realizza, l’affare si è concluso nelle ultime ore di mercato: “Non mi era mai capitata una cosa del genere – ha raccontato Candreva – ho saputo dell’interesse della Lazio nelle ultime ore. Ho detto subito si perché arrivo in una grande squadra, in un top club. Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura”. Un rinforzo importante per Reja, il tecnico biancoceleste aspettava un centrocampista di qualità e Candreva può ricoprire più ruoli: “Non ci penso in questo momento, l’importante è far bene e dimostrare di essere un giocatore da Lazio anche in futuro. Io sono romano e tornare a casa è bellissimo, sono veramente felice”. Oggi Reja in conferenza stampa ha speso parole importanti per l’ex centrocampista del Cesena: “Lo ringrazio anticipatamente, ma adesso spetta a me dimostrare di essere all’altezza della situazione”.

TARE: "Abbiamo provato a prendere Honda e Nilmar... Candreva ha caratteristiche che ci mancavano...Puntiamo al terzo posto"


MILANO – Si era partiti “dall’ufficioso” arrivo di Keisuke Honda della giornata di ieri e si è arrivati, passando per un tentativo in extremis per Nilmar, alla deposizione all’ultimo secondo del contratto che porterà Antonio Candreva in biancoceleste. Di sicuro non è stata la stessa cosa, soprattutto considerando gli umori del popolo laziale che, dopo la cessione di Cisse al QPR si aspettava sicuramente qualcosa di più.

LE ILLUSIONI HONDA E NILMAR, E L’ARRIVO DI CANDREVA – A fare il punto su questa sessione di mercato ci ha pensato direttamente il Direttore Sportivo della Lazio Igli Tare in Esclusiva alla redazione de Lalaziosiamonoi.it, partendo proprio dall’operazione Honda: «Come ho già detto in precedenza le difficoltà del mercato di gennaio sono queste trattative, perché ognuno ne approfitta in maniera eccessiva. Il CSKA non ha accettato la nostra proposta che è stata migliorata due-tre volte. Abbiamo preso atto della loro decisione. La distanza era tra domanda e offerta, non nella modalità di pagamento». Saltato il giapponese, la Lazio ha virato con decisione su Nilmar ma i tempi a quel punto erano troppo risicati e pure il giocatore ha tentennato un po’ troppo: «Un po’ lo scetticismo del ragazzo nelle ultime due ore perché c’era tutto da fare, e alla fine ha preso un’altra decisione». Il DS però non vuole parlare di rosa indebolita: «Abbiamo preso Candreva, un giocatore con delle caratteristiche che mancavano nel nostro centrocampo. Anche la sua storia calcistica presenta un buon curriculum visto che ha giocato nella Juve, nella Nazionale italiana, nell’Udinese. Un giocatore giovane che può contribuire, gli abbiamo dato la possibilità con un prestito di sei mesi e si giocherà le sue carte alla Lazio per il futuro».

L’ADDIO DI DJIBRIL CISSE, UNA RICHIESTA DEL FRANCESE – Reja oggi si era dimostrato molto fiducioso, parlando anche di nomi importanti, ma alla chiusura del mercato si è ritrovato con Cisse e Sculli in meno e con un Candreva in più: «Sa perfettamente come sono andate le cose. Non era una questione di soldi perché la Lazio ha fatto delle proposte che in pochi in Europa hanno fatto. Vedi caso di Honda o di Nilmar, o lo stesso Guarin. Il problema è che le tempestiche e le decisioni delle società hanno preso questa squadra qua». I tifosi avevano pensato che i soldi incassati dalla cessione di Cisse, fossero un input per un’operazione importante in entrata, ma Tare scinde le due trattative: «Non centra niente. Le proposte che sono state fatte per Honda e per Nilmar sono nettamente superiori alla cifra incassata per Cisse». Non c’è delusione per questa avventura alla Lazio del francese durata solo pochi mesi: «Non sono deluso da Cisse. Abbiamo anche parlato all’inizio del campionato e abbiamo discusso delle difficoltà del calcio italiano. Uno dei motivi per cui voleva andare via era il fatto che gli spazi che ha avuto altrove in Italia non ci sono. Ha dimostrato comunque di essere un grande giocatore, perché anche se non ha segnato ha fatto otto assist. È stata una decisione condivisa da tutte e due le parti, ma è stata una sua richiesta».

ROSA COMPETITIVA PER IL TERZO POSTO - Adesso però senza Sculli e Cisse, la Lazio si ritrova in rosa con i soli Klose, Rocchi, Kozak e Alfaro, che oltretutto è stato subito vittima di un infortunio: «Uno stiramento muscolare, non è un grande infortunio. Quando abbiamo preso la decisione di lasciare andare Cisse abbiamo anche pensato che i nostri attaccanti potevano bastare fino alla fine del campionato». Non solo l’attacco, anche la rosa nel suo complesso, a giudizio di Tare, resta competitivo anche in ottica del finale di stagione: «La rosa fino a questo punto ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per lottare per la Champions League. Nel mercato di gennaio abbiamo cercato di fare investimenti importanti anche a livello economico, proprio per dare una scossa in più ma le cose si fanno sempre in due. Resta il fatto che abbiamo provato in tutti i modi e che cercheremo di recuperare il primo possibile gli infortunati e con l’inserimento di Candreva che è un giocatore con caratteristiche interessanti. Possiamo lottare fino alla fine per il terzo posto». Non vuole darsi un voto il direttore sportivo, preferisce farlo fare agli altri, ma comunque c’è la soddisfazione per essere riusciti a sfoltire una rosa extralarge: «Voi siete apposta per fare queste cose qua e mettere voti. È stato fatto un grande lavoro perché sono andati via sei giocatori. Lo sfoltimento della rosa è stato il nostro obiettivo primario e se fosse stato possibile di fare un inserimento importante». Chiusura sulla questione extracomunitari che non si ripresenterà alla prossima finestra di mercato: «A giugno ci sono i posti liberi, scade il contratto di Makinwa e Carrizo è andato in prestito. Vediamo come si sviluppa».

Le ultime news di mercato...


09:20 LAZIO: KRASIC
Dopo l'arrivo di Padoin, la Juve cerca di fare cassa. E' sempre Krasic il più accreditato a uscire. Sul serbo c'è la Lazio, ma anche lo Zenit di Spalletti.

09:40 LAZIO: HONDA
Dopo l'addio di Cissé, la Lazio ha dato l'affondo definitivo a Honda. Lotito avrebbe convinto il Cska con 11 milioni di euro. Ora è corsa contro il tempo per la firma.

10:08 LAZIO: INZAGHI
Pippo Inzaghi, poche ore per capire il suo futuro. E' molto probabile che resti al Milan, ma c'è una strada che porta alla Lazio... forse last minute.

11:44 LAZIO: CANDREVA
Anche la Lazio ha chiesto Candreva al Cesena. La proposta di prestito però non convince il giocatore che vorrebbe lasciare la Romagna a titolo definitivo.

12:43 LAZIO: CANDREVA
Candreva è vicino alla Lazio. La società biancoceleste ha proposto lo scambio con Del Nero e l'affare potrebbe chiudersi.

Manuel Auciello

Ufficiale: CISSE' al Qpr per 5 milioni


In fin dei conti non si sono mai amati. La Lazio e Cisse' sembravano promessi sposi dopo quell'esordio di San Siro col botto e condito da un gol al Milan Campione d'Italia. Poi, solo delusioni: partite al di sotto della media, tante panchine e qualche sfogo eccessivo su Twitter. Per questo e mille altri motivi finisce la storia tra la Lazio e Cisse': la cessione dell'attaccante francese al QPR e' adesso ufficiale: Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha definito il trasferimento del colored, che torna in Premier League a titolo definitivo, incassando 5 milioni di euro. E nel contempo Ighli Tare si rituffa nel mercato per strappare il giapponese Honda al Cska.

lunedì 30 gennaio 2012

Per HONDA quasi fatta. CISSE' al Qpr, ipotesi Pippo Inzaghi


Honda-Lazio: il giorno della verità è arrivato. Nelle prossime ore si attende una risposta del Cska di Mosca sull’offerta presentata dalla Lazio. Il club russo chiede 15 milioni, mentre la società biancoceleste ne offre 12 suddivisi in tre anni. Piccoli dettagli, che però possono fare la differenza.

Per un giocatore che arriva c’è un altro giocatore che ha invece le valigie pronte. Si tratta di Cissè che ha chiesto di essere ceduto. Si è ventilata l’ipotesi che il francese possa trasferirsi in Inghilterra, destinazione Premier League, piace al Queen’s Park Rangers . E per 6 milioni l’affare potrebbe chiudersi.

Infine c’è sempre l’interessamento della Lazio nei confronti di Palombo della Samp. In serata c’è stato un incontro nella Capitale tra Lotito e Tullio Tinti, manager del doriano.

Intanto spunta fuori un nome nuovo dal cilindro: Pippo Inzaghi. Secondo quanto dichiarato dal “Corriere dello Sport” è questa l’ idea nuova per l’attacco biancoceleste. Fantasia o realtà, staremo a vedere.

CHIEVO-LAZIO 0-3


Chievo e Lazio erano chiamate entrambe a riprendersi dopo l’eliminazione dalla Tim Cup. L'ha avuta vinta la squadra biancoceleste,grazie alle iniziative personali dei suoi campioni. La Lazio ottiene così tre punti importanti che le permettono, grazie alla contemporanea sconfitta dell’Inter a Lecce, di tornare al quarto posto.

FORMAZIONI - Di Carlo conferma il 4-3-1-2, con la difesa composta da Sardo a destra e Jokic a sinistra con Andreolli e Cesar centrali. Bradley, Sammarco e Luciano compongono il centrocampo mentre in attacco Palloschi e Pellissier sono sostenuti da Thèrèau.

La Lazio gioca a specchio: c’è il ritorno al 4-3-1-2 grazie al recupero di Radu e Ledesma, in difesa Reja ripropone Konko titolare mentre conferma la coppia Biava-Dias, nonostante il periodo nero del difensore argentino che in Coppa Italia ha dimostrato di non essere tanto in forma, né fisicamente né mentalmente. Gonzales e Lulic danno sostegno a Ledesma a centrocampo, in attacco Hernanes gioca a supporto di Rocchi e Klose.

PARTITA - La Lazio ci prova già al 3’ con Hernanes, che vede la sua conclusione ribattuta da Cesar; successivamente Lulic in area, servito da Klose, si divora il goal del vantaggio. Orsato, poi, ammonisce Hernanes e Ledesma per gioco scorretto. Al 21’ arriva il vantaggio degli ospiti: dopo un batti e ribatti in area Lulic-Rocchi, Hernanes con un semplice tocco conclude a rete. Ci prova Pellissier ad ottenere il pareggio per i veneti, ma il suo destro ravvicinato viene respinto con i pugni da Marchetti. La Lazio vuole chiudere la partita ed ha una doppia occasione con Biava e Rocchi, ma entrambi sbagliano tutto.

La seconda frazione di gioco inizia con un tentativo di Lulic che si spegne sopra la traversa, nell’azione successiva Marchetti para un tiro dal limite di Thèrèau. Sono sempre i biancocelesti a cercare il raddoppio: Dias con un destro al volo lambisce la traversa al 60’. Reja poi sostituisce Hernanes con Matuzalem, Di Carlo risponde con Cruzado per Luciano.

Al 70’ Lulic colpisce la traversa dopo un’azione personale nella quale salta prima due difensori e poi Sorrentino. Thèrèau si rende pericoloso davanti a Marchetti ma non vede la porta. Per il Chievo entrano Moscerdelli e Hetemaj per Paloschi e Bradley mentre la Lazio sostituisce Rocchi con Cissè. Klose chiude virtualmente la gara all'88’ insaccando il 2-0 al termine di un'azione personale. Il Chievo si rilassa e lascia solo ancora Klose tutto solo al limite dell'area, per il tedesco non è difficile mettere il definitivo sigillo sulla gara segnando il goal del 3-0.

