giovedì 23 dicembre 2010

KLOSE tenta la Lazio


Le difficoltà della Lazio a trovare un attaccante potrebbero essere presto solo un ricordo. Dalla Germania infatti arrivano le dichiarazioni della punta della Germania e dell'attaccante Miroslav Klose, il quale si è espresso in termini molto positivi sulla società biancoceleste.

"Sto seguendo con attenzione il campionato della Lazio, è una squadra che sta facendo molto bene. Roma è una bella città e non nego che un giorno mi piacerebbe poterci giocare. Non conosco ancora alla perfezione il mio futuro, ma so che alla fine della stagione lascerò il Bayern Monaco"
.

martedì 21 dicembre 2010

ADDIO A BEARZOT


MILANO, 21 dicembre 2010 - Il “vecio” se n’è andato. Enzo Bearzot, il commissario tecnico del trionfo in Spagna nel 1982, è morto. Curiosamente si è spento proprio il 21 dicembre, come Vittorio Pozzo, il c.t. che vinse i due Mondiali prima di lui, nel 1934 e 1938, scomparso il 21 dicembre di 42 anni fa. Aveva 83 anni. Ci lascia in eredità una straordinaria avventura, maturata in un’estate rovente, costruita pezzo dopo pezzo all’insegna del gruppo. Nomi che sono diventati leggende. Zoff, Collovati, Scirea, Cabrini, Gentile, Bergomi, Oriali, Conti, Tardelli, Graziani, Rossi, Altobelli, Antognoni. Chissà quante volte avrà ripetuto questi nomi. Tutti figli suoi.

la carriera — Enzo Bearzot nasce ad Aiello del Friuli il 27 settembre 1927. E' un mediano con spiccate doti difensive e gioca nella squadra locale. Ma nel 1946 qualcuno si accorge di lui e vola in serie B nelle fila della Pro Gorizia. Davvero bravo; così tanto da passare all’Inter. Quindi tre anni al Catania ancora tra i cadetti e poi nel Torino dove costruisce la sua carriera: 164 presenze, dal 1957 al 1964. La Nazionale ? Una sola presenza nel 1955. L’addio al calcio coincide con l’ultimo anno al Toro in cui prende in mano le giovanili granata per poi diventare assistente di Nereo Rocco e Edmondo Fabbri. Dopo una breve esperienza al Prato, il primo impatto con l’azzurro: era il 1969. Resterà alla guida dell’Under 23 fino al 1975; il trampolino di lancio per la Nazionale maggiore. Dopo il fallimento in Germania nel 1974 condivide la panchina con Fulvio Bernardini fino al 1977.

mundial 82 — Il resto è storia. L'Italia conquista il quarto posto in Argentina nel 1978, grazie anche a scelte coraggiose; come le convocazioni dei giovani Paolo Rossi e Antonio Cabrini. Proprio Rossi, convocato nel 1982 dopo la famosa squalifica, sarà l’artefice del trionfo spagnolo; una conquista strepitosa contro avversari fortissimi (Brasile, Argentina e Germania), contro la feroce critica della stampa italiana contro la quale Bearzot "inventò" il silenzio stampa. Meno fortunato il prosieguo sulla panchina azzurra: nel 1986 i campioni del Mondo escono agli ottavi contro la Francia. Bearzot si dimette dopo 104 panchine. Più di Vittorio Pozzo che ne collezionò 97. Il suo resterà un record ancora imbattuto.

lunedì 20 dicembre 2010

LAZIO-UDINESE 3-2


Una partita inverosimile per lo standard del campionato italiano, decisa dal regalo di Babbo Natale Zapata, riporta la Lazio al secondo posto solitario in classifica, in attesa dei match pomeridiani. Lo spettacolo frenetico offerto da Lazio e Udinese ha fatto raffreddare la pasta ai telespettatori e reso indigesto il dolce ai tifosi friulani nel finale di partita. Biancocelesti che esultano per i tre punti prenatalizi, bianconeri sconfitti ma con tanti ottimi spunti da cui ripartire per un 2011 migliore.

FORMAZIONI – Tra infortuni e squalifiche Reja perde Floccari, Brocchi e Radu, rimpiazzati da Rocchi, Ledesma e a sorpresa Diakitè. In porta confermato Muslera nonostante le incertezze di Torino. Guidolin ha a disposizione praticamente quasi tutta la rosa, eccetto i lungodegenti Basta, Cuadrado e Ferronetti. Coppia d’attacco formata da Sanchez e Di Natale.

PARTITA – Fischio d’inizio di Gervasoni quasi corrispondente al vantaggio laziale, Rocchi riceve in profondità e appoggia per Hernanes che non ci pensa su nemmeno un nanosecondo e con il sinistro trova l’angolino lontano. Lo svantaggio è una scossa tellurica per i bianconeri, Di Natale in contropiede solitario si divora il pareggio, Isla e Armero lo imitano alla perfezione graziando anch’essi Muslera a pochi metri dalla porta. La partita è intensa, veloce, Zarate riceve da Rocchi la palla del raddoppio ma calcia centralmente, Hernanes prende tavolozza e pennelli e disegna un sinistro di rara bellezza che si stampa in pieno sulla traversa. L’Udinese non sta mai a guardare, Sanchez non può essere fermato se non fallosamente, Armero è generosissimo e si inserisce molto bene in area, sfiorando però i limiti della sciagura in fase conclusiva. Nei minuti finali i friulani tentano il suicidio regalando un contropiede cinque contro uno a Rocchi, assist perfetto del veneziano per Lichtsteiner che a tu per tu con Handanovic gli calcia addosso, sulla ribattuta di Hernanes è ancora il portierone sloveno a dire di no. Primo tempo da infarto!

Inizia la ripresa, Udinese subito arrembante con il solito stantuffo Isla che non trova Asamoah al centro dell’area. E’ il preludio al goal che arriva al 5’, Di Natale pennella un esterno stupendo che Sanchez non spreca insaccando di testa tra le statuine Lichtsteiner e Diakitè. La partita è in pieno stile Premier League, non c’è un secondo di tregua e la Lazio trova il pareggio dopo nemmeno due minuti; corner di Zarate per la testa di Dias, sponda e girata da centravanti di Biava che fulmina Handanovic per il 2-1. Muslera salva il risultato sull’ennesimo contropiede del bomber Di Natale, poi è il collega Handanovic a dire di no a Zarate. Guidolin prova il tutto per tutto inserendo Denis per Asamoah e proprio il Tanque argentino incorna a rete un cross di Isla su cui Muslera scivola goffamente regalando il pareggio ai bianconeri. Periodaccio per il portiere uruguayano. La partita perde vivacità, Reja decide di togliere Zarate per Kozak guadagnandosi i rimbrotti dello stupito Olimpico. Hernanes continua a bombardare da tutte le posizioni l’attento Handanovic, bravissimo a respingere una seppur centrale perla di Mauri. Quando tutto sembra incanalarsi su un giusto pareggio, arriva il colpo del ko che riporta i capitolini al secondo posto solitario; corner di Ledesma, Zapata anticipa Kozak ma dalla parte sbagliata, Handanovic è battuto per la gioia dei tifosi romani.

CHIAVE – Gli ingressi degli arieti portano in dote il goal del 2-2 e quello del definitivo 3-2. Dubbi e incertezze al momento dei cambi dei due allenatori, poco da dire invece a bocce ferme sulla bontà delle scelte dei tecnici…

CHICCA – Sul finire di primo tempo Di Natale ferma un’azione offensiva dei suoi alzando le braccia al cielo per permettere ai sanitari di soccorrere Dias infortunato. Armero mette fuori, rimessa per la Lazio che rilancia a vuoto appositamente verso Handanovic. Grande dimostrazione di fair play e “contro” fair play…

MOVIOLA – Poco da segnalare, gialli giusti e partita sostanzialmente corretta.

TATTICA – Difficile da interpretare in numeri lo schieramento biancoceleste, vicino al 4-2-3-1 ma con Rocchi centravanti atipico e una linea di trequartisti che non dà riferimenti. Diakitè terzino sinistro implica la difesa a tre in fase offensiva, con Lichtsteiner ala aggiunta anche per spegnere le velleità di spinta di Armero. L’ingresso di Kozak per Zarate toglie il gioco palla a terra e dà “fiato” ai lanci lunghi. Guidolin conferma il 3-5-2 rapido, Sanchez e Di Natale attaccanti di movimento a tutto campo con Armero e Isla sempre pronti a spingere sulle fasce. L’ingresso di Denis per Asamoah cambia il modo di giocare dei friulani che si appoggiano sempre sulle sponde del Tanque.

PROMOSSI&BOCCIATI – Clamorosa l’ennesima indecisione di Muslera, la parola sfortuna comincia a sembrare una scusa inaccettabile per un portiere del suo livello. Applausi per le scelte di Guidolin, la coppia Sanchez – Di Natale è infermabile e l’ingresso di Denis corrisponde al pareggio immediato dei suoi. Reja stecca ancora il vice Radu e toglie Zarate dal forcing finale, Kozak lo salva risultando decisivo sull’autogoal di Zapata.

venerdì 17 dicembre 2010

NATALE IN CROCIERA


Tutti a mare per gli auguri. Buon Natale salendo a bordo di una nave da crociera attraccata a Civitavecchia. Buon Natale pranzando tutti insieme, gustando una torta gi­gante, sfidando il freddo, indossando le divise e i giubbotto­ni ufficiali, scattando le foto con Olympia. Buon Natale sor­ridendo, ricevendo come premio targhe-sfottò personalizza­te del tipo 'Biava uomo di panza e di sostanza', riferimento non casuale al gol all'Inter. Buon Natale promettendo un fi­nale di 2010 da sogno e un inizio di 2011 da Grande. Buon Na­tale, Lazio. I biancocelesti si sono ritrovati nel primo pome­riggio di ieri per il tipico incontro di fine anno e per lanciare l'assalto all'Udinese.

L'EVENTO -La squadra è arrivata con un'ora di ritardo, ma la tabella di marcia alla fine è sta­ta rispettata (l'allenamento era stato svolto al­le 10.30). I giocatori sono stati accompagnati dalle famiglie, appena arrivati sono saliti sul ponte di comando per essere immortalati in­sieme ad Olympia, simbolo di famiglia, sfer­zava un vento fortissimo. Dopo gli scatti è scoccata l'ora del pranzo, il menu non era fisso (antipasto, due primi e due secondi, bastava scegliere). Intorno alle 15.30 la Lazio ha trovato posto nel teatro 'Urbino' della nave Costa Magica. Lo spettacolo è andato avanti per circa un'ora, i bian­cocelesti sono stati chiamati sul palco e Lotito ha fatto il di­scorso (ne ha fatto uno anche Reja):«Tutti insieme formia­mo un’unica grande famiglia», ha detto il patron. Prima an­cora, in diretta su Sky, aveva parlato di mercato, i tifosi spe­rano in un regalo:«Ad oggi nessuna scelta è stata fatta, pen­siamo ad ultimare il girone di andata e in relazione alla po­sizione in classifica e alle richieste di Reja decideremo cosa fare. I nomi? Quelli attribuiti alla Lazio sono tantissimi, se le faremo saranno scelte che magari desteranno sorpresa non essendo venute fuori». L'ultima esibizione l'ha regalata l'atto­re Mario Zamma, l'amuleto biancoceleste, l'uomo che Lotito fa sedere al suo fianco al­l'Olimpico. Quante risate, il comico ha fatto l'imitazione di Papa Ratzinger e del politico Di Pietro (piacciono tanto al presidente).

LE TARGHE -Non c'è stato uno scambio tradizio­nale di regali, in casa Lazio si usa farlo il 6 gennaio. C'è stata la consegna di targhe spe­ciali e ironiche. Biava l'ha meritata per il gol segnato all'In­ter, Hernanes per le sue doti profetiche, si è preso il premio 'Vedo, prevedo, stravedo'. A Ledesma è stato consegnato il riconoscimento 'Goffredo Mameli perché di recente ha de­buttato con l'Italia ma ancora difetta nelle parole dell'inno'. Mister Reja ha ricevuto il premio 'Attak, come ha incollato lui la squadra non l'ha fatto nessuno'. E' stato il turno di Roc­chi, giocherà domenica, insegue quota 100 gol con la Lazio, sulla sua targa c'era l'invito 'manca poco, daje!'. Il prossimo l'ha promesso contro l'Udinese:«Me ne basta uno, l'importan­te è vincere domenica». Un premio è stato consegnato al fal­coniere Bernabè come 'volo dell'anno, per essersi fatto scap­pare Olympia prima di Lazio-Cagliari'. La festa si è conclu­sa quando la Costa Magica, nave di Costa Crociere, ha presoil largo verso Barcellona.

