domenica 26 maggio 2013

ROMA E' NOSTRA!

Tripudio Lazio e una maglietta speciale: "Sempre più primi della Capitale"


'Sempre più primi della capitale, la vittoria è nostra'. E' la scritta apparsa sulla maglietta celebrativa della Lazio, ebbra di gioia per la conquista della Coppa Italia ai danni degli eterni rivali cittadini della Roma. Il goal di Lulic ha fatto esplodere la grande festa, protagonisti i giocatori e il presidente Lotito.

Vincere un derby ha sempre un sapore speciale, si sa. Anche il solitamente misurato Vladimir Petkovic ha esternato la propria felicità, in una maniera peraltro particolare. Il tecnico bosniaco si è infatti improvvisato falconiere, recandosi sotto la curva Nord con l'aquila Olympia, mascotte del club.

I tifosi laziali lo hanno acclamato a gran voce, e ne hanno approfittato per lanciare un coro derisorio nei confronti dei giallorossi: 'La stellina dove sta?'. Un chiaro riferimento alla mancata conquista da parte della Roma del trofeo, che sarebbe stato il decimo per la Lupa. E si sa che alla decima Coppa Italia scatta la stella d'argento.

Un titolo sfuggito alla formazione di Andreazzoli, che ha palesato mancanza di gioco e di idee. Un ko, insomma, meritato.

Petkovic si gusta la Coppa Italia: "Grande Lazio, i giocatori hanno lavorato bene"



Vladimir Petkovic entra definitivamente nella storia della Lazio. E' lui, il 49enne tecnico bosniaco che nessuno conosceva, a regalare al club biancoceleste la sesta Coppa Italia, a quattro anni di distanza dall'ultima. La rete di Lulic stende la Roma, e così l'ex allenatore dello Young Boys può festeggiare, sempre con la consueta eleganza.

"Sono molto soddisfatto per i ragazzi - esordisce, intervistato sul prato dell'Olimpico da 'Rai Sport' - che hanno lavorato bene e lo hanno dimostrato sul campo. Voglio fare i complimenti anche alla Roma, mi spiace per loro, so cosa si prova perché in Svizzera ho già perso più volte in finale. Ma sono orgoglioso per i miei, siamo in Europa League".

"Sapevo per come abbiamo preparato la gara che qualcosa doveva tornarci indietro - continua Petkovic - Con un po' di fortuna e tanta testa abbiamo vinto e sono contentissimo. In pochi credevano in me quando sono diventato l'allenatore della Lazio, ma io sono rimasto sempre lo stesso, uguale a quando sono giunto a Roma".

"Non eravamo brillantissimi, era la 57ma partita ufficiale più altre partite con le nazionali per alcuni giocatori. Ma sono soddisfatto per tutti, dai giocatori al magazziniere. Quando ho capito che avevamo vinto? Solo quando Orsato ha fischiato la fine. Siamo stati tranquilli dietro ma potevamo sfruttare meglio i contropiedi. Ma l'importante è che abbiamo vinto".

Sulla prossima stagione: "Non sono abbastanza lucido ora per fare analisi. Aspettiamo qualche giorno e vedremo. Il mio contratto dura un altro anno, però bisogna parlare con la società. Se avessimo perso sarei stato messo sicuramente in discussione. Intanto torno a Formello per cambiarmi, ogni altro pensiero non è opportuno".

Infine, Petkovic ammette: "Questa è la vittoria più importante della mia carriera. Non do voti alla stagione, perché i giocatori hanno dato tutti il 100%. Il sostegno tifosi fa molto piacere dal punto di vista umano. Cercavo sempre di rimanere me stesso ed essere umile. La gente ha apprezzato il nostro sforzo".

Roma-Lazio 0-1: la Coppa Italia è biancoceleste



Ci si aspettava qualcosa di più e di meglio, nel derby di finale, ma ai tifosi della Lazio poco importa: la Coppa Italia è biancoceleste. Battuta la Roma per 1-0: a decidere, in una gara spettacolare soltanto a sprazzi e con poche occasioni da goal, è un eroe inatteso, Senad Lulic, bravo a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. Marchetti salva su Destro un minuto dopo, blindando il trofeo. Il primo italiano per Petkovic, il sesto per la Lazio, che approda direttamente ai gironi di Europa League.

FORMAZIONI – Nella Roma, Andreazzoli piazza Marquinhos sulla destra della difesa, con Balzaretti dall’altra parte. Davanti la scelta ricade sul bomber di coppa Destro, preferito a Osvaldo dal primo minuto. Dietro di lui agiscono Totti e Lamela, con Marquinho titolare del centrocampo a 3 e pronto a scatenare i propri inserimenti dalle retrovie.

Nella Lazio, niente due punte: Petkovic si affida al solo Klose davanti e alla consueta batteria di centrocampisti che a turno lo sostengono. Tra i quali c’è Onazi, preferito ad Alvaro Gonzalez. In panchina anche Mauri ed Ederson, mentre è Cana a formare la coppia centrale di difesa assieme a Biava, al posto di André Dias.

PRIMO TEMPO – Sugli spalti lo spettacolo non manca, in campo sinceramente sì. Nemmeno 24 ore dopo la battaglia di Wembley tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund, tra Roma e Lazio c’è tanta tensione. E il gioco di entrambe ne risente. Anche se la prima occasione arriva dopo 3’: Lobont devia su Lulic, e Klose centra solo l’esterno della rete da posizione defilata.

L’attenzione dei reparti arretrati di Andreazzoli e Petkovic limita gli attacchi avversari. Nonostante questo, la Roma si fa comunque pericolosa: Totti e Lamela costringono Marchetti a interventi a terra non complicati, mentre Bradley spaventa – lui sì – la difesa biancoceleste con un inserimento prepotente concluso da un diagonale a lato.

L’ultimo quarto d’ora offre pochi spunti. Solo un paio catalizzano l’attenzione, uno per parte. L’occasione principale è per Klose, che sottomisura di testa trova il riflesso di Lobont, invero favorito da un pallone abbastanza centrale. Mentre Destro, poco nel vivo del gioco, si fionda su un cross di Marquinhos non trovando però la porta con la sua zuccata.

SECONDO TEMPO – La ripresa inizia senza grandi emozioni, con le due squadre che si temono e non trovano le mosse giuste per superarsi. La palla giusta è per Mauri, il cui destro strozzato al volo non trova la deviazione a un passo dalla porta di Klose. Dall’altra parte, sono più velleitari i tentativi di Totti e Destro: pochi problemi per Marchetti.

Poco dopo la metà della ripresa, però, il match si infiamma tutt’a un tratto. Al 71’ Lobont devia come può il centro di Candreva e la palla termina sui piedi di Lulic, freddo a indirizzarla in rete con la porta sguarnita. Festa Lazio, che però rischia di interrompersi immediatamente: è clamorosa, un minuto più tardi, la traversa colpita da Destro, di testa, con la collaborazione di un reattivo Marchetti.

La gara si decide lì. La Roma tenta assalti disperati, si fa prendere dal nervosismo (espulso Tachtsidis dalla panchina) e sbatte contro la concentratissima difesa laziale. La squadra di Petkovic sfiora il 2-0 in contropiede con Mauri, che calcia addosso a Lobont, soffre qualche altro istante e poi libera l’urlo di gioia: la Coppa Italia, la sesta, è biancoceleste.

CHIAVE – Tra il 71’ e il 72’ si decidono i destini del derby di finale: prima Lulic piazza la zampata giusta, poi Marchetti blinda la Coppa sfiorando il colpo di testa di Destro contro la traversa. La chiave del successo laziale sta in quei due minuti.

MOVIOLA – Orsato dirige tutto sommato bene una gara delicatissima, tirando fuori il giallo quando serve e imponendo la propria disciplina ai giocatori: come in occasione del rosso a Tachtsidis, in panchina. Candreva tenta di ingannarlo, lui non casca nel tuffo in area dell’esterno, appena toccato alle spalle da Balzaretti.
Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Lulic. Stasera è irresistibile sulla fascia mancina. Il povero Marquinhos se lo vede sfuggire da sotto ai baffi innumerevoli volte nel corso del match. Si propone e serve i compagni liberi coi tempi giusti. Trova la forza di scattare in contropiede finanche al novantesimo.

IL PEGGIORE - Lobont. Nessuno, stasera, vorrebbe avere la coscienza di Lobont. Un intervento che costa una finale. L'indecisione lo beffa in occasione del cross di Candreva che, coadiuvato da una sua deviazione, va a finire sui piedi di Lulic.

giovedì 23 maggio 2013

Protti sul derby: “Vincerà chi avrà i nervi saldi. L’uomo partita? Klose!”



Con il suo celebre trenino sotto la Curva Sud, in quel derby del lontano 4 maggio del 1997, Igor Protti è entrato di diritto nei cuori e nei ricordi dei tifosi laziali. La redazione di Lazialità lo ha contattato in esclusiva proprio in vista della stracittadina che si giocherà domenica allo Stadio Olimpico:

La Lazio viene da un girone di ritorno estremamente negativo. Secondo lei, è possibile ritrovare la vera Lazio in questa partita singola?
“Assolutamente sì, per due motivi: per prima cosa sappiamo come già un derby di campionato esuli da qualsiasi classifica, e poi trattandosi questa, di una finale di Coppa italia, il discorso vale ancora di più. Quello successo prima non conterà nulla e chi avrà più nervi saldi e serenità mentale avrà la meglio, e come diceva Boskov, ci vorrà “cuore caldo e mente fredda”.

C’è una squadra favorita, o partono tutte e due alla pari?
“Assolutamente alla pari; 50 % di possibilità ciascuna”.

Lei si giocherebbe la partita con il 4-1-4-1 che ha dato tante soddisfazioni all’inizio del campionato, o rimarrebbe fedele alle due punte che hanno fatto arrivare qualche vittoria nelle ultime partite?
“Petkovic non ha bisogno dei miei consigli, ma se venissi chiamato per fare una mia considerazione personale, credo che saranno gli ultimi allenamenti, quelli decisivi per dare la risposta. L’allenatore sceglierà in base alle condizioni fisiche e mentali dei giocatori, e se quelli che staranno meglio ti permetteranno di giocare con una punta sarà quello il modulo, o altrimenti se saranno più in forma altri calciatori che ti permettono di giocare con il 4-4-2, si opterà per questo sistema di gioco”.

Da calciatore, secondo lei può essere utile questo ritiro a Norcia?
“Credo che in questo caso, il ritiro sia stato fatto per estraniarsi da tutte le tensioni che ci sono in questi giorni. Dal mio punto di vista, il ritiro può essere utile per i ragazzi, nel senso che potranno trovare la concentrazione giusta in vista della partita”.

In chiusura, chi sarà secondo lei l’uomo partita?
“La Lazio in queste ultime partite ha ritrovato un giocatore importante come Klose, dopo che ha avuto tanti problemini fisici. Penso che potrà essere un uomo decisivo anche per la sua freddezza, oltre ovviamente alla grande esperienza”.

Coppa Italia, derby Roma-Lazio blindato mille uomini in campo per la sicurezza



ROMA - Saranno oltre mille gli uomini impiegati domenica a Roma per il derby di Coppa Italia. Altri 500 saranno in campo per garantire il regolare svolgimento delle elezioni amministrative.
L'alto numero di forze dell'ordine impiegato renderà necessario l'arrivo di rinforzi.