CHIAVE - La fase difensiva della Lazio è stata fondamentale. L'Aquila ha gestito la gara e ha colpito quando si è presentata la minima occasione.

CHICCA - Per Cissè ancora panchina. Reja lo manda in campo solo all'82': che siano stati gli ultimi minuti pe lui in maglia biancoceleste prima di passare al QPR?

TATTICA - Giocando con lo stesso modulo lo spettacolo ha lasciato a desiderare, ma i giocatori in attacco hanno fatto la differenza.

MOVIOLA - Troppe ammonizioni per una gara tutto sommato tranquilla. Un goal annullato alla Lazio per fallo di Biava: in questo caso il direttore di gara avrebbe potuto soprassedere.

PROMOSSI&BOCCIATI - Nel Chievo da segnalare la prestazione positiva di Thèrèau, mentre nel finale la difesa centrale ha dato troppo spazio ad un super Klose. La punta tedesca si è confermata migliore in campo della gara, insieme ad un ottimo Lulic.

domenica 29 gennaio 2012

Formazioni di Chievo-Lazio


ROMA, 29 GEN – Si gioca oggi, con inizio alle ore 15, Chievo-Lazio, match valido per la 20a giornata di serie A.

A seguire le probabili formazioni scelte dagli allenatori.

Chievo (4-3-1-2): Sorrentino, Sardo, Andreolli, Cesar, Jokic; Luciano, Bradley, Sammarco; Thereau; Paloschi, Pellissier. A disp.: Puggioni, Frey, Dramé, Vacek, Hetemaj, Cruzado, Moscardelli. All.: Di Carlo.

Lazio (4-3-1-2): Marchetti, Konko, Biava, Dias, Radu; Gonzalez, Ledesma, Lulic; Hernanes; Klose, Rocchi. A disp.: Bizzarri, Zauri, Diakité, Stankevicius, Matuzalem, Del Nero, Cisse. All.: Reja.

sabato 28 gennaio 2012

CISSE' ormai vicino all'addio: Celtic o QPR


Secondo quanto rivelato da Gianluca Di Marzio, su SkySport24, anche il Celtic sarebbe in forte pressing su Cisse. Il Qpr rimane in vantaggio ma, secondo il giornalista, un rilancio degli scozzesi potrebbe cambiare le carte in tavola. Anche se il francese sembra essere orientato verso la Premier League. Un trasferimento che sta assumendo i contorni del giallo perché Phillippe Piola, contattato in Esclusiva dalla nostra redazione, ha negato qualsiasi trattativa. "Cisse vicino al Qpr? Assolutamente no, non c'è nessuna trattativa al momento". Piola ha quindi preferito non esporsi. Un gioco delle parti che ci sta in un momento in cui il suo assistito è prossimo all'addio. L'agente ha glissato, vuole coprire la vicenda, mantenere il riserbo più stretto. "Ci sono tante squadre interessate. Se resta alla Lazio? Questo non posso dirlo". Nonostante le parole di Piola, Cisse è vicinissimo a salutare la Lazio e il Qpr è in pole position per assicurarsi le prestazioni dell'attaccante francese anche perchè anche perchè John Park, dirigente del Celtic Glasgow, contattato in esclusiva dai mircofoni de Lalaziosiamonoi.it, ha smentito seccamente: "Noi interessati a Cisse? E' assolutamente falso".

Che la storia fra Djibril Cisse e la Lazio non fosse mai decollata era chiaro da tempo, da quando il francese aveva trovato innumerevoli difficoltà ad esprimere il suo gioco e a trovare il gol. Prestazioni sempre più scadenti, un atteggiamento che è andato via via peggiorando fino a diventare irritante per la maggior parte dei tifosi biancocelesti. Cisse non ha ingranato, non ha trovato in Italia le risposte che cercava quando ha lasciato il Panathinaikos, dove era considerato un re. Non sono bastati un arrivo a Roma trionfale e una partenza di stagione condita da buone prestazioni e gol, del ruggito del leone in questi mesi si sono sentito solo echi lontani. Va da sé che sia la Lazio, che il giocatore abbiano cominciato a guardarsi intorno a causa di un rapporto diventato sempre più freddo. La società biancoceleste ha maturato l'idea di una cessione, ma solo di fronte ad un'offerta che la facesse rientrare della spesa affrontata in estate. Cisse vuole sentirsi importante, ha capito che alla Lazio ormai non c'era più spazio per lui, chiuso da Klose e Rocchi e da una collocazione tattica indecifrabile. Cisse sogna gli Europei, vuole la convocazione per affrontare la sua ultima grande esperienza con la maglia della Francia, per questo ha dato mandato al sua manager Piola di cercare offerte in giro per l'Europa. L'agente ha agito e in questi giorni ha riallacciato i rapporti con la Lazio, ha presentato alcune richieste, tra le quali la più invitante risulta essere quella del Qpr che ha offerto una cifra poco superiore ai 5,5 milioni. La società inglese dopo aver visto sfumare Henrique del San Paolo ha puntato dritto sul francese, presentando un'offerta soddisfacente per la Lazio. Cisse gradisce la destinazione, in Premier ha vissuto anni importanti con il Liverpool e con il trasferimento si avvicinerebbe anche alla sua famiglia, che vive proprio in Inghilterra. Che la frattura fra la Lazio e Cisse fosse insanabile era chiaro già da ieri sera, quando l'attaccante alle domande dei colleghi francesi aveva risposto in modo sibillino. "Se resto alla Lazio? Ancora non lo so, il mercato non è finito", parole che dette da un giocatore sono praticamente un addio. Cisse è vicinissimo al trasferimento al Qpr, l'avvenuta cessione potrebbe essere ufficializzata lunedì, dopo la partita con il Chievo. Il francese dovrebbe firmare un triennale con il club inglese. Finisce, quindi, dopo solo sei mesi, un rapporto che era cominciato sotto i migliori auspici, con centinaia di persone a Fiumicino ad accogliere quello che doveva essere l'uomo della svolta e che invece ha tradito clamorosamente le attese.

Krasic snobba la Lazio, idee Pazienza e Mudingayi


Se l'affare Honda, anche se manca poco alla fine della chiusura della finestra di mercato invernale, sembra sempre più plausibile, non sembra potersi dire altrettanto per Milos Krasic. Il procuratore del giocatore ha infatti gelato le ambizioni biancocelesti: "Non ci sono novità. Milos vuole cambiare squadra, ma solo per un top club, eventualmente per andare in Inghilterra. Con tutto il rispetto per la Lazio, non è una squadra nei pensieri di Milos".

Per il centrocampo si fa anche il nome di Michele Pazienza, nel mirino dell'Udinese. Da escludere anche un possibile ritorno a Roma di Mudingayi: "Rimane con noi anche se la Lazio ce lo ha chiesto, è un giocatore troppo importante. Possiamo riparlarne il prossimo giugno".

La presenza del presidente del River Plate Passarella a Roma fa sì che si parli del possibile futuro arrivo in biancoceleste del centrocampista Lucas Ocampos. Classe 1994, il ragazzo gioca come seconda punta.

venerdì 27 gennaio 2012

CISSE': Gol e addio?


Il 31 gennaio si avrà la risposta, ma per ora si possono formulare ipotesi. La rete messa a segno ieri a 'San Siro' da Djibril Cissè arriva nella gara indicata come ultima possibilità per il francese. Dopo mesi e mesi di astinenza l'attaccante è tornato al goal, ma forse non basterà per la sua conferma.

La Lazio, infatti, sta valutando un'offerta del QPR: i biancocelesti sono disposti a trattare sulla base del trasferimento definitivo, mentre riguardo al prestito i londinesi troverebbero una porta sbarrata. "Il mercato non è finito, manca una settimana e sapete come sono gli ultimi giorni..." ha dichiarato ieri lo stesso attaccante ai microfoni dell'Equipe. Frase di addio? Probabilmente sì.

"Mi fa piacere aver segnato, ma non posso essere contento, avrei preferito non fare gol e vincere la partita" ha continuato Cissè. "Questo era un obiettivo della stagione, invece siamo usciti dalla Coppa Italia. A volte ci sono squadre a cui segni di più. Qui mi succede con il Milan. In Inghilterra, per esempio, mi capitava sempre di far gol al Tottenham. E’ stato difficile in queste settimane, perché io sono abituato a giocare sempre. E non mi piace restare in secondo piano".

Da Londra potrebbe arrivare il classe '89 Adel Taarabt, marocchino seguito da alcuni, grandi club europei. Ha evidenziato a più riprese di voler essere ceduto, la capitale potrebbe essere più di una mezza idea. In uscita Kozak, mentre Mauro Zarate, di proprietà laziale, potrebbe passare al Genoa o tornare a Roma: il suo desiderio però rimane quello di restare nerazzurro.

Reja, nononstante il ko, vede il bicchiere mezzo pieno: "Abbiamo fatto bene. E quel goal di Ibra..."


E' un Edy Reja relativamente deluso quello che commenta il 3-1 subito a 'San Siro' col Milan nel match valido per i quarti di finale di Coppa Italia. Passata in vantaggio con Cissé, la sua Lazio si è poi fatta rimontare da Robinho, Seedorf e Ibrahimovic: "Per quanto mi riguarda valuto comunque positivamente la prestazione, ma abbiamo sbagliato atteggiamento nella prima parte", ha dichiarato a 'Rai Sport'.

L'allenatore friulano si riferisce all'interpretazione data dalla squadra alla difesa a 3 - composta Diakité, Dias e Stankevicius - testata stasera al 'Meazza': "Abbiamo provato la difesa a 3 perché pensavamo di avere difficoltà contro un Milan che attacca gli spazi. Non abbiamo sbagliato modulo, ma abbiamo sbagliato l'atteggiamento, c'è stato qualche errore. Quando siamo tornati a 4 abbiamo spinto sul laterale. Credo che abbiamo fatto la nostra partita".

A distanza di quattro giorni dalle polemiche che hanno fatto seguito al ko con l'Inter, Reja se la prende nuovamente con la direzione di gara: "Il goal di Ibrahimovic? Mi sembrava in fuorigioco di mezzo metro, non di poco. Potevamo anche concludere il primo tempo in parità". Infine il giudizio sulla partita di Cissé: "Spero che grazie al goal realizzato possa trovare condizione. Oggi ha fatto bene a sprazzi, poi si è perso un po'".

da Goal.com

MILAN-LAZIO 3-1


A San Siro, nella gara unica valida per i quarti di finale di Tim Cup – Coppa Italia, il Milan batte la Lazio per 3-1 e troverà tra dieci giorni la Juventus in semifinale. I biancocelesti partono forte e nel primo quarto d’ora mettono in grosse difficoltà i padroni di casa che però nel giro di tre minuti ribaltano il risultato e poi controllano senza patemi la gara chiusa da Ibra all’84’ con una rete in sospetto fuorigioco.

FORMAZIONI – Allegri schiera dal primo minuto l’ultimo arrivato Mesbah in difesa sull’out sinistro ed il cavallo di ritorno Merkel come interno destro di centrocampo. Seedorf torna dal primo minuto come trequartista alle spalle della strana coppia Binho - El Shaarawy. Reja opta per la difesa a tre con l’inserimento di Stankevicius. Konko e Lulic sulle fasce, Matuzalem sostituisce in cabina di regia l’acciaccato Ledesma. Davanti parte dalla panchina Klose, ultima chiamata per il francese Cissé in coppia con capitan Rocchi.

PARTITA - Primo tempo giocato su buoni ritmi. Parte forte la Lazio che al 5’ è già in vantaggio, cross a mezza altezza dalla trequarti destra di Gonzalez che pesca Cissé tutto solo a centro area, il francese al volo di destro trafigge Amelia. Il Milan sembra accusare il colpo per una decina di minuti ma tra il 15’ ed il 18’ ribalta risultato ed inerzia della gara.