Fonte: Corriere dello Sport

mercoledì 15 dicembre 2010

Fumata bianca per MATUZALEM


Buone notizie dalla Spagna. Il Real Saragozza sta trattando con lo Shakhtar Do­netsk la rateizzazione di pagamento per il ca­so Matuzalem, che nell’estate 2007 si svincolò ricorrendo all’articolo 17 del regolamento Fi­fa. L’accordo non è stato ancora raggiunto, ma sembra vicino. Così ha annun­ciato Agapito Iglesias, presiden­te del Real Saragozza, attraver­so alcune dichiarazioni apparse sul periodico d’Aragona: « Stia­mo raggiungendo un accordo con lo Shakhtar Donetsk per rendere il debito a lungo termi­ne » . Una buona notizia per la Lazio, per Reja e ovviamente per il centrocampista brasiliano, a patto che entro pochi giorni arrivi la fumata bianca e si ufficializzi l’accordo. Gli avvocati dello Sha­khtar, in caso di mancato pagamento, hanno chiesto anche la squalifica di Matuzalem. Il de­bito degli spagnoli ammonta oggi a 13 milioni di euro: gli 11,8 stabiliti due anni fa dal Tas più gli interessi del 5% rispetto al 2007, quan­do Matuzalem esercitò la rottura unilaterale del contratto con il club ucraino.

SANZIONI -All’inizio di ottobre la Fifa aveva multato di 50 mila franchi svizzeri il Real Sa­ragozza per il default e concesso un termine di altri novanta giorni, ovvero tre mesi, per tro­vare una soluzione. La proroga scade il 6 gen­naio. E i legali spagnoli in questi giorni sono al la­voro per evitare il peggio. Qualora non trovassero un’intesa con lo Shakhtar, il Real Saragozza rischie­rebbe una pena­lizzazione da 1 a 10 punti nel campionato spa­gnolo e l’esclusione dalle competizioni euro­pee.

TUTELA -L’accordo per Matuzalem, invece, si­gnificherebbe veder svanire il timore di una squalifica, anche se i suoi avvocati hanno sem­pre allontanato questa ipotesi, sottolineandodiversi aspetti. Il primo: Matuzalem si ritiene tutelato da una scrittura privata firmata con il Real Saragozza ai tempi del trasferimento, ov­vero non sarebbe mai stato coinvolto nel paga­mento dell’indennizzo Fifa. Il secondo: nel mo­mento in cui ha accettato la cessione in presti­to alla Lazio (estate 2008), Matuzalem ha ri­nunciato a diversi soldi, riducendosi lo stipen­dio. Il terzo: quando la Lazio ha deciso di riscattarlo ( estate 2009), il Real Saragozza ha in­cassato 5,3 milioni di euro per il suo cartellino e tratto benefici dal prestito annuale di Juan Pa­blo Carrizo. Quarto e ultimo punto relativo agli aspetti legali: Matuzalem sarebbe pronto a chiedere subito la sospensiva, attraverso altri ricorsi al tribunale svizzero, se arrivasse un’eventuale squalifica, prolungan­do la battaglia legale. Ci sono buone e valide ragioni, dunque, per ritenere che la Lazio po­trà contare sul centrocampista brasiliano sino alla fine del campionato. Ora, però, si attende l’annuncio e l’ufficializzazione dell’accordo tra Saragozza e Shakhtar.

Fonte: Corriere dello Sport

martedì 14 dicembre 2010

JUVE-LAZIO 2-1


Al termine di una partita ottimamente giocata a livello tattico da entrambe le squadre, la Juventus strappa un successo di fondamentale importanza con il solito devastante esterno serbo, autore di una prova strepitosa e decisivo nel costringere Muslera all’errore finale. Vittoria probabilmente meritata per i ragazzi di Del Neri, coraggiosi e bravi nel crederci fino in fondo. Lazio sconfitta ma decisamente ancora sul treno a pari punti con la stessa Juventus e lo stupefacente Napoli.

FORMAZIONI – Gigi Del Neri ritorna al vecchio centrocampo con Marchisio esterno sinistro, Sorensen viene preferito a Grygera e Aquilani in regia. Edy Reja deve rinunciare forzatamente a Stefan Radu, operato e squalificato. Al suo posto c’è il giovane Cavanda, Matuzalem ruba ancora il posto a Ledesma.

PARTITA – Neanche il tempo di cominciare il big match della sedicesima giornata che la partita cambia; calcio d’angolo per la Juventus, solito strepitoso inserimento di Chiellini e bianconeri in vantaggio. Lazio shockata, Krasic imperversa dalle parti del terrorizzato Cavanda, Quagliarella raccoglie l’invito del serbo ma piazza fuori il destro a giro. Reja scuote la squadra, i capitolini capiscono che non c’è più tempo per scherzare e alla prima occasione trovano il pari; Storari smanaccia malamente nell’area piccola, Hernanes raccoglie e appoggia per Zarate che trova l’angolino lontano. Strano il calcio, dopo un minuto Floccari manda a lato un contropiede clamoroso sfiorando l’incredibile raddoppio. Partita ardente, vivace, Aquilani decide di entrare con prepotenza in partita centrando la traversa con un calcio di punizione dal limite, Krasic invece cerca il goal dell’anno ma il suo splendido pallonetto si appoggia morbido sulla rete superiore. Nella seconda parte di tempo calano inevitabilmente i ritmi, Reja prova a spostare i suoi trequartisti ma la difesa juventina è sempre solida ed efficace. Aquilani scalda gli infreddoliti tifosi con una sassata dai trenta metri, Zarate non fa altrettanto strozzando troppo il tiro dalla trequarti. Succede poco altro, primo tempo comunque bello e piacevole.

Ripresa con toni decisamente meno alti, le squadre si specchiano tatticamente e la differenza provano a farla Zarate e soprattutto Krasic sulle fasce. Il serbo prende più volte possesso della fascia difesa da Cavanda ma non trova mai il compagno smarcato in mezzo all’area di rigore. Il primo pericolo lo crea Melo con un destro dal limite fuori bersaglio, poi è il subentrato Pepe a provare per ben due volte i riflessi del sempre attento Muslera. La Lazio si vede sporadicamente dalle parti di Storari, Hernanes cicca il colpo di testa e Floccari non trova il pertugio giusto. Dopo la girandola di cambi la partita prende una forma diversa, la Juventus spinge forte sull’acceleratore ma si scontra con Muslera. Il portiere uruguaiano si supera su una punizione pennellata di Del Piero, poi a cinque secondi dalla fine smanaccia malamente lo scavetto di Krasic e regala tre punti pesantissimi alla compagine bianconera.

CHIAVE – Milos Krasic sconquassa per tutta la partita la fascia di Cavanda e chiude il match con la discesa finale che vale tre punti di una pesantezza enorme. La svolta per la Juventus passa sempre attraverso la sua chioma bionda.

CHICCA – Krasic va vicino al raddoppio regalando alla platea una perla di rara bellezza; inserimento centrale su disimpegno errato di Dias e pallonetto immediato con Muslera fuori dai pali, la palla si appoggia lieve lieve sulla parte alta della porta facendo tirare un sospiro di sollievo a tutta la tifoseria biancoceleste.

MOVIOLA – Al 77’ Floccari viene steso in area da un rinvio mancato di Grosso, il contatto c’è ma l’arbitro non fischia e il centravanti non protesta.

TATTICA – 4-4-2 camaleontico per Del Neri, Marchisio finto esterno che si accentra in fase offensiva fino a formare un 4-3-3. Nella ripresa Pepe per Marchisio significa 4-4-2 puro, Del Piero per Quagliarella è la logica della partita. Reja propone il collaudato 4-2-3-1, Matuzalem preferito a Ledesma come regista. Zarate fa l’esterno sinistro, Floccari centravanti. Il tecnico goriziano cambia pochissimo durante il match, mantenendo la stessa tattica intenta a intrappolare i bianconeri.

PROMOSSI&BOCCIATI – Il treno serbo Milos Krasic quando parte in progressione è una furia scatenata, Reja non capisce per novanta minuti che sarebbe stato il caso di invertire Lichtsteiner e Cavanda. Zarate è meno dirompente del serbo ma comunque in palla. Voto moralmente più basso per la scaramuccia Del Piero – Dias, voto decisamente più alto per lo stile con cui il difensore brasiliano atterra l’attaccante; il suplex stile wrestling lascia sempre il segno.

sabato 11 dicembre 2010

Aspettando Juve-Lazio...


Reja sembra intenzionato a puntare ancora sulla coppia Brocchi-Matuzalem a centrocampo, anche se Ledesma conserva ancora qualche chance di scendere in campo al posto del brasiliano. Per il resto scelte confermate con il giovane Cavanda che prenderà il posto dello squalificato Radu. Intanto Brocchi predica prudenza: “Non ho paura a pronunciare la parola scudetto, ma non ho neppure l’incoscienza di farlo”.

venerdì 10 dicembre 2010

LOTITO: "Io come Gesù Cristo"


In un'intervista pubblicata dal periodico francese Sofoot, Claudio Lotito si paragona addirittura al Figlio di Dio, dopo aver risollevato le sorti della sua squadra. "Quando ho preso la Lazio ho fatto come Gesù Cristo: ho cacciato i mercanti dal tempio (riferendosi
a quelli che facevano soldi attorno al club biancoceleste, ndr)". Una battuta anche sugli ultrà laziali: "Continuo a subire minacce, tanto che vivo ancora sotto scorta".

HERNANES vs KRASIC, sfida fra due talenti puri su cui credevano in pochi


La sfida fra Juventus e Lazio in programma domenica prossima sarà scenario per vedere all’opera due fra i talenti più puri del calcio italiano. Stiamo parlando naturalmente di Milos Krasic e di Hernanes, entrambi arrivati nel Bel Paese la scorsa estate.

Due operazioni meticolose, studiate a puntino e concretizzatesi per il forte volere dei dirigenti di Juve e Lazio. In pochi forse credevano nelle potenzialità del duo, ma alla fine hanno avuto ragiono loro, gli uomini di mercato di Torino e di Roma.

15 milioni per il serbo, 13,5 per il brasiliano, cifre ben lontane da quelli roboanti di City, Real Madrid e Barcellona, che danno ancora più merito alle capacità di Marotta e Tare.

«Il nome di Krasic - rivela il responsabile del mercato bianconero a ‘Tuttosport’ - era sul mio taccuino fin dai tempi in cui il ragaz­zo giocava nell’Under 21 serba. Ma certo non basta saper scorgere doti tecniche di alto livello in un giocatore, bisogna essere bravi anche a raccogliere il maggior numero di informazioni sulla persona, cioè fuori dal campo... I nuovi Kakà o Pato ­ - aggiunge Marotta - esistono già, da qualche parte del mondo, in qualche campionato. Bisogna andarli a prendere prima che se ne accorgano anche gli altri e prima che la quotazione salga oltrepassando quota 20 o 30 milioni».

Questo invece il pensiero di Tare su Hernanes rilasciato a pochi giorni dall’arrivo in Italia del brasiliano a ‘Tuttosport’: «Non l’ho mollato un attimo: volevamo lui. Abbiamo saputo aspettare. Sapevamo che il resto della squadra era fatta e che si doveva solo dare qualità al centrocampo. Ecco perché Hernanes a tutti i costi».

mercoledì 8 dicembre 2010

RADU Intervento riuscito: torna fra 30 giorni


Con una nota ufficiale nel proprio sito internet, la Lazio ha reso noto i tempi di recupero del difensore rumeno Radu, infortunatosi al ginocchio.

