mercoledì 10 settembre 2008

"Quattro idee per la Lazio in vendita"


“Rebus sic stantibus”. Un modo originale per cominciare a parlare di una squadra di calcio, meno se quella squadra è la Lazio e se il suo presidente, Claudio Lotito, ama deliziare i suoi interlocutori con frasi in latino .

“Stando così le cose, allo stato attuale…”, dicevamo. Sembra, dunque, che il calcio italiano non abbia nessuna voglia di farsi “conquistare” dagli stranieri. Eppure in giro per il mondo ce ne sono di Paperon de Paperoni interessati ad investire. Russi, arabi , americani , solo per citarne alcuni. Il problema è che quando arrivano al confine del Bel Paese i piccoli ostacoli si traformano in muri insormontabili. Da un lato manca una reale voglia di cederle queste squadre di calcio, dall’altra c’è sempre un qualsivoglia “potere forte” che preferisce che le cose restino come sono. “Non alziamo asticelle che fa male a tutti”, diceva qualcuno.

Se l’Inghilterra sta diventando l’Eldorado del tifoso di calcio, con tycoon che si soffiano giocatori a suon di miliardi, l’Italia resta legata al suo “orticello”. Ma prima o poi anche questo stato di cose potrebbe cambiare. E’ il mercato, baby!

Non si può pensare di rimanerne fuori per sempre. Per ora i primi veri attacchi sono stati rispediti al mittente. Ma chissà se davanti ad offerte “irrinunciabili” tutti sapranno dire di no, come ha fatto Rosella Sensi per la Roma rifiutando George Soros.
Dicevamo “Offerta Irrinunciabile”. Due paroline che solo qualche giorno fa sono state pronunciate da un insospettabile: Claudio Lotito. Il presidente della Ss Lazio non ha mai neppure lasciato intravedere una sua possibile disponibilità a passare la mano. E adesso invece…potrebbe pensarci, riflettere, soppesare.

Mai dire mai. Ovviamente non si tratta di un’apertura vera e propria, ma solo di un piccolo spiraglio che prima o poi potrebbe diventare fessurina. Il problema, però, resta un altro: capire chi davvero potrebbe mettere sul piatto tutti questi soldi. E’ difficile fare dei nomi senza rischiare di finire nel mirino della Consob, accusati di aggiotaggio. La Lazio è sempre una società quotata. Ma si potrebbero delineare semplicemente degli identikit. Ci siamo permessi di farne quattro. Qualcuno ritorna, qualcuno ci è già passato, qualcuno potrebbe arrivare. Anche se “rebus sic stantibus” la parola, l’ultima, spetterà sempre a Lotito.

LO STRANIERO - “Yes we can”, se fossimo in America, sarebbe lo slogan più in voga in queste settimane. Siamo in Italia, dove spesso non si può fare. Eppure qualche straniero si è affacciato alla finestra del calcio italiano. Ma non è riuscito ad andare oltre. Però questo potrebbe non averne fatto passare la voglia.
Perché un gruppo straniero dovrebbe essere interessato alla Lazio? Sicuramente perché si tratta di una società con un grande bacino di tifosi, perché si tratta di Roma e perché ha notevoli prospettive di crescita. L’identikit potrebbe essere quello di un importante gruppo, arabo o statunitense, che ha due obiettivi fondamentali: la costruzione dello stadio e il ritorno di immagine.
Lo stadio resta al momento l’elemento chiave per attrarre capitali stranieri. Si sono già mossi fondi arabi e statunitensi per sondare la possibilità di costruire uno stadio a Roma. A questo punto potrebbero anche decidere di fare un passo successivo e presentare un’offerta “irrinunciabile” per l’intero pacchetto. Lazio e stadio. Una cifra possibile? 400-500 milioni di dollari. Il ritorno di immagine non mancherebbe. Resta da capire se davanti ad una proposta di questo tipo non si solleverebbero nuovamente i dubbi di “italianità”. La Lazio deve restare nelle mani di italiani.

IL ROMANTICO - Ernesto Bertarelli. Mister Alinghi. Residente in Svizzera, ma laziale doc. Dopo aver venduto la sua società, la Serono nel 2006, può contare su un patrimonio personale di oltre 10 miliardi di dollari. Al 75esimo posto nella classifica Forbes potrebbe essere definito un “romantico dello sport”. Ha legato il suo nome alla Coppa America, ma in passato viene ricordato dai tifosi biancocelesti per un suo “flirt” con il club.
Era il 2004 e nonostante le numerose smentite in molti ci hanno creduto. Sarebbe stato un ottimo investimento per lui e probabilmente la piazza lo avrebbe accettato come post-Cragnotti come il “timoniere” oltre che salvatore della Patria. La sua passione per la Lazio non è mai tramontata, ma dovrebbe convincersi che il calcio è diventato o può diventare un investimento redditizio. Altrimenti perché spendere tanti soldi? Bertarelli potrebbe anche metterci una passione, quella per i colori, per la maglia, che i gruppi stranieri non hanno.

IL NOSTALGICO - Sergio Cragnotti. Di lui i tifosi della Lazio non dimenticano nulla. Neppure che la sua data di nascita (9 gennaio) coincide con la data della fondazione della Società Sportiva Lazio. Un vero segno del destino. Imprenditore e tifoso, Cragnotti è stato presidente dal 1992 al 2003. E soprattutto ha fatto vincere alla Lazio lo scudetto nel 2000. Resta anche colui che ha fatto sbarcare una società di calcio a Piazza Affari. Per i tifosi della Lazio è “indimenticabile”. E forse anche lui, che dopo numerose vicissitudini giudiziarie, ora vive un periodo di relativa quiete, potrebbe essere interessato a tornare in tribuna Monte Mario. Magari non direttamente, ma mettendo suo figlio Massimo a capo di una cordata di amici imprenditori pronta a rilevare il club. Ma Lotito accetterebbe?

L’OUTSIDER - E alla fine potrebbe anche uscire dal cilindro un imprenditore romano. Un costruttore che vede nel progetto stadio un conveniente ritorno di capitali. In questo caso la lista non sarebbe molto lunga e si potrebbe pensare di entrare nell’azionariato della Lazio con una quota di minoranza, attraverso un aumento di capitale, per poi gradualmente salire e magari alla fine sostituirsi a Lotito. E’ solo un’idea che circola negli ambienti che contano. Ma in questo caso servirebbe capire se il presidente Lotito sia disposto o meno a dividere onori ed onori.

-Alessia Ciampi-

3 commenti:

yashal ha detto...

Grand bel post..complimenti

Anonimo ha detto...

speramo che venna

Anonimo ha detto...

metteteve l'anima in pace... altrimenti per coerenza nun c'annate allo stadio a tifà pe' zarate (altra cazzata de lotito, eh?)