Al quarto d’ora cross di Abate dalla trequarti destra, Merkel prova il tuffo di testa sul primo palo, la palla giunge a Robinho che calcia una botta volante da distanza ravvicinata sotto la traversa, è 1-1. Tre minuti dopo arriva il raddoppio, El Shaarawy con un tocco delizioso lancia Seedorf che entra in area dal centro sinistra, salta Dias e la piazza centralmente ancora sotto la traversa.

Al 22’ la Lazio ha l’occasionissima per pareggiare di nuovo i conti sulla testa di Gonzalez, servito perfettamente da Lulic, ma Amelia è bravissimo e salva tutto. Un paio di minuti dopo Binho potrebbe chiudere la gara in contropiede, ma dopo aver saltato anche Marchetti deposita la palla sull’esterno della rete. L’ultima emozione del primo tempo è una punizione di Hernanes dal limite al 44’ alzata da Amelia sopra la traversa.

Nella ripresa Reja inserisce Ledesma per Diakitè, tornando al 4-3-1-2. La gara però resta dormiente , risvegliata solo da un pugno di Dias a Van Bommel in piena area laziale, episodio non visto da Gervasoni. Da segnalare una conclusione forte ma centrale e da distanza siderale di Cissè, alzata sopra la traversa da Amelia e una grande occasione per El Shaarawy al 79’ con la palla che si spegne di un soffio a lato.

All’84’ è il subentrato Ibra, lanciato da Emanuelson in sospetto fuorigioco, a chiudere la gara presentandosi a tu per tu con Marchetti e infilandolo alla sua sinistra. Milan batte Lazio 3-1 e vola in semifinale.

CHIAVE - Reja lascia troppa libertà a Van Bommel, la scelta iniziale della difesa a tre non convince contro il tridente tutta tecnica rossonero, composto da Seedorf, El Shaarawy e Robinho.

CHICCA - Cissè torna al goal in Italia, ancora una volta a S.Siro, ancora una volta contro il Milan. Reja dovrebbe chiedere a tutte le squadre di indossare le magliette rossonere e di giocare al Meazza per risvegliare il francese.

TATTICA - Allegri indovina la scelta di giocare con un trio tecnico e poco fisico contro i lungagnoni della difesa biancoceleste, Reja lascia davvero troppo spazio a Van Bommel non controllato a dovere da Hernanes.

MOVIOLA - Due gravi errori della terna, sfugge il pugno di Dias a Van Bommel in area biancoceleste, sarebbe stato rigore con espulsione del difensore brasiliano. All’84’ la rete del 3-1 di Ibra pare viziata da una posizione di partenza irregolare del talento svedese.

PROMOSSI & BOCCIATI - Nel Milan, qualche disattenzione della coppia centrale difensiva, bene Abate, Mesbah cresce con il passare dei minuti. Ottimo Van Bommel, diverte il trio davanti (in primis El Shaarawy), timido Merkel. Nella Lazio bocciata la difesa (male Dias), lento e inconcludente Matuzalem, attivo Gonzalez, bene Lulic. Cissé finalmente in rete, nullo Hernanes.

mercoledì 25 gennaio 2012

Cisse vuole solo la Lazio, Auxerre alla finestra


ROMA – Sono passate 25 partite e un digiuno lungo quattro mesi e mezzo. Chissà che l’aria di San Siro non riesca a risvegliare Djibril Cisse. L’ex Leone Nero è finito in letargo. S’era visto quella notte del 9 settembre e poche altre volte. Da allora ha smesso di correre e di volare, il gol è diventato un’utopia, capace di farlo scivolare in una crisi profonda. Non riesce più a risollevarsi. Qualche segnale era riuscito a darlo dopo la sosta di Natale, ma l’esclusione di San Siro con l’Inter a beneficio di Rocchi, appena recuperato, è suonata come una bocciatura autentica. S’è visto dall’atteggiamento e dall’indolenza che ha messo nell’ultimo quarto d’ora, quando Reja lo ha mandato in campo nel tentativo di trovare il pareggio.

CEDIBILE – Cisse tornerà a giocare titolare domani sera in Coppa Italia con il Milan e potrebbe far coppia con Klose, che forse non lo sopporta più come prima. Reja non lo ha mai contestato, ne apprezza i comportamenti, ma la fiducia è scaduta ai minimi termini. E il rapporto con il ds Tare è diventato freddo, anzi di più, quasi gelido. Oggi la Lazio, se arrivasse un’offerta concreta, venderebbe Cisse. Ma prenderebbe in considerazione l’ipotesi di una cessione a titolo definitivo e non in prestito, considerando che fuori ci sono già Zarate, Floccari e Foggia. Difficile che oggi altri club si presentino con 6-7 milioni per il cartellino del francese.

SPAZI – Lunedì sera Cisse è intervenuto a RadioMonteCarlo e ha parlato a lungo, confidando le difficoltà del momento, la voglia di tornare protagonista, i suoi colloqui con Reja. «Sto bene perché vivo in una grande città e gioco in un grande club come la Lazio, siamo una buona squadra. Il Panathinaikos mi rimarrà sempre nel cuore, ma non sono dispiaciuto di aver fatto questa scelta. In Grecia ho vinto il campionato, ma per trovare un livello più probante con cui confrontarmi sono dovuto andare via» ha raccontato. Il calcio italiano, però, non ha ancora dimostrato di saperlo digerire. «Sono un combattente e non mollo anche se trovo delle difficoltà. Non è facile lasciare il segno quando si giocano 15-20 minuti, ma capita spesso se si cambia squadra. Ci vuole tempo per capire il metodo di gioco dei tuoi compagni e della serie A. Questo è un campionato molto tattico, tutte le squadre si chiudono, ero abituato a giocare con grandi spazi davanti a me, ma sto imparando, anche se è un po’ difficile».

POSIZIONE – Reja stava cercando di trovargli posto sulla fascia destra, dove trovava maggiore spazio per provare ad andare via in velocità. E da quella posizione aveva almeno tirato fuori degli assist. Cisse ha chiesto di tornare a giocare in area di rigore. Il suo rendimento non è migliorato, Klose si è dovuto sacrificare in alcune partite e alla fine Rocchi è diventato titolare, perché almeno lui segna. Incalzato sul suo lungo digiuno e sulla posizione in campo, ha spiegato: «Di questo ho parlato con Reja, ma centravanti gioca Klose, che è un attaccante straordinario. Non mi sento estraneo alla squadra e al progetto tecnico, ho firmato 8 assist e non credo siano pochi, va bene anche così». Il suo futuro resta avvolto nell’incertezza: continuando così, a giugno diventerebbe inevitabile l’addio. «In futuro, come ho detto, mi piacerebbe provare un’esperienza nella MLS perché adoro la cultura americana e vorrei imitare Henry. Un ritorno in Francia? Perché no.
Chiudere la carriera dove ho iniziato, cioè all’Auxerre, non sarebbe male».

Rassegna stampa a cura di Lazialità tratta da il Corriere dello Sport

lunedì 23 gennaio 2012

Rizzoli batte la Lazio


La Lazio c’è, Rizzoli no e l’Inter ringrazia. Il big match di San Siro finisce con la settima vittoria di fila del gruppo di Ranieri e con una sconfitta che brucia per i biancocelesti, penalizzati da un arbitraggio scandaloso.

Reja ovviamente mastica amaro: “Mi dispiace per i ragazzi che hanno fatto una grande partita”, dichiara ai microfoni di Mediaset. “L’Inter nel secondo tempo non è esistita. Molti episodi ci sono stati sfavorevoli. Il gioco era in mano nostra, il risultato nella mani dell’inter, avrei preferito il contrario”.

Poi sull’episodio in area di rigore: “E’ chiaramente Lucio che trattiene Klose, inoltre tocca anche la palla con il braccio. C’è ostruzione e poi mano. Se non è rigore questo? E’ inutile recriminare, ma il rigore è netto”.

Infine Reja prova a spiegare il malinteso in occasione della sostituzione: “C’è stata un’incomprensione nostra, in panchina: avevo detto di far uscire Zauri, e invece mi sono trovato fuori Gonzalez. Inizialmente me la sono presa, ma sono cose che succedono”.

da lazialità

REJA: "Lazio superiore, per l'Inter due tiri e due goal! A San Siro gli arbitri usano due pesi e due misure"


E' un Reja decisamente deluso dalla sconfitta patita contro l'Inter dopo una buona prestazione, quello che si presenta in conferenza stampa al termine dell'incontro. Anche perchè il ko è arrivato condito da qualche episodio dubbio contestato dalla Lazio.

"Venire qui a Milano, fare un primo tempo ottimo e una buona ripresa, andando via senza punti, non fa piacere. Ci sono stati degli episodi discutibili, non siamo stati favoriti, ce ne andiamo con la consapevolezza di essere una buona squadra, visto che abbiamo giocato alla pari dell'Inter. Anzi, siamo stati superiori. Abbiamo commesso qualche errore e quando lo fai contro giocatori come Milito, Pazzini e Snejider, la paghi".

Reja attacca i nerazzurri: "Ho visto il secondo goal in fuorigioco, dispiace, l'Inter ha fatto due tiri in porta e due reti. Noi abbiamo avuto l'occasione di Klose che non è riuscito ad angolare. La squadra sta reagendo molto bene, mentre l'Inter ha pagato rispetto a noi, solo che loro sono cinici. C'era anche l'episodio di Lucio, che mi piacerebbe rivedere: la spinta ci sta, in area ci sono, ma la mano mi sembrava evidente anche dalla panchina, per me era rigore".

Al di là della sconfitta, Reja omaggia il collega Ranieri: "Le poesie se le porta via il vento, lui ha fatto risultato e quello è l'importante. Oggi è andata meglio a lui, io ho giocato bene ma non ho fatto risultato...".

Ma il discorso, alla fine, torna sempre alla conduzione di gara di Rizzoli: "Tutti abbiamo visto la sua prestazione: è stato ottimo per gran parte della gara, ma poi quando vai in svantaggio, cambia il metro. Gli episodi a volte pesano, vorrei che la Lazio avesse il suo, niente di più niente di meno, ma questo a San Siro spesso non capita...".

INTER-LAZIO 2-1


Settima vittoria consecutiva in campionato (ottava complessiva) per l'Inter, che fatica a battere 2-1 una Lazio tonica e ben messa in campo. Alla fine risulta decisiva la classe dei tanti talenti nerazzurri, che riassestano un match che aveva rischiato di sfuggire nel primo tempo. La cura Ranieri continua a funzionare, è sorpasso ai danni di una Lazio cui non basta una bella prestazione per mantenere inalterate le distanze.

FORMAZIONI - Ranieri deve fare a meno dello squalificato Thiago Motta e perde nuovamente Forlan a causa di un infortunio muscolare. La scelta del tecnico romano è di mantenere invariato l'assetto vincente delle ultime settimane avanzando Nagatomo sulla corsia destra di centrocampo e schierando Chivu a completare il quartetto di difesa. Alvarez è confermato a sinistra mentre Sneijder, tornato in Coppa Italia contro il Genoa, parte dalla panchina.

La Lazio recupera Dias dal primo minuto, conferma Zauri sulla linea difensiva e fa fronte agli infortuni in mediana schierando il terzetto Gonzalez - Ledesma - Lulic. In avanti Reja affida ad Hernanes la trequarti e il compito di ispirare Klose e Rocchi, con quest'ultimo preferito nuovamente a Cissé.

PARTITA - L'Inter entra in campo contratta e sbaglia molto in fase d'impostazione favorendo la pressione laziale. Le condizioni del manto erboso del Meazza non aiutano il gioco palla a terra e da un brutto rinvio di Marchetti arriva la prima conclusione della partita. Alvarez mette paura ai biancocelesti spedendo alto dai venti metri al decimo minuto.