Nel pomeriggio di oggi - si legge -, presso la clinica Paideia di Roma dove era presente il medico sociale dott. Roberto Bianchini, Stefan Radu si è sottoposto ad intervento di meniscectomia selettiva atroscopica mediale al ginocchio destro. L’operazione, eseguita dal consulente ortopedico dott. Stefano Lovati e aiutato dal medico sociale dott. Stefano Salvatori, è perfettamente riuscito. I tempi previsti per il ritorno all’attività agonistica sono di circa 30 giorni.

Contro la Juventus mancherà dunque il 24enne di Bucarest che verrà sostituito probabilmente da Garrido, in alternativa il giovane Cavanda.

martedì 7 dicembre 2010

AG MATUZALEM: “Squalifica? Non abbiamo ricevuto nessuna notifica"


Sulla vicenda relativa al centrocampista brasiliano parla il suo procuratore: “Non abbiamo ricevuto ancora nessuna notifica del procedimento da parte del TAS. E’ stata avanzata una richiesta di multa con squalifica da parte del Saragozza, ma noi abbiamo la nostra strategia. Il futuro di Francelino? E’ a tinte biancocelesti”.

In casa Lazio tiene banco la vicenda Francelino Matuzalem. Tutti nel mondo biancoceleste aspettano di capire se la presunta multa con squalifica ai danni del calciatore, richiesta dal Saragozza in merito alla vicenda dell’art 17, vada realmente in porto o se si riveli una grande nuvola di fumo. Lazialità per saperne di più ha interpellato, in esclusiva, direttamente il procuratore del mediano carioca: “Sono sincero non è una faccenda che ci preoccupa - ha detto categorico l’Avvocato Umberto Fusco - E’ stato chiesto questo provvedimento speciale al tribunale di Losanna. Sul tavole del TAS (Tribunale arbitrale dello sport) però non è arrivato ancora nulla, noi attendiamo la notifica del procedimento, se verrà formalizzata una multa con squalifica interverremo, abbiamo la nostra strategia”. L’argomento è un po’ scottante così si preferisce parlare di calcio e della grande sorpresa Lazio: “La Lazio sta facendo benissimo - continua Fusco - tutti sono contenti nell’ambiente. Il club di Lotito ha una rosa competitiva e può adottare un ampio turnover, questo è il salto di qualità che ha fatto rispetto allo scorso anno. A centrocampo è messa bene, una volta tocca a Francelino, una volta a Brocchi ed una volta a Ledesma”. I rapporti di Matuzalem con l’ambiente e soprattutto con Reja sono buoni, il tecnico biancoceleste lo chiama il «Professore»: “E’ un sostantivo che a dire il vero ho usato io per primo - interviene ancora Fusco – Francelino ha questa peculiarità, in campo è una sorta di allenatore aggiunto, sta sempre molto attento ai propri compiti tattici e consiglia i compagni”. Il mister laziale ha dichiarato che la più grande sorpresa di quest’anno per lui è stato proprio il numero 11: “Con Reja i rapporti sono ottimi, quest’anno hanno avuto modo di conoscersi in ritiro, mentre la passata stagione, per via dell’infortunio, Matu ha frequentato poco Formello. Non mi stupiscono le parole del mister, sono due grandi professionisti che pensano al bene della Lazio”. La condizione fisica del centrocampista appare in miglioramento, i vecchi fastidi non sono tornati a dar noia: “Il giocatore è integro, chiaramente rispetto a chi è stato sempre bene negli ultimi due anni, ha qualche problema in più, magari dopo le partite accusa affaticamento, ma la gestione della sua condizione è ottima. Matu si affida totalmente alla Lazio per le cure e le cose sono andate migliorando. La partita di venerdì contro l’Inter è indice della sua forma, le entrate su Lucio sono sinonimo di presenza fisica, non toglieva mai la gamba, uno che non sta bene certe cose non le fa”. L’ultima battuta è sul futuro, che si può ritenere a tinte bianco e celesti: “Lui ha fatto una scelta ed intende perseguirla. Ha deciso di legarsi ad un club importante e con esso vuole terminare il percorso. Con la Lazio ha un contratto sino al 2014. Se rimarrà fino a fine carriera? Non so dirlo, forse vorrà spendere i suoi ultimi anni tornando a giocare in Brasile, ma si può sicuramente dire che il suo futuro recente è con la maglia biancoceleste”.

Di Alessio Aliberti

sabato 4 dicembre 2010

LAZIO-INTER 3-1...L'aquila continua a volare!


Impossibile per l’Inter B superare all’Olimpico una Lazio in condizione smagliante. I biancocelesti, passano in vantaggio con Biava e ci restano per tutta la partita, ribadendo la superiorità in contropiede con Zarate e lasciando solo le briciole all’ex di turno Pandev, per chiudere poi nel finale con Hernanes su punizione. Sfatate le statistiche che non vedevano i biancocelesti vincenti con i nerazzurri dal 2003. Lazio momentaneamente in vetta, Inter sempre più giù.

FORMAZIONI – Sembrava che Reja volesse azzardare il fallimentare 4-3-1-2 del derby, invece si inizia col solito 4-2-3-1, con Mauri e Zarate rispettivamente a destra e a sinistra di Hernanes trequartista centrale. Floccari unica punta, mentre la sorpresa è a centrocampo, dove Matuzalem vince il ballottaggio con Ledesma. I nerazzurri devono fare ancora a meno di tanti infortunati, oltre alla pesante squalifica di Eto'o. Santon mugugna per il sorpasso del giovane centrale difensivo Natalino, piazzato come terzino destro. In mezzo recupera Muntari, confermato Stankovic, con Motta che parte dalla panchina. Biabiany e Sneijder alle spalle dell'unica punta Pandev.

PARTITA – Prime fasi di studio da parte delle due formazioni, con la Lazio più propositiva, mentre l’Inter tenta il possesso palla, ma risultando troppo prevedibile. A parte qualche scialbo tentativo da fuori, non succede molto fino al 20’, quando Zarate prodiga con una bella finta sulla sinistra un’azione pericolosa che porta Hernanes al cross teso in mezzo: Floccari in avvitamento sorprende sul secondo palo Castellazzi, salvato poi da capitan Zanetti che stoppa la botta quasi a colpo sicuro di Mauri avventatosi sulla ribattuta. Zarate è un brutto cliente sulla sinistra per Natalino e Biabiany. Al 25’ si procura magistralmente un corner che porta al vantaggio: Hernanes sul primo palo spizza di testa, Castellazzi salva sulla linea, ma Cambiasso nel tentativo di spazzare in rovesciata colpisce Biava che ribadisce in rete di petto. Dopo pochi minuti l’Inter ha l’occasione di rimediare, ma Pandev non colpisce bene una respinta di Muslera e svirgola sul fondo. I nerazzurri prendono coraggio rendendo più equilibrata la gara, ma si arriva all’intervallo senza ulteriori sussulti.

Sotto la pioggia del secondo tempo le squadre non sembrano intenzionate ad alzare i ritmi. Come prevedibile però è l’Inter a prendere maggiormente il pallino del gioco con la Lazio più chiusa. Ma un lampo di Hernanes pesca Zarate con un lancio a superare l’ingenuo Natalino: l’argentino sul filo del fuorigioco supera in pallonetto Castellazzi in uscita. La Lazio, sulle ali dell’entusiasmo, riprende a macinare gioco, grazie anche all’incontenibile Zarate in contropiede e alle finte ubriacanti di Hernanes. Floccari ha una palla d’oro defilato nell’area piccola, ma calcia su Castellazzi. Poi alla mezzora Mauri ha la palla del ko, su suggerimento rasoterra dalla sinistra di Floccari, che aveva raccolto una respinta di Castellazzi, ma il centrocampista brianzolo preferisce la potenza e svirgola il pallone da posizione pericolosissima. Ma come si sa i goal degli ex sono sempre dietro l’angolo: ecco Pandev che infila così Muslera a un quarto d’ora dal termine, dopo aver vinto due rimpalli con Biava e Dias. L’Inter si rianima incredibilmente, aiutata anche da un vistoso calo mentale dei padroni di casa che, anche a causa dei cambi contenitivi di Reja, si schiaccia troppo. A 5 minuti dal termine Cordoba pesca una palla vagante in mezzo all'area dopo un corner, calciandola a un passo dalla rete addosso a Muslera che è in posizione e respinge quasi involontariamente. Goal mangiato, goal subito: punizione di Hernanes al 90’, deviazione e rete del definitivo ko. C’è ancora tempo nel recupero per l’unico lampo di Sneijder, una pregevole traversa con tocco sotto e palla a giro.

CHIAVE – Gli infortuni, limitano enormemente la squadra di Benitez. Ma anche quelli in campo non mostrano quasi mai di essere in grado di fare davvero male a una Lazio costruita bene dal veterano Reja.

CHICCA – Olimpia torna libera di volare e lo fa anche la Lazio. Che sia davvero l’anno del volatile più maestoso del pianeta?

MOVIOLA – Poco lavoro per Orsato, la gara non alza mai i ritmi in modo tale da creare situazioni dubbie.

TATTICA – Reja convince tutti di voler giocare con le due punte, poi vede Natalino sulla sinistra e gli piazza Zarate, mantenendo il classico e vincente 4-2-3-1. Santon forse meritava spazio, magari sulla sinistra dove poteva spingere di più, spostando magari Zanetti a destra a controllare l’argentino.

PROMOSSI&BOCCIATI – Tra i biancocelesti difficile trovare un insufficiente. Forse il meno brillante Mauri (voto 6), affaticato ma sempre a rimorchio in tutte le azioni. Zarate (voto 7.5) in grande spolvero ultimamente, ha ripreso anche a metterla dentro. L’Inter continua a giocare senza Sneijder (voto 4.5). Motta sembra veramente in via di recupero (voto 6.5). Pandev (voto 5.5) segna il goal dell’ex, ma è troppo poco.

giovedì 2 dicembre 2010

Verso l'Inter, BIAVA C’È, ZARATE A SINISTRA


Verso l'Inter, sono scattate le prove tattiche di mister Reja. Lo stopper recupera e farà coppia con Dias, Maurito potrebbe giocare esterno nel 4-2-3-1. Il tecnico prova anche il 4-3-1-2. L'indicazione: Hernanes ritornerà ad agire da trequartista dietro a Floccari Ledesma e Brocchi sono in vantaggio su Matuzalem. Mauri a destra. Già venduti 20 mila biglietti.

Una buona notizia: Biava c’è e corre verso il recupero. Ieri lo stopper lombardo si è allenato regolarmente e do­vrebbe riuscire a giocare con l’Inter. Due giorni di riposo e di lavoro differenziato gli hanno permesso di riassorbire la contusione alla caviglia sinistra che si trascina dalla tra­sferta di Parma e che si era riacutizzata do­po la partita con il Catania. Reja potrà di­sporre in blocco della difesa titolare. Davan­ti a Muslera la coppia centrale formata da Biava e Dias, Lichtsteiner e Radu presidie­ranno le corsie esterne. Diakitè (favorito) e Stendardo erano in preallarme nel caso in cui Biava non fosse riuscito a recuperare. Fermo Garrido per la tendinite, il baby Ca­vanda troverà posto in pan­china come alternativa dei due terzini.

MOSSE -Il tecnico friulano ie­ri ha avviato le prove tattiche in funzione della partita con l’Inter. Si è capito che lavo­rerà su due copioni tattici dif­ferenti, prevedendo anche le possibili variazioni di Beni­tez, che potrebbe recuperare Thiago Motta dal primo mi­nuto e presentare un centro­campo più robusto con il bra­siliano accanto a Cambiasso e Stankovic, decentrato sulla sinistra. Motta è in ballottaggio con Santon. Zanetti gioche­rà di sicuro, ma non si sa ancora in quale ruolo: esterno sinistro o centrocampista nel caso in cui Benitez decidesse di non impie­gare Motta dall’inizio. Biabiany si muoverà sulla fascia destra. Pandev centravanti e Sneijder si divideranno il peso dell’attacco. Tre difensori sono già sicuri del posto: Cor­doba affiancherà da terzino destro Materaz­zi e Lucio.