Il numero di agenti che sarà impiegato domenica è superiore a quello messo in campo in passato per questo è stato necessario chiedere rinforzi. Le forze dell'ordine si concentreranno soprattutto sul pre e post partita nella zona dello Stadio Olimpico e nelle piazze dove potrebbero tenersi i festeggiamenti dei tifosi di Roma o Lazio, da piazza Venezia a piazza della Libertà. L'obiettivo è scongiurare tensioni o contatti tra le tifoserie e garantire lo svolgimento regolare delle votazioni ai seggi.

l Questore di Roma Fulvio della Rocca ha incontrato oggi i responsabili della Roma, della Lazio, del Coni, della Lega e dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive del Viminale per fare il punto della situazione in vista della finale di Coppa Italia del 26 maggio. Obiettivo, è stato spiegato, quello di «garantire un ordinato e pacifico svolgimento di un evento tanto importante per la città di Roma». Per questo motivo domani è stato convocato il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza, presieduto dal Prefetto Giuseppe Pecoraro, che definirà i dettagli del dispositivo. Il Questore, si legge in una nota, ha chiesto «al Dipartimento della P.S., che sicuramente se ne farà carico, adeguate risorse per gestire meglio l'evento sia durante il suo svolgimento, sia prima e dopo per i prevedibili festeggiamenti in città».

lunedì 20 maggio 2013

DERBY- Ancora molti posti disponibili, l’Osservatorio ci pensa: vendita libera?



Ancora numerosi i posti liberi nei diversi settori, tutto questo a sei giorni dalla partita, forse per colpa di modalità di vendita troppo restrittive, o forse per timore di incidenti come nello scorso derby di campionato, fatto sta che la vendita non decolla. Meno di 40.000 i tagliandi staccati sino ad ora, per la precisione 37.800, con quote di spartizione più o meno pari tra le due tifoserie, troppo pochi per un match storico come quello che ci attende. Neanche l’iniziativa messa in atto dal responsabile Marketing della Lazio ha portato i frutti sperati: con biglietti di tribuna acquistabili senza fidelity card per over 60, under 14 e nuclei familiari, sono stati venduti solo 800 tagliandi. Sarebbe davvero un peccato se domenica lo stadio non si riempisse, oltre che una cattiva pubblicità per il nostro calcio, proprio per questo motivo la Lega e l’Osservatorio stanno pensando se aprire la vendita libera, una decisione è attesa nelle prossime ore.

Ciani guarda avanti: “Avremmo voluto finire meglio, ma ora pensiamo alla Finale”


Tanta amarezza per aver chiuso la stagione con una brutta sconfitta, ma ora l’imperativo per la banda Petkovic è soltanto uno: voltare pagina in fretta per preparare al meglio la partita che vale una stagione intera.

Lo sa bene anche Michael Ciani, che ieri sera è tornato in panchina dopo l’infortunio alla coscia subito circa dieci giorni fa. Il difensore francese questa mattina ha esternato il suo pensiero sul social network Twitter: “Ieri c’è stata l’ultima partita del campionato, che avremmo voluto terminare in un modo migliore. Ma adesso l’obiettivo è la Finale del 26. Forza Lazio”.

CAGLIARI-LAZIO 1-0



Il Cagliari batte 1-0 la Lazio a Trieste, spegne i sogni europei dei biancocelesti ma non riesce a piazzarsi al 10° posto per la vittoria del Parma al Palermo.

Decide la partita un colpo di testa di Dessena al 76', su calcio di punizione dalla sinistra di Cossu. Lazio al 7° posto, superata anche dai cugini della Roma, Cagliari che chiude 11° dopo un ottimo girone di ritorno. I biancocelesti visti al Nereo Rocco sono parsi spenti e poco pericolosi in avanti.

FORMAZIONI – Diverse novità nel Cagliari rispetto all’1-1 di Torino contro la Juventus. In porta spazio ad Avramov al posto di Agazzi, mentre per l’emergenza in difesa Dessena è arretrato nel ruolo di terzino destro con Avelar sulla sinistra. In attacco va in panchina anche l’altro neo-azzurro, Marco Sau, e trova spazio il tridente Ibarbo, Pinilla, Thiago Ribeiro.

Petkovic sceglie il 3-4-1-2, con Biava, Cana e Dias a comporre la linea difensiva davanti a Marchetti. In mediana, con l’assenza pesante di Hernanes, ci sono Konko a destra e Lulic a sinistra. Ledesma è in cabina di regia, con Onazi al suo fianco e Candreva libero di svariare sulla trequarti. Klose e Kozak compongono infine il tandem offensivo.

PRIMO TEMPO – Dopo i primi 10 minuti di studio, la partita si sviluppa su ritmi molto alti. Al 13’ Nainggolan triangola in velocità con Pinilla, che gliela rende di tacco per poi riceverla nuovamente sulla destra dell’area: cross teso sul secondo palo, dove arriva Thiago Ribeiro, che impegna Marchetti alla deviazione in calcio d’angolo.

La squadra di Petkovic è molto manovriera in mezzo al campo, ma i sardi sono micidiali quando hanno spazio per affondare in contropiede. Ribeiro ci riprova dalla distanza al 15’, ma spara alto sopra la traversa di Marchetti. I biancocelesti replicano al 17’ con un assist dalla sinistra di Lulic per Kozak, che tutto solo a centro area, manda incredibilmente a lato di testa.

Al 19’ capitan Conti prova a inquadrare la porta su punizione dalla distanza, ma sul tocco di Avelar spedisce anche lui alto. Al 20’ è Ibarbo, lanciato in verticale, a trovare lo spazio fra Biava e Dias e a calciare in porta di prima intenzione: conclusione debole, Marchetti non ha difficoltà a bloccare il pallone.

A metà della prima frazione entra in partita Candreva: al 24’ costringe Avramov a una respinta affannosa con i pugni su traversone dalla destra, poi è protagonista di una bella azione individuale conclusa però malamente con un tiro che non inquadra lo specchio della porta e termina fuori dall’area sul lato opposto.

Al 31’ ancora i rossoblù di Pulga e Lopez in avanti: sponda all’indietro di Ibarbo per Thiago Ribeiro, che tenta il gran goal al volo in acrobazia ma spedisce alto sulla traversa. Il colombiano è una spina nel fianco per i biancocelesti, che devono spesso triplicarlo per fermarlo quando parte.

Al 37’ Cana lo mette giù a metà campo e si becca il primo giallo del match. Essendo diffidato, l’albanese salterà la prima gara della nuova stagione.

Nel finale di primo tempo i sardi hanno l’occasione più ghiotta dei primi 45 minuti: Avelar salta due avversari sulla sinistra e spara a rete con il sinistro, colpendo la parte interna della traversa a Marchetti battuto.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa il Cagliari parte di gran lena, sfiorando il goal del vantaggio in due occasioni. Al 49’, dopo una sgroppata sulla destra di Ibarbo, la palla giunge a Eriksson a centro area: tiro rasoterra dello svedese, Biava devia fortuitamente in calcio d’angolo a Marchetti fuori causa.

Al 51’ è Thiago Ribeiro a tentare il gran goal in diagonale, ma la sua conclusione è troppo potente e termina fuori senza che Ibarbo, appostato sul secondo palo, possa arrivarci per il tap-in. Giannoccaro aveva però fermato il gioco per fuorigioco del colombiano.

La Lazio risponde al 54’ con una battuta al volo di Candreva su lancio lungo di Ledesma: Avramov è attento e para. Due minuti dopo Ribeiro ci riprova dal limite dell’area, ma viene murato da Biava, il quale tuttavia si fa male respingendo con il corpo e ha bisogno del soccorso dei medici.

Iniziano i cambi. Petkovic inserisce Floccari per Kozak, Gonzalez per Konko ed Ederson per Biava, Pulga e Lopez inseriscono Cossu per Ribeiro, Sau per Pinilla e Nenè per Ibarbo. La partita resta molto combattuta.

Al 68’ Avramov vola a respingere un pallonetto dalla lunga distanza di Cana. Ma al 76’ è decisivo un episodio: Dias stende Sau e l’arbitro decreta un calcio di punizione per i rossoblù. Batte Cossu e trova lo stacco vincente di Dessena, che prende il tempo a Biava e di testa batte Marchetti.

Nel finale di partita Sau potrebbe addirittura raddoppiare in contropiede, ma Marchetti si salva in due tempi. La Lazio ci prova su punizione con Ederson (pallone alto sulla traversa) e con una serie di lanci lunghi per innescare le punte, che non hanno successo. Dopo 5 minuti di recupero l’arbitro decreta il successo di misura del Cagliari, che spegne i sogni europei della Lazio e regala un bel finale di campionato agli isolani.

CHIAVE – Lazio poco brillante nel gioco ed evanescente in attacco, i sardi dimostrano una maggiore freschezza e una certa efficacia nella costruzione del gioco, venendo premiati nella ripresa.

MOVIOLA – Pochi episodi dubbi nella partita del Nereo Rocco. C’è stato un tocco di mano non ravvisato di Cana al limite dell’area, mentre appare giusta la punizione assegnata ai sardi sul fallo di Dias su Sau, da cui scaturisce il goal di Dessena. Poteva forse starci il giallo per il brasiliano.

Dalle pagelle:

IL MIGLIORE - Dessena. Schierato come terzino per l'emergenza difensiva dei rossoblù, gioca una grande partita. Va su e giù sulla fascia destra, ingaggiando un entusiasmante duello con Lulic, poi ha il merito nella ripresa di segnare di testa il goal partita con un bell'inserimento offensivo.

IL PEGGIORE - Klose. Stecca l'ultima partita di campionato. Ben controllato da Astori, non riesce a dare il suo consueto contributo alla squadra.

venerdì 17 maggio 2013

Cagliari-Lazio: statistiche e formazioni


Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Dessena, Rossettini, Astori, Avelar; Ekdal, Conti, Nainggolan; Cossu; Pinilla, Ibarbo. Squalificati: nessuno Indisponibili: Pisano, Murru, Perico, Cabrera,Ariaudo

Lazio: (4-4-2): Marchetti; Konko, Cana, Dias, Radu; Candreva, Ledesma, Gonzalez, Lulic; Floccari, Klose. Squalificati: nessuno Indisponibili: Brocchi, Ciani, Mauri, Onazi

STATISTICHE

Cagliari e Lazio si sono affrontate 55 volte in campionato: 16 i successi dei rossoblu a fronte delle 25 affermazioni laziali;14 le sfide terminate in parità.
La Lazio si è imposta in cinque delle ultime sei partite giocate contro il Cagliari in Serie A, comprese le ultime tre.
Le due squadre non hanno mai pareggiato nelle ultime sei sfide in casa del Cagliari (quattro vittorie degli ospiti, due dei padroni di casa), dopo che avevano diviso la posta nei cinque precedenti confronti in Sardegna.
Gli isolani hanno ottenuto solo due punti nelle ultime cinque gare di campionato, e hanno segnato un solo gol nelle ultime quattro.
Il Cagliari ha perso le ultime due sfide di Serie A giocate in casa (entrambe 0-1), dopo una striscia di quattro successi di fila.
I biancocelesti vengono da tre vittorie di fila in campionato, ed hanno subito un solo gol nelle ultime quattro.
La vittoria contro l’Inter per 3-1 è stata la prima per la Lazio dopo una striscia di otto partite esterne di campionato senza successi (cinque sconfitte e tre pareggi).
Sergio Floccari ha segnato cinque gol in 13 sfide di Serie A contro il Cagliari: solo contro il Napoli (sei reti) ha segnato di più nella massima serie.
Daniele Conti è il giocatore più sanzionato di questa Serie A con 16 ammonizioni ed un’espulsione. Per lui si tratta del record personale di cartellini in una singola stagione nella massima serie.
Stagione da incorniciare per Antonio Candreva che ha già migliorato i suoi record in termini di presenze (34), gol (sei) e assist (cinque) in un singolo campionato di Serie A.

mercoledì 15 maggio 2013

Conclusa l'audizione al Tar, il Codacons annuncia: "Si va verso il derby alle 21"



"Si va verso il fischio d'inizio alle 21", è la clamorosa svolta dell'ultima ora. A rivelarlo è il presidente del Codacons Carlo Rienzi, intercettato al termine dell'audizione convocata dal Tar, proprio per discutere il ricorso dell'associazione dei consumatori contro l'orario delle 18: "Siamo quasi tutti d'accordo. Si deciderà entro il 21 maggio. La Lazio ha detto che l'orario delle 21 gli va bene - riporta romanews.eu -. Come Codacons abbiamo osservato che, sia che la partita inizi alle 18 che alle 21, si finisce comunque con il buio, quindi il problema del buio non può essere la discriminante. Se cominciasse alle 18, però, coinciderebbe con le urne aperte". Presente anche l'avvocato della Lazio Gianmichele Gentile: "Valuteremo la situazione nel pomeriggio". "Volevamo spostarla ad un altro giorno", è stata invece la rivelazione del legale del Comune di Roma Andrea Magnanelli.