Sul rovesciamento di fronte è la Lazio a sfiorare il gol, Lucio scivola perdendo il contrasto con Rocchi ma recupera appena in tempo per smorzare la conclusione dell'attaccante che, a tu per tu con Julio Cesar, spedisce sul palo. E' una fiammata all'interno di una partita che fatica a decollare, le due squadre si fronteggiano chiudendo tutti i varchi e lasciando poco spazio allo spettacolo.

Alla mezzora è il duo Ledesma-Rocchi a spezzare la partita. Splendida invenzione del centrocampista argentino che con un filtrante dalla trequarti indovina il corridoio per Rocchi, l'attaccante laziale gira di prima sull'angolo lungo rendendo vano l'intervento di Julio Cesar. Splendida esecuzione e Lazio in vantaggio. I nerazzuri faticano a prendere in mano il pallino del match e per raggiungere il pareggio servono i minuti finali e una gran giocata di Diego Milito.

Uno-due tutto argentino con Alvarez e il cannoniere nerazzuro incrocia dall'interno dell'area piccola. Marchetti battuto e partita di nuovo in equilibrio. Si va al riposo in parità, una bella Lazio dilapida il vantaggio appena prima di imboccare la strada degli spogliatoi. L'Inter trae il massimo da questa prima frazione ma Ranieri già medita cambiamenti mandando a scaldare Sneijder.

Si rientra in campo e ci sono novità per entrambi le formazioni. Reja a sorpresa richiama in panca Hernanes per dare spazio a Matuzalem mentre Ranieri ridisegna il centrocampo immettendo Obi per Chivu e soprattutto Sneijder al posto di un Alvarez poco incisivo. Il nuovo assetto dei nerazzurri consente ai terzini di proporsi con più continuità, tanto Maicon a destra quanto Nagatomo a sinistra cercano adesso l'illuminazione di Sneijder.

Al decimo è Pazzini a piazzare di testa un'incornata che trova Marchetti attento. Il centravanti nerazzurro ha però una seconda possibilità pochi minuti dopo e non sbaglia. Lucio rinvia di testa e Pazzini, sul filo del fuorigioco, si trova solo davanti a Marchetti in uscita trafiggendolo con un chirurgico pallonetto.

La Lazio sotto di un goal ha subito la palla del pareggio sui piedi di Klose, rigore in movimento calciato debolmente dal centravanti tedesco fra le braccia di Julio Cesar. L'Inter però non diminuisce la pressione e uno Sneijder ispiratissimo saggia le mani del portiere laziale dalla distanza.

La Lazio prova ad organizzare l'assalto finale con l'innesto della terza punta Cissé. Proprio quest'ultimo, appena entrato, ha una bella palla nell'area nerazzura ma strozza troppo il tiro. La pressione degli ospiti si concretizza in una serie si azioni confuse in area nerazzurra in cui spadroneggiano i centrali interisti.

Nel finale gran conclusione dalla distanza di Ledesma che sfiora la traversa, non basta alla Lazio per riequilibrare una partita sfuggita di mano sul più bello. Finisce 2-1 per un'Inter cinica e inarrestabile all'inseguimento delle prime posizioni.

CHIAVE – Nel primo tempo una bella Lazio prende in mano la partita sfruttando la pressione alta e continua che riesce a portare ai difensori nerazzurri. Nella seconda frazione di gioco il nuovo schieramento dell'Inter toglie riferimenti ad una Lazio che accusa anche il grande sforzo fisico prodotto nella prima parte del match. La partita diventa più aperta lasciando spazio alle giocate dei singoli e il peso specifico di uno scintillante Sneijder si fa sentire.

CHICCA – Il manto erboso del Meazza si presenta a chiazze, rattoppato in più punti crea notevoli problemi ai giocatori e soprattutto alla squadra di casa. I primi quarantacinque minuti mostrano i nerazzurri alle prese con problemi di equilibrio a più riprese.

TATTICA – Le due squadre si schierano in campo quasi speculari, classico 4-4-2 per l'Inter a cui risponde la Lazio con il trequartista Hernanes a infastidire le linee nerazzurre. Si invertono le parti nella ripresa quando Reja rinfoltisce il centrocampo con Matuzalem mentre Ranieri da spazio a Sneijder cercando le illuminazioni del trequartista olandese.

MOVIOLA – Pochi minuti e Dias si esibisce in un brutto gesto di nervosismo tirando i capelli di Pazzini con la palla lontana, inevitabile il giallo per il difensore laziale. Sul secondo goal interista Pazzini sfrutta un rinvio di Lucio scattando sul filo del fuorigioco. Dalle immagini televisive l'attaccante nerazzurro sembra essere appena al di là della linea di difesa laziale.

Al trentacinquesimo grandi proteste della squadra ospite per un evidente fallo di mano di Lucio in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo. L'arbitro non concede il rigore in quanto aveva già fermato il gioco per un fallo d'attacco dei biancocelesti.

PROMOSSI&BOCCIATI – Nell'Inter spiccano le giocate di uno Sneijder a mezzo servizio ma sempre fondamentale. Sono decisive anche la classe di Milito e l'opportunismo di Pazzini. Giustamente richiamati in panchina dopo quarantacinque minuti uno stralunato Chivu e Alvarez incapace di entrare nel ritmo partita.

La bella partita della Lazio è ben rappresentata dalla gran prestazione di Ledesma che, al di là dell'assist, fornisce una dose continua di fisicità e corsa al centrocampo biancoceleste. Si muove bene anche Rocchi che con un palo e un gran goal rischia di mettere ko l'Inter nel primo tempo. Un nervoso Dias si complica la vita prendendo un giallo condizionante dopo pochi minuti.

venerdì 20 gennaio 2012

Zarate al QPR per pagare Honda


Siamo nel cuore del mercato di gennaio e le trattative ribollono, coinvolgendo spesso le società in scoppiettanti operazioni 'triangolari'. Già accostata al Genoa per l'eventuale acquisto 'ai mezzi' di un giocatore importante per il centrocampo, ora la Lazio potrebbe bussare in casa Inter per avere il via libera a quello che diventerebbe il più grande affare in uscita della gestione Lotito.

Che poi si tratterebbe dello stesso giocatore che già rappresenta il colpo più grande in entrata, ovvero quel Mauro Zarate pagato oltre 20 milioni più (pesanti) commissioni nell'estate del 2008, e che adesso - dopo aver fallito anche in nerazzurro, con Moratti che non vede l'ora di togliersi dalla groppa l'ingaggio residuo - potrebbe finire, come strilla a nove colonne il quotidiano 'Leggo', in Inghilterra, dove ha ancora tantissimo mercato.

L'argentino è infatti nel mirino di Newcastle, Bolton e soprattutto Qpr. Quest'ultimo club sarebbe pronto a mettere sul piatto 12 milioni di sterline (ovvero 15 milioni di euro), una cifra che - al netto dell'ammortamento - non farebbe segnare minusvalenze al club biancoceleste.

Con quei soldi Lotito potrebbe gettarsi sul famoso 'Mister X' da 14 milioni (guarda caso, questa è la cifra svelata dal presidente a margine del match con l'Atalanta, con nomi del calibro di Honda, Casemiro e Arshavin che fioccano) senza aver bisogno di Preziosi o chicchessia...

Ma una succosa novità arriva anche per l'altra squadra della Capitale. Secondo il 'Corriere dello Sport', infatti, potrebbe aver luogo il clamoroso ritorno alla Roma di Alessio Cerci. L'esterno dalla corsa del lampo lascerà con certezza la Fiorentina, e per lui sono in lizza Palermo, Genoa e Torino. Ma negli ultimi giorni il ragazzo avrebbe mandato dei segnali a Trigoria, lasciata a malincuore nell'estate 2010, cercando di capire se ci sia la possibilità di tornare.

E magari a Luis Enrique non dispiacerebbe avere un'alternativa di quel livello ad Aleandro Rosi sulla fascia destra.

Zaccheroni: “Honda gran giocatore”


Ecco mister X, il colpo milionario promesso da Lotito a Reja e ai laziali: si tratta del 25enne giapponese Keisuke Honda, centrocampista mancino attualmente in forza al Cska Mosca e punta di diamante della nazionale nipponica allenata da Alberto Zaccheroni. «Non parlo dei miei giocatori in ambito di mercato, anche se, come in questo caso, si tratta di un grande giocatore», ci ha detto l’ex allenatore biancoceleste. Honda è un top, soddisfa Reja per il valore tecnico e Lotito per il potenziale commerciale di un’operazione che potrebbe spalancare alla Lazio le porte dei mercati asiatici. Come fu per Nakata ed è attualmente per Nagatomo. Così la Lazio è volata in Russia per trattare: il d.s. Igli Tare e il segretario generale della società – con facoltà di firma – Armando Calveri, sono partiti da Roma mercoledì sera e ieri hanno presentato l’offerta forti del consenso di Honda, già pervenuto alla Lazio attraverso l’agente del giocatore, Maikel Stevens: «La Lazio? Perché no, è sicuramente una destinazione gradita».

La vigilia di Inter-Lazio («Due protagoniste del campionato – ha detto il doppio ex Zaccheroni – L’Inter è carica e guadagna posizioni, e la Lazio sta andando alla grande, grazie a Reja sta disputando una stagione al di sopra delle sue reali possibilità») e un tavolo apparecchiato a Mosca stanno tenendo banco in queste ore. Mentre Honda si trova a Marbella, in ritiro al caldo con la squadra. Il giapponese lavora a parte, è reduce da un brutto infortunio – a settembre nel derby Cska-Spartak, legamenti del ginocchio – a seguito del quale si è dovuto sottoporre a un’ operazione che gli ha fatto saltare il doppio confronto con l’Inter in Champions. Ma non è per questo che la società moscovita ha preso in considerazione la cessione. Il fatto è che in Russia sono appena partiti i negoziati per il contratto collettivo ed entro sei mesi tutti gli accordi potrebbero subire dei cambiamenti significativi, soprattutto alla voce «clausola di svincolo». Ad oggi il contratto di Honda scade a fine 2013, a giugno non si sa. Per questo gli interlocutori seduti al tavolo potrebbero convergere sulle stesse posizioni, tanto che il Cska sembra essersi già cautelata con l’ingaggio di Pontus Wernbloom, 25enne centrocampista olandese proveniente dall’AZ Alkmaar.

Certo, i russi non lo regalano, Honda. I primi di gennaio il Cska ha rifiutato 13 milioni di euro dal PSG: la base della trattativa è quella. Il presidente Lotito aveva parlato di un investimento da 14 milioni, probabilmente mettendo nel computo anche gli introiti della cessione dell’ex idolo Zarate – forse QPR o Zenit – e i russi potrebbero risolvergli anche la grana della casella da extracomunitario da liberare per andare a dama con l’ingaggio del giapponese: la Lazio, infatti, ha inserito nel pacchetto anche il «cadeau» Makinwa, che gradisce la destinazione e che è gradito dagli eventuali destinatari. Due piccioni con una fava, insomma. Servirà un po’ di tempo per mettere a punto l’operazione, ma, al netto delle necessità del campo, si può agire con una certa calma: il mercato russo apre il 25, quello italiano chiude il 31 e il primo febbraio bisogna consegnare le liste per le competizioni europee. Una settimana per trattare sulle cifre, sistemare le questioni burocratiche e, semmai, chiudere. Reja ha accettato di lasciar andare Sculli perché c’è un giocatore in arrivo. E, nell’attesa, si può consolare con lo spiraglio di fiducia apertosi ieri per Dias, che però ieri si è nuovamente allenato a parte. Capitolo Mauri: ieri il consulto in Germania è andato bene e da domani il trequartista inizia la fase di recupero sul campo.

Rassegna stampa a cura di Lazialità tratta da il Corriere della Sera

Lotito svela il mister X: Keisuke Honda


ROMA - Missione russa. Tare è a Mosca, proverà a chiudere per Honda. "Mister X" ha gli occhi a mandorla, parla giapponese, vive e gioca in Russia. Il Cska chiede però 14 milioni, tanti per le casse biancocelesti. Il blitz produrrà una fumata bianca?