TREQUARTISTA -Reja ieri ha provato inizial­mente il 4-3-1-2 e poi è tornato al 4-2-3-1. Un’indicazione è sembrata emergere con chiarezza. A prescindere dal modulo, Her­nanes agirà in posizione centrale, tornerà amuoversi da trequartista. La mossa ha una logica precisa. Il brasiliano dovrà tenere im­pegnato Cambiasso oppure dargli fastidio nella fase di non possesso. Da centrale, è an­dato a segno con il Catania e Reja intende sfruttare la sua vena al tiro. E poi c’è un’al­tra esigenza tattica. La fisicità e il peso di Floccari, l’unico che abbia muscoli e centi­metri, serviranno davanti per farsi largo tra Materazzi e Lucio.

MAURITO -Altra indicazione. Zarate ieri è sempre stato provato a sinistra. Stessa posi­zione che gli aveva permesso di emergere nella ripresa con il Catania. Partendo largo, avrà il compito di accentrarsi e tagliare ver­so il centro, senza dare punti di riferimento alla difesa nerazzurra. Se il modulo diventasse 4-3-1-2, Maurito giocherebbe da se­conda punta, libera di svaria­re su tutto il fronte d’attacco. Con il 4-2-3-1, che resta l’as­setto preferito da Reja e il più probabile, Mauri si posizio­nerà nel ruolo di esterno de­stro. E’ ipotizzabile che il tec­nico friulano voglia bloccare l’Inter anche sulle fasce. Con Zarate davanti a Radu, Bia­biany avrebbe meno campo da sfruttare.

CENTROCAMPO -Restano i dubbi sulla linea mediana. Le prove di ieri pomeriggio, la logica di una partita che si prevede dagli al­ti contenuti agonistici, i precedenti relativi alle scelte di Reja, dicono che la coppia di centrocampo sarà formata come al solito da Ledesma e Brocchi. Il tecnico, però, potreb­be sfruttare anche il palleggio di Matuza­lem, come accadde nelle trasferte con Sam­pdoria e Fiorentina. In questo caso rischie­rebbe di restare fuori uno tra Mauri e Zara­te, ma è difficile ipotizzare un sacrificio di questo tipo. Con l’Inter, giocherà la Lazio delle cinque vittorie consecutive e del primo posto in classifica. Si torna all’antico. E si spera in una grande serata. Cresce la febbre: ieri sera erano già stati venduti 20 mila bi­glietti. L’Olimpico ha superato quota 30 mi­laspettatori.

Fonte: Corriere dello Sport

mercoledì 1 dicembre 2010

PROCESSO SANDRI: per Spaccarotella omicidio volontario e condanna a 9 anni


Condanna a 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario. E' questa la sentenza d'Appello per l'agente di polizia Luigi Spaccarotella, ritenuto colpevole dell'omicidio di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un colpo di pistola nell’area di servizio della A1 di Badia al Pino (Arezzo), l’11 novembre 2007. A Firenze era iniziato in mattinata il processo d’Appello, mentre il primo grado si era concluso il 14 luglio 2009 con una condanna a sei anni per omicidio colposo. L’agente di polizia, che questa mattina non si è presentato in aula.

Il Pg Aldo Giubilaro, in mattinata, aveva alzato la richiesta di condanna a 14 anni di reclusione. Era stato il Procuratore aggiunto a chiedere una condanna per omicidio volontario con dolo eventuale e con le attenuanti generiche, con il cambio di imputazione rispetto al primo grado.
La sentenza è arrivata intorno alle 17:30. I giudici si erano chiusi in camera di consiglio pochi minuti dopo le 14:30.

Il commento di Spaccarotella - E' l'avvocato "Sono affranto ma continuo a sperare": sarebbero queste, secondo quanto riferito dall’avvocato difensore Federico Bagattini, le prime parole dell’agente Luigi Spaccarotella (assente in aula al momento della sentenza) apprendendo la notizia della sua condanna. Il legale, annunciando la sua intenzione di ricorrere in Cassazione, ha affermato: "Adesso leggeremo le motivazioni poi faremo sicuramente ricorso". In precedenza la difesa aveva dichiarato: "Crediamo che la sentenza di primo grado abbia costituito il punto fermo per l’esclusione dell’omicidio volontario e vogliamo andare avanti sotto il profilo della riduzione della pena, valorizzando la deviazione del proiettile a causa della recinzione metallica" che ha influito "in modo importante, il che certifica la non volontarietà dell’atto e addirittura l’incidentalità non solo della morte ma anche dell’atto, dello sparo", aveva spiegato sempre l'avvocato Federico Bagattini.

Il padre e il fratello di Gabriele - "E' una giustizia che era dovuta. A differenza di quanto ho detto dopo il primo grado, la decisione dei giudici di oggi mi fa sentire orgoglioso di essere italiano". Così Giorgio Sandri, il padre di "Gabbo", a caldo dopo la sentenza. "Ci aspettiamo che venga ristabilita la verità dei fatti: non omicidio colposo, ma volontario", aveva detto Cristiano Sandri, fratello di Gabriele. "Riconscere il dolo eventuale non è facile, ma secondo noi e secondo la procura l’omicidio di mio fratello è un caso di scuola di omicidio volontario con dolo eventuale", aveva aggiunto il fratello, precisando che la differenza di pena fra il volontario per dolo eventuale e il colposo con colpa cosciente è sostanziale e che "la pena va commisurata alla gravità del fatto".

Gli amici - "È un omaggio a Gabriele, glielo dovevamo", ha detto uno dei suoi amici. "Abbiamo accolto con grande soddisfazione la nuova sentenza che ribalta quella precedente", ha aggiunto un altro ragazzo che conosceva Sandri.

Soddisfatta la Polverini - "Anche se non credo riscatti dal dolore è una sentenza forte, ciò che ci aspettavamo". E' quanto ha affermato la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, a margine dell'incontro in Senato con i gruppi parlamentari che discutevano di manovra e federalismo. Il nuovo capitolo giudiziario del caso Sandri potrebbe continuare e sulla questione Polverini ha sottolineato: "Sinceramente non lo so, ciascuno farà i suoi passi però mi pare che questa sentenza era quella che la famiglia si aspettava".

Così Alemanno - "La decisione della Corte d’Assise d’Appello di Firenze di riconoscere il reato di omicidio volontario per la morte di Gabriele Sandri è una sentenza dolorosa ma che rende giustizia alla famiglia e a tutti coloro che confidano nella legge. Oggi cambia qualcosa in profondità nel rapporto che c'è fra i ragazzi che vanno allo stadio e il mondo della giustizia e soprattutto viene sottolineato che a nessuno è consentito stroncare una vita umana con atti indegni del proprio ruolo". Lo ha dichiarato in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

martedì 30 novembre 2010

Ag. RAKITIC: "I biancocelesti sarebbero una destinazione GRADITA"


Non c'è solo la Juventus su Ivan Rakitic. Anche la Lazio sarebbe infatti fortemente interessata al 22enne centrocampista dello Schalke 04, ritenuto uno dei talenti più promettenti del panorama europeo. "Sì, la Lazio ha mostrato interesse per il mio assistito - ha dichiarato l'agente del croato, Michel Urscheles a cittaceleste.it - e di questo siamo onorati. Rinnovo con lo Schalke? E' molto difficile ma decideremo il nostro futuro durante la prossima settimana: nel calcio non c'è mai niente di scontato. In ogni caso, la Lazio sarebbe una destinazione molto gradita".

Rakitic, in scadenza di contratto con il suo club, potrebbe arrivare in Italia già a gennaio. Sarà dunque sfida Lazio-Juve per accaparrarsi il giocatore, con il possibile inserimento di un terzo incomodo (si vocifera del Napoli): chi la spunterà?

LAZIO-CATANIA 1-1


La rincorsa della Lazio alla capolista Milan si ferma dinnanzi alla diga imposta dal Catania, squadra difficilissima da affrontare a causa della quasi maniacale cura della fase difensiva dei propri interpreti. I ragazzi di Reja hanno fatto la partita per quasi tutto l’arco dei novanta minuti, senza trovare però il colpo del ko anche “grazie” alla giornata sì di Mariano Andujar. Partita troppo tattica e aperta solo nei finali di tempo, sfortunato nella finalizzazione uno Zarate autore di alcune giocate da fuoriclasse autentico, sciagurato il contropiede finale della squadra di Giampaolo che butta via un successo che sarebbe stato veramente troppo penalizzante per i capitolini.

FORMAZIONI – Lazio con la rosa al gran completo, problemi di abbondanza per Reja che lascia addirittura a casa Stendardo e Garrido. Regia affidata a Ledesma che vince il ballottaggio con Matuzalem, Zarate ancora prima punta con Floccari alle sue spalle. Catania che arriva all’Olimpico con parecchie defezioni; non recuperano Carboni e Spolli, Lopez è squalificato e lascia spazio al giapponese Morimoto. Confermati Gomez e Llama sulle fasce.

PARTITA – Cerca subito di fare gioco la Lazio, il Catania erige il solito muro umano dietro la metà campo e gli uomini di Reja faticano tantissimo a trovare spazi. I rossoblu cercano di pungere con le ripartenze, il solo Gomez spaventa però la difesa biancoceleste partendo da lontano. Hernanes sfiora il goal con un bello stop e girata strozzata in area, poi è Floccari a saltare Terlizzi ma il suo tiro sbatte contro il corpo di Andujar. Il Catania prende via via le misure, la Lazio è costretta a una sessione infinita di retropassaggi a Muslera a causa del pressing e del catenaccio puro imposto da Giampaolo. La partita si addormenta inevitabilmente, Zarate non riceve un solo pallone giocabile e le occasioni arrivano solo da calcio piazzato. Riappare il Catania al 43’, Gomez scarica il destro da trenta metri e Muslera mette goffamente in corner; dalla bandierina va Llama, Silvestre sbuca da tergo e insacca sul primo palo. La Lazio freddata, gelata, risorge immediatamente con l’anima caliente di Hernanes; discesa palla al piede incontrastata, un occhio alla porta e destro secco da fuori area che trafigge Andujar e riporta la parità in pieno recupero.

Ripresa che inizia all’insegna di Zarate, il talento di Haedo al 6’ decide di fare tutto da solo saltando mezza squadra avversaria, pallonetto finale su cui Andujar si supera e devia in angolo. La partita riprende la falsariga del primo tempo, Lazio che cerca di fare gioco e Catania sempre attento nelle chiusure. Reja inserisce Matuzalem e Foggia per gli spenti Ledesma e Mauri, il gioco si focalizza sulle fasce e il Catania è costretto ad arretrare ulteriormente. Al 32’ è ancora Zarate a scaldare l’Olimpico, ennesimo slalom efficace sulla sinistra e destro a giro su cui rimangono tutti a guardare, palla però che sfiora solo l’incrocio dei pali. Asfissiante la pressione dei padroni di casa, il Catania è però sempre lucido nel difendere e nell’addormentare la partita con qualche perdita di tempo abbastanza snervante. E’ ancora Zarate nel finale a provarci, il suo assist al bacio per Foggia trova un sinistro di difficile narrazione per bruttezza e scoordinazione. Ci prova la Lazio nel recupero, Hernanes dalla distanza piega le mani all’ottimo Andujar, sul susseguente corner un dubbio intervento sul brasiliano consente la ripartenza dei rossoblu che in quattro contro due pasticciano clamorosamente e consentono a Biava di effettuare un prodigioso recupero. Finisce 1-1, risultato stretto alla Lazio, Catania a casa con il malloppo desiderato.

CHIAVE – Il pressing asfissiante sui portatori di palla laziali non consente alla squadra di Reja di imporre il proprio gioco come al solito. Mascara e Morimoto non puntano mai la porta ma danno sempre fastidio a Ledesma e Dias quando impostano, Biagianti ricorre sempre alle maniere forti per spezzare le sortite avversarie: il “credo” di Giampaolo.

CHICCA – Al quinto della ripresa Hernanes appoggia per Mauro Zarate, l’argentino salta un avversario, vince un rimpallo, salta in slalom speciale con la finta a due piedi altri tre avversari e deposita verso la rete un lob pazzesco su cui Andujar si supera ed evita quello che sarebbe stato il goal dell’anno.

MOVIOLA – Al 20’ annullato goal a Biava che parte effettivamente in offside. Corrette tutte le segnalazioni di fuorigioco degli assistenti.