Il Milan vuole Marchetti, proposti alla Lazio soldi più Flamini



Il Milan è a caccia di un portiere ed in cima alla lista della spesa di Galliani c’è proprio il portierone biancoceleste Federico Marchetti. A riportare il forte interesse del club di via Turati per l’estremo difensore della Lazio, è l’edizione odierna de “Il Tempo” che svela quelle che sarebbero le proposte dei rossoneri per riuscire a portare a termine la (difficilissima) trattativa con Lotito: proposti ben tredici milioni di euro, più il cartellino di Mathieu Flamini, mentre per Marchetti sarebbe pronto un contratto pluriennale da due milioni di euro a stagione. Il giocatore è legato alla Lazio fino al 2016 e di certo, da parte della società, non c’è la minima intenzione di andare a scoprire un ruolo più che coperto, ma, come riporta il quotidiano, le relazioni tra i due club sono ottime e quindi non sarebbero da escludere a priori dei colpi di scena che vedrebbero Marchetti partire alla volta di Milanello. Un’operazione del genere permetterebbe inoltre a Lotito di realizzare una plusvalenza considerevole, dato che, da quando fu rilevato per 5,2 milioni di euro, il cartellino del portiere ha sicuramente triplicato il suo valore. Sulle tracce dell’estremo difensore anche Inter e Arsenal; davvero difficile che la Lazio se ne possa privare, ma in estate potrebbero esserci sviluppi di mercato interessanti.

domenica 12 maggio 2013

LAZIO-SAMPDORIA 2-0


Floccari + Candreva, e la Lazio continua a sognare l’approdo in Europa. Una rete per tempo, segnata all’inizio dall’attaccante e nel recupero, su rigore, dal centrocampista, regalano il successo alla squadra di Petkovic. Mentre la Sampdoria, già salva e tranquilla, delude: i blucerchiati attaccano poco e vanno vicini alla rete soltanto con un destro di Icardi, che verso il termine del primo tempo sbatte contro la traversa.

FORMAZIONI – Petkovic conferma il modulo a due punte, chiesto a gran voce in settimana da molti giocatori: davanti, dunque, con l’intoccabile Klose c’è Floccari. Gonzalez è schierato terzino destro, Onazi titolare accanto a Hernanes con Ledesma in panchina.
Nella Samp dell’ex Delio Rossi torna Icardi, che fa coppia con Sansone in attacco e costringe Maxi Lopez ed Eder a guardare da fuori. Delio Rossi dà spazio a chi ha giocato meno, come il danese Poulsen, confermando Da Costa in porta.

PRIMO TEMPO – La gara inizia immediatamente su buoni ritmi. Icardi non trova la porta da ottima posizione, servito con un centro basso da Sansone, mentre dall’altra parte Floccari (sul filo del fuorigioco) è implacabile: deviazione di ginocchio in mischia da azione d’angolo e 1-0 per la Lazio.
I blucerchiati non hanno più nulla da chiedere al campionato, ma se la giocano. Anche perché in campo ci sono coloro che hanno giocato meno. Icardi non è uno di questi, ma si mette comunque in luce con un destro che spaventa Marchetti. Lo imita Floccari, che si presenta a tu per tu con Da Costa ma non trova la porta.
Ancora Icardi, che nelle ultime gare ha dovuto lasciare il posto a Maxi Lopez a causa di un infortunio, è vivacissimo: destro di controbalzo dal limite dell’area e palla che va clamorosamente a sbattere contro la traversa.

SECONDO TEMPO – La ripresa, nonostante un bel sole che sorride all’Olimpico e dovrebbe invogliare al bel gioco, propone molto meno. Le due squadre abbassano i ritmi e producono meno occasioni da rete. Specialmente la Sampdoria, squadra che dovrebbe recuperare ma nemmeno prova a farlo.
La Lazio, invece, le sue occasioni le ha. Subito Candreva spaventa Da Costa mandando la sua conclusione a sfiorare il palo, poi, dopo una fase della gara spezzettata e senza emozioni, Floccari si presenta davanti al portiere brasiliano ma stavolta viene murato.
Nel finale accade un po’ di tutto. Prima Berardi chiama Marchetti a un intervento non semplice, il primo della sua partita; quindi viene espulso il brasiliano Renan, probabilmente per qualche parola di troppo verso Romeo; infine raddoppia Candreva, con un cucchiaio su rigore concesso per fallo su Onazi.

CHIAVE – La zampata di Sergio Floccari stappa subito una gara che poteva rivelarsi complicata, vista la presunta voglia di mettersi in mostra dei giocatori della Samp. Dopo la zampata dell’ex Atalanta e Genoa, il match per i biancocelesti è in discesa.

MOVIOLA – Romeo di Verona decide di fare il romantico e, consigliato dal suo assistente, non nega a Floccari la gioia della rete. L’ex genoano segna sul filo del fuorigioco, ed in effetti la sagoma di un difensore pare tenerlo in gioco.

Dalle pagelle:
IL MIGLIORE - Candreva. Ora come ora uno dei giocatori italiani più in forma, sta finendo alla grande una stagione stratosferica. Sfiora il goal con la sua classica castagna, sulla destra è un motorino e il rigore è da maestro. Il migliore in campo.

IL PEGGIORE - Poulsen. Omonimo di un giocatore che in Italia non rimane simpatico a molti, gioca una partita mediocre e non si vede mai. La spinta sulla sinistra è nulla e i compagni smettono pure di cercarlo

sabato 11 maggio 2013

Lazio-Samp: probabili formazioni e statistiche


FORMAZIONI
Lazio (4-4-2): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Ledesma, Hernanes, Lulic; Floccari, Klose.Indisponibili: Brocchi, Mauri, Ederson.

Sampdoria (3-5-2): Da Costa; Gastaldello, Palombo, Castellini; De Silvestri, Poli, Obiang, Renan, Estigarribia; Icardi, Eder. Indisponibili: Krsticic.

STATISTICHE
Lazio e Sampdoria si affronteranno per la 110ª volta nel massimo campionato: biancocelesti nettamente avanti nel bilancio dei successi, 50 a 28; 31 le sfide terminate in parità.
La Sampdoria è infatti la squadra contro cui la Lazio ha vinto più volte nella massima serie.
La Lazio ha vinto le ultime due partite giocate contro la Sampdoria in Serie A, entrambe per 1-0, dopo che nelle precedenti quattro sfide aveva raccolto un solo punto.
La Samp non vince all’Olimpico contro la Lazio in campionato dal gennaio 2005: cinque sconfitte e un pareggio nelle ultime sei.
La Lazio ha ottenuto due successi di fila dopo quattro gare senza vittorie (due pari, due sconfitte).
In queste due partite i biancocelesti hanno messo a segno nove gol, uno in più di quanti realizzati nelle precedenti 13 gare di campionato.
La Sampdoria non vince da nove giornate (quattro pareggi, cinque sconfitte) e non è riuscita a segnare più di un gol in nessuna delle ultime 10 partite.
Nel girone di ritorno la Sampdoria non ha mai vinto in trasferta, tre sconfitte e cinque pareggi.
Lazio e Samp sono le due squadre capaci di vincere per 6-0 in questo campionato: i biancocelesti contro il Bologna domenica scorsa, i blucerchiati contro il Pescara.
Maxi López ha segnato il suo primo gol in Serie A, nel febbraio 2010, proprio all’Olimpico contro la Lazio. L’argentino vestiva la maglia del Catania.

venerdì 10 maggio 2013

Febbre derby, oggi inizia la vendita: tifosi in fila già da ieri pomeriggio



AGGIORNAMENTO ORE 08.45 - Alle ore 10 via alla vendita, la folla di tifosi laziali fuori dai Lazio Style è sempre più corposa e in continuo aumento. Persone assiepate fin dal pomeriggio di ieri, un sistema di numeretti per organizzare e razionalizzare la fila.Questa la situazione presso il punto vendita di Via Calderini, zona Piazza Mancini, testimoniata dai nostri scatti.

AGGIORNAMENTO ORE 3.00 - Sono circa 200 i tifosi accorsi al Lazio Style 1900 Official Store di Piazza Talenti per accaparrarsi il "numeretto" che assicurerà il posto quando, alle ore 10, scatterà la vendita dei biglietti. I supporter biancocelesti hanno organizzato una vera e propria lista per controllare l'ordine d'arrivo dei presenti e garantire a tutti la possibilità di esserci nella partita più importante della stagione. Molti dei tifosi presenti stazioneranno nei pressi dello store fino all'orario di apertura.

Sale l'ansia, cresce l'attesa. Il derby in finale di Coppa Italia si avvicina e i tifosi fremono. L'imperativo è uno solo, esserci, ad ogni costo. Domani alle ore 10 scatterà l'ora x, partirà la vendita dei biglietti per la stracittadina più importante della storia. Fino al 15 maggio i tagliandi saranno in prelazione e potranno essere acquistati dagli abbonati biancocelesti e dai possessori dei Priority Pass. Ma già dal tardo pomeriggio i Lazio Style 1900 Official Store sono stati presi d'assalti dai sostenitori laziali, pronti ad accaparrarsi il 'numeretto' - come alla posta insomma - per garantirsi un posto in fila domani mattina. Non si può certo rischiare di rimanere a mani vuote, non si può rischiare di perdersi una sfida così unica, storica. Fuori dai punti vendita di Piazza Talenti e di Via Calderini i tifosi fremono - come testimoniano i nostri scatti - alcuni tra i più temerari passeranno la notte fuori i negozi ufficiali della Lazio per esser in prima fila domani mattina. Stringere il biglietto della finale tra le mani il sogno che li accompagnerà nella nottata. Dal 15 maggio poi la prelazione sarà estesa ai possessori della Tessera Millenovecento, mentre solo dal 20 maggio - se ci sarà ancora disponibilità di tagliandi - partirà la vendita libera.

Caso Zarate: l’arbitrato slitta a martedì. E Radu sarà multato per le offese alla Roma



La riunione del Collegio Arbitrale che avrebbe dovuto esprimersi sul caso Zarate prevista per la giornata di oggi, è stata invece annullata. Il primo round della contesa che vede anteposti l’attaccante di Haedo e la Lazio, slitta così a martedì prossimo. Sempre l’edizione odierna della “Gazzetta dello Sport”, ci avvisa che è prevista invece per oggi la decisione della Disciplinare sul caso di Stefan Radu. Il romeno sarà sanzionato a seguito del deferimento in cui era incappato per essersi espresso offensivamente contro la squadra giallorossa, nel post partita del derby dello scorso 8 aprile. Per il difensore laziale si va verso un patteggiamento con multa.

INTER-LAZIO 1-3



Si infrangono sul campo amico di "San Siro" le ultime speranze europee dell'Inter di Andrea Stramaccioni. Gli errori di Handanovic nel primo tempo e di Alvarez nel secondo, sono stati fatali ai nerazzurri che nonostante una buona prestazione sono stati sconfitti dalla cinica Lazio di Petkovic. Per i laziali un successo importante che tiene viva la speranza di conquistare un posto nella prossima Europa League.