E' partito ieri sera alle 23.05, il ds Tare è volato a Mosca. Era nell'aria, ora è realtà: Keisuke Honda è uno dei top player inserito nella lista dei nomi dalla quale estrarre il famoso "Mister X". E, a quanto pare, potrebbe essere il prescelto per doti tecniche e non solo. La duttilità del centrocampista 25enne sarebbe una garanzia per Reja: potrebbe modellare a proprio piacimento anche il modulo ( 4-3-1-2 o 4-2-3-1). Inoltre, il gioiellino del Sol levante porterebbe con sé a Roma importanti introiti di marketing: basti pensare alle esperienze italiane di Nakata, Nakamura e Nagatomo. Lotito già gongola all'idea, ha dato il proprio benestare all'operazione: "Il giocatore verrebbe subito alla Lazio", assicura l'agente Stevens a Lalaziosiamonoi. Ora però bisognerà trattare - e non sarà facile - col Cska.

Basterà il viaggio lampo a produrre la fumata bianca? Di sicuro la Lazio - altrimenti sarebbe ingiustificabile un simile blitz - ha la certezza che si "libererà" di Makinwa: c'è un'offerta del Vaslui, in Romania, altrimenti ci si rassegnerà alla risoluzione con buonuscita. Serve subito una casella da extracomunitario vuota: se la
dirigenza non dovesse chiudere per Honda, potrebbe comunque gettarsi su altri nomi stranieri. Rimane viva la pista Arshavin. In Italia, senza alcun problema, potrebbe decollare il nome di Krasic in prestito con diritto di riscatto: Reja lo prenderebbe subito.

di ALBERTO ABBATE

giovedì 19 gennaio 2012

SCULLI al Genoa, STENDARDO all'Atalanta...e tutte le ultime di mercato


Le cessioni di Sculli al Genoa e di Stendardo all’Atalanta stappano il mercato della Lazio se è vero, come è vero perché lo rivelavano gli stessi dirigenti di Formello, che era necessario alleggerire l’organico e liberarsi di qualche stipendio pesante prima di pensare ai nuovi acquisti. E su un altro dato bisogna riflettere: sino a sabato Reja considerava Sculli confermato e aveva congelato lo scambio con Constant. Dal Genoa non arriverà nessun giocatore e allora è semplice pensare che la Lazio stia preparando l’acquisto di almeno un centrocampista offensivo. L’arrivo di Alfaro, che sta viaggiando verso la conferma, inoltre non ha bloccato i movimenti legati all’attacco. Kozak continua a spingere per andare a giocare, c’è il nodo legato a Zarate, lo stesso Cisse è ancora alla ricerca del gol perduto e non si è liberato dalle incertezze di fine anno. S’è parlato di Arshavin, ieri in Olanda scrivevano di un’offerta per Van Wolfswinkel: qualcosa può succedere anche davanti. E poi c’è la difesa: la crescita di Diakitè non impedisce di pensare all’acquisto di un altro centrale considerando i frequenti acciacchi di Biava e Dias. In pole c’è Prodl, stopper del Werder Brema. Occhio a Von Bergen, in scadenza con il Cesena. Lotito sta entrando in dirittura d’arrivo: due colpi in cantiere da qui al 31 gennaio.

DIFESA - Guglielmo Stendardo saluta. Si muove il mercato in uscita della Lazio. Lo stopper napoletano ieri è stato ceduto in prestito con diritto di riscatto all’Atalanta. Operazione chiusa ieri da Pierpaolo Marino, che domenica allo stadio Olimpico aveva parlato a lungo con Lotito e Tare dopo la partita. Per adesso niente prolungamento di contratto. Stendardo, legato alla Lazio sino al 2013, ha trovato l’accordo con l’Atalanta e alla fine del campionato si valuterà di nuovo la sua
posizione. Era ai margini della squadra, voleva tornare a giocare, ha ceduto al pressing di Stefano Colantuono. Il tecnico dell’Atalanta lo aveva richiesto anche l’estate scorsa ed è un antico estimatore di Willy, perché lo aveva allenato ai tempi del Perugia e del Catania. Lo conosce bene, si fida, riteneva fosse il rinforzo ideale per la difesa. Stendardo ha accettato il trasferimento e già ieri pomeriggio si trovava a Bergamo.

PRODL - Di fatto non cambia la situazione della difesa, ma il dubbio che Tare e Lotito possano acquistare un altro difensore centrale c’è. L’estate scorsa si erano fermati nella ricerca proprio perché non partiva Stendardo, da mesi stavano pensando alla prossima stagione, adesso potrebbero anticipare le strategie anche per un altro motivo: con la Lazio in corsa su tre fronti, i frequenti acciacchi di Dias e Biava suggeriscono di prendere un altro centrale di qualità. Lotito dovrebbe aver già bloccato Sebastian Prodl, difensore del Werder Brema. E chissà che uno dei suoi viaggi in Germania non sia servita proprio per gettare le basi di questa operazione. Prodl ha solo 24 anni ed è in scadenza di contratto: il Werder rischia di perderlo a parametro zero. Può essere
un’occasione, costa meno di due milioni. E’ un “dominante” (alto 1,94), molto abile nell’impostazione del gioco. Cresciuto nello Sturm Graz, nazionale austriaco (32 presenze e 3 gol), vanta già una solida esperienza in Bundesliga: 67 presenze e 3 gol con il Werder, che lo sta
utilizzando anche quest’anno. Ma non rinnova il contratto ed è probabile l’addio entro fine gennaio.

VON BERGEN - Un’altra pista da tenere d’occhio porta alla via Emilia. Il Cesena ha appena preso Pudil dal Viktoria Pilzen. E’ un difensore centrale. Questo significa che si avvicina la cessione di Steve Von Bergen, in scadenza a giugno. Campedelli deve evitare di perderlo a parametro zero. Tra una settimana costerà due spiccioli. Piace molto a Tare. Ha 28 anni, è nazionale svizzero (25 presenze) e nelle ultime due stagioni si è distinto in serie A (51 presenze) dopo aver giocato per tre anni in Bundesliga con l’Hertha Berlino e altri tre in nella Axpo League con lo Zurigo. Può essere un’occasione, un saldo di fine gennaio. Il nome di Von Bergen va tenuto tra i papabili per la difesa della Lazio considerando anche i possibili risvolti collegati a Parolo, Alfaro e Kozak. Il Cesena sta cercando di arrivare ad uno dei due attaccanti in possibile uscita da Formello. Negli ultimi giorni di trattative le due società potrebbero trovare reciproche convenienze.

PAPP - Un altro potenziale obiettivo potrebbe essere Paul Papp, difensore centrale del Vaslui, affrontato dalla Lazio in Europa League e controllato dai fratelli Becali, gli stessi procuratori di Radu. All’inizio di dicembre in Romania erano sicuri e convinti che la società biancoceleste lo avesse già preso. In realtà non ci sono mai state conferme esplicite. Si sa soltanto che piace. Classe ‘89, è alto un metro e 88, è appena entrato nel giro della nazionale romena e il suo contratto scade nel 2013. Costa poco meno di tre milioni di euro.

CENTROCAMPO - Resta in prima fila Marco Parolo. E’ il centrocampista ideale per la Lazio di Reja, che non pare avere molta concorrenza. Non si muove la Fiorentina, non è concreto l’interesse dell’Inter, è difficile che il Cagliari decida di vendere subito Nainggolan. Si tratta di trovare un accordo con il Cesena. Lotito e Tare aspettano che scenda il prezzo. Campedelli chiede 8-9 milioni, ma già a 5-6 realizzerebbe una plusvalenza. Il cartellino di Parolo, riscattato dal Chievo a giugno, è
costato poco più di 3 milioni. Il ds Minotti ha lanciato più di un segnale, sta inseguendo Kozak più di Alfaro. Una delle due punte potrebbe essere inserita nell’operazione. «Ma la Lazio non li cede se non trova un’alternativa» s’è fatto scappare. Lotito, però, è caldo anche sul tema attaccanti. E gioca su più tavoli in attesa di tirare fuori l’affare più conveniente per il centrocampista. Se Parolo giocasse un campionato con Milan e Inter, troverebbe un posto fisso in nazionale. E’ perfetto per la Lazio. E’ un ragazzo serio, si inserirebbe bene nello spogliatoio, è pronto per giocare subito. Si tratta di aspettare.

KONE - Lotito lavora su più fronti. Può tornare di moda il greco trattato l’estate scorsa. Il Bologna ad agosto lo ha preso in prestito con diritto di riscatto. Non è escluso che possa muoversi subito. Il club rossoblù potrebbe girare il prestito alla Lazio, ha tanti giocatori in rosa, cerca un centravanti di peso, s’è messo in fila per Kozak. Tare ci pensa. Reja stravede per Kone. Occorre l’assenso del Brescia, si può trattare anche la comproprietà o tutto il cartellino.

KUZMANOVIC - Non è stato casuale il viaggio in Germania di Marko Naletilic. L’agente del centrocampista serbo, dopo aver parlato nei giorni scorsi con Lotito e Reja, è andato a colloquio con i dirigenti dello Stoccarda. Molti esperti di mercato sono convinti che la missione fosse per conto della Juventus. In realtà la Lazio sta continuando il suo pressing sull’ex centrocampista della Fiorentina. Kuzmanovic, 24 anni, vuole tornare in Italia e ha il contratto in scadenza nel 2013. Lo Stoccarda, però, non sembra intenzionato a cederlo. Il club tedesco pare rimasto sulle posizioni di un mese fa, ma gli sviluppi andranno tenuti sotto osservazione.

CASEMIRO - Preziosi ha presentato un’offerta scritta per il talento brasiliano del San Paolo, 20 anni tra pochi giorni. Una proposta lontana dai 10 milioni di euro richiesti dal club paulista, ma formalmente presentata. L’ipotesi di un’operazione congiunta con la Lazio non era affatto peregrina e ieri è arrivata la conferma di Joseph Lee. Il procuratore di Hernanes possiede attraverso la Kirin Soccer (e non la Traffic: correggiamo l’errore) il 10% del cartellino di Casemiro. Ieri Joseph Lee ha rilasciato alcune dichiarazioni al sito lalaziosiamonoi. «Al momento non mi risultano trattative con la Lazio, mentre so che il Genoa ha presentato un’offerta qualche giorno fa. Un’offerta che però è stata ritenuta insufficiente dal San Paolo. Un acquisto insieme di Lazio e
Genoa? C’è stata questa possibilità, ma da quello che ne so si è fermata al primo no del club detentore del cartellino». E poi ha aggiunto: «Ci sono tante squadre interessate e personalmente spero che arrivi in Italia». Infine: «Il giocatore vale, tra qualche giorno saprete qualcosa di più». Da San Paolo sono rimbalzate anche le dichiarazioni di Juvencio Juvenal, presidente del club Tricolor. «Stavo per vendere Casemiro e meno male che non l’ho fatto, perché me ne sarei pentito. Dopo un colloquio con l’allenatore Leao, abbiamo deciso di non vendere più Casemiro. Visto come si è impegnato in questo periodo di preparazione alla nuova stagione, abbiamo deciso di dargli un’altra chance». Le grandi manovre sono appena cominciate.

ATTACCO - Lo scrivono in Olanda: la Lazio si sarebbe fatta avanti per Ricky Van Wolfswinkel, attaccante dello Sporting Lisbona, 7 reti in 13 partite del campionato portoghese, un gol di tacco a Marchetti nella sfida di Europa League. In quella partita di fine settembre, impressionò: imprendibile e pericolosissimo. Classe ‘89, lo Sporting Lisbona lo ha acquistato l’estate scorsa dall’Utrecht per 5,5 milioni. La Lazio ne avrebbe offerti 12,5. Una cifra importante, che starebbe facendo vacillare il club portoghese, nonostante il centravanti olandese abbia una clausola di rescissione fissata a 22. Chissà che non possa essere lui il colpo da quasi 14 milioni indicato da Lotito. Li merita tutti. In Inghilterra scrivono di un tentativo per Arshavin, la società smentisce.