TATTICA – Confermato il 4-2-3-1 dell’ultimo periodo con Zarate finalizzatore e Floccari arretrato. Preferito Christian Ledesma a Matuzalem, l’argentino dà maggiori garanzie in fase difensiva contro una squadra molto veloce palla a terra. L’inserimento di Foggia per Mauri serve a aprire la difesa ospite sulla fascia, Rocchi per Floccari lascia qualche dubbio. Giampaolo risponde con un 4-4-2 tutto rapidità, Gomez e Llama larghi sulle fasce e coppia d’attacco Antenucci – Mascara. Biagianti e Pablo Ledesma in mediana, centrocampo intento a distruggere più che a creare. L’inserimento di Martinho e Izco per dare maggiore verve alla squadra non sposta gli equilibri.

PROMOSSI&BOCCIATI – Radu (Voto 6,5) risponde alla polemica innescata dalla Federazione rumena (Voto 4) con una dimostrazione di integrità fisica, nel Catania bocciata la mentalità intenta solo a spezzare il gioco avversario. Voto 8 alla giocata quasi goal del rigenerato Zarate e alla conseguente parata di Andujar, Voto 4 agli schemi offensivi dei capitolini sui calci d’angolo che in dieci occasioni non costruiscono una sola palla goal. Bocciatura e esami a settembre per il contropiede finale degli etnei, incredibile come Pablo Ledesma e soci si divorino la palla dei tre punti gigioneggiando e cincischiando in piena area di rigore biancoceleste.

sabato 27 novembre 2010

REJA carica la squadra!


27 novembre 2010 - "Può essere la gara della svolta, un match di importanza fondamentale". Il tecnico della Lazio Edy Reja suona la carica in vista della sfida di domani con il Catania. "Noi abbiamo solo da rimetterci, il nostro obbligo è quello di vincere. La partita è molto difficile, ma da parte mia c'è la totale fiducia nel gruppo. Da un po' di tempo abbiamo ripreso il nostro rendimento, adesso è arrivato il momento di dare seguito ai risultati". In attesa delle sfide con Inter e Juve ("Giocare contro squadre titolate ci potrà dare un giudizio definitivo sul nostro valore"), Reja confessa che il primato in classifica non gli manca: "Quando sei primo ci sono sempre molte attenzioni. Noi preferiamo stare lì dietro, navigare a fari spenti". Reja poi non nasconde che nelle ultime partite c'è stato un problema in attacco. "Facciamo un tocco in più - spiega -. Le possibilità di verticalizzare ci sono, ma noi non le sfruttiamo. È questo il nostro problema. Abbiamo dei giocatori a cui piace troppo portare il pallone. Se noi migliorassimo questo aspetto, potremmo avere grandissimi risultati. Dobbiamo riuscire a capirlo".

venerdì 26 novembre 2010

Verso LAZIO-CATANIA


Una squadra in campo, l’altra a Formello ad allenarsi pensando al campionato. La Lazio ha battuto l’AlbinoLeffe e centrato gli ottavi di Coppa Italia, dove affronterà la Roma: "E nel derby farò giocare i migliori", garantisce il tecnico Edy Reja. In chiave campionato, Biava va verso il recupero dalla distorsione alla caviglia sinistra.

giovedì 25 novembre 2010

LAZIO-ALBINOLEFFE 3-0...agli ottavi contro la Roma


Ti aspetti capitan Rocchi o magari gente che ha il goal nelle proprie corde come Kozak, Foggia o Bresciano e invece a finire sul tabellino di Lazio-Albinoleffe, gara valevole per il quarto turno eliminatorio della Coppa Italia, ci finiscono due difensori. Sono Javier Garrido e Guglielmo Stendardo a firmare le reti che permettono ai biancocelesti di mettere in cassaforte la gara contro la squadra bergamasca, chiusa poi all'85 da Del Nero. Un 3-0 che non ammette replice: troppo il divario in campo tra le due squadre, poco incisivo l'attacco della squadra di Mondonico.

Vantaggio siglato al 15' dallo spagnolo ex Manchester City, con una strepitosa punizione mancina dal limite che sorprende Layeni. Provano subito a trovare il raddoppio sia Diakitè che Rocchi, ma è un altro difensore, Stendardo, a trafiggere il portiere dell'Albinoleffe al 45' con un tap in sotto misura su cross di Foggia.

Nella ripresa, al 68', la Lazio sfiora anche la terza rete colpendo una traversa con Kozak. Rocchi si impegna, colpisce un palo, ma la fortuna non sembra assisterlo. All'85 ci pensa allora Del Nero a siglare la rete del 3-0 finale a tu per tu con Layeni.

Agli ottavi la squadra di Reja troverà dunque la Roma, per un derby che nessuno vorrà ovviamente perdere anche se si tratta della tanto vituperata 'Coppetta'...

IL TABELLINO

MARCATORI: 15' Garrido, 45' Stendardo, 85' Del Nero

LAZIO (4-3-1-2): Berni; Scaloni, Diakitè, Stendardo, Garrido; Gonzalez, Ledesma (63' Del Nero), Bresciano; Foggia (75' Brocchi); Kozak, Rocchi. A disp: Bizzarri, Dias, Cavanda, Hernanes, Floccari. All. Reja

ALBINOLEFFE (4-5-1): Layeni; Zenoni, Piccinni, Maino, Garlini; Previtali, Mingazzini (52' 7 Cia), 5 Passoni, Hetemaj (75' Girasole), Grossi (52' Foglio); Momentè. A disp: Tomasig, Lebran, Bergamelli, Cocco. All. Mondonico

Arbitro: Russo di Nola
Note: ammonito Foggia (L)

lunedì 22 novembre 2010

IL PUNTO: IL 2° POSTO E' SALVO MA HERNANES DEVE RIPOSARE...di Alessandro Lazzaro


La Lazio è ancora seconda. Saldamente seconda alle spalle di un Milan più cinico e fortunato in questo periodo. Del resto, come si diceva tempo fa, prima o poi la ruota deve girare. E così è stato. Al di là del pareggio al Tardini, stretto ma buono, non si può che valutare positivamente il giocattolino che l’accoppiata Lotito-Reja sta mettendo in mostra. Questa squadra non sembra intenzionata a mollare la presa, e lo fa con determinazione, ordine ed equilibrio, senza mostrare cali eccessivi. Qualche piccola flessione è normale, e qualcuna anche un po’ più vistosa in futuro sarà inevitabile, ma la compagnie biancoceleste ha dimostrato di meritare la posizione in classifica attraverso un calcio fatto di intelligenza tattica, di manovre orchestrate con pazienza e convinzione, senza mai andare in affanno.

Ancora una volta un esperimento di Reja, già applicato contro il Napoli, sta avendo i suoi frutti, ma soprattutto, pregio fondamentale, è stato assimilato in maniera istantanea e senza traumi da parte di tutti. A cominciare da Hernanes e Floccari, dirottati in posizioni del campo meno consone alle loro caratteristiche. Eppure non è cambiato di una virgola l’impegno di tutti. Occasioni a palate create dai capitolini, frutto di un gioco convincente e di una forma fisica che non ha ancora conosciuto picchi vertiginosi sui 90’, come invece gli statistici e i malpensanti si aspettavano dai fatidici novembre del tecnico di Gorizia. Sempre infelice, ma purtroppo sacrosanto, parlare degli arbitraggi, a volte inspiegabilmente volti a far irritare i più attenti: al di là di alcuni gialli condonati ad alcune maglie crociate, fa riflettere la curiosa gestione del recupero rispetto a quanto stabilito dal tabellone luminoso, abbondante nel primo tempo col Parma in possesso palla, interrotto bruscamente nella ripresa su un’azione offensiva biancoceleste a pochi secondi dal termine. Ad altri le possibili valutazioni.

COSA VA – Un gioco scoppiettante, che ribatte colpo su colpo ai tentativi dell’avversario, fino a prendere nei secondi tempi le redini del gioco creando sempre più grattacapi alle difese. La banda di Reja non si scompone mai, sembra una schiera di soldatini d’acciaio che assolvono al loro dovere senza arrendersi e imbastendo il tutto con la fantasia e le peculiarità dei singoli a disposizione.

COSA NON VA – Paradossalmente Reja non è riuscito questa volta a imporsi come il solito: i suoi solisti hanno giocato a tratti troppo da solisti, risultando leziosi e fumosi negli ultimi metri. Come se dopo la netta vittoria col Napoli, qualcuno si sia preso la licenza di voler cercare per conto proprio la rete. Ne è risultata sì un’orchestra ben condotta, ma con qualche stonatura qua e là che ha creato un po’ di imbarazzo e tante occasioni sciupate.

TOP&FLOP– Le geometrie che il centrocampo laziale riesce a ritrovare quando Matuzalem è in campo sono ormai sotto gli occhi di tutti. La squadra gira a dovere e ne beneficia il gioco, più brillante e veloce nelle ripartenze. Zarate è luci ed ombre di questa squadra: pimpante e volenteroso, nonché più pericoloso in quella posizione, ma estremamente irritante nel possesso palle e nel ritardo dell’ultimo passaggio. Ormai si è detto alla nausea che Hernanes sta patendo l’incessante impiego da gennaio ad ora, va aspettato ma sfruttato comunque. La difesa regge, è un dato confortante, soprattutto dopo gli ultimi anni delle’era-Lotito.

CONSIGLI PER IL MISTER– La mentalità della grande squadra sembra esserci, bisogna solo ritrovare quella cattiveria e quel cinismo che avevano impressionato tifosi e addetti ai lavori nel primo scorcio di campionato.

IL FUTURO – A chi consiglia alla Lazio di fare un paio di acquisti, Reja risponde che ha già il meglio con cui potesse lavorare. In parte sono d’accordo sul fatto che un paio di ricambi di lusso tra difesa e attacco siano auspicabili. Ma il cosiddetto “bomber da 20 goal” tanto invocato non credo sia così indispensabile: la forza dei biancocelesti di quest’anno è la partecipazione di tutti alla fase offensiva, col conseguente alzamento del livello del gioco. Con un Ibra là davanti, si sa come andrebbe a finire: tutto catalizzato su di lui, e una squadra come la Lazio non penso che se lo possa permettere. Valutazioni comunque ancora lontane, il futuro prossimo si chiama Catania, senza Maxi Lopez, ma prima c’è la speranza del derby di dicembre, se giovedì il turnover surclasserà l’Albinoleffe in Coppa Italia.

PARMA-LAZIO 1-1


Un Parma in salute e molto concreto stoppa la rincorsa laziale alla vetta della classifica e smuove ulteriormente la propria posizione in zona salvezza. La solita bella ed elegante Lazio non riesce a strappare altri tre punti lontano dall’Olimpico, complice il cinismo e la crudeltà dell’eterno Hernan Crespo. Il goal sul finire di primo tempo di Floccari sembra il preludio alla svolta della partita, ma nella ripresa i biancocelesti sciupano occasioni a ripetizione e sono costretti ad accontentarsi di un pari che va effettivamente un po’ stretto ai ragazzi di Edy Reja.

FORMAZIONI – Pasquale Marino non può confermare il vittorioso undici di Bari causa la squalifica di Paletta, sostituito da Paci, e l’infortunio di Valiani, A sorpresa va in panchina il talentuoso Marques, Candreva trequartista alle spalle del duo Bojinov–Crespo. Edy Reja non modifica l’assetto della squadra e ripropone Zarate centravanti con Floccari leggermente arretrato, Dias e Radu recuperano e sono regolarmente in campo. L’unica variazione riguarda Matuzalem al posto dello spremuto Ledesma.

PARTITA – Partenza ordinata della squadra capitolina, i padroni di casa si difendono ordinatamente ma soffrono la vivacità degli avanti ospiti. Il primo sussulto è di Floccari ma la sua sgroppata viene fermata all’ultimo da un super tackle di Lucarelli. Si fa male Morrone, entra Angelo e proprio su un cross del brasiliano irrompe Crespo che anticipa Biava e insacca sul palo lontano. La Lazio si scompone, freddata dal primo allungo ducale, Angelo rulla in continuazione la fascia di competenza e piazza ancora il cross per Crespo, anticipo netto su Biava ma palla alta di poco. E’ la scintilla che fa incendiare la Lazio, al 39’ Hernanes ruba palla e scarica il destro dalla distanza, respinta maldestra di Mirante su cui si avventa Zarate, cucchiaio e salvataggio clamoroso sulla linea di Antonelli. Passano pochi minuti e Mauri, impresentabile in questo primo tempo, butta in discarica un comodo assist di Zarate cincischiando fatalmente davanti a Mirante. Il Parma è tutto dietro, l’assedio dei biancocelesti porta i suoi frutti proprio sul gong; corner di Zarate, testa di Floccari deviata da Antonelli e palla in rete per il meritato pareggio.