FORMAZIONI - Stramaccioni opta per un ritorno alla difesa a 4 in cui Ranocchia stringe i denti e affianca Juan Jesus formando la coppia centrale della squadra. A centrocampo insieme a Kovacic, confermato come vertice basso della squadra, giocano Kuzmanovic e Cambiasso mentre sulla trequarti, Alvarez e Guarin, supportano il grande ex Tommaso Rocchi.

Petkovic conferma il modulo 4-4-2 e schiera Konko nel ruolo di terzino destro e Radu nel ruolo di terzino sinistro. A centrocampo davanti al calciatore rumeno gioca Candreva mentre, nella parte opposta del campo, Lulic occupa il ruolo di esterno destro. In attacco il tandem formato da Floccari e dal bomber Miroslav Klose, fresco di pokerissimo al Bologna .

PRIMO TEMPO - Al 1' è subito l'Inter a rendersi pericolosa con un gran tiro di Ricky Alvarez respinto con i pugni dall'attento Marchetti. La Lazio risponde poco dopo con Klose ma Juan Jesus è bravo a deviare in corner la sua conclusione. All'8' gran giocata di Kovacic che salta tre uomini e serve bene Rocchi, ma la conclusione del grande ex viene respinta in angolo da Marchetti. Al 21' si sblocca il match: sul traversone di Candreva Handanovic manca clamorosamente il pallone che colpisce la schiena di Ranocchia e termina in rete. Dopo appena un minuto Candreva prova a sfruttare il momento di confusione dell'Inter ma il suo tiro termina a lato di pochissimo.

Al 32', su un capovolgimento di fronte dopo una parata di Handanovic su Candreva, arriva il pareggio dell'Inter con Ricky Alvarez che di testa trova il suo quinto centro stagionale. Galvanizzata dal pareggio l'Inter continua a rendersi pericolosa prima con Cambiasso e poi con Alvarez che viene murato al momento del tiro davanti alla porta ormai sguarnita. All'ultimo minuto di un bellissimo primo tempo, Ranocchia stende Floccari, l'arbitro fischia il calcio di rigore ed Hernanes lo trasforma con freddezza.

SECONDO TEMPO - Come nel primo tempo parte meglio l'Inter che al 49' sfiora il gol del pareggio con un gran tiro di Guarin che termina di poco a lato. Al 58' ancora un'occasione per il colombiano dei nerazzurri ma la sua girata esce di poco alla sinistra di Marchetti. Al 70' Bergonzi concede un calcio di rigore all'Inter per fallo di Cana su Guarin: sul dischetto va Ricky Alvarez ma l'argentino scivola al momento del tiro e la palla termina alta sopra la traversa.

Al 75' Onazi si libera di un avversario e lascia partire un bolide dalla lunghissima distanza che si insacca all'incrocio dei pali e chiude definitivamente la partita. Le ultime occasioni del match arrivano al 92' ma Marchetti è strepitoso a parare prima su Rocchi e poi su Garritano.

CHIAVE - Il rigore fallito da Alvarez e il successivo gol di Onazi hanno spento definitivamente ogni possibilità di rimonta nerazzurra.

MOVIOLA - Giusto il rigore concesso alla Lazio dall'arbitro Bergonzi che però sbaglia a non espellere Ranocchia per chiara occasione da gol. Netto anche il rigore che l'arbitro genovese fischia a favore dell'Inter nella seconda frazione di gara.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Federico Marchetti: un "Mostro", para tutto quello che può parare. E' indubbiamente uno dei migliori portieri in serie A. I suoi interventi si susseguono dal 1' al 94'. Impressionante!

IL PEGGIORE - Andrea Ranocchia: male a fine primo tempo quando stende in area Floccari concedendo il rigore alla Lazio. Confusionario. Nella ripresa esce dal campo per l'ennesimo infortunio subito in stagione.

domenica 5 maggio 2013

Klose nella storia della Lazio e della Serie A



Un immenso Miroslav Klose segna 5 reti ed entra definitivamente nella storia della Serie A. L'attaccante tedesco è stato il grande protagonista del nettissimo successo (6-0) colto dalla Lazio all'Olimpico contro il Bologna.

Era dalla stagione 1985-86 che un giocatore del nostro campionato non realizzava 5 goal tutti assieme. L'ultimo super bomber capace di un'impresa simile era stato il romanista Roberto Pruzzo nel 5-1 rifilato dai suoi all'Avellino.

Altri marcatori multipli (tutti con 5 reti) della storia del campionato italiano sono stati Hamrin (1963-64), Angelillo (1958-59), Galli (1957-58), Del Vecchio (1957-58), Ispiro (1948-49), Mayer (1948-49). Nell'anteguerra, invece, sono da segnalare le imprese di Gabetto (1939-40), Meazza (1937-38), Fasanelli (1930-31), Vecchina (1929-30) e Rossi (1929-30).

Primatisti assoluti rimangono, a quota 6 reti, Omar Sivori (a segno con la Juventus nel 9-1 rifilato all'Inter nel 1960-61) e il grande Silvio Piola con la Pro Vercelli (ai danni della Fiorentina, battuta 7-2 nella stagione 1933-34).

Per Klose l'exploit di oggi è anche un modo, il più clamoroso possibile, per interrompere un digiuno di reti che durava dallo scorso 15 dicembre. Una giornata da ricordare per Miro e per tutti i tifosi della Lazio.

LAZIO-BOLOGNA 6-0



Tutto troppo facile per la Lazio di Petkovic che, nel match dell’Olimpico valido per la 35esima giornata, divora con un tennistico 6-0 un impotente Bologna, incappato in una giornata decisamente no. Strepitosa prestazione di Miroslav Klose, autore di una cinquina superba. Grazie ai tre punti conquistati, i biancocelesti si riportano a ridosso della zona Europa League.

FORMAZIONI – La Lazio, che per la prima volta in campionato si affida al 4-4-2 dall’inizio, si presenta sul manto erboso dell’Olimpico con Floccari al fianco di Klose in attacco. Davanti a Marchetti, agiscono Konko, Dias, Cana e Radu. In mediana Petkovic si affida alle geometrie di Ledesma ed Hernanes con Lulic e Candreva a supporto sugli esterni.

Nel Bologna, Pioli, che deve rinunciare all’infortunato Curci, tra i pali si affida al giovane Stojanovic alla prima presenza dopo due anni in rossoblù. Poi, solito 4-2-3-1 con la fantasia di Gabbiadini, Kone e Diamanti al servizio di Gilardino.

PRIMO TEMPO – Dopo un inizio dove a regnare sono confusione e imprecisione da ambo le parti, il match prende il decollo al 21’, quando Klose insacca una corta respinta di Stojanovic su bomba da fuori di Candreva. I padroni di casa continuano a macinare gioco spiccando il volo al 30’ con Hernanes che, dai venticinque metri, disegna una traiettoria imprendibile per Stojanovic siglando il raddoppio biancoceleste.

La Lazio ci prende gusto e poco dopo è Floccari a sfiorare il tris con un terrificante sinistro dal limite che va a stamparsi sull’incrocio dei pali. È solo il preludio al 3-0, che giunge al 36’ ancora con un incontenibile Klose, puntuale a battere Stojanovic su assist di Lulic. Un Bologna annichilito si deve arrendere all’attaccante tedesco anche al 38’, quando Konko lo serve nell’area piccola per uno dei goal più semplici della sua carriera.

SECONDO TEMPO – La ripresa comincia con Guarente per Taider in mezzo al campo, mentre Petkovic conferma in toto gli undici iniziali. La mossa di Pioli non argina la furia di Klose, che al 52’ incorna un cross di Candreva per il suo personalissimo poker che vale il 5-0. La rabbia del panzer tedesco non trova fine e al 63’ arriva anche il quinto goal con la solita freddezza a pochi passi da Stojanovic.

In un Bologna a dir poco sottotono, gli unici squilli arrivano da Diamanti, che però non riesce ad impensierire a dovere un Marchetti inoperoso. Il 6-0 finale per il Bologna rappresenta la sconfitta più pesante di questa stagione.

LA CHIAVE – Per spaccare una partita inizialmente contratta, è servita tutta la fame di Miroslav Klose che, con la cinquina rifilata al Bologna, tocca quota quindici reti nella classifica cannonieri. Strepitoso anche il goal siglato da Hernanes dalla distanza così come la prestazione sfoderata da Candreva. A causa della scarsa vena dei suoi trequartisti, i rossoblù non sono riusciti ad incidere lasciando troppo spesso Gilardino in balìa della difesa biancoceleste.

MOVIOLA – Sul tap-in vincente di Klose in occasione del goal del vantaggio laziale, l’attaccante tedesco, al momento della conclusione di Candreva respinta da Stojanovic, è leggermente in fuorigioco. Ma per l’assistente Viazzi, la chiamata su un off-side così sarebbe stata da vero fuoriclasse. Al 28’, Abero strattona Candreva lanciato a rete con De Marco che lascia correre. Qualche dubbio sulla decisione del direttore di gara, ma il fallo sarebbe stato comunque fuori dall’aerea di rigore.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Klose. 5 goal in una sola partita, superfluo ogni altro commento.

IL PEGGIORE - Sorensen. Eccessivamente distratto, per Klose è tutto più facile.

sabato 4 maggio 2013

Probabili formazioni Lazio-Bologna


Lazio-Bologna probabili formazioni 35^ giornata Serie A 2013

Il Bologna di Pioli ha raggiunto settimana scorsa quota 40 e si è messo in salvo, con pieno merito. Gli emiliani, trascinati in questa stagione dalla coppia Diamanti-Gilardino, potranno concedersi delle partite di puro divertimento nell'ultimo mese di campionato.

Fermare l'emorragia di punti è essenziale per la Lazio se Klose e compagni vorranno confermarsi nelle coppe europee anche per la prossima stagione. Dopo un girone d'andata fantastico, la squadra di Petkovic ha pagato dazio ai tantissimi infortuni e ai molteplici impegni. La classifica ora piange, ma questa partita potrebbe essere l'occasione giusta per tornare ai 3 punti, in vista anche della finale di coppa Italia.

PROBABILI FORMAZIONI
Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Ciani, Dias, Radu; Candreva, Gonzalez, Ledesma, Hernanes, Lulic; Klose A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Cana, Onazi, Crecco, Pereirinha, Stankevicius, Kozak, Floccari, Saha, Rozi. All.: Petkovic
Squalificati: Biava (1) Indisponibili: Brocchi, Mauri, Ederson

Bologna (4-2-3-1): Agliardi; Garics, Sorensen, Antonsson, Abero; Perez, Taider; Kone, Diamanti, Christodoulopoulos; Gilardino A disp.: Stojanovic, Naldo, Carvalho, Krhin, Motta, Pazienza, Guarente, Riverola, Pasquato, Gabbiadini, Moscardelli. All.: Pioli Squalificati: Morleo (1) Indisponibili: Cherubin, Curci

venerdì 3 maggio 2013

Coppa Italia, un derby per ricchi e tesserati



di Stefano Greco

Lo avevamo anticipato. Qualcuno aveva sorriso, altri avevano gridato alla “cazzata”, ora la realtà è sotto gli occhi di tutti: chi non ha l’abbonamento o la tessera del tifoso, oppure che si è rifiutato di cedere al ricatto di acquistare 30 euro di prodotti Macron in qualche Lazio Style (per assicurarsi così la “priority pass”), difficilmente riuscirà ad acquistare uno dei circa 30.000 biglietti in dotazione alla Lazio per il derby di Coppa Italia. Questo perché l’obiettivo primario dell’Osservatorio del Viminale, è quello di limitare al minimo la vendita dei tagliandi a gente non “tesserata”.