ZARATE - Può succedere di tutto da qui alla fine di gennaio. La Lazio può restare così com’è o anche cambiare qualcosa in attacco. Da valutare gli sviluppi legati a Mauro Zarate. L’infortunio di Forlan gli dovrebbe riaprire uno spiraglio all’Inter. L’argentino vuole giocare, Lotito spera che non si deprezzi. Mauro ha detto no al Galatasaray. Nelle ultime ore si è parlato di offerte dall’Inghilterra: si sarebbe fatto avanti il Queen’s Park Rangers. Attenzione alle piste spagnole, ce n’è una vera. Lo ha chiamato Eliseu, il portoghese ex Lazio. Ha cercato di convincerlo a trasferirsi al Malaga. Maurito vuole vincere la sua sfida all’Inter, che non ha intenzione di riscattarlo. Situazione in evoluzione. Lotito valuta tutto, anche un suo ritorno a Formello, perché non può permettersi che stia fermo fino alla conclusione del campionato. Qualora riuscisse a cederlo, prenderebbe subito un’altra punta di valore.

ARSHAVIN - Il Daily Mirror ieri ha scritto di un’offerta della Lazio per Andrey Arshavin, 30 anni, attaccante in scadenza 2013 dell’Arsenal. Ma è russo e occuperebbe una casella da extracomunitario. «Arshavin è un ottimo calciatore, credo che tutti lo vorrebbero in rosa ma ad oggi credo che le possibilità di vederlo con la maglia della Lazio siano inesistenti. Per una serie di motivi: innanzittutto noi non abbiamo parlato con l’Arsenal, in secondo luogo non credo che la società si privi di un campione del genere» ha spiegato Tare al sito calcionews.

CISSE - Reja e Lotito si augurano ancora che il francese si risvegli. Ogni partita che passa si avvicina al flop, un solo gol nel campionato italiano, sta andando molto peggio dell’ultimo Zarate, figuriamoci del primo. Lunedì è tornato ad Atene per ritirare la Scarpa d’Oro della Grecia (20 gol l’anno scorso), non ha escluso in futuro un ritorno al Panathinaikos, domenica su Twitter parlava del suo sogno americano. Dovrebbe restare alla Lazio, anche perché nessuno oggi tira fuori quei
5,8 milioni investiti da Lotito per prenderlo. Ma sino alle 19 del 31 bisognerà restare vigili sul fronte Cisse.

KOZAK - Si trova in Toscana a curarsi. Lo ha bloccato la pubalgia. Ha chiesto alla società di andare via. Vuole giocare, il suo procuratore spinge per il prestito, Tare tiene duro, intende tenerlo. Sino al 31 resterà sul filo. C’è la fila per prenderlo. Bologna e Cesena sono in prima fila. In serie B si sono fatte avanti Sampdoria e Sassuolo. La Lazio potrebbe utilizzarlo come pedina di scambio.

ALFARO - E’ appena arrivato, sta impressionando anche Reja, che lo aveva accolto con freddezza. Numericamente prende il posto di Sculli. Per Tare è un investimento. Ha tante richieste l’uruguaiano. Cesena in prima fila. Può rientrare, come Kozak, nell’operazione Parolo.

Fabrizio Patania

Rassegna stampa a cura di Cittaceleste tratta da il Corriere dello Sport

mercoledì 18 gennaio 2012

35 anni fa moriva Luciano Re Cecconi


In occasione del 35° anno dalla morte di Luciano Re Cecconi, il grande centrocampista dello scudetto del '74. 'Cecco' morì il 18 gennaio 1977, tutti ricordano le circostanze disgraziate della vicenda. Oggi nella sala del cinema ANICA in viale Regina Margherita 286 alle ore 10.30 verrà proiettato il film che la Rai aveva prodotto sul giocatore biancoceleste, ma che per vari motivi burocratici non è mai andato in onda. All'evento organizzato da Lazio Family ci sarà anche la presentazione del libro di Maurizio Martucci: "Non scherzo, Re Cecconi 1977, la verità calpestata", in cui si ricostruiscono gli eventi e la situazione nel quale Re Cecconi ha perso la vita. All'evento parteciperà anche il sito "ilmuseodellalazio.it", che porterà la maglia numero 8 originale della stagione dello scudetto. Ci sarà anche un quadro a lui dedicato dall'artista Purificato.

lunedì 16 gennaio 2012

Lovati fa il punto: "Domani esami per Dias, speriamo non ci siano lesioni... Hernanes non preoccupa, può recuperare per Milano"


Prima la rabbia per aver perso due colonne come Hernanes e Dias, poi la paura di un infortunio grave, in grado di compromettere una stagione per quest’ultimo. Sì perché se per il Profeta si era capito subito che si trattava di un piccolo risentimento muscolare, per il centrale verdeoro si è temuto il peggio. Nel dopopartita, però, sono cominciate a circolare voci rassicuranti, il peggio sembra scampato. Dias salterà, con tutta probabilità, la gara contro l’Inter, domani effettuerà gli esami in Paideia. “Ieri ha subito due contusioni: la prima è stato un ginocchio contro ginocchio –ha dichiarato Stefano Lovati a Lazio Style Radio-, la seconda è stata, invece, un movimento di apertura interna che ha provocato una distrazione al collaterale anteriore mediale. Domani faremo gli esami alla clinica Paideia, speriamo sia solo uno stiramento del legamento e soprattutto speriamo non ci siano alterazioni alla struttura legamentosa e al menisco”. Molto meno preoccupante la situazione di Hernanes, solo un piccolo risentimento muscolare ha bloccato il numero 8. Meglio non rischiare ma per Hernanes non ci dovrebbero essere problemi: “Hernanes non desta preoccupazione: ha avvertito una contrattura bilaterale ai polpacci, probabilmente dovuta ad una alterazione posturale anche per i problemi meniscali avuti in settimana, magari appoggiano i piedi non in modo ottimale ha sovraccaricato la parte bassa dei polpacci. Siamo convinti che non ci sia lesione. Per Milano siamo ottimisti per lui, meno per Dias che negli spogliatoi ho visto molto dolorante”. In evoluzione positiva è anche la situazione di Brocchi. Il mediano è tornato almeno a correre in maniera leggere, il suo rientro è possibile più che contro il Chievo, nel match contro il Milan del 4 febbraio. “Sta decisamente facendo passi avanti, ha cominciato a corricchiare con le dovute cautele. Dobbiamo agire a piccoli passi, perché le insidie sono dietro l’angolo. Speriamo di vederlo con il gruppo il prima possibile. Ma ripeto siamo per la politica dei piccoli passi e ne sapremo di più la settimana prossima”.

Marco Valerio Bava

Problemi al ginocchio per DIAS


Il difensore della Lazio Andre Dias verrà sottoposto martedì a dei controlli medici in clinica: il brasiliano si è bloccato per un problema al ginocchio nella gara contro l'Atalanta di oggi pomeriggio. Apprensione anche per Hernanes, ma per il 'Profeta' non dovrebbe trattarsi di nulla di grave. A cominicare lo stato di salute di entrambi i giocatori è stata la società biancoceleste con una nota sul proprio sito ufficiale

Dias si è rimediato un trauma contusivo-distorsivo al collaterale del ginocchio destro, la sua disponibilità per la prossima gara contro l'Inter verrà valutata nei prossimi giorni. Dopo la visita di controllo di martedì se ne saprà di più, in caso di cattive notizie è pronto Diakite al suo posto.

Niente di preoccupante invece per Hernanes, il centrocampista ha avuto soltanto un affaticamento a entrambi i polpacci, in particolare quello della gamba destra. Anche le sue condizioni verranno valutate nelle prossime ore ma a San Siro dovrebbe esserci.

LAZIO-ATALANTA 2-0


La Lazio batte l’Atalanta, 2-0, vince ma convince a metà. Un goal per tempo: apre Hernanes su rigore chiude Klose allo scadere. Per la Lazio, piccolo passo avanti dopo la disfatta di Siena, ma nel secondo tempo pesa sui biancocelesti, il fatto di non aver chiuso la partita nonostante la superiorità numerica (espulso al 7’ Lucchini). L’Atalanta passa da un rimpianto all’altro, paradosso del caso, gioca meglio nella ripresa, ma lo sforzo non paga. Per i nerazzurri seconda sconfitta consecutiva. In caso Lazio brutte notizie dall’infermeria: out Hernanes e Dias.

FORMAZIONI – Nella Lazio rientra in porta Marchetti, in difesa sull’out di destra c’è Zauri mentre sul fronte opposto ritorna Radu. Coppia di centrali composta da Dias e Biava. In mezzo al campo, le assenze di Cana, Brocchi e Mauri, costringono Ledesma, Gonzalez e Lulic ai doppi turni. In avanti, sulla trequarti ritorna il “Profeta” Hernanes alle spalle di Rocchi e Klose.

Nell’Atalanta, Colantuono, fa a meno di Manfredini, al suo posto Lucchini accanto a Ferri a comporre la linea dei centrali difensivi. Per il resto, stessa formazione vista contro il Milan. In avanti spazio ancora a Marilungo dietro l’inamovibile Denis.

PARTITA – La Lazio vuole tornare a volare in alto dopo la pesante sconfitta di Siena, di fronte, un‘Atalanta agguerrita, solo una sconfitta nelle ultime otto gare. Padroni di casa che cominciano con il piglio giusto, tendendo a distanza i bergamaschi per i primi venti minuti. L’intento è quello di non dare riferimenti ai nerazzurri, oggi, in giornata tutt’altro che positiva.

Al ventesimo l’episodio che sposta gli equilibri in campo. Masiello ingenuamente stende Radu in area nerazzurra: rigore netto. Dal dischetto Hernanes non sbaglia. Il goal scaccia d’incanto i fantasmi del primo tempo di Siena e interrompe il digiuno sotto porta che durava da due giornate. Lazio sul velluto e Atalanta non pervenuta. Per gli uomini di Colantuono grande densità a metà campo che non trova però riferimenti in avanti. Denis è troppo isolato per far male e gli esterni, punto di forza degli orobici, non pungono come al solito. Un solo tiro nello specchio della porta della Lazio la dice lunga sul predominio biancoceleste.

La ripresa si mette subito male per l’Atalanta, espulso Lucchini per doppia ammonizione. Il secondo tempo è pura accademia con la Lazio che gioca sul velluto. L’inferiorità numerica costringe Colantuono a ripensare alle scelte d’inizio tempo, neppure l’ingresso di Moralez al posto di uno svogliato Carmona porta beneficio. La Lazio abbassa il ritmo e controlla con il minimo sforzo senza chiudere la partita.

Cosi la prima mezzora scivola senza troppe emozioni. Zauri ci prova dalla distanza ma nulla più, ma è Rocchi a sprecare l’occasione migliore facendosi ipnotizzare da Consigli. Nel secondo tempo, però, vengono a galla vecchie problematiche laziali. Lo spettacolo latita, le occasioni da goal pure. Paradossalmente nel finale è l’Atalanta ha tenere meglio il campo. Allo scadere, ci pensa Klose, splendido piatto di sinistro, a chiudere la pratica. Decimo goal per il tedesco che allontana la paura e consegna la vittoria alla Lazio che mancava dalla trasferta di Lecce nel dicembre scorso.

CHIAVE – Il penalty sbocca la gara favorendo la vittoria della Lazio. Anche il “Profeta” ritrova il goal, a segno l’ultima volta nel derby romano. Per Hernanes, quarto gettone stagionale, costretto, poi, al cambio per un guaio muscolare.

CHICCA – I tifosi della Lazio intonano il nuovo canto: Oh Lazio non mollare facci un goal.. Il ritmo è simile a quello del famoso inno a Balotelli dei fan del City, Ooooooo Balotelli, he's a striker….