Ripresa sulla stessa falsariga del primo tempo con la Lazio a comandare il gioco. Al 3’ Hernanes ritarda leggermente il passaggio per Floccari che, costretto a saltare Paci, perde l’attimo vincente. La squadra di Marino vive di fiammate sporadiche, Bojinov non punge e viene sostituito, Crespo si spegne strada facendo. La Lazio continua a cercare i tre punti, Zarate quando accelera fa male e Mirante fa gli straordinari per evitare lo svantaggio due volte di fila. Rizzoli fischia pochissimo, giustamente, la partita assume un aspetto molto inglese con attacchi improvvisi da una parte e dall’altra. Zarate è lucido nel gioco spalle alla porta, il suo appoggio per Hernanes è perfetto così come lo slalom del brasiliano, sinistro radente a botta sicura fuori di un’inezia. Verso metà tempo comincia ad affiorare la stanchezza e la precisione scompare vistosamente. Gli ultimi cambi decisamente discutibili dei due allenatori non portano a nulla di buono, l’uscita dal campo di Hernanes e Zarate toglie tantissimo alla Lazio mentre Marques per Bojinov non sposta l’asticella della pericolosità del Parma. Finisce 1-1, un punto a testa con la Lazio che deve però rammaricarsi delle tantissime occasione fallite.

CHIAVE – La mossa obbligata di Marino che inserisce Angelo per l’infortunato Morrone dà il “la” alla partita, ma a pesare maggiormente sull’economia della partita sono le decine di occasioni sprecate dalla squadra di Reja.

CHICCA
– Questa volta è in negativo, perché i cambi nella ripresa di Reja tolgono imprevedibilità e qualità all’assalto finale. La sostituzione di Hernanes con Ledesma e di Zarate con Rocchi consentono al Parma di sistemarsi e prendere meglio le misure, evitando così l’assedio dell’ex capolista.

MOVIOLA – Mancano alcuni gialli, buona però la direzione di Rizzoli.

TATTICA – Ducali in campo con un 4-3-1-2 molto bloccato, Candreva arretra spesso sulla linea di centrocampo e Bojinov che ripiega a dare una mano lasciando Crespo isolato in avanti. La mossa del doppio attaccante viene probabilmente fatta per evitare che la Lazio possa ripartire palla al piede dalla difesa. Entra Angelo e si passa al 4-3-3, Marques sostituisce poi Bojinov sulla fascia. Biancocelesti con l’ormai noto 4-2-3-1, Hernanes a destra, Floccari spizzatore – fantasista alle spalle del talento di Zarate. Solita rocciosa linea difensiva, mediana con Brocchi alla rottura e Matuzalem tessitore di gioco. A metà ripresa dentro Ledesma per Hernanes, si passa al 4-4-2.

PROMOSSI&BOCCIATI
– Nel Parma bene Hernan Crespo (Voto 6.5) finché regge il fisico, Angelo (Voto 6.5) entra e cambia il corso della partita anche se poi si spegne. Bojinov (Voto 5) non punge praticamente mai, Gobbi (Voto 5.5) non demerita ma semina falli ovunque, Marques (Voto 5) entra e fa più danni di un fumogeno. Nella Lazio bene Zarate (Voto 7), a suo agio come centravanti e autore dell’assist vincente, Matuzalem (Voto 7) è la solita garanzia in fase di regia. Dias (Voto 6.5) è il solito elegante muro, Mauri (Voto 4.5) non azzecca una giocata in novanta minuti abbondanti.

venerdì 19 novembre 2010

Formazioni di Parma-Lazio


18 novembre 2010 - Seduta pomeridiana imperniata sulla partitella in famiglia con la Primavera di Bollini. Non sono stati impiegati i cinque giocatori reduci dalle nazionali: Ledesma, Mauri, Lichtsteiner e Kozak hanno svolto lavoro differenziato, mentre Muslera, che doveva rientrare dal Cile, è stato esentato dall’allenamento. Buone notizie dall’infermeria: Brocchi è tornato in gruppo (ed è dunque recuperato), Radu ricomincerà invece a lavorare regolarmente domani (anche lui ha buone possibilità di essere recuperato). Si è invece fermato Dias, ma solo a scopo precauzionale (affaticamento muscolare).

mercoledì 17 novembre 2010

TRE COLPI PER SOGNARE


Tre colpi per sognare, tre rinforzi per continuare a volare com’è successo nelle prime dodici giornate di campionato. Mancano solo cinque partite alla sosta natalizia e alla riapertura del mercato, è ovvio che Lotito e Reja abbiano già delle idee su come intervenire a gennaio. Il presidente della Lazio pensa a tre rinforzi, uno per reparto. Acquisti mirati per puntellare una rosa che ha già dimostrato di essere altamente competitiva. Ma l’idea di lottare per l’ingresso in Champions, la tentazione di provare a tenere il passo del Milan, senza l’obbligo di giocare per lo scudetto, rappresentano uno stimolo fortissimo e un’occasione forse irripetibile in una stagione senza impegni europei. Ecco perché la Lazio tornerà sul mercato, al tavolo delle trattative calerà le sue carte per assestare uno, due o tre acquisti. Lotito interverrà, questo è sicuro, soltanto per migliorare la qualità del gruppo, non per appesantire una rosa già folta e piena di alternative. Arriverà un difensore centrale, appare scontato. Reja ha intenzione di migliorare il ricambio a Biava e Dias, che considera titolari. Dallo Zenit è segnalato vicinissimo Fernando Meira, 32 anni, affidabilissimo. A giugno si punterà su Miranda o Toloi, e i due brasiliani non escludono il portoghese ex Stoccarda, che si può prendere a parametro zero. A centrocampo Tare cerca un mediano di grande fisicità: Sissoko della Juve è un sogno, una tentazione. Dietro al francese spunteranno alternative dello stesso tipo. Ma c’è spazio anche per un esterno di fascia destra: piace lo svizzero­kosovaro Shaquiri, 19 anni, centrocampista del Basilea. Non è detto che la Lazio rinforzi l’attacco: potrebbe succedere soltanto se Kozak venisse ceduto in prestito al Bologna. E allora rispunterebbero i nomi di due centravanti sondati e trattati in estate: Hugo Almeida del Werder Brema e Roque Santa Cruz del Manchester City.

DIFESA
Il gigante portoghese si libera gratis dallo Zenit. Miranda-Toloi per giugno
Ha appena vinto lo scudetto con Spal­letti in Russia. Fernando Meira si prepara a la­sciare San Pietroburgo per sbarcare a Formel­lo. Lo Zenit lo lascerà libero con dodici mesi di anticipo rispetto alla scadenza del contratto, prevista il 31 dicembre 2011. Il difensore cen­trale portoghese non è stato impiegato moltissi­mo nel campionato che si è appena concluso e già la scorsa estate era stato vicino al divorzio. Lotito e Tare ci avevano pensato negli ultimi giorni di agosto, mollando l’operazione perché bisognava tirare fuori un paio di milioni per il suo cartellino e per­ché, subito dopo la sconfitta con la Sampdoria, nacque l’idea di tornare alla difesa a quattro, can­cellando di fatto l’esigenza di cer­care un altro difensore centrale.

Sei in organico sarebbero stati troppi.

DIFFERENZE -Oggi gli scenari sono diversi. Reja ha scelto in pianta stabile Radu come terzino sini­stro, sta provando Diakitè sulla fascia destra, Stendardo sta sof­frendo la concorrenza di Biava e Dias, che il tecnico friulano ritie­ne la miglior coppia del campio­nato nel girone d’andata, come ha spiegato anche domenica all’Olimpico subito dopo la sfida con il Napoli. Zio Edy non ha alcu­na intenzione di mettere in discussione Biava e Dias, che resteranno titolari sino alla fine della stagione. Nelle prossime ore, peraltro, Lotito sfrutterà l’opzione a favore della società per prolungare il contratto del difensore lombardo, acquistato nel gennaio 2010 su indicazione di Ballardini, dal 2011 al 2012. Reja è convinto, però, che sia necessario elevare il livello delle alternative, soprattutto se la Lazio dovesse lot­tare sino in fondo per le primissime posizioni.

AFFIDABILE -Ecco perché la candidatura di Fer­nando Meira, 32 anni compiuti a giugno, ha ri­preso sostanza. Sarebbe il difensore pronto su­bito a inserirsi, il classico rinforzo da metteredietro a Biava e Dias e che consentirebbe di as­sorbire con minori preoccupazioni un turno di squalifica e un eventuale infortunio. Uno stop­per di esperienza che tornerebbe utile anche nella prossima stagione, quando la Lazio si au­gura di tornare in Champions o, nella peggiore delle ipotesi, di giocare l’Europa League. Mei­ra è un pilastro della nazionale portoghese (54 presenze), possiede quei centimetri che occor­rono alla difesa biancoceleste (è alto un metro e 90) e vanta una lunghissima esperienza: pri­ma di arrivare allo Zenit San Pie­troburgo, ha giocato per una sta­gione in Turchia con il Galatasa­ray e per sette anni in Bundesliga con lo Stoccarda. Il suo acquisto a parametro zero significherebbe aggiungere fisicità, esperienza e affidabilità al reparto. Se Meira può rappresentare il rinforzo in chiave- campionato, nei prossimi mesi Lotito guarderà al futuro, perché non ha rinunciato all’idea di prendere un altro fuoriclasse del San Paolo, da dove sono già arrivati Hernanes e Andrè Dias. Si tratta di Joao Miranda, 26 anni, difensore centrale del Tricolor, in scadenza di contratto. Per genna­io è impossibile tesserarlo, essen­do extracomunitario. A giugno, liberando un po­sto, potrebbe raggiungere i suoi ex compagni alla Lazio. In alternativa c’è ancora Rafael To­loi, classe ‘90, stopper del Goias già trattato la scorsa estate e poi mollato perché in attesa di ottenere il passaporto italiano.

FASCIA -Già dalla trasferta di Parma, complice l’infortunio di Radu, Reja metterà sotto osser­vazione Javier Garrido, acquistato per 2 milio­ni in estate dal Manchester City. E’ arrivato per sostituire Kolarov, è stato frenato sinora dagli infortuni. Il tecnico friulano ci crede. Nello stes­so ruolo in organico ci sono anche Simone Del Nero e il baby Cavanda. Difficilmente la Lazio tornerà sul mercato a gennaio per acquistare un altro terzino sinistro.


CENTROCAMPO
L’esterno del Basilea grande investimento. Sissoko la tentazione
Se potesse, lo prenderebbe subito, ma og­gi è difficile ipotizzare che la Juventus lo lasci par­tire a gennaio, rinforzando peraltro una concor­rente nella corsa alla Champions League. Tare punta Mohamed Sissoko, 25 anni, centrocampista francese del club bianconero. Gli piace come gio­catore, rappresenta il prototipo ideale del media­no che cerca (senza successo) da almeno un anno e mezzo. E’ alto quasi un metro e novanta, possie­de qualità nel palleggio, ma soprattutto i centime­tri e la fisicità che servirebbero alla Lazio per completarsi in mezzo al campo. Non sappiamo se Lotito stia provando ad aprire una pista con Marotta e Pa­ratici, riteniamo difficile che la Ju­ve si possa privare del francese, non bisogna trascurare l’entità di un ingaggio pesantissimo ( viaggia sui tre milioni di euro, scadenza 2013), ma questo sì che rappresen­terebbe un colpo per provare ad av­vicinarsi allo scudetto. Reja era partito per giocare con una linea mediana a tre, ma sembra ormai aver virato per una Lazio disegnata sul 4- 2- 3- 1 o sul 4- 4- 2 con un tan­dem di centrocampisti equilibrato­ri davanti alla difesa.

MEDIANI -Sono in tre per due posti.