Per evitare rischi all’interno dell’Olimpico, la finale di Coppa Italia sarà trasformata in un derby per “tesserati” e soprattutto per ricchi, visto che i prezzi sono quasi da finale di Champions League: 30 euro per le Curve, 50 euro per i Distinti e 130 euro (sì, avete letto bene…) per le due tribune, la Tevere per la Lazio e la Monte Mario per la Roma, visto che si è deciso di dividere lo stadio per settori evitando qualsiasi tipo di miscuglio tra tifosi delle due squadre.

Se in casa Roma questo non è un grosso problema, oppure è un problema relativo visto l’alto numero di abbonati e di tifosi tesserati, in casa laziale il problema si pone eccome. Togliendo i 7500 abbonamenti “cucciolone”, infatti, gli abbonati reali della Lazio sono meno di 14.000. Quelli in possesso non dell’abbonamento ma della tessera del tifoso, sono pochissimi, quindi circa metà della dotazione di biglietti a disposizione della Lazio, al momento rischia di restare invenduta se l’Osservatorio del Viminale non allenta un po’ le misure restrittive. Ma in casa Lazio hanno trovato subito la soluzione: “Basta andare in un Lazio Style, spendere almeno 30 euro, assicurarsi un ‘priority pass’ e il problema è risolto”. In linguaggio comune questo si chiamerebbe ricatto, ma visto che c’è il derby di mezzo tutto diventa lecito e il “ricatto” si trasforma in “opportunità” che la Lazio offre ai suoi tifosi più fedeli. Grazie a questa “opportunità”, un biglietto di Curva costerà alla fine 60 euro, un Distinto 80 e una Tribuna la modica cifra di 160 euro. Alla faccia della crisi e del rispetto della libertà di chi magari si è abbonato per una vita e poi ha scelto di acquistare ogni settimana il biglietto quando è diventata obbligatoria la tessera del tifoso per sottoscrivere un abbonamento.

Abbiamo assistito a tre settimane di discussioni, di polemiche, di risse politiche e sportive per decidere quando, dove e a che ora giocare questa partita. Un teatrino grottesco che si è spinto fino alla possibilità di giocare addirittura a Pechino e che alla fine ha prodotto il compromesso di giocare sì a Roma, ma di pomeriggio e con una serie di vincoli per acquistare i biglietti tale da far sorgere più di un sospetto che si preferisca uno stadio vuoto o quasi alla possibilità di un tutto esaurito come in tutte le finali giocate in precedenza allo Stadio Olimpico. E con queste premesse, ci sono buone possibilità che almeno questo obiettivo venga raggiunto. Il secondo, quello di evitare scontri, sembra pura utopia, perché questa volta non c’è il pareggio in grado di spegnere i focolai. Questa volta ci sarà un vinto e un vincitore e sarà difficile sia trattenere la rabbia degli sconfitti che arginare la gioia dei trionfatori. Anche perché facendo finta di gettare milioni di ettolitri d’acqua per spegnere qualsiasi focolaio si è fatto di tutto per caricare questa sfida di significati e quindi di tensioni. E tornare indietro proprio ora che per entrambe la finale potrebbe essere l’unico mezzo per ottenere un passaporto per l’Europa per la prossima stagione, sembra difficile, se non addirittura pura e semplice utopia.

giovedì 2 maggio 2013

Canigiani: “Biglietti della Finale in vendita la prossima settimana”



ROMA - La data e l’orario della finale di Coppa Italia tra Lazio e Roma sono state stabilite, rimane il nodo dei biglietti. Per sapere qualcosa di più sull’argomento che interessa da vicino tutti i tifosi, ai microfoni di Radiosei, durante la trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, è intervenuto Marco Canigiani, responsabile marketing della società biancoceleste.

Sembra ormai sicura una suddivisione “in diagonale” dello stadio Olimpico: “La divisione ormai è certa, come l’orario della partita. Ai tifosi della Lazio andrà in settore Nord più la Tribuna Tevere, e a quelli della Roma il lato Sud e la Tribuna Monte Mario. La vendita presumibilmente partirà la prossima settimana, oggi ci sarà un sopralluogo allo stadio per vedere le aree di sicurezza che dovranno essere create tra Monte Mario e Curva Nord che determinerà il numero di biglietti vendibili. Come sapete infatti la Tevere ha una capienza maggiore della Monte Mario, ma si vorrà mantenere equità. Poi ci saranno posti in più destinati a bambini degli oratori, però le due squadre avranno un numero perfettamente identico di tagliandi”.

Il primo periodo di vendita sarà dedicato ai tifosi in possesso della Tessera del Tifoso: “Come avete visto, il dispositivo dell’Osservatorio specifica che la priorità della vendita dei biglietti sarà riservata ai tifosi fidelizzati, cioè i possessori di carte o tessere. Quindi ci saranno dei periodi di prelazione in base alle diverse categorie e credo che ne verranno annunciate domani le modalità. Sicuramente ci sarà una prima fase per “Priority Pass” e abbonati, poi si aprirà anche ai possessori della Tessera del Tifoso che non sono abbonati. Credo che ci sarà la possibilità di farlo anche per i “Cuccioloni”. Chi non ha l’abbonamento ha ancora la possibilità di recarsi nei Lazio Style e sottoscrivere la promozione “Priority Pass. I posti disponibili per ognuna delle due squadre dovrebbero essere 28/29 mila, la Lazio potrebbe esaurirli già con i possessori della Priority Pass, della Tessera del Tifoso e degli abbonamenti”.

Sui prezzi dei biglietti: “Il costo dei tagliandi sicuramente saranno in linea con le altre finali, le cifre esatte usciranno domani ma più o meno saranno quelle. Possono essere presi come riferimento i prezzi della finale dello scorso anno tra Juventus e Napoli. Voglio sottolineare che è importante che i tifosi seguano alla lettera le disposizioni sulle modalità di vendita per evitare confusione. La vendita dovrebbe partire la prossima settimana”.

martedì 30 aprile 2013

Gonzalez accende il derby: “Per chi perde sarà dura dimenticare”



Mancano ancora 360 minuti alla conclusione di questo campionato, ma nella capitale l’attesa per la prossima finale di Coppa Italia inizia a farsi sempre più pressante. In attesa dell’ufficialità in merito alla data e l’orario del match, Alvaro Gonzalez ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Fox Sports: “Ci aspetta una partita spettacolare, che attira un grande seguito non solo in Italia, ma anche a livello internazionale”.

Queste le parole de El Tata, che poi ha aggiunto: “E’ una gara speciale perché un Roma-Lazio in finale di Coppa Italia diventa estremamente importante anche a livello emotivo. Il derby è come un ‘Clasico’, una gara seguita in tutto il mondo, in cui non importa chi gioca meglio. Una partita che resta in bilico per tutti i 90 minuti, che può cambiare in ogni momento. Una gara molto sentita a livello emotivo e che va giocata con il cuore. In questo tipo di partite quello che conta è il risultato. Sono incontri in cui devi dare tutto, ma che allo stesso tempo devi giocare con la testa. E poi è ciò che cerchiamo di fare sempre. La Lazio è una squadra con grande qualità, sa leggere la partita con intelligenza. Spero che riusciremo a dimostrare che la Lazio è la squadra più forte. Quando l’arbitro fischierà la fine chi vince ha fatto una grande stagione, mentre chi uscirà sconfitto chiuderà la stagione con l’amaro in bocca, perché dimenticare una sconfitta in un derby in finale di Coppa Italia sarà molto dura“.

PARMA-LAZIO 0-0


La maledizione continua e nel frattempo l'Europa si allontana. La Lazio continua il periodo di digiuno in trasferta e lo 0-0 col Parma complica ulteriormente la vita ai biancocelesti. Dal 22 dicembre la Lazio non sa più vincere fuori e le cene in settimana gentilmente offerte da Lotito e Marchetti per compattare l'ambiente hanno soddisfatto le pance ma non la classifica. Il Parma trova un punto e ancora 0 reti per la quarta gara consecutiva nonostante il periodo di forma di Amauri.

mauri out — Donadoni punta in difesa su Benalouane e Mesbah esterni. In avanti tridente Biabiany-Amauri-Belfodil e la panca tocca a Sansone. Petkovic ritrova Konko, che mancava dal 25 febbraio. Fuori causa invece Cana e Lulic, rispettivamente vittime di influenza e di uno stiramento al retto femorale. In cabina di regia Ledesma, in mezzo Candreva-Onazi-Hernanes-Ederson, con Mauri escluso a sorpresa. Terminale offensivo Miro Klose.

poco incisivi — Alla vigilia Petkovic aveva chiesto un cambiamento nell’atteggiamento, ma a Parma l’approccio biancoceleste è poco cattivo. I padroni di casa costruiscono l’occasione più ghiotta subito al 3’, quando Biabiany mette una palla deliziosa per Amauri a centroarea. La capocciata c’è, Marchetti pure e la sua reattività giustifica abbondantemente le attenzioni di mercato sul portiere. La Lazio non incide: qualche palla in verticale per pescare Klose, un tiraccio svirgolato dello stesso tedesco e praticamente nient’altro in avanti. Male e troppo poco per agguantare l'Europa. Petko, oltretutto, non può essere contento dei suoi perché in un paio di occasioni si fanno sorprendere in contropiede e non capitolano solo grazie agli errori di Valdes e compagni al momento dell’apertura.

Parma-Lazio: è 0-0 al Tardini
ancora amauri — La ripresa inizia in modo identico rispetto a i primi 45’: subito Parma pericoloso col solito Amauri. La sua girata di destro finisce sul secondo palo mentre Marchetti stavolta resta a guardare. Il primo squillo biancoceleste arriva sull’asse Klose-Ederson, con la fucilata del brasiliano che finisce a lato. La Lazio in trasferta continua a non funzionare, allora al 22’ Petkovic tira via Ederson e butta nella mischia Floccari per dare più sostegno a Klose. Donadoni risponde subito con Sansone- Ninis per Biabiany-Marchionni.

radu, che occasione! — Il Parma si rende nuovamente insidioso, con le conclusioni di Valdes e Amauri a fil di palo. Petko intanto cambia ancora: fuori Klose dentro Kozak. Il ceco ha subito due chance colossali: su una Mirante chiude con i piedi, sull’altra è lo stesso attaccante a non raccogliere il bel traversone di Floccari. Il gol non arriva, ma la Lazio cresce ed è tanto in confronto al nulla del primo tempo. Al 36’ gran palla di Candreva sulla testa di Radu che di testa manda alto di un soffio. Al 44' è Floccari a far tremare il Tardini ma la palla non entra neppure stavolta. Nel finale succede di tutto: espulso Biava per doppia ammonizione e doppio gol annullato, prima a Paletta, poi a Kozak. Il risultato resta piantato sullo 0-0 e l'Europa per la Lazio si allontana.
Azzurra Saggini

venerdì 26 aprile 2013

Probabili formazioni Parma-Lazio



PARMA – Una Lazio alla ricerca dell’Europa League contro il Parma che è quasi salvo, ma per la sicurezza matematica ha bisogno di fare ancora punti. Domenica al Tardini si affrontano due squadre con motivazioni molto diverse. L’ambiente crociato vuole però onorare un campionato, che soprattutto nella prima parte è stato al di sopra delle aspettative. La partita con la Lazio potrebbe segnare il ritorno di Belfodil dal primo minuto e Biabiany in panchina.