TATTICA – Reja conferma in avvio il modulo a rombo con il 4-3-2-1. Colantuono, di contro, è fedele al suo 4-4-1-1. Primo tempo perfetto per i biancocelesti. Soprattutto in fase di non possesso, a cospetto del massiccio centrocampo nerazzurro. L’infortunio di Hernanes, nel finale di primo tempo, costringe Reja a un cambio tattico. Ledesma e Matuzalem giocano quasi in linea, con quest’ultimo in posizione leggermente più avanzata a fare il pendolo tra le linee. Ma la ripresa è poco fruttuosa, e l’Atalanta a giocare un calcio migliore.

MOVIOLA – Netto il rigore in avvio su Radu, evidente il fallo di Masiello. La seconda ammonizione che causa l’espulsione di Lucchini, appare accentuata dalla caduta di Rocchi. Potrebbe esserci la simulazione per il biancoceleste. Nel complesso Banti dirige bene ma sbaglia nella distribuzione delle ammonizioni.

PROMOSSI&BOCCIATI – Hernanes ritrova la via del goal, ma è costretto a lasciare il campo anzitempo per un nuovo infortunio. Stesso discorso per Diaz. Nel complesso una prova più che sufficiente per tutto il gruppo biancoceleste. Buona prestazione del rientrante Radu, Klose si vede pochissimo, ma allo scadere segna il goal che scaccia la paura. Il tedesco è sempre decisivo. Nell’Atalanta è sfortunato il ritorno in campo di Lucchini, si nota l’assenza del capitano Manfredini. Molti uomini sembrano aver il fiato corto, dopo lo sprint d’inizio stagione. Carmona e Schelotto non incidono come dovrebbero. Cigarini metronomo del centrocampo non è al top. Marilungo è rimandato, troppo distante da Denis, quest’ultimo poco assistito e meno brillante del solito.

domenica 15 gennaio 2012

Formazioni di Lazio-Atalanta


LAZIO-ATALANTA PROBABILI FORMAZIONI - La prima partita di questa domenica calcistica è Lazio-Atalanta, che si affronteranno alle 12.30 allo stadio Olimpico di Roma. A Edy Reja e ai suoi, in questa diciottesima giornata di campionato, serve una bella vittoria per spazzare via la pesante sconfitta della settimana scorsa contro il Siena per 4 a 0 e un periodo non proprio rose e fiori. L’Atalanta di Colantuono cerca invece di allontanarsi il più possibile dalla zona “calda”, che comunque attualmente è a un meno sei che offre una certa tranquillità. I biancocelesti recuperano Hernanes che nell’ultimo periodo accusava un fastidio al ginocchio, così il brasiliano comincerà con ogni probabilità dal primo minuto in veste di trequartista a supporto di Rocchi e Klose. Zauri dovrebbe essere schierato sulla fascia destra, mentre dalla parte opposta ecco invece Radu, ormai completamente recuperato. E dopo Biava e Dias al centro, ecco il centrocampo composto da Ledesma, con Lulic e Gonzalez ai lati. Tra i pali Bizzarri è squalificato, così ecco Marchetti che parte titolare. Colantuono, dal canto suo, probabilmente si presenterà in campo con il solito modulo che prevede Denis unica punta, sostenuto da Marilungo, forse preferito a Maxi Moralez, Carmona, Schelotto, Cigarini e Padoin. Sulla fasce ecco Peluso e Masiello, mentre in difesa è in dubbio la disponibilità di Manfredini e Bellini, così è probabile la presenza di Lucchini al centro insieme a Ferri. Partita quindi assolutamente da non perdere, con un Edy Reja che anche in conferenza stampa si è preso tutte le responsabilità del periodo difficile, ma lamentando troppe assenze a causa degli infortuni. Per questo, ha deto il tecnico biancoceleste, «non riesco mai a dare continuità e sono costretto a cambiare dal punto di vista tattico». L’allenatore della Lazio ha fatto presente che «eravamo una delle squadre che subiva meno, abbiamo eliminato il patrimonio che si era costruito», ma spera molto nel neo acquisto Emiliano Alfaro, che considera «un ottimo calciatore». L’ultimo precedente tra Lazio e Atalanta è datato 24 agosto 2009: un gol di Rocchi decise la prima giornata di un campionato che avrebbe segnato la retrocessione dei bergamaschi. L’anno prima, tuttavia, l’Atalanta aveva sbancato l’Olimpico con Talamonti.

PROBABILI FORMAZIONI

Lazio (4-3-1-2): Marchetti; Zauri, Dias, Biava, Radu; Gonzalez, C.Ledesma, Lulic; Hernanes, Klose, Rocchi.
A disposizione: Carrizo, Diakite, Stankevicius, Matuzalem, Zampa, Cisse, Alfaro. All.: Reja.
Squalificati: Bizzarri
Indisponibili: Mauri, Brocchi, Cana, Konko, Makinwa, Sculli, Scaloni


Atalanta (4-4-1-1):
Consigli; Masiello, Ferri, Manfredini, Peluso; Schelotto, Cigarini, Carmona, Padoin; Marilungo; Denis.
A disposizione: Frezzolini, Lucchini, Bellini, Bonaventura, Moralez, Gabbiadini, Tiribocchi. All.: Colantuono.
Squalificati: Doni
Indisponibili: Capelli

venerdì 13 gennaio 2012

Hallfredsson, ds Verona: "Mai chiesto dalla Lazio, resta a Verona"


“La Lazio non ha mai chiesto Hallfredsson, resta con il Verona fino a giugno”. A chiarire la posizione del centrocampista islandese in forza al Verona è il direttore sportivo scaligero Mauro Gibellini, intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, nella trasmissione ‘1900, laziali doc’: “Sappiamo bene che Hallfredsson è un calciatore appetito da molte società – spiega il dirigente - , ma la verità è che fino a questo momento nessuno, compreso la Lazio, si è fatto vivo in modo concreto, al Verona non è arrivata nessuna richiesta. Detto questo – continua Gibellini - , la nostra decisione è quella di non privarcene almeno fino a giugno: siamo secondi in classifica, ormai siamo nel novero delle squadre che possono ambire alla serie A e non abbiamo intenzione di indebolirci. La valutazione del calciatore? Al momento è prematuro fare delle cifre, nel caso in cui in futuro dovessero presentarsi offerte importanti da parte di grandi club ci rifletteremo. Il ragazzo merita la serie A, che sia con noi o con un’altra squadra”. Gibellini poi si sofferma su un altro calciatore in forza i veneti, quel D’Alessandro che in Coppa Italia proprio contro i biancocelesti ha siglato il momentaneo gol del 2-2: “Ci piace, ma interessa anche alla Roma – sottolinea – Noi deteniamo il diritto di riscatto del suo cartellino, ma i giallorossi possono esercitare il contro-riscatto. A fine stagione vedremo cosa accadrà”, conclude Gibellini.

di Daniele Baldini

Sondaggio per HALFREDSSON, prima scelta resta PAROLO


Martedì è stato galeotto. Prima della gara contro il Verona (vinta 2 a 1) in Coppa Italia, la Lazio ha chiesto agli scaligeri informazioni su Emil Hallfredsson, centrocampista islandese, in scadenza con i gialloblù nel 2014. Buon fisico e tiro dalla distanza, il giocatore ha intenzione di tornare presto in A, con la squadra di Mandorilini in primis, ma un trasferimento non è escluso.

Troppi infortuni a centrocampo, Tare deve correre ai ripari e l'ex reggino potrebbe essere una delle soluzioni a sorpresa: il sondaggio con l'Hellas c'è stato, il club veneto, secondo 'Il Corriere dello Sport', avrebbe chiesto in cambio Cavanda, in partenza verso la B (ci sono Crotone e Ascoli su di lui).

Il pressing continua anche su Marco Parolo, Reja lo considera la prima scelta: il patron del Cesena Campedelli chiede 9 milioni, in Romagna potrebbe finire Libor Kozak, seguito da mezza Serie A. Nella stessa squadra del centrocampista gioca anche il 28enne Von Bergen, i biancocelesti vorrebbero acquistarlo a paramtro zero a giugno dopo la scadenza del contratto.

mercoledì 11 gennaio 2012

LAZIO-H.VERONA 3-2


Riprende la Coppa Italia spezzatino: la cadetta Verona arriva all’Olimpico di Roma per affrontare la Lazio negli ottavi di finale della coppa Nazionale. Il rientrante Dias sblocca il risultato sul finire del primo tempo, raddoppia Rocchi in avvio di ripresa. Ma il Verona non ci sta e, con i subentrati Berrettoni e D’Alessandro, rientra in partita. Solo una punizione di Hernanes, nei minuti di recupero, regala la qualificazione ai padroni di casa.

FORMAZIONI – Reja lascia in panchina Klose e schiera in avanti Rocchi e Cisse. A centrocampo si rivede Hernanes che si posiziona dietro le punte con Sculli, Gonzalez e Ledesma. A difendere Bizzarri, Lulic, Dikite, Dias e Cavanda. Il Verona di Mandorlini scende in campo con uno speculare 4-3-1-2 con Bjelanovic e Leipiller in avanti, supportati da Galli. I tre di centrocampo sono Halfredsson, Esposito e Russo. La difesa è composta da Abbate, Ceccarelli, Mareco e Pugliese.

PARTITA – Comincia subito in avanti il Verona che impegna Bizzarri dopo neanche un minuto con un bel colpo di testa di Bjelanovic. La prima reazione della Lazio si fa vedere dopo dieci minuti ed è frutto di una punizione di Hernanes. I padroni di casa si limitano a gestire il gioco con qualche accelerazione di tanto in tanto che non arrivano ad impensierire Rafael. La prima mezzora di gioco vola via senza sussulti. Poi alza leggermente il ritmo la Lazio che sfiora il goal con Sculli con un bel destro da fuori area che lambisce il palo. Magistrale la giocata di Rocchi che controlla il pallone di esterno piede e da posizione defilata anche se ravvicinata spara addosso a Rafael. È solo il preambolo al goal del rientrante Dias, pronto ad avventarsi su un calcio d’angolo battuto da Ledesma, complice una difesa veronese immobile.

La ripresa comincia senza nessun cambio da parte degli allenatori ed è ancora il Verona a rendersi pericolo come in avvio di partita, ma a differenza del primo tempo gli uomini di Mandorlini cercano di fare la partita con un buon possesso palla che costringe la Lazio ad arretrare il proprio baricentro. Il forcing veronese va rapidamente scemando e consente alcune ripartenze ai padroni di casa che vedono sempre Cisse come finalizzatore, in uno di questi, ben orchestrato, è bravo Rafael bravo a negare la gioia del goal a Cisse, nel seguente il francese non inquadra la porta. Cisse è più incisivo come assist-man quando serve Rocchi che, complice una deviazione, beffa Rafael con un pallonetto raddoppia per i padroni di casa. La partita però si riapre subito grazie al goal di Berrettoni, subentrato a Galli, che in tuffo di testa non lascia scampo a Bizzarri, ben servito da Pugliese. Grazie al goal del ragazzo cresciuto nella giovanili della Lazio la partita diventa molto più divertente con la Lazio che cerca di chiudere il match e il Verona di Mandorlini, che inserisce anche D’Alessandro, a tentare di recuperare il goal di svantaggio. Ed è proprio questa mossa che porta al pareggio il Verona con D’Alessandro, servito in velocità, la sua arma migliore, da Berrettoni, con un destro incrociato che brucia Bizzarri in uscita disperata. Reja cerca di svegliare i suoi inserendo prima Matuzalem al posto di Cavanda e arretrando Gonzalez come esterno destro e poi Del Nero al posto di Sculli, nel mezzo un colpo di testa di Klose che finisce fuori di poco. La partita si avvia verso i supplementari ma, quando tutto sempre scritto, una magia di Hernanes su punizione regala il passaggio del turno ai padroni di casa.