Si sono alternati Ledesma, Matuzalem e Brocchi. Il brasiliano ha avuto qualche problema al polpac­cio e resta da monitorare il suo caso alla Fifa (lo Shakhtar ha chiesto la sua squalifica per il manca­to pagamento dell’indennizzo relativo all’articolo 17 e al suo trasferimento al Saragozza): la Lazio si sente al sicuro, l’iter legale proseguirà, ma a gen­naio scadrà la dilazione dei tre mesi ulteriori con­cessa al club spagnolo. Il mal di schiena ha co­stretto Brocchi a chiedere il cambio prima dell’in­tervallo con il Napoli. Sinora non ci sono stati in­fortuni, è andato tutto bene a Formello, ma non ci sono altri mediani in organico, Firmani è stato messo alla porta e nessuno ha spiegato perché, gli altri centrocampisti sono interni di spinta o posso­no muoversi sulla fascia (da Mauri a Foggia, pas­sando per Bresciano e Gonzalez). Un infortunio ouna squalifica potrebbero costringere Reja a ri­vedere l’assetto. Ecco perché la Lazio, se non sa­rà Sissoko della Juve, cercherà a gennaio o per la prossima stagione un centrocampista centrale di grande fisicità. Ci sono e si scopriranno le alterna­tiva: alla Lazio in passato era stato accostato l’al­tro Sissoko, di nome Moussa, 21 anni, centrocam­pista del Tolosa, altro colosso da un metro e 87. Il suo cartellino è valutato una decina di milioni.

DESTRA -In un reparto pieno di qualità, tra i mi­gliori della serie A, si può trovare una piccola carenza sulla fascia de­stra. Reja ha trovato degli accorgi­menti, impiegando davanti a Li­chtsteiner anche Zarate ed Herna­nes. Altre volte, da quella parte, ci si sono trovati giocatori che preferi­scono muoversi a sinistra: da Mau­ri a Foggia, passando per Brescia­no, tutte soluzioni per tamponare il problema, non risolverlo in modo definitivo. Gonzalez sinora non ha riscosso la fiducia del tecnico friu­lano, Eliseu l’anno scorso s’è rivela­to un flop. Rossi ha vinto la Coppa Italia giocando con Brocchi ala di contenimento, oppure avanzando Lichtsteiner con De Silvestri terzi­no.

SHAQIRI -Tutto questo per sottolineare come i di­rigenti di Formello non siano mai riusciti a sosti­tuire Behrami, che nel 2008 decise di non rinnova­re il contratto. Può darsi ci stiano pensando ades­so. Tare, infatti, sta seguendo Xherdan Shaqiri, esterno del Basilea che sta stupendo in Champions League. Si tratta di uno svizzero di origine kosova­ra, ha il doppio passaporto e può essere tesserato da comunitario. Ha appena compiuto 19 anni ( è nato il 10 ottobre ‘91), è un mancino che viene pre­valentemente utilizzato sulla fascia destra. Ha se­gnato un gol alla Roma, è fortissimo e rappresen­terebbe un grande investimento per il futuro, an­che se per caratteristiche non può essere parago­nato a Behrami. Il Basilea per adesso sostiene di non volersene privare a gennaio.

Fonte: Corriere dello Sport

martedì 16 novembre 2010

FAVOLA LEDESMA


Puerto Madryn, 150 anni fa, era una baia della Patagonia argentina, con splendide scogliere bianche affacciate sull'Oceano Atlantico, balene al largo, leoni marini e pinguini sulle spiagge. E il nulla intorno. Poi operai gallesi, spagnoli e italiani, riuniti per costruire la ferrovia, ne hanno fatto prima un piccolo paese, divenuto poi una cittadina, ora luogo di ecoturismo internazionale. Per chi è cresciuto in un posto così, dove è arrivato bambino da Baires, con una famiglia- tribù, in cerca di fortuna, incrociando quelle radici così evidenti, non deve essere difficile adesso rispondere con legittimo orgoglio: « Io non vengo qui pensando di essere un oriundo. Io mi sento italiano » . Cristian Ledesma si è presentato così ieri a Coverciano, la sua nuova casa azzurra, lui 38esimo naturalizzato della Nazionale, 17esimo italoargentino nella storia secolare della nostra rappresentativa. Il viso affilato, quello sguardo sempre un po' dolente, ma gli occhi ardenti dall'aver raggiunto un grande traguardo. Si capisce che lì dentro ci sono la gioia di sua moglie Marta, salentina, dei figli Alice e Daniel, nati pure in terra di Puglia, all'origine dell'uomo e del calciatore Ledesma, sorretto però dall'amore di bambino, per il suo idolo unico: « Mio padre, Miguel, operaio capace di crescere 9 figli » .

Questo è Ledesma, chiamato da Prandelli, uno che un anno fa, in rotta con Lotito, si sentiva giocatore di nessuno, ma di sicuro cittadino del mondo, che ha scelto l'Italia come la sua ultima frontiera. E ora è qui per parlare di Nazionale, di Lazio, di scudetto, di Roma, di Zarate, di quello che volete.

Perché lui è pronto ed ha una risposta per tutto.

Subito riflettori accesi sul regista laziale, italoargentino alla corte di Cesare Prandelli, al suo secondo ' oriundo', dopo Amauri, chiamato per altro solo una volta, ad agosto, a Londra, per il debutto del neo ct. «Io non vengo qui pensando di essere un oriundo. Io mi sento italiano». Cristian Ledesma, la vita, l'ha costruita scegliendo di fronteg­giare via via quello che il vento gli sof­fiava in faccia. «Mi piace la definizione di nuovi italiani che Prandelli ha dato parlando di noi. Io mi sento tanto italia­no dentro, e se non fosse così non avrei risposto positivamente alla convocazio­ne. Credo nel destino, significa che la mia scelta è stata giusta. A Lecce, dove arrivai 9 anni fa, sono cresciuto come giocatore, come uomo. Lì ho incon­trato Marta, mia moglie, lì sono nati i miei figli Ali­ce di 6 anni e Daniel di 3.

Al Salento devo tanto, a Roma la gloria. Dell'Italia mi piace il modo di vive­re. Lo so, per molti non c'è abbastanza sicurezza, ma vi assicu­ro che in Argentina e in Patagonia è più dura. Di una cosa farei a meno: del traf­fico della Capitale...».

DEDICHE - Ledesma poi rivela: «Ho chie­sto la cittadinanza italiana quando so­prattutto Alice ha iniziato a farmi do­mande e mi ha definitivamente convin­to. E' stato giusto così. E me lo ha detto anche mio padre» . Già, suo padre, Mi­guel. E' bello sentire Cristian che si guarda indietro, tornando ai suoi sogni di bambino, cresciuto in un Paese paz­zo di Maradona, che non si confonde: «Il mio idolo ai tempi delle giovanili del Bo­ca? Per me ce n'è sempre stato uno sol­tanto: mio padre, operaio, che ha sapu­to crescere 9 figli» . Lui, il penultimo, a 14 anni, per tornare a riabbracciarlo a Puerto Madryn, da Buenos Aires, non esitava a farsi 18 ore di pullman.

In questi tempi tristi di 'frantismo' (al­tro che buonismo), un tipo così, delle eventuali polemiche sull'opportunità di certe scelte della Nazionale, se na fa fa­cilmente una ragione: «Ognuno può di­re quel che vuole, io non risponderò, di­co solo che sono felice, anzi strafelice» . Cristian, che pure è arrivato alle soglie della nazionale argentina, fermandosi a uno stage under 20 (squadra diventata poi campione del mondo di categoria, con Maxi Lopez, Aimar, Saviola), non proverà a convincere Zarate, che sogna solo l'Argentina ( «Non ne abbiamo mai parlato direttamente però credo la pen­si così, ma mi ha mandato un messaggio di auguri» ) , né imiterà Camoranesi, l'ul­timo italoargentino che lo ha preceduto:
«Io l'inno di Mameli lo conosco e lo canterò» .

PROSPETTIVE
- E' pronto alla sfida, Ledesma, dopo essersi messo alle spalle il periodo più buio: un an­no fa, di quest'epoca, Cri­stian era fuori dalla La­zio, in rotta di collisione con il presidente Lotito. Lui taglia corto ora: «E' stata dura, per 8 mesi mi sono sentito un giocatore di nessuno anche perché nessuno mi aveva cercato nono­stante tante voci. La Roma? Qualcosa c'è stato, non direttamente con me, ma col mio procuratore. Comunque poi ho cancellato tutto quando con il presiden­te Lotito ho rinnovato il contratto. E non voglio più parlarne» . Tutto è cambiato adesso. E la Lazio è in fuga con il Milan in vetta al campionato. Qui Ledesma si fa cauto: «Non parliamo di scudetto, il Milan è stato costruito per vincere, noi per crescere. Comunque rispetto alla Lazio del terzo posto nel 2007 siamo più completi e più convinti. Ci sono uomini nuovi, straordinari, come Hernanes, che mi ha sorpreso, non lo conoscevo. Siamo più squadra» .

Fonte: Corriere dello Sport

domenica 14 novembre 2010

LAZIO-NAPOLI 2-0


Torna a volare Olimpia, torna alla vecchia formazione Reja e per la famosa legge del “non c’è due senza tre” torna a vincere anche la Lazio. La polemica infrasettimanale tra Reja e Zarate dà ragione ad entrambi, l’argentino gioca nel suo ruolo originario di punta e sconquassa la difesa napoletana con un goal e un assist per il reinventato “fantasista” Floccari, schierato in quel ruolo per l’appunto dal tecnico goriziano. Napoli incapace di pungere se non con il solito eccellente Lavezzi, Cavani arranca ben marcato da Dias e Hamsik è un fantasma che non impaurisce però nessuno. Finisce 2-0 per gli uomini di Reja che tornano momentaneamente in vetta, ridimensionate le ambizioni di un Napoli comunque privo di alcune importanti pedine.

FORMAZIONI – Edy Reja ritorna sui suoi passi e ripropone gli undici capaci di conquistare la vetta della classifica di Serie A. Zarate in campo nonostante le polemiche di Cesena, tornano titolari Lichtsteiner, Brocchi, Mauri e soprattutto il profeta Hernanes. Walter Mazzarri è costretto rinunciare all’uomo d’ordine e sostanza che risponde al nome di Gargano, sostituito dal misterioso Yebda, oltre agli infortunati Aronica e Dossena. Recuperato Cavani, confermatissimo in coppia con il pocho Lavezzi.

PARTITA – Sin dalle prime battute di gioco si nota come le due squadre siano molto simili, nonostante i diversi sistemi di gioco. Ricerca delle fasce e contropiede improvviso, nasce così la prima occasione per Lavezzi che strozza però troppo il destro dal limite. Corre il minuto sedici quando la Lazio sblocca la partita, lancio in profondità di Mauri per il neo centravanti Zarate, stop a seguire e sinistro chirurgico sul secondo palo per il talento di Haedo che insacca il punto dell’ 1-0. l Napoli non perde tempo e riorganizza subito le idee, Lavezzi è la solita iradiddio e i difensori di casa faticano a prendergli le misure. Uno spento Hamsik si mangia un goal clamoroso per sua fortuna in offside, poi è lo stesso Lavezzi che stampa l’incrocio dei pali con uno splendido destro a giro in seguito ad una insistita azione di Yebda. La difesa capitolina trema ma non crolla mai, Cavani si vede pochissimo ben controllato da Andrè Dias. Al 33’ altro scatto in profondità di Zarate servito da Floccari, l’argentino dopo un difficile controllo incrocia il tiro ma non riesce a dare forza. Il primo tempo si conclude con una magia di Lichtsteiner su Grava, il tiro cross deviato dello svizzero quasi inganna un comunque reattivo De Sanctis.
Nessun cambio nell’intervallo.