Probabili formazioni

Parma (4 – 3 – 3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Belfodil, Amauri, Sansone

Lazio (4 -5 -1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes, Mauri; Klose

giovedì 25 aprile 2013

Scontro sullo stadio e «minaccia» derby all’estero



La Roma giocherà in casa il derby della finale di Coppa Italia contro la Lazio. Non si sa ancora a che ore a, addirittura ci sono dubbi sul dove, ma almeno questo è certo: il sorteggio si è svolto ieri al termine della riunione presso l'Osservatorio sulla manifestazioni sportive, che ancora non si è pronunciato su data e ora dell’evento, al momento previsto per domenica 26 maggio alle 21 all’Olimpico.

Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti delle autorità di pubblica sicurezza, della Lega di A e delle due società. Non è filato tutto liscio. «Abbiamo presentato il progetto studiato insieme ai due club - ha spiegato il dg della Lega, Marco Brunelli - sono state espresse delle perplessità dal punto di vista della gestione della sicurezza, in particolare sulla proposta della suddivisione dell'Olimpico».

Il problema riguarda le due tribune. Prefettura e Questura vorrebbero abbinare la tribuna Tevere alla Nord, riservandole ai tifosi della Lazio, con la Monte Mario e la Curva Sud a disposizione dei tifosi della Roma. Nel progetto presentato dalla Lega, invece, la volontà sarebbe quella di dividere le tribune, destinando la parte centrale della Tevere a una «zona famiglie» da 3.600 posti. La Lega vorrebbe evitare spazi vuoti sugli spalti, ma il rischio è concreto perché le tribune verrebbero vendute unicamente ai sostenitori fidelizzati (pochi rispetto ai posti in vendita) e ci dovrebbero comunque essere delle zone «cuscinetto».

Si rischia la rottura, così la Lega «minaccia» di spostare la gara all’estero. Una forzatura strategica visto che l’ipotesi è quasi impossibile da realizzare: bocciata Pechino, sono arrivate proposte per giocare negli States e in Brasile a Rio, San Paolo o Recife, i club ci stanno ragionando con la Lazio che ha già scartato l’ipotesi Usa. «La data ci auguriamo che non sia più in discussione - conclude Brunelli - mentre la decisione sull'orario spetterà unicamente al Prefetto».

L’orientamento degli organi di pubblica sicurezza sul calcio d’inizio sarebbe quello di proporre l’orario pomeridiano, alle 17. Entro domani si attende l’ufficialità. Potrebbe essere anticipato anche l’inizio di Fiorentina-Roma in programma sabato 4 maggio alle 20.45: il comitato per l’ordine e la sicurezza riunitosi ieri a Firenze chiederà all’Osservatorio che la gara, considerata a rischio, si disputi alle 18.

Simone Pieretti

domenica 21 aprile 2013

Alemanno, derby potrebbe slittare al 29



(ANSA) - ROMA, 21 APR - ''Ho parlato con il prefetto e il ministro degli Interni e ritengo che sia sbagliato disputare la partita il 26 maggio, nei giorni delle elezioni per il sindaco. Si potrebbe far slittare a mercoledi' 29 maggio''. Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a Sky Tg24 a proposito della data della finale di Coppa Italia fra Lazio e Roma.

UDINESE-LAZIO 1-0



La caldissima sfida del Friuli fra Udinese e Lazio si è risolta in favore dei padroni di casa grazie ad un colpo di genio di Antonio Di Natale, abilissimo nel mettere alle spalle di Marchetti su un bell'assist di Gabriel Silva. Le velleità europee dei bianconeri ne escono notevolmente rinforzate.

La partita, forse per l'importanza della posta in palio, è stata molto bloccata per lunghi tratti, con i due schieramenti che si sono annullati a vicenda. Nel secondo tempo i padroni di casa hanno legittimato il successo limitando abilmente le velleitarie iniziative biancocelesti. Il calendario adesso sorride alla squadra di Guidolin che potrebbe presentarsi allo scontro diretto dell'ultima giornata in casa dell'Inter con ancora molto da chiedere al campionato.

FORMAZIONI - Orfano di Muriel Guidolin non rinuncia al centrocampo folto, ma rispetto al solito schiera un uomo in più sulla trequarti: Zielinski e Pereyra agiscono alle spalle di Di Natale. Nella Lazio, orfana di Lulic, c'è Klose dal primo minuto, ma Hernanes si siede in panchina. Petkovic sceglie un modulo speculare a quello dell'Udinese: 3-4-2-1 con Mauri e Candreva tra le linee.

PRIMO TEMPO - I primi minuti della partita sono giocati su ritmi buoni, ma non elevatissimi. La Lazio sembra più in partita rispetto ai padroni di casa e riesce a rendersi pericolosa in un paio di occasioni. Klose ci mette pochissimo ad andare vicino al goal: al 2' manca di pochissimo l'appuntamento col pallone in seguito ad un bel cross di Candreva.

Le squadre sono piuttosto lunghe, ma l'Udinese è troppo lenta in fase di transizione e lascia sempre il tempo di riorganizzarsi alla difesa biancoceleste. Fino al 18' il migliore in campo è senza dubbio Candreva, molto vivace sulla destra, ma a Di Natale basta un guizzo per prendersi il palcoscenico e sbloccare la partita. L'Udinese finalizza alla perfezione la prima azione degna di nota: Gabriel Silva e Pereyra si intendono alla perfezione sulla sinistra col brasiliano che arriva sul fondo e mette in mezzo un pallone delizioso.

Di Natale, lasciato troppo libero dalla difesa laziale, colpisce di prima intenzione in semirovesciata e il suo diagonale volante si va ad insaccare imparabilmente. Un vero e proprio gioiello di balistica e coordinazione che l'eterno Totò regala al pubblico del Friuli. La Lazio è frastornata, ma prova a reagire: più volte arriva alla conclusione, ma Brkic non è mai chiamato al miracolo. A questo punto l'Udinese contiene bene le sfuriate degli ospiti e riesce a mantenere il possesso palla più a lungo degli avversari.

Le occasioni da goal continuano a latitare, ma prima Marchetti e poi la difesa ospite riescono a sbrogliare solo all'ultimo secondo due situazioni spinose. Negli ultimi minuti la Lazio riesce a trovare più costantemente il possesso palla. Ledesma si fa apprezzare in cabina di regia e Candreva continua ad essere molto attivo, ma al duplice fischio il lampo di Di Natale rimane l'unica grande emozione di un primo tempo per il resto molto equilibrato.

SECONDO TEMPO - Le squadre si ripresentano sul terreno di gioco senza variazioni. Nel primo quarto d'ora gli equilibri rimangono simili a quelli della prima frazione, ma il gioco è molto spezzettato, circostanza che chiaramente favorisce chi è già in vantaggio. Per questo motivo Petkovic si decide ad operare un doppio cambio: fuori Ledesma e Stankevicius, dentro il duo brasiliano Ederson-Hernanes, con quest'ultimo ad agire in qualità di regista e l'assetto della squadra che rimane invariato. Arriva subito una fiammata, ma porta i colori dei padroni di casa.

Di Natale serve il giovanissimo Zielinski che però spara su Marchetti in uscita. Adesso l'Udinese aspetta la Lazio ed è pronta a pungere in contropiede: ancora Zielinski e Di Natale sugli scudi, ma la conclusione di quest'ultimo termina a lato. Al 28' la Lazio inserisce la seconda punta - Floccari - al posto di uno dei due trequartisti, Mauri.

Rimane l'incapacità ospite di di produrre occasioni da goal degne di nota: i ritmi sono in costante calo e la partita si sta avviando inesorabilmente verso la vittoria dell'Udinese. L'unico motivo di interesse offerto da questo secondo tempo, per il resto avaro di emozioni, è la grande intesa che maturano il vecchietto Di Natale e il giovanissimo Zielinski. Guidolin negli ultimi dieci minuti concede i meritati applausi all'accoppiata bianconera.

LA CHIAVE - In una partita molto bloccata la differenza l'ha fatta quel campione che risponde al nome di Antonio Di Natale. Il capitano dell'Udinese segna con una splendita semirovesciata e risulta ancora una volta decisivo per la sua squadra.

TATTICA - Nel primo tempo le squadre scendono in campo con due schieramenti speculari. Nella Lazio si cerca di sfondare sulla destra, dove Candreva è molto attivo di fronte al suo ex pubblico. Il contrappasso vuole che l'Udinese prediliga spingere sulla sinistra e proprio da quella zona del campo parte l'azione che porta alla rete di Di Natale.

I padroni di casa sono più abituati a questo tipo di gioco, ma, episodio del goal a parte, la partita risulta davvero molto equilibrata. Anche per metà della ripresa gli schieramenti sono speculari. Cambia qualcosa la Lazio al 28' con l'inserimento di Floccari per Mauri. I risultati però non arrivano e l'Udinese legittima il risultato con una fase difensiva applicata alla perfezione.

MOVIOLA - Partita molto corretta nel primo tempo. Al 30' un intervento deciso di Dias fa cadere un giocatore dell'Udinese in piena area ospite. Il difensore brasiliano colpisce la palla con netto anticipo e quindi è giusto non assegnare il calcio di rigore.

Nel secondo tempo la partita rimane sui binari della correttezza, ma è più spezzettata e l'arbitro comincia ad usare, alla perfezione, il cartellino giallo.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Zielinski. Ha personalità. Cresce alla distanza, provando la giocata che spesso gli riesce, specie nella ripresa. Splendida la sua intesa con Di Natale. Altra scoperta di casa Udinese? Ai posteri l’ardua sentenza.

IL PEGGIORE - Stankevicius. Si propone con convinzione ma sbaglia spesso il cross o l’appoggio. Male anche in fase difensiva, dove è in netta sofferenza contro la velocità di Gabriel Silva. Meglio da centrale che da esterno.

sabato 20 aprile 2013

Udinese-Lazio: ultime, formazioni e statistiche


UDINESE (3-4-2-1): Brkic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Allan, Pinzi, Gabriel Silva; Pereyra, Lazzari; Di Natale. Squalificati: Muriel (1). Indisponibili: nessuno.

LAZIO (4-5-1): Marchetti; Gonzalez, Biava, Dias, Stankevicius; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes, Mauri; Floccari. Squalificati: Cana (1). Indisponibili: Konko, Pereirinha, Brocchi, Lulic.

CONVOCATI
UDINESE: Portieri: Brkic, Padelli, Pawlowski; Difensori: Angella, Basta, Benatia, Danilo, Domizzi, Heurtaux, Gabriel Silva, Pasquale. Centrocampisti: Allan, Badu, Campos Toro, Faraoni, Lazzari, Merkel, Pereyra, Pinzi, Rodriguez. Attaccanti: Di Natale, Maicosuel, Ranegie, Zielinski.

LAZIO: Portieri: Marchetti, Bizzarri, Scarfagna; Difensori: Biava, Ciani, Konko, Dias, Stankevicius; Centrocampisti: Ledesma, Onazi, Mauri, Ederson, Candreva, Gonzalez, Hernanes, Crecco; Attaccanti: Kozak, Saha, Klose, Rozzi, Floccari.

STATISTICHE

Prima della sconfitta per 3-0 dell’andata, l’Udinese era andata in gol contro la Lazio nella massima serie per 11 gare di fila.

Al Friuli l’Udinese ha vinto le ultime due sfide di campionato contro la Lazio, e non perde da cinque giornate.

L’Udinese viene da due vittorie consecutive in Serie A, in questo campionato non ne ha ancora vinte tre di fila.

Prima del successo sul Parma di domenica scorsa, era dall’aprile 2011 (2-1 a Napoli) che l’Udinese non vinceva una partita di campionato senza Antonio Di Natale in campo.

I bianconeri hanno subito tre soli gol nelle ultime otto gare interne di Serie A, mai più di uno a partita.

La Lazio ha vinto solo due volte nelle ultime 12 giornate, sette le sconfitte in questo parziale.

I biancocelesti non sono riusciti a segnare in quattro delle ultime sei gare di campionato.