CHIAVE – La punizione di Hernanes che qualifica la Lazio ai quarti di finale è un opera d’arte disegnata dal profeta; anche se il pallone è indirizzato sul palo difeso dal portiere, la traiettoria ad effetto e la precisione del tiro ne fanno una conclusione imparabile e da applausi, che è la lontana parente del calcio d’angolo tirato dal brasiliano nel primo tempo direttamente in curva.

CHICCA – Quando la Lazio era in doppio vantaggio le mosse del tecnico veronese sono state decisive nel far rientrare gli ospiti in partita. I due innesti, Berrettoni e D’Alessandro, peraltro due giocatori cresciuti nel vivaio laziale, sono protagonisti dei due goal veronesi che stavano portando ai supplementari la partita. Extra-time sfumato solo grazie alla punizione di Hernanes.

TATTICA – Le squadre sono in campo con schemi speculari anche se quello del Verona è comprensibilmente meno propositivo, ma molto ben organizzato in fase difensiva. Nel secondo tempo Mandorlini avanza gli esterni e la mossa mette in difficoltà la difesa laziale. La mossa poteva anche portare i veneti ai supplementari se non fosse stato per la gemma di Hernanes.

MOVIOLA – L’arbitro Rocchi di Firenze dirige discretamente facendosi aiutare dagli assistenti sulle decisioni che lo vedevano mal posizionato.

PROMOSSI & BOCCIATI – Nei padroni di casa si è vista a sprazzi la voglia di reagire dopo la brutta prestazione di Siena. Fra tutti si distingue il solito Rocchi autore del goal del due a zero, ancora insufficiente Cisse. Lo stesso discorso sarebbe stato valido per Hernanes se non fosse stato per la punizione che ha deciso la partita. Per gli ospiti, oltre ai marcatori Berrettoni e D’Alessandro, da segnalare l’islandese Halfredsson che nel secondo tempo orchestra le manovre veronesi e cerca di bloccare le ripartenze laziali. Impalpabile il francese Lepiller, come il compagno di reparto Bjelanovic.

martedì 10 gennaio 2012

Coppa Italia: stasera c'è S.S. Lazio-Hellas Verona


Questa sera alle ore 21 (con diretta su raidue) si giocherà una partita degli ottavi di finale di Coppa Italia. Sono chiamate a scendere in campo la Lazio e l’Hellas Verona, unica squadra di serie B rimasta nella competizione. La squadra di Reja giocherà davanti ai propri tifosi cercando una vittoria per dimenticare in fretta la brutta sconfitta per 4-0 subita a Siena sabato sera. Turnover quindi moderato per cercare di vincere una gara importante e qualificarsi per i quarti di finale.

Il tecnico Reja sta pensando di tornare al 4-3-1-2, con Bizzarri tra i pali vista la sicura assenza di Marchetti. In difesa non ci saranno Scaloni e Konko ancora infortunati e quindi la linea a quattro dovrebbe esser composta da Dias e Diakitè centrali, con Cavanda a destra e Radu a sinistra. A centrocampo il trio di mediani che supporterà i tre giocatori offensivi sarà composto da Gonzales, rilanciato dal primo minuto, Ledesma e il duttile Lulic.

HERNANES C’E’ In attacco il trequartista dovrebbe esser dal primo minuto Hernanes, a dimostrazione di come la Lazio non voglia prendere sottogamba questo impegno, conscia che il Verona è una squadra in piena forma che proverà a passare ai quarti di finale. Davanti ancora out Kozak e quindi giocheranno Cissè e Rocchi con Klose che partirà dalla panchina. Da Segnalare che tornano in gruppo convocati Matuzalem e garrido.

QUI VERONA: I gialloblu di Mandorlini dovrebbero scendere in campo con il solito e spregiudicato 4-3-3, per provare a giocarsi la gara a viso aperto. In porta ci sarà Rafael, dietro alla difesa a quattro formata da Natalino, Ceccarelli, Mareco e Pugliese. I tre centrocampisti dovrebbero essere Russo, Tachsidis, Hallfredsson, mentre in avanti il fantasista Jorginho supporterà Ferrari e Bjelanovic. Le premesse per una partita avvincente e ricca di gol ci sono tutte…

domenica 8 gennaio 2012

SIENA-LAZIO 4-0


All’Artemio Franchi di Siena, i padroni di casa surclassano una spenta Lazio infliggendole ben quattro sberle. Apre le marcature al 10’ Destro, raddoppia Calaiò al 34’ su rigore. Allo scadere del primo tempo, una rocambolesca azione porta un secondo rigore per i padroni di casa (ancora trasformato da Calaiò) e l’espulsione di Bizzarri. All’80’ Destro fa poker, per la Lazio è un brutto risveglio dalla sosta natalizia

FORMAZIONI – Classico 4-4-2 di tipo sacchiano per il Siena di Sannino: tra i pali Pegolo al posto di Brkic (infortunato), in difesa Angelo, Rossettini, Terzi e Del Grosso; manca Vergassola a centrocampo: al suo posto Gazzi al fianco di Bolzoni. Sugli esterni Grossi e Brienza preferiti a Mannini e Reginaldo. In attacco la coppia Calaiò-Destro.

Stesso modulo anche per la Lazio causa l’assenza di Hernanes (parte dalla panchina): Sculli e Lulic esterni a supporto di Klose e Cissé, mediana spazio a Cana e in difesa c’è Stankevicius al posto dell’altro indisponibile Konko. Dirige l’incontro il signor Andrea Gervasoni della sezione di Mantova.

PARTITA – In un mercato in continua evoluzione, ritorna la Serie A con il primo match del 2012: al Franchi di Siena scendono in campo una Lazio in cerca dei primi tre punti del nuovo anno solare anche per continuare a volare in una classifica, la quale li vede attualmente al quarto posto, e il Siena in piena zona rossa assetato di vittorie. D’altronde i toscani non vincono in campionato dal 30 ottobre 2011 quando si imposero 4-1 sul Chievo, da allora 2 pareggi e 5 sconfitte.

La Lazio è una delle due squadre dell’attuale campionato, assieme alla Juventus, a non aver mai perduto in trasferta: sarà abbattuto il muro? L’avvio è soft, le squadre si muovono più che altro per studiarsi, il primo sussulto è degli ospiti con Klose che si rende subito pericoloso, non da impensierire più di tanto Pegolo. Risponde il Siena con una bella iniziativa di Destro, la sfera non riesce tuttavia a bucare la rete.

All’8’ di gioco tutti in piedi per l’effetto ottico plasmato dal tiro di Gazzi che sfiora il goal, ingannando sia il pubblico sia Marchetti: certamente è il Siena a cominciare col passo giusto e due minuti più tardi l’impulso iniziale è premiato dalla rete di Mattia Destro, il quale entra in area e con accurata chirurgia trafigge Bizzarri. Quello dei padroni di casa è un ottimo avvio, male il reparto difensivo biancoceleste, è forse un goal che sa di batosta e reagire non è mai stato così difficile, perché la Lazio fatica terribilmente a costruire il gioco contro un Siena ben schierato in campo.

Rendersi pericolosa dopo ben 27’ non è accettabile per una squadra in piena lotta Scudetto e questo Reja lo sa bene. Difatti i suoi cominciano a svegliarsi e Sculli al 32’ sfiora la rete del pareggio; due minuti dopo un sandwich Scaloni-Stankevicius abbattono Brienza ed è calcio di rigore. Calaiò non sbaglia ed è 2-0: la Lazio è mentalmente assente.

Quando prova a reagire ci pensa il Siena a non concedere spazi, il colpo accusato dagli ospiti è intenso, duro da assorbire in fretta. Succede di tutto nei due minuti di recupero: Destro proiettato in porta è atterrato da Bizzarri ma l’azione prosegue per la regola del vantaggio, il pallone si ferma sul palo, lo stesso Destro insacca, Gervasoni inizialmente indica il centrocampo, poi ferma tutto e concede un altro rigore al Siena, espellendo Bizzarri. Decisione stranissima.

Fuori Scaloni, dentro Carrizo per sostituire il suo collega, Calaiò non cambia angolo, Carrizo non ci arriva di un soffio. Termina così un primo tempo incredibile, con la Lazio sotto addirittura 3-0 e in 10 uomini.

Si riparte con un altro cambio nelle fila biancocelesti: fuori uno spento Cana, dentro Gonzalez. E’ dura rimontare, il Siena ha dimostrato di essere all’altezza della situazione e l’uomo in più è un vantaggio non solo nei numeri. Nonostante ciò, non è poi così evidente l’inferiorità numerica: la reazione d’orgoglio è rabbiosa, ma a mancare sono le azioni clamorose.

E i ritmi sono medio-alti, ovviamente i senesi non abbassano la guardia dato l’arrembaggio laziale roboante prima, mesto poi con lo scorrere del tempo. Sembra aver alzato bandiera bianca la Lazio: al 64’ Klose arriva al limite dell'area bianconera ma poi è costretto a fermarsi perché non c'è movimento da parte dei compagni.

E’ lo specchio del match. Dal 67’ è calma piatta, anche perché gli uomini di Reja, abbandonati al loro destino, non hanno più la forza di reagire, demoralizzati per una disfatta inaspettata. C’è tuttavia il tempo per Destro di esultare una seconda volta all’80’ grazie a un colpo di testa su cross morbido di Del Grosso e per la Lazio è davvero notte fonda, mentre i sostenitori ospiti lasciano anzitempo lo stadio.

Ma ormai l’incontro è terminato e Gervasoni può solo fischiare la fine: 4-0 finale, la Lazio comincia malissimo il 2012.

CHIAVE – Fallo, espulsione per Bizzarri, rigore trasformato da Calaiò. E’ l’attaccante senese a porre fine al match siglando la rete del 3-0, in quanto la Lazio ne esce fuori demoralizzata e con le ossa rotte nella ripresa.

CHICCA – Reja è ad un solo passo dal conquistare la vittoria n. 300 in campionati professionistici italiani. Le attuali 299 affermazioni, ottenute alla guida di Monselice, Pordenone, Gorizia, Treviso, Mestre, Varese, Pescara, Cosenza, Verona, Bologna, Lecce, Brescia, Torino, Vicenza, Catania, Cagliari, Napoli e Lazio, sono così suddivise: 73 in serie A, 146 in B, 45 in C1 e 35 in C2. La sua prima affermazione risale al 26 ottobre 1980: Cattolica-Monselice 0-1, in serie C2. La festa è però rimandata.

TATTICA – Fase di studio e pressing: il Siena imposta il gioco e attacca sulle fasce, mettendo in ginocchio gli ospiti costretti a cambiare atteggiamento tattico dopo l’espulsione di Bizzarri. La musica non cambia nella ripresa.

MOVIOLA – Al 34’ ottimo triangolo nello stretto Brienza-Calaiò, con Stankevicius che frana sul fantasista bianconero: Gervasoni non ha dubbi e indica il dischetto. Grave errore di Gervasoni nell’occasione del 3-0: il rigore non andava fischiato perché il pallone era ormai entrato in porta. Giusta però l’espulsione di Bizzarri.

Al 73’ saltano i nervi a Sculli che si fa ammonire in modo facinoroso. Nel complesso buona la conduzione dell’arbitro, favorito da una ripresa ormai segnata dal destino dell’intero incontro.

PROMOSSI&BOCCIATI – Tutti promossi in casa Siena per la straordinaria vittoria odierna, a cominciare dal direttore d’orchestra Sannino, che ha studiato attentamente il match ottenendo un risultato impensabile alla vigilia. Grande prova della coppia d’attacco Calaiò-Destro, autori entrambi di una doppietta; Gazzi entra lentamente in partita, ma una volta svegliatosi diventa il padrone della fascia sinistra.

In una Lazio spenta, ove l’unico a salvare la faccia è Klose, il primo ad essere bocciato è Cana, mai in partita e sostituito nell’intervallo. Sculli incombe in una serata no e Cissé diventa sempre più un caso. Inguardabili i 4 di difesa.