Ripresa con la Lazio che spinge subito sull’acceleratore, Lichtsteiner è una furia sulla fascia e Vitale non riesce a tenerlo mai. Il fraseggio palla a terra è un must per la squadra di Reja, al 4’ grande dimostrazione di “titic titoc” stile Liga spagnola che porta Ledesma al tiro, conclusione “mozzarella” dell’argentino fuori di molto. Il raddoppio matura minuto dopo minuto, Floccari fa le prove generali con un bel destro a giro fuori di poco, poi al 16’ raccoglie l’assist perfetto di Zarate e con un piattone preciso trafigge De Sanctis per il 2-0. Il Napoli reagisce ma concede spazio in contropiede, ancora un infermabile Zarate salta Cannavaro e incrocia il destro, prodezza di De Sanctis che devia di quel poco che basta per salvare la propria porta. I partenopei cercano di reagire, l’ingresso di Sosa porta qualità e proprio il “Principito” sfiora il goal con un sinistro a fil di palo. Al 33’ ancora uno scatenato Zarate controlla spalle alla porta, si gira e calcia a giro, tiro deviato da Cannavaro e traversa piena a De Sanctis battuto. Nel finale assedio disordinato dei biancazzurri, Cavani non è però in giornata e Yebda mette in mostra tutti i suoi limiti anche in fase realizzativa.

CHIAVE – La mossa Zarate centravanti e Floccari trequartista devasta la resistenza ospite, l’argentino ha l’argento vivo addosso e manda in tilt i vari marcatori di turno, il nazionale italiano arretra a prendere palla e tiene sempre intelligentemente palla.

CHICCA – Al minuto 85 la ciliegina sulla torta per uno strepitoso Mauro Zarate; punta l’avversario, torna indietro e serve dalla parte opposta Bresciano con una rabona scroscia applausi. Chapeau.

MOVIOLA – Proteste dei partenopei sul goal di Zarate per un presunto tocco di braccio, l’argentino si allunga però il pallone con la spalla. Al 31’ contatto Grava – Floccari, il difensore tocca prima il pallone. All’ 85’ Bresciano va giù in area ma sembra inciampare da solo.

TATTICA – 4-2-3-1 con i migliori interpreti per i biancocelesti, Zarate questa volta viene impiegato nel ruolo originario di punta con Hernanes a destra e Floccari trequartista addetto alle sponde, Mauri è il giocatore chiave per sconvolgere le linee avversarie. Radu terzino ma centrale aggiunto in fase difensiva, ampia libertà offensiva per Lichtsteiner. Con l’ingresso di Matuzalem non cambia nulla. Ospiti disposti con il solito 3-4-2-1, Hamsik e Lavezzi finti trequartisti con il primo adito ad arretrare e l’argentino sempre pronto a devastare tatticamente gli avversari con le sue accelerazioni. Dopo lo 0-2 Mazzarri inserisce Sosa al posto di Grava, passando così ad uno stranissimo 4-2-2-2.

PROMOSSI&BOCCIATI – Straordinaria risposta di Zarate (Voto 8) alle critiche recenti, Floccari (Voto 7) leggermente arretrato è una grande idea di mister Reja (Voto 7), finalmente tornato ai decisivi undici pre derby. Ledesma (Voto 6) è meno preciso del solito, Muslera (Voto 5.5) corre pochi pericoli ma nel finale rischia la frittata. Nel Napoli un ottimo Lavezzi (Voto 6.5) per oltre un’ora, De Sanctis (Voto 6.5) evita un passivo più pesante, Sosa (Voto 6) propone qualcosa di interessante. Pessima prestazione di Hamsik (Voto 4.5), mai in partita e inutile anche in fase difensiva, Cavani (Voto 5) non si vede praticamente mai, Grava (Voto 4.5) viene scherzato più volte da Zarate & co.

venerdì 12 novembre 2010

Aspettando il Napoli...


Tornano Hernanes, Li­chtsteiner e Brocchi. Mauri resta in dubbio: stamane effettuerà i controlli strumentali, è fermo da due giorni a causa di un dolore al bicipite femora­le destro. Si tratterebbe solo di un af­faticamento, la verità si conoscerà nelle prossi­me ore. Ieri non si è al­lenato, sul suo impiego si deciderà domani.

Mauri è in ottica Nazio­nale, Prandelli potreb­be richiamarlo per l’amichevole contro la Romania ( 17 novem­bre), ci tiene ad esserci, prima anco­ra vuole risollevare la Lazio. In vista del Napoli si tengono pronti Foggia e Bresciano, potrebbero prendere il po­sto di Mauri in caso di forfait ma sono candidati anche come sostituti di Za­rate se l’argentino finirà in panchina. Il napoletano è in pole.

I RIENTRI -Dopo due sconfitte di fila la Lazio è chiamata alla riscossa, non può fallire domenica altrimenti si aprirà la crisi. Edy ha fatto riposare i big Hernanes, Lichtsteiner e Brocchi, l’indisponibilità ha permesso anche a Mauri di rifiatare. I primi tre sono pronti: lo svizzero sta bene, il polso non gli provoca dolore ( si era fatto male nel derby), riprenderà il posto sulla fascia destra, in difesa si assocerà a Biava, Dias e Radu. A centro­campo rientrerà Broc­chi, si affiancherà a Le­desma. Va deciso il modulo, la scelta dipende dalla presenza o meno di Mauri. In avanti Hernanes tornerà sulla trequarti, va sciolto pure il nodo Zarate, si scalda Foggia: con Mauri in campo il napoletano potrebbe piazzar­si a destra al posto dell’argentino. I prossimi allenamenti chiariranno leintenzioni di Reja, di certo Floccari ci sarà. L’assenza del centrocampista brianzolo, e l’eventuale nuova esclu­sione di Zarate, potrebbero indurre il tecnico anche a schierare il 4- 4- 1- 1 (Matuzalem accanto a Ledesma) op­pure le due punte (4-3-1-2, Rocchi tor­nerebbein corsa).

IL PROGRAMMA -La Lazio è rientrata da Cesena subito dopo la partita con un volo charter, ha dormito a Formello e ie­ri mattina è scesa in campo alle 11. I gioca­tori impegnati mercole­dì sera hanno svolto la­vorodi scarico, il resto del gruppo si è dedicato al possesso palla. Sono sta­te provate le soluzioni offensive e so­no stati disputati 30 minuti di partita cinque contro cinque. La ripresa dei lavori è fissata alle 12.30, oggi e do­mani i biancocelesti lavoreranno nel­l’orario in cui verrà giocata la partitacontro il Napoli. Lo stesso program­ma era stato definito prima del match con il Palermo, fu il primo anticipo domenicale affrontato dalla Lazio.

IL PRANZO -La squadra si riunirà nel quartier generale a mezzogiorno, trenta minuti dopo scenderà in cam­po. Da qui a domenica ci sarà tempo per svol­gere solo due allena­menti, dovranno basta­re per arrivare pronti all’appuntamento. Do­mani la squadra si ri­troverà a Formello in­torno alle 9, farà una colazione rinforzata e tornerà in campo alle 12.30, lo stesso avverrà domenica mattina. I calciato­ri potranno scegliere cosa mangiare: sul buffet pasta, riso, bresaola o cro­stata. La prima gara giocata alle 12.30 andò bene ( vittoria a Palermo con prodezza di Dias), la Lazio e i suoi ti­fosi chiedono il bis.

Corriere dello Sport

giovedì 11 novembre 2010

Un altro anno è passato e giustizia non è stata fatta, GABRIELE CON NOI

CESENA-LAZIO 1-0


La Lazio, dopo la sconfitta nel derby di domenica scorsa, conferma il suo momento no, perdendo contro un ottimo Cesena, che porta a casa i tre punti grazie ad un gran gol di Parolo all’85’. Vittoria, che regala ossigeno a Ficcadenti, mentre la Lazio perde il primo posto in classifica, scavalcata dal Milan vittorioso contro il Palermo.

FORMAZIONI - Nel Cesena, sarà Lauro a sostituire lo squalificato Pellegrino, a destra turno di riposo per Schelotto e Ceccarelli. In avanti i due piccoletti Giaccherini e Jimenez al servizio della boa Bogdani. Nella Lazio, tanto turn over. Nemmeno convocati Lichsteiner e Hernanes. In difesa torna Biava dal turno di squalifica e prende posto al centro della difesa, mentre sulla destra gioca Diakitè. Foggia, sostituisce il “Profeta” in appoggio a Floccari e Zarate, preferito a Rocchi.

PARTITA - Entrambe le formazioni, devono riscattare la sconfitta di Domenica scorsa, ed in avvio di partita è il Cesena a spaventare Muslera con due belle conclusioni di Colucci e Parolo.
Primo quarto d’ora di gara tutta di marca romagnola, con Giaccherini, che con il suo passo breve e veloce, fa letteralmente impazzire Diakitè e Appiah attaccato a Ledesma per spegnere la fonte di gioco biancoceleste. Al 30’occasione per il Cesena per passare in vantaggio, ma purtroppo capita sui piedi maleducati di Appiah, che calcia forte ma fuori. La Lazio è ancora stordita dall’effetto derby, allora gli uomini di Ficcadenti ci provano con un cross sbagliato di Lauro, che per poco non sorprende Muslera. L’occasione sveglia la Lazio, ed al 36’ Foggia in azione solitaria colpisce la traversa con un gran sinistro. Gli uomini di Reja, soffrono la mancanza di Mauri, con Bresciano mai entrato in partita e Zarate al limite del fastidioso con tentativi di dribbling mai riusciti. Dopo un minuto di recupero, il primo tempo finisce a rete inviolate.

La ripresa comincia con una Lazio più aggressiva, che nei primi minuti prova a fare la partita, allora Ficcadenti mischia le carte, dentro Schelotto per l’ammonito Appiah, con l’arretramento di Parolo nel ruolo di incontrista e trio di trequartisti formato da Giaccherini, Jimenez e Schelotto. Gioca meglio la Lazio, che con Zarate e Bresciano prova ad impensierire Antonioli con conclusioni da fuori area. Girandola di cambi per entrambe le formazioni, ma le squadre sembrano stanche e le occasioni da rete stentano ad arrivare. Quando la partita sembra destinata allo 0-0, il Cesena va in vantaggio con il migliore in campo: è il minuto 40, quando Parolo riceve palla e dai venticinque metri fa partire un missile, che batte l’incolpevole Muslera. Reja, corre subito ai ripari inserendo Rocchi per Foggia, ma è troppo tardi al Manuzzi finisce 1-0.

CHIAVE - Ottima intuizione di Ficcadenti, che prima con Appiah e poi con Parolo, blocca Ledesma, bloccando la fonte di gioco biancoceleste. Fermando il regista argentino, la Lazio si deve affidare solo alle iniziative personali di Foggia, risultando troppo prevedibile.

CHICCA - Il Manuzzi, si conferma campo ostico per la Lazio. L’ ultima vittoria dei bianco celesti in casa del Cesena, risale a 42 anni fa, nel campionato di serie B 1968/1969., con un rotondo 0-4 firmato Fortunato, Rinero e doppietta di Massa.

TATTICA - Per il Cesena un 4-3-2-1, con gli esterni di difesa Lauro e Nagatomo ed i centrali Von Bergen e Benalouane. La diga davanti alla difesa sarà il ghanese Appiah ed al suo fianco agiscono Colucci e Parolo. In avanti la coppia Giaccherini e Jimenez giocheranno alle spalle dell’unica punta Bogdani. Reja, con Foggia al posto di Hernanes, passa ad un 4-3-3 classico. In difesa, sulle fasce giocano Diakitè e Radu, mentre al centro rientra Biava in coppia con Dias. A centrocampo, la corsa di Matuzalem al servizio della geometria di Ledesma e degli inserimenti di Bresciano, mentre in avanti si passa ad un tridente puro con Foggia e Zarate esterni e Floccari punta centrale.

MOVIOLA - Al 5’ minuto della ripresa, intervento in scivolata di Benalouane su Zarate, bravo l’arbitro Orsato a non decretare il penalty, perché il difensore del Cesena prende il pallone.

PROMOSSI & BOCCIATI - Standing ovation per Parolo (Voto 7,5), che è il re del centrocampo bianconero: costruisce, annulla Ledesma e realizza il gol del definitivo 1-0, centrocampo che trova in Jimenez (Voto 5) un corpo estraneo per una squadra tutta grinta e corsa.
Nella Lazio l’unico a provarci è Foggia (Voto 6,5), che nel primo tempo colpisce la traversa con un bel sinistro. Inguardabile Zarate (Voto 4), che dopo il centesimo dribbling sbagliato, si rischia di confonderlo con il fratello Sergio detto “El Raton”, meteora dell’Ancona dei primi anni novanta.