La Lazio ha vinto solo una delle ultime 11 trasferte di Serie A, e non è riuscita a segnare in sette di queste.

Sono 11 i gol segnati da Antonio Di Natale contro la Lazio in campionato, solo contro la Roma ne ha realizzati di più (13).

L’ultimo gol di Miroslav Klose in Serie A risale allo scorso dicembre, contro l’Inter: da allora sette partite senza segnare, il suo digiuno più lungo da quando milita nel campionato italiano.

mercoledì 17 aprile 2013

Fascetti: “Lazio stanca e rosa non all’altezza, salvo solo..”



Ai microfoni di Radiosei, durante la trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, è intervenuto questa mattina l’ex mister laziale Eugenio Fascetti, che ha commentato la partita di lunedì sera tra Lazio e Juventus: “Ho visto una Lazio brutta e stanca, c’è stata poca gara a partire dal rigore ingenuo provocato da Cana. La partita ha evidenziato tutta la differenza di potenziale tra le due squadre. La Juventus giocava per la prima volta con una sola punta ma ha dei centrocampisti che si inseriscono e cercano la porta, a partire da Pogba. I biancocelesti mi sembra che siano troppo sulle gambe, in più non hanno una rosa abbastanza ampia per affrontare tre competizioni. Salvo soltanto Candreva, è l’unico che vedo in forma, ha passo, buona iniziativa ed è uno dei pochi che riesce a rendersi sempre pericoloso”.

Floccari e Klose possono giocare insieme? “Secondo me si, entrambi si muovono molto e lavorano per la squadra. Sarebbe una buona soluzione tattica e forse è giusto cambiare modulo per tentare di vincere più partite possibili da qui al termine della stagione”.

Sul finale di campionato: “Per il terzo posto bisogna vedere cosa succede domenica sera tra Milan e Juventus, sarà un bel finale di campionato proprio per la lotta al terzo posto e per l’Europa League. Lo Scudetto e il secondo posto mi sembrano già assegnati rispettivamente a Juventus e Napoli. Anche per la retrocessione in Serie B il discorso è ancora aperto”.

martedì 16 aprile 2013

Crecco: "Sono felice per l'esordio, ringrazio Petkovic"



Il giovanissimo centrocampista della Lazio è entrato nel secondo tempo al posto dell'infortunato Ledesma.
Quella che ha vissuto la Lazio non è stata certo una serata meravigliosa, c'è però da giurarci che Luca Crecco non la dimenticherà mai. Il giovanissimo centrocampista biancoceleste infatti, ha fatto il suo debutto in Serie A in un match importante come quello con la Juventus.

Crecco, intervistato ai microfoni di Sky, non ha nascosto la sua emozione: "Ringrazio Petkovic che ha speso belle parole per me. Riuscire a debuttare in una serata come questa è stata una grande emozione".

Il talentino della Lazio non ha ancora compiuto 18 anni: "Sono molto felice per quello che sto facendo, voglio continuare su questa strada qui. Oggi per me era difficile riuscire a fare meglio, ho esordito contro la Juventus, una squadra fortissima".

Il giovanissimo centrocampista della Lazio è entrato nel secondo tempo al posto dell'infortunato Ledesma.

LAZIO-JUVENTUS 0-2



Il conto alla rovescia verso i festeggiamenti è già partito. Quello di Roma era uno degli esami più difficili da qui al termine della stagione: la Juventus l'ha superato in scioltezza, sfruttando appieno le incertezze di una Lazio rimaneggiata e incredibilmente fragile, soprattutto nel reparto arretrato. Grazie ad una doppietta di Vidal i bianconeri si impongono 2-0 all'Olimpico, centrano il quinto successo di fila e allungano ulteriormente sul Napoli, facendo un altro passo avanti verso lo scudetto. Per Petkovic il ko di questa sera ha il sapore dell'addio definitivo al sogno Champions: da sabato sera ad Udine i biancocelesti dovranno accontentarsi di rincorrere un piazzamento nell'Europa meno nobile.

FORMAZIONI - Tra squalifiche e infortuni, Petkovic è costretto a schierare una difesa rabberciata: Ciani e Cana formano la coppia centrale, Gonzalez e Stankevicius occupano le corsie esterne. Poche novità dalla cintola in su: Mauri si riprende una maglia da titolare sull'out di sinistra, Klose è il punto di riferimento avanzato. Senza Chiellini, uscito malconcio dalla sfida con il Bayern, Conte rilancia Peluso accanto a Barzagli e Bonucci. Per la seconda volta da quando è a Torino, il tecnico bianconero schiera un centrocampista in più: Pogba affianca Pirlo e Vidal in mediana, Marchisio si muove qualche metro più avanti a supporto di Vucinic.

PRIMO TEMPO - Di fronte al pubblico delle grandi occasioni, la Lazio parte con li piede pigiato sull'acceleratore. Uno dei più in palla è Hernanes, che prova subito a bissare il gol del derby: la botta da fuori, però, è bloccata senza affanni da Buffon. La Juve sembra patire l'aggressività biancoceleste, ma dopo 8' è già avanti: Cana atterra Vucinic in piena area, Vidal si presenta sul dischetto e spiazza Marchetti. La reazione dei padroni di casa è sterile, il foltissimo centrocampo di Conte rintuzza con disinvoltura le offensive nemiche. Anzi, è Marchetti il portiere più impegnato: su una zampata di Vucinic, il numero uno biancoceleste è chiamato al grande intervento per evitare il raddoppio.

La Lazio fatica a rendersi pericolosa attraverso la manovra e deve affidarsi ai calci da fermo: su un corner da destra, Cana avrebbe la palla buona ma svirgola a due passi da Buffon. Conte perde la pazienza e chiede ai suoi maggior concentrazione, Vidal lo accontenta e raddoppia sfruttando un rimpallo e superando Marchetti con un tocco dolce: dopo meno di mezz'ora la gara è già chiusa. Nell'insolito ruolo di mezza punta, Marchisio è una spina nel fianco della difesa di Petkovic e va ad un passo dal terzo goal. Al di là di una botta da distanza siderale di Candreva, invece, la Lazio non riesce a pungere: gli ospiti gestiscono bene e vanno al riposo meritatamente in vantaggio di due goal.

SECONDO TEMPO - All'uscita dagli spogliatoi Petkovic prova a mischiare le carte, inserendo Ederson e Kozak al posto di Mauri ed Hernanes: la Lazio cambia modulo e passa al 3-4-1-2. La Juve, convinta di aver già chiuso la pratica, inizia la ripresa con un pizzico di sufficienza e deve ringraziare subito Buffon, bravissimo su zuccata di Ciani. Dopo un paio di brividi e qualche urlaccio di Conte, i bianconeri si riassestano e vanno vicinissimi al tris con Marchisio, che si divora un'occasione facile facile ad un passo dalla porta (vuota) biancoceleste. Scampato il pericolo, i padroni di casa ripartono all'assalto, trascinati da un Klose finalmente vivo.

La palla per riaprire la gara, però, capita sulla testa sbagliata, quella di Kozak, che fallisce un'occasione d'oro ad un metro da Buffon. Conte corre ai ripari inserendo Padoin per Lichtsteiner, Petkovic è costretto a rispondere subito per l'infortunio di Ledesma: al suo posto c'è il giovane Crecco, all'esordio assoluto in A. Senza il suo faro in mezzo al campo, la Lazio perde le distanze e lentamente si affloscia. Dal canto loro, gli ospiti non hanno alcuna intenzione di forzare, anzi: fanno girare la sfera e la tengono lontana da Buffon.

Con il match ormai chiuso, Conte concede qualche minuto a Quagliarella e Giaccherini, che però non hanno il tempo di dar notizie di sé: accompagnata dai cori dei propri tifosi, la Juventus festeggia la quinta vittoria consecutiva e si avvicina al secondo tricolore consecutivo.

CHIAVE - Tra infortuni (Dias, Konko e Pereirinha) e squalifiche (Biava, Radu e Lulic), Petkovic è costretto a mandare in campo una difesa troppo rimaneggiata per reggere l'urto dell'attacco della Juventus. Pur senza forzare, i bianconeri affondano che è un piacere fin dall'avvio della sfida: dopo meno di mezz'ora, Vidal ha già fatto prendere al monday night dell'Olimpico una direzione ben precisa.

MOVIOLA - Giannoccaro viene chiamato in causa dopo una manciata di minuti in occasione del penalty per la Juventus: Cana entra da dietro su Vucinic e lo stende, il rigore è nettissimo. Poco dopo è Pogba a invocare la massima punizione per una spinta di Gonzalez: il francese accentua la caduta ma i dubbi restano. Ad inizio ripresa la Lazio chiede l'espulsione di Vidal, che trattiene il pallone per non far battere a Ciani una rimessa laterale: l'arbitro invece punisce il centrale biancoceleste per la reazione sul cileno.

Dalle Pagelle:

IL MIGLIORE - Arturo Vidal. Solito guerriero di qualità. Batte un rigore con freddezza spiazzando Marchetti e s'infila nella colpevole difesa laziale per il 2-0. Come contorno, tante botte, date e prese a ancora diverse occasioni offensive dove fa valere i suoi muscoli.

IL PEGGIORE - Lorik Cana. A dir poco folle l'intervento in scivolata da dietro su Vucinic. Un episodio che ha cambiato una partita e ha marchiato indelebilmente la prestazione dell'albanese che è stato in bambola per quasi tutto il match.

venerdì 12 aprile 2013

La Corte dei Conti: Spaccarotella paghi 1,5 milioni allo Stato


di Valentina Errante e Sara Menafra

ROMA - Non solo la condanna penale. Luigi Spaccarotella, l’agente che aprì il fuoco contro il tifoso della Lazio Gabriele Gabbo Sandri uccidendolo, dovrà risarcire anche il ministero degli Interni: un milione e mezzo di euro, ovvero il 50% del danno subito dall’erario col pagamento, già effettuato, alla famiglia di Gabriele Sandri di 3 milioni di euro di risarcimento e 150mila euro di spese legali.

IL RISARCIMENTO
La sentenza della Corte dei conti di Firenze accoglie la richiesta arrivata dalla procura. E specifica che a fissare un risarcimento più alto «rispetto a quello dovuto in situazioni analoghe» fu l’Avvocatura generale dello stato di Roma, che seguì la transazione in sede civile a nome del ministero degli Interni: «Ai fini della determinazione dell’ammontare del risarcimento del danno - spiegava la proposta di transazione - può tenersi conto della circostanza che la mancata definizione in via bonaria della vicenda, potrebbe essere strumentalizzata dalla tifoseria organizzata della squadra di calcio della S. S. Lazio; una circostanza, quest’ultima, dalla quale potrebbero conseguire pericoli per l’ordine pubblico».

Dunque, Spaccarotella deve pagare la metà della cifra concordata: «Considerato che non appare ascrivibile alla diretta e personale responsabilità dell’assistente Spaccarotella il pagamento di somme ulteriori, rispetto a quelle dovute in situazioni analoghe, versate dall’amministrazione solo per evitare potenziali azioni eversive e violente - scrive la sezione giurisdizionale della Toscana, presieduta da Carlo Greco - la procura ha ritenuto equo imputare alla condotta gravemente colposa del signor Spaccarotella la somma di euro 1.550.000 (pari al 50% di quanto concretamente erogato dalla Amministrazione dell’Interno)».

LA VICENDA
Che la responsabilità del danno erariale subito dal ministero sia di Spaccarotella, concludono i giudici, lo dimostrano le sentenze a suo carico arrivate unanimi fino in Cassazione. Lo scorso 1 agosto, infatti, il Palazzaccio ha confermato la condanna a nove anni e sei mesi, assumendo una ricostruzione dei fatti che non è mai stata messa in dubbio. L’11 novembre del 2007, in una stazione di servizio dalle parti di Arezzo, Sandri e i suoi amici finiscono in una rissa con alcuni tifosi della Juventus. Lo scontro si era praticamente concluso e i due gruppi stavano tornando alle macchine, quando gli agenti della Polstrada che erano dall’altro lato dell’autostrada si sono accorti di quanto succedeva nella stazione di servizio di fronte. E mentre le macchine di tifosi fuggivano, Spaccarotella ha sparato un colpo non in aria ma contro una Renault Megan Scenic. Quella di Gabriele Sandri.

Lulic: "Che carattere questa Lazio, peccato uscire così..."



Il gol della speranza. Stacco imperioso di Senad Lulic, e la Lazio ci crede. Il bosniaco è stato ancora tra i migliori in campo, attraversa uno stato di forma straordinario. Peccato che la sua incornata non abbia trovato seguito per la storica rimonta, come sottolinea ai microfoni di Mediaset Premium: “Abbiamo sbagliato la partita in Turchia per quanto riguarda il risultato, nonostante l’ottimo atteggiamento, oggi abbiamo provato e siamo andati in vantaggio. Purtroppo non abbiamo chiuso la partita, oggi abbiam fatto vedere carattere, abbiam provato tutto ma alla fine non è andata bene”. Sontuose le prestazioni di Lulic e Candreva sugli esterni, dispensatori di traversoni a raffica per le punte, e proprio le due ali hanno confezionato il vantaggio: “Se Candreva fa il cross l’altro è in area a saltare, è stato difficile giocare contro un avversario ben organizzato, peccato perchè siamo usciti in questo modo”. Ora non sarà semplice recuperare le forze per una serie di partite ravvicinate: “Non è facile, ma è il nostro lavoro, è meglio giocare invece che allenarsi”.

Con il suo gol ha fatto sperare i tifosi laziali nella qualificazione, Senad Lulic è deluso per il mancato passaggio del turno come confessa ai microfoni di Sky sport: “Siamo usciti con un avversario che non è più forte di noi, ma dobbiamo guardare avanti”. Non è riuscita la rimonta in Europa League, ora si punta al campionato: “I punti da recuperare sono troppi però tutto è possibile, dobbiamo guardare partita dopo partita. Adesso ci aspetta lunedì la Juventus, ma noi daremo sempre il massimo per vincere, siamo una grande squadra come dimostriamo sul campo”. In chiusura Lulic parla della sua posizione in campo: “Lavoro per dove dice il mister, sono sempre a disposizione della squadra. Per me è importante giocare, destra o sinistra cambia poco”.

Man of the mach per la Uefa tra le fila della Lazio, tanta corsa ed un goal che però non è valso la qualificazione. Senad Lulic è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 100.7 attraverso i quali ha espresso il proprio rammarico. “Per me non è importante il goal, fa arrabbiare uscire con una squadra che non è più forte di noi. Il risultato dell’andata ci ha penalizzato, per questo siamo usciti oggi". La Lazio esce a testa alta dalla competizione e può rammaricarsi per gli episodi sfavorevoli dell'andata, come ricordato anche dal laterale bosniaco. "Se all’andata fischia il rigore su Ederson passiamo noi. Siamo usciti per gli errori di altri, noi abbiamo giocato bene, oggi abbiamo dato tutto, il risulato dell’andata ci ha penalizzato". In chiusura Lulic si sbilancia su chi potrebbe essere, a questo punto, la favorita per la conquista del trofeo. “A noi non importa di chi vince, è uguale. Il Chelsea comunque credo sia è la squadra più forte rimasta nella competizione".

giovedì 11 aprile 2013

Lazio-Fenerbahce 1-1: Lulic illude tutti, Erkin gela l'Aquila e fa volare i turchi



Così come avvenuto ieri per la Juventus, anche l'avventura della Lazio finisce ai quarti di finale di Europa League. Nonostante la netta padronanza di gioco i biancocelesti ottengono solo un 1-1 che non serve a nulla e lancia il Fenerbahceverso la semifinale, la prima in una competizione internazionale della sua storia.

FORMAZIONI - Petkovic si affida a Kozak in attacco e rinuncia a Klose ancora non al meglio che parte inizialmente dalla panchina. Dietro alla punta slovacca agisce da rifinitore Ederson, supportato a centrocampo dalla fantasia e geometria di Hernanes e Ledesma, con la velocità di Candreva e Lilic sulle fasce. Nel Fenerbahce presenti i giustizieri della Lazio dell'andata, Webo e Kuyt; a centrocampo c'è l'ex Chelsea Meireles, in difesa invece una vecchia conoscenza del calcio italiano: Reto Ziegler.

PRIMO TEMPO - I biancocelesti dimostrano sin da subito di avere uno spirito battagliero, necessario per cercare la rimonta che varrebbe la qualificazione. La prima conclusione verso la porta turca è di Candreva dopo tre minuti ma Volkan non ha difficoltà a bloccare la sfera. Molto attivo anche Ederson che cerca la gloria con un siluro da fuori area che però non inquadra la porta.

La inquadra eccome invece Hernanes con un calcio di punizione velenosissimo che mette in grossa difficoltà Volkan il quale rischia di trascinare il pallone oltre la linea di porta. Molto bene anche Lulic, inesauribile sull'out di sinistra, che crossa al limite dell'area dove si coordina perfettamente Candreva che però non riesce ad impensierire il portiere turco. Il Fenerbahce pensa solo a gestire il vantaggio maturato all'andata e non si fa mai vedere dalle parti di marchetti che può dormire sogni tranquilli.

La più grande occasione per la Lazio arriva nel finale di tempo quando Volkan respinge coi piedi un diagonale molto potente di Ederson che però si trovava in una posizione abbastanza defilata. Ancora protagonista poco dopo il portiere turco che blocca in due tempi un tiro al fulmicotone di Hernanes sul quale si avventa come un avvoltoio Kozak: lo slovacco nel tentativo di trovare il pallone trova invece, colpendolo con un calcio, l'estremo difensore del Fenerbahce e viene ammonito; un giallo pesante visto che Kozak era diffidato.

SECONDO TEMPO - La Lazio riprende così come aveva terminato il primo tempo, ossia attaccando: Kozak è sempre attivo e sfiora il goal con un colpo di testa che termina di poco alto sulla traversa. Petkovic inserisce il grande assente Klose per Biava per dare maggior peso all'attacco biancoceleste che qualche minuto dopo riesce finalmente a trovare il meritato vantaggio con una bella incornata di Lulic che sfrutta al meglio un cross al bacio di Candreva riaccendendo le speranze di qualificazione.

Il Fenerbahce capisce che ora si rischia di andare perlomeno ai tempi supplementari e inizia dunque a spingere sull'acceleratore facendosi vedere dalle parti di Marchetti. Intorno alla mezz'ora accade quello che i tifosi laziali non avrebbero mai voluto vedere: la difesa biancoceleste si dimentica in area Caner che non ha difficoltà a scagliare in rete la sua rabbia e a battere un incolpevole Marchetti.

Il goal spegne le speranze della Lazio che però non si arrende e fino all'ultimo prova a vincere la gara: è strepitoso Volkan a disinnescare un colpo di testa di Cana ed è fortunato poco dopo su uno scellerato colpo di testa all'indietro di Yobo che rischia un incredibile autogoal. L'ultima occasione è una potente punizione calciata da Candreva sulla quale però si esalta ancora una volta l'estremo difensore turco.

CHIAVE - L'unica disattenzione della difesa della Lazio ha portato al goal del Fenerbahce, quasi mai pericoloso durante tutta la gara; grande impegno di tutti i giocatori di Petkovic che hanno trovato sulla loro strada un grande Volkan. Da sottolineare però la poca fluidità di manovra soprattutto nel primo tempo quando Hernanes & Co. hanno cercato invano la gloria del goal affidandosi alla soluzione del tiro da fuori.

MOVIOLA - Nonostante la grande intensità di gioco, la gara è stata sostanzialmente corretta da ambo le parti. Giusto il giallo nel primo tempo a Kozak che, nella foga, non si ferma e va a colpire Volkan che nel frattempo era riuscito a far sua la sfera.

mercoledì 10 aprile 2013

Diabolik ci svela il significato della coreografia del derby



Diabolik svela il mistero coreografia: "Sono un padre e figlio laziali! Ecco le iniziative per il Fenerbahce..."
“Speriamo di avere presto uno stadio nostro per far rendere al meglio le nostre coreografie”. Fabrizio Piscitelli, in arte Diabolik, non nasconde uno dei desideri della curva biancoceleste. Intanto il feudo del tifo laziale gongola in seguito ai numerosi complimenti ricevuti dopo la splendida coreografia del derby. Un abisso, in confronto al tourbillon di bandiere e fumogeni inscenato dai giallorossi. In Nord ieri campeggiava una gigantografia di una padre nell’atto di allacciare gli scarpini al proprio figlio. Un gesto tanto semplice quanto carico di significato, che rimanda alla proliferazione della fede biancoceleste di generazione in generazione ed allo stesso tempo indica la necessità di un tifo omogeneo allo stadio. In molti hanno rivisto in quel padre Tommaso Maestrelli, lo storico allenatore del primo scudetto, con il figlio Massimo. Un parallelismo che ha caricato ancor di più il significato simbolico contenuto nella coreografia. Fabrizio ha spiegati ai microfoni di Lazio Style Radio le basi di questa scelta: “In questo derby volevamo dare un messaggio che rappresentasse la tradizione della lazialità che si passa di padre in figlio. Inizialmente doveva rappresentare quattro volti a partire dal 1900 sino ai giorni d'oggi, poi abbiamo dovuto cambiare disegno per un problema di proporzioni, le quattro figure risultavano troppo vicine. Quindi abbiamo optato per quest'altro disegno, prendendo spunto da una foto di un allenatore che allaccia le scarpe ad un suo atleta, riportandolo come un padre che allaccia le scarpe al figlio. Molti ci hanno visto Maestrelli? Sì molti hanno avuto questa intuizione, ma sono solo un padre e un figlio laziali. La coreografia voleva essere anche una risposta alle critiche che ci hanno mosso ultimamente, molti dovrebbero ricordarsi delle cose belle che vengono fatte e non solo di quelle brutte”. Dal derby vinto sugli spalti all’arduo ritorno dei quarti di finale di Europa League contro il Fenerbahce. Il 2-0 del Sukru Saracoglu non può e non deve scoraggiare la Lazio, chiamata ad una vera e propra impresa. Un ulteriore ostacolo è rappresentato dall’assenza del tifo biancoceleste sugli spalti per la seconda gara europea consecutiva. Poco importa perché il cuore del tifo laziale sarà presente all’esterno dello Stadio Olimpico come accaduto nella gara contro lo Stoccarda, con la novità di un’iniziativa tanto originale quanto suggestiva per far sentire la vicinanza e l’amore alla squadra: “In ritorno dalla Turchia ci è venuto in mente di accompagnare la squadra, con dei caroselli di macchine, sino allo stadio giovedì sera, per cercare di ribaltare questa partita, che all'andata ci è stata rubata. Diamo appuntamento alle 17.30/18 per aspettare tutti insieme la squadra e scordarla sino all'Olimpico”. L’idea della curva era di seguire la partita dall’esterno con un maxischermo, ma la lunga trafila burocratica rende quasi impossibile l’attuazione a due giorni dal match, come sottolinea lo stesso Diabolik: “Abbiamo richiesto, a spese nostre, di collocare un mega schermo fuori la Nord per assistere assieme al match, purtroppo ci sono pochi giorni, spero in un miracolo, magari con un aiuto della società. E' un iniziativa per far sentire la nostra voce anche da fuori, ci saremo comunque, ma con uno schermo verrebbe più gente. Sarebbe una cosa bella”.